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La corruzione non indossa un uniforme: con il camice, la giacca o la tuta, si è sempre ladri!

Si parla sempre di corruzione come se fosse un male lontano, confinato nelle stanze del potere o nelle periferie dell’illegalità, ma la verità è che il marciume non ha preferenze. 

Già… non guarda in faccia a nessuno, né alla laurea appesa alla parete né alla reputazione costruita in anni di lavoro. 

Gli scorsi giorni, i carabinieri del Nas hanno bussato alle porte di talune strutture sanitarie, pubbliche e private, e quelle porte si sono aperte su un groviglio di accuse che coinvolgono medici e rappresentanti di un’azienda fornitrice di materiale sanitario. 

Sono ora ventidue i nomi attualmente iscritti nel registro degli indagati, ventidue storie che si intrecciano con un’inchiesta coordinata dalla procura.

C’è qualcosa di profondamente amaro nel realizzare che chi dovrebbe curare, chi dovrebbe essere garante di salute e integrità, possa invece tradire quella stessa fiducia per un vantaggio meschino. Ho letto che si tratta di apparecchi sanitari, ma come non ricordare ora quanto accaduto lo scorso anno a Palermo, con l’inchiesta che ha visto al centro delle indagini quei prodotti di sterilizzazione degli attrezzi chirurgici, non soltanto quindi dispositivi medici, ma simboli di un sistema che a volte sembra sordo alle regole, sordo all’etica, sordo persino al rispetto di sé e degli altri. 

Eppure, non è una questione di professione o di status sociale: Un ladro è un ladro, che indossi un camice bianco, una giacca e cravatta, un elmetto da cantiere oppure una tuta da operaio. Già, la differenza sta nella dignità, o meglio, nella sua assenza!

Quel che lascia più sgomenti non è solo l’atto in sé, ma le conseguenze che trascina con sé, perché quando un nome si macchia, non è solo una carriera a crollare, ma un’intera famiglia che si ritrova invischiata in quell’infamia. 

Figli, mogli, genitori: tutti portano il peso di un cognome che ora evoca sospetti e vergogna. E forse è questo il vero crimine, oltre alla corruzione stessa: l’aver condannato chi non c’entra nulla (quando ovviamente quei familiari hanno dimostrato di non esser stati complici di quei benefici o di quelle regalie che venivano costantemente ricevute o portate a casa, quantomeno ciascuno di loro è partecipe nel caso in cui non abbia mai chiesto da dove arrivassero e soprattutto non abbia fatto nulla per farle immediatamente restituire al mittente…) a vivere sotto l’ombra di un’eredità avvelenata.

Le perquisizioni negli ambulatori e negli studi privati dei medici non sono solo un atto giudiziario, ma un monito, un promemoria che nessuno è al di sopra della legge, che nessuna professione è immune dalla tentazione, e che la vera misura di un uomo non sta nel titolo che precede il suo nome, ma nella scelta di agire con onestà anche quando nessuno guarda. 

L’inchiesta è ancora agli inizi, e mentre gli investigatori cercano riscontri, il resto di noi è costretto a chiedersi: quanto vale davvero la dignità di una persona? E soprattutto, perché c’è chi è disposto a svenderla per così poco?

Piercamillo Davigo: Non ho detto che tutti i politici rubano, ma che quelli che rubano hanno smesso di vergognarsi!!!

“E’ stata attribuita alla mia frase un significato che non ho mai voluto dare; non ho detto che tutti i politici rubano, ma che quelli che rubano hanno smesso di vergognarsi. D’altronde, se per circa 15 anni hanno fatto leggi non atte a sconfiggere la corruzione ma ad impedire i processi, è ovvio che i frutti che si raccolgono siano questi”!!!
Con questa premessa ieri sera su La7 nella trasmissione “PIAZZAPULITA” ha esordito il Magistrato Piercamillo Davigo (Consigliere della II sezione penale presso la Corte di cassazione) aggiungendo che se fossero tutti i politici a rubare… allora non avrebbe senso fare i processi, che servono appunto a  distinguere chi ruba, da chi non ruba…
Ed ancora… “ha vinto la corruzione” un’affermazione ancora forse più grave di quanto sopra dichiarato… infatti se in questi quindici anni e più…l’interesse della politica è stato quello di fare leggi non più favorevoli alla repressione della corruzione… ma leggi favorevoli a impedire i processi, ad abolire i reati o a cambiare le regole probatorie… in maniera che le prove non valessero più o altre cose di questo genere… è chiaro che poi il risultato è questo”!!!
E quindi… si passa a parlare di Anti-corruzione e su quanto dichiarato dal Presidente, Raffaele Cantone: Davigo pensa che sia l’unico a poter risolvere i problemi… non condiviso una visione, autoreferenziale e salvifica; la magistratura non deve salvare il mondo; deve accertare i reati penali e decidere i processi civili…
La risposta del Dott. Davigo è bellissima: condivido quando sopra ad esclusione del fatto di non sentirmi l’unico… io non penso affatto di essere l’unico… penso però che in Italia, non c’è sufficiente possibilità di accertare questi reati… che è tutt’altra cosa!!!
Tra l’altro bisogna chiarire un’equivoco di fondo… l’ANAC è un’autorità amministrativa… gli atti che sono necessari ad accertare questi reati  -sono tutti atti fortemente invasivi- per esempio le intercettazioni, le perquisizioni, i sequestri, che  la Costituzione  riserva all’autorità giudiziaria… quindi l’ANAC può studiare il fenomeno, può cercare di prevenirlo. ma l’accertamento dei reati è esclusivo compito dell’Autorità giudiziaria…
Chiede quindi Corrado Formigli… (il giornalista e presentatore della programma): non è che quindi c’è un travalicamento (o uno scavalcamento) di competenze???
P.D.: No… sto dicendo che sono due sfere diverse…
C.F.: Non è che forse l’Anac utilizza degli strumenti che dovreste usare solo voi magistrati???
P.D.: NO… l’ANAC non usa affatto gli strumenti che usiamo noi magistrati…perché non può… la Costituzione non lo prevede… li usiamo solo noi… ma per accertare la corruzione è possibile farlo solo con quegli strumenti…
C.F.: E quindi non serve a niente l’ANAC???
P.D.: No… è un’autorità amministrativa che ha compiti diversi… ha la prevenzione della corruzione che è un’altra cosa…
C.F.: Secondo Lei serve quest’Autorità???
P.D.: non spetta a me decidere che cosa serve dell’attività dell’autorità amministrative…
C.F.: Si sarà fatto un’idea immagino… 
P.D.: ma… la tengo per me…
C.F.: va beh, la tiene per se… ma forse s’intuisce un po da quanto ci ha appena detto…
Anch’io mi sono fatto un’opinione diretta e non certamente positiva; il motivo??? segnalazioni attendibili delle quali finora non ho ricevuto alcuna risposta!!!
Ma si sa come va qui da noi: sono tutti così “fortemente impegnati“… dal non trovare mai il tempo necessario, per effettuare anche quelle semplici e banali verifiche!!!
Già, molti giudici sono così fieri della loro incorruttibilità che dimenticano spesso la giustizia, facendo sì che nel contempo… la corruzione dilaghi!!!

Rigore, equità e crescita…

Mario Monti ieri sera è stato invitato nella trasmissione Porta a Porta da Bruno Vespa…
E’ veramente incredibile, con quanta ” nonclalance “, quasi distaccato, un presentatore possa intervistare un premier, con domande già precostituite, poste dietro suggerimento e volerci fare credere che stiamo assistendo ad un vero confronto… non chiedevo un ” interrogatorio da gestapo ”  ma almeno capire con quale criterio si è data la scure al cittadino esonerando in maniera chiara, coloro che non si dovevano toccare, era il minimo…
Ma ormai chi lo vede più Bruno Vespa… se ieri ci fosse stato in contrapposizione su un’altro canale Benigni e Fiorello, state certi che avrebbe toccato lo 0,5% di share…
Perché non prende esempio da veri giornalisti e conduttori televisivi, quale David Letterman per esempio, non ci vuole mica tanto…
Sono contento comunque, che il Prof. mi ha dato ragione, rispondendo sulla domanda sui Sindacati, e cioè che questi in passato hanno realizzato scioperi generali per molto meno… almeno a quei tempi si muovevano, ora invece attendono gli ordini dei partiti!!!
Ora ci viene a dire che in questi 20 anni, l’Italia ha consumato la ricchezza prodotta negli anni precedenti… scusi ma non l’Italia, ma tutti quelli come Lei, che appartengono ad una casta, dove scambi e vantaggi sono sempre realizzati tra amici, parenti e conoscenti, nessuno escluso!!!
Con quale faccia Lei si permette di parlare al sottoscritto di equità, ma con quale morale si presenta davanti a milioni di spettatori, dicendoci che il rigore era necessario… e che le riforme sono giuste…; che Dio ( spero che  lei sia credente … ) utilizzerà lo stesso metodo di valutazione… se la Sua riforma è stata fatta in maniera giusta, prego ( ormai da Ateo ) questo suo Dio… che mi tolga ogni giorno della mia vita per poterlo donare a Lei… e considerata la reciproca differenza di età circa 30 anni, credo che oggi io, le stia facendo un bel regalo…, ma se non dovesse essere così???
Si è vero, dice che si è sentito in difficoltà…molto in difficoltà quando ha dovuto toccare le pensioni, ma non ha avuto però il minimo risentimento nell’affrontare quelle pensioni da 10.000 al mese e più, elargite dai suoi amici…; ma veramente crede che non sappiamo perché si trova seduto lì… per parare il culo a tutti quelli cui oggi non tocca nemmeno un centesimo… non si è permesso neanche ad accennare di voler ” toccare” i redditi, almeno quelli superiori ai 75.000 annui… ed invece è andato a toccare la proprietà, quella 1° casa fatta con sacrifici, ma Lei tanto quali sacrifici conosce o ha mai conosciuto in vita sua… figlio di un direttore di banca e nipote del banchiere pubblico Raffaele Mattioli…, ma mi faccia il piacere, prenda altri per il culo…
Lei è come tutti quelli oggi al potere, rappresenta quanto io in vita mia ho sempre combattuto, quegli esseri insignificanti, che come serpenti strisciano e tentano sempre, pur di arrivare ai propri scopi, anche e soprattutto a scapito degli altri!!!
Non avrei mai desiderato che l’Italia finisse così, ma pur di non vedere più queste vostre facce cadaveriche, morti dentro sin dalla nascita, spero che la crisi giunga presto e ci colpisca come uno Tzunami, portando via voi e tutti coloro che grazie a voi hanno goduto di benefici e privilegi, assolutamente immeritati…