Come la mafia risponde all’esigenza dei cittadini…

Comprendo perfettamente come molti di voi siano rimasti sconcertati nel leggere il titolo di questo post, ma il sottoscritto – a differenza di quella partecipe ipocrisia – preferisce, a costo di rendersi “sgradevole“, scrivere solitamente ciò che pensa e soprattutto prova a rappresentare quella che è l’unica realtà, a differenza di molti che – con quelle loro chiacchiere – vorrebbero far passare come immaginario o non coerente,  quanto è presente nella vita di molti miei conterranei…
Ma d’altronde chi oggi s’infastidisce, non ha mai fatto alcuna azione di contrasto a quel sistema “infetto”, quantomeno non dalle loro scrivanie istituzionali!!!
D’altronde chi li ha messi lì… ha imposto loro di non fare nulla di eclatante, ma di restare semplicemente tranquilli e demandare ad altri – certamente più coraggiosi di loro – quelle eventuali denunce ed intervenendo esclusivamente ove necessario, per intralciare o per meglio dire sabotare quelle eventuali indagini della magistratura…
Ed allora rientrando nel tema del post, provo ad analizzare in quali modi quell’organizzazione criminale risponde all’esigenza dei cittadini…   
Innanzitutto la prima motivazione è che essa risponde alla prima reale esigenza dei suoi conterranei: il lavoro!!!
Infatti, grazie a quelle procedure d’occultamento di riciclaggio, può permettersi d’investire in vari mercati legali, in particolare nel mondo degli appalti, forniture, generi alimentari, attività commerciali, nelle scommesse online, nella ristorazione e/o nelle strutture ricettive, ecc…
Come potete comprendere, si stratta di attività che incassano denaro quasi sempre in contanti!!!
Ciò permette a quella associazione criminale non solo di ripulire il denaro proveniente da quei loro traffici illegali, ma soprattutto alimenta quel controllo del territorio, che permette loro di ricevere sempre maggiore consenso sociale, da sfruttare successivamente… 
Si crea difatti un vero e proprio scambio culturale/personale, tra quel datore di lavoro “affiliato” e i suoi dipendenti/familiari e compaesani che grazie a quel sistema mafioso/clientelare beneficiano…     
Peraltro,come dare torto a quei poveri cittadini che vedono in quella prosperità il loro unico interesse, un motivo che li allontana da quella situazione precaria che conoscono bene, in quanto li ha posti nel corso della loro vita… disoccupati e senza alcun potere finanziario!!!
Ed è questo passaggio ha rappresentare un punto essenziale per la sopravvivenza di quelle organizzazioni criminali mafiose, in quanto esse – inserendosi in un mercato legale – generano consenso nei propri confronti, non solo creando nuovi posti di lavoro (fornendo quindi un reddito a una parte della popolazione locale delle fasce basse loro vicina), ma aumenta l’interesse di quei funzionari della pubblica amministrazione, ma soprattutto dei politici locali che vedono in loro, una ulteriore possibilità di capitalizzare voti e indirizzarli all’interno del proprio elettorato…
Il nuovo imprenditore “mafioso“, infiltratosi legalmente ora nel sociale, ha la possibilità d’instaurare
e rafforzare una fitta rete di rapporti non solo con quei soggetti ma anche con professionisti dalla prestigiosa visibilità, creando così un’immagine di se stessi rispettabile e soprattutto slegata da quegli ambienti criminali…
Così facendo quell’imprenditore potrà iniziare ad avere il controllo su quel proprio territorio, in particolare nei confronti di quei suoi ormai sottomessi concittadini che hanno permesso ad egli di ottenere non solo quel consenso sociale, ma bensì di poter stabilire un’imposizione su tutta quella che era l’economia locale, attraverso i rapporti con i fornitori, i propri dipendenti,  i dirigenti di Enti, i responsabili della pubblica amministrazione, al fine di avere una gestione controllata sia degli appalti che dei subappalti…
Sì è vero lo Stato c’è, ma ahimè… è la mafia ancor oggi a rispondere all’esigenza dei suoi cittadini!!!

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