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Tutto come al solito: un altro sindaco con le mani nel sacco!
C’è qualcosa di marcio, come sempre, dietro la facciata pulita della politica.
L’ennesima prova arriva da un’operazione che ha scoperchiato un sistema fatto di mazzette, favori e giochi sporchi, dove il confine tra istituzioni e malaffare diventa sempre più sottile, quasi invisibile.
Un sindaco, un tempo considerato una promessa, colto in flagrante mentre intascava denaro in un ristorante. Soldi che – secondo l’inchiesta – rappresentavano solo l’ultima tranche di un accordo più grande, una tangente pattuita per garantire appalti, per assicurarsi che tutto girasse come doveva girare.
E non è solo lui. Intorno, una rete di collaboratori, imprenditori, faccendieri, ognuno con il suo ruolo in questa macchina ben oliata. Soldi nascosti ovunque: nelle tasche, dentro un panettone, persino dentro un tavolo da biliardo!
Come se il denaro sporco potesse davvero sparire, svanire nel nulla, invece di lasciare tracce ovunque. Eppure, stranamente, questi soggetti continuano a farlo, come se fossero immuni, come se la legge non li riguardasse, come se il rischio di essere scoperti fosse solo un dettaglio trascurabile rispetto al guadagno, al potere, alla certezza di poter comprare tutto, anche la giustizia.
Poi c’è il fiduciario, quello che fa da tramite, quello che sa muoversi nell’ombra, quello che forse credeva davvero di poter sfuggire al controllo, di poter nascondere l’evidenza in un mobile, in un gesto, in un silenzio. Ma i soldi hanno un odore, lasciano una scia. E quando il sistema decide di far crollare il castello, tutto viene fuori, anche ciò che sembrava sepolto.
E intanto, mentre qualcuno finisce in carcere e qualcun altro trema nell’ombra, la domanda rimane sospesa nell’aria: quanti altri sono ancora lì, nascosti, intoccabili, pronti a ripetere le stesse trame, gli stessi abusi, le stesse manovre che avvelenano la politica?
Perché alla fine, come ho sempre detto, il problema resta lo stesso: quando la politica si piega al denaro, smette di servire il pubblico e comincia a servire solo se stessa. E quel male, quello vero, che divora le comunità, che legittima la corruzione e alimenta la criminalità, continua a crescere indisturbato, silenzioso ma implacabile.
Io, da parte mia, resto in attesa della prossima inchiesta che porterà alla luce altri nomi, altre verità, altri sindaci. Non ci vorrà molto, ne sono certo. Perché il cerchio… si sta per chiudere. E quando accadrà, spero che saremo pronti a guardare in faccia la realtà e a chiederci: cosa abbiamo fatto per cambiarla? Cosa faremo per impedire che accada ancora?
Gratteri ha ragione: in questo Paese la giustizia è solo per i poveri!
Ho ascoltato le parole del magistrato Nicola Gratteri, ospite ad “Accordi&Disaccordi“, il talk condotto da Luca Sommi su Nove con la partecipazione di Marco Travaglio e Andrea Scanzi. Ha parlato di giustizia a due velocità: garantismo per i potenti e sanzioni durissime contro i manifestanti.
Prezzemolo per tutti: il pizzo è servito (con conto allo Stato).
Quella frase mi colpì come un pugno nello stomaco, e da allora non mi ha più abbandonato. Perché è la verità nuda e cruda: tutti pagano, chi più chi meno, chi con qualche centinaio di euro per far sbloccare una pratica, chi con migliaia per aggiudicarsi un appalto, chi con milioni per comprarsi un pezzo di Stato.
E intanto noi, quelli che le tasse le pagano davvero, quelli che si sfiniscono di lavoro per non dover niente a nessuno, riceviamo in cambio servizi che fanno pietà, una burocrazia che ti strozza, un paese che invece di camminare arranca, perché ogni passo è ostacolato da qualcuno che vuole la sua busta.
E allora tutto continua come prima, con quel meccanismo infernale di favori, raccomandazioni e clientelismo che tiene in ostaggio un intero paese.
Cambiare? Ma quando mai, dicono loro, mentre intascano allegramente la loro busta mensile. E noi? Noi restiamo qui a guardare, a pagare, a subire.
Come la reclusione può scardinare il sistema del silenzio.
Pentirsi, raccontare ciò che è accaduto nel corso della propria carriera, elencare i nomi e le dinamiche di un sistema che ha permesso l’ascesa e garantito privilegi: tutto questo diventa un’opzione concreta. Un’opzione dettata non solo dal desiderio di alleggerire la propria posizione giudiziaria, ma anche dalla necessità di ritrovare una libertà che ora appare lontana, irraggiungibile.
La privazione della libertà personale colpisce tutti, ma in maniera più acuta chi non ha mai vissuto a contatto con il crimine o con contesti degradati.
E quindi, per chi è abituato a una vita fatta di certezze e privilegi, il carcere è un mondo alieno, fatto di spazi limitati, rigide regole e costante esposizione a uno stress emotivo senza precedenti.
Ditfatti, è proprio in questo ambiente, dove la fragilità umana viene messa a nudo, che nasce un bisogno primordiale: uscire!!!
E spesso, il prezzo di questa libertà è la collaborazione. Collaborare significa trasformare il peso della reclusione in una spinta a raccontare, a svelare i retroscena di un sistema che, fino a poco prima, veniva vissuto come normale.
Però… a differenza del delinquente abituale, che vede il carcere quasi come una tappa ciclica della propria esistenza, il “colletto bianco” si sente ingiustamente perseguitato, negando inizialmente ogni responsabilità. Ma con il passare dei giorni, tra il peso delle accuse, la solitudine e il pensiero costante rivolto ai propri cari, si fa strada una nuova consapevolezza. La paura interiore cresce, insieme alla pressione esterna.
Ogni ora trascorsa in prigione diventa un momento di riflessione forzata: le cause che hanno condotto a quella situazione, le dinamiche professionali, i compromessi morali accettati per ottenere vantaggi. Tutto riaffiora con prepotenza, mettendo a nudo non solo le azioni passate, ma anche le fragilità emotive e relazionali di chi si trova a confrontarsi con un ambiente spietato.
E così, da quel conflitto interiore nasce una decisione: collaborare. Non per eroismo o redenzione, ma per necessità. Perché solo attraverso la verità, o una sua versione negoziabile, si può sperare di barattare la reclusione con una via d’uscita. Ed è in quel momento che il sistema trova la sua leva più potente.
E se fosse proprio in quel baratto che si cela l’inizio della fine per i grandi meccanismi di malaffare? Quando un singolo pezzo decide di parlare, il castello, per quanto imponente, può iniziare a vacillare. Ma c’è un’altra faccia della medaglia.
Non tutti, infatti, scelgono di collaborare. Per alcuni, la paura di perdere la posizione privilegiata raggiunta è troppo forte, ma ancor più lo è il terrore di trovarsi invischiati in dinamiche ben più grandi di loro. Collaborare significherebbe esporsi non solo a ripercussioni personali, ma anche a rischi per i propri familiari. Quella scelta, apparentemente salvifica, potrebbe trasformarsi in un pericolo imminente, un passo verso una spirale di minacce e pressioni che mettono a repentaglio tutto ciò che hanno di più caro.
Ed è qui che il silenzio diventa la loro unica arma di difesa. Un silenzio che, spesso, non è una decisione autonoma, ma il frutto di un sistema che, dall’esterno, fa di tutto per proteggerli. Non tanto per l’interesse verso la loro persona, quanto per salvaguardare il proprio equilibrio, garantendo che nessun dettaglio trapeli, che nessuna parola sveli le crepe di un’organizzazione costruita su connivenze e segreti.
La realtà del “non detto” si intreccia così con quella del carcere: un luogo dove il prezzo della verità e quello del silenzio convivono, separati solo dal coraggio o dalla paura di chi si trova a decidere. Alla fine, la vera domanda rimane: quanto siamo disposti a tollerare un sistema che si alimenta del silenzio, e quanto, invece, siamo pronti a lottare per rompere il muro che lo protegge?
AMMINISTRATORE GIUDIZIARIO ARRESTATO
E infatti, il nuovo procuratore capo di Messina, Antonio D’Amato, si è distinto, a differenza di altri colleghi che negli anni sembravano aver “dormito” o addirittura “celato” esposti ufficialmente protocollati.
Ricordo a chi di dovere che tali esposti dovrebbero ancora trovarsi negli archivi del Tribunale e quindi nella disponibilità dei sostituti procuratori che potrebbero ora, finalmente, riprenderli in mano…
Per cui, grazie alle investigazioni condotte attraverso intercettazioni, monitoraggi e, pare, con il contributo di un collaboratore di giustizia, si è scoperto che questa situazione era resa possibile, secondo l’accusa, dalla complicità di un amministratore giudiziario.
Come spesso ripeto, l’antimafia, in questi lunghi anni, è servita a molti, specialmente a coloro incaricati di gestire beni e imprese confiscate.
Ricordo che parliamo di un patrimonio immenso, spesso a scapito delle imprese stesse e dei loro titolari, sottoposti a provvedimenti interdittivi.
Basti pensare al caso di un magistrato, allora presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, finito sotto processo insieme ad altri imputati. Secondo l’accusa, quel magistrato avrebbe gestito i beni confiscati alla mafia in modo clientelare, creando un vero e proprio “sistema“. Al suo fianco agivano fedelissimi, tra cui commercialisti, professori universitari, amministratori giudiziari, uomini in divisa e persino familiari. Secondo i PM nisseni, questo gruppo rappresentava il “cerchio magico” del presidente.
Ma d’altronde è sufficiente recarsi in alcuni uffici per notare come tra i collaboratori vi siano professionisti, dipendenti e altre figure legate, in qualità di familiari, parenti o amici, a referenti istituzionali. Ed è per questi motivi infatti che questi ultimi, abitualmente, affidano loro quegli incarichi di gestione e amministrazione.
Nel caso specifico, l’impresa in questione era già stata destinataria di diversi provvedimenti giudiziari di sequestro e confisca, divenuti definitivi dopo procedimenti penali e misure di prevenzione. Tuttavia, nonostante l’amministrazione giudiziaria, secondo l’inchiesta in corso, l’impresa continuava a essere gestita dagli stessi soggetti interdetti. Questo sarebbe stato reso possibile grazie alla complicità dell’amministratore giudiziario, completamente asservito.
L’attività investigativa ha permesso di ricostruire il modus operandi degli indagati, finalizzato alla creazione di illeciti guadagni grazie alla complicità dell’amministratore giudiziario. Per tali motivi, il Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina – Direzione Distrettuale Antimafia, ha applicato una misura restrittiva nei confronti dell’indagato.
Mi chiedevo – discutendo con un amico – come questa vicenda mettesse ora in evidenza un ulteriore paradosso: lo Stato, a seguito dell’arresto dell’amministratore giudiziario, si ritrova ora nella necessità di nominare un nuovo referente per la gestione dei beni sequestrati. Una situazione che non solo rappresenta un evidente fallimento del sistema, ma che getta un’ombra pesante sulle istituzioni, dimostrando come i loro stessi rappresentanti possano risultare altrettanto corrotti. La fiducia dei cittadini ne risulta gravemente compromessa, poiché ciò che dovrebbe essere garanzia di legalità si trasforma spesso in ulteriore occasione di abusi e malaffare!!!
Siete onesti o disonesti??? Questo è il dilemma…
Ecco come aggirare le interdittive antimafia…
Lo scorso anno nel mese di luglio avevo scritto un post intitolato “Il Ponte sullo stretto??? Sì… serve ad unire gli interessi di cosa nostra con quelli della ‘ndrangheta!!!” vedasi link: https://nicola-costanzo.blogspot.com/2023/07/il-ponte-sullo-stretto-si-serve-ad.html
Ed ora che si dovrebbe dare il via ai lavori per la realizzazione dell’attraversamento stabile tra Sicilia e Calabria, ecco che improvvisamente leggo di una nuova inchiesta giudiziaria che conferma quanto da sempre indicato dal sottoscritto, mi riferisco ai controlli compiuti per le interdittive antimafia e a quelle procedure richieste dalle Prefetture indicate come “White-list”.
Sono anni che ne parlo, d’altronde basti leggersi alcuni miei post:
– 3 ottobre 2014: White & Black List…
– 4 dicembre 2015: Prevenire, proteggere e punire!!!
– 22 novembre 2019: White list??? Sì… “white”, ma solo sulla carta!!!
– 7 agosto 2020: White list: Ricordo male o tra i settori a rischio d’infiltrazioni mafiose vi è anche il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti???
– 30 settembre 2020: Qualcosa in quella White list non funziona: già… se sei certificato, devi dimostrare ogni anno la tua idoneità, mentre se si è in attesa, no!!!
– 1 ottobre 2020: Nuove direttive per quei settori a rischio infiltrazioni mafiosa…
– 2 dicembre 2021: Già… la chiamano “informazione antimafia interdittiva”!!!
– 22 maggio 2022: L’ombra della guardiania: un mondo sommerso che sopravvive grazie ad un inefficace controllo istituzionale!
– 14 marzo 2024: La Sicilia, seconda per provvedimenti interdittivi!!!
– 16 giugno 2024: Infiltrazioni mafiose e imprenditoria, camminano a doppio binario!!!
– 16 ottobre 2020: Già… sembra incredibile, eppure il malaffare si rivela proprio in quei settori che si pensano essere regolari!!!
Mafia, fondi del PNRR, professionisti vari tra cui, ingegneri, architetti, geologi, tecnici, ed ancora, avvocati, commercialisti, ma anche dipendenti pubblici “infedeli”, tra cui dirigenti, funzionari ed anche politici, fanno parte di quel pacchietto necessario affinchè l’illegalità possa trionfare …
Come ripeto spesso: insegui il denaro e trovi il malaffare!!!
Ho letto stamani un articolo pubblicato su una pagina web siciliana che descriveva in maniera perfetta le modalità su come aggirare quelle interdittive antimafia e soprattutto la facilità con cui certi noti “General Contractor” hanno permesso –attraverso quei loro incaricati alla verifica dei protocolli di legalità– l’ingresso nei propri appalti ad imprese e fornitori certamente discutibili…
Qualcuno potrebbe chiedersi quali siano le motivazioni che determinano – nella maggior parte dei casi – il voler inserire all’interno di quegli appalti un così “ambiguo” assortimento d’imprese: beh… il sottoscritto se interpellato potrebbe mettere per iscritto un elenco con tutta una serie di ragioni… ma d’altronde posso aggiungere in questa sede che c’è stato un tempo che chi di dovere è stato informato, mi riferisco ai cosiddetti CEO (Chief Executive Officer) di talune Holding, e difatti, molto dopo quella presa d’atto è stato attenzionato: sì… per riportare all’interno di quelle sue affiliate e non solo, le previste procedure di “legalità”, ma anche di sicurezza, qualità e ambiente!!!
Tangenti, già… ovunque tangenti e sempre tangenti per aggiudicarsi quegli appalti!!!
Ed allora, ecco dopo quanto scritto ieri, l’ennesima circolazione di mazzette, in cambio di informazioni su alcune gare d’appalto!!!
Le bustarelle venivano incassate come sempre e cioè in contanti, solo che questa volta a filmare tutto c’erano i finanzieri di Brescia, video che ora fanno parte dell’inchiesta della pm Marzia Aliatis che ha già portato all’arresto di quattro persone tra cui un dipendente di Enel distribuzione.
Sembra secondo gli inquirenti che quest’ultimo abbia ricevuto somme da una società di Bergamo, affinché quest’ultima potesse aggiudicarsi una gara d’appalto indetta dalla partecipata di Stato.
L’indagato dalle investigazioni del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Brescia, avrebbe intascato 70mila euro e difatti, grazie alla dritta, la società in questione si sarebbe aggiudicata un appalto di oltre 12 milioni di euro!!!
Sono seguiti inoltre dei sequestri e sette perquisizioni nelle province di Brescia, Milano, Bergamo, Novara e Chieti.
Come ormai consuetudine, i reati contestati sono sempre gli stessi: associazione per delinquere finalizzata alla corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, alla turbata libertà degli incanti, fino ad arrivare all’accesso abusivo ad un sistema informatico e all’omessa presentazione delle dichiarazioni.
Non per fare polemica, ma questo sistema dell’aggiudicazione degli appalti è così banale nel suo iter, che chiunque, anche il meno esperto, può riuscire ad individuare la percentuale da inserire in fase d’offerta, grazie soprattutto agli addetti ai lavori “infedeli” e ai documenti ricevuti facilmente ispezionabili con strumenti elettronici e informatici…
D’altronde verificare abusivamente i documenti ricevuti dal sistema informatico è una cosa talmente banale che non bisogna essere un hacker per riuscire a visualizzare le offerte trasmesse dalle imprese partecipanti a ciascuna gara d’appalto, come d’altronde eguale è il sistema adottato da molte società, appartenenti solitamente allo stesso consorzio (un vero e proprio gruppo celato che condiziona le percentuali d’offerte e si aggiudica i lavori), affinché dai controlli non si possa comprendere e ancor meno determinare quale società di quel gruppo sia realmente coinvolta in quel sistema illegale, nel caso risultasse l’aggiudicataria.
Il sistema è fallace, già… lo scrivevo ai tempi di Cantone, ma sicuramente a molti non interessava far saltare il coperchio, perché pariamo di un sistema corruttivo talmente diffuso che da anni foraggia centinaia di migliaia di soggetti e quindi perché rinunciarvi???
E qualcuno ancora oggi, da parte delle Istituzioni, ha il coraggio di parlare in Tv di legalità e contrasto alla corruzione: ma per favore se sono proprio loro i primi a godere di quel malaffare!!!
Per sconfiggere la corruzione è necessario sconfiggere la cultura che la sostiene e ciò può essere realizzato non con sterili parole, ma con i fatti!!!
Comprendo bene che nello scrivere alcuni miei post, non incrementerò nuovi follower, ma d’altronde non è per attirare nuovi lettori che scrivo nel blog, ma viceversa, redigo quotidianamente questi miei post, affinché chi si trovi in particolare contesti illegali, provi leggendomi, quantomeno a redimersi, ma soprattutto la mia priorità è nella prevenzione, in particolare provo a convincere chi ancora non è entrato in quel meccanismo clientelare e corrotto, a rifiutare quella offerta, dimostrando di sapersi estraniare da quanti da tempo ne fanno già parte.
Certo, di una cosa mi sono convinto e cioè che la maggior parte dei miei connazionali siano corrotti, non certo più di altri, ma sicuramente non di meno…
Ora che si tratti di un qualcosa che appartiene al nostro DNA o che dipenda da un qualcosa di profondamente culturale a carattere nazionale, non so… certamente egli evidenzia di esser indifferente a qualsivoglia principio di moralità, mi riferisco al non saper distinguere il bene dal male, a quel contesto che fa in modo di privilegiare sempre e in ogni circostanza se stessi ed il proprio tornaconto, mi riferisco in particolare al benessere dei proprie familiari, scadendo pur di beneficiare in quelle ragioni strettamente personali, in comportamenti immorali e certamente illegali, tendenti quindi a privilegiare il proprio orticello, l’utile proprio e quindi dei propri consanguinei, senza mai provare ad occuparsi dei problemi sociali!!!
Già… è evidente in ogni loro azione quella scarsa
cultura civica, aggravata ahimè da quel peso culturale derivato dalla matrice cattolica, che contrappone alla messa in pratica dei reati, tutta una serie di concetti che vanno dal condono al perdono..
Peraltro, non condivido minimamente l’idea che che le tangenti ricevute, siano necessarie al sistema per alimentare un nuovo business, che in fondo, quanto accade illegalmente nel nostro paese, costituisca un surplus che rientra nel mercato legale, d’altronde quel benefit ricevuto in una bustarella, rappresenta il giusto compendo per aver dedicato una parte del proprio tempo a risolvere problema dello Stato ed in particolare di quei suoi cittadino e/o imprenditori…
Cosa aggiungere… da tempo ormai non credo – per come in molti dalle Istituzioni vorrebbero farci credere – al mito in cui la maggior parte della società civile sia onesta, no… il marciò non si trova per come vorrebbero farci credere nella politica, in quelle logge affaristiche o a causa di quella diffusa criminalità è organizzata, no… è proprio la società civile ad evidenziare con i propri comportamenti la propria disonestà, perché questo è un paese di corrotti!!!
Voler credere quindi che la corruzione sia un qualcosa di estraneo, di distante è errato, questo malaffare è ovunque e si
combatte soltanto con un altro sistema, di
cui la società civile, seppur in minoranza, è parte!!!
Certo, la lotta alla corruzione è una funzione complessa e presenta tante incognite e variabili, lo dimostra dal fatto che tutto ciò che è stato compiuto fino ad oggi non sia servito a nulla o quantomeno non ha funzionato!!!
E’ tempo di reinvestire nella cultura della legalità, perché solo così, con una nuova società civile, si potrà nuovamente ripartire, facendo in modo che quel business milionario che tanto attrae i cittadini e che foraggia in maniera consistente la corruzione di questo paese, possa finalmente fermarsi!!!
D’altronde vorrei ricordare come quest’ultima, quando scoperta, rappresenti solo una minima parte rispetto a quella sommersa; si parla infatti di circa 60 miliardi, ma il suo recupero non deve essere inteso come semplice lotta all’evasione fiscale, bensì, come un rivalorizzazione del nostro Paese, in particolare delle amministrazioni pubbliche…
Già… ca come sempre ripeto, ciò che va avversato è il contesto sociale, perché esiste da tempo un diffuso pensiero confuso, che evidenzia non solo una bassa sensibilità su un gravissimo problema, ma manifesta una forte rassegnazione generale, in particolare nei giovani che ormai credono che in questo loro Paese non vi sia alcun futuro…
Per sconfiggere la corruzione è necessario sconfiggere la
cultura che la sostiene e ciò può essere realizzato non con sterili parole, ma con i fatti!!!
E infine c’è un deficit di etica pubblica e privata che va colmato; i miei connazionali debbono iniziare a riconciliarsi con la cosa pubblica, prendendo coscienza che tra le vittime della corruzione vi sono anche quanti operano in maniera onesta per conto dello Stato, perché anch’essi sono suoi cittadini e provano tra mille difficoltà ogni giorno a difendersi, già proprio da quello Stato che ha permesso e soprattutto premiato, quella cultura dell’indifferenza e dell’illegalità!!!
Il conflitto in Ucraina? E’ una tavola imbandita dove non manca nulla: armi, edilizia, traffico di esseri umani, mercato nero e fondi europei!!!
Quella guerra è diventata ormai un vero e proprio business!!!
Già… come avevo riportato a suo tempo per quanto concerneva la pandemia, oggi la guerra in corso in Ucraina, è divenuta una nuova opportunità di business.
In particolare le organizzazioni criminali mondiali sempre più connesse tra loro, guardano in maniera attiva su quanto accade al di fuori dei loro confini prima locali e poi nazionali…
L’interesse è dove vi sono guerre, siano esse nel vecchio continente che in Africa o sud America…
Non vi sono confini che tengano… l’importante è essere presenti, investendo in quei conflitti per restare collegati a quei traffici di droga e di armi, ma non solo, vi è anche lo sfruttamento di quei poveri migranti che tentano di scappare da quelle terre violenti, cui si sommano ahimè il sequestro di moltissime ragazzine destinate alla prostituzione…
Ma le mafie non si limitano solo a quello, investono in quei paesi corrotti nello smaltimento di rifiuti tossici, nell’utilizzo di manodopera anche di bambini per la realizzazione di prodotti contraffatti, ed ancora, al ricorso e l traffico di risorse finanziarie come le cripto valute…
Ed infine la circostanza per cui le nostre mafie sono specializzate: il riciclaggio di denaro sporco, che viene reinvestito nel nostro paese, attraverso attività commerciali, imprese di costruzioni, ristorazione, supermercati, alberghi e villaggi turistici, perché dietro quelle mafie vi sono veri e propri professionisti dediti al malaffare, soggetti capaci di infiltrarsi all’interno di quel mondo politico e istituzionale, sfruttando le debolezze umane di quegli individui compiacenti e utilizzando per i loro scopi, amministratori “prestanome” dal pedigree limpido, legati al mondo della finanza e dell’imprenditoria.
Le mafie sono come un virus, diffondono quella loro pandemia in tutti quegli organismi statali e non adattandosi ai cambiamenti sociali, senza l’uso di dover incidere con atti violenti palesi, ma integrandosi nella società e sfruttando tutte le possibilità che gli vengono offerte, già… in tutti i paese del mondo in cui essa si trovi ad operare!!!
Quel povero traghettatore di Caronte, rimasto senza nave e passeggeri!!!
Terminavo quel post con queste parole: – una gestione che porta utili così interessanti e difatti, sembra che questa particolare condizione, apra ad altre ben più gravi circostanze… – ed ora apprendo dell’esito negativo dell’istanza di riesame della misura di sequestro cui sono state recentemente sottoposte alcune delle navi di quella flotta.
Ovviamente senza commentare il pronunciamento del Tribunale competente, che a detta della società Caronte & Tourist Isole Minori, sarà appellato nelle sedi opportune, auspichiamo che le ragioni di quest’ultima verranno – lo dico anche per il bene di noi isolani – riconosciute…
Per il momento comunque le navi restano ahimè sequestrate: Ne prendiamo semplicemente atto –continua la nota- fiduciosi nel poter dimostrare le condizioni di piena agibilità delle navi allo stato negate, nonostante le attestazioni di idoneità rilasciate da autorità pubbliche e soggetti certificatori. Il CdA di Caronte & Tourist Isole Minori ha dovuto prendere atto dell’esito del riesame e ha conseguentemente comunicato la risoluzione, per impossibilità sopravvenuta dei contratti in essere, con la Regione Siciliana relativi alle Isole Eolie, le Egadi e Ustica. Ciò in quanto il sequestro per l’asserita inidoneità delle navi al trasporto di Pmr (da noi fermamente contestata), ha determinato la contemporanea indisponibilità di ben tre navi che rende impossibile la prosecuzione del rapporto contrattuale, e (circostanza non meno rilevante) una – non più sostenibile – condizione d’incertezza giuridica. Di ciò abbiamo doverosamente dato formale comunicazione all’Ente regionale».
Certo, che si sia atteso il sopraggiungere del periodo estivo per effettuare il sequestro, ritengo sia un procedimento alquanto discutibile, mi riferisco in particolare al periodo strategico di alta stagione per quel settore, considerando l’alta affluenza turistica che ora viene fortemente penalizzata: forse questo provvedimento si sarebbe potuto compiere in un periodo diverso, ad esempio a inizi anno, tra Gennaio/Febbraio, oppure rimandarlo a fine estate, tra Ottobre e Novembre
Non so… a volte accadono circostanze che lasciano noi – non addetti ai lavori – interdetti, già è come se la giustizia viaggiasse a velocità diverse da come si vorrebbe: a volte risulta essere lentissima in quei procedimenti che richiederebbero viceversa urgenza, proprio per evitare situazioni di malaffare e/o danno allo Stato, viceversa, quando si potrebbe posticipare certi provvedimenti, da cui nessuno può scappare, anche se parliamo di navi, beh… ecco che all’improvviso la giustizia diventa celerissima…
Mah… chi ci capisce qualcosa è bravo!!!
Carmelo Zuccaro proposto a procuratore generale a Catania.
Il Dott. Carmelo Zuccaro è stato proposto a procuratore generale di Catania Carmelo Zuccaro…
Erano due le proposte votate all’unanimità dalla commissione per gli incarichi direttivi del Consiglio superiore della magistratura per le nomine dei procuratori generali di Firenze e Catania.
Per l’incarico di Pg di Firenze è stato scelto Ettore Squillace Greco, procuratore di Livorno, che era stato sconfitto per un solo voto per la corsa alla guida della Procura di Firenze, per la quale è stato nominato Filippo Spiezia.
Mentre la commissione ha votato Carmelo Zuccaro, attuale procuratore capo, per la procura generale di Catania.
La sua nomina a responsabile della procura generale è stata proposta all’unanimità dalla Commissione per gli incarichi direttivi del Csm.
D’altronde ritengo che dopo l”ottimo lavoro compiuto in questi anni dalla Sua Procura Nazionale, questa sua nomina possa rappresentare la giusta soluzione per continuare a contrastare il malaffare presente in questa terra e provando in ogni modo con il suo operato e quello del suo staff, di riuscire quantomeno a migliorarla!!!
Miei cari amici e conoscenti…
Già perché non si da mai la colpa a se stessi per quanto accade, no… si ricerca in quella inevitabile avversità le cause delle loro disgrazie…
Uno modo ineluttabile di accettare quanto accade, come se tutto fosse già deciso, una condizione irreversibile che non può essere modificata, ma deve essere accettata per com’è, d’altronde pensateci, questo modo di porsi è lo stesso che sembra dominare la storia degli uomini, che poi non è altro che apparenza illusoria di quella loro indifferenza, per non chiamarla per com’è: assenteismo!!!
E quella massa ignora, non per ignoranza, ma per una ostentata non curanza (o dovrei dire per un provocatorio disprezzo nei confronti di altri diversi da loro), manifestando opinioni divergenti, certamente opposte a quanti hanno provato con coraggio, ma soprattutto con prove documentali, a contrastare e far emergere quei principi di legalità…
Nel contempo la maggior parte di quella collettività si è mostrata apatica, incurante di quanto stava loro accadendo e aggiungerei negligente a salvaguardare il loro patrimonio…
Ma ormai la verità è giunta al traguardo, sfociata dove forse in molti non volevano che arrivasse, ma quella tela tessuta nell’ombra si è sfilacciata e rovinosamente danneggiata ed ora si ha come l’impressione che sia stata la fatalità a travolgere tutto e tutti, come se le azioni compiute da quegli esigui individui onesti, non rappresentassero per la collettività alcun valore aggiunto.
E sono proprio questi ultimi a irritarsi maggiormente, già… in molti vorrebbe sottrarsi alle gravi conseguenze, vorrebbero apparisse chiaro che loro non volevano, che non ne sono stati responsabili, essi d’altronde rappresentavano soltanto un numero, di quelli tra l’altro che contavano poco o nulla!!!
Ma nessuno o pochi si faranno un esame di coscienza su quella loro indifferenza, sul loro scetticismo, nessuno si pentirà di non aver dato il proprio braccio alla causa o di aver sostenuto quell’esiguo gruppo di persone che “per evitare quel tal male combattevano e per procurare quel tal bene si proponevano”!!!
So già come finirà: la maggior parte di loro a breve, ad avvenimenti compiuti, preferiranno parlare di fallimento, di un generale disfacimento, giustificheranno le loro mancate azioni come causa di una divergenza di idee o di una condizione di antipatia e/o simpatia, di una veduta di programmi non condivisi o mai voluti, di strategie mai concordate e ancor meno approvate, sì… di tutta una serie di altre simili piacevolezze.
Vedrete alla fine ricominceranno per come hanno sempre fatto: manifesteranno per l’ennesima volta, la loro totale assenza da ogni responsabilità!!!
A cosa serve ricorrere in maniera urgente all’ex art. 700 cpc, quando poi all’interno dei Tribunali i magistrati competenti non emettono i procedimenti nei tempi previsti???
Ricordo che si procede per “urgenza” quando (la legge) richiede che vi sia la necessità di una tutela immediata del diritto, tutela che altrimenti verrebbe irrimediabilmente frustrata qualora si procedesse per le vie ordinarie e si attendessero i tempi di una sentenza ordinaria, in altre parole vi deve essere un pericolo imminente di un pregiudizio che minacci irreparabilmente il diritto!!!
Ecco, questa seconda condizione, in gergo tecnico chiamata “fumus boni iuris”, ossia l’apparenza (simile al fumo) di un valido diritto, si potrebbe definire più facilmente “verosimiglianza del diritto”, ed è ciò che infatti i cittadini non riescono a capire, già… sui motivi di quei ritardi, sapendo il più delle volte che non si tratta di carte senza alcun fondamento, ma che esse completano le indagini effettuate dagli organi di polizia, dalle cui verifiche è stato permesso di anticipare e predispone l’instaurazione di un processo penale, nel quale la persona indagata è risultata rinviata a giudizio!!!
Certa che se questa è la nostra giustizia a cui i cittadini si affidano…
Con questo sistema giudiziario e detentivo, si può solo arginare le mafie o pareggiare contro di esse le partite!!!
Sarà forse che il procuratore Gratteri, chiamandosi come il sottoscritto, ha intuito quanto da sempre scrivo e cioè che per sconfiggere le mafie, si necessita di un sistema giudiziario, processuale e detentivo, proporzionato a queste realtà criminali, un sistema non conveniente a delinquere ed ancora, tanto da fare sul piano normativo, oltre che su quello sul piano dell’istruzione e quindi della cultura!!!
Trovate l’intervista del procuratore di Catanzaro su Rai News Sicilia al link: https://www.rainews.it/tgr/sicilia/video/2023/04/la-nuova-cosa-nostra-dopo-larresto-di-messina-denaro-c7372b6b-320f-4df7-9fc1-48801b3bba65.html
Cosa dire, non faccio altro che scrivere da 13 anni su questi argomenti, peraltro, quando più volte ho scritto che allo Stato piace giocare con le mafie o con i suoi affiliati, qualcuno sicuramente si sarà sentito offeso, infastidito, ma i fatti dimostrano senza alcuna dubbio che in questi lunghi anni, nel silenzio generale e in quel processo di trasformazione messo in atto dal boss Provenzano ( che cambiò di fatto la mafia dopo l’arresto di Riina, archiviando la stagione stragista e portando in ‘sommersione’ tutta l’associazione criminale), nulla sia cambiato e le mafie sono sempre lì ad imporre il proprio potere!!!
Sappiamo bene da quanto dichiarato dai pentiti che a quegli affiliati fu dato l’ordine di non sparare più, quantomeno non in maniera plateale e difatti dopo quella decisione dall’alto, il business di quell’associazione malavitosa è iniziato a crescere in maniera esponenziale, alimentato notevolmente da quelle attività d’impresa e/o di commercio che a causa della grave crisi economica e dal giungere della pandemia “covid-19”, si sono potute inserire in quei mercati leciti potendo acquistare società in vendita, grazie alla grande disponibilità di denaro proveniente dal riciclaggio di denaro sporco!!!
E come ben sappiamo, con il denaro si compra tutto, in particolare si sovvenzionano associazioni, fondazioni, logge massoniche, segreterie politiche, imprese, attività commerciali, ma anche singoli uomini e donne, inseriti nella politica e nelle istituzioni, ma non solo, anche quei loro figli e/o nipoti vengono corrotti e condotti all’interno di quel sistema corruttivo, una rete clientelare che si amplia attraverso familiari, amici, ma anche conoscenti, il tutto per far si che sistema di malaffare possa estendersi e accrescere!!!
D’altronde la maggior parte dei miei connazionali dimostra con i fatti di essere corrotta, molti di loro sono ahimè fortemente compromessi e quindi di fatto ricattabili, chi più chi meno, qualcuno l’ha fatto per avere più soldi, chi per avere gratis un po’ di coca, chi si è venduto per un rolex o un auto di lusso e chi per pagarsi l’escort, non essendo capace di conquistarsi una donna con le proprie capacità!!!
Altro che “Sodoma e Gomorra”, qui soltanto un intervento di Dio potrebbe risolvere questo problema, già… basterebbe ad Egli trasformare questi soggetti infetti in statue di sale e forse chissà, quei restanti sopravvissuti in quanto “indecisi”, osservando quei soggetti trasformati a statue, lì fissi e sotto il sole, comprenderanno che è giunto il tempo per quel definitivo cambiamento…
Ma ho l’impressione che anche Dio si sia arreso dinnanzi a questo stato di cose e non solo a queste, sì… penso che si sia stancato di combattere con questa inaffidabile natura umana, corrotta e volubile, ed ora chissà se osservando quanto sta accadendo, non stia proprio meditando di compiere una nuova pulizia, già come quanto compiuto attraverso quel “diluvio universale”!!!
Gratteri: le mafie e la Pa corrotta…
Lo ha detto il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, durante un evento organizzato intitolato: “Legalità e Solidarietà: diritti ed etica per un welfare moderno”.
Ciò che non si vuol comprendere è che quei responsabili delle pubbliche amministrazioni, proprio per il ruolo che ricoprono, sono chiamati quotidianamente ad agire in modo etico e morale, cercando quindi di fare sempre ciò che è giusto per il bene comune.
E sì perché va detto, a nessuno di loro viene richiesto in maniera forzata di compiere quelle azioni irregolari o contrarie alla legge, non si tratta quindi di dover subire pressioni esterne che rendono quindi difficili le decisioni da prendere, quelle eticamente giuste…
E difatti, “negli ultimi decenni – sottolinea Gratteri – c’è stato nel nostro Paese un forte abbassamento della morale e dell’etica che ha investito il mondo delle professioni, facilitando le mafie e portando ripercussioni nel lavoro. In particolare le mafie, non hanno più il problema di doversi arricchire perché già lo sono di loro, il reale problema difatti consiste nel giustificare la ricchezza posseduta, in particolare quando chiamati in causa dalle forze dell’ordine, ed allora ecco che improvvisamente si scopre come quel denaro sia servito per acquistare alberghi, ristoranti, pizzerie, terreni, attività commerciali, imprese, ma nonostante tutto ciò, non sono ancora capaci di fare il riciclaggio sofisticato”!!!
Ma d’altronde va detto, osservando come la corruzione si sia fortemente connessa con quasi tutte le attività di questo Paese, grazie soprattutto anche a decisioni politiche scellerate che vanno nella direzione opposta ai concetti di legalità, ecco che si palesa ovunque una totale sfiducia dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione, ma non solo, anche di quel sistema giudiziario che si macchiato di connivenze massoniche e mafiose, le stesse che hanno fatto perdere efficienza ed efficacia alle istituzioni pubbliche, causando un danno sociale ed economico significativo.
Ma vorrei chiedere al procuratore, quando ad essere assunti saranno i giovani “raccomandati”, quando quelle assunzioni verranno – per come abitualmente avviene – pilotate da quel sistema corrotto, quando quei giovani sono i figli dei genitori immorali e soprattutto ricattati di questo Paese, gli stessi che hanno trasmesso ai loro figli quel germe infetto della corruzione, mi dica, cosa ci potremmo mai aspettare da questa nuova linfa che trasporta solo fetido marciume??? .
Ecco, da quest’ultimo esempio si comprende in quale paese viviamo, uno Stato dove ai suoi cittadini non interessa nulla, se non le proprie “robe” già come quel “Mazzarò” nella novella del Verga; pensano tutti ai propri interessi o come ripeto spesso, al proprio orticello, poi per il resto, ciascuno, si fai i caz… propri e degli altri pensa: possono pure morire!!!
Ma veramente sono rimasti senza padrini???
Ma sicuramente mi sbaglio perché un accordo sarà già stato trovato, d’altronde gli interessi economici e finanziari vengono prima di una qualsivoglia guerra fratricida…
Ciò che si vede e soprattutto ciò che si preferisce non vedere…
E’ bellissimo poter osservare quanto accade intorno a noi, ma ciò che maggiormente mi incuriosisce è scoprire come siano relativamente pochi i soggetti, che dopo aver compreso quanto sta accadendo, preferiscono girarsi dall’altra parte, affinché essi non debbano mai venir coinvolti in prima persona, ma soprattutto cercano di non perdere quella cosiddetta “priorità acquisita” a quel meccanismo collusivo/corruttivo che di fatto foraggia qualsivoglia loro passione e/o interesse…
D’altronde questa è una pratica costante che troviamo ovunque e sono molti i soggetti iscritti a questo particolare “Club dei Disonesti” che offre e procura vantaggi personali per indurre altri a commettere un atto antietico e certamente contrastante con i suoi doveri, per il solo fine di poter chiedere o accettare un possibile vantaggio.
D’altronde sappiamo bene che se non si compie il proprio dovere lo si fa principalmente per avere quanto con le proprie capacità non si riuscirebbe ottenere, ma c’è anche chi lo fa per pochi spiccioli, vende la propria dignità per avere un regalo, una crociera e via discorrendo…
Viceversa chi offre è lì per avere successivamente un ritorno, ed ecco quindi svariati soggetti che dopo aver tentato quel funzionario con la mela, ora sono lì a richiedere il premio, ad esempio un contratto d’appalto o anche di una mera fornitura, un’autorizzazione o anche il benestare per l’apertura di una attività…
Come si dice… mangia e fai mangiare, una mano lava l’altra e tutte e due lavano il viso!!!
Il sistema d’altronde è strutturato affinché tutti pensino ad oliarlo, e ciascuno infatti è lì pronto a fare la propria parte…
Viene quindi spontaneo chiedersi perché contrastare quel sistema così benevolo, che male c’è a prendersi ciascuno una fetta di quella torta???
Ecco è questo il male che non si riesce ad estirpare… si è talmente generalizzato, l’infezione è talmente diffusa che la maggior parte dei mei connazionali preferiscono farne parte anzi che combatterla!!!
Nel frattempo ciascuno di noi persone perbene paga i costi di quella corruzione, che comportano un aumento economico e sociale non indifferente e che determina giorno per giorno quelle forti disparità che stanno indebolendo quanto resta ancora di quel po’ di coesione e mutua collaborazione…
Ma d’altronde anche chi dovrebbe vedere… fa finta di non vedere e allora cosa possiamo aspettarci se non vederci scendere ancor più giù in quella classifica che ci vede già tra i peggiori nel mondo!!!
La nuova mafia abita in mezzo a noi, ma è diventata invisibile!!!
Caro Don Ciotti, ho letto stamani l’articolo pubblicato su “La Repubblica” e se da un lato ne condivido il pensiero, ritengo quanto dichiarato superato da un bel pezzo; già è come se Lei si fosse fermato ad alcuni anni fa e non fosse andato avanti.
Lo dico tra l’altro come associato a “Libera” perché vede, parlare di mafia, di boss, di criminalità organizzata, d’imprenditoria collusa è molto semplice, esiste e sappiamo tutti come essa faccia di tutto per appropriarsi di quei settori econiìomici dove girano parecchi milioni di euro…
Ma il problema fondamentale oggi è costituito dalle coperture a livello politico o dalle complicità finanziarie ed economiche cui lei fa correttamente riferimento, no… sono i cittadini, il livello medio/basso e soprattutto tutti quegli ambienti istituionali che sembrano rappresentare di fatto la legalità e la giustizia, ma che celano al proprio interno, soggetti che mostrano essere fortemente collusi e corrotti…
Quì non si tratta più di contare le vittime, come anche lei ha potuto costatare sono anni che non accade nulla, in particolare si può anche dire che non esiste più neppure il concetto di “antimafia” di cui ormai nessuno crede più…
D’altronde mi dica che cosa significa essere antimafia? Quanti sono i soggetti che si dichiarano apertamente, che denunciano con il proprio nome e cognome o anche con la propria faccia??? Beh… pochissimi, il sottoscritto le ha contate sulla proprie dita…
Ma si sa… i cittadini preferiscono restare omertosi, nessuno che denuncia pur di salvaguardare la propria posizione o per garantirsi quel proprio orticello familiare necessaria per una eventuale raccomandazione, la stessa d’altronde che ha permesso loro di essere ora lì, in quei ruoli strategici se pur inadeguati.
Lacchè di mer… che approfittano di questo attuale sistema per compiere qualsivoglia malaffare e mettersi in tasca le tante mazzette che girano e non in maniera celata ma ben visibile!!!
Sì è vero… resta il sentimento puro di migliaia di giovani, gli stessi che scendono in piazza, ma sappiamo entrambi come quella grande intensità dovrà confrontarsi presto con la realtà, già… tutta quella passione verrà infettata dalla società civile, dalle circostanze esterne, ma anche dagli stessi familiari, gli stessi che negli anni hanno beneficiato di quegli appoggi e che sanno bene a cui doversi rivolgere per agevolare il percorso dei propri figlioli, perché senza quelle agevolazoni, essi dimostrano essere altrettanto inadeguati!!!
Altro che seme di legalità, l’unica cosa che è germogliata in questi anni si chiama “raccomandazioni e favori”, è rappresenta difatti per quei nostri giovani, la totale mancanza di responsabilità!!!
Ma lei è come Martin Luther King ed a quel suo “I have a dream”; sogna che ci possa essere un paese diverso e un futuro equo per tutti i giovani, ma sa bene che non è così!!!
Difatti, è proprio quello che alla fine della sua intervista rivolgendosi ai suoi giovani dichiara: “per costruire una realtà diversa bisogna prima sognarla”!!!
Mi dispiace concluedere non questa frase, ma il sottoscritto preferisce le parole riportate da Cicerone in una delle sue “Epistulae”: “Sunt facta verbis difficiliora”; letteralmente: “I fatti sono più difficili delle parole”!!!
Politica, criminalità organizzata, imprenditoria, amministratori locali ed anche professionisti tra cui un notaio!!!
Una vera e propria associazione a delinquere quella emersa in Calabria grazie al Procuratore capo della Dda di Catanzaro, Nicola Gratteri, nell’operazione “Basso Profilo”!!!
D’altronde basti leggere i nomi coinvolti nell’inchiesta per comprendere a quale livello di corruzione e malaffare si era giunti…
Dice bene il procuratore: “Dieci anni fa era impensabile che un notaio, nella sua funzione, compisse atti di intestazione fittizia di beni di persone albanesi, di persone che non erano nemmeno lì. Fa un po’ impressione vedere questo mondo delle professioni al servizio di faccendieri e in questo caso di ‘ndranghetisti”.
Ma ormai – caro Procuratore – non c’è più nulla di cui meravigliarsi, perché anche le persone, quelle più insospettabili, hanno svenduto la propria dignità per pochi denari maledetti, che non faranno mai la loro felicità o quella dei loro cari, perché come ripeto spesso alle mie figlie, i soldi rubati portano solo disgrazie, anche personali di salute!!!
Ma ormai parlare di moralità in questi anni è qualcosa d’insolito, poiché discordante da quanto la maggior parte delle persone ogni giorno compie e quindi, chi non si adegua viene visto come distante e quindi allontanato o posto in isolamento!!!
Perché la verità è che tutti vogliono “mangiare”, già… per i motivi più vari, d’altronde non è soltanto una questione di soldi se si pensa che a compiere quelle bassezze vi siano notai o esponenti di quella politica nazionale, individui che certamente hanno poco da lamentarsi sotto il profilo finanziario, visto il denaro che quotidianamente incassano dai propri clienti o dallo Stato!!!
“Il limite – ha aggiunto il procuratore – qual è?
Già… “Quando ci sarà un limite? Fin dove il mondo delle professioni si spingerà ad essere prono, ad essere al servizio della ndrangheta? Questa è la nostra nuova frontiera, che ormai da quattro anni, da quando sono qui a Catanzaro stiamo cercando di dimostrare. Ogni indagine avanziamo di un pezzo, andiamo sempre più avanti, entriamo sempre più nei quadri della pubblica amministrazione, nei quadri della classe dirigente, della classe borghese, aristocratico e dotta, e scopriamo pezzi di mondo marci. E questo è desolante. Perché – ha concluso il procuratore capo della Dda di Catanzaro – non stiamo parlando di stato di necessità stiamo parlando di ingordigia, che è una cosa diversa”.
Sono anni che mi sono convinto del fatto che fintanto non utilizzeremo quel sistema “israeliano“, nel nostro Paese poco o nulla cambierà mai!!!
Come…. non sapete qual è il sistema israeliano???
Semplice… quando un cittadino attenta al proprio Paese, quando per i motivi più vari, religiosi, politici, personali, etc,.., compie un qualsiasi attentato ai danni della propria comunità, a tutta la sua famiglia, compresi i parenti e gli affini, viene demolita la propria dimora, sequestrati tutti i beni ed espulsi definitivamente senza alcun denaro e oggetto prezioso dal paese!!!
Ecco basterebbe semplicemente fare questo a tutti quei disonesti, corrotti, infetti, lestofanti e delinquenti – evidenziati ogni giorno da quelle inchieste giudiziarie – che entro un solo, non si troverebbe più un solo individuo disponibile a compiere quelle azioni di malaffare!!!
Si… basterebbe semplicemente quanto sopra, ma ditemi, chi dovrebbe realizzare queste norme, già… chi??? Forse coloro che seduti in quelle poltrone realizzano costantemente quei comportamenti disonesti???
Non cambierà nulla, anzi continuando così vedrete… andrà sempre peggio!!!
Ho come la sensazione che il coraggio di pochi, dia ad altri… quasi fastidio!!!
Ora, percepire che altri riescano a compiere qualcosa che ci si era proposti di fare, ma che per ragioni varie – non sto qui ad elencarle – non sono state espletate, porta taluni individui a distaccare da se, quei soggetti “coraggiosi“!!!Giustizia: Quando il CSM preferì lasciare sul posto i magistrati corrotti!!
“Per lo schifo che ho visto mi sono dimesso dall’ordine giudiziario”!!!
Anche il Quirinale di qualche anno fa viene trascinato in fondo: “Napolitano si schierò con i collusi!!! Ora è diverso… credo che il Presidente Mattarella abbia un profilo ben diverso da quello di Napolitano, che invece dieci anni fa, quando si trattò di scegliere tra i magistrati perbene e quelli che colludevano, si schierò con i secondi“!!!
E difatti, rispondendo ad una domanda sul caos delle procure, ha aggiunto: “Di un politico ti liberi in cabina elettorale o con una ribellione civile, ma quando ci sono casi di complicità e commistione tra apparati di controllo e politica è molto più grave. Non è un caso singolo, ma un sistema e oggi ci sono tecnologie molto più avanzate. Sono bastati 10 giorni d’intercettazioni ed è uscita fuori questa cloaca, figuriamoci se l’avessero fatto per due anni consecutivi”!!! CATANIA: Gdf verifica gli anni di gestione 2013-2018!!!
Lo scorso anno ricordo di aver letto un un articolo realizzato da “contropiano.org” che analizzava in maniera precisa il fallimento dell’amministrazione Etnea: “Il senso di quanto accaduto non risiede solo nella drammatica condizione di alcune migliaia di lavoratori comunali e delle partecipate per il rischio sui pagamenti degli stipendi e nella fruibilità dei servizi da parte della popolazione, ma nella evidente abdicazione del sistema pubblico al mantenimento di strumenti di coesione sociale tra aree territoriali del paese, il cui divario socio-economico è ormai a livelli di guardia.
Ovviamente se il buco finanziario c’è… qualcuno l’ha realizzato e quel qualcuno ora è sulla lente d’ingrandimento degli investigatori della Gdf, che proprio stamani si sono recati presso la Segretaria Generale Rossana Manno, da poco insediata, alla quale hanno notificato una delega della Procura di Catania per l’acquisizione di tutti gli atti amministrativi risalenti ad uno specifico periodo, il 2013-2018.
Ma d’altronde, continuare a pensare come ancora in molti fanno – soggetti che si piegano alle volontà del malaffare e della corruzione – e cioè che la giustizia non giungerà mai alla loro porta… è veramente da sciocchi, perché il tempo dell’illegalità è finito, anche per coloro che finora sono stati (ahimè da questo nostro collaudato sistema clientelare…) ben protetti!!!Come ci si può fidare delle forze dell’ordine, quando poi leggiamo notizie come queste???
Una coincidenza alquanto inquietante, in particolare se si pensa a quanto compiuto dai quei solitari coraggiosi di quest’isola che – a differenza della maggior parte di quei loro conterranei – provano in ogni circostanza a far emergere il malaffare di cui vengono a conoscenza!!!La politica in Sicilia è come il nostro cervello, sfrutta solo il 20% !!! Immaginate se sfruttasse tutte le potenzialità…
Certo, su una cosa sono sicuramente più bravi… e cioè, nell’essere più furbi e svegli dei loro conterranei!!!
I siciliani sono diventati sempre più “rigattieri” (senza voler offendere quella categoria operosa…), sì… pronti ad arraffare sempre più cose materiali, dimenticando i veri bisogni quotidiani, che non sono rappresentati dal benessere proprio o di quello della propria famiglia, bensì anche di coloro che ci stanno attorno…5 Gennaio 1984… 5 Gennaio 2019!!! Ci si ricorda di una data solo in quel giorno, poi come sempre, tutto continua a procedere come se nulla fosse…
Se la giustizia è questa… si comprende il perché la maggior parte dei cittadini delinque!!!
Oppure la responsabile dell’operatore del 118, che ha sottovaluti la situazione e ritardi l’invio del soccorso… vedasi il caso di questi giorni dove ad un paziente grave è stata inviata la guarda medica (intervenuta dopo quasi un ora), invece di far sopraggiungere immediatamente l’ambulanza: il paziente è morto e l’operatrice a causa della prescrizione, non verrà condannata…
Già… l’impressione che viene data a tutti noi, è che con l’attuale giustizia nessuno paghi o se sono quelle le pene a cui si va incontro, viene da chiedersi se non sia più semplice delinquere, tanto alla fine cosa si rischia…
“La Legge è uguale per tutti”, ma quando mai… non è vero o per meglio dire non è così, perché chi delinque passa a causa delle nostre aule di giustizia, dal torto alla ragione!!!Chi crede in Dio non può essere mafioso e neppure complice!!!
Si può cambiare… si deve cambiare, e per farlo bisogna sognare in grande, perché nei grandi sogni troverete le parole del Signore… quelle parole che vi daranno coraggio e forza per andare avanti e superare i problemi.
Già sono gli stessi che durante l’assassinio di Padre Pino Puglisi, si sono chiusi ermeticamente a casa, gli stessi che non si sono ribellati quando avrebbero dovuto farlo, sono loro ad aver tenuto aperto le botteghe in quel giorno di lutto e potrei continuare con quanto compiuto fino ai giorni nostri…








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