E mi hanno fatto domande sulla mia vita interiore,ed in qualcuna delle mie risposte c’era il tuo nome.
Chi
di voi l’ha vista partiredica pure che stracciona era,
quanto vento aveva nei capelli,
se rideva o se piangeva
la mattina che prese il treno
e seduta accanto al finestrino
vide passare l’Italia ai suoi piedi,
giocando a carte con il suo destino.
Francesco De Gregori – Renoir
Si possono promettere azioni ma non sentimenti: questi infatti
sono involontari. Chi promette a qualcuno amore eterno, odio eterno o
eterna fedeltà, promette qualcosa che non è in suo potere; può invece
ben promettere quelle azioni che normalmente sono la conseguenza
dell’amore, dell’odio, della fedeltà, ma che possono derivare anche da
altri motivi: poiché molte sono le vie e i motivi che conducono a
un’azione. Promettere di amar sempre qualcuno significa dunque: finché
ti amerò, compirò nei tuoi confronti le azioni dell’amore; se cesserò di
amarti, tu continuerai a ricevere da me le stesse azioni, anche se per
motivi diversi; cosicché agli occhi degli altri rimane l’apparenza che
l’amore sia sempre lo stesso, che non sia cambiato. Si promette dunque
la durata della parvenza dell’amore, quando senza accecarsi da soli si
giura a qualcuno amore eterno.
Di solito chi scrive ha solo due amici veri: sigaretta e penna; entrambi ti uccidono in una maniera o nell’altra.
E cos’è quest’amore se non Follia? Fissiamo i nostri occhi sordi incrociarsi nel crepuscolo, varcare le colonne di Ercole e disperdersi a Occidente. – Quanti sguardi non sono ritornati indietro? – Dimmi se non è Follia osservarti mentre piangi, barcollare mentre sorridi. E nei miei sospiri ho contato chilometri, e adagiato rimembranze. Ci siamo odiati in silenzio un po’ come tutti gli altri, lungo i confini delle nostre promesse. – Come siamo stolti! – Siamo solo bambole di pezza, pieni di toppe, ma ancora orgogliosi dei nostri buchi… nell’animo.
Ci sono giorni in cui muori un po’ di più. Oggi è uno di questi.
Con l’oro si possono mandare anche le anime in paradiso.
Amo appassionatamente il mistero, perché ho sempre la speranza di svelarlo.
Le parole sono il denaro dei folli.
(via pierluigivizza)
Ah, dove al mondo sono state fatte maggiori stoltezze che tra i compassionevoli? E che cosa al mondo procura più sofferenza dei compassionevoli?
Così una volta mi parlò il demone: “Anche dio ha il suo inferno: è il suo amore per gli esseri umani.”
E più recentemente gli ho sentito dire queste parole: “Dio è morto; dio è morto della sua compassione per gli esseri umani.”Così parlò Zarathustra.
(via pierluigivizza)
La mia solitudine non dipende dalla presenza o assenza di persone, al contrario, io odio chi ruba la mia solitudine, senza, in cambio, offrirmi una vera compagnia.
(via pierluigivizza)
Io non pretendo di sapere…
… cosa sia l’amore per tutti, ma posso dirvi che cosa è
per me: l’amore è sapere tutto su qualcuno, e avere voglia di essere ancora con
lui più che con ogni altra persona. L’amore è la fiducia di dirgli tutto su voi
stessi, compreso le cose che ci potrebbero far vergognare. L’amore è sentirsi a
proprio agio e al sicuro con qualcuno, ma ancor di più è sentirti cedere le
gambe quando quel qualcuno entra in una stanza e ti sorride.Albert Einstein
Voglio innamorarmi in modo
che la sola vista di un uomo,
anche a un isolato di distanza,
mi faccia tremare, mi indebolisca,
mi faccia sussultare addolcendomi
….E’ così che voglio innamorarmi,
così totalmente
che il solo pensiero di lui
mi porti all’orgasmo
Continuiamo a fare l’amore?
hai detto non ancora sveglia una mattina,
per tutta la notte ci eravamo solo sfiorati
con la punta delle dita, con i piedi.
Antonio Porta (via 10lustri)
Il senso terribile che tutto quel che si fa è storto, e quel che si pensa e quel che si è. Nulla può salvarti perché qualunque decisione tu prenda sai che sei storto e così la tua decisione.
L’immagine, come la lingua, non è mai una traduzione diretta della realtà. Soprattutto quando si tratta della realtà dei colori.
Cosa insinua di incerto l’amore
nella speranza, il fiore quale scandalo
nella sua erta oltranza? Dove sei,
amando dove sei?Nell’altra stanza
odi un canto, un passo strascicato
di danza, e non ci vai, resti dubbioso.
Sai che talvolta è meglio la distanza
che inoltrarti in un ritmo che ascolti
e che vuoi che rimanga nel suo enigma
in cui molti significati, troppi
forse, sono racchiusi nel suo stigma.
(via nmontinari)
E quello fu l’abbandono – mi abbandonai, mentre stavo fra le sue braccia, a fantasticare di un futuro. Mi abbandonai a pregustare, con piacere, il modo in cui avremmo imparato a conoscerci; a conoscere di noi ogni muscolo, ogni terminazione nervosa, ogni cicatrice, ogni genere di cicatrice, anche quelle che da soli non riuscivamo a vedere, per trovare le quali occorreva un’altra persona
(via kite62)
Facemmo all’amore nel modo violento e feroce che avevo quasi dimenticato a forza di navigare nel veliero delle acque quiete della seta azzurra. In quel disordine di cuscini e di lenzuola, stretti nella viva nudità del desiderio, avvinghiandoci sino a smarrirci, mi risentii di vent’anni, contento di avere tra le braccia quella femmina selvaggia e bruna, che non si scioglieva tra le mani quando la montavano, una puledra forte da cavalcare senza tante storie, senza che le mani sembrassero diventare troppo pesanti, la voce troppo dura, i piedi troppo grandi, la barba troppo ispida, e che mi scaricava una sfilza di parolacce all’orecchio e non mi faceva sentire il bisogno di essere cullato con tenerezze né ingannato da adulazioni. Poi, assopito e felice, riposai un momento accanto a lei, ammirando la curva solida del suo fianco…
(via somehow—here)
Bisbigliami nell’orecchio
anche parole senza senso,
sussurrami nell’orecchio
frasi anche senza un filo
che non sia il sentire
il suono della tua voce.
E così, mentre ti ascolto,
ricordo il tuo odore
che mi rapisce l’anima
Si sono incrociati come estranei [..]
Forse smarriti
O distratti
O immemori
Di essersi, per un breve attimo,
amati per sempre.
-Wisława Szymborska-
Con me non bisogna parlare,
ecco le labbra: date da bere.
Ecco i miei capelli: carezzali.
Ecco le mani: si possono baciare.
– Meglio però, fatemi dormire.
Non è possibile amarsi e separarsi.
Si vorrebbe che fosse possibile.
Si può trasformare l’amore, ignorarlo, sprecarlo,
ma non si può estirparlo dall’anima.
Lo so per esperienza che i poeti hanno ragione
L’amore è eterno.
Coltivare la pazienza non vuol dire abbandonarsi alla pigrizia e alla docilità, ma significa acquisire il senso della misura e imparare a dire di no, precondizione indispensabile per rivendicare la nostra autonomia nell’organizzarci l’esistenza.
Mi piace quel che si tocca,
si assaggia.
Mi piace la pioggia
quando diventa neve
e si fa palpabile.
Ed essendo impulsiva
e più coraggiosa di voi,
non tempero,
perché non mi scotti,
la bellezza con la grettezza.
La ingoio tutta intera.
(via fino-al-di-la-del-tutto)
Ora che stiamo soli,
nudi di corpo ed anima,
il mio bacio ti circonda
d’un immenso deserto.
Le spiagge si seccano,
s’oscurano i cieli
e, convertito in fumo,
egoista e dilatato,
invadendomi cancello
la tua vita di ricordi.
(via kite62)
In nome dell’Antimafia…
È sempre un errore contemplare il bene ed ignorare il male, perché rende le persone negligenti e le porta a compiere disastri. Esiste un pericoloso ottimismo dell’ignoranza e dell’indifferenza…
Già, se non mi fossi trovato – a causa della mia professione e degli incarichi ricevuti – all’interno di una impresa che, ha seguito dei provvedimenti interdittivi sopraggiunti (nel lontano 2010…) fosse mutata in confiscata… sicuramente non avrei avuto alcun interesse personale di occuparmi di situazioni per lo più fino a quel momento a me estranee… non avendo difatti… mai avuta nulla a che fare con quel mondo giudiziario!!!Ricordo cosa mi diceva un mio caro amico ora scomparso: Nicola… il solo fatto che tu non abbia mai avuto a che fare nel corso della tua vita… con Tribunali ed Ospedali, ti rende un uomo fortunato!!!
E’ ormai evidente, che qualcosa in quel meccanismo definito “antimafia” non funzioni…
In effetti, non è possibile osservare come quasi tutte le imprese, sequestrate o confiscate, nel giro di pochi anni giungano alla chiusura definitiva… chiamasi liquidazione o fallimento… come si dice… “sempre di cocuzza trattasi“…
Non voglio contare i posti di lavoro andati in fumo… perché in quel caso, altro che “job act”… ci vorrebbe una nuova finanziaria per ripristinare quelle occupazioni perdute… e cosa dire di una economia distrutta, sia sul piano commerciale che su quello finanziario!!!
Se esaminiamo quante serrande sono state abbassate, quante società di costruzioni, servizi, cooperative, imprese varie tra loro, ma tutte accomunate dallo stesso provvedimento… quante sono quelle che ormai non esistono più e quante a breve… faranno purtroppo quella stessa fine???La disgrazia è che poi, la maggioranza di quelle finite nel mirino della giustizia sono per lo più… siciliane!!!
Qualcuno potrebbe obbiettare… “ma dopotutto la mafia non rappresenta una connotazione prettamente della vostra regione…” e come dargli torto… peccato che però i maggiore abusi e illeciti finanziari vengono svolti fuori da questa regione… già… qui si fanno “molliche” mentre da Roma in su le “brioches” sono sul tavolo di chi comanda il paese…
Il problema non è il sequestro o la confisca… ma quanto accade successivamente… e cioè quando queste società, vengono traghettate verso la legalità… attraverso quei propri uomini dello Stato…
Ho letto che su 1.700 imprese sequestrate solo 38 sono ancora attive… (una per fortuna è ancora la nostra…) con una perdita occupazionale di circa 72.000 posti di lavoro!!!
Ora i cosiddetti esperti si esaltano in quelle ricercate cause, che hanno condotto a quegli sfaceli… trovando di dare spiegazioni più o meno logiche (io le considero totalmente illogiche) e cercando di tirar fuori dai loro “cilindri magici”, quelle possibili soluzioni…
Ed allora ecco spiegato che l’impresa “mafiosa” ha goduto di raccomandazioni, corsie privilegiate, agganci politici e amministrativi, inoltre durante la propria gestione avrà utilizzato certamente una doppia contabilità che le ha permesso di evadere, di non rispetta le normative o gli adempimenti, avrà utilizzato personale non in regola e costretto i clienti a sceglierle, allontanando e intimidendo tutti gli eventuali concorrenti…
Sono queste secondo alcuni le potenzialità che ora allo Stato vengono a mancare…
Ma, non si trova nessuno che per una volta ammettesse l’incapacità e l’inefficienza di quel apparato burocratico… già… nessuno… è ovvio… a quanti operano in quell’ambiente, fa comodo così…
Abbiamo visto quanto accaduto al Tribunale di Palermo o già ci siamo dimenticati???
Se chi è scelto affinché quel compito venisse portato avanti… si è dimostrato peggiore di coloro, a cui quel bene è stato sequestrato… dove si vuole andare???
Diciamola tutta la verità… ci sono tutte una serie di problematiche che non vengono affrontate appositamente, per far si che nulla cambi… Vedasi il cosiddetto albo nazionale degli amministratori giudiziari, si prevedeva la sua realizzazione nel 2011 e ancora oggi non vi è nulla… e cosa dire dei criteri di scelta di quei professionisti incaricati a gestirle quelle aziende, ancora nulla… e per quanto concerne la definizione di una tabella nazionale dei compensi da pagare a quegli amministratori… il buio più completo… e tutto continua in modo del tutto arbitrario, attraverso pagamenti di compensi, certamente eccessivi…
Poi tra questi amministratori c’è chi si dimostra onesto e corretto e chi invece di contro, ha fatto e continua ancora a fare lo “scaltro” distruggendo in pochi anni… la totalità di quelle società ad egli affidate…
Le soluzioni ci sono… ma è difficile per chi non appartiene a quel sistema produttivo riuscire ad individuarle… si prova e si riprova, vani tentativi che hanno quale unica prerogativa, quella di prolungarne tempi e modalità… per poter così favorire i soliti amici e parenti… quello scambio di favori, che serve a trovare soluzioni per quanti si trovano indirettamente vicini a quel sistema…
Quindi, si scopre come queste società, abbiano tentano di dare soluzione ai problemi occupazionali di coloro che erano vicini a quegli uomini e donne… abbiamo visto tutto cos’è successo nel capoluogo… ma si ha paura di parlarne!!!Incarichi in cambio di favori… richieste da parte di quanti operano all’interno di quel mondo, per proseguire poi verso altri responsabili di quegli ambienti “ovattati”… e per finire con l’usuale lista di amici e parenti che, nelle vesti di consulenti legali, tecnici e amministrativi, ottengono incarichi che danno (il più delle volte) soluzione a proprie incapacità personali e professionali!!!
Come dicevo sopra… le soluzioni ci sarebbero… basterebbe applicarle se c’è ne fosse la volontà… senza dover pensare di adottare solite metodologie italiane, dove si vuole avere “la botte piena e la moglie ubriaca” e come si cerchi sempre di non applicarle quelle regole, ovviamente…per non far male a nessuno… preferendo non solo salvaguardare la propria posizione, ma di conseguenza, anche quella della “casta” e dei loro diretti rappresentanti…
Per evitare di non essere “astratto” ma pratico e concreto, ho preparato delle note che ho trasmesso ufficialmente (a breve ne pubblicherò il contenuto), nelle quali ho tentato d’individuare tutte le possibili criticità che si manifestano appena interviene il provvedimento giudiziario, presentando inoltre, una serie di eventuali correttivi, possibili soluzioni che si potrebbero adottare affinché questa peculiari tipologie d’imprese, possano continuare ad operare, senza che vengano – per come finora accaduto – distrutte!!!


