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La mia libertà finisce dove incomincia la vostra...

La speranza di trovare Denise…

Ho come la sensazione che da un momento all’altro avremo la conferma che Denise Pipitone è stata ritrovata… 

Il sottoscritto ad esempio, ha provato tramite il web a dare una mano a quella ricerca … 
Già, nel 2019 ho scritto un post a riguardo: diamo una mano a ritrovare Denise, http://nicola-costanzo.blogspot.com/2019/09/diamo-tutti-una-mano-ritrovare-denise.html e lo scorso anno ho realizzato delle ricostruzioni su come oggi lei possa essere http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/07/denise-pipitone-ecco-come-dovrebbe.html  auspicando che casualmente, nel leggere un mio post, potesse riconoscersi!!!
L’importante comunque è parlarne e soprattutto mantenere alta la speranza che prima o poi, si possa giungere ad una soluzione, quella di  ritrovare finalmente quella bimba, un tempo rapita dalla sua famiglia…  
Ecco perché quando una mia amica Alessandra R. mi ha girato il post su un probabile ritrovamento in Russia, ho sperato tanto che potesse essere lei…

La notizia riportata dal programma televisivo russo a modello “Chi l’ha visto?” (la trasmissione di Rai3 che è riuscita negli anni a risolvere tantissimi casi…) ha parlato di una giovane donna che dalle immagini trasmesse le somiglia molto e che ha dichiarato di essere rapita quando era ancora piccola.. ed è il motivo che la condotta a presentarsi in Tv… 

Cosa dire, speriamo che non sia la solita bufala o che qualcuno non stia provando a promuoversi utilizzando quella propria somiglianza con Denise, provando altresì a raccontando una storia fantasiosa, pur di raggiungere quel po’ di notorietà…
D’altronde non lo scopriamo ora, si sa come l’animo umano non sempre manifesti la sua vera anima, ma il più delle volte si fa condizionare da ciò che lo circonda…
Vedasi peraltro quanto accade in questi ultimi anni, dove l’apparire è diventato più importante dell’essere e dove la realtà e la finzione si modifica e si sostituisce in maniera talmente repentina, da apparire come un “battito“… non di ali, ma di “Tik Tok“!!!  

La speranza di trovare Denise…

Ho come la sensazione che da un momento all’altro avremo la conferma che Denise Pipitone è stata ritrovata… 

Il sottoscritto ad esempio, ha provato tramite il web a dare una mano a quella ricerca … 
Già, nel 2019 ho scritto un post a riguardo: diamo una mano a ritrovare Denise, http://nicola-costanzo.blogspot.com/2019/09/diamo-tutti-una-mano-ritrovare-denise.html e lo scorso anno ho realizzato delle ricostruzioni su come oggi lei possa essere http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/07/denise-pipitone-ecco-come-dovrebbe.html  auspicando che casualmente, nel leggere un mio post, potesse riconoscersi!!!
L’importante comunque è parlarne e soprattutto mantenere alta la speranza che prima o poi, si possa giungere ad una soluzione, quella di  ritrovare finalmente quella bimba, un tempo rapita dalla sua famiglia…  
Ecco perché quando una mia amica Alessandra R. mi ha girato il post su un probabile ritrovamento in Russia, ho sperato tanto che potesse essere lei…

La notizia riportata dal programma televisivo russo a modello “Chi l’ha visto?” (la trasmissione di Rai3 che è riuscita negli anni a risolvere tantissimi casi…) ha parlato di una giovane donna che dalle immagini trasmesse le somiglia molto e che ha dichiarato di essere rapita quando era ancora piccola.. ed è il motivo che la condotta a presentarsi in Tv… 

Cosa dire, speriamo che non sia la solita bufala o che qualcuno non stia provando a promuoversi utilizzando quella propria somiglianza con Denise, provando altresì a raccontando una storia fantasiosa, pur di raggiungere quel po’ di notorietà…
D’altronde non lo scopriamo ora, si sa come l’animo umano non sempre manifesti la sua vera anima, ma il più delle volte si fa condizionare da ciò che lo circonda…
Vedasi peraltro quanto accade in questi ultimi anni, dove l’apparire è diventato più importante dell’essere e dove la realtà e la finzione si modifica e si sostituisce in maniera talmente repentina, da apparire come un “battito“… non di ali, ma di “Tik Tok“!!!  

Il "Clandestino", era lì… proprio alla luce del giorno!!!

Vi ricordate quelle interviste compiute dal giornalista spagnolo David Beriain, già su quel reportage realizzato sugli esponenti della ‘ndrangheta e sui loro loschi meccanismi criminali…

Sembrava qualcosa d’incredibile, ma soprattutto il giornalista dimostrava un grande coraggio a recarsi in quei luoghi e ad affrontare personaggi come quelli visti nel programma…  

Beh…sembra che si sia trattata di una grande minchiata, già… era tutto falso, una montatura creata ad arte… 

Ora sono partite le denunce nei confronti dei promotori di quel programma e di quel suo giornalista “coraggioso”,  che hanno rappresentato una storia falsa pur di venderla ad una Tv… 

Ed ecco quindi che i carabinieri e la Procura di Milano hanno scoperto che la trasmissione mandata in onda sul canale Nove nel 2019 era una falsa inchiesta acquistata dalla Tv per ben 425mila euro.

Alla fine delle indagini preliminari sono state indagate quattro persone per truffa in concorso, tra cui anche il giornalista, mentre il canale si è dichiarata parte offesa…

Certo, serve a poco raccontare quanto accade se poi chi dovrebbe fare emergere quella verità si dimostra peggiore di quegli stessi soggetti che vorrebbe far conoscere!!!

Per fortuna che la parte sana del paese, quella che contrasta quotidianamente la parte infetta di questo paese, continua costantemente a fare il proprio lavoro e non si ferma semplicemente a guardare le minchiate che vanno in onda in Tv, ma con professionalità esamina le prove e procede con le dovute inchieste e di conseguenza con i necessari arresti, siano essi affiliati criminali o improvvisati debuttanti!!!

Il "Clandestino", era lì… proprio alla luce del giorno!!!

Vi ricordate quelle interviste compiute dal giornalista spagnolo David Beriain, già su quel reportage realizzato sugli esponenti della ‘ndrangheta e sui loro loschi meccanismi criminali…

Sembrava qualcosa d’incredibile, ma soprattutto il giornalista dimostrava un grande coraggio a recarsi in quei luoghi e ad affrontare personaggi come quelli visti nel programma…  

Beh…sembra che si sia trattata di una grande minchiata, già… era tutto falso, una montatura creata ad arte… 

Ora sono partite le denunce nei confronti dei promotori di quel programma e di quel suo giornalista “coraggioso”,  che hanno rappresentato una storia falsa pur di venderla ad una Tv… 

Ed ecco quindi che i carabinieri e la Procura di Milano hanno scoperto che la trasmissione mandata in onda sul canale Nove nel 2019 era una falsa inchiesta acquistata dalla Tv per ben 425mila euro.

Alla fine delle indagini preliminari sono state indagate quattro persone per truffa in concorso, tra cui anche il giornalista, mentre il canale si è dichiarata parte offesa…

Certo, serve a poco raccontare quanto accade se poi chi dovrebbe fare emergere quella verità si dimostra peggiore di quegli stessi soggetti che vorrebbe far conoscere!!!

Per fortuna che la parte sana del paese, quella che contrasta quotidianamente la parte infetta di questo paese, continua costantemente a fare il proprio lavoro e non si ferma semplicemente a guardare le minchiate che vanno in onda in Tv, ma con professionalità esamina le prove e procede con le dovute inchieste e di conseguenza con i necessari arresti, siano essi affiliati criminali o improvvisati debuttanti!!!

La tangenziale di Catania e le uscite per i vari collegamenti, restano ahimè in condizioni disastrose!!!

Ma basta… non se ne può più!!!

Vorrei dire… bisogna sempre attendere qualcuno che scrive come il sottoscritto, per prendere i necessari provvedimenti???

Erano mesi che per andare a lavoro non percorrevo più quella nostra tangenziale ed ora purtroppo (e sicuramente per i prossimi anni ) dovrò attraversarla quotidianamente ed il solo pensiero mi fa star male.

Sì… perché c’è una cosa che più di tutte mi da fastidio ed è vedere l’immobilismo dei miei concittadini, quel sapere e vedere con i loro occhi come nulla cambi, ma restano lì… immobili, senza far nulla!!!

Ad inizio mese mi sono trovato presso l’uscita “Zona Industriale Sud” e percorrendo quel tratto di strada che conduce verso la nota “Milano del Sud” ecco che ahimè son finito all’interno di una buca abbastanza profonda, per fortuna senza distruggere una ruota della mia auto…

La cosa assurda è che proseguendo per quella strada, ma basta osservate tutto l’aerea intorno e le strade di ritorno, ci si accorge di come un “formaggio svizzero” abbia meno buche!!!

Peraltro fare lo slalom è inutile, perché solo con una moto si possono evitare quelle buche (ovviamente non quando piove, altrimenti i rischi per quei motociclisti sarebbero sicuramente fatali…) perché impossibile, si può soltanto sperare di prendere quelle meno profonde!!!     

La settimana scorsa come ricorderete ha piovuto, beh… il sottoscritto passava proprio da quella strada, il tratto che riporta verso la tangenziale (mi riferisco alla strada parallela che costeggia l’IKEA), non ci crederete… era piena di auto in fila posteggiate sul lato destro e ciascuno di quei loro conducenti, intenti a cambiare i pneumatici… 

Una vergogna, già,,, tutti sanno di quel disastro e nessuno fa niente e nel frattempo le auto restano in panne sott’acqua!!!

Ovviamente mi sono attivato a mandare una segnalazione e debbo confermare che qualcosa alcuni giorni dopo è accaduto; sì… hanno messo delle barriere metalliche e si è provveduto a fare dei lavori… 

Ma la scena ogni sera si ripete, già come dicevo sopra hanno iniziato a porre in quelle buche dell’asfalto a freddo, ma comprenderete come l’intervento compiuto da quegli addetti, oltre ad essere realizzato in maniera certamente errata, è stato immediatamente asportato dalle auto che vi transitavano, facendo risultando quell’azione del tutto inconcludente…

Riprendendo la tangenziale, questa è costantemente bloccata o quantomeno limitata, quasi sempre a causa di tamponamenti, ma ultimamente anche a causa di lavori stradali…

Mi verrebbe da dire: “ma perché non li hanno compiuti quando questa era completamente inutilizzata” ma ciò aprirebbe ad un discorso più ampio e non è il caso, comunque ritengo che basterebbe montare dei “tutor” e delle telecamere di sorveglianza (come nel tratto autostradale Firenze-Roma) sin dall’ingresso di “Gravina” e fino all’uscita “Zona industriale Nord” e viceversa, per vedere finalmente quella tangenziale funzionare, ah dimenticavo… va limitata altresì la velocità degli articolati presenti i cui autisti, il più delle volte, dimenticano di non guidare un auto, ma bensì un enorme mostro di ferro!!! 

Certo, la speranza sarebbe quella di vedere finalmente un cambiamento, ma da noi si parla soltanto e di fatti se ne vedono pochi, anzi non se ne vedono affatto!!!

La verità è che a nessuno interessa protestare, già… si resta in attesa che qualcosa accada, ma quando ciò accade, sì… quando improvvisamente la legalità s’impone, quando cioè le regole della società civile iniziano a farsi ferree, ecco che improvvisamente esce la vera natura dei miei concittadini che improvvisamente iniziano a farsi sentire ed allora sì che le proteste diventano vigorose, ma solo perché nessuno vuole farsi sottomettere da quei principi.

Ed allora cosa dire… continuiamo così!!! 

Già, son sicuro che anche domattina dovrò assistere all’ennesima riprovevole circostanza di restare bloccato, ma d’altronde si sa… è questo che quella strada da tempo rappresenta: sì… un’avventura!!!

Vorrei segnalare questa manifestazione che si terrà domani 28 Marzo a Catania.

 

NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELLA GESTIONE DELLE CASE DELL’ACQUA DI CATANIA!!! 

Il circolo provinciale di Catania di ltalexit con Paragone ha indetto una manifestazione Sit-in di protesta per domenica 28 marzo dalle ore 10 alle 13 in Piazza Nettuno Catania in opposizione alla decisione della Sidra di esternalizzare la gestione delle case dell’acqua, di cui non si comprendono le ragioni e le necessità. 

L’attuale prezzo per litro, 4 centesimi, ha riscontrato il gradimento dei catanesi, che hanno consumato in un anno circa 2.600.000 litri di acqua, generando utili per circa 70/80 mila euro, riducendo al contempo il consumo di plastica e anidrite carbonica. 

Sembra di assistere al gioco del “distruggere ciò che funziona”. 

Santo Musumeci, in qualità di consigliere italexit del V municipio ed artefice dell’attivazione nel 2019 della casa dell’acqua di piazza Eroi d’Ungheria, sottolinea anche che le case dell’acqua sono un baluardo di legalità, di socializzazione e di riqualificazione delle aree circostanti. 

A questa manifestazione ha già ufficialmente aderito anche il sindacato Federazione del Sociale USB Catania, ed altre associazioni e movimenti sono in corso di adesione. 

Al fine di sensibilizzare la cittadinanza riguardo il bene principale della vita, quale l’acqua, ltalexit con Paragone donerà, a titolo simbolico, alla cittadinanza 500 litri di acqua, prelevati dalla casa dell’acqua sita proprio in Piazza Nettuno. 

Verrà donato un litro a ciascun cittadino che interverrà alla manifestazione, alla sola condizione che si venga muniti di bicchieri, bottiglie in vetro. 

La legalità e la trasparenza sono essenziali come l’acqua, e non sono oggetto di privatizzazione, in quanto beni primari di una comunità. 

Il Coordinatore Provinciale Italexit con Paragone – Catania Santo Musumeci.

Vorrei segnalare questa manifestazione che si terrà domani 28 Marzo a Catania.

 

NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELLA GESTIONE DELLE CASE DELL’ACQUA DI CATANIA!!! 

Il circolo provinciale di Catania di ltalexit con Paragone ha indetto una manifestazione Sit-in di protesta per domenica 28 marzo dalle ore 10 alle 13 in Piazza Nettuno Catania in opposizione alla decisione della Sidra di esternalizzare la gestione delle case dell’acqua, di cui non si comprendono le ragioni e le necessità. 

L’attuale prezzo per litro, 4 centesimi, ha riscontrato il gradimento dei catanesi, che hanno consumato in un anno circa 2.600.000 litri di acqua, generando utili per circa 70/80 mila euro, riducendo al contempo il consumo di plastica e anidrite carbonica. 

Sembra di assistere al gioco del “distruggere ciò che funziona”. 

Santo Musumeci, in qualità di consigliere italexit del V municipio ed artefice dell’attivazione nel 2019 della casa dell’acqua di piazza Eroi d’Ungheria, sottolinea anche che le case dell’acqua sono un baluardo di legalità, di socializzazione e di riqualificazione delle aree circostanti. 

A questa manifestazione ha già ufficialmente aderito anche il sindacato Federazione del Sociale USB Catania, ed altre associazioni e movimenti sono in corso di adesione. 

Al fine di sensibilizzare la cittadinanza riguardo il bene principale della vita, quale l’acqua, ltalexit con Paragone donerà, a titolo simbolico, alla cittadinanza 500 litri di acqua, prelevati dalla casa dell’acqua sita proprio in Piazza Nettuno. 

Verrà donato un litro a ciascun cittadino che interverrà alla manifestazione, alla sola condizione che si venga muniti di bicchieri, bottiglie in vetro. 

La legalità e la trasparenza sono essenziali come l’acqua, e non sono oggetto di privatizzazione, in quanto beni primari di una comunità. 

Il Coordinatore Provinciale Italexit con Paragone – Catania Santo Musumeci.

Trasporti, Musumeci al ministro: “Si al tavolo di confronto a Roma ma il collegamento stabile nello Stretto resta prioritario”

Pronti a sederci a un Tavolo di confronto col Ministero, bene soluzioni immediate atte a velocizzare l’attraversamento “dinamico” dello Stretto, ma il collegamento stabile tra Sicilia e Calabria resta per noi una priorità fondamentale. 

E sul Cas Roma decida se vuole riprendersi in toto le concessioni autostradali o aiutarci a sostenere il risanamento di un ente che abbiamo trovato depotenziato». E’ quanto ha detto il presidente della Regione, Nello Musumeci, al ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, nel corso dell’incontro in video conferenza di questa mattina. Presenti anche  l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone e i dirigenti generali dei dipartimenti Infrastrutture e Tecnico, Fulvio Bellomo e Salvatore Lizzio.

Il ministro Giovannini ha proposto l’istituzione di un Tavolo di confronto tra il Ministero e la Regione Siciliana su alcuni nodi relativi alle infrastrutture e ai trasporti dell’Isola. Ha poi ribadito la decisione di non includere il collegamento stabile nello Stretto nel Pnrr, anticipando di aver chiesto alla commissione che sta affrontando la valutazione dell’opera indicazioni «su cosa si può fare nel breve termine per migliorare l’attraversamento “dinamico”, su cui ci sono grandissimi margini per operare subito, fermo restando che non si tratta di una alternativa al collegamento stabile». 

«Cogliamo la grande disponibilità da parte del ministro – ha detto il presidente Musumeci – e ben venga il tavolo di confronto al quale siamo pronti a sederci immediatamente. Soluzioni nell’immediato per velocizzare l’attraversamento dello Stretto ci vedono assolutamente disponibili. Sia chiaro, però, che il nostro Governo sta scommettendo sul trasporto ferroviario e che per noi l’alta velocità per poter passare da Messina a Reggio Calabria in tre minuti rimane una necessità fondamentale. Solo così potremo fare della Sicilia una piattaforma logistica del Mediterraneo e dare ai siciliani trasporti degni di una Nazione civile». 

Sul “nodo” delle concessioni al Cas Musumeci ha fatto presente come il governo regionale «abbia ereditato un carrozzone, trasformandolo in tre anni in un ente sano e serio, malgrado debba recuperare anni di omissioni e di mancate manutenzioni. Perciò, se lo Stato vorrà riprendersi le concessioni lo faccia in toto, non ci strapperemo le vesti. Altrimenti, ci sostenga nel processo di risanamento del Cas, per esempio versando nelle casse dell’ente i 110 milioni ancora attesi per la Siracusa-Gela. Sarà un tema di discussione al tavolo di confronto».

Durante l’incontro si è parlato anche delle opere da affidare a una gestione commissariale per velocizzarne l’iter: le arterie stradali Catania-Ragusa (per la quale il ministro ha confermato che commissario sarà il presidente della Regione) e la strada statale 640 “Strada degli scrittori”; la linea ferroviaria Palermo-Trapani (via Milo) e l’ammodernamento delle direttrici Palermo-Catania-Messina; le infrastrutture idriche; l’edilizia statale; la portualità. 

Il Governo Musumeci, inoltre, ha richiesto l’inserimento nella lista delle opere da affidare a gestione commissariale anche la S.S. 115 Mazara del Vallo-Trapani (1° lotto), la S.S. 683 Licodia Eubea (2° lotto), la Nord-Sud (lotto B5) e la Palermo-Agrigento.

Trasporti, Musumeci al ministro: “Si al tavolo di confronto a Roma ma il collegamento stabile nello Stretto resta prioritario”

Pronti a sederci a un Tavolo di confronto col Ministero, bene soluzioni immediate atte a velocizzare l’attraversamento “dinamico” dello Stretto, ma il collegamento stabile tra Sicilia e Calabria resta per noi una priorità fondamentale. 

E sul Cas Roma decida se vuole riprendersi in toto le concessioni autostradali o aiutarci a sostenere il risanamento di un ente che abbiamo trovato depotenziato». E’ quanto ha detto il presidente della Regione, Nello Musumeci, al ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, nel corso dell’incontro in video conferenza di questa mattina. Presenti anche  l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone e i dirigenti generali dei dipartimenti Infrastrutture e Tecnico, Fulvio Bellomo e Salvatore Lizzio.

Il ministro Giovannini ha proposto l’istituzione di un Tavolo di confronto tra il Ministero e la Regione Siciliana su alcuni nodi relativi alle infrastrutture e ai trasporti dell’Isola. Ha poi ribadito la decisione di non includere il collegamento stabile nello Stretto nel Pnrr, anticipando di aver chiesto alla commissione che sta affrontando la valutazione dell’opera indicazioni «su cosa si può fare nel breve termine per migliorare l’attraversamento “dinamico”, su cui ci sono grandissimi margini per operare subito, fermo restando che non si tratta di una alternativa al collegamento stabile». 

«Cogliamo la grande disponibilità da parte del ministro – ha detto il presidente Musumeci – e ben venga il tavolo di confronto al quale siamo pronti a sederci immediatamente. Soluzioni nell’immediato per velocizzare l’attraversamento dello Stretto ci vedono assolutamente disponibili. Sia chiaro, però, che il nostro Governo sta scommettendo sul trasporto ferroviario e che per noi l’alta velocità per poter passare da Messina a Reggio Calabria in tre minuti rimane una necessità fondamentale. Solo così potremo fare della Sicilia una piattaforma logistica del Mediterraneo e dare ai siciliani trasporti degni di una Nazione civile». 

Sul “nodo” delle concessioni al Cas Musumeci ha fatto presente come il governo regionale «abbia ereditato un carrozzone, trasformandolo in tre anni in un ente sano e serio, malgrado debba recuperare anni di omissioni e di mancate manutenzioni. Perciò, se lo Stato vorrà riprendersi le concessioni lo faccia in toto, non ci strapperemo le vesti. Altrimenti, ci sostenga nel processo di risanamento del Cas, per esempio versando nelle casse dell’ente i 110 milioni ancora attesi per la Siracusa-Gela. Sarà un tema di discussione al tavolo di confronto».

Durante l’incontro si è parlato anche delle opere da affidare a una gestione commissariale per velocizzarne l’iter: le arterie stradali Catania-Ragusa (per la quale il ministro ha confermato che commissario sarà il presidente della Regione) e la strada statale 640 “Strada degli scrittori”; la linea ferroviaria Palermo-Trapani (via Milo) e l’ammodernamento delle direttrici Palermo-Catania-Messina; le infrastrutture idriche; l’edilizia statale; la portualità. 

Il Governo Musumeci, inoltre, ha richiesto l’inserimento nella lista delle opere da affidare a gestione commissariale anche la S.S. 115 Mazara del Vallo-Trapani (1° lotto), la S.S. 683 Licodia Eubea (2° lotto), la Nord-Sud (lotto B5) e la Palermo-Agrigento.

Cassa integrazione in deroga, assessorato Lavoro riapre i termini prima fase.

Per circa 500 aziende siciliane si riaprono i termini per completare le nove settimane di cassa integrazione in deroga relative al periodo compreso tra il 23 febbraio e il 31 agosto 2020. 

Condizione necessaria per accedere ai benefici degli ulteriori provvedimenti emanati dal governo nazionale sempre in materia di cassa integrazione deroga.

«Il provvedimento è stato pubblicato oggi sul sito del dipartimento regionale del Lavoro – afferma l’assessore regionale al Lavoro, Antonio Scavone – e consente alle aziende interessate di presentare la domanda entro il prossimo 31 marzo. 

Provvedimento che si è reso necessario e urgente perché molte aziende siciliane avevano fatto richiesta di cassa integrazione in deroga nella prima fase, e cioè tra il 23 febbraio 2020 e il successivo 31 agosto, per un periodo inferiore a nove settimane. 

Oggi però – continua l’esponente del governo Musumeci – la condizione per accedere ai benefici degli ulteriori provvedimenti in materia di cassa integrazione in deroga è proprio quella di avere completato il periodo di nove settimane relativamente alla prima fase. 

Diamo dunque la possibilità alle aziende di mettersi in regola, completare il primo periodo e richiedere i benefici degli ulteriori provvedimenti nazionali».

Tutte le imprese e i datori di lavoro rientranti nel campo di applicazione della Cig in deroga potranno presentare apposita istanza al dipartimento regionale del Lavoro, consultando sia il sito https://silavora.it/cig-in-deroga-covid-19/ che il portale istituzionale http://pir.regione.sicilia.it dove troveranno tutte le indicazioni necessarie.

«Le domande potranno essere presentate – continua Scavone – a partire da domani (26 marzo) e fino alle ore 24 del 31 marzo prossimo. 

Si tratta di un provvedimento che riguarderà migliaia di lavoratori, visto che per ogni azienda abbiamo mediamente da due a dieci dipendenti interessati al beneficio».

Cassa integrazione in deroga, assessorato Lavoro riapre i termini prima fase.

Per circa 500 aziende siciliane si riaprono i termini per completare le nove settimane di cassa integrazione in deroga relative al periodo compreso tra il 23 febbraio e il 31 agosto 2020. 

Condizione necessaria per accedere ai benefici degli ulteriori provvedimenti emanati dal governo nazionale sempre in materia di cassa integrazione deroga.

«Il provvedimento è stato pubblicato oggi sul sito del dipartimento regionale del Lavoro – afferma l’assessore regionale al Lavoro, Antonio Scavone – e consente alle aziende interessate di presentare la domanda entro il prossimo 31 marzo. 

Provvedimento che si è reso necessario e urgente perché molte aziende siciliane avevano fatto richiesta di cassa integrazione in deroga nella prima fase, e cioè tra il 23 febbraio 2020 e il successivo 31 agosto, per un periodo inferiore a nove settimane. 

Oggi però – continua l’esponente del governo Musumeci – la condizione per accedere ai benefici degli ulteriori provvedimenti in materia di cassa integrazione in deroga è proprio quella di avere completato il periodo di nove settimane relativamente alla prima fase. 

Diamo dunque la possibilità alle aziende di mettersi in regola, completare il primo periodo e richiedere i benefici degli ulteriori provvedimenti nazionali».

Tutte le imprese e i datori di lavoro rientranti nel campo di applicazione della Cig in deroga potranno presentare apposita istanza al dipartimento regionale del Lavoro, consultando sia il sito https://silavora.it/cig-in-deroga-covid-19/ che il portale istituzionale http://pir.regione.sicilia.it dove troveranno tutte le indicazioni necessarie.

«Le domande potranno essere presentate – continua Scavone – a partire da domani (26 marzo) e fino alle ore 24 del 31 marzo prossimo. 

Si tratta di un provvedimento che riguarderà migliaia di lavoratori, visto che per ogni azienda abbiamo mediamente da due a dieci dipendenti interessati al beneficio».

Stabilizzazione bacino Asu, Musumeci: soluzione definitiva dopo 25 anni

L’Assemblea regionale siciliana, su proposta del governo Musumeci, ha votato la norma che stabilizza 4571 lavoratori del bacino Asu.

«Dopo un quarto di secolo, i lavoratori Asu impegnati nella Pubblica amministrazione – afferma il presidente della Regione, Nello Musumeci – possono finalmente trovare la necessaria serenità lavorativa. Merito di tutti, governo e parlamento, per un atto di grande responsabilità. Una tappa ulteriore, questa, sul percorso della stabilizzazione dei precari che abbiamo avviato da due anni».


«Si chiude così una pagina del precariato storico- dice l’assessore regionale al Lavoro, Antonio Scavone – riconoscendo a circa 5 mila persone, che da decenni lavorano all’interno di enti pubblici, lo status di lavoratori. Questa norma è il frutto del lavoro costante che in questi mesi si è sviluppato attraverso il tavolo di consultazione sociale permanente sulle problematiche relative al personale Asu istituito presso il dipartimento Lavoro – aggiunge Scavone – e che ha visto la partecipazione fattiva delle organizzazioni sindacali. Il tavolo ha elaborato, grazie al metodo della concertazione, una proposta percorribile, arricchita con il contributo di tutte le forze politiche, che ha portato al risultato raggiunto del quale tutti dobbiamo essere particolarmente soddisfatti».

Oltre ai 37 milioni già stanziati come negli scorsi anni per il pagamento del sussidio, il governo ha aggiunto ulteriori 10 milioni per il 2021 e per il 2022 e 2023.

«In questa maniera – prosegue Scavone – ai Comuni e a tutti gli enti utilizzatori, come ad esempio le Asp, verrà concesso un contributo per consentire la stabilizzazione di tali lavoratori con un contratto a tempo indeterminato. L’art.46 prevede inoltre – conclude l’assessore al Lavoro – ulteriori altri benefici come la fuoriuscita volontaria dal bacino e l’accompagnamento alla pensione per gli aventi diritto».

Stabilizzazione bacino Asu, Musumeci: soluzione definitiva dopo 25 anni

L’Assemblea regionale siciliana, su proposta del governo Musumeci, ha votato la norma che stabilizza 4571 lavoratori del bacino Asu.

«Dopo un quarto di secolo, i lavoratori Asu impegnati nella Pubblica amministrazione – afferma il presidente della Regione, Nello Musumeci – possono finalmente trovare la necessaria serenità lavorativa. Merito di tutti, governo e parlamento, per un atto di grande responsabilità. Una tappa ulteriore, questa, sul percorso della stabilizzazione dei precari che abbiamo avviato da due anni».


«Si chiude così una pagina del precariato storico- dice l’assessore regionale al Lavoro, Antonio Scavone – riconoscendo a circa 5 mila persone, che da decenni lavorano all’interno di enti pubblici, lo status di lavoratori. Questa norma è il frutto del lavoro costante che in questi mesi si è sviluppato attraverso il tavolo di consultazione sociale permanente sulle problematiche relative al personale Asu istituito presso il dipartimento Lavoro – aggiunge Scavone – e che ha visto la partecipazione fattiva delle organizzazioni sindacali. Il tavolo ha elaborato, grazie al metodo della concertazione, una proposta percorribile, arricchita con il contributo di tutte le forze politiche, che ha portato al risultato raggiunto del quale tutti dobbiamo essere particolarmente soddisfatti».

Oltre ai 37 milioni già stanziati come negli scorsi anni per il pagamento del sussidio, il governo ha aggiunto ulteriori 10 milioni per il 2021 e per il 2022 e 2023.

«In questa maniera – prosegue Scavone – ai Comuni e a tutti gli enti utilizzatori, come ad esempio le Asp, verrà concesso un contributo per consentire la stabilizzazione di tali lavoratori con un contratto a tempo indeterminato. L’art.46 prevede inoltre – conclude l’assessore al Lavoro – ulteriori altri benefici come la fuoriuscita volontaria dal bacino e l’accompagnamento alla pensione per gli aventi diritto».

551 decessi in 24 ore e oltre 18.000 contagiati…

Il Covid non si ferma ed è quanto emerge dai dati forniti dal ministero della Salute sulla diffusione del contagio. 

Il dato odierno è molto più alto di ieri (386) e non si registrava dal 26 gennaio, quando i morti per Covid furono 541. 

Il totale delle vittime dall’inizio della pandemia è ora di 105.879 e sono 335.189 i tamponi molecolari e antigenici effettuati nelle ultime 24 ore, contro i 169.196 di ieri. 

Il tasso di positività è del 5,6% (ieri era all’8,1%), in calo del 2,5%. I casi totali da inizio epidemia sono 3.419.616 , i morti salgono invece a 105.879. 

Ci sono 560.654 attualmente positivi, in calo di 2.413 rispetto a ieri, mentre dall’inizio della pandemia sono invece 2.753.083  i guariti e i dimessi, con un incremento nelle ultime 24 ore di 20.601. 

Cosa dire, qualcuno si era illuso che attraverso il vaccino la pandemia sarebbe scemata, ma a quanto sembra purtroppo non è così!!!

Il sottoscritto tra l’altro ha sentito alcuni giorni fa alcuni amici residenti in Svizzera, i quali mi confermavano una circostanza alquanto enigmatica e cioè che un loro figlio – già a suo tempo contagiato come tutta la famiglia – è stato nuovamente colpito dal Covid… e quasta circostanza ovviamente mi ha messo in allarme, perché mi fa comprendere – a differenza di quanti dicono in Tv – che non solo il virus può tornare a contagiare anche chi è stato già colpito, ma che lo stesso vaccino, non garantisce il contrasto alla diffusione del virus, che viceversa torna mutato ancor più virulento per colpire anche chi era già stato contagiato!!!

La verità è che non se ne sta capendo nulla e tutti si aggrappano (scivolando) a pseudo dati scientifici, che di fatto, non stanno ne in cielo e ne in terra!!! 

551 decessi in 24 ore e oltre 18.000 contagiati…

Il Covid non si ferma ed è quanto emerge dai dati forniti dal ministero della Salute sulla diffusione del contagio. 

Il dato odierno è molto più alto di ieri (386) e non si registrava dal 26 gennaio, quando i morti per Covid furono 541. 

Il totale delle vittime dall’inizio della pandemia è ora di 105.879 e sono 335.189 i tamponi molecolari e antigenici effettuati nelle ultime 24 ore, contro i 169.196 di ieri. 

Il tasso di positività è del 5,6% (ieri era all’8,1%), in calo del 2,5%. I casi totali da inizio epidemia sono 3.419.616 , i morti salgono invece a 105.879. 

Ci sono 560.654 attualmente positivi, in calo di 2.413 rispetto a ieri, mentre dall’inizio della pandemia sono invece 2.753.083  i guariti e i dimessi, con un incremento nelle ultime 24 ore di 20.601. 

Cosa dire, qualcuno si era illuso che attraverso il vaccino la pandemia sarebbe scemata, ma a quanto sembra purtroppo non è così!!!

Il sottoscritto tra l’altro ha sentito alcuni giorni fa alcuni amici residenti in Svizzera, i quali mi confermavano una circostanza alquanto enigmatica e cioè che un loro figlio – già a suo tempo contagiato come tutta la famiglia – è stato nuovamente colpito dal Covid… e quasta circostanza ovviamente mi ha messo in allarme, perché mi fa comprendere – a differenza di quanti dicono in Tv – che non solo il virus può tornare a contagiare anche chi è stato già colpito, ma che lo stesso vaccino, non garantisce il contrasto alla diffusione del virus, che viceversa torna mutato ancor più virulento per colpire anche chi era già stato contagiato!!!

La verità è che non se ne sta capendo nulla e tutti si aggrappano (scivolando) a pseudo dati scientifici, che di fatto, non stanno ne in cielo e ne in terra!!! 

Roma non perda tempo: Collegamento stabile sullo Stretto, Musumeci a "La Sicilia"

«Avrei tutto il diritto a pensar male, secondo la filosofia andreottiana, ma siccome continuo a credere nella leale collaborazione fra le istituzioni, prima di esprimere giudizi definitivi voglio confrontarmi con il ministro Giovannini. L’ho già sentito nei giorni scorsi per l’autostrada Ragusa-Catania e presto ci vedremo per parlare anche di collegamento stabile sullo Stretto». 

Lo afferma il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in una intervista pubblicata oggi dal quotidiano “La Sicilia” riferendosi alle dichiarazioni del ministro Enrico Giovannini secondo il quale “il progetto del ponte di Messina è fuori dal Recovery Plan”. 

Il ministro, dopo che il gruppo tecnico aveva sostanzialmente chiuso i suoi lavori, ha scritto alla commissione per l’attraversamento dello Stretto di Messina, chiedendo di valutare non solo le ipotesi di collegamento stabile fra Sicilia e Calabria ma anche le opzioni relative al potenziamento dei servizi esistenti. 

«La Commissione tecnica – aggiunge Musumeci  – avrebbe dovuto concludere i lavori già alla fine del 2020. E, dunque, si perde tempo a Roma, dove non hanno ben compreso che l’intero sistema di mobilità del Sud d’Italia ruota attorno al transito veloce tra le due coste siculo-calabre. 

Il mio governo ha trasmesso già nei mesi scorsi a Roma, un elenco di infrastrutture prioritarie, da finanziare con i fondi del “Recovery”, con in testa l’opera sullo Stretto. 

E su questo ci confronteremo, senza ammettere furbizie e scorciatoie ad alcuno». 

Nell’intervista si parla anche del confronto che il presidente Musumeci ha avuto con la ministra per il Sud Mara Carfagna, sulle priorità riguardanti la Sicilia. 

«Le nostre richieste non sono cento, ma pochissime. Sarebbe un gravissimo errore continuare con i metodi campanilistici e con la polverizzazione della spesa pubblica, come si è fatto con la Cassa per il  Mezzogiorno: 20 mld del “Recovery” – conclude il Governatore nell’intervista al quotidiano – bastano appena per dare alla nostra Isola alcune delle infrastrutture essenziali». 

Roma non perda tempo: Collegamento stabile sullo Stretto, Musumeci a "La Sicilia"

«Avrei tutto il diritto a pensar male, secondo la filosofia andreottiana, ma siccome continuo a credere nella leale collaborazione fra le istituzioni, prima di esprimere giudizi definitivi voglio confrontarmi con il ministro Giovannini. L’ho già sentito nei giorni scorsi per l’autostrada Ragusa-Catania e presto ci vedremo per parlare anche di collegamento stabile sullo Stretto». 

Lo afferma il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in una intervista pubblicata oggi dal quotidiano “La Sicilia” riferendosi alle dichiarazioni del ministro Enrico Giovannini secondo il quale “il progetto del ponte di Messina è fuori dal Recovery Plan”. 

Il ministro, dopo che il gruppo tecnico aveva sostanzialmente chiuso i suoi lavori, ha scritto alla commissione per l’attraversamento dello Stretto di Messina, chiedendo di valutare non solo le ipotesi di collegamento stabile fra Sicilia e Calabria ma anche le opzioni relative al potenziamento dei servizi esistenti. 

«La Commissione tecnica – aggiunge Musumeci  – avrebbe dovuto concludere i lavori già alla fine del 2020. E, dunque, si perde tempo a Roma, dove non hanno ben compreso che l’intero sistema di mobilità del Sud d’Italia ruota attorno al transito veloce tra le due coste siculo-calabre. 

Il mio governo ha trasmesso già nei mesi scorsi a Roma, un elenco di infrastrutture prioritarie, da finanziare con i fondi del “Recovery”, con in testa l’opera sullo Stretto. 

E su questo ci confronteremo, senza ammettere furbizie e scorciatoie ad alcuno». 

Nell’intervista si parla anche del confronto che il presidente Musumeci ha avuto con la ministra per il Sud Mara Carfagna, sulle priorità riguardanti la Sicilia. 

«Le nostre richieste non sono cento, ma pochissime. Sarebbe un gravissimo errore continuare con i metodi campanilistici e con la polverizzazione della spesa pubblica, come si è fatto con la Cassa per il  Mezzogiorno: 20 mld del “Recovery” – conclude il Governatore nell’intervista al quotidiano – bastano appena per dare alla nostra Isola alcune delle infrastrutture essenziali». 

Consorzio fognario: si cerca in tutti i modi d’evitare il commissariamento!!! Non è che forse qualcuno si preoccupa che si potrebbero scoperchiare situazioni sgradevoli???

Sto leggendo in queste ore sul web tutta una serie d’articoli su quel “Consorzio Rete Fognante”, ed anche su quei 5 milioni di euro dovuti ai mancati trasferimenti da parte dei Comuni, che tra l’altro, sono gli stessi che non hanno provveduto negli anni a mettere in moto quelle necessarie procedure legali affinché affinché i suoi debitori rientrassero in maniera celere delle somme dovute, senza dover attendere le circostanze a cui ora stiamo assistendo. 

Si cerca infatti di capire a chi dare la colpa; il sottoscritto insieme ad alcuni amici aveva segnalato a suo tempo questo problema e chissà se forse qualcuno avesse dato seguito a quelle “segnalazioni”, forse ora non saremmo qui a parlare di questa gravosa situazione!!!

D’altra parte sono passati troppi anni, bastava semplicemente mettere in moto quei necessari provvedimenti, che forse, quel buco di 3-4-5 milioni di euro non ci sarebbe, ma soprattutto non avremmo dovuto coesistere con uno scempio ambientale come quello visto…

Tutti sapevano, sì… anche coloro che oggi scrivono, ma vorrei sapere quanti di loro hanno denunciato questi fatti presso le autorità giudiziarie, ecco… è qui che casca l’asino: nessuno!!!

Ed è il motivo per cui auspico che finalmente su questa vicenda intervenga un commissario sopra le parti, ancor meglio se questo fosse legato alle nostre forze dell’ordine, ad esempio potrebbe essere un funzionario della Gdf , sì… affinché si possa dar seguito ai fatti accaduti e sui quali ritengo vi siano gravi e precise responsabilità!!! 

Poi c’è qualcosa che non comprendo e vorrei che qualcuno di voi mi aiutasse a comprendere…

Il “Consorzio Rete Fognante” è di fatto costituito da quattro Comuni: Taormina, Giardini Naxos, Castelmola e Letoianni; lo stesso Cda ha nominato un Presidente…

Considerato che – da quanto ho potuto comprendere – l’impianto è stato sottoposto a sequestro e la Gdf in queste ore ne sta esaminando i documenti, mi chiedo, perché si è deciso di nominare tre consulenti esterni (tra l’altro quest’ultimi -sembra- interverranno a  titolo gratuito; non capisco perché un professionista dovrebbe imbarcarsi -senza alcun compenso- in una vicenda come quella di cui sopra, dove sono più i problemi che i vantaggi…), perché l’impressione che si riceve, è quella di voler allontanare la “mira” degli organi giudiziari!!!

Già… ho come la sensazione che qualcosa non vada, ad esempio trovo poco convincente quel tentativo di esternalizzare la gestione ad “ATO” di Messina… 

Difatti, se pur non condivido pienamente l’operato compiuto dell’ex Presidente del Consorzio Raneri, viceversa sono d’accordo con egli sulla necessaria pressione da esercitare sull’operato degli inquirenti, affinché questi possano in maniera precisa, verificare la reale situazione debitoria dei Comuni di cui sopra!!!

Concludo ricordando come a pagarne sempre le conseguenze siano i cittadini, gli stessi soggetti che con solerzia hanno negli anni provveduto ad effettuare il pagamento di quei tributi richiesti, pur tuttavia ritrovandosi in questi anni (in particolare nei mesi estivi), a non poter neppure nuotare in quel loro prospiciente mare, lo stesso che, fino a poco tempo fa veniva considerato da tutti, come uno dei più belli del mondo!!!

Consorzio fognario: si cerca in tutti i modi d'evitare il commissariamento!!! Non è che forse qualcuno si preoccupa del rischio che si potrebbero scoperchiare circostanze alquanto sgradevoli???

Sto leggendo in queste ore sul web tutta una serie d’articoli su quel “Consorzio Rete Fognante”, ed anche su quei 5 milioni di euro dovuti ai mancati trasferimenti da parte dei Comuni, che tra l’altro, sono gli stessi che non hanno provveduto negli anni a mettere in moto quelle necessarie procedure legali affinché affinché i suoi debitori rientrassero in maniera celere delle somme dovute, senza dover attendere le circostanze a cui ora stiamo assistendo. 

Si cerca infatti di capire a chi dare la colpa; il sottoscritto insieme ad alcuni amici aveva segnalato a suo tempo questo problema e chissà se forse qualcuno avesse dato seguito a quelle “segnalazioni”, forse ora non saremmo qui a parlare di questa gravosa situazione!!!

D’altra parte sono passati troppi anni, bastava semplicemente mettere in moto quei necessari provvedimenti, che forse, quel buco di 3-4-5 milioni di euro non ci sarebbe, ma soprattutto non avremmo dovuto coesistere con uno scempio ambientale come quello visto…

Tutti sapevano, sì… anche coloro che oggi scrivono, ma vorrei sapere quanti di loro hanno denunciato questi fatti presso le autorità giudiziarie, ecco… è qui che casca l’asino: nessuno!!!

Ed è il motivo per cui auspico che finalmente su questa vicenda intervenga un commissario sopra le parti, ancor meglio se questo fosse legato alle nostre forze dell’ordine, ad esempio potrebbe essere un funzionario della Gdf , sì… affinché si possa dar seguito ai fatti accaduti e sui quali ritengo vi siano gravi e precise responsabilità!!! 

Poi c’è qualcosa che non comprendo e vorrei che qualcuno di voi mi aiutasse a comprendere…

Il “Consorzio Rete Fognante” è di fatto costituito da quattro Comuni: Taormina, Giardini Naxos, Castelmola e Letoianni; lo stesso Cda ha nominato un Presidente…

Considerato che – da quanto ho potuto comprendere – l’impianto è stato sottoposto a sequestro e la Gdf in queste ore ne sta esaminando i documenti, mi chiedo, perché si è deciso di nominare tre consulenti esterni (tra l’altro quest’ultimi -sembra- interverranno a  titolo gratuito; non capisco perché un professionista dovrebbe imbarcarsi -senza alcun compenso- in una vicenda come quella di cui sopra, dove sono più i problemi che i vantaggi…), perché l’impressione che si riceve, è quella di voler allontanare la “mira” degli organi giudiziari!!!

Già… ho come la sensazione che qualcosa non vada, ad esempio trovo poco convincente quel tentativo di esternalizzare la gestione all’ATI Messinese… 

Difatti, se pur non condivido pienamente l’operato compiuto dell’ex Presidente del Consorzio Raneri, viceversa sono d’accordo con egli sulla necessaria pressione da esercitare sull’operato degli inquirenti, affinché questi possano in maniera precisa, verificare la reale situazione debitoria dei Comuni di cui sopra!!!

Concludo ricordando come a pagarne sempre le conseguenze siano i cittadini, gli stessi soggetti che con solerzia hanno negli anni provveduto ad effettuare il pagamento di quei tributi richiesti, pur tuttavia ritrovandosi in questi anni (in particolare nei mesi estivi), a non poter neppure nuotare in quel loro prospiciente mare, lo stesso che, fino a poco tempo fa veniva considerato da tutti, come uno dei più belli del mondo!!!

Consorzio Fognario: come anticipavo, bastava semplicemente inseguire i soldi, ed è ciò che sta accadendo!!!

 

Ora finalmente si sta comprendendo come il buco creato fosse maggiore rispetto a quanto si era previsto…

Basti osservare quanto appena dichiarato dall’ex presidente Raneri: 5 milioni di euro, sembrano cioccolatini… vero???

Eppure sono una montagna di denaro che incredibilmente nessuno si è interessato mai di richiedere o quantomeno ci si è fermati soltanto a quelle semplici richieste, senza mai andare oltre…

Ed ora sono partiti i controlli, già… ora finalmente si esaminano le carte e si prova a comprendere quell’enorme buco finanziario, in quali modi è stato creato, perché non si è provveduto negli anni a coprirlo, chi ha favorito questo disavanzo, chi non ha pagato e sarebbe interessante scoprirne i motivi e chi di contro lo ha fatto e si ritrova incredibilmente indebitato.

Ed allora… in quanti sapevano ed hanno taciuto, infatti, perché nessuno di quei dirigenti, funzionari, politici, ha mai denunciato quanto stava accadendo???

Mi permetto allora di pubblicare il commento amaro di una proprietaria che dopo aver provveduto a pagare la propria amministrazione dichiara di ritrovarsi, insieme ad altri condomini, con un decreto ingiuntivo per circa 400.000 euro!!!

Ed allora mi chiedo: come si pensa di risolvere questo problema??? Chi pagherà per questo sfacelo??? Sicuramente come sempre accade nel nostro paese… nessuno!!!

Nel frattempo quel consorzio rimarrà aperto o chiuso, sarà funzionante oppure continuerà a defluire quella propria fogna nel torrente alcantara per poi giungere a mare…

Certo, come dice la Sig.ra nel post, la sua fiducia, ma anche la nostra fiducia… è che tutto sia rimesso a posto!!!

Cosa aggiungere, sì… la speranza è l’ultima a morire, ma qui ho come l’impressione che saremmo noi cittadini a morire con essa!!!

    

 

Consorzio Fognario: come anticipavo, bastava semplicemente inseguire i soldi, ed è ciò che sta accadendo!!!

 

Ora finalmente si sta comprendendo come il buco creato fosse maggiore rispetto a quanto si era previsto…

Basti osservare quanto appena dichiarato dall’ex presidente Raneri: 5 milioni di euro, sembrano cioccolatini… vero???

Eppure sono una montagna di denaro che incredibilmente nessuno si è interessato mai di richiedere o quantomeno ci si è fermati soltanto a quelle semplici richieste, senza mai andare oltre…

Ed ora sono partiti i controlli, già… ora finalmente si esaminano le carte e si prova a comprendere quell’enorme buco finanziario, in quali modi è stato creato, perché non si è provveduto negli anni a coprirlo, chi ha favorito questo disavanzo, chi non ha pagato e sarebbe interessante scoprirne i motivi e chi di contro lo ha fatto e si ritrova incredibilmente indebitato.

Ed allora… in quanti sapevano ed hanno taciuto, infatti, perché nessuno di quei dirigenti, funzionari, politici, ha mai denunciato quanto stava accadendo???

Mi permetto allora di pubblicare il commento amaro di una proprietaria che dopo aver provveduto a pagare la propria amministrazione dichiara di ritrovarsi, insieme ad altri condomini, con un decreto ingiuntivo per circa 400.000 euro!!!

Ed allora mi chiedo: come si pensa di risolvere questo problema??? Chi pagherà per questo sfacelo??? Sicuramente come sempre accade nel nostro paese… nessuno!!!

Nel frattempo quel consorzio rimarrà aperto o chiuso, sarà funzionante oppure continuerà a far defluire quella propria fogna nel torrente alcantara per quindi giungere a mare???

Certo, come dice la Sig.ra nel post, la sua fiducia, ma anche la nostra fiducia… è che tutto sia rimesso a posto!!!

Cosa aggiungere, sì… la speranza è l’ultima a morire, ma qui ho come l’impressione che saremmo noi cittadini a morire con essa!!!

    

 

Parco fluviale dell’Alcantara e impianti di depurazione

Un impianto progettato per servire i Comuni di Taormina, Giardini Naxos, Letojanni e Castelmola, tra l’altro costruito – grazie ad una scellerata politica – in uno dei posti più belli e naturali al mondo, già… all’interno di un’oasi del parco fluviale.!!!

Il sottoscritto ricorda perfettamente quei luoghi, già quand’erano incontaminati, perché trascorrevo lì accanto le mie vacanze estive ed anche qualche settimana invernale…

Mentre ora è tutto inquinato e sono anni che se ne parla, ma non solo, difatti… sia gli organi competenti, che gli Enti preposti, hanno ricevuto denunce formali, il sottoscritto tra l’altro si è ormai stancato di compiere quegli atti… 

Un malfunzionamento e una gestione di manutenzione del trattamento delle acque reflue finito ora in mano alla Procura della Repubblica di Messina…

Come diceva il giudice Falcone, “bisogna inseguire il denaro” e se qualcuno iniziasse a fare questo, troverebbe il reale problema di quell’impianto e di quanti negli anni  ci hanno marciato e cosa dire del danno erariale, così palese che mi meraviglio come sia stato possibile che nessuno – di quella ambigua filiera – se ne sia mai accorto!!

Le carte ci sono, basterebbe semplicemente leggerle o quantomeno che quei funzionari abbiano la volontà di andarle a prendere, perché in fondo, il problema reale è questo, sì… Quella diffusa omertà che viene continuamente perpetra in ogni circostanza!!! 

Tuttifanno finta di non vedere, non so dirvi se per mera complicità o per loro totale incompetenza, ma forse la verità va ricercata altrove, perché nessuno di essi vuole esporsi personalmente, chissà per non restar coinvolti o ancor peggio, per non intaccare quei rapporti personali di cui un giorno si potrebbe avere bisogno!!! 

Ora in questi giorni è stato nominato il nuovo presidente del “Parco fluviale dell’Alcantara”, sì… dopo le dimissioni del suo predecessore, chissà se finalmente qualcosa inizierà a cambiare, vedremo… e speriamo in bene!!!  

Parco fluviale dell'Alcantara e impianti di depurazione

Un impianto progettato per servire i Comuni di Taormina, Giardini Naxos, Letojanni e Castelmola, tra l’altro costruito – grazie ad una scellerata politica – in uno dei posti più belli e naturali al mondo, già… all’interno di un’oasi del parco fluviale.!!!

Il sottoscritto ricorda perfettamente quei luoghi, già quand’erano incontaminati, perché trascorrevo lì accanto le mie vacanze estive ed anche qualche settimana invernale…

Mentre ora è tutto inquinato e sono anni che se ne parla, ma non solo, difatti… sia gli organi competenti, che gli Enti preposti, hanno ricevuto denunce formali, il sottoscritto tra l’altro si è ormai stancato di compiere quegli atti… 

Un malfunzionamento e una gestione di manutenzione del trattamento delle acque reflue finito ora in mano alla Procura della Repubblica di Messina…

Come diceva il giudice Falcone, “bisogna inseguire il denaro” e se qualcuno iniziasse a fare questo, troverebbe il reale problema di quell’impianto e di quanti negli anni  ci hanno marciato e cosa dire del danno erariale, così palese che mi meraviglio come sia stato possibile che nessuno – di quella ambigua filiera – se ne sia mai accorto!!

Le carte ci sono, basterebbe semplicemente leggerle o quantomeno che quei funzionari abbiano la volontà di andarle a prendere, perché in fondo, il problema reale è questo, sì… Quella diffusa omertà che viene continuamente perpetra in ogni circostanza!!! 

Tuttifanno finta di non vedere, non so dirvi se per mera complicità o per loro totale incompetenza, ma forse la verità va ricercata altrove, perché nessuno di essi vuole esporsi personalmente, chissà per non restar coinvolti o ancor peggio, per non intaccare quei rapporti personali di cui un giorno si potrebbe avere bisogno!!! 

Ora in questi giorni è stato nominato il nuovo presidente del “Parco fluviale dell’Alcantara”, sì… dopo le dimissioni del suo predecessore, chissà se finalmente qualcosa inizierà a cambiare, vedremo… e speriamo in bene!!!  

Biancavilla: bonifica di Monte Calvario, a breve l’avvio dei lavori.

Inizieranno a breve i lavori di bonifica dall’amianto a Monte Calvario nel Comune di Biancavilla, in provincia di Catania. 

L’Urega di Catania ha infatti affidato la storica messa in sicurezza dell’area, sbloccando un’opera da ben quindici milioni di euro finanziata dal governo Musumeci. 

«Dopo anni di abbandono  – sottolinea il presidente della Regione– finalmente si può partire. 

Il governo regionale è riuscito ad attivare un iter che era fermo inspiegabilmente, nonostante una parte dei finanziamenti fosse disponibile. 

Il nostro obiettivo è quello di restituire, così come promesso, il parco alla fruibilità dei cittadini».

I lavori di bonifica e messa in sicurezza permanente dell’area di cava di Monte Calvario, dovuti alla presenza delle pericolosa fibra di amianto detta fluoroedenite, sono stati aggiudicati con un ribasso del 19,26 per cento all’impresa Jonica 2001 di Giarre, sulla base di uno stanziamento complessivo di oltre15 milioni di euro derivante da un accordo quadro sulle bonifiche dei grandi siti inquinati firmato da Regione Siciliana e ministero dell’Ambiente.

«L’instaurarsi di un contenzioso ha allungato un po’ i tempi – spiega l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone – ma oggi ci siamo. 

La media delle gare aggiudicate dagli uffici della Regione, in questi primi tre mesi del 2021, è già superiore a quella ottima del 2020. 

Questo ha effetti tangibili in tutta l’Isola, con l’avvio di cantieri e infrastrutturazione che, passo dopo passo, migliorano la qualità della vita dei siciliani e cambiano volto al territorio. 

A Biancavilla, attraverso l’Accordo quadro voluto dal governo Musumeci, verrà realizzata una bonifica all’avanguardia della ex cava. 

Il sito sarà inoltre oggetto di monitoraggio ambientale e liberato dal degrado oggi esistente. 

Grazie al rilancio di infrastrutture e lavori pubblici innescato dalla Regione, per Biancavilla si chiuderà presto una pagina dolorosa e controversa della propria storia».

Biancavilla: bonifica di Monte Calvario, a breve l'avvio dei lavori.

Inizieranno a breve i lavori di bonifica dall’amianto a Monte Calvario nel Comune di Biancavilla, in provincia di Catania. 

L’Urega di Catania ha infatti affidato la storica messa in sicurezza dell’area, sbloccando un’opera da ben quindici milioni di euro finanziata dal governo Musumeci. 

«Dopo anni di abbandono  – sottolinea il presidente della Regione– finalmente si può partire. 

Il governo regionale è riuscito ad attivare un iter che era fermo inspiegabilmente, nonostante una parte dei finanziamenti fosse disponibile. 

Il nostro obiettivo è quello di restituire, così come promesso, il parco alla fruibilità dei cittadini».

I lavori di bonifica e messa in sicurezza permanente dell’area di cava di Monte Calvario, dovuti alla presenza delle pericolosa fibra di amianto detta fluoroedenite, sono stati aggiudicati con un ribasso del 19,26 per cento all’impresa Jonica 2001 di Giarre, sulla base di uno stanziamento complessivo di oltre15 milioni di euro derivante da un accordo quadro sulle bonifiche dei grandi siti inquinati firmato da Regione Siciliana e ministero dell’Ambiente.

«L’instaurarsi di un contenzioso ha allungato un po’ i tempi – spiega l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone – ma oggi ci siamo. 

La media delle gare aggiudicate dagli uffici della Regione, in questi primi tre mesi del 2021, è già superiore a quella ottima del 2020. 

Questo ha effetti tangibili in tutta l’Isola, con l’avvio di cantieri e infrastrutturazione che, passo dopo passo, migliorano la qualità della vita dei siciliani e cambiano volto al territorio. 

A Biancavilla, attraverso l’Accordo quadro voluto dal governo Musumeci, verrà realizzata una bonifica all’avanguardia della ex cava. 

Il sito sarà inoltre oggetto di monitoraggio ambientale e liberato dal degrado oggi esistente. 

Grazie al rilancio di infrastrutture e lavori pubblici innescato dalla Regione, per Biancavilla si chiuderà presto una pagina dolorosa e controversa della propria storia».

CATANIA: Un finanziere e tre vigili urbani, tra i soggetti in custodia cautelare accusati a vario titolo…

Stavo ascoltando stamattina la radio in auto, quando ho sentito di una operazione in corso nella nostra Provincia da parte della della Dda della Procura etnea che attraverso i militari della guardia di finanza di Catania ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare  nei confronti di 22 persone accusate a vario titolo, di associazione mafiosa,  corruzione, falso in atto pubblico, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta, riciclaggio, autoriciclaggio, corruzione elettorale, estorsioni ed intralcio alla giustizia.

Sembra, secondo le indagini, che tra quei soggetti vi siano tra essi un finanziere e tre uomini della polizia municipale, a cui è stata contestata l’aggravante di avere favorito alcuni clan di quelle abituali associazioni mafiose…

In totale sono 34 le persone indagato e sono state sequestrate quote sociali e patrimoni di ben tre società operanti nel settore dei bar e della ristorazione, per un valore complessivo stimato di circa 5 milioni di euro. Si tratta delle società “Royals”, “Special Boys” e “9 Cereali” fittiziamente intestate ai numerosi prestanome di Buda.

Inoltre nel corso delle indagini, è emersa la condotta corruttiva ed elettorale di un vice brigadiere della guardia di finanza e ad altri esponenti politici locali, ed ancora sono emerse le condotte di altri pubblici ufficiali, tre dei quali appartenenti alla Polizia Municipale di Catania, i quali redigevano false relazioni di servizio per garantire la sussistenza dei requisiti richiesti dalla normativa di settore per garantire l’assegnazione di alloggi popolari da parte dell’IACP. 

Va segnalato come il Comune di Catania abbia in una nota ha dichiarato di aver avviato le procedure per sospendere dal servizio con effetto immediato i vigili urbani. 

Cosa dire, dovrei restare sorpreso da notizie come queste, ma ormai da tempo mi sono convinto che il marcio non vada ricercato esclusivamente in quei cosiddetti ambienti “malavitosi“, ma anche all’interno di quegli apparati pubblici che, per loro stessa natura, dovrebbero rappresentare il primo vero baluardo contro la criminalità organizzata e ai suoi affari illeciti, ma che vede viceversa, come possiamo costatare ahimè da questa ennesima inchiesta giudiziaria, il coinvolgimento proprio di quei suoi uomini “infedeli”, chissà forse definiti con molta leggerezza o dovrei dire erroneamente: “servitori dello Stato”!!!