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Ma guarda un po’: non può essere celebrato a Messina il processo sulla gestione del condominio…

Già… non potrà essere il Tribunale di Messina a dover trattare il procedimento a carico di alcuni amministratori per la gestione di due condomini accusati a vario titolo di appropriazione indebita, truffa, mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice, sostituzione di persona, minaccia. 

Sembra infatti che tra gli inquilini parte lesa, via sia anche un magistrato in servizio al Tribunale peloritano, a stabilirlo è il giudice per le indagini preliminari che accogliendo l’eccezione di incompetenza sollevata dai difensori, ha disposto che il fascicolo venga trasmesso a Reggio Calabria e saranno i giudici reggini ad occuparsi della vicenda.

Certo incuriosisce questo aspetto, proprio nei miei ultimi post avevo parlato di “ricusazione” nei confronti di alcuni giudici che si macchiano di gravi colpe ed oggi questa vicenda mi fa comprendere come a volte, ad esempio in questa circostanza, non vi siano le condizioni serene affinché si possa procedere con un processo giusto… 

Ancora più grave quanto accaduto successivamente e cioè “La decisione del Gup di dichiararsi incompetente ai sensi dell’art. 11 cpp su invito delle difese degli imputati” che avrebbe dovuto essere già assunta dall’Ufficio di Procura nella fase dell’espletamento delle indagini.

Consentitemi di ricordare che art. 11 cpp prevedono quanto segue:

1. I procedimenti in cui un magistrato assume la qualità di persona sottoposta ad indagini, di imputato ovvero di persona offesa o danneggiata dal reato, che secondo le norme di questo capo sarebbero attribuiti alla competenza di un ufficio giudiziario compreso nel distretto di corte d’appello in cui il magistrato esercita le proprie funzioni o le esercitava al momento del fatto, sono di competenza del giudice, ugualmente competente per materia, che ha sede nel capoluogo del distretto di corte di appello determinato dalla legge.

2. Se nel distretto determinato ai sensi del comma 1 il magistrato stesso è venuto ad esercitare le proprie funzioni in un momento successivo a quello del fatto, è competente il giudice che ha sede nel capoluogo del diverso distretto di corte d’appello determinato ai sensi del medesimo comma 1.

3. I procedimenti connessi a quelli in cui un magistrato assume la qualità di persona sottoposta ad indagini, di imputato ovvero di persona offesa o danneggiata dal reato sono di competenza del medesimo giudice individuato a norma del comma 1.

Ed è quanto la polizia giudiziaria aveva rilevato e cioè di come tra le persone offese e danneggiate dal reato vi fosse un magistrato svolgente funzioni nel distretto di corte di Appello di Messina.  

L’inchiesta nasce da una serie di denunce incrociate tra amministratori e condomini ma posso assicuravi che non è la sola denuncia attualmente presentata in quel Tribunale o presso gli uffici di competenza giudiziaria di quel particolare capoluogo, difatti, in quegli altri procedimenti che sono tra l’altro pubblici, sono celati altri soggetti coinvolti per reati ancor più gravi – che non riguardano semplicemente azioni di di mala-gestio da parte di amministratori, ma si parla di uomini e donne che se pur incaricati nei propri uffici istituzionali, sono legati e sottomessi ad un sistema parallelo posto a protezione dei propri “confratelli” ed è così che dall’interno di ciascuno di quei loro uffici, provano a condizionare quei procedimenti giudiziari, proteggendo in tutti i modi, leciti e non, coloro che fanno parte di quella loro appartenenza per non chiamarla con il suo nome: loggia!!!

Vedrete, non passera molto tempo prima di leggere in una nuova inchiesta giudiziaria, anche i loro nomi…  

Corruzione e tangenti a Messina: vedasi che novità!!!

Avevo ascoltato in tv la notizia ed ero rimasto profondamente basito, considerati i nomi delle persone coivolte nell’nchiesta…

Già… perché tra le persone arrestate stamani dai carabinieri, con l’accusa a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la pubblica amministrazione, contro la fede pubblica e contro il patrimonio, vi è il comandante della polizia metropolitana di Messina, Antonio Triolo.

Ai domiciliari sono finiti anche i suoi colleghi di Letojanni, il comandante dei vigili Alessandro Molteni e l’ispettore Santo Triglia, la figlia di Molteni, Elisa, la moglie di Triglia, Gaetana Cardile, l’imprenditore Antonino Navarria, amministratore della “Sos strade srl” e Andrea Lo Conti, titolare della “La car”, ditta satellite della “Sos strade”. 

La gip Maria Militello, ha disposto anche il sequestro del complesso aziendale della “Sos strade”.

L’inchiesta è nata dopo le rivelazioni di una fonte confidenziale ai carabinieri sul monopolio nelle attività di ripristino strade dopo gli incidenti, grazie alla complicità della polizia metropolitana. 

Il comandante Triolo per favorire la ditta di Navarria, dice l’accusa, avrebbe ricevuto una macchinetta del caffè, un telefonino e mobili per l’ufficio e la promessa dell’assunzione della figlia. 

La figlia del comandante e la moglie dell’ispettore di Letojanni sono finite ai domiciliari perché socie della “Elta service.”, che si occupava del recupero dei crediti assicurativi per conto della “Sos strade”. Andrea Lo Conti, titolare della “La car”, ditta satellite della “Sos strade”, perchè gli sarebbe stato assegnato illegittimamente il servizio di rimozione auto.

Per meglio comprendere nello specifico quanto accaduto vi rimando all’articolo : https://www.ilsicilia.it/corruzione-e-tangenti-a-vigili-e-polizia-metropolitana-sette-arresti-nel-messinese/

Comunque vedrete nel 2021 per Messina questa non sarà l’ultima inchiesta!!!

Sì… sono sicuro che prima dell’anno altri nomi “eclatanti ed impensabili” emergeranno da quel mondo sommerso, clientelare e corrotto ben protetto, grazie ad un sistema parallelo, metodico e massonico che permette ai suoi affiliati di proseguire in quelle proprie carriere istituzionali e nel contempo di favorire i cosiddetti “amici degli amici”…

Ma tranquilli è solo questione di ore!!!   

Povero "Catania Calcio"…

Sono mesi che come tifosi sentiamo parlare di trattative per l’acquisizione del Catania Calcio da parte di una società ed oggi la Procura di Catania è intervenuta in una indagine che ha visto coinvolti numerosi professionisti tra cui anche un noto commercialista… 
A indagare è stato il nucleo di polizia economico finanziaria coordinato dal gruppo di magistrati  Agata Santonocito e Fabio Regolo…
Le accuse riguardano come sempre quell’apparato dei colletti bianchi e i reati – secondo gli inquirenti – hanno a che fare con gli abituali meccanismi per evadere il fisco…
Come riportavo sopra sono mesi che si parla di trattative per acquisire il Catania Calcio, una società che improvvisamente, dopo campionati stellari in Serie A è passata per vicende ancora indecifrabili…
Il sottoscritto già nel lontano 2015 aveva scritto un post intitolato “Il Presidente Pulvirenti ed il Catania calcio… mah…???” – link http://nicola-costanzo.blogspot.com/2015/06/il-presidente-pulvirenti-ed-il-catania.html – nel quale facevo emergere alcuni quesiti che negli anni non hanno mai trovato risposte…
Quando si pensava che tutto fosse risolto, che in questi anni la società avesse sistemato la propria posizione debitoria con il fisco e via discorrendo, improvvisamente la decisione di vendere la proprietà ed un Comitato pronta ad acquisirla… 
Ho letto in maniera marginale sul web di indagini relative a società ritenute beneficiarie di crediti iva fittizi compensati attraverso l’accollo fiscale…
Io stesso mi meraviglio quando accadono circostanza come queste… 
Si perché proprio lo scorso anno, ne avevo parlato, esaltando in maniera ironica le capacità di certi soggetti pur d’inventarsi stratagemmi incredibili, per determinare al nostro Stato un danno patrimoniale consistente…  ed allora in forma di canzonatorio elogio, mi rivolgevo a quelle “eccellenti” menti criminali, capaci di utilizzare le proprie capacità per creare in maniera potremmo dire geniale, situazioni certamente non da imitare in quanto illegali – vedasi il post “Certo che se anche le nostre “eccellenze” si perdono per strada…” al link: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2019/11/certo-che-se-anche-le-nostre-eccellenze.html e da cui prendevo spunto per analizzare come questi individui riescano sempre a individuare delle crepe della nostra legislazione, che permettono per l’appunto ad essi di riuscire ad operare dove altri ritengono non sia possibile… 
Cosa dire… il Catania continua la sua corsa per la Serie B e noi tifosi restiamo ancora qui a sperare che improvvisamente – dopo tante peripezie – si compia il miracolo!!!