
Il Catania ha appena battuto 2-0 il Cosenza e non posso che essere felice per la squadra, per i tifosi, ma soprattutto per il presidente Pelligra, non tanto nella sua veste di dirigente sportivo, quanto in quella di uomo, imprenditore e, soprattutto, “catanese”, anche se a tutt’oggi non è stato ufficialmente insignito del titolo di cittadino onorario.
Sì… credo che lo meriti, soprattutto ora che ha scelto di devolvere l’intero incasso della partita alla città, colpita come sappiamo, dal ciclone Harry.
Perché non importa, in fondo, la cifra esatta – si parla di circa centomila euro, tra abbonati e biglietti staccati – quanto il gesto in sé. È questo il punto!
È questa la lezione morale che meriterebbe di essere presa a esempio da tanti altri imprenditori di questa terra, troppo spesso più inclini a prendere che a dare – non tutti, per fortuna. Mi riferisco a quelli che, senza alcun merito, anzi spesso grazie a infiltrazioni esterne o a raggiri finanziari ben noti, continuano ad occupare spazi che non gli competono, incrinando il mercato e compromettendo la libera concorrenza.
Pelligra ha detto: «Ho visto immagini terribili, devo fare qualcosa, bisogna agire subito». E lo ha fatto da lontano, dall’Australia, dove si trova in questi giorni, ma con una vicinanza che supera ogni distanza geografica.
E comunque, la sua decisione non è arrivata dopo lunghe riunioni, né dopo attese burocratiche o come farebbero in molti, dopo aver compiuto calcoli opportunistici. È stata fulminea, spontanea e soprattutto “umana”.
I suoi collaboratori l’hanno condivisa all’unisono, e il club intero ha trasformato un semplice incontro di campionato in un atto di solidarietà concreta. Tanti tifosi, del resto, hanno scelto di andare allo stadio non solo per tifare, ma per partecipare a quel gesto, perché anche comprare un biglietto, in questo caso, è diventato un modo per stare accanto alla propria comunità.
L’incasso, al netto delle tasse obbligatorie da versare alla Lega, sarà consegnato alle istituzioni affinché possa raggiungere chi ha perso tutto: attività commerciali, abitazioni, imprese, vite stravolte in poche ore.
E così, mentre Pelligra non potrà essere fisicamente presente alla partita – seguirà comunque l’evento da lontano – sono certo che verrà sommerso da messaggi di stima e gratitudine come questo mio, non solo dagli ambienti sportivi, ma, soprattutto, spero, da quegli imprenditori siciliani che ancora credono in un’idea di impresa fondata sulla responsabilità e sulla crescita della propria terra, non soltanto sul profitto.
Intanto, come abbiamo visto in questi giorni, prosegue il suo impegno per il futuro del calcio catanese; dopo aver perfezionato l’acquisto del centro sportivo di Torre del Grifo, ha deciso che aprirà la struttura non solo alla prima squadra, ma anche ai tanti giovani che giocano a calcio, destinando così alcuni campi alla formazione.
Si capisce da quanto sopra come vi sia una visione ad ampio spettro, che va oltre il risultato sportivo, che guarda alla città, alla sua crescita, al suo tessuto sociale. E non è un caso se, sui social, persino le rivalità storiche si sono dissolte di fronte a un gesto così limpido. Gli stessi tifosi del Palermo hanno rilanciato la notizia con parole di apprezzamento unanime: perché certe azioni ricordano a tutti che lo sport, quando è autentico, sa unire più di quanto divida.
Ma permettetemi di aggiungere che non è solo il Catania a muoversi in questa direzione, sì… anche il Messina, guidato da Justin Davis – un altro imprenditore australiano legato a Pelligra – ha deciso di devolvere due euro per ogni biglietto venduto alla partita contro l’Acireale, a favore delle popolazioni colpite nel litorale jonico.
Segnali chiari, concreti, urgenti. Azioni che non aspettano tempi morti, che non si nascondono dietro promesse vaghe o annunci destinati a evaporare. In un momento in cui troppe cose sembrano bloccate – immobilizzate dalla politica, dalle procedure burocratiche, dai silenzi e dall’indifferenza – ecco che questi gesti aprono un varco. E ci ricordano che, talvolta, basta un atto semplice, ma vero, per ridare fiducia.
Grazie, presidente Pelligra. E un sincero riconoscimento va anche al collega del Messina, che ha saputo guardare oltre la linea del campo…