Lettera aperta a Giorgia Meloni & Co.: pensate anche a noi “benestanti” che paghiamo per tutti!


Caro Presidente del Consiglio,

mi consenta, in questa circostanza, di rivolgermi a Lei non in maniera ufficiosa, ma in modo diretto, da cittadino a Presidente.

Perché è di questo che si tratta: di un cittadino che le parla senza filtri, con la schiettezza di chi ogni giorno fa i conti con le conseguenze delle vostre scelte.

Ed allora, quando con il suo governo promulgate le leggi, non pensate soltanto ai poveri e ai ricchi privilegiati di questo nostro Paese. Già, pensate anche a noi, semplici cittadini, cosiddetti “benestanti“, che purtroppo – da sempre – paghiamo per tutti.

Desidero parlarle di una categoria che ahimè paga sempre e, come riportavo sopra, per tutti!

E sì, parliamo di una fascia medio alta, che ogni giorno si alza per andare a lavorare seriamente, non con le chiacchiere. Già, perché a noi, da sempre, nessuno regala niente. Ma poi ci si ritrova, grazie a tutta una serie di circostanze lavorative e non, certamente positive – quali possono essere stati gli impegni professionali, ma anche quanto beneficiato grazie ai sacrifici compiuti dai propri genitori o dagli stessi familiari prima di essi – improvvisamente agiati, e quindi, pur non avendo chissà quali ricchezze personali, si riesce comunque a stare in una fascia medio alta.

Non parlo di quella altissima, come quella di chi nasce ricco o di chi, attraverso la politica o a tutta una serie di familiari ben inseriti in quel mondo corrotto, fatto di compromessi, di ladrocini, di truffe e raggiri, e soprattutto inseriti in quel sistema clientelare e massone che li lega e li protegge, riesce ad avere incarichi istituzionali, all’interno di strutture pubbliche, oppure gode di nomine o incarichi, dentro quegli Enti che il più delle volte – grazie alle inchieste giudiziarie condotte dalle Procure Nazionali – evidenziano essere il più delle volte, piene di individui infedeli.

Ed allora… è giusto aiutare chi – in questo Paese – si trova in condizioni disagiate (certo, non mettiamoci nuovamente a regalare “redditi di cittadinanza” a chi non li merita…) ed ha bisogno di una mano. Ma dover pagare anche per l’altro terzo del Paese che campa con la politica da sempre, mi riferisco a generazioni posti all’interno del parlamento nazionale, regionale o in quei consigli comunali, ed ancora, vedere individui incompetenti e soprattutto inutili, inseriti dentro strutture pubbliche, che ogni giorno rubano lo stipendio (passando il loro tempo sui social o passeggiando tra le varie stanze di quegli uffici per dialogare su aspetti del tutto personali che nulla hanno a che fare con quella loro “mansione”), ecco, tutto ciò mi sembra stomachevole.

Già, mio caro Presidente del Consiglio, tutto ciò mi fa schifo e mi fa venire il vomito!

E noi… sì, noi… cosiddetti “benestanti” (ma mi consenta di aggiungere, di fatto… poveri) paghiamo per tutti.

E sì… perché paghiamo l’IMU delle nostre proprietà (incredibile… come se lo Stato ci avesse aiutato a comprarle), paghiamo l’Irpef, paghiamo la Tari, e poi tutte le imposte previste, per auto, energia, ristrutturazioni, condomini, etc. Ma non solo: continuiamo a pagare per la sanità, per l’iscrizione dei nostri figli all’Università (il massimo, ovviamente, perché non beneficiamo di ISEE e quant’altro).

Mai un bonus del cazzo, mai niente! Ma nel frattempo paghiamo, paghiamo e continuiamo a pagare sempre. E sì… perché se non paghiamo, lo Stato sa come fare per farci pagare, perché si rivale sulle NOSTRE PROPRIETÀ!

Viceversa  chi si è portato i soldi all’estero, chi intesta a società fittizie i beni e li cela dietro holding o quant’altro, ma anche chi sembra non possedere nulla, non paga un cazzo, ma soprattutto lo Stato non può recuperare nulla, già… neppure una parte di quel suo stipendio, perché – incredibilmente – risulta da sempre nullatenente o disoccupato da trent’anni (poi qualcuno dovrà spiegarmi come ha fatto a campare una moglie e quattro figli!).

E noi, sì… noi… cosiddetti “benestanti”, continuiamo a pagare per tutti!

Lascia un commento