Archivi tag: tg1

Benigni al Tg1 e quel ringraziamento a Papa Francesco: Il lapsus che svela un distacco.


Ieri sera, mentre il tempo sembrava fermarsi per un attimo di “pura” televisione, Roberto Benigni ha realizzato un sogno d’infanzia. 

Seduto alla postazione del Tg1, circondato da quella solennità quotidiana che è il telegiornale, ha ringraziato con il cuore in mano e tra i ringraziamenti è spuntato, naturale come un respiro, il nome di Papa Francesco. 

Un attimo dopo, in molti a casa avranno sorriso, pensando a una svista, a una gaffe dettata dall’emozione, è così che è stata raccontata, del resto. Una notizia curiosa, un “lapsus” da archiviare tra i momenti di tenerezza live.

Ma io penso di aver colto qualcosa di più profondo, ed ho  immediatamente condiviso sulla mia pagina di “X” – erano le 20.36 – il bisogno di spostare lo sguardo altrove.

Perché a volte un lapsus non è solo un intoppo della lingua, ma un piccolo tremore dell’anima. Quella parola uscita così, “Francesco”, non suona come un mero errore di cronaca. Suona piuttosto come un’eco, come la voce di un sentimento diffuso che da tempo circola silenzioso tra molti fedeli e osservatori: E’ la voce di una percezione, forse inconsapevole, di un distacco.

Benigni, nel turbinio dell’emozione, ha ringraziato il Papa che per anni è stato un riferimento emotivo, un punto di vicinanza, una presenza familiare nel immaginario collettivo. Senza volerlo, ha messo in luce ciò che molte persone avvertono oggi: una differente sensibilità, un cambio di passo nel modo di sentire il Pontificato. Non si tratta di giudizi teologici o di fedeltà istituzionale, ma di qualcosa di più umano e semplice, come la percezione di una minore empatia, di una minore immediata riconoscibilità spirituale.

Ed è qui che la gaffe diventa sintomo. Benigni, artista sensibilissimo, ha involontariamente tradito non una sua dimenticanza, ma un sentire condiviso. In quel momento, sotto i riflettori, non ha pensato al titolare attuale del soglio pontificio, ma a quello che più risuonava dentro di lui, e dentro a tanti, come figura di riferimento affettivo… 

È un fenomeno che va oltre la Chiesa, in verità, accade ogni volta che un’icona carismatica lascia il posto a un successore: il confronto, a volte silenzioso, tra due modi diversi di essere, di comunicare, di farsi sentire prossimi. E le persone, nel loro intimo, faticano a trasferire lo stesso calore, lo stesso immediato riconoscimento. Benigni ha semplicemente detto, per sbaglio, quello che molti pensano senza dirlo.

Naturalmente, lui non lo ammetterà mai, neanche sotto tortura, sì… sto pensando con ironia alla “Santa Inquisizione“, perché è un attore, non è un teologo o un commentatore. Perché quella era una serata di festa, di sogno realizzato, non una dissertazione sul magistero pontificio. Eppure, proprio nella sua genuinità, nella sua irriverente purezza, ha offerto uno spunto di riflessione potentissimo. 

Ci ha ricordato che i simboli, soprattutto quelli così carichi di umanità, risiedono nel cuore delle persone molto più a lungo di quanto le cronache ufficiali lascino intendere. Che la successione, per quanto canonica e legittima, non sempre coincide con una successione immediata nel sentire comune.

Forse, allora, non dovremmo ridere soltanto della gaffe. Dovremmo ascoltare quel piccolo strappo nel tessuto perfetto della trasmissione. È lì che si è insinuata una verità più grande: a volte, cambiare il nome su un documento è facile. Cambiare il nome che risuona nell’anima, quando si è emozionati, spaventati o semplicemente grati, è un processo molto più lento e intimo

Benigni ieri sera non stava leggendo un “teleprompter” (per chi non lo sapesse è il cosiddetto “gobbo elettronico”, fondamentalmente un dispositivo tecnico che proietta un testo su uno schermo, permettendo a chi parla di leggere il copione mentre guarda direttamente l’obiettivo della telecamera o il pubblico dal vivo), bensì stava parlando col cuore… e il cuore, si sa, ha una memoria e una fedeltà tutta sua, che qualche volta sopravvive persino alla storia.

Mi dispiace solo per Papa Leone XIV, non per una mera svista lessicale, ma perché il suo pontificato è iniziato sotto i riflettori di polemiche pubbliche così aspre, che hanno finito per offuscare, agli occhi di molti, la sua persona prima ancora che il suo magistero potesse risuonare.

In quel lapsus involontario, c’è forse anche l’eco di questa difficoltà collettiva a riconoscersi in un successore la cui immagine è stata, fin dal primo giorno, associata a controversie dolorose e complesse per la Chiesa. Il distacco che molti percepiscono nasce forse anche da qui: da una partenza segnata non dalla grazia di un nuovo inizio, ma dal peso di un passato messo pubblicamente sotto accusa.

Ispirazione dei cristiani…e voto dei cattolici!!!

Oggi ascoltavo il TG1 delle 13.30 e durante le varie notizie politiche, mi accorgevo che, gli esponenti dei partiti intervistati, manifestavano il proprio interesse, per il voto dei cattolici…
Ed allora Carlo Giovanardi del Pdl ricerca quel sostegno d’ispirazione cristiana che ovviamente loro da sempre sostengono ( l’abbiamo visto infatti in questi anni, con quali modi… ), il partito dei Cristiani Popolari con Mario Baccini, chiede a cattolici di ritrovare e riconoscere loro, quale unico movimento, fatto da persone oneste e moralmente apposto e soprattutto che abbiano le idee chiare su progetti futuri…, ecc, ecc…,  e cosa dire del leader dell’UDC, Casini che attraverso quello scudo crociato, tenta di riunire tutti coloro che si riconoscono nel linguaggio della serietà e della verità… ( mi sembra di rivedere quegli appelli fatti secoli fa, prima di partire per una delle tante crociate), tutti cercano ovunque di riciclarsi come nuovi paladini per ricostruire una Italia ormai distrutta… 
Mi vergogno…, già mi vergogno di essere cristiano… ed ancora di più di essere cattolico!!!
Se sono queste le persone che oggi debbano continuare a rappresentarmi, se continuano a  promuovere principi di verità, a cui Cristo a dedicato la propria vita, ecco che non posso che sentirmi offeso e divenire così sempre più laico…
Ciò che si vuole imporre attraverso l’essere cosiddetto ” cristiano ” è quel voler obbligare e canalizzare attraverso la fede, quel flusso di voti, promuovendo i cittadini ad un’impegno costante sia nel campo della politica, che in quello sociale…
Questo voler insistere sulla necessità che il cristiano debba indirizzare il proprio voto, su ragioni che  nulla poi centrano con la religione, su quanto scritto dai vangeli o in quel voler esaltarne la dignità dell’uomo.
Considerato poi, che coloro che sono demandati a governare attraverso quel voto, nulla fanno per una corretta ed operosa convivenza tra gli uomini, anzi attraverso quelle loro azioni, non producono altro che diffondere ovunque disuguaglianza e povertà…, creando differenze di classe, dove per  se e per i propri familiari, conservano una vita fatta di lusso e di sprechi, esternati con altezzosità a  modello sfregio, in particolare nei confronti di quanti purtroppo invece oggi, stanno sopravvivendo…  
E la Chiesa allora perché non si mobilità…??? Non dovrebbe diffondere quegli insegnamenti che fanno parte del messaggio cristiano…???. In quella sua missione evangelizzatrice non dovrebbe lottare per le ingiustizie proponendo nuovi modelli di convivenza, che ne esaltino i valori morali…??? Ed ancora perché non viene espresso un chiaro disappunto, su quanto i nostri politici propongono…??? Perché non voler esporre in maniera definitiva, che le istanze perpetrate da questi partiti nulla centrano con il messaggio evangelico e con le sue esigenze…???
Ecco a tante domande, nessuna risposta chiara!!!
Sorge spontanea allora la domanda: in quali ambiti il cosiddetto “cristiano” deve indirizzare il proprio impegno civile e sociale e dove invece deve porre interesse per la vita politica???
Forse l’impegno deve essere svolto soltanto nell’applicazione delle regole dell’amministrazione pubblica, nell’apprezzamento delle strutture istituzionali, per la promozione e valorizzazione di una sempre più cosciente partecipazione alle attività di una città, eretta per l’uomo e la sua comunità…
Certamente, quanto svolto in questi anni dagli uomini politici, attraverso i ripetuti scandali, economici e sessuali, non hanno fatto altro che creare e diffondere la convinzione, in particolare proprio nei cattolici, che la politica raffiguri ed incarni in se il “male”…, qualcosa da cui allontanarsi e da cui è certamente meglio non averci a che fare…, 
Ecco, che allora, occorre interrogarsi sui modi in cui una comunità ecclesiale, debba e possa contribuire a sviluppare nei suoi membri, un senso profondo della partecipazione alla vita politica, imprimendo in maniera chiara, quali obbiettivi raggiungere e come riuscire a conciliare i benefici della comunità intera, a discapito di quella natura “perversa” umana, che porta tendenzialmente ad esprimere ed a ricercare per se, quei vantaggi e quegli interessi personali, che si attuano proprio attraverso quelle cariche politicamente acquisite…
Ed infine basta a questi politicanti inutili, di tentare con approcci e metodi fuorvianti, misti tra il sacro ed il profano, ingannando con loquaci orazioni, quanto non è di loro pertinenza…
Lascino a chi di dovere, l’altrui competenza!!!

Ispirazione dei cristiani…e voto dei cattolici!!!

Oggi ascoltavo il TG1 delle 13.30 e durante le varie notizie politiche, mi accorgevo che, gli esponenti dei partiti intervistati, manifestavano il proprio interesse, per il voto dei cattolici…
Ed allora Carlo Giovanardi del Pdl ricerca quel sostegno d’ispirazione cristiana che ovviamente loro da sempre sostengono ( l’abbiamo visto infatti in questi anni, con quali modi… ), il partito dei Cristiani Popolari con Mario Baccini, chiede a cattolici di ritrovare e riconoscere loro, quale unico movimento, fatto da persone oneste e moralmente apposto e soprattutto che abbiano le idee chiare su progetti futuri…, ecc, ecc…,  e cosa dire del leader dell’UDC, Casini che attraverso quello scudo crociato, tenta di riunire tutti coloro che si riconoscono nel linguaggio della serietà e della verità… ( mi sembra di rivedere quegli appelli fatti secoli fa, prima di partire per una delle tante crociate), tutti cercano ovunque di riciclarsi come nuovi paladini per ricostruire una Italia ormai distrutta… 
Mi vergogno…, già mi vergogno di essere cristiano… ed ancora di più di essere cattolico!!!
Se sono queste le persone che oggi debbano continuare a rappresentarmi, se continuano a  promuovere principi di verità, a cui Cristo a dedicato la propria vita, ecco che non posso che sentirmi offeso e divenire così sempre più laico…
Ciò che si vuole imporre attraverso l’essere cosiddetto “ cristiano ” è quel voler obbligare e canalizzare attraverso la fede, quel flusso di voti, promuovendo i cittadini ad un’impegno costante sia nel campo della politica, che in quello sociale…
Questo voler insistere sulla necessità che il cristiano debba indirizzare il proprio voto, su ragioni che  nulla poi centrano con la religione, su quanto scritto dai vangeli o in quel voler esaltarne la dignità dell’uomo.
Considerato poi, che coloro che sono demandati a governare attraverso quel voto, nulla fanno per una corretta ed operosa convivenza tra gli uomini, anzi attraverso quelle loro azioni, non producono altro che diffondere ovunque disuguaglianza e povertà…, creando differenze di classe, dove per  se e per i propri familiari, conservano una vita fatta di lusso e di sprechi, esternati con altezzosità a  modello sfregio, in particolare nei confronti di quanti purtroppo invece oggi, stanno sopravvivendo…  
E la Chiesa allora perché non si mobilità…??? Non dovrebbe diffondere quegli insegnamenti che fanno parte del messaggio cristiano…???. In quella sua missione evangelizzatrice non dovrebbe lottare per le ingiustizie proponendo nuovi modelli di convivenza, che ne esaltino i valori morali…??? Ed ancora perché non viene espresso un chiaro disappunto, su quanto i nostri politici propongono…??? Perché non voler esporre in maniera definitiva, che le istanze perpetrate da questi partiti nulla centrano con il messaggio evangelico e con le sue esigenze…???
Ecco a tante domande, nessuna risposta chiara!!!
Sorge spontanea allora la domanda: in quali ambiti il cosiddetto “cristiano” deve indirizzare il proprio impegno civile e sociale e dove invece deve porre interesse per la vita politica???
Forse l’impegno deve essere svolto soltanto nell’applicazione delle regole dell’amministrazione pubblica, nell’apprezzamento delle strutture istituzionali, per la promozione e valorizzazione di una sempre più cosciente partecipazione alle attività di una città, eretta per l’uomo e la sua comunità…
Certamente, quanto svolto in questi anni dagli uomini politici, attraverso i ripetuti scandali, economici e sessuali, non hanno fatto altro che creare e diffondere la convinzione, in particolare proprio nei cattolici, che la politica raffiguri ed incarni in se il “male”…, qualcosa da cui allontanarsi e da cui è certamente meglio non averci a che fare…, 
Ecco, che allora, occorre interrogarsi sui modi in cui una comunità ecclesiale, debba e possa contribuire a sviluppare nei suoi membri, un senso profondo della partecipazione alla vita politica, imprimendo in maniera chiara, quali obbiettivi raggiungere e come riuscire a conciliare i benefici della comunità intera, a discapito di quella natura “perversa” umana, che porta tendenzialmente ad esprimere ed a ricercare per se, quei vantaggi e quegli interessi personali, che si attuano proprio attraverso quelle cariche politicamente acquisite…
Ed infine basta a questi politicanti inutili, di tentare con approcci e metodi fuorvianti, misti tra il sacro ed il profano, ingannando con loquaci orazioni, quanto non è di loro pertinenza…
Lascino a chi di dovere, l’altrui competenza!!!