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Lettera aperta al Presidente del Consiglio – On. Matteo Renzi

Preg.mo Presidente,
desideravo inviare alla Sua persona, il mio personale avallo, sulla decisione di voler commissariare la nostra regione Sicilia, in particolare con riferimento alla questione sugli impianti di depurazione.
Soltanto chi conosce bene questa terra, può comprendere, quali e quante difficoltà vi sono, nel cercare di adempiere al proprio dovere, trovandosi a malincuore, a scontrarsi con quegli interessi, personali ed economici, che sono alla base, di noti “meccanismi” perversi e collusivi. 
E’ una grande soddisfazione, essere rappresentato da Lei ed anche da un mio conterraneo, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che per questa terra, insieme ai propri familiari, ha piantato lacrime di “speranza“, ed è proprio a quell’auspicio, che oggi mi permetto di rivolgere Lei una esortazione, quella cioè di non farsi sviare da pietismi ingannevoli, eredità di logiche politiche ed economiche, che finora, son servite a non consentire, la risoluzione di quei problemi che, da sempre, affliggono questa nostra regione.
Aver voluto credere, che attraverso le lotte intraprese in questi ventennio dallo Stato, si fosse stati capaci di debellare quella mentalità intrinseca e collusa, mi creda – da siciliano – ( e mi dispiace doverlo dire ), ciò rappresenta un falsità, perché al suo interno ( e non parlo dei consueti delinquenti, associati a chissà quale organizzazione malavitosa ) vi sono tutta una serie di cittadini che, posti a vari livelli, aspirano a poter ricevere – grazie a quegli incarichi ricevuti – un minimo di vantaggio; possa questo essere costituito da un avanzamento di carriera, da una qualche forma di regalia o nel vedere concretizzato il proprio sostegno, con una collocazione familiare.
Lo so… sembrerà incredibile, ma la maggior parte dei miei conterranei, è ormai collusa con questo sistema!
No, non voglio dire che si è venduta a quel sistema, ma avendo ormai persa la speranza di quel profondo e reale cambiamento, si è di conseguenza, adattata ad esso. 
Perché vede, per fare ciò, è necessario stravolgerlo questo sistema, dall’alto, bisogna iniziare proprio dalla politica, dal recidere definitivamente quelle connessioni clientelari di scambio, con il quali finora questo sistema corruttivo ha convissuto e ne ha altre tutto, modificato le coscienze.
Desidero raccontare un episodio accaduto proprio alcuni giorni fa: il sottoscritto, in qualità di Direttore Tecnico di una Società, che ha la propria Sede Legale a ***********, ha scoperto che, da alcuni mesi, al sesto piano dello stesso stabile, si è trasferito l’Ufficio del Presidente *********; da quando ciò è avvenuto, in particolare in alcuni giorni prestabiliti del mese, sembra di trovarsi all’interno di un “panificio”…
Un via vai di persone, tutte lì… disposte in fila, in attesa ovviamente di poter chiedere qualcosa…; chi presenta il proprio curriculum, chi desidera un posto per il proprio figlio, chi pretende di avere una maggiore considerazione all’interno dell’organizzazione a seguito dei voti apportati all’associazione e via discorrendo…; li osservo, capisco come niente sia cambiato… e sconsolato, senza dir nulla, me ne vado…
Ecco questo è il nostro paese, un paese dove ognuno cerca di raccogliere i frutti di quel suo piccolo orticello e se poi, la propria terra continua a produrre raccolti “gattopardiani”, poco importa….
In questi anni, prendendo ispirazione da chi – per questa meravigliosa terra, ha dato la propria vita, sto cercando nel mio piccolo, di esprimere il profondo disagio, personale e di quanti, cittadini onesti, continuano a scrivermi…
Un grido ad alta voce – attraverso questo mio blog “Liberi pensieri“ – per poter riportare ed evidenziare, quelle continue notizie di corruzione e malaffare, analizzarle in modo obbiettivo, preciso e puntuale, denunciarne fatti e persone, che, celati dietro quella loro “immagine costruita“, di onestà e legalità, hanno finora complottano, per compiere in maniera disonesta, tutti quelle illegalità a loro permesse.
Sono molti tra le Istituzioni a chiedere di denunciarne gli illeciti, presso le autorità, commissioni e/o associazioni; c’invitano a segnalare, a non avere paura, a rompere quel muro d’omertà, lo Stato promette la propria presenza è dichiara di difendere quanti si rivolgono ad esso, perché dopotutto… come si dice, alla fine la battaglia, si vince tutti insieme.
Ma quando successivamente si assiste, a cosa realmente accade con il passare del tempo, a quale esiti quelle denunce hanno poi condotto, a come quegli esposti presentati, vengono di fatto, concretamente limitati e alterati da procedure giudiziali, ci si accorge, come, rimosse le consuete manifestazioni propagandistiche, quell’essere stati premiati a modello d’onesta, quei continui riconoscimenti consegnati per il coraggio dimostrato…, ecco, alla fine, dopo tutto il clamore, ci si ritrova nuovamente, soli ed abbandonati.
Mi dispiace dover riportare Lei situazioni che esulano dai suoi primari compiti, ma mi sento di voler condividere questo mio pensiero e cioè che, la nostra Sicilia è un paese che va completamente riformato e che non può più continuare ad avere uomini come quelli che l’hanno finora governato…
Bisogna che lo Stato… faccia lo STATO… decida definitivamente di fare ( come dice quel programma su La7) “Piazza pulita”, stravolgendo quelle posizioni cardini occupate da anni da soggetti, che hanno mosso come “pupari” i fili di questo sistema e dove attraverso promesse mai mantenute, si son garantiti i voti per i cosiddetti amici.
Non so quanto Lei potrà fare, ma sono certo che alla fine, questo nostro territorio si risolleverà, perché fintanto ne rimarrà… anche soltanto uno di onesto, ecco che quella “speranza“… non potrà mai morire.
Distinti saluti,
Nicola Costanzo 

Assegnazione dei beni confiscati??? Soltanto un problema!!!

C’è lentezza nell’assegnazione dei beni confiscati è quanto dichiarato dall’ex Capo della Direzione Nazionale Antimafia, oggi Presidente del Senato, Pietro Grasso, in questi giorni in visita a Palermo…

Si è voluto ricordare l’imprenditore Libero Grassi, che il 29 agosto di 23 anni fa venne ucciso in via Vittorio Alfieri dalla mafia per per essersi pubblicamente rifiutato di pagare il pizzo…
Durante l’iniziativa il Presidente ha dichiarato aspramente che “ la lentezza nell’assegnazione dei beni confiscati è un problema ed allo stesso tempo, affidare questi beni ai Comuni senza alcun progetti di rivalutazione è un modo parziale – aggiungerei per non dire del tutto inutile – di utilizzarli”
Bisogna far fruttare al massimo i beni confiscati, sfruttando le loro potenzialità, abbiamo migliaia di giovani volontari e dobbiamo cercare di potenziare tutta questa volontà dei ragazzi di partecipare alla lotta a cosa nostra. – ha aggiunto Grasso – agevolando i progetti come fa proprio l’associazione Libera…
Il coraggio di Libero Grassi  non può essere dimenticato e resta ancora il simbolo di una lotta che non si è mai esaurita, se si considera che ancora oggi, dopo più di vent’anni, si continua ovunque a pagare il pizzo alla mafia…

Aveva detto in una diretta Tv dell’11 Aprile 1991… lo stesso Libero Grassi: io  non divido le mie scelte con i mafiosi, non sono pazzo e non mi piace pagare!!! 

Un guanto di sfida lanciato alla mafia, da un uomo che diventa così sinonimo di “cattivo esempio” per tutti i commercianti e quindi un’uomo che doveva pagare con la propria vita quel gesto coraggioso… ed è per quella frase, per quella sua lotta vera, per quei sani principi di legalità e libertà, che ha dovuto pagare con la propria vita…
Oggi sono in tanti a commemorare la sua morte… in particolare coloro che avrebbero dovuto fare in modo che quanto avvenuto, non avrebbe dovuto compiersi…
Ma questa è la nostra Italia, si discute molto… ma si fa sempre poco, anzi, in verità non si fa proprio nulla!!!
Perché in fondo è così che va… dopotutto tutto il sistema è colluso ed è per questo che non si riesce mai a modificare nulla… e non serve arrestare e condannare… le nostre carceri sono strapiene di detenuti – senza voler aggiungere delle condizioni intollerabili e di mancanza di dignità in particolare per quanti oggi che debbono scontare pene lievi per reati che nulla centrino con gravi situazioni criminali, legate ad avvenimenti per appartenenza ad associazioni mafiose… –  che alla fine, vengono tranquillamente sostituiti con altri… ed il sistema continua in maniera equivalente!!!
Non è più quel seme che doveva germogliare… questo col tempo è diventato un’arbusto i cui rami hanno diversificato verso nuove diramazioni, inglobando al loro interno soggetti “al di sopra di ogni sospetto“, che pur facendo parte di quelle categorie cosiddette “garanti di legalità”, non denunciano, anzi, partecipano con i loro uomini “attivamente” affinché quella collaudata macchina del malaffare, possa proseguire senza alcun ostacolo… 
Del resto, come diceva Libero Grassi, l’insegnamento è quello di fare ognuno di noi, la propria parte, da cittadini liberi, affermando sempre la legalità e difendendo con forza i propri diritti e certamente anche il proprio dovere!!!.   

Una società confiscata ma… controllata.

Incredibile da leggersi… proprio l’altro ieri nel giornale La Sicilia, ho letto di una società che sottoposta prima ad Amministrazione controllata e quindi confiscata, durante tale gestione, si ritrova ad un passo dal fallimento…
L’impresa, entrata in una inchiesta per associazione mafiosa, comincia a subire tutta una serie di provvedimenti restrittivi, vengono arrestate varie persone, si ipotizza il reato di truffa e vengono sequestrati beni per oltre 30 milioni di euro, comunque alla fine la società sta per chiudere per problemi finanziari…
La cosa che sconvolge è che la Società pur essendo sotto controllo, secondo le ultime indagini della Procura, continuava tranquillamente ad essere gestita direttamente da un familiare che dal carcere impartiva gli ordini, indicava quali strategie si dovevano adottare, manteneva i contatti e via discorrendo… quando si dice che gliel’hanno fatta veramente sotto il naso, soprattutto a coloro che erano demandati a controllare…
Le indagini hanno accertato, come venivano svolti gli accordi con le società concorrenti, per la conquista di nuove fette di mercato, dove attraverso regalie di vario tipo, venivano intensificati i rapporti collaborativi, si provvedeva all’assunzione di parenti e amici ed infine continuava come niente fosse una circolazione di denaro, parallela a quella regolare… ed ovviamente nessuno si accorgeva di nulla!!!
Continuare a voler parlare e raccontare episodi di  Mafia, racket, pizzo, non so più a cosa possa portare, fin quando la responsabilità individuale non prevale su quella collettiva, allorquando non si assiste ad una imposizione ferrea, ad un impegno coerente dello Stato, con regole forti e decise, le persone semplici, i cittadini comuni assisteranno sempre in maniera distaccata a quanto avviene loro accanto, le coscienze resteranno nel letargo e le collaborazioni sperate non saranno mai seguite dalle denunce, resteranno come sempre una utopia, chiuse non per paura o per quella mentalità che da sempre la Storia ci vuole attribuire, ma nell’aver compreso come lo Stato in Sicilia oltre che essere assente, non permette a coloro vogliono lottare di poterlo fare…
Hanno ragione quei dieci studenti universitari statunitensi, che incontrando altri ragazzi del movimento Addiopizzo ed affrontando proprio quel tema sulla legalità, hanno risposto che credevano che la mafia fosse un film…., perché infatti solo e soltanto nelle pellicole, ci fanno vedere e credere, che questa viene sempre contrastata e finalmente sconfitta, mentre nella realtà, mi accorgo ogni giorno di più che nulla cambia, anzi volendo riprendere ad esempio proprio un film… mi sento in questa lotta sempre più solo e ” Ultimo “…

Una società confiscata ma… controllata.

Incredibile da leggersi… proprio l’altro ieri nel giornale La Sicilia, ho letto di una società che sottoposta prima ad Amministrazione controllata e quindi confiscata, durante tale gestione, si ritrova ad un passo dal fallimento…
L’impresa, entrata in una inchiesta per associazione mafiosa, comincia a subire tutta una serie di provvedimenti restrittivi, vengono arrestate varie persone, si ipotizza il reato di truffa e vengono sequestrati beni per oltre 30 milioni di euro, comunque alla fine la società sta per chiudere per problemi finanziari…
La cosa che sconvolge è che la Società pur essendo sotto controllo, secondo le ultime indagini della Procura, continuava tranquillamente ad essere gestita direttamente da un familiare che dal carcere impartiva gli ordini, indicava quali strategie si dovevano adottare, manteneva i contatti e via discorrendo… quando si dice che gliel’hanno fatta veramente sotto il naso, soprattutto a coloro che erano demandati a controllare…
Le indagini hanno accertato, come venivano svolti gli accordi con le società concorrenti, per la conquista di nuove fette di mercato, dove attraverso regalie di vario tipo, venivano intensificati i rapporti collaborativi, si provvedeva all’assunzione di parenti e amici ed infine continuava come niente fosse una circolazione di denaro, parallela a quella regolare… ed ovviamente nessuno si accorgeva di nulla!!!
Continuare a voler parlare e raccontare episodi di  Mafia, racket, pizzo, non so più a cosa possa portare, fin quando la responsabilità individuale non prevale su quella collettiva, allorquando non si assiste ad una imposizione ferrea, ad un impegno coerente dello Stato, con regole forti e decise, le persone semplici, i cittadini comuni assisteranno sempre in maniera distaccata a quanto avviene loro accanto, le coscienze resteranno nel letargo e le collaborazioni sperate non saranno mai seguite dalle denunce, resteranno come sempre una utopia, chiuse non per paura o per quella mentalità che da sempre la Storia ci vuole attribuire, ma nell’aver compreso come lo Stato in Sicilia oltre che essere assente, non permette a coloro vogliono lottare di poterlo fare…
Hanno ragione quei dieci studenti universitari statunitensi, che incontrando altri ragazzi del movimento Addiopizzo ed affrontando proprio quel tema sulla legalità, hanno risposto che credevano che la mafia fosse un film…., perché infatti solo e soltanto nelle pellicole, ci fanno vedere e credere, che questa viene sempre contrastata e finalmente sconfitta, mentre nella realtà, mi accorgo ogni giorno di più che nulla cambia, anzi volendo riprendere ad esempio proprio un film… mi sento in questa lotta sempre più solo e “ Ultimo ”…