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Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente!!!

Non so cosa dia più fastidio… una verità distorta presentata in maniera soggettiva, oppure una verità censurata che nasconde abituali comportamenti omertosi!!!
Rappresentare la verità d’altronde è qualcosa di difficile, la maggior parte fa in modo che questa non venga mai espressa in modo chiaro, anche perché sono in pochi ad aver coraggio su quest’isola a dire – ad alta voce – le cose come stanno, senza mai tergiversare, ma andando dritti al punto!!!
Eccoli quindi… da un lato i fessi, coloro che vivono quella loro esistenza in maniera futile, senza preoccuparsi di quanto avviene intorno a loro, potremmo inquadrare questi soggetti con quel detto: “meno so e meglio sto“… di contro, quei loro colleghi, che potremmo definire “marpioni“!!!
Già… stanno quotidianamente a carpire quanto accade intorno ad essi, sono lì ad ascoltare anche il più insignificante bisbiglio pur sapendo che quanto si sta dicendo non riguarda la loro persona…
Loro sono così… “guardinghi”, si guardano le spalle e cercano d’individuare ogni piccolo segreto su quanto accade all’interno del loro ufficio, ma non solo, eventuali comportamenti ai limiti della legalità, vengono accantonati e custoditi, per potere far leva, un domani, su qualche loro collega o superiore…  
E’ un gioco d’astuzia, proteggono chi interessa loro per vedersi restituire al momento opportuno il favore, si augurano così facendo d’entrare nelle grazie dei propri superiori (uomini già influenti all’interno dell’organizzazione…), affinché pian piano possano anch’essi salire di livello, peraltro hanno scoperto come attraverso l’applicazione di talune metodologie richieste, si possano iniziare a ricevere grandi vantaggi personali e/o familiari…
Ecco quindi cosa spinge a fare il salto… la bramosia di potere, di salire sempre più in alto nella classe sociale, si prova così ad entrare in un giro molto più grande di loro ed eccoli finalmente genuflessi, lì messi a disposizione del “sistema“, diventando ogni giorno che passa un tutt’uno con esso e con quanti ne fanno parte e loro da poco ammessi, provano a dimostrare con le proprie azioni di non essere meno!!!
Sanno bene che quanto stanno per compiere si chiama “reato”, ma d’altro canto… va bene così, in loro vi è particolare predisposizione a compiere quelle riprovevoli azioni di malaffare e corruzione…
Essi con il tempo godono per quanto compiuto, si sentono peraltro “invincibili” ma soprattutto “intoccabili“, poiché protetti da quel loro sistema clientelare che sa quando intaccato, chiudersi perfettamente a “riccio”, a protezione di quei suoi affiliati… 
Ovviamente quando scoperti… gridano alla falsità, parlano di menzogne e secondo loro quanto si sta compiendo è volutamente realizzato da chi vuole screditarli, affinché possa apparire meschini, sia come persone che professionalmente… 
Ecco quindi che pur di scagionarsi iniziano a raccontare bugie… giungendo a incolpare altri di quelle loro malefatte, ma le bugie si sa… “hanno le gambe corte” e ciascuno di essi alla fine si dimostra per ciò che è sempre stato: Un vero e proprio delinquente!!!

I magistrati dovrebbero seguire l’esempio di Gesù, operando in ogni occasione con integrità!!!

Nelle intenzioni di preghiera, Papa Francesco, chiede ai magistrati di riflettere sugli effetti delle delle loro decisioni: Dai giudici dipendono scelte che influiscono sui diritti e sui beni delle persone.
Bergoglio afferma che per essere un buon magistrato occorre evitare favoritismi e pressioni che possono contaminare le decisioni da prendere: La loro indipendenza deve tenerli lontani dal favoritismo, dalle pressioni che possono contaminare le decisioni che devono prendere.
Come Gesù, questi pubblici ufficiali non devono mai contrattare la verità!!!
I Magistrati devono seguire l’esempio dato da Gesù, che non negozia mai la verità…
Il Papa esorta ciascuno di noi fedeli a pregare per coloro che gestiscono la giustizia: Preghiamo perché tutti quelli che amministrano la giustizia operino con integrità, e perché l’ingiustizia che attraversa il mondo non abbia l’ultima parola.
Certo anche il Papa… leggendo di quelle molteplici inchieste che hanno coinvolto uomini della magistratura, sarà rimasto frastornato… perché mai e poi avrebbe pensato che quei professionisti integerrimi, sarebbero potuti cadere così in basso!!!
Ogni tanto penso che sia un vero peccato che il sottoscritto non creda alla giustizia “divina”, sì… perché non mi sarebbe dispiaciuto potere vedere in un’altra vita, alcuni di quei togati, continuare la loro esistenza in uno di quei noti gironi dell’Inferno… 
V’immaginate la scena… posti lì a bruciare per l’eternità dentro quel calderone d’olio bollente per tutte le colpe commesse in questa terra… 
Ma Papa Francesco ci chiede di pregare per loro… 
Il sottoscritto aggiunge che una preghiera la si potrebbe anche fare per taluni di essi, in particolare per quei magistrati e/o uomini delle Istituzioni che hanno dato la vita per questo loro ingrato paese, ma dedicare oggi una preghiera generalizzata a tutti gli uomini di quell’ordine, mi viene alquanto difficile, già… è come voler pregare per tutti i prelati, sapendo che molti di essi hanno compiuto atti spregevoli nei confronti dei minori!!!
Quindi facciamo una cosa… per il momento lasciamo perdere le preghiere e pensiamo ai fatti, valutiamo chi sta operando in maniera corretta – vedasi ad esempio alcuni uomini e le donne della nostra procura etnea – e chi di contro meriterebbe di essere preso a calci in culo e purtroppo di questi – vi assicuro – ve ne sono tanti, anzi troppi!!!
Cosa aggiungere, io da tempo non credo più a nulla (anzi ho iniziato a scrivere un libro sull’argomento… ) ma una piccolissima parte di me vuole sperare, sì… che forse anch’io possa sbagliarmi e che le colpe commesse in questa terra da molti uomini e donne togati, vengano finalmente da essi espiate!!!
Almeno lì… in quell’altra vita, visto che in questa vita terrena, sono riusciti dopotutto – grazie a quei loro colleghi – ad evitare di esser condannati!!! 

La Massoneria che festeggia il solstizio d’estate… Ma…

Tra il 20 e il 21 giugno scorso  è stato festeggiato il solstizio d’estate e la festa delle rose…
Migliaia di persone si sono riuniti… ad ammirare l’alba del giorno con più ore di luce dell’anno, in uno dei posti più suggestivi del mondo…
Ah… lo immaginavo, stavate pensando a Stonehenge, no… questa volta l’appuntamento è più vicino, siamo in località Giovino, nella splendida costa calabrese…
Già… la “massoneria” catanzarese per il secondo anno consecutivo ha organizzato i festeggiamenti!!!
La rispettabile Loggia “Giuseppe Mazzini” di Catanzaro, alla presenza dei seguaci del Grande Oriente italiano…
La Loggia Giuseppe Mazzini è una realtà consolidata nel panorama catanzarese e, seppure relativamente giovane, poiché fondata solo sette anni fa, non è nuova all’organizzazione di eventi di portata nazionale ispirati dalla tradizione muratoria. 
Sappiamo come la Massoneria fonda la sua esistenza sulla convinzione che la verità non è una proprietà di istituzioni o persone, ma debba rappresentare un fine cui ogni singolo fratello sia tenuto a tendere, condividendo le diversità di fratelli che mai avrebbe potuto incontrare altrimenti, perché differenti per razza religione o cultura, attraverso la sua ritualità che tutti unisce…
Ed allora, nel pieno spirito filantropico, quella loggia si prodiga in manifestazioni simboliche e rituali, per svolgere (a loro dire) opere benefiche, a favore dei soggetti svantaggiati…
Ma forse la vera intenzione è quella di far conoscere questa realtà massonica ai non iniziati, peraltro l’iniziazione rappresenta un forma di collegamento a quel centro primordiale, una catena metafisica ininterrotta, in cui l’iniziazione viene trasmessa dall’Iniziatore al Candidato. 
Ecco quindi il motivo di quella grande presenza, sia dei fratelli provenienti da tutta la Calabria ed anche di quelli fuori della regione, così come rilevante è stata la presenza dei componenti della  Gran Loggia, che non hanno voluto mancare all’evento…
L’iniziazione come ripetono essi è unica, universale e irreversibile… e sono in molti tra quei presenti a volersi avvicinarsi alla Massoneria, abbandonando ogni timore e pregiudizio, allo scopo di potere ampliare e intensificare il contributo che i principi massonici possono dare ad ognuno e di conseguenza all’intera collettività…
Come si dice da quelle parti: “Qualsiasi legno non è buono per fare un Mercurio, qualsiasi roccia non fornisce una pietra adatta per i costruttori, qualsiasi aspirante all’Iniziazione non è iniziabile. Per domandare di divenire Massone, bisogna desiderare la luce. Orbene noi desideriamo che ciò che ci manca; è dunque necessario sentirsi nelle tenebre per provare il bisogno di uscirne”!!!
Che dire… al prossimo “solstizio d’inverno”!!!

Esistono due modi per rimuovere qualcuno di scomodo: eliminarlo oppure screditarlo!!!

Viviamo in un periodo nel quale le informazioni (vere o false che siano) condizionano in maniera determinante le nostre vite… 
In particolare coloro che sono più a rischio sono proprio i soggetti pubblici o coloro che esercitano a qualsivoglia livello funzioni pubbliche, esponendo così il proprio operato a quel giudizio di critica da parte dell’opinione pubblica e non solo ad essa… 
Ecco perché è importante vagliare le notizie che ci giungono dal web o attraverso i quotidiani per comprendere quali tra queste, descrivono in maniera corretta le notizie e quanti viceversa rappresentano una realtà distorta…   
D’altronde sappiamo bene come molti giornalisti tendono a travisare le notizie, sia perché necessitano di creare lo scoop ad ogni costo, ma forse perché qualcuno tra quei suoi editori, pretende che l’articolo venga redatto a suo piacimento… 
La circostanza peggiore tra tutte, è quella di leggere saltuariamente dei commenti che offendono con disinvoltura la dignità di singoli oppure quando al contrario, ad articoli di stampa non particolarmente graditi, si risponde immediatamente con querele prive di alcun fondamento…
Comprenderete come offendere la reputazione è diventata oggi una vera e propria arma… da utilizzarsi quando si vuole eliminare qualcun di scomodo o quando lo si vuole allontanare… senza sparare colpo!!!
Riuscire difatti a ledere la buona opinione di un individuo, ridimensionarne quella sua reputazione che attraverso l’operato professionale s’era riuscito a conquistare, ecco tutto ciò rappresenta un fattore determinante per poter infangare il valore sociale d’una persona, costringendo così quell’individuo a difendere da accuse infamanti che certamente non gli appartengono…
Ma ormai il polverone si è alzato e in molti – anche tra i suoi colleghi – fanno di tutto per alimentarlo, affinché ne possano prendere quel posto a breve vacante…
Non ha alcuna importanza se l’addebito sarà successivamente considerato diffamatorio, ormai il danno è stato fatto e la persona chissà… forse allontanata!!!
Cosicché, aver letto in questi giorni notizie generiche, come ad esempio quella in cui è stato riportato – “Vi sono responsabilità esclusive di funzionari pubblici” – senza però riportare nomi, date, circostante, fa sorgere il dubbio che si sia voluto alzare un clima d’inganno, senza nulla di concreto o ancor peggio, basando il tutto su comunicati “subliminali”, fatti emergere per mandare chissà forse a qualcuno, il messaggio che era meglio farsi da parte…
Se volessi peraltro collegare quelle notizie con taluni singolari trasferimenti, scoprirei come quelle precedenti informazioni (chissà… certamente diffamanti), s’incastrino ora perfettamente come un “puzzle”… e ciò che quindi poteva essere visto come una semplice promozione (precisando però nello specifico che l’incarico ricevuto non rappresenti un grado, ma una semplice funzione di “sostituto”) e costituisca forse (o di fatto…) un vero e proprio allontanamento!!!   
L’ennesima azione punitiva??? Chi lo sa… certamente qualcosa è accaduto e a noi certamente non verranno a dirlo!!! 
Una cosa è certa, l’azione della cronaca ha avuto il suo effetto, in particolare l’articolo redatto dal giornalista (chissà forse sotto dettatura… o perché richiesto appositamente da qualcuno di quei piani alti istituzionali) ha evidenziato la mancanza di bipartisan, anzi il contrario, difatti la notizia riferita, se non proprio influenzata dall’opinione del cronista, è stata certamente realizzata elaborando omettendo quelle importanti informazioni che sono passate come sviste, ma che hanno condotto i lettori o chi di pertinenza a prendere immediatamente posizione…
Si comprende da se come la verità dei fatti esposti può essere oggettiva, perché frutto di un lavoro diligente oppure presuntiva (o come ripete solitamente il sottoscritto… “punitiva”) se vengano riferiti dei fatti… forse veri, ma certamente incompleti!!!
D’altronde si sa: Non è forse nella natura umana credere volentieri a ciò che si desideri sia vero???

La verità si vede nei fatti e non nei discorsi!!!

Se i nostri governanti dovessero mettere in pratica quanto pronunciato da Papa Francesco… oggi sarebbero tutti a casa!!!
Certo, qualcuno tra loro potrebbe chiedersi: “Ma cosa significa dire la verità?”…
Riprendo le parole di sua santità: “Significa essere sincero? Non dire falsa testimonianza, vivere per l’appunto come figlio di Dio”…
Già… quanti di quei cosiddetti signori, applicano durante quel loro mandato quelle semplici regole morali??? A vedere i risultati… pochi, pochissimi… nessuno!!!
“Vivere come un figlio di Dio, che mai, non confuta mai, non dice mai bugie”… ma dove, ma di quale paese stiamo parlando???, Come dite…??? Il nostro… ma per favore, non ditelo neppure per scherzo…
Il Santo Padre “proibisce di falsificare la verità nei rapporti con gli altri, dove c’è una bugia… non c’è amore, non può esserci amore!!!
Ed invece cosa fanno la maggior parte dei nostri politici, usano la menzogna per raggiungere i propri scopi, basti vedere quei loro comportamenti, ogni giorno un’inchiesta per corruzione, un’indagine per aver violato quei principi di legalità, per proseguire con truffe, raggiri, tangenti e via discorrendo…
Non desidero  fare populismo o criticare tanto per parlare… ed allora mi chiedo, come dovrei valutare quei soggetti???     
D’altronde Papa Francesco ha correttamente sottolineato: “Una persona parla con tutto ciò che è e ciò che fa”!!!
Sì… è proprio in queste semplici parole che si manifesta la vera essenza dell’individuo, ma quanti tra essi e non solo, mettono in pratica quelle giuste azioni???
Il sottoscritto ha ormai la convinzione che in questa terra, non si faccia altro che compiere quotidianamente tutto il contrario di quanto realmente andrebbe fatto, in particolare per ciò che è necessario ai miei connazionali!!!
Ciascuno di quegli uomini seduti in quelle poltrone… da quelli certamente più prestigiosi seduti al parlamento, a quelli (di scarso peso…) posti all’interno di quei consigli comunali, già… alla maggior parte di loro non interessano i problemi dei cittadini, anzi la verità è che a nessuno di loro interessa di voi, se non… il giorno delle votazioni!!!
Sì… in quei giorni antecedenti si ricorderanno di voi, saranno particolarmente gentili e vedrete, sarete anche invitati a qualche evento, i soliti discorsi inutili… 
Ma in quel preciso momento, non dovrete pensare che soltanto loro rappresentano il “male” di questo nostro paese!!!
No, quel giorno non vi basterà richiamare alla memoria quanto non sono stati capaci di compiere… 
No… quel giorno (ma vorrei aggiungere, non solo quel giorno, ma ogni giorno della vostra vita), all’interno di quella cabina elettorali, sarete voi a dovervi guardare con voi stessi, e sì.. perché se “Una persona parla con tutto ciò che è e ciò che fa”, anche voi in quel preciso momento, sbarrando quella “X”, potreste non essere poi… così tanto diversi da loro!!!

I parenti delle vittime di uno Stato "colluso e indifferente", dicono "NO" ai funerali di Stato!!!

Sono più di metà le famiglie delle vittime accertate che hanno deciso di dire “no” ai funerali di stato!!!
Non si tratta di rabbia nei confronti delle autorità, ma di un profondo risentimento nei confronti di un paese, il proprio, che ha permesso che potesse accadere una tragedia come questa, probabilmente annunciata…
A cosa serve l’abbraccio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella o dover ascoltare le parole dell’arcivescovo Angelo Bagnasco, quando le nostre vite sono legate all’indifferenza di uno Stato che si ricorda di noi, di questi suoi cittadini, solo dopo che perdono la vita…
Sì… dove sono quei governanti che hanno permesso ciò??? 
Dove sono tutti quei politici che hanno compiuto questo scempio; da quelli appartenenti a quello scudo crociato, per passare agli iscritti delle liste di tangentopoli, passando per Forza Italia con i suoi quattro governi e terminando con quel Pd, del connubio Renzi/Gentiloni!!!
Già dov’erano quando sedevano in quei ministeri, quando quei loro Presidenti di regione hanno permesso che queste opere si realizzassero o che continuassero a stare lì, senza alcuna verifica sulla loro solidità… 
Dice bene Roberto Battiloro (un genitore che ha perso in questa tragedia il proprio figliolo Giovanni): “Mio figlio non diventerà un numero nell’elenco dei morti causati dalle inadempienze italiane”!!!
Come dargli torto, quando questo Stato non è stato capace di tutelare i suoi cittadini, anzi di più, con la propria indifferenza ha partecipato ad ucciderli!!!
Ora, senza alcuna critica per chi ha voluto fare una scelta differente… ma il sottoscritto resta con le famiglie che hanno detto di “no”!!!
Già, No… a quei politici indifferenti!!! 
No… a quegli imprenditori spregiudicati che hanno venduto se stessi per sconfinare in quel mondo del malaffare, che ha saputo produrre corruzioni, tangenti, finanziamenti illeciti, egoismi personali e che ha evidenziato tutta la fragilità morale di un paese, dove tutto è vano e senza speranza, sì dove tutto si trasforma come quel ponte, in cenere…
Ora sono tutti a chiedere giustizia e verità… affinché venga mitigato quel grande dolore.
Ma stranamente, i colpevoli sono sempre lì… 
Già seduti in quelle poltrone di velluto e hanno il coraggio di parlare, di farsi intervistare!!!
E dire che sono loro i primi ad avere sulla coscienza ciascuna di quelle vittime, sono loro difatti i soggetti che hanno preferito puntare principalmente sugli interessi economici…
Sono questi gli individui che hanno preferito ricevere finanziamenti, per indirizzarli verso quelle loro tasche, quelle dei propri partiti o anche verso quelle società loro collegate, facendo prevalere il denaro alla prevenzione e ai controlli, alla messa in sicurezza e soprattutto a quelle necessarie manutenzioni, che abbiamo visto purtroppo, hanno condotto alle vittime di questi giorni, ma non solo, anche di tutte quelle decedute in questi lunghi anni, sulle nostre terribili infrastrutture stradali…

Perché è proprio la verità a fare paura nei delitti di mafia!!!

Secondo il pentito Salvatore Facella, l’omicidio del procuratore di Palermo, Gaetano Costa (6 agosto 1980), non sarebbe stato deciso dalla commissione di Cosa nostra, ma su ordine di due uomini d’onore, zio e nipote. 
Secondo quel collaboratore di giustizia il procuratore venne assassinato da Salvatore Inzerillo e da suo zio Balduccio Di Maggio… 
Secondo il Facelloa, un affiliato di nome Ciccio Intile, gli aveva raccontato che Di Maggio, durante una riunione, si vantava che il nipote (Inzerillo) aveva ucciso il procuratore Costa…
Purtroppo per quell’omicidio a distanza di quasi 38 anni… non sono stati individuati i colpevoli… infatti l’unico processo celebrato nella città etnea, si è concluso nel ’92 con l’ assoluzione, diventata poi definitiva, nei confronti dell’unico imputato, per l’appunto Salvatore Inzerillo, accusato in quel processo di essere stato il palo del commando…
Ha detto bene in questi giorni il figlio del procuratore Michele Costa: “Si è avuto paura di cercare la verità”, aggiungendo inoltre che, a suo giudizio, si sarebbe dovuto approfondire con maggiore determinazione le cause e le responsabilità dell’agguato… 
Ma si sa… da noi, in questo paese ingrato, ci si ricorda delle vittime della mafia soltanto nei giorni di commemorazione, si davanti davanti alle lapidi poste in ricordo di quelle uccisioni, poi per il resto, ci si dimentica di quegli uomini e donne che hanno dato alla loro vita per questa terra!!!
Amareggiato, Michele Costa ha dichiarato: “Ci siamo battuti all’inverosimile, ma la memoria di mio padre è stata cancellata. L’assassinio ha tutti i caratteri di un ‘omicidio strategico’. Mio padre lo ha scritto prima di morire. Esiste per questi delitti una precisa esigenza: che si sappia qual è la scaturigine, la causa, ma non si sappia mai perché!!! Difatti, il vecchio pg di Caltanissetta (Sergio Lari, ndr) mi ha quasi insultato perché avevo ipotizzato, peraltro con garbo, che si avesse paura a scoprire la verità”…
Perché il vero problema non era tanto quello di identificare l’esecutore materiale di quell’omicidio, ma accertare chi fossero i mandanti di quel delitto!!!
Nella sentenza della corte d’ assise di Catania, si è parlato di interessi che andavano cercati altrove… in quella “zona grigia”, fra malaffare e criminalità organizzata, dove probabilmente era maturata la decisione di assassinare quel Procuratore, capace di firmare in totale solitudine – in quel palazzo dei veleni –  gli arresti di quei mafiosi legati alla cosca Spatola-Inzerillo!!!
Non va dimenticato come quest’uomo, Gaetano Costa, pur essendo l’unico magistrato a Palermo al quale erano state assegnate un’auto blindata ed una scorta, non ne usufruiva,  in quanto riteneva che la sua protezione avrebbe messo in pericolo altri e che lui era uno di quelli che “aveva il dovere di avere coraggio”!!!
Ed oggi, ancor più di ieri, si comprendono meglio le parole pronunciate dalla moglie Rita Bartoli a  vent’anni dell’omicidio del marito: “In tutti questi lunghi, amari anni ho preferito tacere su quanto mi bruciava dentro, gelosa dei miei sentimenti e della appartenenza del mio dolore, delle mie emozioni: i sentimenti e le reazioni ho pensato appartenessero solo a me stessa e non potevano essere oggetto né di commiserazione dai parte dei probi, né di soddisfazione da parte dei reprobi”.
Si… perché in fondo:E’ proprio la verità a fare paura nei delitti di mafia”.

L’interpretazione della legge all’interno dei Tribunali??? Ho come l’impressione ( per non dire la certezza… ) di come taluni magistrati deviano appositamente, da quelle che sono le norme scritte del legislatore!!!

Ho l’impressione ultimamente che alcuni uomini dello Stato all’interno di quei Tribunali, nell’applicare la legge attribuiscano un senso diverso dal palese significato delle parole, secondo connessioni diverse da quelle che sono le reali intenzioni del legislatore…
Ad esempio la truffa… rappresenta il tipico reato che si concretizza non attraverso la cooperazione della vittima, in quanto manca di fatto il consenso, ma nasce dall’errore derivante dall’inganno perpetrato dal soggetto attivo del reato…
Di una cosa sono ormai certo e cioè sul diverso modo da parte dei giudici d’interpretare una norma giuridica e scoprire di come, nel nostro sistema giuridico, la stessa norma venga interpretata in “cento” modi diversi!!!
Certo, il numero indicato potrebbe sembrare un’esagerazione o un classico comune modo di dire, ma da qualche parte ricordo d’aver letto che esisterebbero “144 modi diversi d’interpretare una norma giuridica”…
Ciò che non riesco a comprendere e se ci sia da parte di quegli uomini di legge, la volontà a interpretare in modo corretto o del tutto arbitrario, quanto viene loro portato a conoscenza…
Non voglio entrare nel merito soggettivo, se pur in quest’ultimo periodo, abbiamo assistendo a pericolosi livelli di corruzione, compiuti proprio all’interno di quegli uffici, che hanno visto quali indagati, proprio alcuni di quei signori togati…   
Lungi naturalmente da me attribuire quelle decisioni quasi fossero valutazione inesperte o causa di una inadeguata preparazione, oppure di chi non sa vedere il testo della norma inserito in un sistema coordinato, ma quanto sopra lo ritengo impossibile, in quanto parliamo di soggetti che conoscono perfettamente le norme giuridiche…
Ecco perché ai giudici è assegnato il preciso ruolo di applicare la legge per risolvere le controversie sottoposte al loro giudizio, ma devono altresì non alterare… quel quadro d’insieme!!!
Spesso, pur essendo ogni giudice libero di interpretare la legge, prende solitamente in considerazione il “precedente orientamento”, sia per motivare le ragioni di una pronuncia non conforme o per aderirvi con locuzioni del tipo dottrinale, giurisprudenziale e autentica…
Può però accadere, che il magistrato, pur ricorrendo ai criteri sopra enunciati, non trovi una norma che disciplini o si adatti perfettamente al caso concreto, ed allora non potendosi sostituire, almeno nel nostro sistema al legislatore per creare una norma ad hoc, può applicare la disciplina legislativa prevista per fattispecie simili…
Teorie a parte, ciò che interessa comprendere è quale “logica razionale” segua il legislatore nell’ambito di quella sua discrezionalità, perché ultimamente ho come l’impressione che in alcuni Tribunali della nostra isola (ad esempio… Messina e/o Siracusa…), si segua una strada poco incline alla giustizia, ma bensì vi è la volontà ad assecondare o ancor peggio a insabbiare quei rapporti presentati che forse ormai da troppo tempo, sono rimasti lì inoperosi… a prendere polvere su quelle loro scrivanie.
E sì… sarebbe veramente increscioso doversi rivolgere altrove, ad esempio anticipare le notizie sui media, affinché si possa riuscire ad ottenere quel naturale impegno da parte di taluni “ambigui” magistrati… 
Ma quando c’è la necessita di far prevalere la “giustizia”, qualunque strada deve essere intrapresa, perché può essere quella giusta per far emergere definitivamente quella spiacevole verità!!!
Diceva Aldo Moro: Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante e ci aiuta ad essere coraggiosi.

Salvatore Borsellino: "Non bisogna indagare solo i poliziotti, ma anche i magistrati. Ho fiducia nel governo"

Quanto emerso in queste ore sulle motivazioni della sentenza del processo Borsellino quater e cioè del “depistaggio” nelle indagini compiute per i fatti accaduti a Palermo 26 anni fa, mi dispiace doverlo dire, ma la notizia era stata anticipata dal sottoscritto il 19 Luglio dello scorso anno con il post: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2017/07/borsellino-e-la-verita-negata.html
Ora, dopo che è passato un quarto di secolo per dare quantomeno una probabile verità, ci si è accorti di come tutto sia stato depistato, da una parte di quello stesso “Stato” deviato, rappresentato da una parte di quei suoi funzionari infedeli!!!
La chiamano nei Tribunali ricerca di verità e giustizia… ma di quale verità e di quale giustizia parlano se a quanto sembra, alcuni Pm hanno costretto un falso pentito a dichiarare circostanze e nomi, per nulla veritieri…
Ci avevano raccontato che Borsellino  era stato ucciso dalla mafia… da quel gruppo mafioso di “Toto Riina & Co”…
Ma evidentemente su quella vicenda, i contorni erano più quelli oscuri che quelli chiari: Troppe incertezze, troppi i ritardi, troppi gli errori e nessuna assoluta ricerca della verità… anzi, la verità ci è stata di fatto… negata!!!
Tutti s’aspettavano da un momento all’altro – a seguito peraltro della strage di Capaci – l’attentato al giudice Borsellino, sì… tutti sapevano e nessuno ha fatto nulla per impedirlo!!!
La mafia un fenomeno criminale che può essere sconfitto, ma per raggiungere questo obiettivo è indispensabile diffondere tra i giovani, la cultura della legalità” erano queste le parole del giudice Borsellino… ed è proprio su questo punto che lo Stato ha dimostrato principalmente di fallire!!!
Quanto successivamente compiuto serve a poco… indagini, arresti, condanne, sequestri, confische, ma come ripeto sempre, “sono cambiati i suonatori, ma la musica resta sempre la stessa”!!! 
Lo Stato deve dimostrare di essere “Stato” e non solo in quei giorni di doveroso tributo per il sacrificio di quei magistrati…
E’ tempo di finirla con i proclami, dobbiamo affrontare i problemi, in particolare quelli della nostra isola, ed è su questi temi che le istituzioni sono chiamati a svolgere il maggior lavoro, tenendo sempre in mente, l’indirizzo dato da quei suoi uomini esemplari… 
“La lotta alla mafia, rappresenta il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, e non deve essere solo una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolge tutti, specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità…”.
Leggere quindi oggi del depistaggio, di qualcuno che ha partecipato direttamente a quella strage, di chi ha ha saputo costruito quella falsa verità, di chi conosceva perfettamente i particolari di quella pianificazione e li ha poi raccontati al pentito Gaspare Spatuzza… 
Dice bene il fratello del magistrato: “Non bisogna indagare solo sui poliziotti coinvolti, ma anche sui magistrati. Ho fiducia nel governo”!!!
Si… forse ora che il governo è cambiato, un po’ di luce potrebbe iniziarsi a vedere…
Non va dimenticato che le stragi compiute in quegli anni, sono servite anche a cambiare gli equilibri di quei partiti da sempre presenti nel contesto politico nazionale, che sono stati all’improvviso spazzati via, mentre altri, nati proprio sulla scia di quella rivoluzione culturale, hanno preso il sopravvento…
Chi sono i magistrati che hanno avallato questo depistaggio??? Come è possibile che molti di loro abbiano fatto una carriera così rapida??? Che fine ha fatto l’agenda sparita dall’auto di Borsellino???  
Credo che abbia ragione il fratello Salvatore Borsellino quando afferma: “Questa sentenza afferma quello che io grido da sempre: la strage fu accelerate per impedire a Paolo di essere convocato e sentito come testimone a Caltanissetta, come lui chiedeva, su quello che aveva scoperto sulla morte di Giovanni Falcone. E l’agenda rossa fu fatta sparire perché si temeva potesse contenere rivelazioni scomode. Eppure a suo tempo La Barbera disse che Lucia, mia nipote, farneticava quando parlava dell’agenda rossa”.
La giustizia ancora una volta ha dimostrato quanto poco uguale sia, a seconda delle circostanze e degli uomini… 
Concludo con un pensiero del giudice Borsellino, riportato nel lontano 26 gennaio 1989:
L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto. E no! Questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: beh! 
Ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso. 
Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. 
Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto. 
Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati!!!

La parola d’ordine si sa… è cambiamento!!! Ed anche i media in questi mesi, si sono adeguati!!!

In questi mesi di discussione per la formazione del governo, abbiamo assistito a tutto e anche di più…  
Nella diatriba politica i giornalisti o pseudo tali, hanno dato il loro meglio per passare da una notizia ad un’altra come nulla fosse…
Sarà colpa del “cambiamento” tanto decantato… sarà perché ciascuno di loro serve quel padrone da cui riceve mensilmente lo stipendio,  sarà ancor di più per quella mancata capacità di fare il proprio dovere ispirandosi a quei principi di libertà d’informazione e d’opinione…
E dire che proprio essi, dovrebbero promuovere libertà d’informazione e critica, limitandosi nella tutela della persona altrui, ma soprattutto promuovendo l’obbligo di rispettare sempre la verità sostanziale dei fatti, osservati quest’ultimi in maniera leale ed in buona fede. 
D’altro canto,  tra i loro principi vi è proprio quello di rispettare, coltivare e difendere, il diritto all’informazione di tutti i cittadini; ed è per questi motivi che bisogna ricercare e diffondere ogni notizia o informazione che si ritenga essere di pubblico interesse, nel rispetto della verità e presentando la stessa, con la maggiore accuratezza possibile…
Ora dopo aver letto quanto sopra, pensate realmente che i nostri “giornalisti” svolgano questo in maniera appropriato???
Oppure, per come assistiamo, sono diventati dei “pulcinella”, che saltano di qua e di là, a seconda di cosa chiede loro di fare l’editore???
Altro che governo del cambiamento…  qui il “cambiamento” delle notizie, varia a seconda delle circostanze, senza alcun ritegno!!!
Ho letto in questi giorni di tutto e di più, in particolare quanto scritto contro la formazione di un possibile governo Lega-M5stelle o sull dichiarazioni dei due leader, Salvini e Di Maio…
Hanno pubblicato di tutto, in particolare quanto si erano vomitati in questi anni di propaganda elettorale…
Dopodiché sono passati al Prof. Conte o a quel  suo “ambiguo” Cv. esaminato sotto la lente d’ingrandimento… quindi sono passati alla ipotesi di nomina del ministro dell’economia Savona… per festeggiare e applaudire la decisione del Presidente Mattarella, che aveva deciso di non approvare la lista dei ministri presentata…
Eccoli quindi tutti ad esaltare quella scelta del Presidente della repubblica, per andare contro chi ne aveva chiesto richiesto la messa in stato di accusa, quell’impeachment… di cui pochi conoscono le regole… ed infine applausi, si ancora applausi per il possibile governo tecnico “Cottarelli”!!!
Certo erano in tanti a festeggiare anticipatamente, in particolare quelli che sono stati bocciati dalla competizione elettorale, mi riferisco al Partito Democratico e a Forza Italia, con quei due suoi leader, abbandonati ormai da tutti e sempre più nell’oblio!!!
Ho sentito stamani in radio di un siparietto carino: Matteo Renzi, appena giunto in treno alla Stazione, trovava una folla di giornalista… Per un istante – galvanizzato – era pronto per parlare con loro (a modello comizio elettorale…) ma scendendo da treno si è accorto che nessuno lo cagava… ed allora qualche giornalista amico (che scrive in una testata di colore rosso”)  vedendolo frustato, gli si è rivolto dicendogli: Stiamo aspettando il Prof. Conte!!! Lui, ormai sfiduciato da quella situazione, ha risposto: Sì… sta per scendere!!!
E’ dire che fino a pochi anni fa… si credeva, insieme a quel suo amico cavaliere, il dominatore  di questo paese…
Ed ora, quasi avesse una malattia contagiosa, nessuno – neppure i suoi colleghi di partito – vogliono più stargli vicino!!!
Dove sono quindi ora quei giornalisti che lo avevano osannato, dove sono quei cronisti che inneggiavano a Berlusconi, dove son finiti quei redattori che negli anni dei governi del “cavaliere” e soprattutto in questi anni, dal 2011 ad oggi, hanno acclamato tutti quei governi promossi dal Presidente Napolitano: Monti, Letta, Renzi e Gentiloni???
Spariti!!! Minch… sono spariti tutti, sono ora come imboscati ed allora non sapendo più cosa scrivere s’aggrappano alle parole gravi ed offensive che giungono dall’estero, come ad esempio quelle di un vecchio cadente, presidente della Commissione Ue Juncker “Agli Italiani servono più lavoro e meno corruzione” o anche a quelle dichiarazioni di Gunther Oettinger e di Markus Ferber, i quali hanno detto rispettivamente: “Lo scenario peggiore sarebbe quello dell’insolvenza dell’Italia. Poi la troika dovrebbe invadere Roma e prendere in mano il ministero delle Finanze” e “i mercati insegneranno agli italiani come votare, la mia preoccupazione e la mia aspettativa sono che le prossime settimane mostreranno che gli sviluppi sui mercati italiani, sui bond e all’economia diventeranno di portata così ampia che potrebbero costituire un segnale agli elettori affinché non votino populisti di destra e di sinistra, per poi rincarare la dosa aggiungendo: “Ciò ha a che fare con la possibile formazione del governo. Posso solo sperare che questo giochi un ruolo nella campagna elettorale e che mandi un segnale, affinché non venga affidata alcuna responsabilità di governo a questi partiti populisti!!!
Speriamo che d’ora in poi, l’Eu comprenda una volta e per sempre, che il tempo dei diktat è finito e che l’Italia non può più una loro colonia!!!

La lista degli "impresentabili"!!!

Se dovessimo fare una lista di tutti coloro che oggi sono “impresentabili”, credo che alla fine di quella verifica, non si raggiungerebbe neppure il numero minimo di quei 70 deputati…

Si forse sto esagerando, ma la cosa assurda è che oggi, per colpa di questi soggetti, vengono incriminati anche coloro che di fatto sono, non solo “presentabili”, ma soprattutto limpidi come l’acqua cristallina!!!
D’altronde vorrei dire… come si fa a controllare tutti o meglio, come ci si può difendere quando, pur adottando regole ferree o criteri di legalità come il cosiddetto protocollo della Commissione Nazionale Antimafia, non si riesce poi nell’intento… 
Innanzitutto, si chiede ai candidati di manifestare la propria posizione attraverso una dichiarazione… con la quale si conferma di essere in regola con il protocollo di cui sopra…
Inoltre, si richiede al candidato la presentazione del proprio certificato casellario giudiziale e di quello dei carichi pendenti, dai quali si evidenzia – il più delle volte – che vi è nulla… e poi, come sempre, solo alcuni giorni prima delle elezioni, si scopre che il candidato è stato condannato oppure è in corso sullo stesso un procedimento penale… 
Tralasciando ora le colpe di quel candidato certamente “sleale”, quale colpa ha in questo caso il partito e/o movimento che presenta nella propria lista quel nome…
D’altronde se le istituzioni, non riescono a fare il proprio dovere, consegnando certificati così importanti, dai quali non emerge nulla, secondo voi… la colpa di chi è???
Certo… è più facile ricercare colpe ove non vi sono, se non per potersene avvantaggiare politicamente, tentando di sminuire di volta in volta, la lista o il candidato deputato (o presidente) di cui si ha più timore…
Ma noi cittadini dobbiamo sempre ricercare la verità e non dobbiamo farci influenzare da tutte quelle notizie, prodotte… come si dice… “a fagiolo“, che hanno come intento quello di voler ribaltare la loro opinione…  
Ormai queste elezioni regionali, si sono trasformate in una rissa… dove si aspetta da un momento all’altro la notizia “scoop”, quella da far emergere nelle testate online, affinché si possa incrinare sin da subito, quel giudizio positivo fin lì… espresso da parte degli elettori… e che ora, a seguito proprio di quelle notizie, si ritrovano in grande confusione e non sanno più “che pesci prendere”!!!
Infatti, ascoltando i pareri dei miei concittadini, ciascuno di essi ritiene quanto svolto dalla politica e soprattutto dai suoi interpreti, totalmente fallimentare, ma ciò che preoccupa maggiormente è la mancata di certezza di una ripresa, quella completa sfiducia che si ha su questo sistema e sui programmi necessari per ribaltare questo trend negativo… 
Per altro, cercare di convincere quel 50% di elettori “scoglionati” da tutte queste chiacchiere è veramente complicato, ed è ancor più difficile proporre loro nuovi nomi e cognomi, quando da quelle generalità, si scopre come di volta in volta, siano legati a individui affiliati alla criminalità organizzata, oppure di come gli stessi, siano di fatto “pilotati” all’interno di quel mondo della politica, proprio da parte di quegli stessi soggetti (ex politici…) che a causa dei problemi giudiziari avuti non possono ora presentarsi…
Cosa aggiungere… c’è confusione!!!
Il rischio…??? Sì… è quello quello di vedere nuovamente vincere coloro, che avremmo voluto non rivedere più…
Già… purtroppo è così!!!

Borsellino e la verità negata…

Sono passati 25 anni, da quel fatidico 19 luglio del 1992 in cui veniva assassinato il giudice Paolo Borsellino…
25 anni da quella strage… e ancora oggi, non si conoscono i colpevoli!!!
Si vabbé, ci hanno raccontato che è stata la mafia… Toto Riina & Co., ma tutti noi abbiamo compreso come su quella vicenda, sono più i contorni oscuri, che quelli chiari…
Troppe incertezze, troppi i ritardi, troppi gli errori e nessuna assoluta ricerca della verità… anzi, la verità ci è stata di fatto… negata!!!
Dice bene Lucia Borsellino…”abbiamo constatato che la verità non è stata pienamente trovata e che giustizia non è stata fatta dopo 25 anni” e se lo dice Lei, è tutto che dire!!!
Tutti si aspettavano in quei momenti… l’attentato, tutti sapevano e nessuno ha fatto nulla per impedirlo, ora poi… come sempre, si promuovono iniziative, fiction, manifestazioni… 
Alcuni giorni fa il sottoscritto si trovava a parlare con alcuni alunni di una scuola media e a chiesto loro… chi fosse Borsellino.
Un ragazzino, tutto entusiasta mi ha urlato… “combatteva la mafia”, ho risposto bene… ma come??? ehm… Lui andava nei negozi e diceva di non pagare più a loro… il… ( il pizzo???)… sì… ma di dare i soldi a lui…, ah, ho capito, ed un altro… lui voleva uccidere il boss mafioso per prendere il suo posto e comandare”,  bene… ( per modo di dire…), ed un’altro ancora, “era un giudice e l’hanno ucciso perché faceva affari con i mafiosi”, ed infine l’ultimo… “era un giudice… mi sembra… un giudice “buono”!!!”.
Ho pensato tra me, quanta tristezza, saper da lassù di aver donato la propria vita per un paese… il nostro, che non possiede alcuna memoria e ancor peggio, non l’ha saputa trasmettere…  

Ha cosa è servito aver combattuto la mafia, a cosa se quella stessa associazione criminale è ancora qui… presente, radicata, con migliaia di affiliati e prestanome, con politici che si prestano ai suoi voleri e uomini delle PA che si vendono quotidianamente…

E’ dire che il giudice diceva sempre… “la mafia un fenomeno criminale che può essere sconfitto”, ma che per raggiungere questo obiettivo è indispensabile diffondere tra i giovani, la cultura della legalità…”, ed è proprio su questo punto che lo Stato ha principalmente fallito !!!
Il resto serve a poco… indagini, arresti, tante condanne, sequestri, confische, ma come ripeto sempre, cambiano i suonatori, ma la musica resta sempre la stessa!!! 
Bisogna partire dal basso, bisogna andare in quei quartieri degradati, offrire ai tanti giovani una nuova possibilità, nuove opportunità occupazionali, garantire quel reddito minimo ai nuclei familiari, far comprendere come quella, non sia la strada giusta da percorrere…
Bisogna puntare sulla dignità morale, bisogna insegnare ai ragazzi che ci può essere una grande possibilità per il loro futuro…. 
Lo Stato deve dimostrare di essere “Stato” e non solo in questi giorni di doveroso tributo per il sacrificio di quei magistrati o di tutti quegli uomini e donne, che hanno sacrificato la loro vita per esso… ma per quella giustizia in cui credevano, per i principi di legalità, per quella ricercata libertà dei suoi cittadini…
Le iniziative vanno bene, solo se accompagnate da fatti concreti e non soltanto da inutili parole…
Come dico sempre, è tempo di finirla con i proclami, dobbiamo affrontare i veri problemi… in particolare quelli della nostra isola, ed è su quei temi che le istituzioni sono chiamati a svolgere il maggior lavoro, tenendo sempre in mente, l’indirizzo dato a suo tempo, da quegli uomini esemplari… 
D’altronde, “La lotta alla mafia, rappresenta il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, e non deve essere solo una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolge tutti, specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità…”.

Ecco cosa può accadere… quando non c’è giustizia!!!

Chiedeva giustizia per sua moglie!!!

Di Lello… il marito della vittima (Roberta Smargiassi) aveva atteso i tempi della magistratura… ma avendo compreso quanto questi ahimè  fossero lenti e soprattutto macchinosi, ha deciso di tirar dritto e farsi giustizia da se… 

Questa amarezza l’aveva per di più manifestata con chiunque lo conoscesse ed anche sui social come Facebook…
In quella pagina si era sfogato dichiarando: “Dov’è la giustizia? Mi rispondo, forse non esiste! Non dimentichiamolo, lottiamo perché non ci sia più un’altra Roberta“.

Aveva creato per l’appunto una pagina social dedicata alla moglie, con la quale aveva ottenuto migliaia di visualizzazioni e adesioni… ma nel contempo la giustizia marciava troppo lenta, ed egli di conseguenza,  ha iniziato a pensare di farsi giustizia da se…
Ha sparato tre colpi di pistola a distanza ravvicinata all’uscita di un bar, contro l’assassino di sua moglie…

La vendetta si è compiuta ed un ragazzo di 22 anni (che a luglio aveva travolto con la sua auto la moglie del Di Lello) è stato ucciso…
Una tragedia nella tragedia con un finale imprevedibile che sembra raffigurare la sceneggiatura di un romanzo; difatti, dopo aver sparato,  l’omicida si è recato nella tomba della moglie e vi ha lasciato sopra l’arma… ha quindi chiamato il proprio legale e si è consegnato presso le forze dell’ordine!
Dai gesti compiuti si comprende come in tutti questi mesi, il marito abbia covato rancore e rabbia per quanto accaduto…
Ma soprattutto come l’attesa di quel procedimento per omicidio stradale, abbia influito negativamente nella sua psiche, in virtù del fatto che, durante quell’attesa, l’omicida restava a piede libero e questo risultava al marito… insopportabile!!!
Ora dopo quanto accaduto, sono in molti a dividersi per quel gesto compiuto…
C’è chi ritiene giusta la decisione di farsi vendetta da se e chi di contro, colpevolizza il gesto compiuto…
D’altronde, secondo la ricostruzione va aggiunto che quanto accaduto, rappresenta un tragico incidente… 
Sembrerebbe difatti che al momento dell’incidente… l’autista del veicolo, non avesse tassi alcolemici o tossici al di sopra dei limiti consentiti e che era stato proprio egli sin da subito a chiamare i soccorsi e che dalle verifiche della polizia stradale intervenuta, la sua auto al momento dell’impatto procedeva fra i 52 e i 54 chilometri orari…
Da quanto sopra si può comprendere quanto difficile quindi sia prendere una posizione di parte…
Certamente decidere di farsi giustizia da se, fa perdere quel concetto di affidarsi alla  giustizia o a quei principi di democrazia su cui si basa la società civile…
Di contro però le Istituzioni tutte – in particolare quanti promuovono le leggi e la stessa magistratura che deve farle applicare – devono comprendere che bisogna dare tempi e pene certe, senza dare modo ai soliti approfittatori… di escogitare soliti cavilli legali che permettono a molti di farla franca e di non pagare mai…
Dopotutto se a ognuno di noi fosse data la possibilità di usare quella famosa locuzione “Occhio per occhio e dente per dente“… domattina credo, avremmo le nostre strade colme di cadaveri…
La verità è che si ha bisogno di tutt’altro e cioè di una giustizia “giusta”, che compia quanto in suo potere affinché non si creino continuamente le condizioni a cui assistiamo…
In caso contrario diventeremo anarchia e sappiamo bene che quella è una condizione che non possiamo permetterci!!!

Omicidio Agostino: indagini al di sopra di ogni sospetto…

Era il 5 agosto del 1989 quando la mafia uccideva l’agente di polizia Antonino Agostino e sua moglie Ida Castelluccio. 
Fu compiuto il classico agguato mafioso, dove marito e moglie, vennero trivellati da una serie di colpi di pistola mentre entravano nella villa di famiglia per festeggiare il compleanno della sorella di lui, quando appunto un gruppo di sicari in motocicletta arrivò all’improvviso e cominciò a sparare sui due…
D’allora, sono passati quasi trent’anni e le indagini sono rimaste nello stesso punto…
Per quei delitti infatti, sono stati indagati i boss Nino Madonia e Gaetano Scotto ed anche l’ex agente di polizia, Giovanni Aiello… lo stesso che alcuni mesi scorsi è stato al centro di un confronto all’americana, nell’aula bunker del carcere Ucciardone, con Vincenzo Agostino (il padre di Antonino): l’uomo l’ha riconosciuto, indicandolo come colui che prima del delitto sarebbe stato visto accanto alla sua abitazione…
In questi giorni il presidente del Senato Pietro Grasso ha scritto: “Conoscete in molti l’oscura vicenda del fallito attentato all’Addaura a Giovanni Falcone”. 
Già, nell’esaminare i fatti, con la sua estrema lucidità, il giudice Falcone aveva fatto osservare come una operazione del genere, fosse stata frutto di qualche mente raffinatissima e non certo di un delinquente occasionale… 
Il terribile sospetto, che non si e’ riusciti a provare con certezza, è che la regia di quel tentativo per uccidere Falcone, non fosse esclusivamente della mafia, ma anche di parti esterne e corrotte dello Stato… e se quel giorno l’attentato non riuscì, fu anche merito di un agente di polizia, proprio quel Nino Agostino… 
Ed è veramente enigmatica la circostanza per cui soltanto poco meno di due mesi dopo, quello stesso agente, venisse barbaramente trucidato insieme a sua moglie Ida (che in quel periodo, era anche incinta di cinque mesi di una bambina).
Quanto sopra avvenne sotto gli occhi dei genitori di Nino, Vincenzo e Augusta…
Si dice che la verità trionfa sempre… ma questa verità finora non si è concretizzata ed è per questo che papà Vincenzo, da quel triste giorno, ha deciso di non tagliarsi più la barba, perché va ripetendo che per farla… attende innanzitutto, che venga fatta giustizia, su una oscura vicenda, che per vari motivi, si è preferito finora tenere celata…
Mi chiedo allora.. 27 anni sono passati; quanti altri anni bisogna attendere per conoscere la verità???
Si sa… la verità non è sempre bella, ma la fame di verità sì!!!

Saranno forse degli appassionati piloti di Monster Truck… coloro che ribaltano i processi???

I Monster Truck… sono dei grossi veicoli equipaggiati con gigantesche ruote dal diametro di circa un metro e sessanta centimetri e vengono utilizzati per le esibizioni, in particolare negli Stati Uniti… 
Sono uno spettacolo motoristico che ha per protagonisti dei piloti “temerari”, perché con quei mezzi si esibiscono in salti, piroette e spettacolari evoluzioni, tra cui… ribaltamenti.
Osservando loro… mi è venuto in mente quanto avviene da noi… già nel nostro paese, dove sentenze controverse, vengono anch’esse “ribaltate” in modo assurdo… per non dire spettacolare, ecco quindi che rileggendo quei procedimenti, non ho potuto far altro che paragonare alcuni di quei giudizi… a quelle corse!!!
Tutti noi sappiamo come il nostro ordinamento fa di tutto affinché si possa raggiungere una sentenza che possa definirsi “giusta”, ma quanto poi avvenga di ciò è tutt’altra cosa…
Certo, il nostro sistema giudiziario è tra i più garantisti, in quanto prevede nel processo, tre gradi di giudizio, proprio per poter tutelare sia l’imputato che per garantire le parti offese…
Ciò che però non si riesce a comprendere è in quali modi si giunga a certe sentenze, che per come accade, vengono per ogni grado d giudizio, totalmente ribaltate…
E quindi… per i primi giudici si è colpevoli, per i secondi innocenti… per i giudici della cassazione… nuovamente colpevoli (o viceversa…).
Troppo spesso inoltre le sentenze, vengono ribaltate con una superficialità che definirla “sospettosa” rappresenta di per se un’espressione quasi favorevole, ma che sin da subito, si sa… non è così, in quanto dà all’opinione pubblica, la sensazione che qualcosa all’interno di quei palazzi non funzioni, che la legge non venga pienamente applicata o ancor peggio che quest’ultima, non sia eguale per tutti, bensì permette ad alcuni soggetti la possibile d’individuare degli escamotage che faranno sì che non vengano mai condannati… 
Qualcuno parla di “mala giustizia” e come dargli torto… quando accadono situazioni che vedono imputati prima assolti, poi condannati, poi nuovamente assolti, amplificando quei giudizi critici sul operato di alcuni giudici…
Intanto ritengo che molti di essi… prossimi alla pensione, non dovrebbero nemmeno partecipare a processi di carattere penale (quali per esempio quelli di natura processuale per mafia), per evitare che si possano creare sospetti su giudizi corrotti o condizionati da fattori esterni…
In questi cinquant’anni… si è passati da un 40% di sentenze di primo grado “ribaltate” in appello… ad un attuale 60%. 
E nei casi di giudizi di cassazione, si raggiungono valori ancora più alti… tanto che ormai, è diventata una consuetudine degli studi legali, rivolgersi ai successivi gradi di giudizio… ormai portati ad impugnare le sentenze sfavorevoli, anche quando non esistono di fatto, elementi sufficienti per prendere in considerazione eventuali ricorsi… 
Ed allora, non si comprende il perché con elementi di prova analoghe o con l’inserimento di nuovi elementi sopraggiunti, si possa comunque addivenire a valutazioni opposte se non  differenti… 
Sappiamo quanto a volte i media possano condizionare quei processi… e soprattutto quanto certi particolari “imputati” (legati al mondo criminale) possano influenzare la corte… provocando cambiamenti nei giudizi e quindi nelle sentenze, mettendo così in dubbio la stessa certezza del diritto…
Tentare di convincerci che in questi anni, si sia raggiunto attraverso il nostro ordinamento, quella giusta verità processuale… credo sia una valutazione di parte perché la sensazione che si riceve è più che altro… di una definizione “eufemistica”… in particolare se poi, a quella effettiva applicazione della sanzione, non seguirà mai la certezza di una pena!!!
Credo, che i tre gradi di giudizio siano ancora necessari, in quanto garantiscono l’individuo su un corretto giudizio… ma è altrettanto vero che bisogna eliminare definitivamente la possibilità di poter impugnare tutte le sentenze, anche quelle che si sa a priori, non essere supportate da prove e/o motivazioni realmente giustificate sia nella forma che soprattutto nella sostanza!!!
Diceva Anatole France: La giustizia è sancire l’ingiustizia esistente!!!

Enzo Tortora: "Solo tre categorie di persone (ho scoperto) non rispondono dei loro crimini: i bambini, i pazzi e i magistrati".

Quante lettere dal carcere… 
Sono quarantaquattro gli scritti di Tortora alla propria compagna Francesca Scopelliti e in molte di quelle lettere, il presentatore esprime tutta la propria delusione per questo paese così ingrato e cinico, sempre alla ricerca di nuovi capri espiatori sui quali poter gettare fango… 

Riportava: “sto pensando di chiedere il cambio di cittadinanza, questo Paese non è più il mio”…
Ed ancora, non ha risparmiato i media ed i propri colleghi che gli hanno girato le spalle ( hanno preferito farsela alla larga… pur di non restare coinvolti): “Non parlatemi della Rai, della stampa, del giornalismo italiano… è pura merda…“.
Come dargli torto… sono passati quasi trent’anni dalla sua scomparsa, da quel lontano 18 maggio del 1988 ed oggi, cosa è cambiato nella giustizia, in quei principi morali, in quelle virtù consistenti nel dare a ciascuno il dovuto e nel giudicare sempre e tutti… con equità???
Ma perché cambiarlo questo sistema, quando si sa, fa comodo a molti… 
A chi ruba ed evade, a chi sfrutta sessualmente minori, a chi corrompe con mazzette, a chi quelle tangenti le pretende, a tutti quei politici, funzionari, dirigenti e uomini delle istituzioni corrotti, a quei presidenti d’associazioni note, che poi… di volta in volta, vengono indagati…
Questo sistema è una manna per tanti, già, perché con qualche discreto “azzeccagarbugli” se ne può uscire con una semplice sanzione o al limite qualche condanna senza alcun giorno in carcere…
Mentre di contro, le persone innocenti finiscono in carcere senza alcuna colpa!!! 
E’ il caso di Enzo Tortora o del “ragazzo della giudecca” Carmelo Zappulla, anch’egli finito erroneamente in una cella, per poi scoprire con una nuova sentenza, li ha giudicati estranei a quelle vicende, per non  aver commesso il fatto!!!
In quelle lettere si legge tutto il disagio di un uomo che perde all’improvviso la propria libertà e si trova costretto a vivere in condizioni mostruose all’interno di un penitenziario: siamo in sette in pochi metri e chissà perché si dice che siamo “al fresco” quando io in questa cella muoio di caldo e soprattutto non vi è alcuna privacy… anche quando sono al cesso, da un buco apposito è consentito loro vedermi…”
Hanno avuto il coraggio di definirlo “camorrista”!!! 
Era il 23 giugno 1983 quando l’hanno arrestato con tanto di televisioni e giornalisti a seguito… e fino a gennaio dell’anno consecutivo, fu costretto a rimanere in cella, quando alla maggioranza di quegli abituali delinquenti di cui sopra… è stato permesso di rimanere in casa propria, in quella cosiddetta (e aggiungerei lussuosa…) “libertà vigilata”…
Ma ad Enzo… no, lui lo si doveva umiliare “fino al midollo” ed in parte ci sono pure riusciti…
E’ grave quando scrive: “non hanno niente in mano” è una lotta impari di questa farsa del tutto italiana, “fra me innocente e l’accusa, impegnatissima a dimostrare il contrario… una farsa che purtroppo durerà troppo a lungo…”.
In quelle lettere non vi è soltanto rabbia… ma anche sofferenza fisica per l’ingiustizia subita da parte della nostra “giustizia” italiana… e proprio in quelle parole che Tortora esprime la sua massima accusa: “Solo tre categorie di persone (ho scoperto) non rispondono dei loro crimini: i bambini, i pazzi e i magistrati”.
Ed ancora quando parla del periodo estivo in cui tutto viene sospeso… già, quando consiglia alla sua Francesca d’andare in vacanza, per come era in uso nei palazzi di giustizia (interminabile periodo feriale che iniziava dai primi di luglio e si protraeva fino a metà settembre): “La giustizia è al mare, noi nella merda”.
Mi hanno rovesciato di tutto, mi hanno messo alla gogna, quasi fossi veramente un malfattore…”; un vero peccato che non ci si potesse rivolgere a quell’oracolo… tanto conosciuto come “bocca della verità”… lì almeno avrebbe potuto inserire la propria mano e riacquistare immediatamente la propria libertà… e non per come poi accaduto, gettato lì… in quella cella, in attesa di una “giustizia” (mai celere) che alla fine ha dato quale responso (aggiungerei era l’unico possibile…) quello che Enzo Tortora fosse totalmente innocente!!!
Sì… ma per quella colpa (ed anche per molte altre…) nessuno ha mai pagato!!!
Dopotutto è come dicevo sopra: la giustizia è come una tela di ragno: trattiene gli insetti piccoli, mentre i grandi trafiggono la tela e restano impuniti e liberi… 

Con la pretesa di sostituirsi a Dio…

Starete pensando… ma Nicola si è dato alla religione… o e stato fulminato per la via di Damasco???

In questi giorni mi è capitato di rivedere alcune film registrati… (tra cui la serie ultima trasmessa da Canale 5 sulla Bibbia, Religius… vedere per credere ed infine Le stazioni della fede) ovviamente resto sempre della mia idea, che è molto lontano da quegli insegnamenti limitati e istruiti da tutte le religioni…
In ognuno di essi purtroppo si cela quel profondo limite… quello volersi cioè considerare (rispetto ad altre religioni), uniche rappresentanti della verità, di quella conoscenza soprannaturale, compimento diretto della volontà di Dio!!!
L’umanità non è mai stata capace di comprendere quali valori deve saper prendere per buoni e quali di contro condannare ed in questo, nemmeno gli uomini portavoce di quegli insegnamenti, sono in grado di trasmetterne il vero messaggio…
Il più delle volte difatti, quegli insegnamenti (dei vari profeti), vengono distorti a seconda delle circostanze, facendo in modo che coloro che parlano per nome e conto di Dio, garantiscano o promettano paradisi per se o per i propri cari, adoperandosi a compiere quella volontà, ora da altri suggeriti…

Il vero messaggio che invece dovrebbe passare è quello dell’amore, della fratellanza, di quella sete e fame di giustizia… 

Nulla quindi centra con quel messaggio tanto richiamato da molti precettori… sulla volontà di dover contrastare gli altrui insegnamenti, giungere anche ad uccidere o a combattere eventuali infedeli, proponendo azioni autolesioniste, al fine di provocare nell’animo umano quelle azioni crudeli, che hanno quale obbiettivo, quello di colpire sempre vittime, indifesi e inermi…   
Dio non ha necessita di alcun appagamento umano… a Lui non serve alcun gesto ulteriore per imporre la propria volontà… e non esiste certamente uomo che possa sostituirsi nelle proprie azioni…
Dopotutto, se non si è in grado di dissetare se stessi, come si può credere di dissetare la verità di Dio!!!
Con quale presunzione si pensa di attuare la Sua volontà… non è Dio a chiedere all’uomo bensì è l’uomo che deve avere fame e sete di Dio, perché solo così (forse) egli potrà intervenire nelle loro vite…
A nessuno è chiesto di convertirsi, come nessuna religione può dirsi migliore delle altre, sono tutte perfette se ognuna di esse innalza il proprio cuore verso Lui, se fa in modo di spingere i nostri gesti verso il prossimo, aiutando e sostenendo chi soffre e sta male…
Amore per amore, più si da e maggiormente si riceverà… perché è in ciò che si rappresenta la vera gioia terrena… che potrà forse un giorno (se compiuta in modo sincera) compensata da quella eterna…

Ma c’è  una cosa che premia tutte le altre… saper donare se stessi agli altri, senza dover sperare di riceverne qualcosa in cambio…
Ogni parola diversa dalla nostra ascoltata, aprirà sempre di più i nostri cuori, ed ogni parola da noi data, farà in modo di trasmettere quella vera fratellanza…
Non ci sarà più differenza di pensiero, di colore di pelle, d’etnia, di religione e quant’altro che potrà dividerci da quella speranza, nella quale tutti saremmo eguali, uomini, donne e bambini uniti in quella unica fede chiamata speranza, così piccola da poterla sempre portare con noi… così grande da trasmetterla a tutto il mondo intero!!!
C’è bisogno del sacrificio di tutti ed oggi più di ogni altro momento, c’è la necessità di provarlo a cambiare questo creato, sperando così facendo, d’eliminare tutto quest’odio, alimentato proprio da chi ha, non solo la pretesa di sostituirsi a Dio, ma ha certamente interessi ben diversi da quelli voluti da Lui e di cui essi con grande animo, ci si proclamano figli…

Un viaggio itinerante…

Si dice che sulla vetta c’è posto solo per un uomo, quindi quanto più perfetto e quanto più sarà completo quest’uomo e meno avrà necessità degli altri!!!
Già, i solitari, sono delle persone speciali, seguono da sempre in cuor loro, quel desiderio irrefrenabile di libertà… 
Non si tratta di voler restare single o di non volersi prendere cura o responsabilità, anzi tutt’altro, il timore di poter avere una famiglia, dei figli,  non li spaventa affatto… anzi tutt’altro.
Questa loro personale capacità è da attribuirsi soltanto ad un fattore psicologico, quello, d’aver imposto da sempre a se stessi, di non aver bisogno degli altri e soprattutto di non dover mediare mai in nessuna circostanza…
In particolare, quando, eventuali imposizioni, tentano di condizionarne il proprio futuro, la propria persona, ecco, quel sapere di essere succubi degli altri, l’incertezza di non poter più prendere da se – in particolare nei momenti difficili – quelle decisioni fondamentali, ma dover attendere che siano altri a decidere… ecco è proprio in questi momenti… che emergere quella propria contrastante personalità….
La loro prima regola è essere sempre padroni della propria vita, permettersi di sentirsi pienamente soddisfatti e consapevoli di quanto fatto finora, di tutte le scelte operate, quel non doversi mai pentire d’aver affrontato i pericoli, che nel lungo viaggio della propria vita si sono manifestati…
Ogni meta impegnativa, ha portato a successi ed anche – troppe volte – a fallimenti, ma è da quelle esperienze personali che nasce la convinzione che non esistono mete impegnative a lungo raggio che non possono essere affrontate…
Poiché il viaggio da compiersi è all’interno di se stessi e non si tratta di sostenere chissà quali costi, non si tratta di scappare via con un’areo o ricercare chissà quale pretesto… anzi è esattamente il contrario!!!
E’ definito “obbiettivo itinerante” e rappresenta il paradosso di partire soli, senza essere da soli… 
Perché quando si sta bene con se stessi, non si ha realmente bisogno degli altri…, si ha soltanto con il tempo, il desiderio che siano gli altri a completare quanto può mancare e ciò avviene soltanto in un caso…e cioè quando si conosce la propria compagna di viaggio… quando con ella si cercherà di avere una propria discendenza…
Perché la verità è che questi soggetti… non esauriscono mai quel loro bisogno di solitudine, perché per loro, gli altri, quelli conosciuti, resteranno dei perfetti estranei, come quegli amori, di cui si è saputo fare a meno… o come di quei conoscenti – sulla falsariga della parola amici – che ormai non esistono più…
Già, come diceva una poesia… i solitari, i diversi, quelli che non s’incontrano mai, quelli andati persi, fottuti, quelli con l’anima in fiamme… ecco, questi solitari a cui non interessa dover raggiungere in tutti i modi… i propri scopi a scapito degli altri, a questi non interessa mai mettersi in mostra, in particolare non piace mettere in cattiva luce gli altri e non devono decidere se stare da una parte o dall’altra, non è obbligatorio per loro fare delle scelte o attendere che siano altri a decidere per loro…
Non esiste una vera linea di demarcazione… tutto può andare bene anche se moralmente vietato, proibito, da tutti considerato illecito…, insomma, una completa ignoranza per le regole dettate da altri…
Quanto sopra però, non deve confondersi con il voler essere illegale o disonesto…, perché l’onesta è alla base della loro persona… sempre ed in ogni occasione…, perché essi non  hanno paura di esporsi… perché non hanno paura della vita e della morte, possono affrontare chiunque e in qualunque circostanza e situazione… 
Per loro la vita non conta nulla… e soltanto un passaggio obbligato… viene vissuta intensamente, contrastando l’immoralità – stabile e sedentaria – del quieto vivere…
Non desidera restare aggrappato asetticamente contando i giorni incolori a venire, ma è un modo diverso e unico di voler affrontare e contrastare la vita, gli eventi che man mano si presenteranno, senza doversi mai tirare indietro e soprattutto senza dover dire a qualcuno – come fanno ormai quasi tutti – “grazie” e ” per favore“…
Come diceva Ambrose Bierce: “la solitudine… condizione di chi ha il difetto di dire la verità e di essere dotato di buon senso…”

Testate a pagamento…

Disinformazione… ecco qual’è il vero nome delle testate giornalistiche che ogni giorno si prestano con i loro quotidiani a darvi le notizie.
Perché la verità è che nessuno scrive quanto realmente avviene e ciò avviene proprio perché coloro che dovrebbero scriverla la notizia, sono gli stessi interessati che debbono provvedere a nasconderla o a fare in modo che questa se emersa venga alterata…
Già, quegli stessi giornali che attraverso i propri giornalisti “dipendenti” – e non sto parlando solo del fattore economico – fanno in modo che quanto da loro scritto, non si ripercuota sui loro padroni editori – effettivi detentori di quelle quote societarie del giornale – creando ulteriori problemi, più di quanti già, non ne possiedano di loro…
Ed allora ecco questi direttori messi lì a fare in modo che tutto prosegua senza intoppi, senza richiami e godendo di quella prestigiosa scrivania – un tempo sì… posseduta da giornalisti capaci – e che adesso viene utilizzata per scrivere quel proprio articolo quotidiano, ovviamente anch’esso ben suggerito…
Milioni di euro concessi ai giornali dal ns. Stato, per scrivere notizie false… ed il bello che tutto ciò avviene da sempre senza che nessun governo- sia di centro-destra che di centro-sinistra – abbia mai pensato di togliere questo assurdo ed inconcepibile privilegio…
Inoltre, non bisogna mai dimenticare di tutta quella pubblicità ben remunerata e sempre presente nelle varie pagine e tutti quegli incassi realizzati per necrologi, avvisi, ecc… un indotto di cassa in contanti che se “adeguatamente controllato” svelerebbe chissà quali ulteriori retroscena… 
E’ cosa dire poi di tutti quei precari giornalisti pagati a notizia ( si riporta che il pezzo scritto, si aggira tra i 5 ed i 15 euro… ), semplici contratti di collaborazione che permettono, attraverso il loro “fondamentale” impegno, alla testata giornalistica di riempirsi e poter uscire l’indomani con quelle loro notizie…
Sono loro infatti che tengono in piedi il sistema dell’informazione e che – in base alle notizie che pubblicano – rischiano pure di essere denunciati, senza che alcun legale direttamente legato all’editore ne garantisca la difesa…, perché loro non sono figli di quella casta di giornalisti ( fatta anch’essa da giornalisti, editori, politici, appartenenti a quegli “ordini” che da sempre salvaguardano quel sacro diritto che permette loro di trasmettere ai propri figli “incompetenti” quanto di meritato da altri… ), loro sono i figli di nessuno, sono quelli che si son fatti da se, che non hanno mai avuto bisogno di alcuna raccomandazione…. , lontani dalla solita mentalità da Casta… e proprio perché escono fuori da quel seminato e sanno dimostrare quelle proprie capacità… – in questo periodo abbiamo la fortuna di averne alcuni veramente validi – ecco che allora vengono costantemente attaccati ed allontanati…
Ormai è chiaro a tutti che certe notizie che fanno scalpore… le hanno soltanto coloro che si permettono di avere con la procura o il tribunale (attraverso l’amico giudice), quel rapporto confidenziale tale, che gli viene permesso di ricevere in anteprima quanto sta a breve per accadere…
La disgrazia di questo sistema e che le notizie vengono sempre filtrate dagli organi inquirenti che ovviamente, stabiliscono loro quando queste debbono divenire di pubblico dominio e mai effettivamente quando le reali condizioni, dovrebbero portare a far emergere la verità…
Si tratterà sempre di dover mediare, ed ovviamente il giornalista che tenterà di crescere in quel sistema, dovrà saper attendere per difendere quell’unico interesse costituito dalla notizia, che forse a breve gli varrà quei 15 denari promessi dall’editore…
Giornalisti poveri…, che tentano di arrivare a fine mese con quelle poche centinaia di euro, persone semplici che conoscono i problemi quotidiani della vita, perché per primi li stanno vivendo sulla loro pelle e che oggi purtroppo si ritrovano a dover fare articoli “sponsorizzati” per l’amico politico dell’editore o per certi soggetti che vivendo come sanguisughe all’interno di quei cortili di palazzo, tentano di proporsi quali innovatori di un sistema che andrebbe certamente cambiato, ma di cui proprio loro, ne fanno uso e costume…
Si… la chiamano “libertà di stampa”, io la definirei “servi del padrone” e la cosa peggiore è che disgraziatamente tutto ciò avviene sempre e soprattutto a spese nostre!!!

Sono stanco…

Già, sono stanco di combattere contro tutta una serie di dilettanti…
Si… mi sono stancato!!!

E’ dire che…, se un giorno me l’avessero detto non ci avrei creduto…, anche perché per sfiancare il sottoscritto c’è ne vuole, eppure sembra che pian piano ci stiano riuscendo…
Vi starete chiedendo, di cosa o di chi sto parlando???
Sono certo che vi meraviglierete di sapere a chi dedico questo mio post, già non crederete a vostri occhi…, sarete sorpresi con quanto ho deciso di affidare all’opinione pubblica!!!
Quanto andrò di seguito a raccontare, si basa su una serie di procedure e di meccanismi aberranti, che non hanno fatto altro, che prolungare il tempo all’infinito…, operando con l’esclusiva volontà di traslare quanto più possibile, ciò che era indispensabile realizzare all’istante, prontamente, nel più breve tempo possibile, ed invece, attuando e posticipando quanto sopra, si è soltanto tolto del tempo essenziale ed ovviamente la ” salute ” del sottoscritto…
Come si dice…, si sa che quando s’inizia una battaglia, non si è mai certi dell’esito e si sa anche, che ci sono periodi nei quali, i combattimenti ( perché di questo ormai stiamo parlando…) si prolunghino più del necessario – cioè oltre quel termine ragionevole perché si possa giungere ad un esito, positivo e/o negativo non sta me dirlo…, ma che si possa giungere ad una definizione certa e non più aleatoria – che conduca infine ad esaurire anche quelle residue forze messe in campo, contribuendo cosiffatto, ad indebolire anche quell’ultimo entusiasmo fin lì espresso…
Perché sono quelli i momenti in cui, anche al più “onesto guerriero”, viene da pensare che forse sia giunto il momento di ritirarsi, di non prolungare più del dovuto una guerra che è ormai divenuta del tutto inutile!!!
Ecco che alla fine si è riusciti nell’intento e cioè di distruggere fisicamente anche quello stesso combattivo, sicuramente vincitore, ma che ora pensa di ritirare le proprie forze dal campo di battaglia per concedersi finalmente una tregua…
Ciò è quanto dovrebbe accadere anche al sottoscritto, ma non so dirvi il perchè, sarà questa mia natura… ecco, a differenza di quel cosiddetto “guerriero”…, io, non abbandono mai la lotta, poiché persevero nella volontà che la giustizia faccia sempre il proprio corso, pur quando, gli uomini scelti e messi in campo, dimostrano inadeguatezza, debolezza e inesperienza, arrestandosi “casualmente” prima di quando vi possa essere, una eventuale remota possibilità di scontro… ed è per questo, che mi fermo in attesa, del migliore momento, per sferrare un nuovo mirato attacco!!
Una vicenda, questa, che rivelata potrà sembrare incredibile… ma quanto andrò “a breve” a raccontare, trova conferma, in una serie di azioni  e atti, che finora non sono ancora emersi, per la sola esclusiva volontà di coloro che avrebbero dovuto farlo, e che per le ragioni sopra espresse, si trovano – in questo preciso momento – in estrema difficoltà!!!
Difatti, quanto andrò a riportare, rappresenta in compiuto, quanto in molti vanno dichiarando; mi riferisco a quei ” principi della legalità “, che tanto si ergono nei loro palcoscenici pubblici – abilmente preparati – ma che poi, in sostanza non hanno volutamente attuare, anzi, quando ciò è accaduto è stato soltanto perché spinti da terzi…
Tendono quindi a scaricare su altri… quelle indotte azioni, addossando, proprio a coloro da cui avevano ricevuto il sostegno, le colpe del loro operato, che mai avrebbero ( viste le ripetute e continue marce indietro ) voluto compiere…
Ovviamente esiste un motivo a quei tipi di comportamento, che trovano spiegazione e conferma nei silenzi, in quei modi d’operare, in quel saper intuire quando – ed in questo sono maestri – è meglio non mettere il dito nell’acqua calda… 

Una denuncia di esercizio realizzata da quegli “uomini dello stato ” che non sempre purtroppo rappresentano lo Stato, ma bensì fanno parte di quei personaggi che nel corso degli ultimi anni, hanno solo svolto, trattative, ammorbidimenti, concessioni, disorientamento, ostacoli, per far si che non emergano, depistaggi, reticenze e collusioni…
Come ha giustamente dichiarato il Magistrato antimafia palermitano – Antonino Ingroia – incaricato dalle Nazioni Unite in Guatemala per seguire da vicino le rotte del narcotraffico internazionale:
le reticenze e le omertà non sono solo degli uomini di mafia, ma ci sono depistaggi e reticenze degli uomini dello Stato e delle istituzioni, e quando queste reticenze e depistaggi vengono da uomini dello Stato e delle istituzioni che ostacolano la verità, non ce la possono fare da soli, hanno bisogno di voi, della società civile che questa verità la vogliono: la verità è una conquista collettiva!
Certo, quanto dichiarato è vero… serve un impegno doppio affinché possa emergere la verità, ma quando il sostegno richiesto, viene successivamente dato, ecco che ci si accorge di come esiste una barriera invisibile creata a mo’ di muro, che scontra con l’indifferenza di un sistema, che impone che nulla debba cambiare… ed è allora che risulta impossibile, continuare a credere, che si possa vincere!!!
CONTINUA… 

Incandidabilità e Anticorruzione…

L’interdizione dai pubblici uffici è una pena accessoria disciplinata dagli artt. 28 e seguenti del codice penale.
L’art. 29 c.p. prevede in via generale:
– l’interdizione perpetua dai pubblici uffici a seguito di condanna all’ergastolo e di condanna alla reclusione per un tempo non inferiore a 5 anni (si rammenta che il massimo della pena detentiva prevista per il nuovo reato introdotto dal disegno di legge in esame è di 5 anni);
– l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di 5 anni in caso di condanna alla reclusione per un tempo non inferiore a 3 anni.
L’art. 317-bis c.p. prevede l’interdizione perpetua in caso di condanna per i reati di cui agli artt. 314 (peculato) e 317 (concussione) c.p..
Se, tuttavia, per circostanze attenuanti viene inflitta la reclusione per un tempo inferiore a tre anni, la condanna importa l’interdizione temporanea.
Ai sensi del’art. 28 c.p. l’interdizione comporta la privazione, tra gli altri, del diritto di elettorato o di eleggibilità in qualsiasi elezione e di ogni altro diritto politico.
La lettera b) prevede l’incandidabilità per coloro che sono stati condannati in via definitiva, con una pena di almeno 2 anni, per i delitti previsti dal libro II, titolo II, capo I del codice penale.
Si tratta dei delitti contro la pubblica amministrazione, quali peculato, malversazione, concussione, corruzione, ecc. ( per l’elenco completo si veda sopra, la sintesi riferita all’articolo 8, comma 5 del disegno di legge). 
La medesima lettera b) prevede altresì, l’incandidabilità per “altri delitti” per i quali la legge preveda una pena detentiva superiore, nel massimo, a 3 anni.
La lettera c) prevede che sia il legislatore delegato a determinare il termine di durata dell’incandidabilità – la quale, si è ricordato, è temporanea.
La lettera d) stabilisce che l’incandidabilità operi anche nel caso di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell’art. 444 c.p.p. (patteggiamento).
Non è prevista analoga disposizione per il divieto di assunzione di cariche di cui al comma 1 e al comma 2, lettera g).
La lettera e) individua tra le finalità del testo unico il coordinamento delle norme sull’incandidabilità con quelle in materia di interdizione dai pubblici uffici e di riabilitazione, nonché con le restrizioni all’esercizio del diritto di voto attivo.
Per quanto riguarda la riabilitazione: l’art. 178 c.p. prevede che la riabilitazione estingue le pene accessorie ed ogni altro effetto penale della condanna, salvo che la legge disponga diversamente.
Il divieto di ricoprire cariche di Governo (comma 2, lettera f))
La lettera f) prevede che le cause di incandidabilità a deputato e senatore si applicano anche ai fini della assunzione delle cariche di Governo (Presidente del Consiglio dei ministri, Ministri, Viceministri e Sottosegretari), alle medesime condizioni.
Per i membri del Governo, la incandidabilità si tramuta in divieto di ricoprire cariche di governo.
– incandidabilità a livello locale (comma 2, lettere g)-h))
La lettera g) prevede che il testo unico operi una completa ricognizione delle disposizioni vigenti in materia di:
– incandidabilità alle seguenti elezioni di enti locali:
– provinciali;
– comunali;
– circoscrizionali;
Il divieto a ricoprire le seguenti cariche:
– presidente della provincia;
– sindaco;
– assessore provinciale e comunale;
– consigliere provinciale e comunale;
– presidente e componente del consiglio circoscrizionale;
– presidente e componente del consiglio di amministrazione dei consorzi;
– presidente e componente dei consigli e delle giunte delle unioni di comuni;
– consigliere di amministrazione e presidente delle aziende speciali e delle istituzioni di cui all’articolo 114 del testo unico degli enti locali (D.Lgs. 267/2000);
– presidente e componente degli organi delle comunità montane.
A differenza dell’incandidabilità parlamentare, istituto completamente nuovo, l’ordinamento vigente già prevede alcune cause ostative alla candidatura negli enti locali derivanti da condanna definitiva.
Si ricorda che l’art. 58 del testo unico degli enti locali (d.lgs. 267/2000) prevede che non possono essere candidati alle elezioni provinciali, comunali e circoscrizionali, e non possono comunque ricoprire le cariche di presidente della provincia, sindaco, assessore e consigliere provinciale e comunale, presidente e componente del consiglio circoscrizionale, presidente e componente del consiglio di amministrazione dei consorzi, presidente e componente dei consigli e delle giunte delle unioni di comuni, consigliere di amministrazione e presidente delle aziende speciali e delle istituzioni di cui all’art. 114 TU, presidente e componente degli organi delle comunità montane coloro che hanno riportato una condanna definitiva per uno dei seguenti delitti:

– associazione di tipo mafioso o associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti; delitto concernente l’importazione, l’esportazione, la produzione, la vendita di armi; delitto di favoreggiamento personale o reale commesso in relazione a tali reati;
–  peculato, malversazione a danno dello Stato, concussione, corruzione per un atto d’ufficio, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione in atti giudiziari, corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio;
–  delitti, diversi da quelli di cui al punto precedente, commessi con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti ad una pubblica funzione o a un pubblico servizio per i quali sia stata comminata definitivamente la pena della reclusione non inferiore a sei mesi;
–  delitti non colposi per i quali sai stata inflitta una pena della reclusione non inferiore a due anni.

Le medesime condizioni di non candidabilità sussistono anche per coloro nei confronti dei quali sia stata applicata, con provvedimento definitivo, una misura di prevenzione, in quanto indiziati di appartenere ad una associazione di stampo mafioso.
L’eventuale elezione di coloro che si trovano nelle condizioni descritte è nulla.
L’organo che ha convalidato l’elezione è tenuto a revocarla non appena viene a conoscenza della loro esistenza.
In caso di sentenza non definitiva si applica la sospensione dalle carica e con il passaggio in giudicato della sentenza di condanna è prevista la decadenza di diritto (art. 59 TUEL).
Il testo attuale della disposizione suddetta è stato introdotto dall’art. 1 della legge 13 Dicembre 1999, n. 475, per conformare il testo alla sentenza della Corte costituzionale n. 141 del 1996 che aveva dichiarato l’illegittimità costituzionale della precedente formulazione (che ancorava la situazione ostativa anche a decisioni non irrevocabili).
La Corte ha affermato che l’incandidabilità va considerata come una particolarissima causa di ineleggibilità che va valutata alla luce del diritto di elettorato passivo, che l’art. 51 Cost. assicura in via generale.
Secondo la Corte, solo una sentenza irrevocabile può giustificare l’esclusione dei cittadini che intendono concorrere alle cariche elettive; né vale obiettare che si tratta di elezioni amministrative, e non di quelle politiche generali, perché pure in questo caso è in gioco il principio democratico, assistito dal riconoscimento costituzionale delle autonomie locali.

Quindi alla fine è stato approvato un decreto, in base al quale chi ha avuto condanne definitive per peculato, corruzione, concussione, terrorismo, mafia fino ad 2 anni e 1 giorno non può essere candidabile, fino a 2 anni invece si. 

Meno male che si pensava di fare pulizia, ma forse se avessero adottato la regola più semplice e cioè quella di mettere fuori, tutti coloro che hanno subito una condanna penale, credo che alla fine di quelli oggi al parlamento, ne sarebbero restati pochi…
L’Italia politica è fantastica nel sapere sempre trovare le giuste soluzioni o per meglio dire escamotage, per favorire sempre ed ovunque i propri uomini di potere… in vari modi, ma sempre mirati ad ottenere per qualcuno benefici, sia che si tratta di politica, che di economia, che di leggi ad personam, di fisco e via discorrendo…
Queste regole non cambieranno mai… c’erano ai tempi dei romani… e ci sono ancora oggi!!!
Voi pensate di poterle cambiare le regole, che attraverso il voto o i referendum si possano modificare le attuale condizioni, tutte baggianate… appena qualcosa cambia… loro intervengono per rimettere le cose nuovamente apposto!!! 
Non c’è tra loro una regola scritta…, ma è una regola di vita, per quanti vogliono appartenere a quella casta, ad un sistema ben radicato, fatto di complicità, favoreggiamenti, raccomandazioni, alleanze e connivenze, tali da non permettere a nessuno di poterne modificare o soltanto incrinarne la struttura…
Un Paese dove s’intrecciano sistemi legali a quelli corruttivi, dove i processi vengono indirizzati…, dove le indagini trovano ostacoli alla verità, dove si attuano accordi con mafia e terrorismo, dove i giudici che si ribellano…, vengono uccisi oppure trasferiti se non azzittiti in procure emarginate!!!
Nessuno parla…nessuno vuole parlare e quei pochi che potrebbero farlo, per paura tacciono…, mentre gli altri, già quelli di cui invece sentiamo manifestare le opinioni, sono ovviamente pagati per dire ciò che piace loro… e noi tutti qui…ad ascoltare ” pacificamente ” una verità che non esiste!!!