Certo che se anche le nostre "eccellenze" si perdono per strada…

Nei miei post ho scritto tante volte sulle metodologie adottate da taluni individui per truffare lo Stato ed ho raccontato di come quegli specialisti “truffatori” si siano prestati a trovare diverse tecniche per riuscire in quel loro intento…  
Ecco quindi giungere a noi (come se non bastassero quelle finora conosciute…) le cosiddette “truffe dell’accollo tributario”!!!
Proviamo quindi a comprendere di cosa stiamo parlando…
Può capitare che il contribuente paghi più imposte del dovuto, per esempio quando è soggetto a subire ritenute d’imposta o quando l’Iva che deve recuperare è maggiore di quella da versare; ecco in questi casi ha diritto alla restituzione di quanto versato in eccesso mediante una richiesta al fisco…
Purtroppo questa richiesta viene ahimè valutata dall’Agenzia in tempi troppo lunghi, a causa dei controlli che debbono essere effettuati dagli ispettori delle entrate…
Esiste però una legge dello Stato – definita “Statuto del contribuente” – che prevede la possibilità di far cedere a taluni soggetti in possesso del credito d’imposta ad altri che viceversa devono pagare le tasse allo Stato…
Comprenderete come in questo passaggio non vi sia nulla di illegale, ma quanto si va per compiere di legale non possiede nulla, infatti l’abile truffatore (e sì… perché come ripeto spesso si tratta di soggetti non solo astuti, ma intelligenti, perspicaci… perdonatemi questa manifestazione che può sembrare di ammirazione, ma alla fine questi soggetti dimostrano di essere astuti e geniali, sì certamente del male… ma sempre geni restano), utilizzando questa opportunità e avvalendosi anche dei soliti colletti bianchi collusi e di un basista all’interno di quella società che si vuole raggirare, compie una truffa spettacolare… 
Infatti, il basista non fa altro che “agganciare” un dipendente (ancor meglio se dirigente… certamente dall’indole disonesta) all’interno dell’azienda presa di mira e gli propone una parte del ricavato se riuscirà a convincere il proprio imprenditore ad effettuare una operazione di “accollo”, in quanto sicuramente per egli e la sua società conveniente. 
Ed è questo complice interno all’azienda che riferisce all’amministratore della società (quanto poi egli risulti inesperto su quanto si andrà di lì a breve a compere o se anch’egli partecipi direttamente a quella truffa oppure se in quella sua “improvvisa” decisione si evidenzia una sua ingenuità, inconsapevolezza e chissà forse anche innocenza, comunque è tutto da vedere…) della possibilità di risparmiare più della metà delle imposte da pagare in quel modo semplice e soprattutto legale.
Ed è ciò che sembra essere accaduto a molte società nella nostra provincia etnea…
Già il basista comunica di aver avuto contatti con importanti società del nord, le quali avendo un importante credito fiscale e non volendo attendete i tempi previsti per il rimborso – che si sa essere lunghissimi -sarebbero disposti a cederlo per la metà del suo valore; peraltro va detto come il credito sia certificato proprio dall’Agenzia delle Entrate, ovvero da quell’impiegato disonesto (un colletto bianco che opera al di fuori della nostra provincia)!!!
So otterrà così un grande vantaggio – perché pagando a quelle imprese del nord il 50% di quanto necessario, si avrà un credito doppio nei confronti del fisco (ora come sempre avviene da noi in ritardo, il legislatore è intervenuto con un decreto legge “disposizioni urgenti in materia fiscale per esigenze indifferibili” che, proprio al comma 1 dell’art. 1, come primario rimedio di contrasto all’evasione fiscale, pur consentendo l’accollo tributario, vieta qualsiasi tipo di compensazione tra debiti e crediti fiscali di soggetti diversi, eliminando così direttamente alla base qualunque possibile truffa per il futuro)!!!
Ovviamente appena la compensazione inizia ad essere elaborata dall’Agenzia delle Entrate viene immediatamente scartata a causa dei documenti falsi presentati per sottrarsi al pagamento delle imposte e dopo una attenta analisi – che si concretizza con la verifica fiscale – iniziano i problemi amministrativi e penali per quell’imprenditore, che nel frattempo ha anche lasciato una generosa ricompensa a quel procacciatore che gli aveva fatto ottenere, ciò che a prima vista sembrava essere un ottimo affare…
Ma sappiamo bene che non esistono ottimi affari, anche se ogni giorno c’è sempre qualcuno – perfino durante le richieste più banali – che prova ad offrirci qualcosa che cela sempre situazioni ambigue, quantomeno non chiare e a volte non se ne comprendono i motivi…
Sì… quei motivi per cui talune circostanze abbiano ad accadere senza che uno le desideri  le abbia chieste… ma ahimè accadono ed è veramente difficile far comprendere a quei soggetti – sicuramente diversi da noi – quanto quegli imprevisti suggerimenti o consigli, siano fortemente fastidiosi!!! 

Ex "ILVA" di Taranto: Il reale problema è che la fonderia produce più di qualsiasi altra fonderia in Europa.

Si ha come l’impressione che dietro le politiche della multinazionale Arcelor-Mittal vi siano altri interessi internazionale…
Si vuole ad ogni costo spegnere gli altoforni fermare la produzione, il che è quasi impossibile…
Lo stabilimento è stato messo sotto amministrazione statale quattro anni fa, dove da un lato il governo nazionale cercava di migliorare quella struttura produttiva e dall’altro cercava un acquirente del settore privato che garantisse i posti di lavoro in una dei territori economicamente meno sviluppati d’Italia…
Va ricordato inoltre come la stessa società abbia sofferto dei molteplici avvertimenti da parte delle autorità di regolamentazione europee e italiane per la quantità illegale di inquinamento che vengono emessi e degli esiti mortali che provocano nell’area circostante…
ArcelorMittal, il più grande produttore di acciaio al mondo, aveva concordato di assumere il controllo dell’ex Ilva e di pagare 1,8 miliardi di euro per l’impianto, promettendo altresì di spenderne altri 2,5 miliardi di euro per ripulire l’impianto ed aumentare la produzione da 6 a 8 milioni di tonnellate all’anno.
La società inoltre ritiene che l’attuale livello di produzione dell’impianto sia troppo basso per coprire i suoi investimenti e quindi ha deciso di ridurre i posti di lavoro da 8.000 a 5.000 ma come dicevo all’inizio si ha la convinzione che dietro questa crisi vi sia una manovra pilotata… 
Il Presidente Conte nel frattempo ha dichiarato che il nostro paese avrebbe citato in giudizio ArcelorMittal per violazione del contratto se la società avesse seguito la sua minaccia di ritirarsi da Ilva: “Sarà la più grande battaglia legale del secolo”!!!
Nel contempo, un doppio blitz della Guardia di Finanza negli uffici di ArcelorMittal e nello stabilimento siderurgico pugliese ha portato al  sequestro di documenti, supporti informatici e cellulari,  dando seguito alle indagini aperte in contemporanea dalle due procure di Milano e Taranto. 
Indagini ancora a carico di ignoti che, tra i punti nodali, intendono far luce sul presunto «depauperamento» dell’azienda e appurare se la crisi, che ha portato il gruppo franco indiano a dare l’addio all’ex Ilva, sia stata o meno “pilotatà” dalla stessa multinazionale. 
Indagini che puntano a chiarire come mai nel giro di un anno il buco nei conti di ArcelorMittal sia più che raddoppiato rispetto a quello dell’ex Ilva ed inoltre, i pm di Taranto daranno domani un nuovo incarico ai carabinieri del Noe di Roma per compiere nuove indagini sulle operazioni di bonifica, sulla situazione dello stabilimento, sulle attività di manutenzione finora eseguite e sulla sicurezza sul lavoro…

Ex "ILVA" di Taranto: Il reale problema è che la fonderia produce più di qualsiasi altra fonderia in Europa.

Si ha come l’impressione che dietro le politiche della multinazionale Arcelor-Mittal vi siano altri interessi internazionale…
Si vuole ad ogni costo spegnere gli altoforni fermare la produzione, il che è quasi impossibile…
Lo stabilimento è stato messo sotto amministrazione statale quattro anni fa, dove da un lato il governo nazionale cercava di migliorare quella struttura produttiva e dall’altro cercava un acquirente del settore privato che garantisse i posti di lavoro in una dei territori economicamente meno sviluppati d’Italia…
Va ricordato inoltre come la stessa società abbia sofferto dei molteplici avvertimenti da parte delle autorità di regolamentazione europee e italiane per la quantità illegale di inquinamento che vengono emessi e degli esiti mortali che provocano nell’area circostante…
ArcelorMittal, il più grande produttore di acciaio al mondo, aveva concordato di assumere il controllo dell’ex Ilva e di pagare 1,8 miliardi di euro per l’impianto, promettendo altresì di spenderne altri 2,5 miliardi di euro per ripulire l’impianto ed aumentare la produzione da 6 a 8 milioni di tonnellate all’anno.
La società inoltre ritiene che l’attuale livello di produzione dell’impianto sia troppo basso per coprire i suoi investimenti e quindi ha deciso di ridurre i posti di lavoro da 8.000 a 5.000 ma come dicevo all’inizio si ha la convinzione che dietro questa crisi vi sia una manovra pilotata… 
Il Presidente Conte nel frattempo ha dichiarato che il nostro paese avrebbe citato in giudizio ArcelorMittal per violazione del contratto se la società avesse seguito la sua minaccia di ritirarsi da Ilva: “Sarà la più grande battaglia legale del secolo”!!!
Nel contempo, un doppio blitz della Guardia di Finanza negli uffici di ArcelorMittal e nello stabilimento siderurgico pugliese ha portato al  sequestro di documenti, supporti informatici e cellulari,  dando seguito alle indagini aperte in contemporanea dalle due procure di Milano e Taranto. 
Indagini ancora a carico di ignoti che, tra i punti nodali, intendono far luce sul presunto «depauperamento» dell’azienda e appurare se la crisi, che ha portato il gruppo franco indiano a dare l’addio all’ex Ilva, sia stata o meno “pilotatà” dalla stessa multinazionale. 
Indagini che puntano a chiarire come mai nel giro di un anno il buco nei conti di ArcelorMittal sia più che raddoppiato rispetto a quello dell’ex Ilva ed inoltre, i pm di Taranto daranno domani un nuovo incarico ai carabinieri del Noe di Roma per compiere nuove indagini sulle operazioni di bonifica, sulla situazione dello stabilimento, sulle attività di manutenzione finora eseguite e sulla sicurezza sul lavoro…

Caro Di Maio, mi dispiace, ma con questi rappresentanti 5 Stelle non si fa una bella figura: credo sia giunto il tempo, d’iniziare a ripulire il movimento!!!

Non si tratta di essere di sinistra, di centro o di destra… no quando uno è disonesto lo è sempre… nell’anima, a qualsiasi ispirazione politica appartenga, a qualsivoglia religione, a qualunque stato sociale, lo si è… e basta!!!
Leggere nei quotidiani la notizia di un ex ministro (per di più del M5Stelle) al centro di una polemica che riguarda l’uso di un appartamento assegnatole quando era membro del governo fa veramente cadere le braccia, in particolare a coloro che hanno dal priomo giorno lavorato dietro le quinte affinché il movimento creato da Casaleggio e Grillo, potesse diventare quell’utopia di cambiamento e di rinascita, in un paese da troppo tempo finito all’interno delle aule della magistratura… 
Ed invece anche questo modello di rappresentanza, possiede le sue mele marce… e serve a poco dire che il Movimento 5 Stelle non ne sapesse nulla, ormai la frittata è fatta!!!
Certo ora si parla di riassegnazione, che è stata l’amministrazione dell’esercito a decidere di concedere quell’appartamento al marito; ma come si può credere che ciascuno di noi possa pensare che non vi sia stato lo zampino dell’ex ministro, guarda un po’ poi… proprio della difesa!!!
Ovviamente ora partono gli attacchi, proprio da quei soggetti che dovrebbero solo stare zitti, già… che dovrebbero solo vergognasi a prendere quella pietra della moralità e gettarla  verso chi ha (certamente) sbagliato, forse non volutamente, ma quello stesso errore non doveva essere commesso da un ministro del movimento, ed allora ecco tutti quei “sommi sacerdoti” pronti a deplorare, già… loro, si proprio loro che hanno all’interno di quei loro partiti una serie lunghissima di condannati!!!
Ma la vita va così… ecco perché bisogna sempre cercare di essere coerenti, innanzitutto con la propria dignità, ponendo ove necessario anche dei limiti alle proprie azioni, per non ricevere da altri tutto quel fango:  “Eccoli i moralisti, un tanto a chilo, i grillini sono bugiardi ed ipocriti. Non bastava Di Maio che riempie i tanti ministeri, dove immeritatamente approda, di amici e sodali strapagati con soldi dei cittadini, il famoso metodo Sorial… Non bastava il vice ministro Cancelleri che si è fatto accompagnare da sorella e cognato, manco fosse Fini, a un incontro legato alla sua funzione. Ora apprendiamo da cronache stampa delle imprese dell’ex ministro della Difesa Elisabetta Trenta. Ho presentato una interrogazione urgente in Senato per sapere se sia vero che la Trenta, ottenuto un lussuoso appartamento romano dal ministero della Difesa in ragione del suo incarico, benché risulterebbe proprietaria di una casa a Roma, una volta cacciata per manifesta inadeguatezza dall’incarico di governo, abbia utilizzato il ruolo di maggiore dell’Esercito del marito per affidare al coniuge l’appartamento (quando era ancora ministro in carica)  e averlo in uso anche dopo la perdita dell’incarico”, dice il senatore di Forza Italia Gasparri!!!
D’altronde – tralasciando quanto sopra, di cui peraltro non sono ben informato – su una cosa però il Sig. Gasparri credo abbia ragione (e lo dico con molta difficoltà, sapendo quanto quest’ultimo non rappresenti per il sottoscritto quell’immagine professionale di concretezza politica… anzi tutt’altro o sempre creduto che se non fosse per quei suoi comportamenti “lacchè” nei confronti del suo datore di lavoro “cavaliere”, egli politicamente… non saprebbe dove andare!!!), sì… sul fatto che quel grado del consorte dell’ex ministra, sì… quel “maggiore”, non giustificherebbe l’assegnazione dei un lussuoso appartamento in zona San Giovanni!!!
Già… neppure fosse il Generale delle nostre forze d’armate!!!
Per cui, caro Presidente Di Maio, non si può pensare di porre tutti gli iscritti, ma soprattutto i nostri deputati e senatori, a paladini della legalità, per poi scoprire come  molti di loro approfittano di quegli odiati privilegi…
Forse è tempo di “blindare” meglio gli iscritti del movimento, iniziando ad esempio chiedendo loro eventuali casellari giudiziari e carichi pendenti, per poi proseguire obbligando coloro che andranno a ricoprire funzioni pubbliche a sottomettersi a precise regole, senza che poi ciascuno di loro possa violarle, altrimenti questo movimento, già di suo in questo periodo in caduta libera, alle prossime elezioni scomparirà definitivamente e sarebbe veramente qualcosa di terribile, perché verrebbe a mancare l’unico e ultimo baluardo di legalità, in cui molti cittadini s’identificavano!!!  
Ma d’altronde, se ci si pensa, è proprio ciò che vogliono tutti i partiti e i loro segretari!!!

Caro Di Maio, mi dispiace, ma con questi rappresentanti 5 Stelle non si fa una bella figura: credo sia giunto il tempo, d'iniziare a ripulire il movimento!!!

Non si tratta di essere di sinistra, di centro o di destra… no quando uno è disonesto lo è sempre… nell’anima, a qualsiasi ispirazione politica appartenga, a qualsivoglia religione, a qualunque stato sociale, lo si è… e basta!!!
Leggere nei quotidiani la notizia di un ex ministro (per di più del M5Stelle) al centro di una polemica che riguarda l’uso di un appartamento assegnatole quando era membro del governo fa veramente cadere le braccia, in particolare a coloro che hanno dal priomo giorno lavorato dietro le quinte affinché il movimento creato da Casaleggio e Grillo, potesse diventare quell’utopia di cambiamento e di rinascita, in un paese da troppo tempo finito all’interno delle aule della magistratura… 
Ed invece anche questo modello di rappresentanza, possiede le sue mele marce… e serve a poco dire che il Movimento 5 Stelle non ne sapesse nulla, ormai la frittata è fatta!!!
Certo ora si parla di riassegnazione, che è stata l’amministrazione dell’esercito a decidere di concedere quell’appartamento al marito; ma come si può credere che ciascuno di noi possa pensare che non vi sia stato lo zampino dell’ex ministro, guarda un po’ poi… proprio della difesa!!!
Ovviamente ora partono gli attacchi, proprio da quei soggetti che dovrebbero solo stare zitti, già… che dovrebbero solo vergognasi a prendere quella pietra della moralità e gettarla  verso chi ha (certamente) sbagliato, forse non volutamente, ma quello stesso errore non doveva essere commesso da un ministro del movimento, ed allora ecco tutti quei “sommi sacerdoti” pronti a deplorare, già… loro, si proprio loro che hanno all’interno di quei loro partiti una serie lunghissima di condannati!!!
Ma la vita va così… ecco perché bisogna sempre cercare di essere coerenti, innanzitutto con la propria dignità, ponendo ove necessario anche dei limiti alle proprie azioni, per non ricevere da altri tutto quel fango:  “Eccoli i moralisti, un tanto a chilo, i grillini sono bugiardi ed ipocriti. Non bastava Di Maio che riempie i tanti ministeri, dove immeritatamente approda, di amici e sodali strapagati con soldi dei cittadini, il famoso metodo Sorial… Non bastava il vice ministro Cancelleri che si è fatto accompagnare da sorella e cognato, manco fosse Fini, a un incontro legato alla sua funzione. Ora apprendiamo da cronache stampa delle imprese dell’ex ministro della Difesa Elisabetta Trenta. Ho presentato una interrogazione urgente in Senato per sapere se sia vero che la Trenta, ottenuto un lussuoso appartamento romano dal ministero della Difesa in ragione del suo incarico, benché risulterebbe proprietaria di una casa a Roma, una volta cacciata per manifesta inadeguatezza dall’incarico di governo, abbia utilizzato il ruolo di maggiore dell’Esercito del marito per affidare al coniuge l’appartamento (quando era ancora ministro in carica)  e averlo in uso anche dopo la perdita dell’incarico”, dice il senatore di Forza Italia Gasparri!!!
D’altronde – tralasciando quanto sopra, di cui peraltro non sono ben informato – su una cosa però il Sig. Gasparri credo abbia ragione (e lo dico con molta difficoltà, sapendo quanto quest’ultimo non rappresenti per il sottoscritto quell’immagine professionale di concretezza politica… anzi tutt’altro o sempre creduto che se non fosse per quei suoi comportamenti “lacchè” nei confronti del suo datore di lavoro “cavaliere”, egli politicamente… non saprebbe dove andare!!!), sì… sul fatto che quel grado del consorte dell’ex ministra, sì… quel “maggiore”, non giustificherebbe l’assegnazione dei un lussuoso appartamento in zona San Giovanni!!!
Già… neppure fosse il Generale delle nostre forze d’armate!!!
Per cui, caro Presidente Di Maio, non si può pensare di porre tutti gli iscritti, ma soprattutto i nostri deputati e senatori, a paladini della legalità, per poi scoprire come  molti di loro approfittano di quegli odiati privilegi…
Forse è tempo di “blindare” meglio gli iscritti del movimento, iniziando ad esempio chiedendo loro eventuali casellari giudiziari e carichi pendenti, per poi proseguire obbligando coloro che andranno a ricoprire funzioni pubbliche a sottomettersi a precise regole, senza che poi ciascuno di loro possa violarle, altrimenti questo movimento, già di suo in questo periodo in caduta libera, alle prossime elezioni scomparirà definitivamente e sarebbe veramente qualcosa di terribile, perché verrebbe a mancare l’unico e ultimo baluardo di legalità, in cui molti cittadini s’identificavano!!!  
Ma d’altronde, se ci si pensa, è proprio ciò che vogliono tutti i partiti e i loro segretari!!!

Caro Di Maio, mi dispiace, ma con questi rappresentanti 5 Stelle non si fa una bella figura: credo sia giunto il tempo, d'iniziare a ripulire il movimento!!!

Non si tratta di essere di sinistra, di centro o di destra… no quando uno è disonesto lo è sempre… nell’anima, a qualsiasi ispirazione politica appartenga, a qualsivoglia religione, a qualunque stato sociale, lo si è… e basta!!!
Leggere nei quotidiani la notizia di un ex ministro (per di più del M5Stelle) al centro di una polemica che riguarda l’uso di un appartamento assegnatole quando era membro del governo fa veramente cadere le braccia, in particolare a coloro che hanno dal priomo giorno lavorato dietro le quinte affinché il movimento creato da Casaleggio e Grillo, potesse diventare quell’utopia di cambiamento e di rinascita, in un paese da troppo tempo finito all’interno delle aule della magistratura… 
Ed invece anche questo modello di rappresentanza, possiede le sue mele marce… e serve a poco dire che il Movimento 5 Stelle non ne sapesse nulla, ormai la frittata è fatta!!!
Certo ora si parla di riassegnazione, che è stata l’amministrazione dell’esercito a decidere di concedere quell’appartamento al marito; ma come si può credere che ciascuno di noi possa pensare che non vi sia stato lo zampino dell’ex ministro, guarda un po’ poi… proprio della difesa!!!
Ovviamente ora partono gli attacchi, proprio da quei soggetti che dovrebbero solo stare zitti, già… che dovrebbero solo vergognasi a prendere quella pietra della moralità e gettarla  verso chi ha (certamente) sbagliato, forse non volutamente, ma quello stesso errore non doveva essere commesso da un ministro del movimento, ed allora ecco tutti quei “sommi sacerdoti” pronti a deplorare, già… loro, si proprio loro che hanno all’interno di quei loro partiti una serie lunghissima di condannati!!!
Ma la vita va così… ecco perché bisogna sempre cercare di essere coerenti, innanzitutto con la propria dignità, ponendo ove necessario anche dei limiti alle proprie azioni, per non ricevere da altri tutto quel fango:  “Eccoli i moralisti, un tanto a chilo, i grillini sono bugiardi ed ipocriti. Non bastava Di Maio che riempie i tanti ministeri, dove immeritatamente approda, di amici e sodali strapagati con soldi dei cittadini, il famoso metodo Sorial… Non bastava il vice ministro Cancelleri che si è fatto accompagnare da sorella e cognato, manco fosse Fini, a un incontro legato alla sua funzione. Ora apprendiamo da cronache stampa delle imprese dell’ex ministro della Difesa Elisabetta Trenta. Ho presentato una interrogazione urgente in Senato per sapere se sia vero che la Trenta, ottenuto un lussuoso appartamento romano dal ministero della Difesa in ragione del suo incarico, benché risulterebbe proprietaria di una casa a Roma, una volta cacciata per manifesta inadeguatezza dall’incarico di governo, abbia utilizzato il ruolo di maggiore dell’Esercito del marito per affidare al coniuge l’appartamento (quando era ancora ministro in carica)  e averlo in uso anche dopo la perdita dell’incarico”, dice il senatore di Forza Italia Gasparri!!!
D’altronde – tralasciando quanto sopra, di cui peraltro non sono ben informato – su una cosa però il Sig. Gasparri credo abbia ragione (e lo dico con molta difficoltà, sapendo quanto quest’ultimo non rappresenti per il sottoscritto quell’immagine professionale di concretezza politica… anzi tutt’altro o sempre creduto che se non fosse per quei suoi comportamenti “lacchè” nei confronti del suo datore di lavoro “cavaliere”, egli politicamente… non saprebbe dove andare!!!), sì… sul fatto che quel grado del consorte dell’ex ministra, sì… quel “maggiore”, non giustificherebbe l’assegnazione dei un lussuoso appartamento in zona San Giovanni!!!
Già… neppure fosse il Generale delle nostre forze d’armate!!!
Per cui, caro Presidente Di Maio, non si può pensare di porre tutti gli iscritti, ma soprattutto i nostri deputati e senatori, a paladini della legalità, per poi scoprire come  molti di loro approfittano di quegli odiati privilegi…
Forse è tempo di “blindare” meglio gli iscritti del movimento, iniziando ad esempio chiedendo loro eventuali casellari giudiziari e carichi pendenti, per poi proseguire obbligando coloro che andranno a ricoprire funzioni pubbliche a sottomettersi a precise regole, senza che poi ciascuno di loro possa violarle, altrimenti questo movimento, già di suo in questo periodo in caduta libera, alle prossime elezioni scomparirà definitivamente e sarebbe veramente qualcosa di terribile, perché verrebbe a mancare l’unico e ultimo baluardo di legalità, in cui molti cittadini s’identificavano!!!  
Ma d’altronde, se ci si pensa, è proprio ciò che vogliono tutti i partiti e i loro segretari!!!

Forse qualcuno pensava che chiamando l’opera con il nome di "M.O.S.E.’… si sarebbero fermate le acque???

Qualcuno potrebbe pensare che la nostra opera d’ingegneria è l’unica nel mondo…
No… non è così e soprattutto mentre le altre sono perfettamente funzionanti da anni, la nostra ancora è in fase di realizzazione, si prevede che l’opera verrà consegnata nel 2021… 
Staremo a vedere, nel frattempo pubblico alcuni video delle altre  opera… quelle sì realizzate nei tempo previsti e senza inchieste di corruzione per tangenti e quant’altro!!!
E si… perché a differenza della nostra, quelle realizzate nelle altre città, non solo sono perfettamente funzionanti, ma sono costate molto… ma molto di meno!!!
Ma da noi si sa, queste grandi opere vengono realizzate con un unico fine, quello di spartirsi tra i vari partiti milioni e milioni di euro e soprattutto condizionare quel meccanismo clientelare che suddivide posti di lavoro ai soliti parenti e amici, i quali poi ricambieranno successivamente con la preferenza di voto!!!
Ed allora guardatevi le altre barriere nel mondo, quella sul Tamigi a Londra, sullo Schelda in Olanda, sul Meslant a Rotterdam ed anche quelle di Ijlseemer…
Cosa dire… non è che forse qualcuno pensava che chiamando l’opera con il nome di “MO.S.E.”, come il noto profeta liberatore del popolo d’Israele dall’Egitto… si sarebbero fermate le acque dell’adriatico???
MOdulo Sperimentale Elettromeccanico… sì infatti siamo ancora a modello sperimentale, perché non è detto che alla fine funzioni realmente e così – come molte opere inutili viste più volte in trasmissioni come “Striscia la notizia” –  ed il rischio è quello di avere speso circa 8 Miliardi inutilmente, sì… senza riuscire a difendere Venezia e la sua laguna dalle acque alte!!!
Che poi dico… si poteva copiare quanto avevano fatto gli altri, in particolare quei paesi bassi, popoli che da sempre sono abituati a contrastare l’acqua alta, stare, attraverso la costruzione di dighe e paratoie mobili nei varchi che collegano il mare alla terra ferma… 
va ricordato inoltre che il nostro MO.S.E. è progettato per maree superiori a 110 cm, sotto questa misura neppure si attiva… 
Ci hanno detto che hanno progettato l’opera per proteggere Venezia e la laguna da maree fino a 3 metri… peccato però che la stessa venga continuamente deturpata dall’ingresso di quei mostri artificiali delle navi da crociera, che hanno in questi lunghi anni realizzato un impatto ambientale pericoloso in un ecosistema delicato come quello che ospita per l’appunto la città lagunare….
Ma come sempre le motivazioni vanno ricercate su altri fattori, quelli economici per l’appunto, infatti dietro l’intromissione di quei giganti del mare nel bacino di San Marco, vi sono enormi interessi finanziari, difatti, il valore economico generato a Venezia dalle crociere si aggira intorno ai 500 milioni all’anno, mentre quello “lavorativo” è nell’ordine dei 6 miliardi, comprenderete bene che con questi numeri, sarà quasi impossibile chiedere a quel Comune di rinunciarvi.
Riprendendo con la nostra opera, vorrei ricordare come l’esecuzione dei lavori è stata affidata al Consorzio Venezia Nuova, che opera per conto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – Magistrato alle Acque di Venezia. 
La realizzazione è stata avviata ben 16 anni fa… siamo nel 2003, ed ha interessato le tre bocche di porto lagunari…
Come ricordavo all’inizio, nel 2014 l’opera subì una sospensione a causa di un’inchiesta anti-corruzione che coinvolse ben 100 indagati e 35 arresti eccellenti tra politici di primo piano e funzionari pubblici, per reati contestati quali creazione di fondi neri, tangenti e false fatturazioni!!!
La circostanza assurda (ma d’altronde, solo nel nostro paese possono accadere situazioni come queste) – scrivono i magistrati: “la mazzetta viene pagata anche quando il pubblico ufficiale corrotto ha cessato l’incarico o quando il politico ha cessato il suo ruolo a livello locale, mantenendo così un rapporto di continuità, e la rendita di posizione – secondo i pubblici ministeri – prescindeva dal singolo atto illecito”!!!
Potremmo dire… la routine di questo nostro paese e quindi, a seguito di quelle vicende giudiziarie – che hanno visto coinvolti parte degli organi dirigenziali del Consorzio Venezia Nuova e di alcune sue imprese – lo Stato interviene al fine di assicurare il proseguimento e la conclusione dei lavori…
A fine 2014 l’ANAC (l’Autorità nazionale anticorruzione), propone quindi la gestione straordinaria del Consorzio, cui segue la nomina di tre amministratori straordinari.
I lavori continuano e il 30 gennaio del 2019 viene posata l’ultima delle 78 paratoie del MOSE.
Siamo giunti ad oggi: lo stato di avanzamento lavori è del 94% e la consegna è prevista per la fine del 2021!!! 
Staremo a vedere… nel frattempo siamo ancora sott’acqua!!!

Forse qualcuno pensava che chiamando l'opera con il nome di "M.O.S.E.'… si sarebbero fermate le acque???

Qualcuno potrebbe pensare che la nostra opera d’ingegneria è l’unica nel mondo…
No… non è così e soprattutto mentre le altre sono perfettamente funzionanti da anni, la nostra ancora è in fase di realizzazione, si prevede infatti che l’opera verrà consegnata nel 2021… 
Staremo a vedere, nel frattempo pubblico alcuni video delle altre  infrastrutture… quelle sì realizzate nei tempo previsti e senza inchieste di corruzione per tangenti e quant’altro che avrebbero comportato eventuali sospensioni!!!
E si… perché a differenza della nostra, quelle realizzate nelle altre città, non solo sono perfettamente funzionanti, ma sono costate molto… ma molto di meno!!!
Ma da noi si sa, queste grandi opere vengono realizzate con un unico fine, quello di spartirsi tra i vari partiti milioni e milioni di euro e soprattutto condizionare quel meccanismo clientelare che suddivide posti di lavoro ai soliti parenti e amici, i quali poi ricambieranno successivamente con la preferenza di voto!!!
Ed allora guardatevi le altre barriere nel mondo, quella sul Tamigi a Londra, sullo Schelda in Olanda, sul Meslant a Rotterdam ed anche quelle di Ijlseemer…
Cosa dire… non è che forse qualcuno pensava che chiamando l’opera con il nome di “MO.S.E.”, come il noto profeta liberatore del popolo d’Israele dall’Egitto… si sarebbero fermate le acque dell’adriatico???
MOdulo Sperimentale Elettromeccanico… sì infatti siamo ancora a modello sperimentale, perché non è detto che alla fine funzioni e così – come molte opere inutili viste più volte in trasmissioni come “Striscia la notizia” –  il rischio è quello di aver speso circa 8 Miliardi inutilmente senza riuscire a difendere Venezia e la sua laguna dall’acqua alta!!!
Che poi dico… si poteva copiare quanto avevano fatto gli altri, in particolare quei paesi bassi, popoli che da sempre sono abituati a contrastare l’acqua alta, attraverso la costruzione di dighe e paratoie mobili nei varchi che collegano il mare alla terra ferma… 
Va ricordato inoltre che il nostro MO.S.E. è progettato per maree superiori a 110 cm, sotto questa misura neppure si attiva… 
Ci hanno detto che hanno progettato l’opera per proteggere Venezia e la laguna da maree fino a 3 metri… peccato però che la stessa venga continuamente deturpata dall’ingresso di quei mostri artificiali delle navi da crociera, che hanno in questi lunghi anni realizzato un impatto ambientale pericoloso in un ecosistema delicato come quello che ospita per l’appunto la città lagunare….
Ma come sempre le motivazioni vanno ricercate su altri fattori, quelli economici per l’appunto, infatti dietro l’intromissione di quei giganti del mare nel bacino di San Marco, vi sono enormi interessi finanziari…
Difatti, il valore economico generato a Venezia dalle crociere si aggira intorno ai 500 milioni all’anno, mentre quello “lavorativo” è nell’ordine dei 6 miliardi, comprenderete bene che con questi numeri, sarà impossibile chiedere a quel Comune di rinunciarvi.
Riprendendo con la nostra opera, vorrei ricordare come l’esecuzione dei lavori è stata affidata al Consorzio Venezia Nuova, che opera per conto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – Magistrato alle Acque di Venezia. 
La realizzazione è stata avviata ben 16 anni fa… siamo nel 2003, ed ha interessato le tre bocche di porto lagunari…
Come ricordavo all’inizio, nel 2014 l’opera subì una sospensione a causa di un’inchiesta anti-corruzione che coinvolse ben 100 indagati e 35 arresti eccellenti tra politici di primo piano e funzionari pubblici, per reati contestati quali creazione di fondi neri, tangenti e false fatturazioni!!!
La circostanza assurda (ma d’altronde, solo nel nostro paese possono accadere situazioni come queste) – scrivono i magistrati: “la mazzetta viene pagata anche quando il pubblico ufficiale corrotto ha cessato l’incarico o quando il politico ha cessato il suo ruolo a livello locale, mantenendo così un rapporto di continuità, e la rendita di posizione – secondo i pubblici ministeri – prescindeva dal singolo atto illecito”!!!
Potremmo dire… la routine di questo nostro paese e quindi, a seguito di quelle vicende giudiziarie – che hanno visto coinvolti parte degli organi dirigenziali del Consorzio Venezia Nuova e di alcune sue imprese – lo Stato interviene al fine di assicurare il proseguimento e la conclusione dei lavori…
A fine 2014 l’ANAC (l’Autorità nazionale anticorruzione), propone quindi la gestione straordinaria del Consorzio, cui segue la nomina di tre amministratori straordinari.
I lavori riprendono e il 30 gennaio del 2019 viene posata l’ultima delle 78 paratoie del MOSE.
Siamo giunti ad oggi: lo stato di avanzamento lavori è del 94% e la consegna è prevista per la fine del 2021!!! 
Staremo a vedere… nel frattempo siamo ancora sott’acqua!!!

Forse qualcuno pensava che chiamando l'opera con il nome di "M.O.S.E.'… si sarebbero fermate le acque???

Qualcuno potrebbe pensare che la nostra opera d’ingegneria è l’unica nel mondo…
No… non è così e soprattutto mentre le altre sono perfettamente funzionanti da anni, la nostra ancora è in fase di realizzazione, si prevede infatti che l’opera verrà consegnata nel 2021… 
Staremo a vedere, nel frattempo pubblico alcuni video delle altre  infrastrutture… quelle sì realizzate nei tempo previsti e senza inchieste di corruzione per tangenti e quant’altro che avrebbero comportato eventuali sospensioni!!!
E si… perché a differenza della nostra, quelle realizzate nelle altre città, non solo sono perfettamente funzionanti, ma sono costate molto… ma molto di meno!!!
Ma da noi si sa, queste grandi opere vengono realizzate con un unico fine, quello di spartirsi tra i vari partiti milioni e milioni di euro e soprattutto condizionare quel meccanismo clientelare che suddivide posti di lavoro ai soliti parenti e amici, i quali poi ricambieranno successivamente con la preferenza di voto!!!
Ed allora guardatevi le altre barriere nel mondo, quella sul Tamigi a Londra, sullo Schelda in Olanda, sul Meslant a Rotterdam ed anche quelle di Ijlseemer…
Cosa dire… non è che forse qualcuno pensava che chiamando l’opera con il nome di “MO.S.E.”, come il noto profeta liberatore del popolo d’Israele dall’Egitto… si sarebbero fermate le acque dell’adriatico???
MOdulo Sperimentale Elettromeccanico… sì infatti siamo ancora a modello sperimentale, perché non è detto che alla fine funzioni e così – come molte opere inutili viste più volte in trasmissioni come “Striscia la notizia” –  il rischio è quello di aver speso circa 8 Miliardi inutilmente senza riuscire a difendere Venezia e la sua laguna dall’acqua alta!!!
Che poi dico… si poteva copiare quanto avevano fatto gli altri, in particolare quei paesi bassi, popoli che da sempre sono abituati a contrastare l’acqua alta, attraverso la costruzione di dighe e paratoie mobili nei varchi che collegano il mare alla terra ferma… 
Va ricordato inoltre che il nostro MO.S.E. è progettato per maree superiori a 110 cm, sotto questa misura neppure si attiva… 
Ci hanno detto che hanno progettato l’opera per proteggere Venezia e la laguna da maree fino a 3 metri… peccato però che la stessa venga continuamente deturpata dall’ingresso di quei mostri artificiali delle navi da crociera, che hanno in questi lunghi anni realizzato un impatto ambientale pericoloso in un ecosistema delicato come quello che ospita per l’appunto la città lagunare….
Ma come sempre le motivazioni vanno ricercate su altri fattori, quelli economici per l’appunto, infatti dietro l’intromissione di quei giganti del mare nel bacino di San Marco, vi sono enormi interessi finanziari…
Difatti, il valore economico generato a Venezia dalle crociere si aggira intorno ai 500 milioni all’anno, mentre quello “lavorativo” è nell’ordine dei 6 miliardi, comprenderete bene che con questi numeri, sarà impossibile chiedere a quel Comune di rinunciarvi.
Riprendendo con la nostra opera, vorrei ricordare come l’esecuzione dei lavori è stata affidata al Consorzio Venezia Nuova, che opera per conto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – Magistrato alle Acque di Venezia. 
La realizzazione è stata avviata ben 16 anni fa… siamo nel 2003, ed ha interessato le tre bocche di porto lagunari…
Come ricordavo all’inizio, nel 2014 l’opera subì una sospensione a causa di un’inchiesta anti-corruzione che coinvolse ben 100 indagati e 35 arresti eccellenti tra politici di primo piano e funzionari pubblici, per reati contestati quali creazione di fondi neri, tangenti e false fatturazioni!!!
La circostanza assurda (ma d’altronde, solo nel nostro paese possono accadere situazioni come queste) – scrivono i magistrati: “la mazzetta viene pagata anche quando il pubblico ufficiale corrotto ha cessato l’incarico o quando il politico ha cessato il suo ruolo a livello locale, mantenendo così un rapporto di continuità, e la rendita di posizione – secondo i pubblici ministeri – prescindeva dal singolo atto illecito”!!!
Potremmo dire… la routine di questo nostro paese e quindi, a seguito di quelle vicende giudiziarie – che hanno visto coinvolti parte degli organi dirigenziali del Consorzio Venezia Nuova e di alcune sue imprese – lo Stato interviene al fine di assicurare il proseguimento e la conclusione dei lavori…
A fine 2014 l’ANAC (l’Autorità nazionale anticorruzione), propone quindi la gestione straordinaria del Consorzio, cui segue la nomina di tre amministratori straordinari.
I lavori riprendono e il 30 gennaio del 2019 viene posata l’ultima delle 78 paratoie del MOSE.
Siamo giunti ad oggi: lo stato di avanzamento lavori è del 94% e la consegna è prevista per la fine del 2021!!! 
Staremo a vedere… nel frattempo siamo ancora sott’acqua!!!

Corruzione al Comune di Taormina!!! Il Sindaco si costituisce in giudizio: mi auguro che anche il Sindaco di Giardini Naxos – Nello Lo Turco – segua il suo esempio!!!”

Ho letto una nota del sindaco di Taormina, Mario Bolognari, che interviene sui fatti giudiziari che hanno portato all’arresto dell’avvocato Francesco La Face e al divieto di dimora in città dell’ex dirigente del Comune, Giovanni Coco, accusati entrambi di peculato e corruzione nell’ambito di un’inchiesta sulla riscossione delle somme per la fornitura dell’acqua nei confronti degli utenti morosi…
Ha affermato il Sindaco: “Esprimo a nome dell’intera Amministrazione uno spiacevole senso di tristezza, nonostante fossero da tempo attesi provvedimenti da parte della Magistratura. 
Ci tengo a precisare che il professionista non svolgeva l’incarico della riscossione coatta da diversi anni e che comunque la nomina non era stata più rinnovata sicuramente a partire dal 2013. Dal giugno 2018, cioè dal mio insediamento, mi risulta che il personale chiamato a collaborare con la Guardia di Finanza lo ha fatto, fornendo ogni utile informazione. Inoltre, l’avvocato colpito da provvedimento restrittivo della libertà personale nel mese di agosto dello scorso anno, evidentemente preoccupato per il corso delle indagini, ha effettuato un versamento di 138 mila euro, dichiarando che si trattava di somme risalenti al 2013. Lo stesso professionista era presente nell’elenco dei legali di fiducia del comune, nel frattempo sostituito con nuovo elenco in fase di definizione, in cui lo stesso non risulta inserito”!!! 
Certo è strano l’atteggiamento di quel legale… in particolare l’aver riconsegnato al Comune una parte consistente di quanto ricevuto erroneamente – 138.000 euro – per somme non dovute!!! 
Non è che forse qualcuno (anche all’interno di quegli uffici pubblici) l’avesse informato su alcuni provvedimenti giudiziari in corso e che questi facessero riferimento alla sua persona o al mancato adempimento di quanto previsto dal suo mandato in qualità di legale per conto di quel Comune o di qualche altro??? 
Veramente insolito questo recupero da parte del Comune e mi sorprendo di come qualcuno – avendo ricevuto indietro quelle somme riferite agli anni 2013 – non si sia chiesto – se quello stesso errore non fosse stato commesso anche negli anni successivi (peraltro se ho letto bene, l’inchiesta parla di un milione di euro…)!!!
Ma come scrivevo ieri: (http://nicola-costanzo.blogspot.com/2019/11/quella-tassa-di-depurazione-del-comune.html)  ai siciliani (e non intendevo ai miei “conterranei”, ma mi riferivo a tutti coloro che operano in Sicilia con incarichi istituzionali i quali dovrebbero contrastare in ogni modo questa diffusa corruzione e illegalità…), sì a loro… non importa nulla!!!Il problema del pagamento delle bollette e non mi riferisco soltanto al pagamento delle bollette dell’acqua, rappresenta una circostanza minima, anche per gli importi da doversi corrispondere – no… oggi desidero offrire a tutte quelle testate giornalistiche del web uno vero e proprio scoop, ed è quello rappresentato dai mancati pagamenti relativi alla depurazione, che a breve vedrete, emergerà in tutta la sua gravità; chissà… forse potrebbe anche far saltare interi Consigli Comunali, sì… penso che sia solo una questione di tempo!!!
Ora (dopu ca a Sant’Aita prima s’ a’rrubbanu e ci ficiru i potti ri ferru), questa Amministrazione sta preparando gli atti per bandire una gara per individuare un soggetto che possa realizzare la riscossione coatta, anche per meglio disciplinare la materia…
Cosa dire, meglio tardi che mai… e l’auspicio è che non solo il Comune di Taormina (parte lesa in questa brutta vicenda), ma anche altri comuni procedano in tal senso, sia se hanno subito questo tipo di danno (ma anche di diverso e pur sempre analogo contesto)- penso ad esempio al Comune di Giardini Naxos, che possa anch’esso costituirsi celermente in giudizio, al fine di recuperare i danni ricevuti, anche ad esempio, dal mancato adempimento professionale nel corso degli anni, dai propri legali!!! 

Corruzione al Comune di Taormina!!! Il Sindaco si costituisce in giudizio: mi auguro che anche il Sindaco di Giardini Naxos – Nello Lo Turco – segua il suo esempio!!!”

Ho letto una nota del sindaco di Taormina, Mario Bolognari, che interviene sui fatti giudiziari che hanno portato all’arresto dell’avvocato Francesco La Face e al divieto di dimora in città dell’ex dirigente del Comune, Giovanni Coco, accusati entrambi di peculato e corruzione nell’ambito di un’inchiesta sulla riscossione delle somme per la fornitura dell’acqua nei confronti degli utenti morosi…
Ha affermato il Sindaco: “Esprimo a nome dell’intera Amministrazione uno spiacevole senso di tristezza, nonostante fossero da tempo attesi provvedimenti da parte della Magistratura. 
Ci tengo a precisare che il professionista non svolgeva l’incarico della riscossione coatta da diversi anni e che comunque la nomina non era stata più rinnovata sicuramente a partire dal 2013. Dal giugno 2018, cioè dal mio insediamento, mi risulta che il personale chiamato a collaborare con la Guardia di Finanza lo ha fatto, fornendo ogni utile informazione. Inoltre, l’avvocato colpito da provvedimento restrittivo della libertà personale nel mese di agosto dello scorso anno, evidentemente preoccupato per il corso delle indagini, ha effettuato un versamento di 138 mila euro, dichiarando che si trattava di somme risalenti al 2013. Lo stesso professionista era presente nell’elenco dei legali di fiducia del comune, nel frattempo sostituito con nuovo elenco in fase di definizione, in cui lo stesso non risulta inserito”!!! 
Certo è strano l’atteggiamento di quel legale… in particolare l’aver riconsegnato al Comune una parte consistente di quanto ricevuto erroneamente – 138.000 euro – per somme non dovute!!! 
Non è che forse qualcuno (anche all’interno di quegli uffici pubblici) l’avesse informato su alcuni provvedimenti giudiziari in corso e che questi facessero riferimento alla sua persona o al mancato adempimento di quanto previsto dal suo mandato in qualità di legale per conto di quel Comune o di qualche altro??? 
Veramente insolito questo recupero da parte del Comune e mi sorprendo di come qualcuno – avendo ricevuto indietro quelle somme riferite agli anni 2013 – non si sia chiesto – se quello stesso errore non fosse stato commesso anche negli anni successivi (peraltro se ho letto bene, l’inchiesta parla di un milione di euro…)!!!
Ma come scrivevo ieri: (http://nicola-costanzo.blogspot.com/2019/11/quella-tassa-di-depurazione-del-comune.html)  ai siciliani (e non intendevo ai miei “conterranei”, ma mi riferivo a tutti coloro che operano in Sicilia con incarichi istituzionali i quali dovrebbero contrastare in ogni modo questa diffusa corruzione e illegalità…), sì a loro… non importa nulla!!!
E comunque, il problema del pagamento delle bollette e non mi riferisco al pagamento delle bollette dell’acqua, rappresenta una circostanza minima, anche per la poca consistenza economica degli importi richiesti agli utenti – no… oggi desidero offrire a tutte quelle testate giornalistiche del web uno vero e proprio scoop, ed è quello rappresentato dai mancati pagamenti relativi alla depurazione, che a breve vedrete, emergerà in tutta la sua gravità; chissà… forse potrebbe anche far saltare interi Consigli Comunali, sì… penso che sia solo una questione di tempo!!!
Ora (dopu ca a Sant’Aita prima s’ a’rrubbanu e ci ficiru i potti ri ferru), questa Amministrazione sta preparando gli atti per bandire una gara per individuare un soggetto che possa realizzare la riscossione coatta, anche per meglio disciplinare la materia…
Cosa dire, meglio tardi che mai… e l’auspicio è che non solo il Comune di Taormina (parte lesa in questa brutta vicenda), ma anche altri comuni procedano in tal senso, sia se hanno subito questo tipo di danno (ma anche di diverso e pur sempre analogo contesto)- penso ad esempio al Comune di Giardini Naxos, che possa anch’esso costituirsi celermente in giudizio, al fine di recuperare i danni ricevuti, anche ad esempio, dal mancato adempimento professionale nel corso degli anni, dai propri legali!!! 

Quella tassa di depurazione del Comune di Giardini Naxos mai volutamente riscossa!!! Ma d'altronde… a cosa serve denunciare, se le carte non vengono lette per tempo???

Dispiace… ma la verità va cercata altrove, ad esempio sul fatto che i Comuni non adempiano ai pagamenti per i servizi dei consorzi di depurazione, in quanto non ricevono le somme spettanti dai propri residenti o ancor peggio perché i procedimenti legali in corso o già definiti (decreti ingiuntivi, ipoteche sugli immobili e quant’altro…) non vengono portati a compimento dai loro consulenti legali (per motivi finora sconosciuti o chissà forse perché legati a meccanismi occultati…) d’altronde stiamo parliamo di milioni di euro!!!
Guarda caso proprio oggi, su quest’ultimo punto è emersa un’inchiesta giudiziaria che evidenzia (in parte…) quanto sopra riportato, vedasi link:

https://www.blogsicilia.it/messina/avvocato-in-manette-a-taormina-intascava-i-soldi-delle-bollette-dellacqua/505864/

Molti ad esempio non sanno che vi sono condomini con centinaia di abitazioni, i cui proprietari hanno versato in questi anni le somme relative alle proprie quote, ma gli amministratori – arbitrariamente –  si sono riservati di trattenere quelle somme per i motivi più banali (a volte impugnando i decreti ingiuntivi emessi nei confronti di quei condomini da loro gestiti, con motivazioni infondate o contestando l’effettiva esistenza del credito preteso, con i rischi però che il giudice possa dichiarare l’invalidità del decreto, manifestando la mancanza di ammissibilità della domanda e rigettando l’opposizione – in particolare se questa viene compiuta oltre i termini previsti di legge – con il rischio che se il decreto ingiuntivo viene confermato, il carico delle spese legali graverà per intero sul condominio…).

Comprendere il doppio danno ricevuto…
Da un lato quello di trovarsi un depuratore mal funzionante che crea gravi danni all’ambiente circostante e mettendo a rischio la salute di quegli abitanti (residenti e non) in particolare durante il periodo estivo, dall’altro la paradossale circostanza d’aver proceduto correttamente (nel corso degli anni) ai versamenti previsti al proprio amministratore, il quale però, omettendo quanto previsto ai sensi di legge (neppure sotto richiesta sollecitazione assembleare), ha posto quel condominio in condizione di criticità, in quanto si è visto recapitare atti giudiziari ingiuntivi di pagamento con relative sanzioni di morosità, a cui ovviamente hanno dato seguito relativi decreti ingiuntivi e quant’altro: “curnuti e mazziati“!!!

Vorrei ricordare altresì che le risultanze dell’ARPA (trasmesse alla Capitaneria di Porto di Messina e al Dipartimento di Prevenzione Area Igiene Sanità pubblica dell’Asp) hanno dato quale esito: “Da un sopralluogo effettuato presso l’impianto di depurazione di Giardini Naxos è stato possibile appurare, in funzione delle diverse sezioni di trattamento il non funzionamento e/o lo scarso funzionamento e/o il non totale funzionamento di alcune sezioni dell’impianto; tale stato di fatto non garantisce una corretta depurazione dei reflui, comportando una notevole pressione sul corpo idrico recettore, fiume Alcantara, nel suo tratto finale e di conseguenza sul mare Ionio in corrispondenza e nelle aree limitrofe alla foce dello stesso fiume – si ravvede la necessità di effettuare ulteriori controlli presso l’impianto al fine di verificare le azioni poste in essere per la risoluzione dei problemi riscontrati”. 

Ma la frase più grave e quella riportata successivamente: “Le acque reflue in uscita dall’impianto di depurazione, a seguito del passaggio nei canali di disinfezione, presentano visivamente le stesse caratteristiche del refluo in ingresso”!!!

Ed ancora – continua la nota – “le criticità riscontrate presso l’impianto di depurazione, qualora non risolte in tempi brevi, comporteranno tempistiche sempre maggiori per far rientrare l’impianto in una condizione di normale esercizio, volta a garantire una efficace ed efficiente azione di tutela ambientale“!!!
Cosa aggiungere, parliamo di uno dei posti più belli d’Italia, un territorio che tutto il mondo ci invidia, culla della prima colonia greca e insieme alla più rinomata cittadina di Taormina, meraviglia storica e naturale, eppure queste realtà vengono costantemente deturpate con opere ed impianti inadeguati, non certo per i fini per i quali sono state realizzate, dimenticando principalmente il paesaggio in cui queste vengono compiute: già nel primo polo turistico siciliano!!!

Proprio in questo – il depuratore “Sud” di Giardini Naxos ha rappresentato un chiaro esempio di manchevolezza, tanto da essere finito sotto la lente d’ingrandimento dell’Arpa, che ha effettuato un sopralluogo all’impianto in contrada Pietre Nere, riscontrando tutta una serie di criticità che hanno riacceso i riflettori sui problemi di questa struttura di depurazione consortile che serve oltre che Giardini Naxos, anche le cittadine di Taormina e Castelmola (mentre l’altro depuratore denominato “Nord”, raccoglie le acque reflue di Letojanni e della frazione taorminese di Mazzeo).

Ma come dico spesso: ai siciliani (e non intendo i miei “conterranei”, no… mi riferisco a coloro che operano di fatto in Sicilia, i quali dovrebbero con quei loro incarichi istituzionali, contrastare questa diffusa corruzione e illegalità…) non importa nulla!!!
Già… sembra che a quest’ultimi interessa gestire in maniera disinteressata quanto va oltre il proprio orticello…
Cosa dire, l’impressione è che si proceda sempre in maniera ordinaria, quasi distaccata, cioè facendosi i caz… propri, senza doversi esporre a qualche rischio personale soltanto per essersi interessati!!!
D’altronde potremmo manifestare quel loro pensiero con una frase : “n’do resto dei cristiani, nun c’inni futti nenti, comu si rici: comu veni… veni“!!!
E poi ci si lamenta del calo turistico, ma soprattutto di quei comportamenti omertosi dei miei conterranei, mai disponibili a denunciare fatti gravi (di cui sono a conoscenza) come quelli ora emersi!!!
Mi dispiace… ma su quest’ultimo punto non sono d’accordo: già… perché sarebbe bastato semplicemente leggersi le carte a suo tempo “ufficialmente” ricevute e forse oggi non saremmo arrivati – dopo anni – a questo punto!!!

Quella tassa di depurazione del Comune di Giardini Naxos mai volutamente riscossa!!! Ma d'altronde… a cosa serve denunciare, se le carte non vengono lette per tempo???

Dispiace… ma la verità va cercata altrove, ad esempio sul fatto che i Comuni non adempiano ai pagamenti per i servizi dei consorzi di depurazione, in quanto non ricevono le somme spettanti dai propri residenti o ancor peggio perché i procedimenti legali in corso o già definiti (decreti ingiuntivi, ipoteche sugli immobili e quant’altro…) non vengono portati a compimento dai loro consulenti legali (per motivi finora sconosciuti o chissà forse perché legati a meccanismi occultati…) d’altronde stiamo parliamo di milioni di euro!!!
Guarda caso proprio oggi, su quest’ultimo punto è emersa un’inchiesta giudiziaria che evidenzia (in parte…) quanto sopra riportato, vedasi link:

https://www.blogsicilia.it/messina/avvocato-in-manette-a-taormina-intascava-i-soldi-delle-bollette-dellacqua/505864/

Molti ad esempio non sanno che vi sono condomini con centinaia di abitazioni, i cui proprietari hanno versato in questi anni le somme relative alle proprie quote, ma gli amministratori – arbitrariamente –  si sono riservati di trattenere quelle somme per i motivi più banali (a volte impugnando i decreti ingiuntivi emessi nei confronti di quei condomini da loro gestiti, con motivazioni infondate o contestando l’effettiva esistenza del credito preteso, con i rischi però che il giudice possa dichiarare l’invalidità del decreto, manifestando la mancanza di ammissibilità della domanda e rigettando l’opposizione – in particolare se questa viene compiuta oltre i termini previsti di legge – con il rischio che se il decreto ingiuntivo viene confermato, il carico delle spese legali graverà per intero sul condominio…).

Comprendere il doppio danno ricevuto…
Da un lato quello di trovarsi un depuratore mal funzionante che crea gravi danni all’ambiente circostante e mettendo a rischio la salute di quegli abitanti (residenti e non) in particolare durante il periodo estivo, dall’altro la paradossale circostanza d’aver proceduto correttamente (nel corso degli anni) ai versamenti previsti al proprio amministratore, il quale però, omettendo quanto previsto ai sensi di legge (neppure sotto richiesta sollecitazione assembleare), ha posto quel condominio in condizione di criticità, in quanto si è visto recapitare atti giudiziari ingiuntivi di pagamento con relative sanzioni di morosità, a cui ovviamente hanno dato seguito relativi decreti ingiuntivi e quant’altro: “curnuti e mazziati“!!!

Vorrei ricordare altresì che le risultanze dell’ARPA (trasmesse alla Capitaneria di Porto di Messina e al Dipartimento di Prevenzione Area Igiene Sanità pubblica dell’Asp) hanno dato quale esito: “Da un sopralluogo effettuato presso l’impianto di depurazione di Giardini Naxos è stato possibile appurare, in funzione delle diverse sezioni di trattamento il non funzionamento e/o lo scarso funzionamento e/o il non totale funzionamento di alcune sezioni dell’impianto; tale stato di fatto non garantisce una corretta depurazione dei reflui, comportando una notevole pressione sul corpo idrico recettore, fiume Alcantara, nel suo tratto finale e di conseguenza sul mare Ionio in corrispondenza e nelle aree limitrofe alla foce dello stesso fiume – si ravvede la necessità di effettuare ulteriori controlli presso l’impianto al fine di verificare le azioni poste in essere per la risoluzione dei problemi riscontrati”. 

Ma la frase più grave e quella riportata successivamente: “Le acque reflue in uscita dall’impianto di depurazione, a seguito del passaggio nei canali di disinfezione, presentano visivamente le stesse caratteristiche del refluo in ingresso”!!!

Ed ancora – continua la nota – “le criticità riscontrate presso l’impianto di depurazione, qualora non risolte in tempi brevi, comporteranno tempistiche sempre maggiori per far rientrare l’impianto in una condizione di normale esercizio, volta a garantire una efficace ed efficiente azione di tutela ambientale“!!!
Cosa aggiungere, parliamo di uno dei posti più belli d’Italia, un territorio che tutto il mondo ci invidia, culla della prima colonia greca e insieme alla più rinomata cittadina di Taormina, meraviglia storica e naturale, eppure queste realtà vengono costantemente deturpate con opere ed impianti inadeguati, non certo per i fini per i quali sono state realizzate, dimenticando principalmente il paesaggio in cui queste vengono compiute: già nel primo polo turistico siciliano!!!

Proprio in questo – il depuratore “Sud” di Giardini Naxos ha rappresentato un chiaro esempio di manchevolezza, tanto da essere finito sotto la lente d’ingrandimento dell’Arpa, che ha effettuato un sopralluogo all’impianto in contrada Pietre Nere, riscontrando tutta una serie di criticità che hanno riacceso i riflettori sui problemi di questa struttura di depurazione consortile che serve oltre che Giardini Naxos, anche le cittadine di Taormina e Castelmola (mentre l’altro depuratore denominato “Nord”, raccoglie le acque reflue di Letojanni e della frazione taorminese di Mazzeo).

Ma come dico spesso: ai siciliani (e non intendo i miei “conterranei”, no… mi riferisco a coloro che operano di fatto in Sicilia, i quali dovrebbero con quei loro incarichi istituzionali, contrastare questa diffusa corruzione e illegalità…) non importa nulla!!!
Già… sembra che a quest’ultimi interessa gestire in maniera disinteressata quanto va oltre il proprio orticello…
Cosa dire, l’impressione è che si proceda sempre in maniera ordinaria, quasi distaccata, cioè facendosi i caz… propri, senza doversi esporre a qualche rischio personale soltanto per essersi interessati!!!
D’altronde potremmo manifestare quel loro pensiero con una frase : “n’do resto dei cristiani, nun c’inni futti nenti, comu si rici: comu veni… veni“!!!
E poi ci si lamenta del calo turistico, ma soprattutto di quei comportamenti omertosi dei miei conterranei, mai disponibili a denunciare fatti gravi (di cui sono a conoscenza) come quelli ora emersi!!!
Mi dispiace… ma su quest’ultimo punto non sono d’accordo: già… perché sarebbe bastato semplicemente leggersi le carte a suo tempo “ufficialmente” ricevute e forse oggi non saremmo arrivati – dopo anni – a questo punto!!!

ARS: è tempo di metterci la faccia, il nome… e un voto!!!

E dopo la porcata all’Ars sul piano rifiuti, a seguito dell’amaro sfogo del Presidente Musumeci, finalmente si pensa a correggere la norma sul voto segreto…
I signori onorevoli regionali non potranno così più nascondersi e soprattutto tradire il proprio elettorato.
Un voto… un nome, finalmente sarà visibile chi rema contro la legalità in questa nostra regione!!!
Una vera e propria imboscata quella sull’art. 1 della riforma dei rifiuti,è dire che a colpire il governatore Nello Musumeci è stato proprio il fuoco amico…
D’altronde quello del voto segreto è un vero schifo, ci si cela dietro quel segreto per non manifestare la propria posizione, i soliti ricatti d’aula, fatti dai partiti per condizionare i vari governi…

Ora come sempre accade in queste circostanze, iniziano i colloqui, si prova a tentare punti d’incontro, si ricatta per ricevere in cambio qualche altra situazione… e dire che la nostra regione siciliana è l’unica a livello regionale a mantenere questo cosiddetto “segreto”!!!
La verità è che manca quel necessario coraggio di manifestare il proprio voto a favore o di dissenso…
In particolare su questa legge sui “rifiuti” che come ben sappiamo, rappresenta un settore solitamente posto sotto il controllo della criminalità organizzata e forse chissà se non è per questo motivo, che molti di quei deputati preferirebbero nascondersi dietro il voto segreto…
Chissà forse dobbiamo credere che questi hanno atteggiamenti e comportamenti determinati (mi viene da sorridere per l’analogia…) da quel  “rifiuto”??? Già… di affrontare pericoli o responsabilità dovute a codardia???
Difatti sono in molti ad aver dimostrato di non aver il coraggio di metterci la faccia, ovviamente insieme al proprio nome e cognome!!!
Dopo ventinove sedute di Commissione, dopo un anno dalla presentazione del disegno di legge sulla riforma da parte del governo, dopo un lavoro immane e stancante, beh… una parte di quell’Assemblea regionale – la peggiore – ha deciso di bloccare tutto!!!
Ovviamente per quanto accaduto, quella parte di criminalità organizzata che gestisce il business derivante dai rifiuti: sentitamente ringrazia!!!

ARS: è tempo di metterci la faccia, il nome… e un voto!!!

E dopo la porcata all’Ars sul piano rifiuti – a seguito dell’amaro sfogo del Presidente Musumeci – finalmente si pensa a correggere la norma sul voto segreto…
I signori onorevoli regionali non potranno così più nascondersi e soprattutto tradire il proprio elettorato.
Un voto… un nome, finalmente sarà visibile chi rema contro la legalità in questa nostra regione!!!
Una vera e propria imboscata quella sull’art. 1 della riforma dei rifiuti, già perché a tradire il governatore Nello Musumeci, è stato proprio il fuoco amico…
D’altronde quello del voto segreto è un vero schifo, ci si cela dietro quel segreto per non manifestare la propria posizione, cosa dire, i soliti ricatti d’aula fatti dai partiti per condizionare i governi…

Ora come sempre accade in queste circostanze, iniziano i colloqui, si prova di trovare punti d’incontro, si ricatta per ricevere in cambio qualche altra riforma e dire che la nostra isola è l’unica a livello regionale a mantenere questo cosiddetto “segreto”!!!
La verità è che manca a taluni deputati, il necessario coraggio di esprimere il proprio voto, sia a favore che in dissenso…
In particolare su questa legge sui “rifiuti” che come ben sappiamo, rappresenta un settore solitamente posto sotto il controllo della criminalità organizzata e forse chissà se non sia questo il vero motivo che spinge molti di quei deputati a nascondersi dietro il voto segreto…
Già sembra che questi abbiano desiderio di manifestare esclusivamente comportamenti (mi viene da sorridere per l’analogia…) di “rifiuto”!!!
Sì… di affrontare eventuali pericoli esterni derivanti da proprie scelte responsabili, manifestate però quest’ultime da atteggiamenti di codardia???
Difatti sono in molti ad aver evidenziato nella seduta, mancanza di coraggio, il non metterci la faccia, insieme ovviamente al proprio nome e cognome!!!
Dopo ventinove sedute di Commissione, dopo un anno dalla presentazione del disegno di legge sulla riforma da parte del governo, dopo un lavoro immane e stancante, beh… una parte di quell’Assemblea regionale – la peggiore – ha deciso di bloccare tutto!!!
Ovviamente per quanto sopra accaduto, una parte di quella criminalità organizzata responsabile del business derivante dalla gestione dei rifiuti: sentitamente ringrazia!!!

Dai diamanti del Senatour Bossi ai bond di Arcelor Mittal di Salvini!!! La lega un partito??? No… si è trasformata in broker: acquista titoli in borsa!!!

Dai diamanti in Tanzania ai bond di Arcelor Mittal…
Salvini che si dice, a parole, contro l’Europa delle banche, dovrebbe spiegarci perché il suo partito avrebbe investito, a scopo di lucro, 300 mila euro in obbligazioni dell’azienda franco-indiana che ha acquistato l’ILVA e che ora minaccia di recedere, unilateralmente, dal contratto firmato con lo Stato.
Infatti, quella stessa Lega – a parole sovranista – che chiede di reintrodurre l’immunità penale per Arcelor Mittal, secondo diversi organi di stampa, avrebbe investito 300 mila euro proprio in un bond corporate di Arcelor Mittal. Cioè dice di essere dalla parte dei cittadini, dei lavoratori, contro i poteri forti, ma investe soldi in obbligazioni di multinazionali straniere.
Da “prima gli italiani!” a “prima i franco-indiani”, in questo caso. 
A parole fa finta di combattere l’Europa “serva di banche e multinazionali”, salvo poi schierarsi sempre dalla parte di quest’ultime!!! 
È forse per questo che la Lega, invece di prendersela con la multinazionale franco-indiana, e difendere i lavoratori come sta facendo l’esecutivo, si è scagliata contro il Governo? 
Salvini scappa e non risponde, come sempre, come ieri mattina, a precisa domanda su quegli investimenti, risponde di chiedere all’Amministratore della Lega… 
Quindi investono a sua insaputa i soldi del partito?
È chiaro, quindi, il motivo per cui l’ex sottosegretario leghista al Mise, Edoardo Rixi, dimessosi per lo scandalo delle spese pazze in Liguria, si spendesse così tanto per Arcelor. 
Ed è curioso che Arcelor, a luglio del 2018, assunse come capo comunicazione proprio l’ex portavoce di un leghista d’annata, Roberto Maroni. Insomma fra l’azienda franco-indiana e la Lega ci sono molti rapporti e molti contatti. 
E chissà cosa avrà detto loro Salvini, da vicepremier, quando ha incontrato i vertici di Arcelor Mittal. Forse si è passati da prima i lavoratori a prima gli investimenti, quelli del partito verde.
Ma la domanda è: ritenete normale che la Lega, come emerge dalle inchieste, investa soldi pubblici (ricordate i famosi 49 milioni di rimborsi elettorali con i quali acquistarono diamanti in Tanzania), non solo su obbligazioni Arcelor Mittal, ma anche su alcune delle più famose banche e multinazionali, come l’americana General Electric, la spagnola Gas Natural, le italiane Mediobanca, Enel, Telecom e Intesa Sanpaolo?
Non c’è un macroscopico conflitto d’interessi se parliamo di un partito che è in Parlamento e che dovrebbe tutelare gli interessi degli italiani?
Salvino e la sua LEGA dice prima gli italiani!!!
Sì… per fregargli meglio i soldi…
Non dimentichiamoci che questa di oggi rappresenta il proseguo di quella stessa Lega che ha rubato – con quel cerchio magico – ben 49 milioni di euro circa 100/miliardi di vecchie lire!!!
Ma come può essere che quei ladri non siano stati condannati e che non gli sia stato confiscato fino alla terza generazione quanto in loro possesso???
Ma tanto si sa, sotto il profilo del contrasto al malaffare e alla corruzione… siamo ancora sott’acqua, già in tutti sensi!!!

Dai diamanti del Senatour Bossi ai bond di Arcelor Mittal di Salvini!!! La "LEGA" un partito??? No… si è trasformata in broker: acquista titoli in borsa!!!

Dai diamanti in Tanzania ai bond di Arcelor Mittal…
Salvini che si dice, a parole, contro l’Europa delle banche, dovrebbe spiegarci perché il suo partito avrebbe investito, a scopo di lucro, 300 mila euro in obbligazioni dell’azienda franco-indiana che ha acquistato l’ILVA e che ora minaccia di recedere, unilateralmente, dal contratto firmato con lo Stato.
Infatti, quella stessa Lega – a parole sovranista – che chiede di reintrodurre l’immunità penale per Arcelor Mittal, secondo diversi organi di stampa, avrebbe investito 300 mila euro proprio in un bond corporate di Arcelor Mittal. Cioè dice di essere dalla parte dei cittadini, dei lavoratori, contro i poteri forti, ma investe soldi in obbligazioni di multinazionali straniere.
Da “prima gli italiani!” a “prima i franco-indiani”, in questo caso. 
A parole fa finta di combattere l’Europa “serva di banche e multinazionali”, salvo poi schierarsi sempre dalla parte di quest’ultime!!! 
È forse per questo che la Lega, invece di prendersela con la multinazionale franco-indiana, e difendere i lavoratori come sta facendo l’esecutivo, si è scagliata contro il Governo? 
Salvini scappa e non risponde, come sempre, come ieri mattina, a precisa domanda su quegli investimenti, risponde di chiedere all’Amministratore della Lega… 
Quindi investono a sua insaputa i soldi del partito?
È chiaro, quindi, il motivo per cui l’ex sottosegretario leghista al Mise, Edoardo Rixi, dimessosi per lo scandalo delle spese pazze in Liguria, si spendesse così tanto per Arcelor. 
Ed è curioso che Arcelor, a luglio del 2018, assunse come capo comunicazione proprio l’ex portavoce di un leghista d’annata, Roberto Maroni. Insomma fra l’azienda franco-indiana e la Lega ci sono molti rapporti e molti contatti. 
E chissà cosa avrà detto loro Salvini, da vicepremier, quando ha incontrato i vertici di Arcelor Mittal. Forse si è passati da prima i lavoratori a prima gli investimenti, quelli del partito verde.
Ma la domanda è: ritenete normale che la Lega, come emerge dalle inchieste, investa soldi pubblici (ricordate i famosi 49 milioni di rimborsi elettorali con i quali acquistarono diamanti in Tanzania), non solo su obbligazioni Arcelor Mittal, ma anche su alcune delle più famose banche e multinazionali, come l’americana General Electric, la spagnola Gas Natural, le italiane Mediobanca, Enel, Telecom e Intesa Sanpaolo?
Non c’è un macroscopico conflitto d’interessi se parliamo di un partito che è in Parlamento e che dovrebbe tutelare gli interessi degli italiani?
Salvino e la sua LEGA dice prima gli italiani!!!
Sì… per fregargli meglio i soldi…
Non dimentichiamoci che questa di oggi rappresenta il proseguo di quella stessa Lega che ha rubato – con quel cerchio magico – ben 49 milioni di euro circa 100/miliardi di vecchie lire!!!
Ma come può essere che quei ladri non siano stati condannati e che non gli sia stato confiscato fino alla terza generazione quanto in loro possesso???
Ma tanto si sa, sotto il profilo del contrasto al malaffare e alla corruzione… siamo ancora sott’acqua, già in tutti sensi!!!

Catania ieri e oggi: Sì… qualcosa è cambiato, ma le differenze in positivo sono ancora minime!!!

Già, sono passati parecchi anni da quando la città era intrisa di omertà e paura, ma soprattutto la nostra era una città dove i cittadini erano non soltanto remissivi, ma compiacenti con quel sistema clinetelare e mafioso,  non molto distante comunque dalla Catania di oggi…

Sì va detto, qualcosa in questi anni è cambiato, ma poco…
Una parte rilevante dei miei concittadini ha compreso che avere rapporti di amicizia con taluni individui di quell’ambiente mafioso non era una ragione di cui vantarsi o su cui fare leva su altri, ma una rinuncia grave a quel bisogno chiamato “legalità”!!! 
Anche la stessa classe politica ha compreso che non era più possibile gestire quei mafiosi e i loro affiliati come fossero pacchetti di voti elettorali, perché se a un lato la mafia garantiva (pagando o meno) quei voti, successivamente era essa stessa ad avere la pretesa di far sottostare questi suoi nuovi referenti politici, piegandoli ai propri fini di lucro e potere.
E quindi se da un lato qualcosa nelle coscienze è cambiato, restano però ancora in essere tutte quelle problematiche mai (volutamente) risolte, affinché permangono quelle problematiche strutturali che rendono di fatto difficile lo sradicamento di quel potere mafioso…
Mi riferisco ai problemi nel nostro territorio, in particolare a quelli legati allo sviluppo economico, a quella persistente disoccupazione, alla questione minorile, a quella mancata presenza di modelli culturali di riferimento, per continuare con le abituali problematiche di corruzione e malaffare per le quali sí… qualcosa si è fatto, ma ancora molto resta da fare!!!
Ed è per questi motivi che ancora oggi quell’associazione mafiosa ed anche gli altri gruppi criminali sono così presenti e forti sul nostro territorio, nonostante lo sforzo enorme dato dalle nostre forze dell’ordine…
D’altronde basta poco per scoprire come la storia della criminalità etnea abbia negli anni subito dei rapidi fenomeni di rigenerazione, già… Potremmo dire all’indomani di ciascuna operazioni di polizia…
E se da un lato quegli arresti hanno ridotto di gran lunga il numero dei suoi affiliati, dall’altro non ha minimamente indebolito quella loro attività sul territorio…
Verrebbe da dire: “Cambiano i suonatori ma la musica è sempre la stessa”!!!
Per cui, aldilà di alcuni progressi certamente apprezzabili sotto il profilo culturale verso il fenomeno mafioso e un innegabile miglioramento dei servizi pubblici, la condizione generale di degrado sociale che contraddistingue ancora oggi la nostra città etnea, rappresenta un fattore spietato dei fenomeni criminali ed è terreno di coltura di quei modelli comportamentali mafiosi…
Perché fintanto che non si altera questo stato sociale, manifestato come riportavo sopra dalla presenza di un tasso di disoccupazione superiore alla media nazionale e dove più del 30% dei cittadini non possiede una vera e propria occupazione stabile, ma vive una condizione precaria, ecco che ciò costituisce un elemento condizionante per l’intera vita economico e sociale della città e di tutta l’isola…
Vediamo quotidianamente attraverso i social come la simultanea presenza di due classi sociali, una prima disoccupata (sopravvive grazie a lavori umili e saltuari) e l’altra occupata in quei settori chiave (che ostenta – senza produrre alcun benessere sociale – una smodata ricchezza), crea in particolare tra i giovani degli effetti assai gravi, in quanto orienta quest’ultimi verso una vita comoda, senza grandi sacrifici, pur sapendo che quella vita sociale sarà sottoposta (direttamente e/o indirettamente) alle direttive di quei soggetti legati alla criminalità organizzata…
E così pian piano si formano due categorie di soggetti, quella dei cosiddetti “colletti bianchi”, inseriti al’interno di quegli uffici istituzionali, pubblici, ecc., i quali si prestano a compiere tutte quelle richieste di corruzione e malaffare e quelli più criminali, che s’inseriscono in quell’ambiente malavitoso, prima con i furti di autovetture o in casa, quindi compiendo modeste rapine in quelle attività commerciali, per passare al racket delle estorsioni e purtroppo agli omicidi…
Certo non sono più i tempi dove la nostra città era tra i primi posti al mondo per delitti, la pax mafiosa in corso ha perfino messo d’accordo tra loro le numerose bande criminali presenti nel territorio, facendo in modo che l’impegno delle forze dell’ordine si dedicasse a reati diversi, ad esempio quelli di carattere economici/finanziario, concretizzate nei vari settori dell’attività economica: dall’agricoltura agli appalti di opere pubbliche, dall’edilizia al commercio, nonché a quelle procedure criminali quali usura, estorsione, riciclaggio e soprattutto traffico di droga, armi e sfruttamento dei migranti…
E’ tempo quindi di impegnarsi seriamente e non con le parole, già come vedo spesso intorno a quei tavoli da riunione… che poi alla fine non conducono a nulla…
Già… c’è bisogno di mettere in pratica misure economiche e sociali idonee a fare uscire la città di Catania da una situazione critica che dura ormai da troppi anni; e` importante quindi individuare quali siano gli strumenti più idonei a fronteggiare gli interventi di riqualificazione sociale, un miglioramento efficace del controllo del territorio, ma soprattutto creare una nuova coscienza della legalità, non solo nei giorni delle ricorrenze di quei delitti di mafia, no… sempre, dedicando ogni giorno nelle scuole un’ora per far comprendere meglio ai nostri ragazzi, quali sono i rischi a cui si va incontro, se non si prova a cambiare definitivamente questa terra!!!
In questo anche le istituzioni devono fare la loro parte, in particolare un ruolo determinante deve giungere dalle forze politiche che devono impegnarsi seriamente attraverso riforme sostanziali, condizione determinante per permetterà a questa nostra città di ritornare ad essere la “Milano del Sud“, altrimenti tutto resterà così com’è… e per favore (rivolgendomi ai miei concittadini): “non continuate a far finta “ipocritamente” di non saperlo”!!!

Catania ieri e oggi: Sì… qualcosa è cambiato, ma le differenze in positivo sono ancora minime!!!

Già, sono passati parecchi anni da quando la città era intrisa di omertà e paura, ma soprattutto la nostra era una città dove i cittadini erano non soltanto remissivi, ma compiacenti con quel sistema clinetelare e mafioso,  non molto distante comunque dalla Catania di oggi…

Sì va detto, qualcosa in questi anni è cambiato, ma poco…
Una parte rilevante dei miei concittadini ha compreso che avere rapporti di amicizia con taluni individui di quell’ambiente mafioso non era una ragione di cui vantarsi o su cui fare leva su altri, ma una rinuncia grave a quel bisogno chiamato “legalità”!!! 
Anche la stessa classe politica ha compreso che non era più possibile gestire quei mafiosi e i loro affiliati come fossero pacchetti di voti elettorali, perché se a un lato la mafia garantiva (pagando o meno) quei voti, successivamente era essa stessa ad avere la pretesa di far sottostare questi suoi nuovi referenti politici, piegandoli ai propri fini di lucro e potere.
E quindi se da un lato qualcosa nelle coscienze è cambiato, restano però ancora in essere tutte quelle problematiche mai (volutamente) risolte, affinché permangono quelle problematiche strutturali che rendono di fatto difficile lo sradicamento di quel potere mafioso…
Mi riferisco ai problemi nel nostro territorio, in particolare a quelli legati allo sviluppo economico, a quella persistente disoccupazione, alla questione minorile, a quella mancata presenza di modelli culturali di riferimento, per continuare con le abituali problematiche di corruzione e malaffare per le quali sí… qualcosa si è fatto, ma ancora molto resta da fare!!!
Ed è per questi motivi che ancora oggi quell’associazione mafiosa ed anche gli altri gruppi criminali sono così presenti e forti sul nostro territorio, nonostante lo sforzo enorme dato dalle nostre forze dell’ordine…
D’altronde basta poco per scoprire come la storia della criminalità etnea abbia negli anni subito dei rapidi fenomeni di rigenerazione, già… potremmo dire all’indomani di ciascuna operazioni di polizia!!!
E se da un lato quegli arresti hanno ridotto di gran lunga il numero dei suoi affiliati, dall’altro non hanno minimamente indebolito quella loro attività sul territorio…
Verrebbe da dire: “Cambiano i suonatori, sì… ma la musica resta sempre la stessa”!!!
Per cui, aldilà di alcuni progressi certamente apprezzabili sotto il profilo culturale verso quel fenomeno mafioso e un innegabile miglioramento dei servizi sociali, la condizione generale di degrado che contraddistingue ancora oggi la nostra città etnea, rappresenta un fattore spietato dei fenomeni criminali ed è terreno di coltura di quei modelli comportamentali mafiosi…
Perché fintanto che non si altera questo stato sociale, manifestato come riportavo sopra dalla presenza di un tasso di disoccupazione superiore alla media nazionale e dove più del 30% dei cittadini non possiede una vera e propria occupazione stabile, ma vive una condizione precaria, ecco che ciò costituisce un elemento condizionante per l’intera vita economico e sociale della città e di tutta l’isola…
Vediamo quotidianamente attraverso i social come la simultanea presenza di due classi sociali, una prima disoccupata (sopravvive grazie a lavori umili e saltuari) e l’altra occupata in quei settori chiave (che ostenta – senza produrre alcun benessere sociale – una smodata ricchezza), crea in particolare tra i giovani degli effetti assai gravi, in quanto orienta quest’ultimi verso una vita comoda, senza grandi sacrifici, pur sapendo che quella vita sociale sarà sottoposta (direttamente e/o indirettamente) alle direttive di quei soggetti legati alla criminalità organizzata…
E così pian piano si formano due categorie di soggetti, quella dei cosiddetti “colletti bianchi”, inseriti al’interno di quegli uffici istituzionali, pubblici, ecc., i quali si prestano a compiere tutte quelle richieste di corruzione e malaffare e quelli più criminali, che s’inseriscono in quell’ambiente malavitoso, prima con i furti di autovetture o in casa, quindi compiendo modeste rapine in quelle attività commerciali, per passare al racket delle estorsioni e purtroppo agli omicidi…
Certo non sono più i tempi dove la nostra città era tra i primi posti al mondo per delitti, la pax mafiosa in corso ha perfino messo d’accordo tra loro le numerose bande criminali presenti nel territorio, facendo in modo che l’impegno delle forze dell’ordine si dedicasse a reati diversi, ad esempio quelli di carattere economici/finanziario, concretizzate nei vari settori dell’attività economica: dall’agricoltura agli appalti di opere pubbliche, dall’edilizia al commercio, nonché a quelle procedure criminali quali usura, estorsione, riciclaggio e soprattutto traffico di droga, armi e sfruttamento dei migranti…
E’ tempo quindi di impegnarsi seriamente e non con le parole, già come vedo spesso intorno a quei tavoli da riunione… che poi alla fine non conducono a nulla…
Già… c’è bisogno di mettere in pratica misure economiche e sociali idonee a fare uscire la città di Catania da una situazione critica che dura ormai da troppi anni; e` importante quindi individuare quali siano gli strumenti più idonei a fronteggiare gli interventi di riqualificazione sociale, un miglioramento efficace del controllo del territorio, ma soprattutto creare una nuova coscienza della legalità, non solo nei giorni delle ricorrenze di quei delitti di mafia, no… sempre, dedicando ogni giorno nelle scuole un’ora per far comprendere meglio ai nostri ragazzi, quali sono i rischi a cui si va incontro, se non si prova a cambiare definitivamente questa terra!!!
In questo anche le istituzioni devono fare la loro parte, in particolare un ruolo determinante deve giungere dalle forze politiche che devono impegnarsi seriamente attraverso riforme sostanziali, condizione determinante per permetterà a questa nostra città di ritornare ad essere la “Milano del Sud“, altrimenti tutto resterà così com’è… e per favore (rivolgendomi ai miei concittadini): “non continuate a far finta “ipocritamente” di non saperlo”!!!

"Togliamo la possibilità alle associazioni di accedere ai contributi pubblici e vediamo chi rimane"!!!

Dice bene Nicola Grassi, presidente dell’Asaec (“Associazione antiestorsione di Catania “Libero Grassi”): “c’è un movimento antimafia da ricostruire e bisogna partire da una precisa radiografia storica e critica degli ultimi venti anni”. 

“Quello che è scritto nelle carte giudiziarie non deve rimanere dentro le aule di un tribunale, ma deve servire come seme per una nuova rinascita”. 
Bisogna cambiare pelle: “Bisogna rifondare il movimento antiracket ripartendo da un’analisi precisa e puntuale degli errori che si sono fatti“.
Una bellissima intervista quella realizzata dalla giornalista Laura Distefano del quotidiano on line “Live Sicilia Catania, al presidente dell’Associazione antiestorsione – link https://m.catania.livesicilia.it/2019/11/10/grassi-e-lantimafia-dei-fatti-tagliare-i-contributi-pubblici_512260/
Il Presidente, nel ricordare i trent’anni di lavoro dell’Associazione per supportare chi ha avuto il coraggio di denunciare i propri aguzzini, evidenzia ancora il lavoro da fare per combattere la cultura mafiosa ancora fortemente presente, a causa di quelle diffidenze create negli anni, proprio da coloro che avrebbero dovuto di fatto contrastare quel sistema!!! 
Infatti, quanto emerso da talune inchieste, come quelle della procura di Caltanissetta, ha evidenziato un mondo di collusioni ed infiltrazioni realizzate in primiss dall’ex presidente di “Confindustria Sicilia” Antonello Montante, che hanno creato un danno immane al movimento che ogni giorno si trova a combattere con l’ombra generale della diffidenza!!! 
Grassi ammette: “C’è una doppia fatica, da un lato per ridare dignità al movimento antiracket e dall’altro far capire che ci sono associazioni antimafia sane e specchiate”.
Ed allora per fermare quest’onda di diffidenza è necessario portare avanti azioni concrete, come ad esempio “Insieme contro la mafia rurale‘, ultima tappa di un lungo percorso iniziato con la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica di Catania, dove abbiamo raccolto una serie di casi noti e meno noti che sono accaduti tra l’Etna e i Nebrodi!!! 
Abbiamo voluto offrire  alla magistratura – riporta Nicola Grassi – un quadro su questo fenomeno che di fatto impedisce lo sviluppo regolare dell’economia agricola”. 
Ma ciò che fa maggiormente rabbia (ed in ciò mi trova perfettamente d’accordo) è il silenzio della politica:  “completamente assente”!!!
L’unico che ha annunciato la sua presenza è Claudio Fava, Presidente della Commissione Antimafia Regionale!!!
L’Asaec come si sa supporta molti soci che hanno deciso di denunciare ed affrontare processi e proprio uno di questi, qualche giorno fa, ha condotto alla condanna dei suoi aguzzini….
Ma non sempre si procede a ritmi così veloci, ci sono anche i processi lenti e tutto ciò provoca gravi effetti collaterali, perché crea sfiducia in chi è intenzionato a denunciare… 
E difatti, è proprio su questo che punta quell’associazione mafiosa!!!”.
Perché fintanto che la giustizia continuerà a proteggere quegli affiliati criminali, fino a quando ci saranno collusioni politiche ed istituzionali, fino a che non verranno confiscati tutti i beni di chi ha estorto nel corso degli anni per restituirli alla comunità, ecco… nulla cambierà, perché quei soggetti avranno sempre dalla parte loro parte sia un sistema giudiziario “lento” e ahimè a  volte corrotto, ma soprattutto abbastanza denaro per provare a corrompere – grazie a quegli abituali mediatori – anche chi avrebbe dovuto di fatto giudicarli!!!
Ma se ciascuno di noi proverà a fare il proprio dovere, vedrete sono certo che – prima o poi – riusciremo a distruggere definitivamente questo sistema infetto criminale!!!
Peraltro non diceva proprio così Libero Grassi: “Se tutti si comportano come me, si distruggono gli estorsori”!!!

"Togliamo la possibilità alle associazioni di accedere ai contributi pubblici e vediamo chi rimane"!!!

Dice bene Nicola Grassi, presidente dell’Asaec (“Associazione antiestorsione di Catania “Libero Grassi”): “c’è un movimento antimafia da ricostruire e bisogna partire da una precisa radiografia storica e critica degli ultimi venti anni”. 

“Quello che è scritto nelle carte giudiziarie non deve rimanere dentro le aule di un tribunale, ma deve servire come seme per una nuova rinascita”. 
Bisogna cambiare pelle: “Bisogna rifondare il movimento antiracket ripartendo da un’analisi precisa e puntuale degli errori che si sono fatti“.
Una bellissima intervista quella realizzata dalla giornalista Laura Distefano del quotidiano on line “Live Sicilia Catania, al presidente dell’Associazione antiestorsione – link https://m.catania.livesicilia.it/2019/11/10/grassi-e-lantimafia-dei-fatti-tagliare-i-contributi-pubblici_512260/
Il Presidente, nel ricordare i trent’anni di lavoro dell’Associazione per supportare chi ha avuto il coraggio di denunciare i propri aguzzini, evidenzia ancora il lavoro da fare per combattere la cultura mafiosa ancora fortemente presente, a causa di quelle diffidenze create negli anni, proprio da coloro che avrebbero dovuto di fatto contrastare quel sistema!!! 
Infatti, quanto emerso da talune inchieste, come quelle della procura di Caltanissetta, ha evidenziato un mondo di collusioni ed infiltrazioni realizzate in primiss dall’ex presidente di “Confindustria Sicilia” Antonello Montante, che hanno creato un danno immane al movimento che ogni giorno si trova a combattere con l’ombra generale della diffidenza!!! 
Grassi ammette: “C’è una doppia fatica, da un lato per ridare dignità al movimento antiracket e dall’altro far capire che ci sono associazioni antimafia sane e specchiate”.
Ed allora per fermare quest’onda di diffidenza è necessario portare avanti azioni concrete, come ad esempio “Insieme contro la mafia rurale‘, ultima tappa di un lungo percorso iniziato con la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica di Catania, dove abbiamo raccolto una serie di casi noti e meno noti che sono accaduti tra l’Etna e i Nebrodi!!! 
Abbiamo voluto offrire  alla magistratura – riporta Nicola Grassi – un quadro su questo fenomeno che di fatto impedisce lo sviluppo regolare dell’economia agricola”. 
Ma ciò che fa maggiormente rabbia (ed in ciò mi trova perfettamente d’accordo) è il silenzio della politica:  “completamente assente”!!!
L’unico che ha annunciato la sua presenza è Claudio Fava, Presidente della Commissione Antimafia Regionale!!!
L’Asaec come si sa supporta molti soci che hanno deciso di denunciare ed affrontare processi e proprio uno di questi, qualche giorno fa, ha condotto alla condanna dei suoi aguzzini….
Ma non sempre si procede a ritmi così veloci, ci sono anche i processi lenti e tutto ciò provoca gravi effetti collaterali, perché crea sfiducia in chi è intenzionato a denunciare… 
E difatti, è proprio su questo che punta quell’associazione mafiosa!!!”.
Perché fintanto che la giustizia continuerà a proteggere quegli affiliati criminali, fino a quando ci saranno collusioni politiche ed istituzionali, fino a che non verranno confiscati tutti i beni di chi ha estorto nel corso degli anni per restituirli alla comunità, ecco… nulla cambierà, perché quei soggetti avranno sempre dalla parte loro parte sia un sistema giudiziario “lento” e ahimè a  volte corrotto, ma soprattutto abbastanza denaro per provare a corrompere – grazie a quegli abituali mediatori – anche chi avrebbe dovuto di fatto giudicarli!!!
Ma se ciascuno di noi proverà a fare il proprio dovere, vedrete sono certo che – prima o poi – riusciremo a distruggere definitivamente questo sistema infetto criminale!!!
Peraltro non diceva proprio così Libero Grassi: “Se tutti si comportano come me, si distruggono gli estorsori”!!!