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Qual’è la necessità di avere altri otto termo-valorizzatori… ???

Dovevano essere dodici gli inceneritori, ma sembra che alla fine il numero esatto sarà otto!!!
Lo ha deciso la Conferenza delle Regioni dando il proprio parere positivo al decreto del presidente del Consiglio che apre così alla costruzione di otto nuovi impianti nel Paese, di cui proprio due nella nostra isola.
Ciò che risulta strano è che si vadano a predisporre nuovi impianti soprattutto in regioni come la nostra, che a causa della grave crisi nel settore industriale, non ha alcuna capacità di dover smaltire i propri rifiuti attraverso questi inceneritori… anzi potremmo dire, tutt’altro!!!

Sono in molti a parlare di montagne di rifiuti, senza però avere concretamente analizzato quale siano i valori esatti di tale portata,  quali siano l’esigenze della nostra regione… senza aver prima verificato la reale necessità di un inceneritore o in particolare se quei rifiuti solidi, urbani o industriali, dovranno essere precedentemente trattati, in particolare mi riferisco ai cosiddetti assimilabili (o speciali), quali per esempio quelli derivanti da prodotti chimici o farmaceutici, come per esempio i rifiuti ospedalieri…
Non bisogna trascurare che proprio dietro la gestione dei rifiuti, si è celato il maggiore business della criminalità organizzata, come abbiamo potuto costatare con i depositi e sversamenti di liquidi pericolosi, nella cosiddetta “terra dei fuochi”…
E’ dire che basterebbe adottare i processi della filiera nella gestione dei rifiuti, per far in modo di ridurre in modo considerevole quelle quantità ancor prima che questi pervengano, ad un eventuale inceneritore…
Infatti, procedendo con quella serie prevista d’interventi preparatori… vedesi per esempio ,la raccolta differenziata dei rifiuto, il vuoto a rendere per il vetro, l’alluminio, carta e cartone, vestiari e tessuti, prodotti plastici e per concludere l’umido che può essere riutilizzato per il compostaggio… quanto resterebbe in rifiuto di scarto sarebbe in quanti esigua…
Già, detratta quella fetta consistente di rifiuti riciclabili, la parte residua che andrebbe incenerita sarebbe sicuramente molto inferiore rispetto a quanto in molti vanno propagandando, in particolari da certi nostri burocrati che il più delle volte, vedono in quei cosiddetti “fumi” milioni di euro da spartirsi… senza che quei rifiuti abbiano (attraverso i vari processi tecnici), avuto modo di trasformarsi in energia…
Non per nulla… la quantità di energia prodotta da quel processo di combustione è di gran lunga inferiore ai sistemi tradizionali che consumano per il proprio mantenimento, meno energia di quanta ne necessitano invece gli impianti come i termo-valorizzatori…  
Non dimentichiamo inoltre che esistono degli studi sugli effetti avversi per la salute delle popolazioni che gravitano intorno a questi… che dimostrano l’aumento di patologie gravi, quali tumori, complicanze sulla funzionalità respiratorie ed effetti sulla riproduzione…
Certo, non vi aspettate che quegli studi vengano così facilmente divulgati dai nostri ricercatori (dovrebbero poi di fatto cambiare mestiere…), ma esistono parecchi studi pilota realizzati in gran parte d’Europa (Francia, gran Bretagna, Ungheria e Polonia) che dimostrano con attente valutazioni (riportate in grafici e database), come la sorveglianza ambientale-sanitaria e le polvere prodotte negli anni da quegli impianti, non siano per nulla sicure…
Sono elementi come Piombo, Mercurio, Diossina, Vapori acidi e lo stesso Particolato, tutte nanopolveri che sottoposte a controlli, hanno dati inconfutabili che dimostrano come questi inceneritori, aumentano certamente il numero di mortalità, non solo per quanti si trovano nelle superfici circostanti, ma anche per quanti vivono a distanza da quegli impianti ma che, a causa dello spostamento con il vento, si ritrovano quelle polveri sul proprio suolo, contaminando non solo i terreni ma anche le falde acquifere, con la conseguenza che, le coltivazioni, gli allevamenti e quindi di fatto anche le persone, che attraverso la respirazione ed il cibo ingerito, ne restano interessati…
Le polveri entrate infatti nell’organismo finiscono nel sangue ed hanno un effetto ossidante, alterando il Dna delle cellule e trasformando quest’ultime in cancerogene…
Una soluzione potrebbe essere quella che da sempre utilizza la Germania e cioè la raccolta differenziata e l’utilizzo di macchinari per il riciclo, che riutilizzare quasi il 98% dei rifiuti…
Ma da noi le soluzioni semplici non si vogliono adottare, si studiano sempre soluzioni peggiorative, quasi sempre a scapito dell’incolumità dei cittadini e puntando principalmente alla maggiore speculazione finanziaria… il massimo tornaconto per quanti partecipano a quel malaffare……
Ho letto che a breve, verrà proiettato un film sulle nostre reti nazionali, proprio su quanto accaduto negli anni scorsi nei territori della camorra; una fiction interpretata dal nostro bravissimo attore siciliano, Giuseppe Fiorello… che per l’occasione veste i panni del vicecommissario Roberto Mancini….
Ecco in quella tragedia storica, i rifiuti pericolosi venivano raccolti e trasportati dal nord italia al sud, per essere quindi sotterrati…
Oggi il rischio è quello di vedere intrapresa la strada contraria e cioè che i rifiuti del sud, vengano per esigenze prettamente economiche, trasferiti al nord, attraverso chissà “ecoballe” che andrebbero smaltiti all’interno di quegli impianti, affinché quest’ultimi possano produrre il massimo di energia, non per essere utilizzata dalle reali necessità del luogo da parte di industrie o attività commerciali e abitazioni, ma per godere di quei ricavi diretti provenienti dalla raccolta e smaltimento, ma anche e soprattutto da quelli indiretti, attraverso la cessione dell’energia prodotta in esubero (non utilizzata per i propri consumi) per le esigenze del mercato nazionale…
Io comunque in questo confronto con le politiche adottate per i termo-valorizzatori… mi sento un po come il vicecommissario Roberto Mancini, cioè…” non mi arrendo“!!!
In questa lotta, contro cioè quei poteri forti (ed anche criminali… ) ci vedo esclusivamente… corruzione e malaffare, ed è quindi il motivo per cui voglio contrastare ciò, con l’immagine ed i principi di quel nostro eroe italiano, disposto pur di non piegarsi… a morire in nome della verità, della giustizia e della legalità!!!

Il "modello Catania"…

Se vi collegate al link:
http://www1.interno.gov.it/dip_ps/dia/page/relazioni_semestrali.html – troverete un interessante elenco di relazioni della DIA che vanno dal 1998 al I semestre del 2015…
Non consiglio di leggerle tutte, ma se ci provate, scoprirete come da quelle relazioni, venga rappresentata un analisi chiara di come in questi anni, si sia evoluta l’attività finanziaria ed economica di “cosa-nostra” e di come quest’ultima abbia suddiviso il territorio dell’isola, tra quanti ne fanno direttamente parte in qualità di affiliati…
E’ una mappatura accurata e scrupolosa, dove si comprendono e s’individuabili tutte le metodologie adottate, affinché si concretizzino quei poteri di dominio, necessari per attuare i ben noti “proficui” interessi…
Per ben comprendere questa associazione “mafiosa”, da altre anch’esse criminali, dobbiamo inquadrare questa in modo differente, in quanto coloro che ne fanno parte, si avvalgono non soltanto della forza d’intimidazione, ma da uno stretto legame associativo (possa essere questo familiare o non) e da quel vincolo di assoggettamento, espresso da regole di omertà che ne fanno un dettame imposto e inequivocabile!
Quanto sopra espresso è indispensabile affinché quella capacità di prevaricazione e di dominio possa esplicarsi, metodi e abusi quasi sempre accompagnati da gesti intimidatori o da cruenti delitti, affinché si possa imporre in modo diretta o indiretta, la gestione o comunque il controllo di quel territorio…

Per la mafia è fondamentale infatti essere presente sul territorio, monitorare le attività economiche, richiedere attraverso proprie imprese (o affiliate) quelle necessarie concessioni o autorizzazioni per l’esecuzione di appalti e servizi pubblici, procedure che hanno come fine, quello – non solo – di realizzare introiti (profitti ingiusti per sé o per l’associazione), ma soprattutto impedire o per meglio dire “ostacolare” quel mercato di libera concorrenza, che esprime di fatto, quel voler condizionare a tutti i costi la libertà civile, limitando quell’autonomia culturale, manifestata attraverso la  libertà d’espressione in particolare di voto, che attraverso cosa-nostra viene influenzata con la raccolta dei voti delle consultazioni elettorali, per barattarli ai consueti politici collusi…
La capacità di controllo è rilevante, non solo per la forza militare che possiede, ma soprattutto per quella economica-politico-amministrativa…
L’organigramma è ben definito ed i mandamenti sono suddivisi e amministrati affinché non ci siano interconnessioni e a ognuno è data la gestione di quel territorio, in modo tale che l’organizzazione benefici di quella parte a loro concessa …
Leggo dei risultati messi a segno in questi anni… certamente considerevoli sul piano del contrasto e sotto il profilo degli arresti e delle condanne…
Ma voler parlare di “forza” dello Stato, ecco questo mi sembra ancora un passo lontano dalla realtà…
Perché ciò che non viene detto è che questa lotta nel campo pratico ottiene sì benefici immediati, ma non certamente sul lungo termine, poiché è dimostrato che “recisi” alcune di quei tentacoli, tra affiliati o beni confiscati, ci si accorge come dopo poco tempo -ripristinate le gerarchie- tutto continua in maniera identica…
Sento dire dei patrimoni confiscati, ma se si analizzano realmente quei beni, ci si accorge come quei valori sono di fatto… sovradimensionati!!!
Il più delle volte i provvedimenti volti alla confisca, relativi alle proprietà immobiliari e/o mobiliari, dimostrano come quest’ultime sono nella reale, non nella disponibilità della persona e/o della società a cui sono state sottratte dal provvedimento giudiziario, bensì, risultano essere di fatto di proprietà di Banche o di società di leasing oppure, essere state affittate e/o noleggiate da terzi e che ora, non trovando riscontro con i pagamenti concordati, ne richiedono la restituzione dei beni…    
Quindi alla fine, se si quantificano realmente i beni confiscati, ci si accorge che ciò che resta è molto inferiore a quei numeri tanto proclamati…
Inoltre, bisogna aggiungere i problemi relativi a quella stessa gestione amministrata, dalle problematiche emerse in questi anni evidenti a tutti (e non mi sento di ripeterle…) che hanno evidenziato (vedasi per esempio… la gestione dei beni confiscati presso il tribunale di Palermo) lacune vergognose e soprattutto preoccupanti!!!
Quindi non esistono centinaia di milioni di euro sottratti alle mafie… ma certamente alcune migliaia, beni confiscati quasi sempre inutilizzabili o ancora lasciati nelle disponibilità di coloro a cui erano stati sottratti…
Comprendo che si vuole mostrare un realtà diversa da quello che è… cercando in ogni modo, di promuovere se stessi con “coccarde” colorate a dimostrazione dei meriti sul lavoro finora svolto, affinché queste “capacità” possano concretizzare in breve, con una probabile promozione…
Ma pensare soltanto di essere giunti ad una fase di “equilibrio” nella lotta, mi sembra un concetto molto “ottimistico” e poco realistico, in virtù di quanto giornalmente assistiamo, in particolare a quei livelli ancora alti ed in tutti i settori, per quanto concerne, corruzione, concussione, istigazione, ecc..
Non dimentichiamoci che a breve ci saranno le elezioni regionali e che intorno a quel periodo, avremmo modo di valutare l’aumento esponenziale del malaffare…
Mi dispiace sentire ancora oggi da siciliano (dopo aver vissuto sulla nostra pelle il periodo delle stragi…) quella odiosa “sensazione” che forse questa mafia, fa ancora comodo a tutti…
Sia a quanti appartengono al mondo delle Istituzioni, quell’apparato considerevole che tra uomini e donne, ha quale obbiettivo quello di doverla contrastare (e quindi gestire…) e quanti di contro (appartenenti ad un’altra grossa fetta di questa società) costituiscono quei colletti bianchi (o grigi a seconda di come li s’intende…), amministratori, politici, imprenditori, operatori finanziari e quant’altro, che proprio da quel sistema, riceve i maggiori benefici in risorse finanziarie e soprattutto umane attraverso i consensi elettorali…
Sono profondamente Siciliano, ma soprattutto voglio sentirmi intimamente ottimista, perché mi è impossibile credere di non vedere un giorno questa mia terra libera, da questo “dannato cancro“…
Ma per favore… nell’ascoltare questa vostra generale soddisfazione, non chiedetemi ugualmente di mettere negli occhi… le fette di prosciutto!!!

L’Autonomia Siciliana… una disgrazia per la nostra terra!!!

Non molti sanno che la nostra terra… la Sicilia è divenuta a “Statuto speciale” nel lontano Maggio del 1946, quando ancora l’Italia era sotto la monarchia e doveva decidere se diventare Repubblica…
Difatti il decreto istituzionale, non fu firmato da un Presidente della Repubblica… bensì dall’allora principe, Umberto di Savoia, luogotenente in Italia del padre Vittorio Emanuele III, che in quel periodo, con tutti i suoi familiari se n’era scappato in Svizzera….
Quindi a differenza di tutte le altre regioni d’Italia, anch’esse a statuto autonomo dal governo nazionale, la nostra, è totalmente indipendente da quel Governo… che come si è visto sopra è subentrato successivamente alla stessa proclamazione della Repubblica Italiana (14 Luglio del 1946).
Quindi, dal primo Governo De Gasperi a quello attuale di Renzi, ne è passato di tempo, ma in ognuno di quei 27 nominativi (rappresentanti dei 63 governi succeduti), possiamo notare come questa nostra terra sia stata sin dall’inizio, considerata quale possedimento di conquista… un territorio al di fuori dei propri confini naturali, quell’isola da utilizzarsi quale sfruttamento naturale per l’intera penisola…
Non parlo delle potenzialità naturali e culturali, bensì di quel bene prezioso messo negli anni a disposizione, conosciuto come forza lavoro…
Ed allora… ecco che la nostra Sicilia è stata pian piano relegata a terra di conquista, dove nessun miglioramento o investimento, è giunto a noi o meglio con la stessa celerità che si è avuta per le regioni del centro-nord…
Autostrade, ferrovie, infrastrutture, industrie, hanno rappresentano per la Sicilia un miraggio… e verranno si realizzate con il tempo… ma principalmente per distruggerne la bellezza del territorio… vedasi quegli impianti di raffineria, ecc… realizzati dalle solite imprese italiane del nord e mai da quelle “siciliane”; si sono così potuti incamerare i miliardi di lire messi allora a disposizione per realizzare quelle opere… che quando completate, hanno dimostrato tutta le loro fragilità… dalle errate progettazioni, alla ubicazione degli stessi, per finire con l’utilizzo di materiali di qualità scadente, che viene confermata oggi, in tutta la sua complessità…
E cosa aggiungere per aver deturpato la naturale bellezza del nostro territorio… un vero scempio realizzato sulla pelle dei cittadini, confermato in questi ultimi anni, dal numero di persone ammalate o decedute…
Sì… la nostra era una terra “d’oro”  ed è stata sfruttata pienamente da quei farabutti… paragonabili a quei cercatori del Klondike…
Ho letto in questi giorni un bellissimo libro di Pietrangelo Buttafuoco, s’intitola “Buttanissima Sicilia” e descrive in maniera magistrale, la rovina nell’aver goduto – sulla carta – di quella cosiddetta autonomia… descrivendo tutti i periodi di governo… fino a giungere a quello attuale di Crocetta, dove vengono riportati gli sfaceli di quella conduzione…
Un elenco che racconta con passione e rabbia, la cronaca di una terra, che tenta da sempre di superare questo stato di cose, momenti sociali attraversati da gravi crisi, accompagnati da ricordi tristi tristi e bui, realizzati sulla pelle di quanti in questa terra credevano e volevano cambiarla in positivo…
Una terra culturale meravigliosa, dove a quella storicità, fanno da sfondo le “rovine dei governi”, di quel procedere sempre in modo “gattopardiano” senza che nulla si realizzi e tutto continui a procedere “mafiosamente” nello stesso modo, ancor prima di quel lontano 1946…
Qualcuno aveva pure sperato in un cambiamento morale, chissà forse le stragi avrebbero aiutato quel cambiamento morale… ma con il tempo,,, anche quelle… sono state cancellate… insabbiate, travolte da usi e costumi indegni, che tentano di far dimenticare alle nuove generazioni, quanto accaduto… affinché tutto possa nuovamente ripetersi…
Doveva essere finalmente la volta del riscatto, dopo anni in cui la criminalità l’ha fatta da padrona… ci si augurava che il nuovo Presidente della regione desse vita ad un periodo in cui i principi di legalità fossero visibili a tutti, dove i cambiamenti avrebbero portato ad un rinnovamento ed invece sono stati anni soporiferi… dove nulla è stato fatto!!!
Qualcuno ha paragonato quest’ultimo periodo (dopo aver avuto in questi anni, presidenti quali Cuffaro e Lomabrdo) ad una marcia funebre… dove i cittadini inermi si muovono come automi in modo soporifero, trascinati, senza alcuna ribellione interiore… nessuna lotta a quel sistema, anzi, l’adeguamento a quelle regole imposte, senza manifestare mai… la propria ribellione!!! 
Si legge nel libro… l’hastag del Presidente del Consiglio Matteo Renzi: #Adesso basta“… già basta a quella autonomia… sarà cosa santa e giusta ovunque, ma certamente in Sicilia NO!!!
Per i siciliani è stata un flagello che ha trascinato e continua tutt’oggi a portare con se nel baratro… l’Italia!!!
Si è visto come questa Autonomia regionale, abbia prodotto esclusivamente burocrazia, raccomandazioni, sprechi e arretratezza economica e sociale!!!
E’ necessario combatterla questa autonomia, che ha permesso alla mafia di proliferare e di predisporre i propri uomini, alla scalata di governo… per poi andarsi a sedere in quelle poltrone decisionali, non solo nella capitale, ma in particolare in quegli incarichi istituzionali…
Dice bene quando riporta… “la Sicilia è la fogna in cui nuota la mafia“!!!
Nel frattempo si sono fatti i proclami; il nostro attuale governatore incitava –prima di divenire Presidente di questa regione – ad una rivoluzione…
Ma quale “rivoluzione”, si sarà confuso con “restaurazione”… già sono stati messi nuovamente al proprio posto, tutti quei personaggi inquisiti e condannati, che, attraverso propri prestanome, hanno continuato a condizionare la vita di tutti noi siciliani…
Certo l’autonomia prevede anche che il presidente possa essere rimosso… ma si sa che, per mandarlo a casa, gli onorevoli del parlamento siciliano (ARS) dovrebbero votare una mozione di sfiducia… che però manderebbe a casa anch’essi… 
Viene da chiedersi… chi mai sarebbe così pazzo da rinunciare a più di 12.000 euro al mese con la prospettiva di fare carriera e prenderne ancora di più??? NESSUNO… siamo obbiettivi… ognuno di voi… farebbe lo stesso!!!
Quindi continuiamo con questa fasulla autonomia… dove la politica cammina a braccetto con imprenditori e colletti bianchi mafiosi, dove la legalità che prende il nome di “antimafia” dimostra ogni giorno di non combatterla quella criminalità, ma s’impegna principalmente affinché questa continui ad operare, per dare modo a loro (impegnati in quella irrisoria lotta), di ricevere mensilmente quel proprio compenso, sapendo di non aver fatto nulla per meritarlo…
Ma come si dice… noi siamo Siciliani, siamo abituati da sempre ad essere codardi e vigliacchi… a restare inermi dinnanzi alle imposizioni, a farci sottomettere, ad asservire quei vari padroni che nel corso della vita ci si presentano… 
Una volta questi erano i cosiddetti nobili, vassalli, feudatari, ecc… ed oggi quelle stesse imposizioni vengono realizzate dai nostri “politici”… che hanno perso quelle caratteristiche giurisdizionali, ma che di fatto, ne hanno mantenuto quelle sociali e politiche!!!
Un paese dove al primo posto ci sono i privilegi ed i privilegiati… un clientelismo che ha soffocato una terra putrida dove tutti (o almeno la maggioranza…), come liquami si offrono a riempirla quella fogna…
La Sicilia potrebbe essere la più importante regione del mondo… non ci manca nulla… dovremmo proprio eliminare quel di più…quel peso morto che ci portiamo sulle spalle da sempre!!!
Forse siamo ancora in tempo… possiamo scegliere… decidersi da quale parte stare… 
Ognuno di voi sa… se sta in quella “putrida” segreteria politica ad elemosinare in maniera pietosa quella raccomandazione personale o sta andando lì, per offrire il proprio contributo, per proporre qualcosa di positivo, affinché questo nostro paese possa migliorare questa nostra terra infetta…
Il mio non è uno sfogo… le mie parole non rappresentano la rabbia e l’accidia dei miei conterranei, non devo stimolare alcuna indolenza o poltroneria… ognuno farà da se e potrà assistere se quel sogno da sempre desiderato, si sarà finalmente esaudito!!!
Il “sogno” dopotutto… nutre la nostra forza interiore, mette a dura prova la nostra pazienza e ci consente di guardare sempre avanti, anche quando la vita sembra ci abbia pugnalato più del dovuto e più di quanto avremmo pensato di sopportare.
Guardiamo verso un altro sogno, sempre…

Presadiretta: fondi europei rubati all’Agricoltura

Ho ascoltato Domenica 17 c.m. il programma di Rai Tre – Presa Diretta (alle 21:45) e ciò che mi interessa riportare nuovamente in evidenza e la seconda parte della trasmissione, dove veniva trattato l’argomento dei fondi europei da destinarsi all’Agricoltura…
Difatti, 
in quali modi la Comunità Europea stanzia i contributi per aiutare chi lavora la terra e a chi vengono assegnati tali contributi?
Con quali modalità si ottengono i benefici?
Chi controlla se realmente quei contributi vadano effettivamente a chi ne ha pieno diritto? 
E chi avrebbe dovuto controllare… cosa ha fatto? 
Ed ancora, in questo business così importante… è possibile che la mafia ed i suoi interlocutori, siano rimasti fuori a guardare???
Non è che tutti quei milioni di euro siano poi serviti ad ingrassare l’attività criminale e come, proprio dietro a quel giro, ci siano forti pressioni nei riguardi di coloro che, proprio di quei terreni, ne sono i legittimi proprietari e che, se non provvedono a sottostare alle condizioni loro dettate… vengono minacciati personalmente? 
E lo Stato in tutto questo dov’è???
Partecipa anch’esso –attraverso le banali metodologia di controllo o dando corso alle non certo esemplari normative– a questo affare???
Ed ora, scoperta la truffa… l’Europa (ovviamente) richiede la restituzione di quelle somme concesse… e noi cosa facciamo… paghiamo, come sempre!!! 
Questo è il link: http://www.presadiretta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-b40f86c5-99dd-4464-8d4b-36c47c3e3350.html e bisogna spostare il cursore del video intorno al minuto 31′ 30”…
Ciò che sembra assurdo è che le misure di controllo solitamente previste… siano fatte in modo tale che siano presenti delle “pecche” che permettono agli abituali lestofanti, di entrarci…
Ettari ed ettari di terreni non utilizzati, ma registrati a fantomatiche società che ne denunciano la piena attività, personale dipendente dichiarato, macchinari e attrezzature mai viste sul posto, proprietà esclusivamente recintate da un filo elettrificato a bassa tensione, per fare pascolare al loro interno le “bestie”… scusate volevo dire gli animali ( già perché le “bestie” sono fuori da quel recinto…). 
Sono circa 500,00 euro ad ettaro… ed in Sicilia di ettari inutilizzati c’è mezza regione!!!
Infatti a quel fiume di denaro sceso improvvisamente dal cielo… o meglio dall’Europa… in molti ci si sono “tuffati”…
La cosa assurda che i fondi non solo sono stati richiesti e quindi ricevuti per propri appezzamenti di terreno, ma anche per quelli -soltanto da noi possono accadere queste situazioni- appartenenti allo Stato…
vedasi per esempio il Parco dei Nebrodi… talmente esteso che va dalla provincia di Messina a quella di Enna…
Ebbene… anche in questo caso, la criminalità organizzata è riuscita a prendere in concessione una parte di quei terreni ed ottenerne così, il contributo europeo…
Adesso che è stato posto a Presidente del Parco, Giuseppe Antoci, le cose sono cambiate… 
I terreni sono stati revocati e tolti dalle mani di chi ne aveva ottenuto le concessioni… e per avere fatto il proprio dovere… oggi cammina sotto scorta e rischia la propria vita!!!
Nel nostro Paese… senza eroi, non si va da nessuna parte… speriamo bene e soprattutto che l’incarico ricevuto, non venga a breve revocato!!!
A seguito delle interdittive antimafia sono partiti i sequestri, che hanno inoltre dato il via a protocolli d’intesa con le varie Prefetture, per iniziare a limitare le partecipazioni di quanti chiedano di ottenere quei contributi, innalzando principalmente tutte quelle necessarie verifiche e ponendo sotto controllo il rilascio obbligatorio delle certificazioni antimafia… poste – prima di questo intervento – sotto soglia e quindi non necessarie…
Difatti, bastava una semplice autocertificazione per richiederne i contributi… alla faccia dei controlli… che è stato appurato… non esistevano!!!
Non mi si venga a dire che, dietro questo sistema, incredibilmente “legale”, non ci fosse qualcuno (in particolare mi riferisco a qualche colletto grigio vestito da pubblico ufficiale…) che, avendo avuto dei dubbi sulle procedure adottate, ha preferito (come sempre poi da noi… forse dietro qualche mazzetta ricevuta…) starsene zitto!!!   
Dice bene il Presidente Antoci: una vera follia!!!
Contratti fasulli, prestanome compiacenti, funzionari collusi, controlli scadenti… anzi inesistenti… hanno permesso in tutti questi anni alle associazioni criminali… di mettere le mani sui denari della comunità europea…
Ora escono fuori i nomi dei soliti indagati, iniziano i processi, ma vedrete che passeranno anni prima che qualcuno venga condannato e nel frattempo comunque tutto, continuerà a procedere come nulla fosse accaduto…
Sì, come si dice “morto un papa… se ne fa un’altro” e a breve potrete da voi assistere, come la criminalità, troverà nuove soluzioni ai loro problemi (aggiungerei una parola che in questo contesto calza perfettamente: “organizzata”) per continuare le loro abituali truffe… 
Dopotutto, se continuano a cadenza programmata a ripetersi queste situazioni, si capisce come tra quei soggetti “inconsapevoli“, non ci siano soltanto rozzi ignoranti, ma consulenti “preparati” capaci d’individuare nella giurisprudenza quei punti deboli… per riuscire e dimostrare purtroppo, di essere sempre un passo avanti…
  

In nome dell’Antimafia…

È sempre un errore contemplare il bene ed ignorare il male, perché rende le persone negligenti e le porta a compiere disastri. Esiste un pericoloso ottimismo dell’ignoranza e dell’indifferenza…

A volte penso che sia un bene non comprendere quanto avviene intorno a noi…
Io per esempio, non avrei mai compreso pienamente il concetto di “antimafia” nel senso non di – lotta morale ad un sistema criminale che come un cancro avvelena questa nostra terra – ma di comprendere quella immensa macchina giuridica, che si mette in moto quando intervengono quelle condizioni che dimostrino possibili interessi economici da parte della criminalità organizzata…
Già, se non mi fossi trovato – a causa della mia professione e degli incarichi ricevuti – all’interno di una impresa che, ha seguito dei provvedimenti interdittivi sopraggiunti (nel lontano 2010…) fosse mutata in confiscata… sicuramente non avrei avuto alcun interesse personale di occuparmi di situazioni per lo più fino a quel momento a me estranee… non avendo difatti…  mai avuta nulla a che fare con quel mondo giudiziario!!!
Ricordo cosa mi diceva un mio caro amico ora scomparso: Nicola… il solo fatto che tu non abbia mai avuto a che fare nel corso della tua vita… con Tribunali ed Ospedali, ti rende un uomo fortunato!!!              
In questi anni ho compreso il senso di quelle parole… della difficoltà ad operare all’interno di un sistema a me sconosciuto, in quanto fuori da quelle procedure tecnico-amministrative regolamentate, che sono poi alla base… di chi vuole fare impresa.
E’ ormai evidente, che qualcosa in quel meccanismo definito “antimafia” non funzioni…
In effetti, non è possibile osservare come quasi tutte le imprese, sequestrate o confiscate, nel giro di pochi anni giungano alla chiusura definitiva… chiamasi liquidazione o fallimento… come si dice… “sempre di cocuzza trattasi“…
Non voglio contare i posti di lavoro andati in fumo… perché in quel caso, altro che “job act”… ci vorrebbe una nuova finanziaria per ripristinare quelle occupazioni perdute… e cosa dire di una economia distrutta, sia sul piano commerciale che su quello finanziario!!!

Se esaminiamo quante serrande sono state abbassate, quante società di costruzioni, servizi, cooperative, imprese varie tra loro, ma tutte accomunate dallo stesso provvedimento… quante sono quelle che ormai non esistono più e quante a breve… faranno purtroppo quella stessa fine???
La disgrazia è che poi, la maggioranza di quelle finite nel mirino della giustizia sono per lo più… siciliane!!!
Qualcuno potrebbe obbiettare… “ma dopotutto la mafia non rappresenta una connotazione prettamente della vostra regione…” e come dargli torto… peccato che però i maggiore abusi e illeciti finanziari vengono svolti fuori da questa regione… già… qui si fanno “molliche” mentre da Roma in su le “brioches” sono sul tavolo di chi comanda il paese…
Il problema non è il sequestro o la confisca… ma quanto accade successivamente… e cioè quando queste società, vengono traghettate verso la legalità… attraverso quei propri uomini dello Stato…
Ho letto che su 1.700 imprese sequestrate solo 38 sono ancora attive… (una per fortuna è ancora la nostra…) con una perdita occupazionale di circa 72.000 posti di lavoro!!!

Ora i cosiddetti esperti si esaltano in quelle ricercate cause, che hanno condotto a quegli sfaceli… trovando di dare spiegazioni più o meno logiche (io le considero totalmente illogiche) e cercando di tirar fuori dai loro “cilindri magici”, quelle possibili soluzioni…
Ed allora ecco spiegato che l’impresa “mafiosa” ha goduto di raccomandazioni, corsie privilegiate, agganci politici e amministrativi, inoltre durante la propria gestione avrà utilizzato certamente una doppia contabilità che le ha permesso di evadere, di non rispetta le normative o gli adempimenti, avrà utilizzato personale non in regola e costretto i clienti a sceglierle, allontanando e intimidendo tutti gli eventuali concorrenti…
Sono queste secondo alcuni le potenzialità che ora allo Stato vengono a mancare…
Ma, non si trova nessuno che per una volta ammettesse l’incapacità e l’inefficienza di quel apparato burocratico… già… nessuno… è ovvio… a quanti operano in quell’ambiente, fa comodo così…
Abbiamo visto quanto accaduto al Tribunale di Palermo o già ci siamo dimenticati???
Se chi è scelto affinché quel compito venisse portato avanti… si è dimostrato peggiore di coloro, a cui quel bene è stato sequestrato… dove si vuole andare???
Diciamola tutta la verità… ci sono tutte una serie di problematiche che non vengono affrontate appositamente, per far si che nulla cambi… Vedasi il cosiddetto albo nazionale degli amministratori giudiziari, si prevedeva la sua realizzazione nel 2011 e ancora oggi non vi è nulla… e cosa dire dei criteri di scelta di quei professionisti incaricati a gestirle quelle aziende, ancora nulla… e per quanto concerne la definizione di una tabella nazionale dei compensi da pagare a quegli amministratori… il buio più completo… e tutto continua in modo del tutto arbitrario, attraverso pagamenti di compensi, certamente eccessivi…
Poi tra questi amministratori c’è chi si dimostra onesto e corretto e chi invece di contro, ha fatto e continua ancora a fare lo “scaltro” distruggendo in pochi anni… la totalità di quelle società ad egli affidate…
Le soluzioni ci sono… ma è difficile per chi non appartiene a quel sistema produttivo riuscire ad individuarle… si prova e si riprova, vani tentativi che hanno quale unica prerogativa, quella di prolungarne tempi e modalità… per poter così favorire i soliti amici e parenti… quello scambio di favori, che serve a trovare soluzioni per quanti si trovano indirettamente vicini a quel sistema…   

Quindi, si scopre come queste società, abbiano tentano di dare soluzione ai problemi occupazionali di coloro che erano vicini a quegli uomini e donne… abbiamo visto tutto cos’è successo nel capoluogo… ma si ha paura di parlarne!!!
Incarichi in cambio di favori… richieste da parte di quanti operano all’interno di quel mondo, per proseguire poi verso altri responsabili di quegli ambienti “ovattati”… e per finire con l’usuale lista di amici e parenti che, nelle vesti di consulenti legali, tecnici e amministrativi, ottengono incarichi che danno (il più delle volte) soluzione a proprie incapacità personali e professionali!!!
Come dicevo sopra… le soluzioni ci sarebbero… basterebbe applicarle se c’è ne fosse la volontà… senza dover pensare di adottare solite metodologie italiane, dove si vuole avere “la botte piena e la moglie ubriaca” e come si cerchi sempre di non applicarle quelle regole, ovviamente…per non far male a nessuno… preferendo non solo salvaguardare la propria posizione, ma di conseguenza, anche quella della “casta” e dei loro diretti rappresentanti…
Per evitare di non essere “astratto” ma pratico e concreto, ho preparato delle note che ho trasmesso ufficialmente (a breve ne pubblicherò il contenuto), nelle quali ho tentato d’individuare tutte le possibili criticità che si manifestano appena interviene il provvedimento giudiziario, presentando inoltre, una serie di eventuali correttivi, possibili soluzioni che si potrebbero adottare affinché questa peculiari tipologie d’imprese, possano continuare ad operare, senza che vengano – per come finora accaduto – distrutte!!!

Bisogna far ripartire i cantieri…

Poco… ma rispetto ai precedenti anni, qualcosa sta cambiando, siamo passati dai circa 18 miliardi di lavori messi in gara nel 2012 ai circa 25 miliardi dell’anno appena trascorso… 
Sappiamo bene come i lavori pubblici costituiscano un punto essenziale per la crescita del nostro paese e se i livelli di corruzione per questo settore fossero attraverso procedure “blindate” eliminati, certamente la crescita del nostro paese, sarebbe molto più celere e    
Ovviamente bisogna fare si che i bandi di gara abbiano una certa logicità… e non vengano realizzate opere per lo più inutili, che hanno quale unica motivazione, la realizzazione di un giro di spesa, necessario a certi comuni per sovvenzionare quanti operano al loro interno ( ed anche all’esterno ), per poi scoprire successivamente, grazie alle inchieste delle varie procure, che queste avessero quale scopo, quello di far girare le solite tangenti e bustarelle…
Poi ci sono opere, come quelle evidenziate nella trasmissione “Striscia la notizia”, cattedrali nel deserto che oltre ad essere rimaste incompiute, vengono solitamente abbandonate – distruggendo il più delle volte – quel meraviglioso patrimonio naturale e comportando costi esosi per la collettività!!! 
Bisogna che si trasformi quella consuetudine delle amministrazioni pubbliche di realizzare opere non necessarie in qualcosa di più utile, ad iniziarsi con i lavori di ristrutturazione e di sicurezza di quelle strutture già esistenti, come scuole, ospedali, uffici, ecc… e integrando successivamente quanto ancora resta in disponibilità finanziaria per la realizzazione di nuovi cantieri… 
L’intervento dell’Autorità nazionale anticorruzione, deve servire a valutarle anticipatamente quelle opere… per comprendere se il loro realizzo ha necessità di esistere o se la richiesta debba essere bocciata… dopotutto si tratta d’investimenti pubblici e non possono essere lasciati “arbitrariamente” ad uso e costume di pochi politici e dirigenti… 
Qui si tratta di colpire quei noti “mali” del tutto italiani, che scopriamo quotidianamente come vengono ripetuti e che ancora oggi è dimostrato essere difficili da eliminare in tempi rapidi…
Per fortuna qualcosa sta cambiando, grazie alla Legge di Stabilità, infatti si stanno programmando gli stanziamenti verso opere concrete, quali quelle infrastrutturali…
Ad iniziare dalla realizzazione e manutenzione di strade e ferrovie, per passare ai lavori causati da dissesti idrogeologici, la riqualificazione nelle città delle periferie, il patrimonio culturale e architettonico, l’edilizia scolastica, ecc…
Finalmente si punta verso opere coerenti con quanto necessario e soprattutto compatibile con le finanze pubbliche…
Inoltre, l’uscita dal patto di stabilità con il successivo pagamento degli arretrati dalle PA alle imprese affidatarie, sta permettendo di liberare risorse per nuovi investimenti… 
Il vero problema quindi, resta quello di progettare opere essenziali e allo stesso tempo pronte in tempi rapidi per trasformarsi in cantieri funzionali, dando priorità a quelle procedure di legalità e leale concorrenza, che sono di fatto le condizioni, che ahimè il più delle volte, sono venute propriamente a mancare…
Bisogna infine fare pulizia di tutte quelle imprese “prestanome”, le quali non hanno alcuna capacità imprenditoriale ma sono per lo più costituite da soggetti, che fanno riferimento alla criminalità organizzata…
Infatti queste fanno sì… d’aggiudicarsi i lavori (grazie alle certificazioni di cui sono “sulla carta” in possesso) per poi subappaltarli totalmente ad imprese “fittizie ed aleatorie” che non garantiscono minimamente quelle minime condizioni obbligatorie, come quelle relative agli adempimenti fiscali e assicurativi (il più delle volte queste società chiudono alla fine di ogni anno, per poi riaprire una nuova posizione a nome di un parente…) per continuare con i mancati adempimenti sulla normativa contrattuale e con quelle procedure previste per la sicurezza!!!
E dire… che tutte queste (affidatarie e sub-appaltatrici) hanno ancora oggi… la presunzione di definirsi “imprese di costruzione“.
 

Prevenire, proteggere e punire!!!

Così il ministro dell’Interno Angelino Alfano è tornato a parlare sulle denunce contro il racket da parte dei commercianti di Bagheria: dobbiamo dimostrare che lo Stato sa prevenire, proteggere e punire!!!
Esiste già una legge che preveda la selezione delle imprese, attraverso alcuni meccanismi tra cui:
le white list
– il rating di legalità 
– le interdittive antimafia
Le White list, rappresentano un primo passo per snellire le procedure antimafia delle imprese da parte di tutte le prefetture e costituisce un elenco di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori che risultano non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa.
L’iscrizione alle liste è volontaria e dura 12 mesi, la prefettura avrà 90 giorni di tempo per dare l’ok consultando la Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia (ancora questa in fase di definizione) e, in attesa della Banca dati antimafia, farà i controlli con i collegamenti informatici previsti dal Codice antimafia (articolo 99, comma 2 bis). 
Le prefetture, inoltre, renderanno pubbliche le White List nel proprio sito alla sezione Amministrazione trasparente.
Il rating di legalità è un nuovo strumento introdotto nel 2012 per le imprese italiane, volto alla promozione e all’introduzione di principi di comportamento etico in ambito aziendale, tramite l’assegnazione di un riconoscimento –  misurato in stellette –  indicativo del  rispetto della legalità da parte delle imprese che ne abbiano fatto richiesta e, più in generale, del grado di attenzione riposto nella corretta gestione del proprio business.  
All’attribuzione del rating l’ordinamento ricollega vantaggi in sede di concessione di finanziamenti pubblici e agevolazioni per l’accesso al credito bancario.
Infine, l’interdittiva antimafia, ha carattere preventivo e si fonda sugli accertamenti compiuti dai differenti organi di polizia giudiziaria, valutati dal prefetto competente territorialmente e prescinde dall’accertamento di singole responsabilità penali nei confronti di soggetti che hanno rapporti con la pubblica amministrazione.
Costituisce una misura preventiva volta a colpire l’azione della criminalità organizzata impedendole di avere rapporti contrattuali con la pubblica amministrazione e rappresenta una valutazione sulla discrezionalità, che può essere assoggettata al sindacato del giudice amministrativo sotto il profilo della sua logicità in relazione a quella che è l’effettiva rilevanza dei fatti che sono stati accertati.
Si capisce da quanto sopra, che le organizzazioni mafiose rimangono ancora oggi, uno dei principali fattori da colpire, in particolare nel Mezzogiorno dove esercitano ancora, il controllo fisico del territorio, sinonimo di potere e prestigio!!!
Le parole del vicepremier e ministro dell’Interno, Angelino Alfano, sono chiare, perché la mafia non si presenta più attraverso gli omicidi e le bombe, ora aggredisce l’economia sana, proponendo servizi illegali, quali sovra-fatturazione, utilizzo di personale non dichiarato a basso costo, procedure doppie e soprattutto l’investimento in particolare in quei settori che più di altri, realizzano massimi profitti, quali, lo smaltimento dei rifiuti, l’energie rinnovabili, la gestione degli immigrati, tutte procedure che trovano collaborazione, attraverso soggetti disposti alla corruzione 
Sono personaggi insospettabili, collegamento tra la politica e l’imprenditoria, colletti grigi all’interno delle istituzioni, di quelle amministrazioni regionali, provinciali, comunali, dove il reato più frequente è rappresentato dallo scambio elettorale politico-mafioso!!!
La mafia dice Alfano, ha cambiato non solo strategia ma anche domicilio… avendo capito che il business economico è al Nord, ecco che si è organizzato, trasferendo i propri affiliati e inserendoli in quelle società, all’apparenza limpide e operative, che hanno viceversa unico fine, quello di riciclare il denaro sporco..
Vengono acquistati patrimoni immobiliari, si inseguono appalti pubblici, ci si inserisce con modalità criminali nel controllo del territorio… vedasi, vendita di armi, stupefacenti, estorsioni, gioco d’azzardo, prostituzione, ecc…
Altro settore fortemente attaccato dalle mafie, è quello agroalimentare, da sempre il più redditizio… 
Si è vero, dal canto suo, lo Stato fa di tutto per combattere il fenomeno mafioso, aggredisce i patrimoni, sequestra e confisca le società, opera una strategia preventiva, nell’individuare quelle possibili società affiliate e tenta di promuovere quella cultura di legalità…
Il vero nodo aggiunge Alfano però, è far comprendere a tutti che, operare nella legalità è cosa più appetibile… rendendo così sconveniente quella negoziazione con i mafiosi!!!

Piano del Sud… per riparare i danni!!!

Sono 450 i milioni di euro per finanziare il cosiddetto “Piano del Sud” nella legge di stabilità varata dal Consiglio dei ministri…
Tra gli interventi finanziati per il Sud… troviamo, l’Autostrada Salerno-Reggio Calabria, l’ILVA e la cosiddetta “terra dei fuochi”. 
Abbiamo visto come in questi anni, i grandi appalti abbiano subito tutta una serie d’infiltrazioni mafiose e affaristiche (sono gli stessi gruppi che hanno messo le mani su quelle grandi opere pubbliche, dalle ricostruzioni nelle zone terremotate al Mose , dalla Tavi all’Expo, dall’alta velocità fino a giungere per l’appunto a quell’autostrada Salerno-Reggio Calabria!!!
Già un tratto stradale che possiamo considerare “mai completato”… e dire… che è una vita che ci si lavora… ma che per i motivi sopra riportati (legati appunto a quegli affidamenti/subappalti, ecc…) si è giunti a quei ritardi di cui ben sappiamo…
Una autostrada comunque che quando conclusa… dimostrerà, di essere inadeguata ai flussi di traffico futuri, comunque per adesso attendiamo che almeno venga completata…
Continuando, si è scoperta l’esigenza di ripulire un’area che va… tra le province di Caserta e Napoli, una zona che è stata trasformata in discarica abusiva, nella quale è stato gettato di tutto, fino ad inquinare le falde acquifere…
Da noi è così… prima si è permesso alla criminalità di contaminare quest’area… ed ora si pensa di bonificarla!!!
Ma dov’erano quei responsabili, che (in tutti questi anni) avevano il compito di controllare??? 
Si stanno godendo adesso la pensione… quel vitalizio ricevuto “ingiustamente”, già, per aver partecipato a quella infame collusione… voltandosi o avendo percepito mazzette per il proprio silenzio…
Cosa possiamo augurare loro… il perdono… no di certo… il silenzio di queste mie righe… esprimerà perfettamente quel mio desiderio!!!
Analoga situazione… per il disastro ambientale provocato dalla società ILVA…
Basteranno mai quelle condanne per concussione aggravata in concorso… a sanare quanto accaduto???
Una società che per cinquant’anni ha inquinato, senza che alcuna autorità se ne occupasse, una città quella di Taranto, che ogni anno perde 30 persone a causa dell’inquinamento e dove i bambini di questa città ammalati di tumore a causa della diossina presente negli alimenti, sono più del 50% rispetto alla media dei coetanei nella stessa regione…
Vergogna, schifosi… perdonatemi il linguaggio… ma non possono esserci parole educate per quanti hanno permesso che ciò accadesse!!!
Niente vi potrà mai essere perdonato… neanche il sapere oggi che, tra quanti hanno perso la vita in questi anni, ci possano essere i nomi dei vostri figli/nipoti, niente di ciò ripagherebbe il sottoscritto…
Qui si tratta di ripristinare quel principio Biblico… “occhio per occhio, dente per dente“, si tratta cioè di ripristinare la “pena di morte” per tutti quei soggetti.. che si sono macchiati in questi anni, di crimini contro l’umanità… perché di questo stiamo parlando!!!
Non è possibile assistere per l’ennesima volta… a situazioni nelle quali, chi si macchia di gravi colpe… finisca poi “impunemente” a pagare per le sue colpe!!!
Non possiamo più aspettare il giudizio divino… è il momento di pretendere quello terreno!!!
La giustizia deve saper applicare le leggi… in particolare condannare quando è giusto farlo… senza dover mediare con compromessi o influenze politiche!!!
E’ quindi… a cosa serve sapere oggi, che laSicilia non avrà alcun stanziamento… una scelta precisa nella quale la nostra regione non è inserita nella legge di stabilità… 
Dopotutto se consideriamo che quelle politiche di cambiamento e di rigore promesse dal ns. governatore… non sono state minimamente attuate… a cosa serve ricevere fondi… se questi servono esclusivamente per bilanciare quelle perdite miliardarie, realizzate a scapito proprio di noi siciliani???
Forse è meglio così… niente soldi… mai truffe, niente soldi… nessuna collusione o corruzione, niente soldi… nulla in tangenti e mazzette, niente soldi… nessun ladro… e via discorrendo… 
Non per nulla si dice che chi non punisce il male… comanda che si facci, ed il motivo per cui, prima d’ogni punizione… deve esserci innanzitutto giustizia!!!

Come intervenire sul problema… immigrazione.

L’immigrazione, da quanto sta avvenendo, rappresenta una sfida preoccupante, non solo per il nostro Paese, ma per tutta l’Europa. 

Il fenomeno infatti, presenta varie implicazioni che spaziano da quelle economiche a quelle sociali, da quelle culturali a quelle di ordine pubblico.
Difatti, proprio l’opinione pubblica, corre spesso il rischio di avere una visione distolta del fenomeno dell’immigrazione, in quanto si tende a parlare d’immigrati, solamente quando… accadono gravi fatti che attentano all’ordine;
Quasi sempre… si parla di immigrati collegandoli alla criminalità organizzata, ed è per questo, che il fenomeno viene trattato principalmente come un problema!
Non bisogna però dimenticare, che il fenomeno dell’immigrazione è fatto sostanzialmente da uomini, donne e bambini, dalle loro storie, speranze e paure che s’incrociano, diritti ricercati e desiderio di costruire qualcosa di nuovo per se e per i loro cari.
L’immigrazione inoltre… viene spesso trascurata, anche da quanti vedono in essa una risorsa, poiché nella pratica, quest’ultimi, in virtù dei mancati controlli, calpestano e offendono, quell’intima dimensione umana. 
Da qui la nascita d’interventi verso l’integrazione, cioè di quelle politiche per l’alloggio, l’assistenza sociale e l’istruzione, ma anche, purtroppo, per contrastare quanto si sta realizzando in alcuni paesi europei, con quelle politiche di chiusura… ad iniziarsi da l’innalzamento di barriere alle frontiere…
La verità è che bisognerebbe considerare l’integrazione, non alla stregua di un problema politico, ma di una sfida, che ha come premio la crescita dell’intera comunità…
Certamente un grande disagio prova chi si trova ad affrontare questo difficile passo, soprattutto perché fatto in perfetta solitudine… ad aspettarlo c’è infatti un’altra terra, una cultura estranea, una lingua diversa e tanta voglia di tornare a quelle radici da cui forzatamente ci si è dovuti allontanare… emozioni difficili da ricostruire e sensazioni che se non provate, sono difficile da immaginare!!! 
Ecco perché l’immigrazione diviene necessità di integrazione, ecco perché il problema del singolo diviene problema della collettività, in virtù di questi ultimi mesi, dove è diventata fonte di accesi dibattiti in tutta Europa, poiché non è più soltanto il nostro paese ad esserne interessato, ma anche la maggior parte degli altri stati europei, che attraverso questi flussi migratori, iniziano per la prima volta, a trasformarsi da paesi di emigrazione a paesi di immigrazione…
Bisogna cominciare a risolvere innanzitutto il problema dell’integrazione… a cominciarsi dall’istruzione, infatti, tra gli ostacoli che un immigrato si trova ad affrontare, primo tra tutti c’è quello della lingua…. 
Da qui la necessità di promuovere un programma di accoglienza dell’immigrato, mirato  a fornirgli un bagaglio linguistico sufficiente, almeno, ad un suo facile inserimento nel tessuto sociale e lavorativo, ovviamente basato sulla necessità di fornire all’immigrato una coscienza civile dei propri diritti e la consapevolezza al rispetto dei propri doveri!!!
Tutto ciò è finalizzato all’abbattimento delle discriminazioni da parte dello stesso mercato del lavoro e dei servizi che, non riconoscendo titoli di studio o qualifiche conseguite in patria, impiegano una manodopera di basso profilo o costringono persone altamente specializzate a svolgere mansioni umili e degradanti…
Ecco che, il processo integrativo diviene lotta contro quelle chiusure mentali di derivazione xenofoba, l’istruzione rappresenta per l’immigrato, l’unica arma con cui difendersi da astrusi preconcetti, tenendo conto sia di quanti stanno giungendo, che di quelli già inseriti a pieno nel tessuto sociale…
I paesi interessati, hanno modificato, alla luce di queste nuove esigenze, le precedenti politiche di integrazione, accendendo a questo proposito il dibattito su come promuovere l’integrazione.
Da come lo si voglia intendere, tale processo… deve essere esteso a tutte le categorie di immigrati, tenendo comunque conto soprattutto… delle differenze etnografiche.
Oggi, il nostro governo, si trova ad affrontare non solo i nuovi flussi d’ingresso, ma anche il problema degli stranieri fin qui presenti ed ora disoccupati… che sta di fatto comportando seri problemi tra gli stessi immigrati, creando così ulteriori problemisu aspetti, personali e sociali.
Tra questi, vi sono:
– le cattive condizioni di vita degli immigrati, sia dal punto di vista del lavoro, attraverso bassi salari, sicurezza e diritti precari, sia nella ricerca dell’alloggio, che presenta sempre alti prezzi di acquisto e/o affitto o presenta condizioni poco igieniche o sovraffollamento;
– il peggioramento delle condizioni di lavoro e di alloggio degli Italiani delle fasce più deboli, che entrano in competizione con gli immigrati;
– lo scadimento di un sistema di protezione sociale gravato da troppo assistiti, con conseguenze negative per gli Italiani che non hanno la possibilità di pagarsi tutele privatistiche; 
– la delinquenza degli immigrati senza lavoro, una condizione di cui questi immigrati possono essere parzialmente anche vittime, perché arrivano con speranze non realizzabili e vittime, ovviamente, sono anche i cittadini locali, soprattutto quelli dei quartieri dove si concentrano gli insediamenti di immigrati;
– lo sfruttamento degli immigrati da parte della criminalità organizzata che gestisce i flussi migratori, con l’impoverimento dell’immigrato, che al suo Paese poteva godere ancora di una condizione di vita dignitosa e che ora, spinto dalle conflitti civili e dalle guerre, si è trovato costretto a vendere tutto per pagarsi il viaggio e sperare in un futuro migliore…
– l’impoverimento dei Paesi di provenienza, privati delle risorse umane più intraprendenti e più pronte al sacrificio 
– la violenza sui soggetti deboli nelle comunità-ghetto di immigrati; 
– nuovi conflitti sociali ed economici, soprattutto tra le classi deboli italiane e immigrate, la cosiddetta “guerra tra poveri”; 
– conflitti politici e culturali per l’esistenza di differenze inconciliabili su principi di convivenza e diritti fondamentali: idea della laicità dello Stato, diritti delle donne e dei minori, diversa sensibilità sull’esigenza di isolare violenza e terrorismo, ecc.

Oggi però quelle aspettative… non vengono realizzate, anzi ci si accorge che quelle… erano state enfatizzate da chi li aveva incoraggiati a partire, per poterli così, successivamente, obbligare allo schiavismo e nel caso di donne e ragazze (indotte con la promessa di un lavoro) costrette alla prostituzione… 
Si badi bene… come quelli sopra riportati, sono problematiche derivanti da un’immigrazione smisurata ed incontrollata, la stessa che in questi anni…. stiamo ahimè subendo.
Bisogna trovare quindi nuovi stratagemmi e non bastano più quei centri d’accoglienza che, abbiamo visto, come il più delle volte, sono stati gestiti da chi apparteneva alla criminalità organizzata…
Molti di questi problemi, potrebbero essere evitati, gestendo in modo diverso il fenomeno, per esempio, beneficiando di questi soggetti, destinandoli all’utilizzo di manodopera nei settori in cui c’è carenza, incrementando la loro creatività, lo sviluppo delle loro idee, a limentare quello spirito laborioso e di sacrificio propriamente tipico della loro vita, da un reciproco miglioramento culturale, ma soprattutto da quel dovere morale chiamato… “solidarietà”, che deve essere sempre pronto ad accogliere le persone, in condizione di bisogno!!!

La Sicilia frana e i siciliani restano a guardare…

Un viadotto sulla A19 ha diviso la Sicilia in due…
Ora sulla Messina-Catania, a pochi chilometri da uno dei posti più belli del mondo (Taormina), un costone adiacente l’autostrada va giù, invadendo la carreggiata nei due sensi di marcia, con un imponente ammasso di detriti, pietre e quant’altro…
Un economia al tracollo, che ora con questo nuovo disastro, porterà in breve tempo alla crisi anche su quei settori che finora avevano aiutato e cioè il turismo e il commercio…
Potete immaginare la difficoltà degli autisti dei Tir, che a causa di quanto sopra (e già da parecchi mesi), sono costretti a scalare tornanti e strade pericolosissime, per trasportare le merci caricate, in particolare quelle necessarie all’approvvigionamento delle derrate alimentari…
E’ un vero schifo…
La più bella terra del mondo, lasciata all’incuria di governatori che hanno in questi anni –almeno nei casi più genuini– soltanto “blaterato”, mentre gli altri (vedasi conferme di condanne), aggravati da situazioni tra cui… favoreggiamento alla criminalità organizzata!!!
Se a questi importanti personaggi, sommiamo quanti tra i dipendenti pubblici e imprenditori “rapaci”, si sono macchiati di associazione per delinquere, corruzione, reati di turbativa d’asta, falso, giro di mazzette, richieste di assunzioni o anche favori personali (tra cui frequentazioni di case d’appuntamento) e soprattutto, l’aggiudicazione illegittima d’appalti a imprese amiche, in particolare nel settore delle costruzioni e di manutenzione…
L’inadeguatezza di quanti operano nel controllo del territorio, rappresenta una situazione non più sostenibile, perché qui, non vi è solo il rischio di vedere sbriciolata la nostra terra… ma soprattutto di assistere direttamente alla propria (e quella dei propri cari…) incolumità, anche nel voler semplicemente svolgere una passeggiata per le nostre strade…
Un incapacità totale del sistema… che non è soltanto da ricercare in quelle costanti calamità naturali, ma bisogna contrastare in maniera decisa, la negligenza dei suoi interpreti… evidenziate quotidianamente, da quelle continue inchieste svolte dalle nostre procure, sature ormai di nomi, cui purtroppo, vanno sempre più incrementandosi… nuovi soggetti!!!
Evitiamo quindi di pensare (per come qualcuno vorrebbe farci credere) che è giunto il momento d’investire sulla prevenzione, su nuovi appalti per collegamenti autostradali o ferroviari, lavori idrici, d’indagine del sottosuolo, impianti di depurazione, ponti e quant’altro…
Perché fintanto non predisporremo a “blindare” perfettamente quelle procedure non derogabili, che hanno quale unica priorità, non soltanto, la realizzazione delle opere, ma in particolare la loro trasparenza e la lotta alla corruzione… ecco che quegli appalti serviranno soltanto a ingrassare ancor più, quel mondo in cui viviamo, fatto di collusioni politico-mafiose!!!
Non è più tempo (per noi siciliani), di continuare a guardare che tutto ci crolli addosso… è finito il tempo di aspettare la cosiddetta “manna dal cielo”…
Sveglia… i problemi vanno affrontati e non si può attendere a braccia conserte, in quella posizione intransigente… che però, non produce alcuna iniziativa…
Già, quanto altro tempo vi occorre… per uscire definitivamente da quelle fila???

E’ la mafia che ha preso dai siciliani o sono i siciliani che hanno preso dalla mafia?

Quando si parla di mafia nel mondo… si pensa sempre a noi siciliani…

E’ difficile individuare con questo termine un reale significato, perché l’argomento ed il fenomeno che ne rappresenta, unisce al suo interno, una molteplice e varia tipologia d’eventi, che è difficile comprenderle in una sola parola… appunto la parola “mafia”…
Ciò di cui invece siamo sicuri è a chi appartiene questo termine… ed ecco che qui, entriamo in ballo, proprio noi siciliani…
Secondo alcuni studiosi, la parola Mafia, deriva da un modo di intendere noi siciliani, cioè di comprendere con una frase quei modi propri, quegli atteggiamenti che sono insiti negli individui che appartengono ad questo territorio….
Siamo nel 827 e da lì inizia la conquista islamica della Sicilia, attraverso lo sbarco a Mazara del Vallo che dura fino al 902, anche se l’ultima città bizantina a cadere fu Rometta nel 965… 
Ecco, in quel periodo, gli arabi, avendo modo di conoscere i siciliani, li definirono “Ma-Hias” cioè spacconi, anche se altri studiosi, hanno riconosciuto, la parola mafia, in un’altro atteggiamento dei siciliani, in quella loro predisposizione (sempre e ovunque), di saper aiutare gli altri, in particolare coloro che sono in difficoltà, ed ecco quindi che la parola mafia, tradotta in arabo Mu’afak, ha come riferimento quello di saper proteggere i deboli…
In tempi più moderni, intorno al 1282… (durante la conquista del regno angioino), alcuni ribelli (vedasi mio post del 12.11.2011 – Sicilia e i Vespri siciliani), gridano in battaglia la parola “mafia” che significava “morte” ai francesi…
Ed ecco quindi giungere al 1863…, dove per la prima volta, la parola mafia è legata al soggetto, al mafioso, a colui cioè… che è uomo d’onore, che con il suo coraggio si contrappone alle istituzioni…
Qualche anno dopo, la mafia, unisce tutti questi uomini d’onore “mafiusi” in una associazione… la mafia…
Quindi, abbiamo visto come c’è una corrispondenza biunivoca, tra i siciliani e la mafia e viceversa…
La mafia, seppur se ne dica… è dentro ognuno di noi… è quell’atteggiamento proprio, metaforico, è rappresentativo della nostra indole, che ovunque vada… non ha paura, non si tira indietro, coraggioso anche quando è solo!!! 
Il siciliano è un modello raffigurativo, a volte emblematico, che con i suoi modi ha catturato e trasmesso negli altri… quel senso di superiorità…
Egli rappresenta quel soggetto, che se pur perennemente soggiogato, ha dimostrato di non essersi mai sottomesso, ha conservato quella propria dignità che ha sempre voluto esprimere, facendo valere le proprie ragioni, a tutte quelle potenze che nel corso dei secoli l’hanno conquistato…
Possiede quell’unico mix di Dna, caratterizzato dalla mescolanza storica, provenienza di quelle molteplici culture… determinate dalle continue invasioni, dai greci ai fenici, dai romani ai vandali, dai bizantini agli arabi, dai normanni agli angioini e quindi aragonesi, spagnoli, piemontesi, austriaci, borboni ed infine Garibaldi e la sua unità d’Italia…per giungere ai tempi nostri… 
Questo esempio diventa esportabile ed ecco quindi che i nostri conterranei, emigrano, verso gli stati uniti, nei paesi latino americani, in sud america… e da lì tentano “riuscendoci”la scalata economica al potere…
Sono gli stessi boss siciliani, “incarcerati” negli Stati Uniti, che vennero contattati dalla CIA, durante la seconda guerra mondiale, per favorire lo sbarco degli Alleati ed il controllo della stessa… e da lì inizio nuovamente quel potere, che era andato scemando nel periodo fascista, con il prefetto Mori… 
Negli anni i veri valori  – quelli diciamo “giusti”(rispetto, cultura, famiglia), sono andati pian piano scomparendo, fino a trasformarsi, annullando anche quei valori, su cui era stato impostato l’impianto della mafia… come l’onore, la segretezza, la lealtà, il rispetto dell’amicizia, delle altrui  mogli, ecc… divenendo sempre più una cozzaglia di criminali, nel quale, l’unico valore è rappresentato dal dio denaro… con cui si pensa di comprare, tutto e tutti…, e dove per ottenere ciò che si vuole, non ci si pone limiti… omicidi, furti, sequestri, prostituzione, gioco e droga, diventano regole fondamentali, del nuovo uomo d’onore…
Violenza che produce altra violenza… una continua evoluzione con l’alternarsi di nuovi proseliti, che trova sempre ed ovunque, soggetti disposti a piegarsi alle regole del malaffare e della corruzione…, una società dentro la società civile… che vive in simbiosi con essa, trasformando quei principi di legalità, quella promozione delle istituzioni, come qualcosa da contestare, su cui non si può contare… perché è proprio con lo Stato o con i propri rappresentanti, che non si riesce più ad interloquire, un rapporto sempre più distaccato che ha condotto allo scontento popolare…, ed è proprio su questo, che il fenomeno mafioso, creare il suo punto di forza…  …
Quindi, mi chiedo, ma come pensano le nostre istituzioni, i ns. governanti, i detentori della cultura, quanti di fatto influenzano con le loro scelte il nostro paese, ecco, quali metodi verranno attuati per combattere definitivamente questo fenomeno???
Come si può pensare di cambiare questa cultura, che per quanto sopra esposto, ha dimostrato d’essere “intrinseca” con la nostra stessa natura…
In quale modi o con quale “effetti magici” si potrà eliminare questo nostro cancro, che ha sviluppato i propri tentacoli, anche in quei soggetti che finora hanno mostrato d’essere onesti??? 
Mi sto convincendo ogni giorno di più… che diventa difficile credere, per la maggior parte di noi uomini siciliani, – di poter estirpare, ciò che da sempre appartiene organicamente al dna della nostra vita…, accettato nei secoli, dal corpo e dalla mente… potrei dire… metaforicamente… che è ormai… una “cosa nostra”!!!

Zero denunce!!!

L’associazione antiracket-antiusura “Alfredo Agosta”, ha comunicato nei giorni scorsi che: i commercianti non reagiscono!

Nessuna denuncia…, silenzio assoluto!!!
Tra l’altro, proprio il procuratore reggente, Michelangelo Patanè, a lanciato una verità dolorosa e cioè che dopo aver proceduto con le indagini, attraverso pedinamenti, intercettazione e quant’altro avendo accertato concretamente al tentativo d’estorsione, ci si trova a giungere ad un bivio, anzi ad una vera e propria interruzione…
Già, i processi purtroppo, non possono essere avviati, in quanto mancano della figura più importante e cioè della “vittima”, che stranamente non denuncia…
E’ certo che il pizzo costituisce per l’associazione criminale un introito importante, che non può essere messo in discussione da nessuno, neanche dai familiari o dai propri affiliati… al limite questi, potranno ottenere un piccolo sconto o una dilazione sul pagamento… ma di pagare… bisogna pagare è questo lo sanno tutti!!!
Certamente questa situazione di “paura” condiziona e limita fortemente non solo gli imprenditori che non si sentono sicuri, ma la stessa libertà di mercato che ribalta i propri effetti negativi su tutta la società…

Di certo, non si può sperare di chiedere a quei pochi cittadino onesti… di sventolare lo stendardo della legalità e dire loro… d’iniziare a mostrarsi coraggiosi, quasi fossero dei paladini della giustizia, con la corazza e pronti ad andare a combattere…, chiaramente… da soli!!!

Come uscire quindi da questa situazione???
Bisogna cambiare metodologia, dare vere motivazioni a questi imprenditori, commercianti, ecc…, che garantiscano in maniera sicura, colui che denuncia…
Non si tratta di mettergli la scorta e nemmeno di proteggere i propri familiari…, anche perché ci vorrebbe un esercito se tutti denunciassero…, ma si potrebbe iniziare, per esempio, col prevedere una norma che assicuri l’esenzione totale dei prossimi pagamento dei tributi locali per almeno cinque anni o ancor meglio l’esenzione su tutte le imposte (Equitalia-Serit- ecc…) degli ultimi tre anni, che però, dimostrino in maniera decisa, la volontà di collaborare con le autorità, permettendo di attuare quelle procedure investigative che conducano le autorità inquirenti o alle forze dell’ordine, di poter costatare in maniera indubbia, che si è stati vittime di comportamenti criminosi, attribuibili ai reati di estorsione e di usura…

I giovani in tal senso, stanno dando segnali di rivolta contro le estorsioni e sono sempre loro i primi ad essere in prima linea, sia in qualità di rappresentanti di una società migliore, ma soprattutto come esempio per quelle realtà emarginate, maggiormente colpite dalle organizzazioni criminali…

Certamente alle denunce debbono seguire riforme più concrete da parte dei nostri legislatori, che garantiscano pene certe ed esemplari…
A cosa serve denunciare se poi dopo soltanto pochi giorni o al massimo qualche mese… ci si ritrova ad avere dietro la porta, coloro che si erano denunciati e che ora manifestano con violenza le proprie ritorsioni…

Non ci prendiamo in giro…, fintanto saranno queste le normative di riferimento con cui si spera di stravolgere quel perverso meccanismo… c’è poco da stare allegri… perché sarà molto difficile, per non dire impossibile…, che qualcuno si travesta da Batman per andare a colpire questa diffusa piaga…

E’ ovvio comunque che bisogna selezionare in modo rigido, quanti sono disponibili a collaborare…
Abbiamo potuto assistere in questi giorni, come alcune società legate alla criminalità, abbiano avuto l’intuizione di iscriversi a queste associazioni per la legalità, solo per poter avere quel virtuale “paravento”, che ha permesso loro, di compiere in maniera illecita, i loro sporchi traffici…

Già, potrebbero essere in molti, coloro che decidano di denunciare soltanto per poter usufruire o accedere a quei possibili vantaggi derivanti dalla collaborazione… ma qui non si tratta di fare – come ormai di moda fanno molti ex mafiosi – i “collaboratori di giustizia”, questa iniziativa ha la volontà di premiare quanti hanno il coraggio di fare il primo passo… poi con il tempo se tutti faranno la loro parte… ecco che allora non ci sarà più bisogno di alcun incentivo… poiché la cultura della legalità… avrà vinto su quella del pizzo e dell’usura!!!
Per cui bisogna fare presto…, come dice il proverbio: chi prima arriva meglio alloggia…, Certamente, bisogna approvare una normativa che preveda l’esenzioni sopra riportate… in virtù soprattutto di una crisi in atto che, non solo rischia di aumentare il numero di quanti sono già colpiti del racket dell’estorsione, ma soprattutto, non potendo questi assolvere il più delle volte alle richieste di pagamento degli estorsori, si ritrovano con il tempo vittime anche di quello dell’usura… per concludere ahimè… il più delle volte, la propria esistenza, in maniera suicida!!!

Festival internazionale di cinema itinerante contro le mafie…

Ci sono tanti modi di promuovere quella cultura della legalità, uno di questi è assistere a documentari, film, cortometraggi, che hanno quale argomento, quello di promuovere e sensibilizzare l’opinione pubblica…
Tra questi c’è ne una che avevo piacere di evidenziare…

L’Associazione Libera in collaborazione con Cinemovel.it, da 1° di Luglio e fino al 15 Ottobre 2015,  ha dato inizio in alcune città italiane, alla programmazione di film famosi, incentrati sui temi caldi della criminalità organizzata e con particolare attenzione alla lotta alla mafia. 
Tra i film in programmazione ci sono: 
Le mani sulla città di Francesco Rosi, 1963.
Anime Nere di Francesco Munzi, 2014
La zuppa del demonio di Davide Ferrario, 2014.
La terra dei santi di Fernando Muraca, 2015.
Noi e la Giulia di Edoardo Leo, 2015.
Let’s go di Antonietta De Lillo, 2014.
La mafia uccide solo d’estate di Pierfrancesco Diliberto (Pif), 2013.
Fortapasc di Marco Risi, 2008.
La manifestazione chiuderà le proprie proiezioni nei giorni del 11 e 15 ottobre, rispettivamente in due grandi capitali, Berlino e Parigi.
Un’espressione interessante, che permetterà di esporre attraverso la visione dei film, quella forza comunicativa data dalla visione delle immagini ed in particolare dall’ascolto dei linguaggi…
Un modo nuovo di manifestare pubblicamente, quel disagio culturale, che non permette a questo nostro paese, in modo particolare alla nostra terra, quella doverosa crescita culturale…  
Libero Cinema in Libera Terra, Festival Internazionale di Cinema itinerante contro le mafie, permette di esporre uno spaccato quotidiano di vita vissuta, del malessere generalizzato, della recrudescenza subita in questi ultimi quarant’anni, attraverso la proiezione di film su temi quali la gestione politico/mafiosa, lo scambio di voti, il potere economico e la gestione del sacco edilizio, i beni confiscati alle mafie e restituiti alla legalità…
Ogni estate dal 2006, “Contro le mafie” porta le emozioni del cinema direttamente nelle piazze, promuovendo in tal modo, non solo l’apertura verso spazi democratici più ampi, ma soprattutto, sviluppando quel bisogno di cultura chiamato “legalità”.
Se potete nei giorni prestabiliti, andate a vedere questi film, anche nei casi in cui, l’abbiate già visti…, già, rappresenterà una nuova esperienza di riscoprire, l’emozione condivisa di stare insieme e di aderire ad eguali speranze…
La mafia può essere sconfitta… perché come ha detto il nostro Presidente Sergio Mattarella: batteremo la mafia, la elimineremo dal corpo sociale perché è incompatibile con la libertà e l’umana convivenza!!!
Però… per far ciò… c’è bisogno i tutti!!!
Per qualsivoglia ulteriore informazione:
tel. 338.7814778 – 335.7202743 – 393.4053112
Ufficio stampa Barbara Perversi 347.9464485 – barbara.perversi@gmail.com

Urlano tutti…si… ma a bassa voce!!!


Come diceva il nostro Sciascia… questi sono i nuovi professionisti dell’antimafia!!!
Già, in questi anni, tra associazioni, istituzioni, fondazioni, forum, comitati, e via discorrendo… il fenomeno delle associazioni per la legalità è cresciuto in modo esponenziale…
Prendendo infatti a modello, quelle associazioni “autorevoli” come Libera di Don Ciotti, le Agende Rosse, Addiopizzo, daSud, e qualche altra che non sto quì ad elencare…, ecco che, l’aver dato origine ad un qualcosa che possa divenire punto d’incontro per parlare di contrasto alla criminalità organizzata, diventa il primo passo fondamentale, per iniziare a fare concretamente numeri…, perché dopotutto…, di questo si tratta, di una semplice raccolta di nomi e  di firme!!!
Infatti, queste “pseudo” associazioni, sono astute… si muovono in punta di piedi…
Grazie ai soci fondatori che rappresentano coloro che sin dall’inizio ispirano e sovvenzionano l’associazione, si comincia ad essere accreditati in quei modelli onlus ( senza cioè alcun fine di lucro ) e dove il principale obbiettivo risulta essere quello del contrasto alla illegalità ed alla corruzione, volgendo ispirazione per quei valori naturali, andati ormai perduti, quali il rispetto, la moralità e la correttezza!!!
All’inizio, ci si rivolge a parenti ed amici, una forma d’incontro, nato a modello di circolo ricreativo, poi, pian piano, migliorando la struttura e l’organigramma, si da inizio alla raccolta di piccoli contributi, quasi sempre volontari, che con il tempo, possono ufficializzarsi, attraverso il 5 per mille dei contributi Irpef…
Si consegna una tessera personale, si passa alla ricerca di nuovi membri e nel contempo, si pubblica su carta stampata o su pagina web, quanto si ha intenzione di proporre in manifestazioni e scambi culturali…
Tutte belle iniziative che però nascondono il vero fine…, e cioè, fare in modo che il consenso possa, sempre più… aumentare!!!
Quindi stabilite le regole ed avendo proceduto alla realizzazione di un modello di statuto con il quale determinare quali necessarie direttive servono per l’organizzazione del gruppo, ecco, che si procede a depositare il contratto dell’associazione e dare finalmente inizio a quanto si desiderava realizzare…
La speranza, e quella che con il passar del tempo, il numero degli iscritti aumenti… e quando finalmente ci si accorge che, il proprio consenso è divenuto importante, quando si ha un forte visibilità, ecco che quello può rappresentare il momento dell’evoluzione…, quel cambiamento che sonda, se l’interesse maturato, può essere apprezzato e/o barattato da qualche esponente rappresentativo, preferibilmente istituzionale, che hanno un particolare interesse, a candidarsi nel mondo della politica…

Sembrerà assurdo, ma quanto avviene all’interno di queste associazioni è off-limit…  nessuno infatti, è nelle condizioni di poter confermare, se all’interno di queste associazioni, si celino personaggi che hanno interessi con le attività criminali…

Ormai, come possiamo osservare, nelle nostre città…, è difficile trovare quelle vecchie segreterie di partito…, queste non esistono più, non solo perché sostenerle, aveva dei costi proibitivi, tra affitti, utenze, dipendenti e spese varie, ma soprattutto perché necessitavano quotidianamente della presenza illustre della figura politica, che da alcuni anni, preferisce non mostrarsi, continuare con la propria professione e quando eventualmente disponibile, dedicarsi alla presenza di quelle sedute pubbliche a cui deve presenziare, per godere di quel famoso gettone di presenza…, ma soprattutto,  poiché quelle segreterie partitocratiche erano diventate totalmente inutile… in quanto sono rimasti in pochi, quelli che ancora, ci si rivolgevano, sperando appunto, nei loro buoni propositi…
Ed allora ecco che i ns. politici…  hanno alzato l’ingegno, sono nate, a sostituzione proprio di quelle segreterie, nuove associazioni; le chiamano culturali (ma non ci troverete neppure un libro… ), di volontariato, ambientaliste, per i consumatori, ricreative, ed ovviamente quelle più rappresentative… contro la mafia… tutti con nomi di grande interesse, importanti, a modelli #hastag, dove il riconoscimento immediato del nome deve costituire il modello e l’indirizzo a cui l’attività associativa si è ispirata…
Eccoli, sono i nuovi paladini…, alcuni hanno scelto nomi illustri che attraverso la lotta alla mafia hanno fatto grande il nostro paese, ma quasi sempre, dietro queste associazioni non vi è neppure un loro parente…, altri, usano la tecnica di copiare termini omonimi o nomi similari a quelli di associazioni autorizzate, inviando direttamente a casa, una richiesta economica a sostegno della stessa, su bollettini di c/c precompilati, senza poter conoscere, ne dove andranno a finire i soldi inviati e soprattutto chi è il reale beneficiario…
Se poi analizziamo concretamente cosa fanno…, quali lotte vanno combattendo, quante denunce presentano, quali dibattiti organizzano, in che modo fanno sentire la loro voce… , con quale foglio di giornale, rivista, pagina web contrastano la lotta alla mafia…, come URLANOOO a gran voce…, lo schifo che li circonda… ecco, ci si accorge, che tutto è fatto a bassissima voce… quasi in silenzio… per non disturbare… per non fare quei nomi e cognomi sconvenienti…, per non risultare fastidiosi agli occhi di tutti, in particolare proprio di quei soggetti malavitosi o con i colletti bianchi… dopotutto, vanno ripetendo: perché denunciare noi… lo farà qualcun altro…, le lotte dobbiamo sempre iniziarle noi con la nostra associazione e gli altri invece cosa fanno… dov’è lo Stato, i suoi uomini, che siamo essi a farle quelle lotte…, dopotutto loro… sono pagati anche per questo…noi no!!!
La verità è che alla fine, la lotta, la fanno sempre gli altri, quelli invisibili, quelli a cui le medaglia non verranno mai date…
La maggior parte… sta nell’ombra, anzi, grazie a queste associazioni si riciclano, sono quegli stessi personaggi che allontanati per varie vicissitudini dalla politica, ora, attraverso queste associazioni, tentano di riavvicinarsi alle poltrone perdute, grazie all’Antimafia. 
Soggetti con la doppia identità, che, protetti ora dallo stendardo dell’antimafia ( dopo essere stati a fianco di personaggi collusi con la criminalità organizzata oppure aver ricevuto contributi economici per la propria sede associativa, da quelle figure oscure, ora rimosse da quegli incarichi in quanto condannati per abuso di ufficio, concussione, corruzione, ecc…, ecco che, come se nulla fosse, sfilano in prima fila, in quelle marce per la legalità, al fianco di chi, quotidianamente, la combatte la mafia, come le istituzioni, le forse dell’ordine e quei pochi cittadini onesti…
Ormai il sistema è stato svelato, l’immagine pubblica di certi personaggi è stata smascherata, denunciata, rinviata a giudizio…, per truffa, peculato, malversazione o ancor peggio… per infiltrazione mafiosa…
Personaggi politici, che di giorno sfilavano nei cortei, ma che di notte cenavano insieme agli “amici” per decidere quali accordi elettorali proporre…, personaggi che attraverso quei propri movimenti e quelle fondazioni antimafia, hanno letteralmente intascato fiumi di denaro pubblico, investiti poi in attività commerciali proprie, personaggi infami che presentandosi come paladini della giustizia, hanno foraggiato queste attività fraudolenti…
Si mettono – come si diceva una volta – i vestiti buoni della domenica per andar in chiesa…, per mostrare quelle loro facce, a modello ispirazioni di sani principi, ma che nascondono di fatto, il loro vero volto, tra falsità e ambiguità…
Un sistema creato ad hoc, che tenta di sostituirsi ai vecchi ladri, sperando così di ricevere “gratuitamente” i beni di quelle aziende confiscate dallo Stato, dove, attraverso la costituzione di ipotetiche cooperative o associazioni, si ci trova coinvolti, nel gestire patrimoni milionari, ottenute a costo zero e soprattutto foraggiate, in quanto accreditate in quella lotta contro la criminalità…
Perché vestirsi di antimafia era diventato un business… ma oggi lo è ancora di più…
Un nuovo modo astuto, per ripulire la propria immagine…., quasi si trattasse d’immergere se stessi, in un cosiddetto bagno “purificatore”…

La solitudine di un numero uno


Sono in molti a dire che intorno a noi qualcosa sta cambiando e che si sono fatti passi da gigante nei modi di concepire le istituzioni ed il potere che essi rappresentano…

E’ quindi tutti a dirci che sul fronte delle lotte alla criminalità sono stati raggiunti dei traguardi importanti, poi, a quale prezzo di vite umane queste lotte sono costate, quello… è tutt’altro discorso!
Va be… diciamo senza alcuna retorica che alcuni cambiamenti si sono verificati, ma quanto questi abbiano realmente modificato le coscienze civili è ancora da vedere… perché nella stra-maggioranza dei miei conterranei è ancora insita quella convinzione per la quale, la legittimità di quel potere “occulto” garantisce lavoro, ordine, una cosiddetta “giustizia” espressa senz’altro in tempi più celeri di quella ordinaria…, possiamo considerarla, una vera e propria auto-legittimazione, che garantiva e garantisce quel consenso di voti ed al stesso tempo permetteva a questo “sistema” l’invisibilità…
Osserviamo nelle cronache di questi giorni come le indagini realizzate da parte degli organi inquirenti, conducano sempre a collusioni e trattative ” enigmatiche” dove da una parte ci sta la mafia e dall’altro un nemico “oscuro” che sta anch’esso dall’altra parte della legalità e cioè il cosiddetto anti-stato. 
Uno “stato” dentro lo Stato… che trama segreti e che influenza a seconda dell’evenienza il potere democratico e civile…
Uno “stato” al cui interno si è ricorso con molta frequenza, per sistemare certe situazioni “equivoche”, che avrebbero dovuto non saltare fuori, che non dovevano emergere e se scoperte, andavano immediatamente insabbiate, in particolare se tra questi ci sono i loro uomini…
Perché se da un lato si crede di aver smascherato quelle possibili connivenze, ancora tantissimo va fatto, per combattere la tendenza di molti settori ampi della politica ed imprenditoria nel considerare ancora la mafia come una risorsa, qualcosa da cui ottenere vantaggi, che sostiene economicamente certe candidature e che risulta essere presente nei momenti decisivi…
Altresì, è altrettanto evidente osservare come alla politica non gliene frega niente di certe manifestazione organizzate de quelle associazioni contro le mafie, infatti stranamente, non si vedono mai… segretari di partito o leader politici, ecco che da tale evidenza, si dimostra come nel nostro paese nulla sia cambiato…
Ed è per questo motivo che ormai il sottoscritto ha una idiosincrasia per queste esibizioni di “legalità” espresse da “taluni” personaggi che si presentano in quelle manifestazioni, più per loro esibizione, che per voler realmente ricordare quegli eroi – uomini dello Stato – che insieme ai propri agenti di scorta, hanno perso la vita…
Ma noi, non abbiamo bisogno di questa “propaganda politica”, noi quelle persone veramente eroiche le abbiamo conosciute ed abbiamo avuto modo di vedere come, nello svolgere i loro incarichi, non abbiano mai esibito se stessi agli altri, anzi, hanno sempre cercato di far credere noi tutti, che stavano avendo una vita normale, c’incoraggiavano a pensare che la lotta alla mafia, fosse una cosa possibile ed a disposizione di tutti… altrimenti si correva il rischio di avere una prospettiva errata della lotta, di poter credere di avere di fronte a dei miti, fama, notorietà e applausi, ma di fatto, scoprire che nulla era cambiato e che un passo avanti non era stato fatto!!!.
La verità è che in molti hanno paura, una paura che nasce dalla consapevolezza di perdere ciò che hanno, infatti, se questo “sistema” iniziasse ad essere smantellato, se “l’impalcato degli incarichi“, iniziasse a scricchiolare, ecco che sarebbero in tanti quelli a cadere…  a perdere quelle posizioni prestigiose o quelle funzioni “immeritatamente” ottenute… 
Ecco perché, quando un semplice cittadino inizia a effettuare quelle azioni di contrasto, tali da scardinare quello strutturato e collaudato sistema, ecco che, nel momento in cui vengono toccati i suoi uomini… inizia una strategia dell’abbandono, la persona indicata inizia ad essere lasciata sola…, non perché egli possieda in tasca chissà quale segreto o un papello prodigioso che possa nascondere un cifrario con i nomi di quanti collusi o appartenenti al sistema, ma soltanto perché la forza ed il coraggio delle sue idee, è capace, da sola, d’incrinare e scardinare un potere ormai diffuso a tutti i livelli, nella nostra isola….
Ed allora cosa avviene…, parte un piano di contrattacco che serve, prima ad intimidirlo e successivamente, ad allontanarlo dal proprio ambito professionale…
Sorgono nuove diffidenze, lo si vede quasi fosse un animale strano… uno di quelli da cui non fidarsi, anche perché impossibile da ammaestrare e quindi alla fine, invece di premiare l’impegno dimostrato, s’iniziano a monitorare le sue azioni, si cerca d’intravvedere un eventuale punto debole o si va alla ricerca si quale scheletro conservato nell’armadio…

Un vero “preoccupante” fastidio si manifesta per quel suo modo d’essere e chissà se forse non rappresenta proprio in ciò, quella avversione personale oggi avviata… quasi s’avesse invidia per quel coraggio finora dimostrato…

Ora, nel sentirsi isolato e circondato, capisce che deve trovare nuovi alleati a lui certamente inconsueti… deve superare quella limitata porzione di silenzi di alcuni uomini dello Stato…, va oltre, guarda, ascolta, si rivolge all’esterno, a quelle figure non ancora compromesse, a quelle associazioni composte da cittadini onesti, a quegli uomini politici che non vengono influenzati dagli interessi del partito ma che sanno farsi carico direttamente dei valori istituzionali, perché questi debbano essere messi sempre al di sopra di tutto…
Ma il potere è sempre lì nell’ombra, invisibile, come qualcosa di superiore, impersonale, ma soprattutto in modo latente va tramandando le proprie ostilità… ed è per questo che alla fine… tutti i numero uno… verranno sempre guardati con tanta sfiducia e molto sospetto!!!

La "lieve" lotta dello Stato contro la criminalità organizzata…

Già, un eufemismo, il termine “lotta alla criminalità“, che ormai quotidianamente andiamo sentendo…
Si tratta soltanto di parole che gettate al vento, trovano conforto e motivo di esistere in particolare occasioni, quali durante l’avvicinarsi a competizioni elettorali o nel voler annunciare meriti e riconoscenze ad alcuni soggetti, che in tal modo, beneficeranno di quelle attenzioni e gratifiche, da parte dei mass-media, affermazioni che hanno con l’unico scopo quello di affermare e rendere popolare, il “beneamato” di turno…    
Della sicurezza dei cittadini non interessa a nessuno!!! 
Ogni giorno infatti assistiamo a notizie su rapine, furti, anziani derubati, donne violentate, scippi, spaccio di droga, prostituzione, sequestri di persona, estorsioni, evasioni fiscali, danneggiamenti, mercato nero, ecc…, circostanze continuamente ripetute che in questi anni… non sono diminuite, anzi, vanno sempre più aumentando… 
Ma allora mi chiedo dov’è lo Stato…??? Già questo Stato che dovrebbe garantire e garantirci… dov’è???
Sentiamo sempre dire che non bisogna generalizzare, che si tratta di un falso problema, in quanto lo Stato è presente e, attraverso i suoi uomini, combatte ogni forma di criminalità e che quanto viene erroneamente detto è frutto di giudizi affrettati e molto personali…   
Peccato però che le statistiche dicano il contrario!!! 
Il ragionamento è basato su prove concrete se si considera che il nostro paese, dal dopoguerra ad oggi, ha avuto una crescita vertiginosa, in ricchezza e produzione di beni di uso comune…
Ognuno di noi, soltanto camminando per strada, non deve preoccuparsi del portafoglio che porta e del denaro in esso contenuto, perché questo rappresenta la minima parte trasportata, pensate infatti ai cellulari ( Iphone – Smartphone €. 700/1000 ), ai tablet dentro le borse ( 500-2000 €.), agli orologi firmati non di grande valore  ( €. 1.000-5.000 ) a quegli oggetti d’oro ( a rischio scippi – tra le €. 150-1.000 ) ed ancora borse firmate ( Louis Vitton – Gucci, ecc… tra €, 2.000 -5.000 ), ecco a guardarci, soltanto per strada siamo delle gioiellerie ambulanti, una vera manna per tutti i ladri in circolazione!!!
Certo dopo il periodo stragista e le lotte intraprese dallo ” Stato ” per dimostrare e imporre la propria forza e quanto richiesto a gran voce dai cittadini, ecco che quella lotta è andata pian piano scemando, ed anche la criminalità ( vista la negativa esperienza precedente), si è trasformata cambiando metodi organizzativi e puntando direttamente sul grande business, tralasciando così quelle microcriminalità che comportavano aggressioni, omicidi, estorsioni che determinavano un decadimento per la stessa economia, manifestava con la chiusura delle attività lavorative, del personale licenziato, del trasferimento dei cittadini verso il nord del paese, realizzando così quell’aumento di povertà, di cui nessuno si giovava, in particolare proprio la criminalità…
Ciò che manca da parte dello “Stato” è l’impegno deciso di combatterla questa criminalità e di reprimerla ancor prima che essa si manifesti…
Come si dice: prevenire e meglio che curare…
Combattere la criminalità significa quindi adoperarsi a livello personale, familiare e sociale.
Iniziare, contattando le famiglie povere e disagiate attraverso i servizi sociali, andare nelle scuole per far conoscere ai ragazzini i rischi ed i pericoli nel voler seguire certe particolari strade…  
Combattere la disoccupazione e la mancanza di prospettive, con interventi mirati e seri, tali da creare quelle giuste aspettative, che attraverso il lavoro si possono compiere.    
Bisogna coinvolgere tutte quelle figure fondamentali alla crescita individuale, dagli insegnanti, agli assistenti sociali, alle forze dell’ordine, e soprattutto bisogna contrastare con pene certe e definitive, gli autori dei reati e/o dei crimini..
La Giustizia deve fare il suo corso e lo deve fare in maniera spedita, celere, senza ritardi e/o escamotage che “avvocati di grido” utilizzano per ritardarne i giudizi o le pene…
Bisogna e non soltanto a parole, ripristinare quel concetto fondamentale chiamato “legalità” di cui in molti ormai si lavano la bocca… ma che poi, nei fatti, grazie a complicità e favoreggiamenti, usano per proprie finalità , diventando essi stessi parte di quel sistema, che sfugge ad ogni adempimento!!!
Proprio quest’ultimo punto, rappresenta il più infame!!!
Ho infatti l’impressione che esistono dei ” soggetti “, che, attraverso cariche istituzionali prestigiose, per nome e conto di Associazioni, Assessorati, Comuni, ecc…, dissimulano dietro quelle loro innocenti facciate, quanto di più disonorevole un’uomo possa rappresentare nel compiere e nello svolgere il proprio mandato…
Ed è grazie proprio a quelle “esclusive” collocazioni, che ancora oggi possono permettersi di attuare “ambigue strategie“, per far si che questo sistema, seguiti a restare inalterato, prolungando così il loro mandato e facendo in modo che questa attuale e consapevole situazione, possa perdurare nel tempo.

Prostituzione… una ipocrisia tutta Italiana!

Anche Catania viene invasa dalle prostitute…, ma oggi a differenza di quanto siamo abituati a vedere in televisione, queste hanno cambiato look… già ormai escludendo alcune zone periferiche dove ritroviamo ragazzine in mini gonne e tacchi a spillo…, le restanti sono presenti nel centro storico, nelle strade di maggior passaggio, nella circonvallazione, ma se non vai appositamente a cercarle…di loro neanche te ne accorgi…
Si, sembrano come tutte le ragazza che oggi vanno in discoteca o in qualche locale, di solito gruppi di tre o quattro, davanti a qualche locale, sembrano aspettare gli amici, oppure danno l’impressione che sono uscite da sole quasi volessero essere ” attraccate per così dire… “, vestite in maniera provocante certamente, ma decente, pantaloni aderenti, top, qualche tacco un po’ alto, un tatuaggio nel fondo schiena o nel braccio…, tra loro e quelle ” signore ” che un po’ più avanti stanno per entrare in un locale, non vedi alcuna differenza, anzi queste ultime, per come si atteggiano e per quei completi intimi così bene in mostra, portano il tuo primo pensiero a credere che forse sono loro le prostitute…    

Ora che da sempre il lavoro più antico del mondo venga messo in discussione lo sappiamo, ma mentre altri paesi hanno tentato di regolamentare il mercato del sesso a pagamento…, in Italia, dove tutti vogliono apparire puritani, si condanna apparentemente quanto avviene nelle loro strade, ma di contro poi, ne sono i primi clienti… 

Donne, quasi sempre obbligate a prostituirsi, oggetti in vendita che vengono sfruttate da quelle associazioni criminali dedite allo sfruttamento della prostituzione, che con la promessa di un lavoro nel nostro paese, prima le costringono con la violenza a sottomettersi alla loro volontà e poi dopo averne abusato le immettono nel mercato della prostituzione… e lo Stato permette che ciò avvenga…, in quanto la legge non punisce penalmente la prostituzione, ma condanna soltanto il favoreggiamento, l’induzione, lo sfruttamento e la prostituzione minorile, quindi il non aver creato una legge ad hoc, porta a vedere quanto sopra…

Bisogna inoltre considerare, che oltre le violenze subite dalle prostitute dai propri carcerieri, ci sono purtroppo anche quelle dei clienti, che a volte si spingono anche all’omicidio…, mentre a volte capita che sia il cliente a pagare, quella intromissione troppo personale di aiuto, nella vita di quella prostituta di cui si è invaghiti…, e se alla fine infine non si rischia con la violenza, si può certamente morire a causa delle malattie sessuali tra cui principalmente l’Aids…
Quindi oggi lo Stato deve cambiare modello e regolamentare una volta e per tutte la prostituzione…

Si può iniziare nel dare una licenza a questa attività, renderla cioè legale dove chiunque maggiorenne può chiederne richiesta agli organi di vigilanza appositamente creati, dove medici controllano le condizioni  fisiche delle ragazze e le quelle igienico-sanitarie del luogo preso ad esercizio, stabilire le tariffe orarie, prevedere  giorni di controllo per la polizia, del fisco e dei servizi sanitari.
Avendo stabilito quali aree possano essere meglio adibite a tale esercizio, si provvederà inoltre a presidiare l’area, con un controllo capillare di vigilanza sia privata che pubblica, evitando così episodi di infiltrazione criminale…

Ormai sono in molti i paesi che avendo presi ad esempio l’Olanda, stanno cambiando leggi e politica, a cominciare dalla Germania, Repubblica Ceca ed ora anche la Spagna dove sono nate pure delle scuole a luci rosse…
Ormai la prostituzione è equiparata ad un qualsiasi lavoro e le stime dicono che il numero sta enormemente salendo e ciò è dovuto ai grandi vantaggi economici, che a prestazioni ed in contanti, le prostitute ricevono,  basti aggiungere poi quelle definite “escort ” che utilizzando un giro esclusivo di vip e personaggi pubblici nel mondo imprenditoriale e della politica, vedono salire i propri conti correnti ed anche la propria clientela…
E’ per questo che in alcuni paesi europei si chiede un pagamento forfettario mensile a tassa per i propri servizi… 

In altri paesi si è voluto colpire il cliente, quindi colui che cerca sesso a pagamento, punendolo penalmente per sfruttamento alla prostituzione…, e grazie all’azione repressiva ed alla collaborazione dei cittadini, il fenomeno è quasi scomparso…
Quale possa essere la scelta giusta non sta a me a dirlo, ma di  di sicuro, va cambiato quello oggi presente nel nostro paese, un sistema che oggi premia la violenza, la criminalità, la delinquenza, il reinvestimento degli utili derivanti da tale business in altri investimenti quali droga, armi, ecc…, un prezzo troppo alto per continuare ad assistere immobili a quanto avviene nelle nostre strade, ormai sempre più nelle mani di questi criminali…!!!

Protocollo di legalità…

Il Protocollo di legalità nasce dall’esigenza di contrastare e monitorare il territorio, in particolare nel Mezzogiorno, dove continuano ad operare numerosi gruppi criminali, in grado di condizionare le attività economiche e finanziarie nei settori di pubblico interesse, sia in forma diretta che attraverso imprese e società controllate.
E’ nata quindi l’esigenza di rafforzare la collaborazione tra  Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo ed enti locali nella prevenzione e nel contrasto delle infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore degli appalti di lavori, servizi e forniture pubbliche; 
A tal fine è stato necessario assicurare, con il concorso delle stazioni appaltanti, lo svolgimento corretto e regolare delle attività imprenditoriali, mediante l’attivazione di misure di salvaguardia adeguate e celeri, finalizzate sia a contrastare l’azione invasiva delle organizzazioni criminali in materia di appalti pubblici, sia a rendere l’impresa meno vulnerabile di fronte alle varie forme di infiltrazioni…
Diventa volontà dei firmatari del  protocollo, perseguire con strumenti efficaci il preminente interesse pubblico alla legalità, alla trasparenza nelle procedure concorsuali d’appalto e alla tutela del sistema delle imprese dal rischio di infiltrazioni, con estensione delle verifiche antimafia per appalti di Opere o lavori pubblici del valore pari o superiore a 250.000,00 €, per  subappalti e/o sub-contratti concernenti la realizzazione di opere o lavori pubblici del valore pari o superiore a 100.000,00 €, per prestazioni di servizi e forniture pubbliche del valore  pari o superiore a 50.000,00 €, ovvero, indipendentemente dal valore, per forniture e servizi maggiormente a rischio di infiltrazioni…
Diventa utile acquisire ogni elemento informativo, atto ad individuare gli effettivi titolari delle imprese e verificare la sussistenza o meno di cointeressenze di soggetti legati ad associazioni criminali mafiose, l’impegno ad inserire nei bandi di gara l’obbligo per le imprese interessate di comunicare i dati relativi alle società e alle imprese chiamate a realizzare a qualunque titolo l’intervento, anche con riferimento ai loro assetti societari ed a eventuali successive variazioni. 
L’obbligo, per le imprese esecutrici a vario titolo di lavori, servizi e forniture, della osservanza rigorosa delle disposizioni in materia di collocamento, igiene e sicurezza sul lavoro anche con riguardo alla nomina del responsabile della sicurezza, di tutela dei lavoratori in materia contrattuale e sindacale, specificando le spese per la sicurezza non sono soggette a ribasso d’asta, ponendo a carico della impresa aggiudicataria gli oneri finanziari per la vigilanza dei cantieri e procedendo, in caso di grave e reiterato inadempimento, alla risoluzione contrattuale e/o revoca dell’autorizzazione al subappalto…
Bisogna dire comunque, che proprio l’esperienza fatta in questi anni, con l’accompagnamento dei protocolli di legalità alla programmazione negoziata, ci conduce di rilevarne oggi limiti e incertezze, al fine di approntare una diversa e più qualificata strumentazione.
Spesso i protocolli di legalità sono stati vissuti soltanto come un fastidioso passaggio burocratico al fine di sbloccare le risorse, anziché strumenti veri e propri di contrasto alle infiltrazioni criminali.
Ma la domanda che prioritariamente deve essere posta è se lo strumento del protocollo di legalità sia o meno idoneo a contrastare la criminalità organizzata nel campo degli appalti e degli affidamenti…
La risposta purtroppo non è certamente positiva, in quanto l’impresa mafiosa non solo possiede una storia,  ma questa si è evoluta con il tempo…., sia nei rapporti umani che nelle relazioni territoriali nel contempo create. 
Possiede una sua storia nel aver eseguito appalti pubblici e privati e nel aver partecipato in associazioni temporanee, questo fa sì che diventa difficile se non impossibile, il lavoro svolto dagli ufficiali giudiziari ed investigativi, nel  avere certezza di aver individuato una eventuale impresa mafiosa…
Per questo è necessario che forze sociali ed istituzioni, che hanno compiti distinti, trovino un luogo di incontro, di monitoraggio e di riflessione, in grado di facilitare le politiche e le azioni di contrasto. Il protocollo di legalità può e deve essere il luogo nel quale le forze sociali e quelle preposte alla sicurezza, pur nella rigida separazione delle funzioni, dialogano. 
Ma il protocollo di legalità non può fermarsi a questo deve essere accompagnato da prescrizioni precise, deve divenire lo strumento che pianifica la politica di prevenzione, che accompagna, attraverso specifiche misure, le determinazioni delle Amministrazioni per metterle in grado di riconoscere l’impresa buona e distinguerla da quella cattiva…
E’ necessario, innanzitutto, che il responsabile del protocollo di legalità sia il Prefetto, e questo perché è proprio in quella figura che si riassume il coordinamento delle forze dell’ordine e delle diverse organismi istituzionali operanti nel territorio…
Evidentemente deve essere anche sede di verifica dell’attuazione delle leggi in vigore: legge quadro sui lavori pubblici, per quanto attiene i subappalti, le forniture con posa in opera, i cottimi e i noli a freddo ed a caldo, le sub forniture, strumenti particolarmente vulnerabili alle infiltrazione mafiose…
Il primo momento riguarda il rapporto con la stazione appaltante; attraverso il bando di gara, infatti, la stazione appaltante deve essere messa nelle condizioni di percepire la natura dell’impresa che partecipa e che, eventualmente, diverrà aggiudicataria dei lavori.
Ed allora è necessario, oltre i requisiti previsti dalla legge, richiedere copia dei modelli 770 degli ultimi 3 anni per verificare la storia contributiva dell’azienda e, in raccordo con l’INPS, l’esistenza di verbali di contestazione sulla regolarità contributiva, sempre degli ultimi tre anni.
Le stazioni appaltanti devono acquisire i DM10, che registrano la forza lavoro denunciata ed, ad ogni stato di avanzamento dei lavori, i F24 che testimoniano i pagamenti effettuati realmente dall’impresa ai propri lavoratori. Tali richieste vanno estese, per il tramite degli appaltatori, anche ai subappaltatori e similari. Sarebbe utile, anche al fine di una esemplificazione del lavoro e della snellezza delle procedure, poter giungere alla realizzazione di un documento unico sulle regolarità contributive che possa rappresentare il riassunto delle certificazioni liberatorie in materia previdenziale, assicurativa e di attestazione della regolarità delle contribuzioni presso gli organismi paritetici.
Ogni protocollo di legalità dovrebbe contenere l’indicazione di un gruppo di lavoro in cui INPS INAIL e Guardia di Finanza svolgano un’attività sinergica.
Così come è necessario pretendere chiarezza sul ruolo delle stazioni appaltanti, ed ovviamente dell’appaltatore, sul controllo delle tipologie di lavoro scorporate attraverso subappalti e contratti derivati. Non v’è dubbio, infatti, che proprio nel cosiddetto “contratto derivato” si nasconda l’insidia della criminalità organizzata, non si tratta di criminalizzare il subappalto, ma di sapere che proprio in questo delicato passaggio è necessario il massimo rigore nel rispetto delle leggi e delle procedure, sia da parte dell’appaltatore che della stessa stazione appaltante, cui peraltro sono affidati poteri autorizzativi. 
E’ necessario che le stazioni appaltanti trasmettano in modo costante al Prefetto tutte le informazioni di cui dispongono e le autorizzazioni concesse sulle imprese ed i fornitori impegnati nella realizzazione dell’opera.
Naturalmente analogo ruolo dovrebbe essere svolto, sempre agli ordini del Prefetto, nei controlli antimafia. Anche su questo punto è necessario rivolgere la necessaria attenzione sia all’impresa che al cantiere. E’ necessario, dunque, che oltre ai dovuti controlli all’impresa per quanto attiene la storia giudiziaria dei proprietari, dei consigli di amministrazione, dirigenti e loro parenti, e sui passaggi di proprietà, le eventuali fusioni societarie, attraverso i soggetti che hanno nel tempo dato luogo alla storia “giuridica” dell’impresa, volgere l’attenzione al cantiere: chi sono i fornitori ed i subappaltatori, quali subappalti e forniture possono essere definiti anomali. E’ necessaria una particolare attenzione al sistema, totalmente discrezionale, delle forniture e sub forniture. E’ un passaggio assai delicato perché è quello maggiormente esposto a infiltrazioni, appunto perché privo di controlli ed autorizzazioni. La stazione appaltante deve conoscere le modalità di affidamento delle forniture e delle sub forniture, a partire dalle imprese invitate e dalle valutazioni economiche che stanno alla base delle aggiudicazioni. Sarebbe necessario fissare un numero minimo di imprese da invitare, proprio per tentare di rompere quelle situazioni assai diffuse di monopolio tipiche della “programmazione mafiosa” dell’economia. 
Il gruppo, sempre costituito all’interno del protocollo di legalità e formato esclusivamente dalle forze dell’ordine, dovrebbe svolgere questo ruolo sin dalla fase dell’aggiudicazione dell’appalto, in costante riferimento con il responsabile unico del procedimento.
Questa strumentazione ci sembra necessaria poiché i controlli esercitati attraverso le certificazioni antimafia, comunque denominate nel corso degli anni, non hanno dato risposta sin qui alle domande che si sono poste ed hanno riguardato solo una parte della vita del cantiere e soprattutto sono state indirizzate a colpire alcune imprese rispetto ad altre, un’accanimento perpetrato in maniera chirurgica, per togliere lavori assegnati e per non fare crescere quelle imprese che dimostrano di essere capaci sotto il profilo tecnico-logistico e lavorativo. 
L’esperienza di questi anni suggerisce, inoltre, la possibilità di istituire, anche dei colloqui informali con i rappresentanti delle forze dell’ordine, cui sia imprenditori che forze sociali possono rivolgersi per segnalare, al di fuori dell’ufficialità e dei rischi che purtroppo comportano, eventuali fenomeni di infiltrazioni criminali.
Questo lavoro, dovrà permettere non solo di prevenire e reprimere eventuali infiltrazioni, ma di monitorare, attraverso gli interventi proposti, le situazioni a rischio, decidere approfondimenti ed ispezioni, consentire un più penetrante e specifico controllo di legalità sulle situazioni ritenute sospette. E’ necessario, insomma, provare a distinguere l’impresa buona da quella cattiva, l’impresa mafiosa da quella che subisce l’intimidazione mafiosa, per garantire competizione e sviluppo del libero mercato e contrastare le forme di monopolio che la cultura economica mafiosa persegue come indirizzo fondamentale al fine di garantire gli interessi illeciti.
Il Mezzogiorno in particolare, si trova oggi a dover subire a causa di controlli effettuati in maniera superficiale da parte degli organi di controllo, ad avere bloccati grandi opere infrastrutturali che hanno già ottenuto il parere favorevole per la loro realizzazione, ma soprattutto l’ingiusta assegnazione di questi lavori ad imprese amiche del Nord Italia, che ottenuti gli appalti, provvedono a subappaltare con prezzi fuori mercato, alle imprese locali…
Già da un lato si vuole realizzare sviluppo e ricchezza attraverso le imprese locali ed invece con la “scusa” della legalità si permette che i profitti vengano riportati al Nord Italia…