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Arrestati dalla Gdf il presidente e l’amministratore delegato della Blutec: la società che controlla l’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese!!!

L’ennesimo scandalo… un’ulteriore truffa da sommarsi a tutte quelle che ogni giorno andiamo subendo!!!
Ed allora come dicevo, tanto per non modificare quella consuetudine, vengono arrestati dalla Guardia di finanza, il presidente e l’amministratore delegato della società Blutec, la stessa che controlla l’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese, nella quale lavorano all’incirca 700 operai e che ora rischiano di andare a casa…
Secondo la Procura di Termini Imerese (PA), l’accusa è di “malversazione ai danni dello Stato”, in quanto i due soggetti sono sono accusati di aver usato circa 16 milioni di euro di fondi pubblici destinati allo stabilimento di Termini Imerese, per altri investimenti della Blutec…
Ed allora mentre da noi spariscono i fondi, i dipendenti fanno la fame… infatti, 570 erano stati posti in cassa integrazione, mentre i restanti 130 sono stati impegnati in progetti di formazione…
Un’area quella di Termini Imerese che rappresenta uno scempio per la bellezza di quest’isola, un tratto di costa del nostro territorio che dire “meraviglioso” è poco… eppure la politica di allora, preferito destinate quell’area alla costruzione di questo stabilimento…
Siamo negli anni 60’… un periodo in cui la politica della nostra terra era gestita dalla mafia o meglio da quei suoi referenti della Dc…
Ed allora ecco che si decise di far partire nel 1967 la “Sicilfiat“, una società a partecipazione pubblica, di cui la FIAT deteneva il pacchetto di maggioranza con il 60% delle azioni, mentre alla Regione Siciliana il restante 40%… tramite la Sofis prima e poi tramite l’ESPI (Ente siciliano per la promozione industriale). 
Lo stabilimento fu completato nel 1970 grazie ad un consistente contributo della Regione erogato al gruppo Fiat per ottenerne la localizzazione nel territorio – oltre lo scempio anche la beffa economica – (già… viene da pensare che siamo proprio un popolo di somari…), il tutto per barattare quello stabilimento con un po’ di occupazione…
D’altronde parliamo di una struttura che occupava inizialmente 350 addetti… se la politica avesse sfruttato diversamente quel territorio, destinandolo al settore turistico, quelle stesse unità avrebbero trovato egualmente lavoro, a cui vanno aggiunti quei fattori d’inquinamento ambientale, che oltre ad aver lasciato forti ripercussioni a quei suoi dipendenti, lascia oggi una situazione disastrosa, impossibile da recuperare!!!   
Nel frattempo – siamo 1977 – la Fiat acquisì la totalità delle azioni, chissà a quale prezzo irrisorio o forse con la promessa che la forza lavoro sarebbe stata gestita da quel “gruppo di potere”, a cui interessava principalmente controllare quei suoi lavoratori – divenuti nel frattempo (siamo negli anni 80′) all’incirca 3.200 con altri 1.200 nell’indotto – circa 5.000 soggetti a cui sommare familiari, parenti e conoscenti vari… tantissimi voti con cui poter foraggiare, quei loro amici della “politica”!!!
Uno schifo allora… altrettanto oggi, dove s’evidenzia ancora una volta che a soffrire sono sempre le nostre società, quelle “siciliane“, mentre le altre, sì… quelle a livello nazionale, appartenenti a quegli stessi gruppi imprenditoriali, stranamente… vanno a gonfie vele e nessuno di quei loro dipendenti rischia oggi il posto di lavoro…
Alcuni giorni fa avevo parlato di “SIRTI” e ancora prima di “CMC” ed ora tocca a “Blutec” (del gruppo FIAT), ma tranquilli, vedrete… non saranno le uniche, perché continuando con queste politiche inefficaci e certamente sterili, molte altre (dire “molte” è oggi un eufemismo…) le seguiranno… 
D’altronde di cosa stiamo parlando, basti osservare quelle nostre “residuate” realtà industriali, lontane “anni luce” dagli standard tecnologici richiesti, ma soprattutto dai processi produttivi richiesti, che a sentir dire da quei loro addetti, sono fatiscenti o non più d’interessanti per i mercati  internazionali… 
Se poi si aggiunge che le nostre industrie mancano di qualsivoglia rilancio industriale e che a fronte dei finanziamenti ricevuti, statali e/o europei, si è preferito investirli in altri settori che nulla centravano con la nostra regione (d’altro canto chi doveva controllare – come ripeto costantemente – partecipava al banchetto…), ma come si è visto, sono finiti altrove… ecco, sarei curioso di sapere oggi da quei nostri “rappresentanti” istituzionali e non…, in quali modi pensano di modificare questo trend negativo, visto che ormai ciò che resta di quelle zone industriali, sono soltanto le macerie di quello che un tempo furono le grandi aree destinate all’industrializzazione del mezzogiorno… 
  

La vicenda "CMC"… è finita come tutti sapevamo!!! Chi fa finta di scoprirla soltanto ora, è perché gli ha fatto comodo…

Ora che è finita come già si sapeva, sono in molti a dimostrarsi preoccupati…

Ho ascoltato in Tv  un notiziario regionale (Azzurra Tv, Canale 194) che riportava della vicenda in oggetto e della nascita di un compitato per il recupero dei crediti: 
Nel frattempo ho letto che lo stesso Gruppo CMC ha chiesto il concordato preventivo, che solitamente costituisce l’anticamera della liquidazione o ancor peggio del fallimento…
Quanto sopra comunque conferma quanto già sapevo, in quanto ho avuto modo in questi mesi d’ascoltare telefonicamente alcuni amici, di cui alcuni colleghi e operai di quel gruppo, che mi avevano raccontato della circostanza grave d’essere senza stipendio da alcuni mesi, ma soprattutto dell’essere stati portati a conoscenza su eventuali provvedimenti di chiusura e/o allontanamento…
E’ dire che se a suo tempo il Tribunale di Catania, avesse utilizzato lo stesso metro di paragone adottato poi per altre società… forse ora – avrebbero certamente potuti esserci stati gli stessi problemi societari, ma con la differenza che quantomeno i lavori sarebbero stati portati a compimento…
Mi riferisco alla società “IN.CO.TER SPA”, già perché di una cosa quel gruppo era sicuramente capace: “Quello cioè di portare a compimento gli appalti affidati… vedasi ad esempio, taluni di quelli affidati proprio dalla “CMC”…!!!
Perché c’era una differenza sostanziale tra quella società e le cosiddette “General Contractor“… già quest’ultime tendono ad affidare a cascata il 100% di quel loro appalto, sì… a tutta una serie di società in subappalto, trattenendo così per se quell’interessante utile, garantito loro dalla differenza dei due contratti!!!
Mentre ora ahimè… molte di quelle società sub-affidatarie, si ritroveranno a breve a dover discutere un concordato preventivo, che certamente le lascerà con le “pezze nel culo“!!!
Alla faccia di quei protocolli di legalità, di quegli interventi prefettizi, di quei provvedimenti di sequestro e di confisca, che abbiamo visto, in quali modi poi… siano finiti.
E dire che i segnali c’erano stati tutti…
Il sottoscritto ad esempio, più e più volte aveva fatto emergere nel proprio blog, quelle problematiche… ma come sempre, si è preferito girarsi dall’altro lato…
D’altronde qualcuno dimentica che anche l’agenzia “Standard & Poor’s” aveva parlato di una situazione fallimentare del gruppo, con la decisione di tagliare il rating da CC a D, un livello di default in quella loro analisi sulla scala del merito di credito delle aziende, ma anche lì nessuno ha letto nulla e confermano molte di quelle problematiche dal sottoscritto descritte:
http://nicola-costanzo.blogspot.com/2015/11/sequestrato-il-raddoppio-della-ss-640.html 
http://nicola-costanzo.blogspot.com/2016/03/incoter-spa-tecnis-spa-due-pesi-e-due.html
http://nicola-costanzo.blogspot.com/2016/07/sono-il-signor-wolf-e-risolvo-problemi.html
Mi viene comunque una perplessità, è come se quanto stia avvenendo nella nostra regione, fosse già stato (dai piani alti di Ravenna…) preventivato!!!
E sì perché mi chiedo: “Avendo oggi un parco lavoro sicuramente invidiabile, basti osservare il link: http://cmcgruppo.com/cmc/projects/  questo concordato richiesto, riguarda esclusivamente le opere siciliane, oppure coinvolge tutto il settore del Gruppo CMC”???
Perché sarebbe alquanto imbarazzante scoprire che mentre nella nostra regione, quanto accaduto potrebbe concludersi a “gambe levate“, nelle altre realtà,  nazionali e/o mondiali, si potrà continuerà come nulla fosse accaduto!!!

Come avevo già scritto: “Due pesi e due misure“!!!
Forse sarebbe meglio che le due Procure, quella Etnea e quella di Caltanissetta, verifichino meglio la documentazione su quanto finora realizzato nel nostro territorio… prima che qualcuno possa pensare definitivamente di scappare!!!      

Sono il Signor Wolf e… risolvo problemi!!!

Vi ricordate il film Pulp Fiction il Signor Wolf… quello che veniva chiamato per risolvere i problemi… oppure Jules che prima di uccidere le sue vittime proclamava: il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre, perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare e infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te” (Ezechiele 25:17).
Vi starete chiedendo a cosa sia dovuto questo mio risveglio biblico… a nulla… o meglio, si direbbe a margine di una trama a me sconosciuta, che alcuni giorni fa, girovagando sul web, mi è pervenuta… sotto gli occhi.
Ciò che mi ha interessato, sono i nomi delle società e i soggetti ai quali si faceva riferimento… che sembrano in un primo momento tra di essi scollegati, ma che alla fine si comprende perfettamente, come  fossero tutti tra loro legati in quella tela di ragno…   
Si parla di un’area immensa… (quasi 1.400.000 mq), l’ex area Falck, dove sorgevano le acciaierie più famose d’Italia!!!
Ora finalmente, dopo tante disavventure, sembra aver preso forma il progetto di riqualificazione della Bizzi & partners development, la società di sviluppo immobiliare guidata da Davide Bizzi, con un investimento complessivo di 2,6 miliardi di euro è il piano di recupero urbanistico più ambizioso in Europa. 
E dire che questa, è la stessa area che ha visto nascere a suo tempo un’inchiesta dalla Procura di Monza, su odor di tangenti… e da quella indagine venivano indagati due professionisti, considerati dai Pm, organici alle cooperative emiliane; erano precisamente: Francesco Agnello e Gianpaolo Salami.
Nel 2011 “LiveSicilia” riportava quanto si diceva su Francesco Agnello: “un professionista di origini siciliane, rappresentante di politici del centrosinistra, che si era proposto come mediatore tra la proprietà e le cooperative che erano intenzionate ad acquistare una parte delle aree Falck” -secondo indiscrezioni, era legato al senatore democratico, Giuseppe Lumia- ed è stato iscritto nel registro degli indagati insieme al suo “gemello”, Gian Paolo Salami: ad entrambi è stata affidata una consulenza che gli inquirenti, ritengono “sospetta”… 
Soldi presi per “per non fare nulla” ha dichiarato Pasini ai magistrati mentre il Pm che si occupava del caso (Walter Mapelli) ha incaricato le fiamme gialle di verificare che fine abbiano fatto quei 2 milioni e 400 mila euro della consulenza… il sospetto è che si sia trattato, anche in questo caso, di un’altra tangente… 
Ricominciamo daccapo…
Giuseppe Pasini è l’imprenditore dell’area Falck, ne è stato il proprietario ed è quello che ha innescato lo scompiglio… avendo dichiarato e fatto mettere a verbale, d’aver versato mazzette destinate a Filippo Penati: è stata la CCC-Consorzio Cooperative Costruzioni, colosso edile di Bologna, a indicarmi i soggetti in questione – tant’è vero che proprio il vicepresidente della CCC, Omer degli Esposti, sarebbe fra gli indagati, mentre la Procura “non smentisce e non conferma”. 
In ogni caso, Pasini afferma d’averli pagati, come consulenti dal 2002 al 2004, versandogli la bellezza di due milioni e mezzo di euro, ma senza una mansione precisa, una sorta di tangente mascherata.
Agnello e Salami – ed è bene dire che rigettano ogni accusa – hanno presentato le fatture ai magistrati, i quali però non ne sono rimasti convinti… 
Peraltro, il Pm Walter Mapelli è andato ancor più indietro…

Parlando con Achille Colombo, storico dirigente della Falck (quando ancora i terreni non erano stati dismessi) ricorda la presenza di quell’avvocato “siciliano” (che poi è Agnello) già nel 2000, ai tempi delle prime trattative…

E dunque, molto interessante scorrere le loro pressoché -più che altro intrecciate- vicende professionali. 
Agnello, avvocato d’affari 58enne è di Palermo, in Sicilia si muove con sicurezza; Salami, 61 anni, è invece di Reggio Emilia, anche se fa base più che altro a Sassuolo, provincia di Modena. 
E si vede che ad entrambi, piace lavorare a stretto gomito: risultano associati in una marea d’imprese, consulenze aziendali e costruzione d’immobili ecc… 
Senza contare che, Agnello ha partecipato alle attività societarie di veri colossi della cooperazione come la Cmc di Ravenna – ma questo è solo uno dei tanti esempi… 
In ogni caso, significativo risulta essere proprio il loro giro d’affari siciliano…
I loro nomi compaiono, direttamente o indirettamente, in quella che appare come una catena di società collegate – Sviluppo Messina Srl, Sviluppo Trapani Srl, e poi Sviluppo Catania, Sviluppo Palermo, Sviluppo Licata… 
Una ragnatela che copre pressoché l’intero territorio dell’isola. 
Francesco Agnello direttamente, Gianpaolo Salami, attraverso una società che ne detiene percentuali di quote, la Servizi Globali Generali-SGG Srl, con sede proprio a Sassuolo – che peraltro annovera fra i soci anche un Mario Agnello.
Proviamo dunque a seguire le attività delle società che sopra abbiamo elencato… ed anche in questo caso, tutte risultano strettamente collegate a quelle delle cooperative emiliane. 
In sostanza: c’è il progetto di aprire un centro commerciale – Ipercoop, per dire – in un determinato Comune, e allora si dà mandato alla società di Agnello e Salami (Salami attraverso la SGG, ripetiamo) affinché sbrighi le pratiche burocratiche e sistemi le cose sul territorio –contrattazioni col proprietario del terreno, beghe comunali,  eventuali contenziosi-. 
Poi, una volta spianata la strada, ecco che parte il progetto, in genere realizzato dalla coop di turno…
Uno schema che però non sempre va a buon fine. Prendiamo Messina: lì, nell’area di Pistunina, era per l’appunto in progetto la realizzazione di una grande Ipercoop. 
Chi si prende in carico la faccenda?
La Sviluppo Messina Srl., che peraltro, oltre ad Agnello e alla SGG, annovera tra i soci anche Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia – questo per dire che i due indagati a Monza non sono proprio gli ultimi. 
Comunque: la coop che dovrebbe realizzare il centro versa una caparra alla Sviluppo Messina perché si attivi, e questa a sua volta versa un’altra caparra alla società proprietaria del terreno, la Decon Spa.
Pare vada tutto per il meglio, quando il Comune decide che, invece, quell’area rientra nel piano legato al porto di Tremestieri. 
Un canovaccio già visto: ecco la vicenda della la Sviluppo Trapani – fra i soci sempre Agnello e la SGG di Salami. 
In questo caso succede che la Immobiliare Grande Distribuzione, società quotata in Borsa i cui soci di maggioranza sono Coop Adriatica e Unicoop Tirreno, sottoscriva un contratto preliminare per l’appunto con la Sviluppo Trapani, sempre in vista della realizzazione di una galleria commerciale che ospiterà anche un’Ipercoop. 
Alla Sviluppo Trapani viene versata nel 2005 la consueta caparra, 5 milioni e 467mila euro, corrispondenti al dieci per cento dell’investimento complessivo. 
Solo che la faccenda non decolla, in Comune si scontrano e la burocrazia si mette di mezzo. 
E nel gennaio 2009 la IGD si ritrae, comunicando che otterrà la restituzione della somma versata. Ancora lo stesso schema: la coop, per costruire il centro commerciale, dà mandato ed eventualmente soldi ad Agnello e Salami affinché risolvano i problemi locali (ecco spuntare nuovamente il Signor Wolf…) , poi – se va tutto come deve – si parte col progetto.
Analogo schema viene riproposto in provincia di Catania, dove nel 2009 viene inaugurato il Centro commerciale Katanè: 100 milioni di euro di investimento complessivo, 33400 mq di area di vendita, una galleria commerciale di 70 negozi, 1300 posti auto. 
Per realizzare il Centro commerciale di Gravina di Catania, vengono rilasciate varianti che ai sensi del regolamento urbanistico sembravano difficili da ottenere, difatti, la stessa Confcommercio di Catania, denunciò le frettolose procedure con cui, verranno concessi i pareri autorizzativi…
Altri (per lo più concorrenti… siamo negli anni in cui a Catania si realizzavano più centri commerciali di quelli di cui aveva bisogno Parigi…), fecero ricorso al TAR per la violazione di alcune norme urbanistiche, quali per esempio il rispetto della tangenziale (o per esempio, le linee aree di alta tensione che sormontano l’edificio…), ma i giudici amministrativi, giudicarono il ricorso inammissibile… 
Aggiungerei inoltre che, proprio nel 2005 la magistratura fosse a conoscenza di una rivelazione da parte di un pentito… e cioè, che si stava dando il via in tutta la Sicilia alla costruzione di enormi centri commerciali, per riciclare centinaia e centinaia di milioni di euro, attraverso un sistema che legava tra loro, mafia, finanza e politica e colui che dichiarava quanto sopra, non era certamente un “pinco pallino” anzi tutt’altro, era un pentito di primissimo livello: Francesco Campanella.

Era lo stesso consigliere comunale di Villabate che falsificando alcuni documenti d’identità, permise al capo mafia, Bernardo Provenzano, di recarsi in Francia per compiere un intervento chirurgico…
Ed alla fine, come abbiamo visto, quei centri commerciali furono quasi tutti realizzati (si manca all’appello quello di San Gregorio, ne ho parlato in un mio precedente post…) e per molti di essi (basti guardare le vetrine chiuse in questi anni…), sta già iniziando a percepire quella pericolosa fase discendente… vera e propria causa d’implosione per colpa della crisi ed anche, della troppa concorrenza …

Comunque, ciò che è emerso e che questa coppia, Agnello-Salami, ha gestito per conto del mondo cooperativo, appalti tutt’altro che irrilevanti!!!
Peraltro, sempre la SGG, non ha operato esclusivamente in Sicilia ma si è occupata di realizzare un polo turistico nel territorio di Castellammare del Golfo (hotel e residence e servizi, cinquanta di milioni d’investimento) e la gestione (attraverso un’altra società di nome Phaedora) della Fortezza Vecchia di Livorno (e dire che anche lì… l’allora candidato sindaco Marco Taradash, denunciò l’appalto, adombrando il dubbio che questo fosse stato ottenuto per i collegamenti indiretti fra SGG e ancora IGD quest’ultima titolare anche di un altro progetto proprio nel livornese… ma non servi a nulla…).
Concludo infine con un intervista: “temo che quello di Sesto San Giovanni sia un modello collaudato (suggeriva l’esponente politico emiliano che accettò, in modo anonimo, di parlare con il giornalista di “LINKIESTA”), nel quale, personaggi come Agnello e Salami, altro non sono, che meccanismi di un complesso sistema di gestione del potere, su cui la classe dirigente avrebbe dovuto intervenire ben prima che la magistratura aprisse le inchieste!!!
La verità è che le gare d’appalto sono per alcune persone… una vera e propria passione. Già, appena ne sentono parlare, partono per la tangente!!!




Sequestrato il raddoppio della SS 640 Agrigento – Caltanissetta

Un raddoppio quello della SS 640 che rappresenta con i suoi 740 milioni di euro, un interessante business per l’impresa che si è aggiudicata l’opera pubblica e cioè la società consortile Empedocie 2 S.C.P.A. (costituita da CMC Cooperativa Muratori e Cementisti Ravenna 44%, CCC Società Cooperativa 18%, Tecnics di Catania 38%).
Se andiamo a rileggere quanto riportava il protocollo di intesa, osserviamo che la Empedocle SCPA (in forza del contratto a Contraente Generale), potrà affidare ad imprese terze, lavori ed opere, per l’intera realizzazione del progetto
Sarebbe interessante quindi conoscere i nominativi di quelle imprese, che hanno operato su quei tratti stradali e sapere se in questi anni, qualcuna di esse, abbia avuto revocato il certificato antimafia o se siano stati emessi provvedimenti interdittivi o condanne, nei confronti di alcuni loro legali rappresentanti…
Ed inoltre, sarebbe rilevante conoscere se, durante l’esecuzione, siano state violate le clausole di salvaguardia, con riferimento specifico agli impegni normativi e contrattuali e cioè, se dalle verifiche (alle imprese affidatarie e/o sub affidataria dei lavori) siano emerse irregolarità nei confronti dei propri dipendenti o dei lavoratori dipendenti da eventuali imprese sub affidataria, presenti nei lavori appaltati.
Inoltre, premesso che la società Empedocle 2 S.c.p.a. a promosso a suo tempo con la Prefettura di Caltanissetta, la Regione Siciliana, Anas SpA la sottoscrizione di un Protocollo d’intesa ai fini della prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata e dove tale protocollo avrebbe dovuto di fatto costituire “l’elemento fondamentale” sul quale garantire tutte procedure interne volte ad attivare le ricognizioni e le analisi per la protezione e l’incremento dell’integrità aziendale e della filiera produttiva relativa al lavoro…
Scoprire quindi in questi giorni come, i militari del Reparto Operativo (Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Caltanissetta), abbiano dato corso, ad un serie di procedimenti, iscrivendo 12 indagati per “concorso in frode in pubbliche forniture”… e dove agli interessati è stata contestualmente notificata “informazione di garanzia” e sono stati accusati, a vario titolo, per aver:
– utilizzato calcestruzzo non conforme alle previsioni contrattuali;
– utilizzato gabbie in acciaio per la realizzazione di pali ed altre strutture di misure e/o caratteristiche tecniche non conformi al capitolato;
– occultato alla Direzione dei Lavori difficoltà tecniche ed irregolarità dei materiali;
– omesso di segnalare alla Direzione dei Lavori irregolarità riscontrate, impedendo l’apertura della procedura contrattuale di non conformità e la successiva risoluzione delle irregolarità esecutive, lascia di per se, un po’ perplessi….

Certamente qualche dubbio sulla validità di questi protocolli di legalità nasce, considerato che proprio in questi giorni, ad una delle partecipate, è stata notificata l’interdittiva antimafia in seguito all’arresto dei propri vertici…

Sarebbe altrettanto interessante conoscere per quali ragioni, un’opera che prevedeva i lavori di adeguamento a quattro corsie della strada statale 640 “di Porto Empedocle” (dal km 9,800 al km 44,400), per un importo di circa 378 milioni euro sia giunta oggi a costare quasi il doppio…
Ed ancora, un’opera che prevedeva il completamento entro 1510 giorni dalla firma del contratto (sono circa cinque anni) e che dal quel 2008 è ancora in corso di realizzazione, ma soprattutto, non si sa nemmeno quando si giungerà alla conclusione, considerato che -per quanto emerso- sono state rilevate numerose non-conformità durante i lavori e che queste se pur già segnalate al contraente generale, avranno l’onere di essere sanate… 

Inoltre, mi sembra di ricordare che per ogni giorno di ritardo, il contraente generale avrebbe dovuto corrispondere all’ANAS una penale pari all’1 per mille dell’importo complessivo della progettazione esecutiva e dello 0,5 per mille dell’importo complessivo offerto per i lavori…

Una cosa è certa, questo sistema sugli appalti pubblici, così com’è, non funziona e presenta falle a tutti i livelli… dalla trasparenza delle gare d’appalto (sempre più viziate dalla solita rete di conoscenze e favoritismi) ai controlli ispet­ti­vi an­ti­ma­fia, dai requisiti di moralità professionale dei titolari, alle mazzette ripartite, dai meccanismi di accesso agli appalti, ovvero la qualificazione delle imprese, con quel sistema SOA (società organismo di attestazione) basato su controlli affidati a società private, che avrebbero dovuto sostituire quel carrozzone dell’Albo costruttori, filtrandone l’accesso dei nuovi ingressi ed eliminando tutte quei vecchi scatoloni vuoti, e per finire, quella mancata trasparenza…
Non esiste a tutt’oggi una banca dati informatizzata, dalla quale sia possibile conoscere tutti i contratti pubblici e che permetta a chiunque, di sapere quanto sia costata un’opera (rispetto all’importo originario), a chi è stata affidata, chi erano i subappaltatori, conoscere mese per mese gli stati d’avanzamento di un’opera, ecc…
Non so dire se chi si occupa d’appalti pubblici sia realmente incapace… ho il dubbio invece, che forse, ci troviamo in un comparto gestito da furbi, che fa sì che questo sistema, resti cosi com’è, per poter continuare a ingrassare e oliare, tutte quei soggetti, legati tra loro in anomale procedure ( il più delle volte illecite…) che prendono il nome di… appaltopoli!!! 

Quel "Centro Commerciale" incompiuto di San Gregorio…

Dopo quasi 8 anni, mi è stato chiesto dall’Amministratore della società per la quale opero, di verificare un appalto di movimenti terra, realizzato nel lontano 2007/08…

Trattasi, di un progetto di proprietà della società Virco Spa, per la realizzazione di un centro commerciale, a cui (se non ricordo male), sembrava  essere interessata “Carrefour”…
L’appalto fu affidato alla società Edilizia Industriale e Commerciale Spa ( dello stesso gruppo di aziende “Virlinzi”), la quale, incaricò per i lavori di movimenti terra (preparazione area di cantiere, scavo di sbancamento e trasporto del materiale presso discarica autorizzata… ) la F.lli Basilotta Spa, oggi, IN.CO.TER. S.P.A.
I lavori furono completati, ma non si poté dare inizio alle opere civili, in quanto, proprio in quel periodo, iniziò una forte protesta da parte delle associazioni ambientaliste, che costrinse ad un intervento diretto da parte della Soprintendenza…
Secondo gli ambientalisti…, la zona insisteva su un’area boschiva che, a causa proprio di quegli interventi di sbancamento, erano stati distrutti… (io per quanto mi ricordi… non era esattamente così… potevano esserci quattro alberi di olivi incendiati ed alcune piante di oleandri e ginestre selvatiche cresciute sullo strato di lava… le stesse che oggi, recandovi sui luoghi, trovate adiacenti lo scavo… e comunque con tutto il rispetto – se pur ambientalista – farle passare per macchia mediterranea… c’è ne vuole…
Comunque, i problemi sopraggiunti, smorzarono l’interesse della catena commerciale francese, considerato inoltre che, di lì a poco… furono realizzati nuovi Centri Commerciali: Katanè (Gravina di Catania), Porte di Catania (S.S. Gelso Bianco – uscita Zia Lisa), Centro Sicilia Shopping (Misterbianco – uscita S. Giorgio) senza dimenticare il già noto Etnapolis di Belpasso ( tutti lavori che – ad esclusione del Centro Sicilia – sono stati realizzati in gran parte dalla In.Co.Ter Spa…, la stessa che nel contempo aveva portato a termine il MAAS – Mercato Agro Alimentare di Bicocca – e dire… che alla fine, i meriti di tutti quei lavori, sono andati ai soliti General Contractor, con sedi in Nord Italia…, Cmc, Maltauro, Immobiliareuropea, ecc… ). 
La cosa assurda è che su molti di questi lavori svolti, la società Incoter è ancora in attesa di ricevere (dopo tutti questi anni) le somme relative al saldo dello svicolo delle ritenute… che ammontavano a centinaia e centinaia, di migliaia di euro… e per fortuna che almeno quest’anno – attraverso le solite… procedure legali (realizzate da parte dell’Amministratore nominato dal Tribunale) – si è potuti giungere a recuperare una consistente parte delle somme, ma c’è chi ancora deve pagare, quelle somme trattenute poste a garanzia… ( ma ho la convinzione che a breve chissà – forse rileggendo tra le righe di questo mio post – qualcuno, possa, come si dice… “passarsi la mano sulla coscienza” e decidere di trovare quella giusta ed equa soluzione…. ( anche perché come diceva un mio caro amico del Nord, Renzo, quando si litiga… si perde entrambi…).   
Oggi l’area di lottizzazione, appare desolata, abbandonata a se stessa, un’enorme sbancamento che debbo aggiungere – in qualità di esperto in sicurezza ( Coordinatore, Rspp e quant’altro…) – non mi sembra perfettamente adeguata su quanto prevede il D.Lgs. 81/08 e s.m.i. ( in particolare mi riferisco alle misure di prevenzione, sui possibili rischi da cadute dall’alto, fosse, scivolamento, buche, seppellimento per franamento delle pareti di scavo, mancata recinzione dell’area, ecc… ).

Un’area, che si trova all’interno di due strade, quella ripida di Via Catania e quella che da Trappeto giunge fino all’attuale rotonda, bivio di collegamento per chi giunge dall’autostrada ME-CT per proseguire in direzione di S. Gregorio… Strategicamente, era un punto interessante, con migliaia di auto che l’attraversavano quotidianamente, posta al di sotto, di quella famosa “Collina del disonore”. nota per quelle antenne e parabole (televisive e telefoniche) istallate sulle proprie alture…
Certo, all’inizio dei lavori (e mi riferisco anche a quelli successivamente realizzati per il Centro d’Intrattenimento, posto un po’ più in alto), i vicini confinanti con queste aree, cominciarono a lamentarsi per l’eventuale aumento dei visitatori, del traffico veicolare e del deprezzamento paesaggistico a cui le loro proprietà – a causa l’impatto ambientale derivante dalla costruzione di questi centri – sarebbero dovuti andare incontro…, ma, da quando è stata aperta l’uscita “Paesi Etnei”, molti di loro si saranno sicuramente pentiti di quelle continue lamentele…, poiché, come si è successivamente costatato… questa strada, ha perso molto di quel valore intrinseco, lo si può costatare osservando quanto ora sia poco transitata!!!

Cosa aggiungere, mi auguro presto, di veder quest’area convertita, non più con enormi casermoni di Centri commerciali, che se non fosse in questo periodo per per quell’area condizionata al loro interno… ( vista la cocente temperatura dell’esterno…), credo che non verrebbero neppure visitati; basti notare infatti, come questi stiano per implodere… (lo si vede osservando il numero sempre più numeroso delle botteghe vuote – coperte da quelle insegne -nuova apertura- a cui, nemmeno le procedure di salvaguardia adottate – come per esempio la riduzioni del canone d’affitto – siano servite  a contrastarne il fenomeno di rescissione dei contratti…
Dopotutto… le persone, preferiscono comprare nei negozi…, un ritorno al centro storico, e soprattutto, quegli stessi supermercati presenti da sempre all’interno di questi centri commerciali – che avevano quale obbiettivo di assicurare un costante numero di clienti – ora, a causa dell’apertura di nuovi e più competiti hard-discount, vede allontanare tutti quei potenziali clienti verso queste realtà…
Comunque per dimostrare come basterebbe poco per cambiare quest’area, propongo due soluzioni a tema…, con la speranza che chissà… forse un giorno, queste possano diventare una concreta realtà!!!