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Nessuno che parla… c’è ne fosse uno soltanto che facesse i nomi…

E’ dire che si parla di commissione regionale antimafia…

Trattasi difatti di una relazione inviata alla Procura della Repubblica, che descriverebbe su presunte infiltrazioni mafiose nel comune di Catania, da parte di tre esponenti, di cui due del Consiglio ed uno della circoscrizione…
Mi chiedo… ma se anche loro hanno timori reverenziali a dichiararne i nomi, come si pensa di cambiarlo questo paese???
Certamente prima di mettere alla gogna i sospettati… è giusto che bisogna attendere gli organi di competenza, le loro opportune verifiche… ma se queste giungeranno, fra uno o due anni, cosa si fa, si approvano nel frattempo i vari provvedimenti… per poi fra qualche anno… rendersi conto che quanto formalizzato era stato abilmente pilotato??? 
Per fortuna… almeno in questo, i consiglieri comunali (tutti, nessuno escluso…) sono uniti nel voler conoscere i nomi, anche perché senza quei nomi… ognuno di loro –quasi fossero colpevoli– restano ovviamente… coinvolti!!!
Dopotutto, sappiamo bene come questo nostro paese è bravo a gettare fango ancor prima che uno venga condannato… per poi scoprire il più delle volte, che le motivazioni su cui erano state fondate le inchieste gli accertamenti… non avevano alcuna concretezza… ma anzi, erano state create artificiosamente!!!
Ma giunti ormai a questo punto… avendo fatto uscire la notizia della denuncia, eludendo quindi di fatto qualsivoglia riservatezza sul documento trasmesso, non si capisce, a cosa serva “nascondersi” se non forse per giustificare quella azione, con l’obbiettivo di aver voluti creare confusione ed instabilità politica…
Tirare la pietra per poi nascondere la mano… non fa altro che gettare ombre sul quello stesso operato della commissione, trasformando chissà… forse anche qualcosa di concreto, in una bolla di sapone 
Sono in molti oggi a chiedere di liberare quei sospetti dall’aula… ma il problema e che nessuno intende farne i nomi per primo, forse dobbiamo credere… per non essere successivamente tirati giù anch’essi da quelle poltrone… portando a conoscenza dell’opinione pubblica… quanto sapientemente, si era saputo conservare nell’armadio???
Dopotutto parliamo di politica, di uomini che combattono giornalmente per stare seduti lì… su quelle poltrone, di personaggi abituati a gestire i compromessi e a salvaguardare quelle proprie posizioni, tentando di non intaccare soprattutto i loro colleghi e amici non solo di partito, ma soprattutto di coalizione…
Motivazioni per non fare i nomi c’è ne sono tante… e dispiace che ogni volta per fare affiorare la verità non si faccia mai il proprio dovere… ma si attende sempre che siano gli altri a scoprirsi… il più delle volte gli stessi uomini e donne della Procura… che avranno l’onere non soltanto di accertare l’eventuali responsabilità, ma anche quello di doverci mettere la faccia…
Però è strano come si pensi sempre alle responsabilità giudiziarie e non ci si soffermi di salvaguardare anche quelle morali!!!
Di bene in meglio… continuiamo così a goderci un consiglio comunale che gestisce e amministra il bene della cosa pubblica, pur sapendo che “forse” al proprio interno, ci possano essere soggetti collusi con quei poteri mafiosi, i quali certamente andrebbero contrastati, ma bensì nella realtà trovano (attraverso quelle eventuali pedine) a concretizzare quanto loro estremamente necessario…

In ricordo di Elena Fava…

A pochi giorni dalla commemorazione del papà Pippo, vorrei dedicare un mio pensiero alla figlia Elena…

Una donna segnata da una profonda lacerazione, tragica esperienza personale vissuta silenziosamente insieme al fratello, che soltanto chi ne ha patito eguali sofferenze, può comprenderne l’intimità di quei momenti difficili…
Acuta indagatrice dei cambiamenti della vita e di questa sua amata terra, di quella eredità culturale ricevuta dal padre, che la condotta a volersi impegnare personalmente, nel diffondere quei principi di legalità e di senso civico…
Moralità e giustizia, hanno rappresentato difatti due punti fondamentali della propria esistenza, una dedizione che le ha permesso di proseguire quegli insegnamenti di vita tramite la fondazione dedicata al padre…
Insegnamenti di onestà che cercava di trasmettere ovunque si trovasse, in particolare nelle scuole quando invitata, impegnava tutta quella propria energia interiore, per diffondere ai ragazzi quella cultura del diritto e della giustizia, unica lotta di contrasto ad una presente e diffusa mentalità mafiosa…
Era fondamentale per lei recarsi nelle scuole, per parlare con quei ragazzi, far conoscere a tutti la propria esperienza personale, la storia di suo padre e di tutte le vittime della mafia, mostrando i rischi a cui s’incorre, accettando facili tentazioni che nel corso della crescita (in particolare per quanti fossero residenti nei noti quartieri disagiati della città) potevano presentarsi…  
Insegnava a saper dire di no, allontanando quell’immagine “comoda” di finto benessere… contrapponendo a questa agiatezza, la propria dignità, portata avanti con sacrificio, privazioni e duro lavoro, cercando in modo comune, di realizzare una società più equa e solidale…
Elena amava Catania, senza però esimersi dal criticarla quando era necessario… senza mai tirarsi indietro, ma tentando sempre e in ogni luogo, di far emergere la verità…
Una donna che in questi anni, insieme al fratello Claudio, ha lottato affinché questa propria terra, rinnegasse definitivamente quel “sistema” che ancora oggi lega certi ambienti criminali, alla politica e all’imprenditoria…
Un sistema fatto di clientelismi, privilegi, raccomandazioni, favori, regalie, un intreccio dare/avere già a suo tempo analizzato dal padre e che vede ancora oggi, più o meno, gli stessi analoghi protagonisti… 
Da un lato ci sono i cittadini che posti in ginocchio sono lì a chiedere… dall’altro quanti grazie alla loro posizione privilegiata ne condizionano quelle loro richieste e nel contempo, per quel loro “interessamento” ne pretendono il voto, consolidando così… quella loro posizione…
Elena Fava queste cose le sapeva bene… e conosceva perfettamente i metodi adottati dagli associati di quel gruppo criminale, che ha tentato, nel corso degli anni, attraverso propri paladini della legalità… d’infangare il suo operato e la memoria stessa del padre… e scoprendo successivamente… come questi fossero in combutta con gli stessi mafiosi…
La Sicilia… Catania ahimè… dimostra essere ancora indietro su questo fronte… e se pur encomiabile in Sicilia l’operato delle procure, delle associazioni di legalità, di alcuni giornalisti coraggiosi e di una parte onesta dell’opinione pubblica, è evidente ancora a tutti come purtroppo… si è lontani dal voler considerare questa nostra terra… libera!!!
Ma non dobbiamo scoraggiarci… dobbiamo prendere quanto di buono ci ha trasmesso Elena e proseguire tutti insieme con le parole di suo padre: a che serve vivere, se non c’è il coraggio di lottare!!!

Catania si fa bella… ma gli incivili sono sempre in agguato!

In questi giorni il centro storico di Catania si veste di festa…

Sono infatti cominciati i lavori di preparazione per decorare tutte le strade e piazze principali, da Piazza Duomo a Via Etnea, da Via di San Giuliano alla zona famosa della “movida”, e poi ancora Corso Sicilia, Viale Liberta, Viale Vittorio Veneto, Via Gabriele D’Annunzio, Corso Italia, Piazza Roma, ecc…  
Anch’io affacciandomi da Corso Sicilia, posso ammirare come è bastato poco per cambiare il look di questa città…
Il cosiddetto salotto buono, si presenta pian piano curato, con l’inserimento ovunque di fioriere, elementi divisori stradali abbelliti con nuove piante variegate, agli incroci vengono predisposti luminarie colorate e l’interno dei portici viene abbelliti da negozianti e commercianti…
Inoltre passeggiando per le strade ho intravisto gli alberi alberi illuminati e in alcune piazze preparare l’abete, simbolo tradizionale delle feste di natale… ed in corso anche la preparazione di vari presepi… 
Questo è certamente un momento importante di grande riflessione, che valica quegli stessi confini religiosi per spingere tutti… verso un nuovo rapporto d’unione e fratellanza, in particolare verso quanti oggi ricercano nel nostro paese, quella augurata possibilità di sopravvivenza che hanno di fatto perduto, dopo essere dovuti scappare dai loro paesi d’origine… che a noi sembrano così distanti, ma che sono di fatto così vicini e che restano ancora oggi, sotto l’influenza di tensione civili e guerre…    
Ecco perché questo Natale sarà molto diverso da quelli che l’hanno preceduto… dovrà infatti rappresentare un momento di gioia, pace e speranza e non potrà essere rappresentato dall’esclusivo girotondo consumistico, legato ai regali, sconti e promozioni…
Il primo gesto che dovrà essere manifestato, dovrà essere quello della “solidarietà”, riuscire a compiere quei piccoli gesti (fatti con il cuore) a sostegno di chi oggi non possiede nulla o sta male, basta pochissimo per far ciò… per esempio, con sole 2 euro si può sostenere l’Aism (l’Associazione italiana per la lotta alla sclerosi multipla).
Ed allora tentiamo di farla qualcosa… per quanto certamente a noi possibile, perché è in questi piccoli gesti che si da valore all’essenza della propria vita, dimostrando non solo agli altri (senza bisogno di propaganda) ma soprattutto a se stessi, quanto realmente si vale, realizzando quanto più si può… nel più completo silenzio!
Certo, debbo dire che a guardarla dall’alto è proprio un bello spettacolo… considerato che per tutto l’anno l’ho potuta osservare… dispiacendomi, per come come era stata ridotta… 
Ma ora non è momento di giudizi o valutazioni negative, per un momento evitiamo tutti di essere critici ed superiamo quell’immagine di brutto passato… e guardiamo in maniera ottimistica, indirizzando i nostri auspici verso questo nuovo anno 2016, ormai prossimo all’arrivo…
Si è vero… si sta facendo tanto e speriamo che questa bella presentazione non duri solamente questi pochi giorni di festa, ma possa proseguire anche negli anni a venire…
Questa sarebbe una bella speranza, anche se i fatti, già sin d’ora dimostrano il contrario… basta soltanto ingrandire le immagini sopra riprese, per contare le carte abbandonate e lasciate purtroppo su quei decorati giardini…
Dopotutto… si dice che nessun uomo “civile” si rammarica mai per un piacere e nessun uomo “incivile” sa che cosa sia un piacere… 
E’ proprio vero… Catania  si fa bella, ma gli incivili sono sempre in agguato!!!

Occupazione o Legalità??? Cosa salvare???

“Beni confiscati alle mafie e prospettive di riforma”, con questo titolo si è svolto ieri un convegno presso l’Hotel Excelsior di Catania, che ha visto la presenza di personalità importanti sia nel campo della prevenzione e contrasto, che per quello giuridico ( perdonatemi se non ne elenco i nomi… ma non ho tanto vaglia di fare propaganda…), m’interessa maggiormente esaminare gli interventi realizzati…
L’incontro giunge in un momento particolare, visto quanto accaduto nella sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo…  ed è per questo motivo che diventa fondamentale l’operato investigativo delle procure, che permette d’individuare quelle attività legate ad ambienti malavitosi…

Certamente, giungere a comprendere quali “particolari” aziende, siano legate a particolari meccanismi fuorvianti, non è semplice, ma lo diventa ancor di più, nel momento in cui su queste, pervenga il provvedimento di sequestro/confisca… 

Ora infatti, bisogna decidere cosa sia più importante… salvaguardare i posti di lavoro di quelle aziende confiscate o intervenire con quanto prevede la normativa e cioè, procedere alla revoca degli appalti…

Anche perché non è corretto vedere applicata  la regola (tanto in voga nel nostro paese) quella cioè dei “due pesi e due misure“, diversificando imprese di serie B a cui verranno sottratti gli appalti e ad altre di serie A, cui sarà permesso di poter continuare… dimenticando che questa regola, non rappresenta quel vero concetto di equità e giustizia!!!

Inoltre, cosa aggiungere sugli amministratori giudiziari??? 
Ho sentito dire che questi “non sono degli imprenditori…” va be… questo lo sapevamo già… e difatti, nessuno di noi sperava di trovarsi d’innanzi il perfetto “manager” aziendale… ma augurarsi di avere qualcuno un po’ più rigoroso e soprattutto meno sottomesso… non mi sembra dover chiedere molto!!!
La stessa affermazione sul delicato tema concorrenziale, che deve far si che tutti siano garantiti… evitando così di agevolare quelle imprese sottoposte a gestione amministrata, ma influendo in modo tale che le regole di concorrenza vengano sempre rispettate, permettendo però a queste società di poter sopravvivere, applicando pochi ma precisi dettami fondamentali…
Come ritengo sia altrettanto banale, ricercare sempre in questi convegni, quel senso di responsabilità da parte della collettività… che dimostra (a differenza di quelle dichiarazioni fatte a parole,,,)  di esserci sempre con i fatti!!!

E poi, prima di chiedere alla società civile di “assumersi le proprie responsabilità, trovando la forza e il coraggio di reagire”, ecco, prima di esigere dagli altri… ci si dovrebbe interrogare su come certi magistrati, amministratori, prefetti, uomini e donne delle istituzioni, si siano potuti lasciare coinvolgere in atti di collusione, illegalità e corruzione!!!

Cosa dire, un vero e proprio “spreco di legalità” che auspichiamo potrà essere oggetto di un approfondimento più specifico, affinché si possa giungere a modificare la gestione dei beni confiscati in maniera più semplice e chiara, con procedure limpide a cominciare dagli incarichi, per seguire sui compensi, durata e numero di assegnazioni… tutte condizioni che, in questo momento, necessitano di essere attenzione, affinché quanto accaduto finora, non abbia a ripetersi…

I numeri delle aziende confiscate…

Quanto accaduto nel tribunale di Palermo, ha riproposto all’attenzione pubblica il tema della gestione delle aziende e delle attività d’impresa sottratte alle mafie…
I dati dell’Agenzia (2012) dicono che delle 1708 aziende confiscate in Italia, 497 sono uscite dalla gestione in quanto cancellate dal registro delle imprese e/o liquidate, mentre le restanti 1211 sono ancora sotto gestione amministrata…
Si legge che per 14 di esse la confisca è stata revocata, mentre per altri 45 casi si è proceduto alla vendita a soggetti privati, le restanti 393 sono ancora da destinare, mentre 342 sono state destinate alla liquidazione, 198 hanno un fallimento aperto durante la fase giudiziaria, per 189 è stata richiesta la cancellazione dal registro delle imprese e/o dall’anagrafe tributaria.
La gestione infine delle restanti 30 aziende è stata sospesa per pendenza di procedimenti penali e di cui, per 5 di queste, la sospensione è stata causata da varie criticità…
I numeri dicono inoltre che, di queste 1708 aziende confiscate, 623 erano in Sicilia, 347 in Campania, 223 in Lombardia, 161 in Calabria, 140 nel Lazio e 131 in Puglia, e per finire le restanti 83 escluse successivamente dai procedimenti giudiziari… ma ciò che emerge è che quasi tutte queste società sono registrate nel centro-sud…
I dati dicono inoltre che le imprese sono così suddivise… 477 nelle costruzioni, 471 nel commercio, 173 nel settore ristorazione e alberghiero, seguono le attività finanziarie, immobiliari, servizi, informatica, trasporti, manifatturiere, sanità ed anche servizi sociali…
Poi ci sono quelle a destinazione agricola, turistica, pesca e allevamento… ed in questi ultimi anni, non sono mancate nemmeno le confische legate alla produzione e distribuzione di energia elettrica, acqua e gas, tra cui impianti fotovoltaici, parchi eolici, termovalorizzatori, ecc…
Infine, quasi tutte le società sono seguite da una dicitura camerale, S.r.l. o individuale, pochissime quelle società in accomandita semplice o in in nome collettivo e ancor meno quelle in S.p.a.
Quelli di sopra sono i reali numeri, quante poi di quelle società ancora in vita, avranno la fortuna di sopravvivere, ecco… quello è un’altro discorso… ma di cui si sa avere ad oggi, altrettanti numeri certi… ed i risultati sono purtroppo al di sotto delle aspettative…
Difatti, in questi anni, il 90% delle imprese confiscate ha chiuso i battenti e non senza vittime…!!!
A cominciare dai dipendenti, costretti a fare i conti con i problemi legati alla fase di sequestro, che fa in modo di creare sin dall’inizio, quella contrapposizione tra Stato e vecchia proprietà…
Seguono poi le lungaggini della giustizia con rimpalli di competenze, che hanno come effetto quello di durare anni, lasciando che vadano a perdersi i contratti in corso ed in disuso, le strutture, impianti, macchinari, attrezzature varie…
Si crea un vero e proprio muro tra le opposte parti… che conduce quasi sempre, alla liquidazione della società!!!

Un meccanismo che si ripercuote nei giudizi della gente comune, che inizia ad avere nelle istituzioni, una vera e propria sfiducia, che porta in molti a rimpiangere quelle vecchie gestioni… ancora oggi sono in molti a ricordare i famosi quattro “Cavalieri del lavoro” di Catania, ripetendo che “quanto meno, lo stipendio a fine mese lo garantivano“…
Perché se lo Stato, non è capace di dare risposte certe, in particolare sulla garanzia occupazionale, ecco che diventa difficile in un periodo di crisi come questo, indirizzare i propri concittadini, verso regole e principi di legalità, che di fatto hanno quale obbiettivo, non solo quello di contrastare i ben noti meccanismi collusivi, ma soprattutto, quello di realizzare definitivamente, quel cambiamento morale, tanto augurato…

Tecnis: viene ritirato il certificato antimafia

Desideravo riprendere un commento pubblicato su Live Sicilia, in quanto fa riferimento ad una azienda che il sottoscritto conosce benissimo, visto che a tutt’oggi ne fa parte, in qualità di Direttore tecnico e di Rspp…
facciamofintadiniente 16-11-2015 – 15:28:47
Lo detto e lo ripeto l’ultima volta, poi si diventa noiosi, il film e già visto ed il finale assicurato.
Per non mensionare tutte le ditte precedenti, l’elenco e troppo lungo, ricordiamo la più recente, La Incoter SPA dei F.lli Basilotta, con lo sgambetto del certificato, adesso la Tecnis senza certificato non può più ne operare ne gareggiare a nuovi appalti, la magistratura con questo ennesimo piccolo sforzo, distruggerà l’ultima Impresa Edile Siciliana. Arriveranno i commissari, che di Edilizia e di gare, “senza nulla togliere a i pregi personali che possono avere” non ne capiscono un tubo, per coprire le spese correnti cominciano a svendere quello che ce di svendibile in azienda e nel giro di 1 max 2 anni ditta spolpata e tutti licenziati.
Cosi da qui a qualche anno tutte le opere che ci sono da fare in Sicilia, le faranno solamente cooperative ed aziende pulite del nord.
La colpa delle Imprese Siciliane e quella di Ambire in alto, fino a quando si parla di imprese con max 20 dipendenti ” ca si fanu i ratteddi” nessuno le disturba, quando qualche Imprenditore Siciliano con le palle, in una terra arida e complessa come la Sicilia, riesce ad emergere ed a togliere campo alle concorrenti del Nord, ecco le strategie mettersi in atto e il gioco e fatto.
A pagare sempre e solo noi popolo inetto Siciliano, ma cu nicci porta a fari si cosi, contadini dobbiamo rimanere, e si operai ca restunu a casa, pazienza lu governu anticchia di disoccupazioni cia duna e campunu, pinsamu a saluti, poi li pulintuna ni diciunu ca campamu e spaddi soi, e facemiccillu diri, e la virità!!
Auguri Sicilia……………..

Premesso che alla società Tecnis S.p.a. è stato ritirato il certificato antimafia (preso atto della revoca, ancora oggi però non se ne conoscono le reali motivazioni che l’hanno determinato…), ora, con riferimento ai lavori appaltati, molti non sanno che alcuni di quei lavori, erano stati a suo tempo, affidati e/o aggiudicati proprio alla In.Co.Ter S.p.a., e che, a causa del provvedimento interdittivo sopraggiunto (seguito dal ritiro del certificato antimafia) ed avendo la stessa, sin dalla fase di gara firmato con le varie stazioni appaltanti, quei previsti protocolli di legalità (condizione obbligatoria e coerente con l’obiettivo del contrasto da eventuali tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore gli appalti), ecco che in quella occasione… quegli stessi appalti, le furono revocati…
A cominciare dal 3° tratto “Grotta Rossa-svincolo Canicatti” per l’ammodernamento della SS640 Agrigento-Caltanissetta, per seguire quindi con l’Interporto di Catania, ed ancora, il Parco eolico in provincia di Messina ed il completamento dei lavori nel Centro Outlet Village di Agira…
Circa 100 Milioni di euro di lavori andati in fumo… o meglio, consegnati ad altre imprese… per scoprire come, solo pochi anni dopo, alcune di quelle imprese, furono allontanate (non so dirvi se fosse intervenuto un’eventuale revoca del nulla osta antimafia) comunque, come si dice… oltre il danno, la beffa!!!
L’In.Co.Ter S.p.a. in ogni modo, se pur tra mille difficoltà, ha saputo reagire…
L’ingresso dell’amministrazione giudiziaria ha permesso comunque una certa continuità aziendale, attraverso l’aggiudicazione di lavori per milioni di euro quali:
– S.I.S. S.C.P.A.: Raddoppio Ferroviario in Palermo;
– IRAQ: Lavoro autostradale Umm Qasr-Al Zubair;
– CO.MER. S.P.A.: Fornitura di Conglomerati Bituminosi e noli;
– GESTIONE IMMOBILIARE S.R.L.: Realizzazione di un capannone prefabbricato da adibire ad uffici per autonoleggio;
– PROVINCIA DI RAGUSA: Lavori di manutenzione straordinaria nelle SS.PP. 31-15 e S.R. 25;
– PROVINCIA DI CALTANISSETTA: Manutenzione straordinaria e messa in sicurezza Sp233 e SP 253 ex RT Mussomeli-Caltanissetta
– COMUNE DI SOLARINO: Lavori per la esecuzione delle opere di urbanizzazione relative al Piano per gli insediamenti produttivi – I° Stralcio Funzionale;
– COMUNE DI SAN GIOVANNI LA PUNTA: Opere di Urbanizzazione Primaria nell’area P.I.P.;

Inoltre,
si potrebbe dire alla Toto Salvaggio “increddibbile”… nel periodo di confisca (tra Ottobre 2012 e Novembre 2012) è stato revocato per “errore”  il nulla osta antimafia, precisando che allora la società amministrata era di fatto… rappresentata dallo Stato: difatti, presentava un socio di maggioranza (custode giudiziario nominato dal tribunale), un collegio sindacale totalmente rinnovato per il 100%, un nuovo amministratore (giudiziario) e per finire un Direttore Tecnico ( il sottoscritto ) che ad oggi, presenta un casellario giudiziario “limpido”, quanto l’acqua che scorreva nel fiume Giordano, ai tempi del Battista!!!
La tematica è che, la gestione di queste società sequestrate/confiscate è totalmente diversa da qualsivoglia conduzione, poiché entrano in gioco delle nuove limitazioni, parametri di esposizioni diverse dal classico management nel quale l’imprenditore assume in se tutte le problematiche e ne copre ovviamente i rischi… con proprie garanzie.

L’impresa è quindi chiamata a “ridefinire” il proprio organigramma, le proprie metodologie secondo logiche più strettamente “giuridiche” dove molte di quelle decisioni, debbono essere autorizzate, anche in quei casi rientranti nella gestione ordinaria, quale la definizione di contratti, produzione, vendite, la ricerca di eventuali mercati di sbocco, la disponibilità finanziaria, l’accesso a risorse di finanza (senza personali garanzie), tutte condizioni necessarie per la continuità aziendale…
L’impresa, con questa trasformazione perde di fatto, le sue originali peculiarità, in particolare quel valore intrinseco dato da quei legami interpersonali, da quella capacità di networking dove i rapporti inter-organizzativi sono basati principalmente sulla fiducia…
Inoltre, l’impresa confiscata viene vista ora da tutti, come fosse “malata” e dove, il solo intervento del nominato amministratore, non basta ovviamente a mantenere quel sistema relazionale con fornitori, clienti, istituti di credito, pubbliche amministrazioni, ecc…  nel quale l’azienda era inserita…
La gestione tecnico/amministrativa, richiede non solo competenze professionali, che di per se possono essere trovate all’interno della stessa azienda… ma il sostegno dello Stato, di quelle politiche finanziarie/sociali – non assistenziali – che garantiscono all’impresa quella capacità di proseguire e di sviluppare nuovi progetti innovativi, tenendo conto, non solo della salvaguardia dei posti di lavoro, ma soprattutto dei benefici che tale gestione potrà dare a tutta la comunità…

Oggi purtroppo la Tecnis è entrata in un tunnel di difficile soluzione o meglio le soluzioni ci sarebbero… basterebbe applicarle!!!
Il problema infatti, non è rappresentato ne dalle perdite degli appalti… (questi dopotutto verranno affidati ad altre imprese) e neppure dalle ripercussioni occupazionali (la cui continuità potrebbe essere garantita dalle imprese aggiudicatarie… è già successo alcuni anni fa con le imprese dei Cavalieri), il fondamentale problema è che attraverso queste procedure, le nostre imprese non avranno mai modo di crescere e resteranno sempre ad un livello nazionale inferiore… da subappaltatori… o come direbbe l’amico di sopra… “semplici cottimisti”.    
Quindi evitiamo di far finta di non sapere cosa accadrà a questa bella realtà…a quelle risorse umane, alle loro famiglie, a quegli appalti, a quei beni strumentali tra cui macchinari e attrezzature, al patrimonio immobiliare, ma soprattutto ai suoi imprenditori, ora messi alla gogna da tutti… da quanti ne invidiavano le capacità e da coloro, tra colleghi e/o amici, che sotto l’apparente dispiacere per quanto accaduto, sperano ora, che da quella incresciosa situazione, potranno avvantaggiarsene… dopotutto è proprio nel carattere di pochi uomini, saper onorare senza invidia un amico che ha fatto fortuna…
Già… non facciamo finta di niente… perché lo sappiamo sin d’ora tutti… come andrà a finire!!!

Sapremo mai la verità su quegli incarichi???

Abbiamo letto degli intrallazzi commessi, nella gestione dei beni confiscati, abbiamo appreso quanti e quali magistrati, amministratori, consulenti, familiari, ecc… hanno partecipato direttamente o indirettamente a quella combine… ed infine, ecco, figure di spicco istituzionali, qual’è quella dei prefetti, all’improvviso, decidano di chiedere (è difatti una loro espressa richiesta…) il trasferimento…
Parlo del prefetto di Palermo, la stessa che, per come abbiamo letto in questi giorni dalle intercettazioni,  avesse un buon rapporto d’amicizia con l’ex presidente delle misure di prevenzione del tribunale di Palermo, S. Saguto (attualmente sospesa dal Csm), a cui sembra dalle indagini, aver chiesto un posto di lavoro per un parente di un’altro ex prefetto di Messina…
Quest’ultimo inoltre, riceve un incarico dal prefetto di Catania, scelto tra i nominativi della terna, quale collegio d’amministrazione per la discarica di contrada Valanghe d’Inverno a Misterbianco, sottoposta a sequestro, e dove, la propria professionalità… ( sarebbe interessante conoscere quali benefici ha apportato insieme al collegio, tale amministrazione giudiziaria…) è stata retribuita, con un compenso di 25 mila euro lordi al mese… quindi 75.000 lordi al mese per i tre amministratori… ( e nessuno tra essi, ha avuto a che ridire, su quel compenso ritenuto forse troppo elevato… ).
Per quel tipo di nomina, c’erano già state in precedenza delle perplessità… ma come sempre da noi… tutto fu chiarito… in quanto la legge prevede, per tale nomina, la decisione ponderata dei prefetti… o in base a criteri del tutto autonomi e personali… e che i compensi, erano al di sotto di quanto previsto dalla normativa vigente… 
Verrebbe da dire… meno male…
Infatti, è proprio a a causa di questa “pericolosissima” discrezionalità, che oggi nel nostro paese, avvengano giornalmente tutta una serie di procedimenti, che poi, con le inchieste realizzate delle varie procure, si scopre essere state… illegali e fraudolenti!!! 
Fintanto (e mi ripeto per l’ennesima volta…) le nomine, saranno realizzate con i soliti favoritismi (altro che chiamarla discrezionalità… chiamiamola con il suo vero nome…), finché il clientelismo per non dire nepotismo, avrà  potere sulla giustizia, sulla imparzialità di giudizio, sull’equanimità dei meriti… ecco fintanto sarà questo il sistema adottato… possiamo stare certi, che fra qualche mese o anno, a seguito di una nuova indagine, torneremo a dibattere su questo tipo di metodologia…
Non si può continuare a dare incarichi indeterminati a ex uomini/donne delle istituzioni, in consigli d’amministrazione di società dello Stato, in particolari in quelle sottoposte a provvedimenti di sequestro/confisca, che hanno (ma è ormai risaputo…) quale univoco interesse, quello di far beneficiare quanti appartenenti a quella casta, per assicurare loro (o chi per loro…) sostanziosi vitalizi!!!
Anche perché non è detto… (ma forse è proprio ciò che non si suol dire…) che avendo goduto – nello stesso periodo – di più e più incarichi, ognuno di essi, ben remunerato dalle somme previste ai sensi di legge, una parte di questi, chissà, forse, è servita ad alimentare un eventuale sistema parallelo… 
Basterebbe difatti agli organi di controllo (in particolare alla GdF), verificare le somme effettivamente ricevute, con quante oggi ancora nella loro disponibilità (a cui vanno sommate ovviamente i beni eventualmente acquistati nello stesso periodo, tra immobili e mobili); sono certo che dai movimenti effettuati, si scoprirà una netta differenza… quella che manca precisamente per essere stata trasferita… 
Perché si sa, quando non si divide… si finisce di mangiare, come dice appunto il detto, chi mangia solo… muore solo… ma soprattutto non è questo il caso che con un semplice ringraziamento uno se ne possa uscire facilmente o meglio si sa che col solo grazie non si mangia più!!!
E poi, lo sanno tutti che l’appetito vien mangiando e quando cadono i maccheroni in bocca… tutti li sanno mangiare!!!
Quindi… chissà se un giorno scopriremo con certezza quanto realmente accaduto… o se le ragion di Stato, avranno come sempre… il sopravvento sulla verità!!! 

Se Milano è la "capitale morale"… allora….

Scusi Presidente, ma forse distrattamente… mi sono perso qualche passaggio…
Stava forse parlando di Zurigo/Ginevra o certamente si stava riferendo a Vienna e/o Vancouver… 
Perché se dovesse essere a suo giudizio Milano la città che meglio di tutte… si è riappropriata del ruolo di “capitale morale” del nostro Paese, mi permetta, ma ho paura che Lei, conosca in modo molto superficiale questa città…
Cerchiamo intanto di trovare un punto in comune… cosa intende per morale…
Sicuramente, quella serie di modelli comportamentali e sociali, compiuti mediante il perseguimento di determinate condotte… e quindi s’intendono quell’insieme di azioni, che rappresentano i veri valori sociali di una società o anche semplicemente di un individuo!!!
Bene, fatte le dovute considerazioni, debbo portare a sua conoscenza, quanto proprio in questi giorni ho potuto leggere su questa città e cioè:
– il quotidiano la Repubblica scrive oggi che la procura di Milano ha aperto un’inchiesta sulla spartizione dei diritti televisivi della Serie A fra il 2015-2018 e che tra i documenti si fa riferimento alla vendita del Milan…

Inoltre,
– da un’indagine sempre della Procura di Milano, è emerso che sarebbe –in relazione a una concessione petrolifera in africa- stata pagata una “tangente milionaria” di cui oggi la Corte di Londra avrebbe effettuato un sequestro preventivo per 190 milioni di dollari, già… sembra essere una maxi-tangente da 1 miliardo e 92 milioni di dollari, che sarebbe stata pagata da Eni per l’acquisto della concessione del giacimento petrolifero “Opl-245” in Nigeria e di cui, circa 800 milioni, sarebbero stati ripartiti tra politici e intermediari africani, mentre la restante parte, circa 200 milioni, sarebbe stata destinata a mediatori e manager italiani e europei… 

Ed ancora,
– arrestati due giorni fa… un giudice, un cancelliere, un finanziere e alcuni professionisti (in affari col magistrato), dal quale è emerso, un sistema corruttivo all’interno del Tribunale ed ora che stanno uscendo i nomi, sono in tanti a tremare!!!
Una confessione che descriveva un sistema svolto anche da altri colleghi, ove s’interveniva direttamente per risolvere cause giudiziarie e dove con l’ausilio di avvocati e dottori commercialisti, si sarebbe stretto un patto corruttivo, ottenendo vantaggi ed omaggiando (vostro onore) con bustarelle, oggetti costosi, abiti griffati, fino a pagargli persino le bollette…
Ancora,
– cosa dire dell’arresto del vice presidente della Regione Lombardia, Mario Mantovani, accusato di concussione, corruzione aggravata e turbata libertà degli incanti e che portato in carcere altre persone, tra cui anche alcuni dipendenti della Regione…
Oppure,
– manette per due dipendenti del Comune d Milano, oltre a un titolare di un‘impresa edile, dove fra i reati contestati vi è anche la frequentazione di escort durante il proprio orario di lavoro…
Ed infine,
– quanto fatto emergere dal sostituto procuratore della repubblica di Milano, Gaetano Ruta, sul rinvio a giudizio del presidente dell’Inpgi (Andrea Camporese) nell’inchiesta sul crac della holding Sopaf, una truffa ai danni dell’Istituto di previdenza dei giornalisti che secondo l’accusa, avrebbe portato nelle tasche del presidente circa 200.000 euro a titolo di remunerazione per il compimento di atti contrari ai doveri d’ufficio…
Ora, nel volermi limitare… desideravo confermarle che le inchieste riportate sopra,  fanno riferimento solo ad alcune emerse in questa settimana!!!
Quindi, visto che Lei (più di chiunque altro) è nelle condizioni di farsi consegnare un riepilogo, con tutte le inchieste svolte quest’anno dalla Procura di Milano… vedrà da se, come, quel giudizio espresso precipitosamente per questa città… andrebbe “forse” rivisto!!!
Caro Presidente, io resto dell’idea che dove ci sono soldi… c’è sempre la possibilità di trovare persone disposte a corrompere ed altre disposte a farsi corrompere… ed essendo Milano la regina tra le nostre città, che da sola, muove una grossa fetta di quella economia nazionale… è logico pensare, che il livello corruttivo sia certamente, molto più alto, di altre… nelle quali si sta esclusivamente sopravvivendo…     
Adesso, se il metro di paragone di riferimento da Lei adottato e quello di un’altra città… altrettanto corrotta (se non di più) e mi riferisco alla nostra Capitale, è ovvio che se è Roma per Lei il modello di riferimento a cui si e ispirato… allora capisco perfettamente i motivi, che inducono a credere che Milano sia quel nuovo modello esportabile di sinergia…
Ma, così come non vale la regola di “fare di tutta l’erba un fascio“, non può altrettanto valere la regola che “mafia Capitale” possa configurarsi nell’immagine di una della città più bella del mondo!!!   
Ho sentito dire che con l’Expo abbiamo lavorato benissimo… ma, non è che forse ci si è dimenticati troppo velocemente, delle accuse di riciclaggio o di concorso in corruzione, inchiesta che, se pur in conclusione con vari patteggiamenti… risulta però essere ancora aperta, in quanto si è in attesa del deposito di ulteriori documenti …
Le sue sono certamente belle parole… che spronano ad una politica di rinnovamento, ad un cambiamento profondo… ma se non si interviene nelle coscienze, educando alla responsabilità ed alla legalità democratica, promuovendo non solo azioni di sensibilizzazione ma soprattutto, applicando quei correttivi necessari, affinché la corruzione (o le sue modalità… ) non abbiano ad esistere… ecco alla fine ciò che resta… sono solo… belle parole.
Milano, come Roma e come la mia Catania… sono delle bellissime città… ma esprimere in questo periodo, giudizi sulla moralità… mi dispiace contraddirla… quella è tutta un’altra storia!!!  

Quotidianità della corruzione…

Una “sensazione deprimente”… è cosi che la chiama, il procuratore Giuseppe Pignatone, nella conferenza stampa da poco conclusa… 
Già… la “quotidianità della corruzione”… di quelle “borse” ovunque aperte, in attesa di essere riempite… dalle solite “bustarelle”…
Ci sarà mai una fine a tutto questo… o dobbiamo rimanere a contare “quotidianamente” gli arresti delle varie procure???
Siamo stanchi… non ne possiamo più… ogni giorno inchieste, gente corrotta, ovunque malaffare, dipendenti pubblici assenteisti (notizia di poche ore fa… 35 arresti al Comune di Sanremo), concussione, tangenti… 
Il presidente Sergio Mattarella, parlando pochi minuti fa al Quirinale, ai nuovi Cavalieri del Lavoro, ha parlato di “lotta alla corruzione”, condizioni irrinunciabili per la nuova crescita italiana…
Un richiamo alla legalità ricordando che nel nostro Paese, si sta aprendo una nuova stagione, e ha sottolineato, “dobbiamo affrontarla con un di più di consapevolezza delle nostre risorse, e anche con un senso maggiore del bene comune”…
Sono bellissime parole… io ricordo ancora, cosa mi disse da bambino – in una analoga circostanza, – l’allora presidente Aldo Moro sulla legalità… (mi ero ripromesso di scrivere sull’argomento un post… e spero a breve di riuscirci). 
Comunque l’Anas per nome del proprio presidente Armani, ha ribadito la totale estraneità ed ha espresso la piena fiducia nel lavoro della Procura di Roma, con l’auspicio che possa giungere celermente a fare chiarezza sui fatti fin qui emersi…, annunciando inoltre, che la stessa si costituirà in giudizio quale parte offesa!!!
Nelle indagini vi sono pure due nostri conterranei, imprenditori di rilievo (D. Costanzo e C. Bosco), imprese che hanno effettuato e stanno ancora realizzando, considerevoli appalti, non solo in Italia ma anche all’estero…
Non dimentichiamo inoltre che entrambi, hanno ruoli importanti all’interno di due note associazioni e cioè, quella di Confindustria e Ance (Catania).
Oltre gli imprenditori, ci sono tutta una serie di indagini a carico di funzionari dell’Anas (chissà perché questa notizia… non mi sorprende…), sono state arrestare difatti 10 persone tra cui 5 funzionari della stessa Anas ( responsabili del coordinamento tecnico, area progettazione, e ufficio legale), coinvolti anche un ex presidente della Regione Calabria ed anche ex sottosegretario alle Infrastrutture.
Come dicevo sopra, al centro dell’indagine (secondo l’accusa) ci sono queste due importanti società con sedi a Tremestieri Etneo (CT), la Tecnis SpA e la Cogip Infrastrutture S.p.A., entrambe, riferibili ai due imprenditori di origine catanese di cui sopra.
Secondo la procura ci sarebbero probabili pagamenti di tangenti per almeno 150 mila euro… (sarcasticamente… mi verrebbe da dire “pochini”… visto che erano legate all’autorizzazione che era stata richiesta all’Anas per cedere l’appalto da 145 milioni di euro per la costruzione della variante di Morbegno dallo svincolo di Fuentes a quello del Tartano in Lombardia).
Comunque l’indagine è tutt’ora in corso e sono in molti, tra le le forze dell’ordine, ad essere impegnati nelle investigazioni e perquisizioni…
Sono molte difatti le regioni che risultano essere in queste ore, sotto la lente della Guardia di Finanza… dal Piemonte alla Sicilia… già… questa nostra regione che “ininterrottamente” in quella deprecabile elencazione… non manca mai!!!
Diceva bene Piersanti Mattarella: nella capacità di identificare uno sviluppo e di proporre scelte coerenti di carattere produttivo che garantiscano una crescita economica, sociale e civile dell’Isola, c’è anche la risposta essenziale all’eliminazione delle ragioni di fondo del prosperare della mafia nella nostra Regione!!!

La Sicilia frana e i siciliani restano a guardare…

Un viadotto sulla A19 ha diviso la Sicilia in due…
Ora sulla Messina-Catania, a pochi chilometri da uno dei posti più belli del mondo (Taormina), un costone adiacente l’autostrada va giù, invadendo la carreggiata nei due sensi di marcia, con un imponente ammasso di detriti, pietre e quant’altro…
Un economia al tracollo, che ora con questo nuovo disastro, porterà in breve tempo alla crisi anche su quei settori che finora avevano aiutato e cioè il turismo e il commercio…
Potete immaginare la difficoltà degli autisti dei Tir, che a causa di quanto sopra (e già da parecchi mesi), sono costretti a scalare tornanti e strade pericolosissime, per trasportare le merci caricate, in particolare quelle necessarie all’approvvigionamento delle derrate alimentari…
E’ un vero schifo…
La più bella terra del mondo, lasciata all’incuria di governatori che hanno in questi anni –almeno nei casi più genuini– soltanto “blaterato”, mentre gli altri (vedasi conferme di condanne), aggravati da situazioni tra cui… favoreggiamento alla criminalità organizzata!!!
Se a questi importanti personaggi, sommiamo quanti tra i dipendenti pubblici e imprenditori “rapaci”, si sono macchiati di associazione per delinquere, corruzione, reati di turbativa d’asta, falso, giro di mazzette, richieste di assunzioni o anche favori personali (tra cui frequentazioni di case d’appuntamento) e soprattutto, l’aggiudicazione illegittima d’appalti a imprese amiche, in particolare nel settore delle costruzioni e di manutenzione…
L’inadeguatezza di quanti operano nel controllo del territorio, rappresenta una situazione non più sostenibile, perché qui, non vi è solo il rischio di vedere sbriciolata la nostra terra… ma soprattutto di assistere direttamente alla propria (e quella dei propri cari…) incolumità, anche nel voler semplicemente svolgere una passeggiata per le nostre strade…
Un incapacità totale del sistema… che non è soltanto da ricercare in quelle costanti calamità naturali, ma bisogna contrastare in maniera decisa, la negligenza dei suoi interpreti… evidenziate quotidianamente, da quelle continue inchieste svolte dalle nostre procure, sature ormai di nomi, cui purtroppo, vanno sempre più incrementandosi… nuovi soggetti!!!
Evitiamo quindi di pensare (per come qualcuno vorrebbe farci credere) che è giunto il momento d’investire sulla prevenzione, su nuovi appalti per collegamenti autostradali o ferroviari, lavori idrici, d’indagine del sottosuolo, impianti di depurazione, ponti e quant’altro…
Perché fintanto non predisporremo a “blindare” perfettamente quelle procedure non derogabili, che hanno quale unica priorità, non soltanto, la realizzazione delle opere, ma in particolare la loro trasparenza e la lotta alla corruzione… ecco che quegli appalti serviranno soltanto a ingrassare ancor più, quel mondo in cui viviamo, fatto di collusioni politico-mafiose!!!
Non è più tempo (per noi siciliani), di continuare a guardare che tutto ci crolli addosso… è finito il tempo di aspettare la cosiddetta “manna dal cielo”…
Sveglia… i problemi vanno affrontati e non si può attendere a braccia conserte, in quella posizione intransigente… che però, non produce alcuna iniziativa…
Già, quanto altro tempo vi occorre… per uscire definitivamente da quelle fila???

Catania… ieri come oggi…

Basta un forte acquazzone, ed ecco che per circolare nella nostra città… ci vuole la barca!!!
Già… sembra di essere tornati come tanti anni fa…
Basta rivedere le foto allegate, e vedrete che non vi è alcuna differenza, tra quelle di un tempo e quelle di oggi!!!
L’arrivo della stagione delle piogge, comporta, una situazione d’allerta…
La cosa assurda è che non c’è bisogno di aspettare chissà quale nubifragio per vedere questo stato di cose… basta infatti, una pioggerella blanda per osservare le nostre piazze/strade, quasi fossero dei bacini o dei torrenti…
Dopotutto possiamo stare tranquilli…
Chi governa questa nostra città… ha la consuetudine, di avvisare in tempo i cittadini, con annunci d’allerta meteo…
In questo modo comunque, ci si libera di tutte quelle responsabilità personali e soprattutto di eventuali problemi… 
Questi difatti, vengono ribaltati alla Protezione civile o a quanti si occupano delle emergenze, come per esempio il Corpo nazionale dei vigili del fuoco… con decine e decine di chiamate sulle quali intervenire…
Estrarre gli automobilisti rimasti intrappolati, liberare negozi o cantine allagate, aiutare gli anziani bloccati nelle proprie abitazioni, senza dimenticare la rimozione degli alberi sradicati e abbattuti a causa del vento….
I sottopassi ovviamente restano allagati, in particolare a soffrire, sono quelle zone poste a livello del mare, queste come sempre, si ritrovano ad essere sommerse… 
L’acqua giunge a superare le stesse ruote delle autovetture… e nel contempo si vedono i cassonetti della spazzatura, galleggiare come barche…
Certo, se i lavori di manutenzione non vengono mai svolti nei tempi previsti o se vengono effettuati in maniera inconsistenti, ecco che questi ne sono i risultati…
Catania quindi… come ogni anno, paga il suo tributo alle piogge… danni economici per molti commercianti e i cittadini vengono lasciati  tra mille difficoltà
Non è soltanto un problema della via­bi­lità su gomma che va in tilt, anche quello ferroviario si ritrova a non poter funzionare, con i pendolari che oltre ad essere inzuppati (nel cercare di attraversare le strade) ora sono anche appiedati… senza poter comprendere cosa fare e a quale ora, potranno fare ritorno a casa…
Si è vero… le segnalazioni e gli inviti ci sono tutti… quasi sempre lapidari… come per esempio, non uscire di casa, scuole chiuse, non usare l’auto, spostarsi nei piani alti… poi, chi sta a piano terra… affoga…
La città comunque rimane solo un paio d’ore sott’acqua, poi per fortuna, la pioggia smette… e così pian piano tutta quell’acqua defluisce e le strade tornano ad essere percorribili.
Certo restano i danni pericolosissimi, buche ovunque, porfidi saltati, spazzatura abbandonata trascinata dall’acqua, marciapiedi divelti e tratti stradali con porzioni di conglomerato bituminoso rimossi, tombini sollevati, alberi e piante da sgomberare, sporcizia, sabbia e terra mischiata a formare una pastella maleodorante a modello fanghiglia…
Il catanese doc direbbe “semu pessi” ed è la verità, con una parola viene descritta quella disperazione personale…
La cosa divertente è che vi sono alcuni soggetti, che con l’acqua si divertono a giocare…
Proprio in una tg nazionale, hanno fatto vedere come alcuni ragazzi, provvisti di tavoletta, facevano surf in via Etnea, mentre altri ancora si facevano il bagno… e poi c’era chi è uscito dalla propria abitazione con il canotto del mare…
Il catanese infatti, dimostra sempre di possedere, anche nei momenti di difficoltà, quello spirito goliardico che gli permette, in questi momenti di criticità,  di saper andare avanti…
Non c’è niente che lo può fermare…
Neanche un’alluvione… mi meraviglio come ancora qualcuno di loro, non abbia provveduto a trasformare la propria auto, come quella di un film degli anni 70′ con il famoso “007” o james bond…
Sarebbe forse il modo migliore per contrastare questo stato di cose, una specie di “hovercraft” con il quale potersi muovere a seconda delle condizioni atmosferiche…

Tralasciando comunque questi estremi, ciò che potrebbe servire per migliorare questa pietosa condizione, potrebbe essere dato da un controllo del territorio più minuzioso, con manutenzioni programmate che risolvano in modo definitivo le cause di questi sempre più frequenti problemi di allagamento, dovuti sicuramente al sovraccarico delle reti fognarie.

Infatti, il problema è dovuto principalmente alla inadeguatezza della nostra rete, a quel famoso canale di gronda che non riesce a far defluire nel sottosuolo tutta l’acqua piovana e che di contro fuoriesce dai tombini troppo pieni. 
A quanto sopra bisogna aggiungere le caditoie otturate dai rifiuti ed ecco quindi servito il danno!!!
Non so più da quanti anni si discute di potenziamento della rete idrica e fognaria per risolverne il problema… ma come abbiamo appena visto, mi viene di dire… “siamo ancora in alto mare”,
Ed allora…??? Non ci resta che sperare… 
Già, augurarci che il clima quest’anno, possa essere più mite… rispetto alle annunciate previsioni!!!  

Catania come Amsterdam…

C’era una volta la “Red zone” quell’area della vecchia San Birillo… posta al centro di Catania, tra la Via di San Giuliano e la Via Di Prima…, un’area in cui erano raccolte la maggior parte delle abitazioni delle prostitute di Catania…

Erano intersecate dalla Via delle Finanze, Via Pistone, Via De Marco, Via Buda e costituivano il centro nevralgico di quel mercato del sesso… che dal dopoguerra fino a qualche anno fa, ha rappresentato, per molti catanesi di quel periodo…, un punto di ritrovo.
In questi anni, con l’avvento della “movida”, tutte quelle costruzioni sono andate trasformandosi, in Bb, hotels, uffici e residence, e pian piano le prostitute sono state così costrette ad allontanarsi…   
Ed allora, dove si sono trasferite…???
Ecco, basta attraversare la sera la nostra città per ritrovarle… sono lì accanto ai marciapiedi… pronte ad accalappiare quei clienti automobilisti, che “contrattando” dal di dentro delle loro auto, sperano di trovare qualche ora di piacere…

Le trovi in piedi, in gruppi da due o tre, tutte con abitini ristretti e con le gambe, messe bene in mostra, stratagemmi che hanno quale scopo quello d’attirare l’attenzione…

Ecco quindi che si tratta soltanto di uno spostamento fisso ad uno mobile…
Quindi, dalla stazione in direzione playa o scogliera, fino a giungere quasi ad Acicastello… sono lì – a volte adiacenti il cofano di un”auto aperta, quasi a voler chiedere aiuto… ( questo stratagemma serve a proteggere gli eventuali clienti… che sono così giustificati nel fermarsi… dichiarando in caso di fermo… di aver dato solo ed esclusivamente, la propria disponibilità o assistenza a quelle impacciate ragazze…
La verità è che sono in tanti… quei “fessacchiotti” ( che tanto per divertimento o perché interessati) accostano ed il più delle volte… vanno via con una di loro.
Poi ci sono quelli ( per lo più… anziani o extracomunitari) che dal lato opposto della strada si godono lo spettacolo…, stanno lì didatti a guardare per tutto il tempo…, imbambolati, aspettano improvvisi gesti o manifestazioni erotiche, fatti attraverso balli improvvisati o lap dance sui pali della segnaletica, causando non poche volte… incidenti automobilistici!!!

Il problema più grave è che (transitando con l’auto), ci si accorge che molte di esse, sembrano essere minorenni…, qualcuno dice che provengono dall’est europa, e sono state immesse nel mercato della prostituzione, da criminali senza scrupoli…, con la promessa di una vita migliore o per pagare i debiti delle loro famiglie, rimasti in quei paesi di provenienza… 

Non bisogna dimenticare inoltre, che non esiste una normativa di riferimento, per poter perseguire tale reato…, in quanto non è previsto il cosiddetto “reato di prostituzione”… ma solo quello di “sfruttamento” o “favoreggiamento”!!! 
Se poi a queste ragazze, ci sommiamo, tutte quelle colleghe escort, che operano autonomamente presso le loro abitazioni o lavorano in quei chiamati “centro massaggi”, ecco che il numero di queste, aumenta considerevolmente…
Certo, basterebbe poco per far crollare questo mercato, ma la verità è che l’attività sessuale rappresenta da sempre non solo un business… (si riporta in tutte gli scritti che questa attività… rappresenti il mestiere più antico del mondo…) ma soprattutto, costituisce una parte fondamentale della vita delle persone, sia perché tale predisposizione è insita nella natura umana (chissà forse a causa della sua funzione riproduttiva… poiché permette alla specie di poter sopravvivere), ma in particolare, per quel bisogno fisico che va oltre la procreazione, ma s’interseca con la stimolazione di quelle aree che nulla centrano con l’apparato riproduttivo… ma trattasi di particolari zone all’interno del cervello, che sviluppano quel benessere mentale, tanto conosciuto come piacere…
Il piacere provocato da una stimolazione sessuale, determina un benessere a livello fisico… anche nei casi in cui, alcuni soggetti per ottenerlo, sono costretti a contraccambiare con il denaro…
Non bisogna trascurare che, la maggior parte degli uomini o delle donne, hanno proprio in casa loro, rapporti limitati con il partner…, ed  a volte, questi stessi, si riducono ad essere, del tutto inesistenti… ed è logico quindi che con il tempo, uno dei due partner (quello che si sente maggiormente trascurato), indirizzi verso altri soggetti le proprie attenzioni…

Ora, sarà la necessità di volersi sentire desiderati, sarà che si cerca di dimostrare a se stessi, ai propri amici/amiche, quella super-capacità amatoriale, sarà che forse non si è capaci di soddisfare il proprio partner, sarà che il rapporto sessuale viene configurato come un qualcosa con cui bisogna sempre competere…, comunque tirate le somme, il fattore fondamentale che conduce ai rapporti sessuali è quello soprattutto sociale, quel voler in tutti i modi evitare, di rimanere soli o isolati dal gruppo…
Per cui, anche il rapporto sessuale con una prostituta, per quanto squallido possa configurarsi, rappresenta per taluni soggetti, un modo importante d’espletare la funzione all’interno della società…, permette loro, di superare quelle difficoltà interiori, che si manifestano quando si è costretti a confrontare con gli altri, sia con il proprio partner, che con quanti appartengono al sesso opposto, sperando così, di poter riacquistare quella fiducia in se stessi, che da sempre… sanno di non possedere…, una vera e propria incapacità personale, dimostrata dal fatto, che molti di loro, preferire discutere che fare sesso…  con le prostitute!!!
Comunque, non è il sesso, in realtà, che si fa vendere alla prostituta: è la sua degradazione.
E il compratore, il cliente, non sta comprando la sessualità, ma il potere!!!

Ed hanno il coraggio di chiamarli… Amministratori giudiziari!!!

Ho già toccato in molti miei precedenti post l’argomento… ed il più delle volte ho avuto la sensazione di aver dato fastidio nel aver espresso giudizi negativi su alcuni soggetti appartenenti a questa particolare “casta”…
Ed è per i ripetuti motivi e per non volermi ripetere…, che non mi meraviglio di aver letto in questi giorni, sul fatto quotidiano, dell’ennesima beffa a danno delle società amministrate dallo Stato…
Dire che la Prefettura di Catania non faccia una bella figura è una situazione che ormai si ripete con consuetudine…
Anche perché in questi anni, ha già dimostrato, con scelte discutibili, di essersi più volte ripetuta…, basta rileggere gli articoli di alcune testate giornalistiche, in particolare quelle pubblicate online… vedasi per esempio quelli su Live Sicilia…
Per cui, scoprire come due commissari straordinari, nominati appunto dalla Prefettura di Catania, per amministrare in contemporanea, una discarica e due aziende specializzate nel settore dei rifiuti, abbiano percepito stipendi lordi da 45.000 euro al mese, non mi fa sobbalzare minimamente!!!

Assistere quotidianamente a come, ci si trova dinnanzi a personaggi del genere, aumenta ancor di più, quella disistima verso questo sistema guasto, che ormai non trova più persone per bene… ma gente corrotta e meschina…
E’ cosa dire dell’Anticorruzione… che ha provveduto a commissariare lo scorso settembre le due società che operavano nel settore dei rifiuti… per chissà quali accertamenti… ed oggi si ritrovano di contro, ad avere nominato propri uomini, che hanno dimostrato di approfittare- aggiungerei in modo vergognoso – dell’incarico ricevuto…
I miei complimenti Dott. Cantone… per l’ottima scelta!!!
La cosa assurda, è che, gli uffici prefettizi…, nel voler beneficiare ulteriormente i due “rispettabili” amministratori, di quella già ricevuta elargizione…, appunto, non sazi dei mandati onerosi dati…, hanno provveduto ad affidare, sempre agli stessi, una ulteriore consulenza… da 25.000 euro ciascuno, per gestire la discarica di Valanghe d’Inverno…
Mi chiedo, non è che forse queste somme ricevute, dovevano successivamente essere spartite anche con altri soggetti…???

Mi auguro che la Procura di Catania… faccia chiarezza sull’accaduto e che, visti i personaggi e le istituzioni coinvolte, non si cerchi –come molto spesso avviene nel ns. paese in casi analoghi– di soffocare  l’indagine o si tenti di farla passare nel dimenticatoio…
Se penso a quelle povere società… già in crisi a causa dei provvedimenti giuridici ricevuti, che ora, si ritrovano a doversi confrontare con nuovi e gravosi problemi a causa di una gestione truffaldina, ecco, quando penso a tutti quei lavoratori della Oikos Spa, Imprese Pulizie Industriali Srl (Ipi) e Valanghe d’Inverno… vedo sempre di più… il fallimento dello Stato, dei suoi uomini, di quella gestione mafiosa
che tanto si vorrebbe combattere e di cui invece si dimostra di fare parte…

Basta con i proclami… non vi è più nulla da poter imparare… non esiste nessuno tra voi che può venirci a fare le morali… nessun insegnamento può esserci dato dai vostri uomini… da questi nuovi delinquenti “legalizzati” con i colletti inamidati che tentano di coprire quell’odore marcio di cui traspirano…
Quanti altri trenta denari avete bisogno per toglierci dai c….. questi Amministratori ???
A difesa comunque di alcuni appartenenti a questa categoria, aggiungo come dice il detto… “non si fa di un’erba un fascio” e a seguito proprio della mia attuale esperienza professionale, debbo confermare che quanto sopra detto è vero!!!
Perché se da un ladro esistono questi “ladri”…, da alcuni anni, nello svolgere il mio incarico di Direttore tecnico, mi ritrovo a collaborare con un’amministratore giudiziario che – non solo svolge da tre anni in modo professionale il proprio compito, ma soprattutto, che da quasi due anni, non riscuote il proprio compenso…
Sono due facce della stessa medaglia…, una onesta ed una ladra!!!

Quel "Centro Commerciale" incompiuto di San Gregorio…

Dopo quasi 8 anni, mi è stato chiesto dall’Amministratore della società per la quale opero, di verificare un appalto di movimenti terra, realizzato nel lontano 2007/08…

Trattasi, di un progetto di proprietà della società Virco Spa, per la realizzazione di un centro commerciale, a cui (se non ricordo male), sembrava  essere interessata “Carrefour”…
L’appalto fu affidato alla società Edilizia Industriale e Commerciale Spa ( dello stesso gruppo di aziende “Virlinzi”), la quale, incaricò per i lavori di movimenti terra (preparazione area di cantiere, scavo di sbancamento e trasporto del materiale presso discarica autorizzata… ) la F.lli Basilotta Spa, oggi, IN.CO.TER. S.P.A.
I lavori furono completati, ma non si poté dare inizio alle opere civili, in quanto, proprio in quel periodo, iniziò una forte protesta da parte delle associazioni ambientaliste, che costrinse ad un intervento diretto da parte della Soprintendenza…
Secondo gli ambientalisti…, la zona insisteva su un’area boschiva che, a causa proprio di quegli interventi di sbancamento, erano stati distrutti… (io per quanto mi ricordi… non era esattamente così… potevano esserci quattro alberi di olivi incendiati ed alcune piante di oleandri e ginestre selvatiche cresciute sullo strato di lava… le stesse che oggi, recandovi sui luoghi, trovate adiacenti lo scavo… e comunque con tutto il rispetto – se pur ambientalista – farle passare per macchia mediterranea… c’è ne vuole…
Comunque, i problemi sopraggiunti, smorzarono l’interesse della catena commerciale francese, considerato inoltre che, di lì a poco… furono realizzati nuovi Centri Commerciali: Katanè (Gravina di Catania), Porte di Catania (S.S. Gelso Bianco – uscita Zia Lisa), Centro Sicilia Shopping (Misterbianco – uscita S. Giorgio) senza dimenticare il già noto Etnapolis di Belpasso ( tutti lavori che – ad esclusione del Centro Sicilia – sono stati realizzati in gran parte dalla In.Co.Ter Spa…, la stessa che nel contempo aveva portato a termine il MAAS – Mercato Agro Alimentare di Bicocca – e dire… che alla fine, i meriti di tutti quei lavori, sono andati ai soliti General Contractor, con sedi in Nord Italia…, Cmc, Maltauro, Immobiliareuropea, ecc… ). 
La cosa assurda è che su molti di questi lavori svolti, la società Incoter è ancora in attesa di ricevere (dopo tutti questi anni) le somme relative al saldo dello svicolo delle ritenute… che ammontavano a centinaia e centinaia, di migliaia di euro… e per fortuna che almeno quest’anno – attraverso le solite… procedure legali (realizzate da parte dell’Amministratore nominato dal Tribunale) – si è potuti giungere a recuperare una consistente parte delle somme, ma c’è chi ancora deve pagare, quelle somme trattenute poste a garanzia… ( ma ho la convinzione che a breve chissà – forse rileggendo tra le righe di questo mio post – qualcuno, possa, come si dice… “passarsi la mano sulla coscienza” e decidere di trovare quella giusta ed equa soluzione…. ( anche perché come diceva un mio caro amico del Nord, Renzo, quando si litiga… si perde entrambi…).   
Oggi l’area di lottizzazione, appare desolata, abbandonata a se stessa, un’enorme sbancamento che debbo aggiungere – in qualità di esperto in sicurezza ( Coordinatore, Rspp e quant’altro…) – non mi sembra perfettamente adeguata su quanto prevede il D.Lgs. 81/08 e s.m.i. ( in particolare mi riferisco alle misure di prevenzione, sui possibili rischi da cadute dall’alto, fosse, scivolamento, buche, seppellimento per franamento delle pareti di scavo, mancata recinzione dell’area, ecc… ).

Un’area, che si trova all’interno di due strade, quella ripida di Via Catania e quella che da Trappeto giunge fino all’attuale rotonda, bivio di collegamento per chi giunge dall’autostrada ME-CT per proseguire in direzione di S. Gregorio… Strategicamente, era un punto interessante, con migliaia di auto che l’attraversavano quotidianamente, posta al di sotto, di quella famosa “Collina del disonore”. nota per quelle antenne e parabole (televisive e telefoniche) istallate sulle proprie alture…
Certo, all’inizio dei lavori (e mi riferisco anche a quelli successivamente realizzati per il Centro d’Intrattenimento, posto un po’ più in alto), i vicini confinanti con queste aree, cominciarono a lamentarsi per l’eventuale aumento dei visitatori, del traffico veicolare e del deprezzamento paesaggistico a cui le loro proprietà – a causa l’impatto ambientale derivante dalla costruzione di questi centri – sarebbero dovuti andare incontro…, ma, da quando è stata aperta l’uscita “Paesi Etnei”, molti di loro si saranno sicuramente pentiti di quelle continue lamentele…, poiché, come si è successivamente costatato… questa strada, ha perso molto di quel valore intrinseco, lo si può costatare osservando quanto ora sia poco transitata!!!

Cosa aggiungere, mi auguro presto, di veder quest’area convertita, non più con enormi casermoni di Centri commerciali, che se non fosse in questo periodo per per quell’area condizionata al loro interno… ( vista la cocente temperatura dell’esterno…), credo che non verrebbero neppure visitati; basti notare infatti, come questi stiano per implodere… (lo si vede osservando il numero sempre più numeroso delle botteghe vuote – coperte da quelle insegne -nuova apertura- a cui, nemmeno le procedure di salvaguardia adottate – come per esempio la riduzioni del canone d’affitto – siano servite  a contrastarne il fenomeno di rescissione dei contratti…
Dopotutto… le persone, preferiscono comprare nei negozi…, un ritorno al centro storico, e soprattutto, quegli stessi supermercati presenti da sempre all’interno di questi centri commerciali – che avevano quale obbiettivo di assicurare un costante numero di clienti – ora, a causa dell’apertura di nuovi e più competiti hard-discount, vede allontanare tutti quei potenziali clienti verso queste realtà…
Comunque per dimostrare come basterebbe poco per cambiare quest’area, propongo due soluzioni a tema…, con la speranza che chissà… forse un giorno, queste possano diventare una concreta realtà!!!
       

Dott. G. Salvi: imprenditori… siate meno rapaci….

L’ex Procuratore di Catania, ormai prossimo alla capitale, prima di partire, manda un ultimo appello alla classe imprenditoriale della provincia di Catania, dicendo: imparate ad accontentarvi… siate meno rapaci, questa città va amata un po’ di più…
Per cui, ringraziando per l’impegno che egli in questi anni (in collaborazione con i propri colleghi), ha saputo imprimere nella gestione di una delle più difficili procure d’Italia e ottenendo soprattutto prestigiosi risultati, sono però a chiedermi, quanto di quelle definizioni, avranno poi concretamente effetto, nella nostra vita quotidiana…
Certamente il lavoro svolto è stato significativo, a volte duro, dove si sono visti finalmente – dopo anni di assoluto silenzio – i risultati…, ma se questi risultati, non serviranno a produrre quel radicale cambiamento, ecco che allora, serviranno a ben poco…
Ho letto l’incremento di cifre di coloro che ora pernottano presso le case circondariali, dei sequestri e delle confische per milioni di euro di beni e patrimoni, di come sono stati colpiti duramente i traffici di droga, e di come si è cercato di contrastare il business dell’immigrazione, abbiamo avuto modo anche negli ultimi giorni del suo incarico, di come ha cercato di fare luce su aspetti, non strettamente legati ad attività della criminalità organizzata…, nulla viene messo in discussione sull’eccellente lavoro svolto e l’organizzazione professionale e va premiata inoltre anche l’umanità a la signorilità mostrata nel corso delle sue relazioni e di come ha saputo trasmettere…, quel sentimento di aspettazione fiduciosa per un futuro migliore…
Premesso quindi quanto sopra, ciò che vorrei capire, è quanto di quel sistema “corruttivo”, sia realmente cambiato…
Perché questa generale illegalità è come una piovra…, possiede tentacoli in tutti i settori… per cui, anche quando se ne colpisce uno, due, tre, ecc…, ecco che, tranciati di netto questi tentacoli… in breve tempo, di nuovi, saranno in grado di sostituirli, ricrescendo e riprendendo sotto altre “coperture” quelle situazioni a cui erano saldamente ancorate!
Non basta quindi soltanto contrastare, bisogna trovare nuove metodologie, quelle finora attuate dalle istituzioni si dimostrano in concreto inefficaci, vedasi per esempio la gestione di quelle imprese confiscate, che sin dal sequestro mostrano tutti i limiti della incapacità, della continuità e con il passar del tempo… dell’abbandono!!!
Non sempre è vero… ci si ricorda di esse, soltanto nei casi in cui, queste, debbano dover svolgere, quelle particolari attività, certamente “scomode”, a cui nella fattispecie, nessun nostro “paladino” imprenditore vuole prendere parte ( ma di siffatta circostanza non se ne parla e soprattutto l’opinione pubblica non ne viene informata a mezzo stampa… ), come per esempio nei casi in cui, bisogna operare la demolizione di edifici abusivi di proprietà di famiglie mafiose, oppure quando, si devono recuperare attrezzature, mezzi d’opera, impianti e quant’altro, di coloro a cui sono stati confiscati… Ecco quindi che all’improvviso, ma solo in questi casi, queste “confiscate” società, diventano importantissime…, anzi in questi casi, si rende noto a tutti – ma è solo per promozione – che una società recuperata dallo stato “ha saputo riportare la legalità nel nostro territorio”, ma per favore…  
La verità è una ed una soltanto… e cioè, che nessun imprenditore – ancora oggi – dimostra di sentirsi tranquillo…
Lo si vede proprio dal numero esiguo a cui, solo in pochi tra essi, dimostrano quel coraggio necessario, per iscriversi alle associazioni anti-racket o prendono posizione per la lotta all’illegalità… e chi invece di contro s’iscrive… si scopre con il tempo – vedasi inchieste recenti – che l’ha fatto principalmente per ottenere vantaggi personali e poter mascherare così… l’appartenenza a quelle associazioni criminali…
Ciò che risulta strano, è che queste imprese, evitano di operare, proprio in quelle tipologie di lavori che sono proprie – dopotutto sono intrinseche con l’oggetto sociale del proprio camerale – ma per i quali, potrebbero chissà subire… delle ritorsioni; ed è forse questo il reale motivo che le tiene così distanti…
Ciò dimostra quindi, che la lotta alla corruzione, non si vince soltanto aggredendo i patrimoni economici… che poi in questi anni, si è potuto assodare l’incapacità nel saperli gestire…, ma bisogna soprattutto interrogarsi, su quali sono i veri mali che incidono, imprigionano e condizionano da troppo tempo e negativamente la vita di tutti noi… e quali nuove strategie, possono essere adottate per stravolgere definitivamente questo stato di cose…
Bisogna modificarne la cultura, le istituzioni tutte… debbono cercare nuove sinergie, coinvolgere nuovamente quanti possono ricostruire quella solidarietà e quella fiducia nelle trame della società civile, le famiglie, la scuola, la certezza di un lavoro, dare più forza a quelle associazioni di legalità e di volontariato, di categoria, sindacali, quando questi dimostrano di operare con encomiabile spirito di servizio per gli altri e mai per se stessi…
Perché la mafia si vince solo attraverso la conoscenza… agendo e  impegnandosi anche in prima persona… senza bisogno di attendere coloro che sono demandati, per professione, a fare il loro corretto servizio…, ma facendo ciò che è giusto fare… senza doversi attendere riconoscimenti, coccarde, applausi… ma per quella propria convinzione che ti fa dire… che contro la mafia si vince sempre!!!
Per cui, caro procuratore, a salutarla, non eravamo tutti presenti… almeno fisicamente… ( si è dovuto accontentare delle solite “figurine“, che non penso minimamente qui di elencare…), ma stia certo che con lo spirito, c’eravamo… ed eravamo in tanti, perché come si dice: l’uomo è dov’è il suo cuore, non dov’è il suo corpo…
Vedrà che questa ampia forza d’emozione, l’accompagnerà sempre nei suoi prossimi impegni…, la sosterrà in quelle situazioni decisive e le darà la giusta forza, nei momenti bui…
Lei è giusto che vada… noi continueremo a restare qui appesi ad una speranza… perché la speranza è un rischio che dobbiamo correre, se non per noi stessi, almeno per poter dare un futuro migliore ai nostri figli!!!

Il Presidente Pulvirenti ed il Catania calcio… mah…???

Scusate, sarà che leggo da sempre legal/thriller ed i miei autori preferiti sono tra i più geniali scrittori di questo genere… e consapevole non per presunzione ma per aver letto più di duemila libri su questi argomenti e soprattutto, l’essermi ispirato ed appassionato per quel genere di film e serie televisive dai cosiddetti contorni “gialli”, ecco che quanto sto ascoltando in questi giorni nella mia città… provoca nel sottoscritto, una profonda difficoltà, poiché non riesco ad inquadrare l’indagine svolta…, si…, è come se qualcosa non mi è chiara… in particolare:
Abbiamo saputo da fonti autorevoli che il presidente A. Pulvirenti, avesse alcuni mesi fa, denunciato alla Procura, rischi per la propria incolumità…
Ora, dal momento in cui si riceve una denuncia, inizia da parte degli organi preposti una attività di controllo e verifica…

Una delle prime cose che la polizia investigativa fa, è quella di mettere sotto la lente d’ingrandimento, quanto avviene attorno al denunciante e cioè s’indaga sulle amicizie, conoscenze, si mette sotto controllo la propria abitazione, l’abituale posto di lavoro, i telefoni di casa, d’ufficio e soprattutto i cellulari, dei familiari, forse anche dei parenti, ma sicuramente quello della persona che ha richiesto una eventuale protezione… in questo caso il presidente stesso!   

Ovviamente, nelle disponibilità del personale a disposizione da parte delle forze dell’ordine, potrebbe essere pedinato, per scoprire se qualche losco individuo,  possa attentare alla sua vita…
Ora sapendo tutto ciò, il presidente Pulvirenti cosa fa, parla tranquillamente al telefono, decide quali partite acquistare, quali giocatori corrompere, incontra nei bar pubblici soggetti legati ad ambienti sportivi o proprietari di centri di scommesse, coinvolge i propri collaboratori, ecc.
C’è qualcosa non funziona, questo si chiama harakiri, cioè si può paragonare a quel rituale giapponese che indicava il suicidio in uso tra i cosiddetti samurai.
Ma qui di giapponese non c’è nessuno, il Presidente è nato a Catania nel 1962 ed è quindi avvezzato a situazioni particolari, ai modi d’operare, alle persone da incontrare e quelle da allontanare, da escludere… perché qui… ripeto… siamo a Catania… non a Stoccolma!!!
Da noi, tutti sanno come funzionano le amicizie e le conoscenze, non c’è bisogno di capire guardando gli sceneggiati di squadra antimafia… e neppure c’è bisogno di una laurea alla Harvad University, per intuire come muoversi e soprattutto quali stratagemmi adottare in certe particolari circostanze o come allontanare da se stessi, situazioni che potrebbero divenire compromettenti…
O forse qualcuno pensa veramente tra i miei concittadini, che il Sig. Antonino Pulvirenti sia uno sciocco?
Una persona che dal nulla è riuscito a creare un impero economico, uno che deteneva 85 punti vendita in Sicilia della Fortè ( catena importante di hard discount ), due alberghi di lusso: Platinum Resorts & Hotels a Mazzarò (Taormina), più un terzo nel comune di Belpasso col nome di Fenice Hotel…
Ed ancora, la società di ristorazione Sorsy e Morsy con tre ristoranti ubicati a Palermo, Catania e Caltanissetta, un’imprenditore che nel 2006 arriva a possedere ottanta supermercati da Roma in giù e che gestisce un’industria chimica a Gela.
E’ cosa dire della compagnia aerea Wind Jet e della gestione dell’Etna Golf Resort a Castiglione di Sicilia (CT).
Imprenditore dell’anno in Sicilia nel 2006 ed infine, proprietario del 100% della società del Calcio Catania.
Ed ecco quindi che questo signore un giorno cosa fa… dopo aver realizzato ripeto “dal nulla” un impero, decide… di farsi intercettare!
Ma poi per cosa… per una squadra di pallone… per non scendere in Lega Pro… come se non si potesse ritornare nuovamente in auge… la Juventus dopo essere stata in serie B… ha vinto 4 scudetti, disputato la Champion League, quest’anno era in finale, ha realizzato un nuovo stadio… ed è certamente proiettata verso grandi traguardi…
Sono i corsi e ricorsi della vita… a volte si sale e a volte si scende……  
E’ poi… mi chiedo, ma quale strategia difensiva suggerisce al proprio assistito, di non richiedere la facoltà di non rispondere… è la prima regola che fanno vedere sempre in televisione… 
Moggi…  e Giraudo alla fine sono stati assolti – certo, grazie anche alla prescrizione – ma in ogni caso i loro legali hanno  vinto… conoscevano certamente meglio dei loro assistiti le leggi e le loro procedure!!!  
Qui è tutto al contrario, qualcosa non torna… non mi convince, manca la cosa più importante e cioè il movente!!!
Che vantaggio aveva il presidente da tutto ciò… solo per restare in serie B??? 
Vi sembra una valida motivazione per metterci la faccia e l’onore di tutta una vita, non può essere… questa storia non mi convince…
Si, queste mi sembrano pure fantasie e la cosa bella è che c’è qualcuno ( non ho ancora capito chi….????) che sta cercando in tutti i modi d’imporcele… di farcele credere come fossero vere… chissà, non è che in modo “celato” si sta tentando di proteggere quelle che sono le reali motivazioni che hanno spinto il Presidente a compiere questo ( come dice l’ad Pablo Cosentino ) “folle” gesto… ???
Diamo tempo al tempo… vedrete che forse fra qualche anno… scopriremo tutta la verità…
Io comunque continuo a credere ad un Pulvirenti vittima,  per il quale egli, con estrema dignità, sta sacrificando se stesso, per proteggerne un segreto che non può essere divulgato!!!

Annullate le vecchie multe ed i bolli non pagati!!!

Hai pagato le multe… allora sei un coglione!!!

Hai sempre rispettato le date di scadenza per il pagamento dei bolli… allora sei un fesso!!!
E si… perché alla fine di questo si tratta… c’è chi ha rispettato le proprie scadenze, chi ha provveduto a pagare le sanzioni ricevute ed anche, quando in ritardo, ha cercato di regolarizzare la propria posizione e chi invece, se ne completamente fottuto di rispettare la legge, non pagando, multe, bolli, tasse, ecc… ed oggi… viene giustamente premiato!!!
Già da noi, il rispetto delle nome previste nel diritto, da noi è tutta una farsa… si cerca sempre di applicare nuove normative, che permettano sempre di regolarizzare gli abusi…, sanatorie, contravvenzioni, ecc.., si spera sempre in una qualche normativa che all’improvviso possa estinguerne il reato, 
I beneficiari saranno sempre i soliti furbetti… in particolare circa tre milioni di siciliani, già perché noi siamo sempre i primi, in particolare quando si tratta di elenchi in negativo… nel caso specifico… iscrizioni a ruolo…
Quindi tutto, sino al 12/2009 viene annullato… per i debiti esattoriali di importo non superiore ai duemila euro con l’alleggerimento per quelli di importo superiore, per un importo che si stima intorno al miliardo e 600 Ml di euro…
Ovviamente la prima città tra quelle siciliane a godere di tale beneficio è proprio la città di Catania… 
D’altronde cosa aspettarsi, l’Italia nello scorso anno si è meritata il premio per essere lo stato in cui si pagano più tasse…
Sono circa un terzo dello stipendio dei cittadini, i tributi tributi diretti ed indiretti nonché i contributi…
Abbiamo una pressione fiscale pari al 43,5% del Pil, ben 1,7 punti in più rispetto alla media dell’area euro e con i cittadini come sempre unici vittime ad essere vessati, veri e propri pagatori di tutte le tasse e non solo, anche di quegli sprechi e tangenti che ormai quotidianamente vanno emergendo…
Cosa aggiungere… la prossima volta prima di pagare… pensiamoci, potrebbe anche per noi arrivare la buona notizia che tutto ci è stato condonato!!! 

Le imprese confiscate sono come barche che affondando…

Quante imprese sono state confiscate nel ns. territorio?
Una lista lunghissima…
Ma quante oggi di quelle imprese stanno operando… pochissime!!!
Sembra di assistere ad uno scempio, centinaia di società, migliaia di dipendenti ed altrettante famiglie…
Sono tutte barche che affondano… tra il sangue di quei poveri dipendenti!!!
La cosa assurda, permettetemi lo spiacevole paragone,  è che queste barche sono similari a quelle dei poveri immigrati…
Quelle barche però, se pur presentano inizialmente condizioni strutturali terribili ed instabilità tendente alla precarietà, conservano di contro, alcuni minimi vantaggi: per esempio l’aver a bordo un pilota – certamente un individuo criminale appartenente a quel gruppo infame dei cosiddetti scafisti – ma che riesce a condurre la barca sin dalla sua partenza, fino all’arrivo…

Possiamo individuare in ciò una vera e propria coerenza: vi è una partenza, un percorso, una fine… e soprattutto nei casi di estrema difficoltà, si può sempre richiedere l’intervento immediato dei soccorsi, garantiti questi dalle nostre pattuglie, guardia costiera ed esercito…
Certo a volte le condizione del tempo non permettono di procedere con i recuperi, e sono troppe le volte in cui, purtroppo, contiamo i numeri delle vittime, cifre divenute ormai immense!!!
Le nostre imprese – ecco qui il paragone – sono come quelle barche, prendono acqua da tutti i fori, ma soprattutto con l’intervento della confisca, ora sono senza alcun comandante, è dire che il timone è ancora lì, ma l’arrivo del nominato “schettino”, non produce alcun cambiamento, nessuna direzione, la barca è sballottata dal vento e dalle onde…
Inoltre, un’orda di pirati tenta d’assalirla quella nave: c’è chi urla chiedendo pretese infondate, chi richiede dei beni non suoi, chi vorrebbe continuare a rubare, chi pretende d’impadronirsi di quanto ancora rimasto, chi manifesta offerte per comprarne degli oggetti ed infine c’è chi, tenta d’aggrapparsi, solo per potersi fare trasportare…
La cosa peggiore è che in questi anni, alcuni, erano stati addirittura invitati a salire…
Ora £casualmente” in maniera fugace, si sono dileguati, hanno difatti preferito buttarsi a mare, sottraendo per se, quelle poche scialuppe rimaste, ed alcuni tra essi, ultimi “intrepidi”, si sono appropriati di quei residui salvagenti, minimi espedienti ma che hanno comunque permesso loro, di poter sopravvivere e proseguire indisturbati la propria professione…
Viceversa, qualcuno su quella barca vi è rimasto, contrariamente a tutti gli altri, ha tentato, per quanto possibile e all’interno delle proprie possibilità, di salvarla…
Ha chiuso le falle, tentato di far ripartire quel motore andato, corretto l’inclinazione, si è inventato nuove strategie e inaspettate soluzioni, ha sperato fino alla fine che qualcuno, sarebbe giunto ad assisterlo…
Si, grazie a quei soccorsi, sarebbe riuscito a trasportarla quella barca in riva…
Ma, ahimè… ad aiutare queste imprese non verrà nessuno…
Già, tutti i soccorritori sono rimasti a terra…
Gridano, urlano a gran voce, dichiarano che è giunto il momento d’agire, di dare avvio a quelle necessarie azione di sostegno, contrasto, rilancio, vere fonti di giustezza…
Sono lì… tutti in fila, ad incitare come sempre gli altri a compiere quelle loro le azioni…
Salgono a turno su quel palchetto d’onore improvvisato…, tentano di dare ora, consigli e suggerimenti, ognuno di essi (immeritevolmente lì…) vorrebbero trasformare se stesso in eroe, paladino coraggioso, fresco mecenate… e nel scambiarsi di posizione con gli altri, non fa altro che promuovere soltanto se stesso…  
Sono come quelle già sentite…, tutte belle parole, ma nel contempo… la barca continua ad affondare e qui purtroppo non si vede nessuno!!!

Una provincia allo sfascio…

Mi riferisco alla mia provincia e cioè quella di Catania!!!

Che quadro desolante ci viene proposto, la disoccupazione ha superato di gran lunga, i record dei periodi sfavorevoli degli anni 90′; ma oggi, è ancora peggio, perché non è soltanto un settore, quello delle costruzioni, a soffrire, ma sono tutti a dover fare i conti con la crisi.
In molti si erano illusi, già si erano convinti che attraverso un nuovo rinnovamento politico, si potesse vedere un nuovo spiraglio di luce, una svolta definitiva di cambiamento che potesse invertire questa rotta negativa…, ma come si è visto… non è stato così.
Infatti, soltanto nei primi mesi del 2015, sono più di 60.000 le ore richieste di cassa integrazione per l’indotto edile, un sistema questo del ricorso alle Cig, che evidenzia da un lato, l’incapacità dei nostri governanti a trovare quelle giuste correzioni e dall’altro, la limitata personalità dei nostri imprenditori, di saper diversificare su più fronti i propri investimenti, puntando non soltanto sull’indotto “pubblico”, ma valutando la possibilità, data loro dal privato e dalle nuove bio-tecnologie. 
Inoltre, se il ricorso alla cassa integrazione, porta di fatto a quel minimo sostegno salariale per le famiglie, di contro, produce un nuovo sfruttamento delle maestranze…
Infatti, molti imprenditori, sfruttando le politiche di sostegno del governo, utilizzano nelle proprie società ( vedasi i controlli degli ispettore proprio di questi giorni…) quella stessa manodopera professionale, data loro a basso costo, proprio da questo balordo sistema…
Difatti si crea un giro vizioso, poiché, le ditte non assumono e per non pagare i costo previsti dai contratti di categoria ( superiori in quanto omni-comprensivi di tutte quelle tasse ed oneri previste per la voce contribuzione), utilizza questa manodopera sottopagandola…
Certamente una parte di colpa è anche dovuto a quell’atteggiamento “servile” di molti operai, che si prestano a sottostare a quelle condizioni, sicuramente per migliorare quell’esiguo reddito, ma che di fatto crea quel cosiddetto “doppio lavoro”…
Inoltre, tra loro ci sono quanti, (questi si sentono più furbi… ) s’improvvisano nella forma ad imprese individuali (senza essere iscritti alle associazioni di categoria), operando nel privato, e ricevendo per i loro servizi quei  soliti pagamenti in contanti ( senza poter rilasciare alcuna fattura, alimentando così quel ormai concreto meccanismo del nero…
Ed ancora, non dimentichiamoci di tutti quegli ulteriori costi, che lo stato deve sopportare, quanto intervengono (proprio durante quelle sopraddette occultate prestazioni) possibili incidenti, a causa del mancato rispetto degli adempimenti sulla sicurezza (a volte questi sono anche anche mortali…) e che solitamente, quando cioè accadono, non vengono mai denunciati, anzi vengono dichiarati ai presidi del “Pronto Soccorso” come involontari e occorsi all’interno delle propria mura domestiche…
E’ evidente che il sistema non funziona o meglio agisce perfettamente per creare le metodologie sopra descritte, abilità fuorvianti… che tutti sanno e che nessuno vuole dire…,  non per nulla in Germania, il sistema delle Cig è totalmente diverso, opposto al nostro, ma soprattutto viene controllato!!!
Comunque, ho letto in questi giorni di di alcuni grossi nominativi di società, che purtroppo hanno chiuso, di altri che stanno per farlo e di altri ancora, che hanno fatto ulteriore richiesta degli ammortizzatori sociali…
Mercatone Uno, Metro, Auchan, Almaviva, Coop Sicilia ( ex Aligroup ), Bingo, Stmicroelectronics, Acciaierie di Sicilia, Seasoft, Qè, La.Ra, sono soltanto alcuni nominativi…, ma potrei continuare per molte pagine, se mettessi insieme tutti i nomi di quelle imprese che in questo decennio hanno definitivamente chiuso… cosa dire… un fallimento totale!!!
Qui non si tratta più di uno stato di emergenza… siamo dinnanzi ad una disfatta, in tutti sensi, ad iniziarsi da politiche errate, alla mancanza di strategie, per giungere ad una lotta alla corruzione e criminalità esigua, fino a quelle sanzioni talmente “lievi” da lasciare quasi sempre impuniti i colpevoli…
Viene da chiedersi, non è che forse si vuole che questo sistema continui in questo modo, perché in assenza di regole certe, è più semplice controllare i propri concittadini ed intervenire con soluzioni con il “contagocce”, operando cioè, di volta in volta, quelle decisioni che alla fine, sono soltanto utili, per far beneficiare quei gruppi dei soliti “noti”, che avulsi da questa reale e problematica quotidianità, muovono le fila per condizionarne a godere i benefici???

Ho fatto un sogno… è il I° Aprile!!!

Mi trovavo a passeggiare a Catania, precisamente in Via Etnea…, bellissima su quel disegno in pietra lavica, che quasi fosse un fiume, scorre su un tappeto ricamato: da un lato, vedo Piazza Duomo e dall’altro la maestosità dell’Etna… ancora innevata.
Mi dirigo verso il Bar Forzese di Corso Sicilia, la strada è libera… nessun “vucumprà”, incredibilmente pulita, cestini ovunque, ci sono pure tre operatori ecologici, con tanto di divisa fosforescente e un aspiratore automatico posto sulle spalle…., aspirano quelle poche cicche rimaste a terra…
Nessuno abusivo, nessuna vendita… niente di niente, neppure un Dvd o Cd clonato, ne alcuna borsa firmata, niente scarpe sgargianti e colorate e soprattutto, non si avverte quella gradevole sensazione di un tempo, ricordi d’essenze profumate… falsi d’autori, spacciati per Tester…
Vedo l’inviato di striscia, Bombazza Brumotti, con quella sua strana bici, a far acrobazie e piroette…, salta da un marciapiede ad un altro…. corre su una ruota nello spartitraffico infiorato, fino a giungere lì in fondo, a Piazza della Repubblica… altre carambole… ancora giravolte… non lo vedo più…
Decido quindi di tornare indietro, scendo dalla Via Etnea per andare verso Piazza Università e mentre cammino, vedo tante persone, felici, sorridenti, sono tutte sotto la Prefettura…, è strano…, perché sì, di solito lì, vedo sempre polizia, dimostranti, gente con bandiere, cartelloni, manifestanti che chiedono la salvaguardia dei propri diritti…; attendono e sperano che qualcuno possa risolvere la loro critica situazione contrattuale…, persone che lottano per volere garantiti quel proprio diritto… unica speranza di sopravvivenza, che è rappresentata dal proprio posto di lavoro…
Ma oggi, di quelle persone, non c’è sono…, infatti, nel cercare di districarmi tra la folla… trovo gente che balla, che ride, contenta di stare sotto il sole… festeggiano per quel nuovo posto di lavoro ricevuto, quell’assunzione tanto ricercata e desiderata, la fine di quel precariato, che sembrava non finire mai e che per alcuni  di essi, è durato… una vita!!!  
Bene, sono contento…, proseguo ancora e nel giungere ai cosiddetti “Quattro canti”, incrocio con la famosa Via di San Giuliano, mi vengono incontro tanti bambini zingari… ognuno di essi mi regala un fiore appena raccolto…, voglio lasciare loro una moneta…, ma scappano…, mi fanno segno che va bene così…, non vogliono nulla… non chiedono nulla… sono allegri, questo… è ciò che basta loro.
E’ tutto così incredibile, giungo a Piazza Università e la strada – a differenza degli altri giorni – non è interrotta dal solito dissuasore mobile a scomparsa…, un’orribile marchingegno, che costringe dei dipendenti pubblici, a trascorrere interamente le loro giornate lavorative, lì… da soli, o meglio accompagnati da quel maledetto telecomando, per poi rientrare a casa e continuare così a trascorrere le poche ore che restano prima d’andar a dormire, utilizzandone un’altro… già, quello della Tv, quando si dice: “una vita telecomandata
Piazza Università, la piazza della cultura, della formazione, della conoscenza, trasmissione dei veri valori, cardini fondamentali di civiltà e competenza, quella preparazione che viene trasferita dai professori agli alunni… ed oggi sono lì tutti abbracciati in un girotondo d’anime, uniti tutti in un unico leit-motiv, sensazioni che si sprigionano, nuove energie che si sviluppano, s’incontrano , si creano, si trasformano. 
E’ finito il tempo degli scontri, dei cortei studenteschi, delle politiche per lo studio, di quelle manifestazioni contro la riforma della scuola, di quelle barricate e occupazioni, autogestione di quella protesta necessaria per una ricercata libertà dello studio…
Ma ora si è soltanto accomunati… c’è la meritocrazia che paga…, niente più raccomandazioni o figli di papà…, i professori esaminano con obbiettività e correttezza di giudizio, vanno avanti solo chi merita e non esistono più cortigiani servili o schiavetti portaborse… non servono più neppure le gonne strette o gli sguardi provocanti…
Sgattaiolo… tra quelle braccia calorose, per giungere a Piazza Duomo… e lì posto sotto “u liotru” osservo la maestosa cattedrale, porta Uzeda, il barocco di quei palazzi e a destra il nostro Municipio… 
Di solito, quando mi trovo qui nel mezzo della piazza, mi soffermo ad osservare le persone che entrano ed escono da quel palazzo municipale…
Vedo tanta gente, c’è chi corre e chi va piano,  un andirivieni di esseri umani, sicuramente penso “ci sarà un gran da fare li dentro…” dopotutto se dovranno risolvere tutti i nostri problemi, di questa grande città, appunto… come la nostra…, si… non vorrei mai trovarmi, al posto del Sindaco…
Mi chiedo come facciano a dare ascolto a tutti quei cittadini, ognuno con un problema diverso da risolvere, continue richieste, ma soprattutto tantissime recriminazioni…
Ma oggi non è tempo di lamentele, sono tutti felici appisolati, applaudono verso quella porta/finestra, sventola una bandiera rosso-azzurra del Catania con una grande A posta al centro… si vede comunque l’organizzazione, la pianificazione, le strategie adottate per risolvere i problemi quotidiani, vi ricordate come descriveva le tre piaghe… quel famoso zio a “Jonny”, già… l’Etna, la Siccità e il Traffico…., ma ora, qui, nessuna di queste calamità ci può scoraggiare, perché noi siamo un popolo fortunato, viviamo nella più bella terra del mondo e niente, mai, ci può fare paura!!!
Ah… si… chi è… si, si, mi sto alzando…  ah… ecco perché… mi sembrava tutto così anormale: ho fatto un sogno… che strano casualità però… oggi, è il I° Aprile!!!

Art. 41 bis…

La Corte di Appello di Catania inaugura l’anno giudiziario dinnanzi a un pubblico striminzito per non dire assente, in particolare ciò che colpisce è rappresentato da quelle sedie riservate… che come è possibile vedere nella foto allegata, sono assolutamente vuote!!!
Tralasciando comunque la “classica” relazione del Magistrato e Presidente della Corte d’Appello, Alfio Scuto, che evidenzia tutti gli sforzi fatti quest’anno dalla magistratura, a causa del deficit di risorse costituito dal minore organico di personale presente, durante la cerimonia è stata manifestata la contrarietà sulla mancata nomina del Garante siciliano dei detenuti, posizione ormai vacante da più di 16 mesi e sono state espresse parole di condanna sull’adozione e prolungamento nell’applicazione dell’art. 41 Bis…
Per chi non lo sapesse… l’articolo 41 bis fa parte della legge 354 del 1975 sul trattamento penitenziario modificata nel 2002 ed è inserito nel capitolo IV (regime penitenziario) e precisamente:

Art. 41-bis
Situazioni di emergenza
In casi eccezionali di rivolta o di altre gravi situazioni di emergenza, il ministro di grazia e giustizia ha facoltà di sospendere nell’istituto interessato o in parte di esso l’applicazione delle normali regole di trattamento dei detenuti e degli internati.
La sospensione deve essere motivata dalla necessità di ripristinare l’ordine e la sicurezza e ha la durata strettamente necessaria al conseguimento del fine suddetto.
Quando ricorrano gravi motivi di ordine e di sicurezza pubblica, anche a richiesta del Ministro dell’interno, il Ministro della giustizia ha altresì la facoltà di sospendere, in tutto o in parte, nei confronti dei detenuti o internati per taluno dei delitti di cui al primo periodo del comma 1 dell’articolo 4-bis, in relazione ai quali vi siano elementi tali da far ritenere la sussistenza di collegamenti con un’associazione criminale, terroristica o eversiva, l’applicazione delle regole di trattamento e degli istituti previsti dalla presente legge che possano porsi in concreto contrasto con le esigenze di ordine e di sicurezza.

La sospensione comporta le restrizioni necessarie per il soddisfacimento delle predette esigenze e per impedire i collegamenti con l’associazione di cui al periodo precedente.

bis.
I provvedimenti emessi ai sensi del comma 2 sono adottati con decreto motivato del Ministro della giustizia, sentito l’ufficio del pubblico ministero che procede alle indagini preliminari ovvero quello presso il giudice che procede ed acquisita ogni altra necessaria informazione presso la Direzione nazionale antimafia e gli organi di polizia centrali e quelli specializzati nell’azione di contrasto alla criminalità organizzata, terroristica o eversiva, nell’ambito delle rispettive competenze. 
I provvedimenti medesimi hanno durata non inferiore ad un anno e non superiore a due e sono prorogabili nelle stesse forme per periodi successivi, ciascuno pari ad un anno, purchè non risulti che la capacità del detenuto o dell’internato di mantenere contatti con associazioni criminali, terroristiche o eversive sia venuta meno.
In ognuno di noi, ovviamente, prevale quel sentimento d’umanità che vorrebbe mai vedere privati quei principi di libertà o l’applicazione di sistemi coercitivi, utilizzati ancora oggi da certi regimi totalitari, ma, voler considerare o preferire dimenticare, a chi tali provvedimenti son diretti, è come voler negare quanto accaduto e soprattutto scorretto nei riguardi di chi, per quelle circostanze ha perso la propria vita…

Bisogna sempre ricordare che l’uomo si differenzia dalle “bestie” non soltanto per il proprio intelletto… ma soprattutto perché ispira se stesso ai veri bisogni dell’umanità… ma quando queste necessità, diventano d’esclusivo bisogno personale e quando a ciò, si somma la violenza che conduce alla privazione delle altrui libertà… ecco che allora, per questi modi d’essere,  vanno non solo contrastati ma anche fortemente condannati!!! 
Quindi, il voler valutare (da parte di taluni professionisti ) questi soggetti, eguali a tutti gli altri individui, pur sapendo – per presa coscienza – che nel corso delle loro vite, hanno commesso di tutto e di più… ecco che forse, la sola applicazione dello stesso art…. risulta essere – per quanti l’hanno meritato – il modo più tenue per espiare le proprie colpe…
Dopotutto, se si trovassero oggi… nel restaurato califfato dell’ISIS, verrebbero gettati dai tetti oppure, come quei poveri ladri accusati alcuni giorni fa di banditismo, legati a delle croci di metallo e quindi fucilati di fronte alla folla!!!
Per cui… se pur contrario alla celebre frase “occhio per occhio e dente per dente” ed all’applicazione di una giustizia sommaria… è altrettanto improprio voler considerare questa nostra giustizia, “incivile o immorale”, quando di fatto, dimostra d’essere sempre giusta…, se pur sommersa da tutti quei benefici di legge ( ottenuti attraverso miracolanti strategie di nuovi azzeccagarbugli ), che rendono l’applicazioni delle pene, meno gravose e sempre più… leggere!!!
Non dimentichiamo inoltre, che proprio la Corte Europea dei Diritti dell’uomo, ha riconosciuto la piena legittimità della misura di restrizione… che rendono quindi, eventuali proclami ed esibizioni, del tutto vani ed inconsistenti!!!

Non dimentichiamoci che è proprio grazie, alla lungaggine dei processi ed alle infinite interpretazioni giudiziarie, che è stato possibile, mandare in prescrizione in questi ultimi dieci anni, circa un milione e cinquecentomila processi!!!
Ciò ha permesso (se c’è ne fosse stato bisogno…) di evidenziare come, la nostra classe politica, continui a collaborare, proprio con quegli stessi soggetti, che di fatto, andrebbero combattuti!!!
Ma si sa che, chi ha i voti… ha il potere, ed avere l’appoggio di chi ha il controllo su quei voti è di fondamentale importanza per sperare di sedersi in quelle belle poltrone vellutate…
E’ chissà… se non è per questa particolare ragione, che si cerca “sempre di mancare” a quei, fondamentali appuntamenti istituzionali…, ovvero, per non commettere l’errore di manifestare – con la propria presenza – un equivoco comportamento che possa infastidire chi, ancora oggi si sa disporre, di quello “specifico” potere!!!

White & Black List…

White list… black list… ma di cosa stiamo parlando…???
Diciamo che rappresenta, l”iscrizione volontaria ad un’elenco che soddisfa sia i requisiti per l’informazione antimafia, che per l’esercizio dell’attività per cui è stata disposta l’iscrizione.
Deve quindi sottostare ad alcune condizioni fondamentali tra cui, l’assenza di una delle cause di decadenza di sospensione o di divieto di cui all’art. 67 del D. Lgs. 6 settembre 2011, n.159 (Codice Antimafia) e la mancanza di eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte o gli indirizzi dell’impresa.
È quindi un elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa, operanti nei settori esposti maggiormente a rischio previsto dalla legge 6/11/2012, n. 190 e dal D.P.C.M. del 18 aprile 2013. 

Ciò che colpisce principalmente, non è tanto la redazione di questa lista o di quanti oggi ne sono iscritti ( quello è un argomento di competenza delle prefettura… ) ma la straordinaria diversità tra le imprese iscritte in nord-italia e quelle del sud, in particolare nella ns. isola…

Già, si parla tanto in quelle associazioni di categoria di legalità… ma quando andiamo a contare le imprese che hanno fatto richiesta di essere inserite, ecco che scopriamo che qualcosa non va…
Già ad esempio… dove sono i nomi altisonanti dell’imprenditoria della Provincia di Catania che rientrano nel novero delle attività oggetto delle richiamate tipologie di rischio d’infiltrazione, quali: 
– trasporto di materiali a discarica per conto terzi;
– trasporto, anche transfrontaliero, e smaltimento di rifiuti per conto terzi;
– estrazione, fornitura e trasporto di terra e materiali inerti
– confezionamento, fornitura e trasporto di calcestruzzo, bitume;
– noli a freddo di macchinari;
– fornitura di ferro lavorato;
– noli a caldo
– autotrasporti per conto terzi;
– guardiana dei cantieri.
Com’è possibile quindi, che delle migliaia d’imprese, soltanto poche circa un centinaio sono state inserite nella White list…
Mi chiedo quindi… dove sono tutte le imprese che operano nei settori suindicati??? Hanno fatto tutti richiesta di verifica d’inserimento??? Debbo forse pensare che la maggior parte delle richieste è stata inevasa oppure esistono delle motivazioni che non hanno permesso a queste di essere inserite??? 
Come dicevo sopra, la situazione che mi lascia perplesso è che nella nostra regione, le imprese iscritte sono circa un migliaio, mentre risultano essere iscritte, nella sola regione dell’Emilia Romagna ben 32 mila e di cui soltanto 31 sono le aziende rimaste escluse, non contando che tra le due regioni vi è una differenza di circa un milione di abitanti…
Una differenza sostanziale, debbo pensare tra chi ha deciso di lavorare nella legalità e chi invece ha deciso di operare lungo quella “particolare” zona grigia…
Sarebbe opportuno sapere, da parte degli organi competenti, quante sono le imprese rimaste escluse dalla verifica per poter meglio comprendere il tessuto produttivo della ns. amata ( e amara…)  terra.
Siamo ancora indietro rispetto alla maggioranza del paese, infatti da noi le White list redatte dalle prefetture, non operano tutte in modo funzionale… infatti, analizzando i dati della provincia di Palermo. risultano iscritte solo 11 imprese di cui sono, soltanto due palermitane. 
A tal proposito, la Lega Coop Sicilia, nella persona del suo consulente giuridico Avv. Nino Caleca, fa evincere che ad oggi non risultano iscritte (nella sopraddetta provincia) imprese che forniscono calcestruzzi… auspicando inoltre, l’applicazione del “rating di legalità da parte della Regione anche nel settore dei pubblici appalti, privilegiando le imprese legali“. 
E’ certo che le White List rappresentano uno strumento fondamentale per favorire la legalità e soprattutto per mettere in evidenza quelle attività produttive che operano in regime di trasparenza, nel rispetto della leale concorrenza, facendo in modo che quanto svolto, serva principalmente a far crescere quella reale competitività di mercato, che crei maggiore produttività aziendale, incremento del fatturato, sviluppo tecnologico, e nuove opportunità di forza lavoro.
E’ ovvio che quanto sopra, debba trovare sinergia con una burocrazia snella, che permetta, in primiss riscontri e tempi celeri sulle domande d’iscrizione, mentre da un’altro lato, la possibilità a quelle imprese rientranti nella White list, il diritto di prelazione sulle tipologie di lavorazioni, richieste per gli appalti pubblici…

Ufo a Catania…

Sembra che nel corso di quest’estate a Catania siano stati avvistati degli UFO… e proprio in corrispondenza dell’eruzione dell’Etna…
Sembra infatti… e non se ne capiscono i motivi, che questi UFO siano attratti dai vulcani di tutto il mondo…ed allora non poteva certamente mancare il nostro e quindi anche da noi si è presentato questo singolare e misterioso evento…
Ho ricercato un po di foto sui social network ed ho trovate queste foto che grazie ai telefonini in circolazione sono state capaci d’immortalare la scena…
Certamente la qualità non è delle migliori, ma ben esprime il concetto di quanti si trovavano a passare proprio in quell’istante…
Perché proprio in quel momento, non è che a tutti viene l’idea di mettersi a riprendere con il cellulare… uno è più interessato a non perdersi la scena, a restare ad ammirare quello strano oggetto nel cielo e poi bisogna essere in possesso di un apparato di buon livello, superiore alla media con un’obbiettivo di buona qualità per una alta definizione dell’immagine…  cosa che però la maggior parte dei cellulari in circolazione non possiede…
Ora le immagini sono sotto verifica dei soliti appassionati d’ufologia… e come sempre in queste occasioni… saranno in molti a scommettere che le immagini rappresentano qualcosa di diverso… da un qualche eventuale avvistamento…
Ovviamente accertare la verità non è semplice… proprio perché le immagini sono quasi sempre di scarsa qualità…
Certamente le immagini di oggetti che sorvolano la sommità dell’Etna è qualcosa che incuriosisce, e volere ipotizzare che quanto postato sia causa di riflessi, luci, difetti dell’obbiettivo del cellulare o di qualche ditata rimasta impressa… non sempre rappresenta la realtà dei fatti…
Chissà è forse giunto il momento d’incontrare questi altri esseri???
Siamo pronti per il fatidico “contact”???
Sono in molti ad essere convinti che una manifestazione extraterrestre sia imminente, e che non mancherebbe molto all’incontro con la nostra razza…anzi tanti già si stanno preparando alla loro prossima presenza… 
E’ ovvio che il fatto di apprendere in diretta che non siamo soli nell’Universo, ovviamente causerà, di fatto, un risveglio della coscienza collettiva di tutta l’Umanità, ed è ciò che i tanti avversari ( politici e non ) di questi progetti, vogliono evitare…
Tutto ciò difatti, non permetterebbe più a loro di continuare a controllare il nostro mondo.. ed è per questo che cercano di nascondere a tutti la verità… per poter mantenere il più a lungo possibile i popoli nella inconsapevolezza della realtà e soprattutto continuare le loro oscure manipolazioni.
Continuare ad insistere chiamando questi oggetti UFO è qualcosa di assurdo, perché se è vero che il termine vuol dire “Oggetto Volante Non Identificato”, mi chiedevo… ma quali sono oggi gli oggetti volanti attualmente in volo che non sono identificati, conosciuti e monitorati da quasi tutti i governi militari del mondo???
Ricordate la profezia dei Maya del 2012…è passata indenne e senza alcun scossone…ma forse quello era l’inizio di una data di preparazione e che proprio a partire dagli anni successivi, i contatti con esseri extraterrestri sarebbero divenuti sempre più frequenti… prima del fatidico momento del contatto!!!
Come ripeto sempre… niente ormai più mi spaventa… ho superato indenne quei decrepiti mostri dei nostri governanti… con le loro facce cadaveriche… ed allora… pensate quindi che un eventuale simpatico “rettiliano” può crearmi qualche problema??? No… io sono certo che no… anzi, che ben vengano!!! 

Catania… una città morta!

E’ sconfortante dover descrivere in questi termini la città nella quale si vive ed è ancor più deprimente dover riportare tutte quelle peculiari negatività che purtroppo vengono quotidianamente espresse…
Non so quanti di voi ricordano il film di Benigni “ Gionny Stecchino “ in particolare la scena dell’arrivo in Sicilia del protagonista  “Dante”, in macchina dello zio ( l’Avvocato del rassomigliante boss… ) quando descrive le tre “piaghe” per le quali la nostra regione è famosa nel mondo e cioè: siamo conosciuti per qualcosa di negativo, quelle che voi chiamate… piaghe. Una terribile, e lei sa a cosa mi riferisco: L’Etna, il vulcano, ma è una bellezza naturale. Ma ce ne un’altra grave che nessuno riesce a risolvere, lei mi ha già capito… La Siccità! La terra brucia e sicca, una brutta cosa. Ma è la natura… E non ci possiamo fare niente. Ma dove possiamo fare e non facciamo, perché in buona sostanza, purtroppo non è la natura ma l’uomo… Dov’è?… È nella terza di queste piaghe che veramente diffama la Sicilia in patticolare agli occhi del mondo. Eh… Lei ha già capito. E’ inutile che io glielo dica. Mi veggogno a dillo. E’… il traffico! Troppe macchine! E’ un traffico tentacolare, vorticoso, che ci impedisce di vivere e ci fa nemici famigghia contro famigghia, troppe macchine! 
Ecco in quella scena possiamo estrapolare due parole fondamentali, la prima è “una bellezza naturale”, l’altra è rappresentata da “ non è la natura ma l’uomo “!!!
Già, parlare della nostra isola ed in particolare della nostra città, non tenendo conto delle bellezze naturali, artistiche e culturali, sarebbe qualcosa d’ingiusto e riduttivo, perché sono poche quelle città nel mondo che possiedono caratteristiche come quelle presenti da noi, a cominciare da un mare meraviglioso, con paesaggi che passano dai colori della sabbia a quella della roccia lavica, da quelle bianche spiagge finissime a quelle costituite da ghiaia e ciottoli…
Ed ancora, come esprimere la bellezza di questi giorni provocata dal ns. vulcano Etna, eruzioni di fuoco nella notte che scendono ad illuminare un paesaggio con i suoi colori caldi, accesi, scorrimento continuo di uno spettacolo unico ed indescrivibile… 
Ed infine ciò che rappresenta la ns. storia cultura, espressa da architetture, opere d’arti, scritti, ovunque visibili, millenaria presenza costante nelle nostra vite … 
Quanto invece emerge da ciò che non è la natura ma l’uomo, viene tragicamente evidenziato dai dati sconfortanti su come il nostro patrimonio viene utilizzato… dati negativi espressi dalle presenze minime in visita di turisti, nell’isola ed ancor più nella nostra città, Catania…
A parte quindi, solitarie iniziativa legata a qualche concerto organizzato dall’amministrazione pubblica, è soprattutto grazie a quella coraggiosa intraprendenza da parte d’irriducibili commercianti del centro storico che (con la speranza di una possibile ripresa), intervengono a proprie spese per sostenere quella “movida” tanto decantata attraverso, caffè concerto, disco-pub, interventi letterari, teatrali, ecc…, permettendo – chissà ancora per quanto tempo – di sopravvivere e di creare quella pur minima prospettiva occupazionale…
Un turismo abbandonato, lasciato solo, senza alcuna regola e soprattutto mostrando il lato negativo della nostra città: spazzatura ovunque, macchine posteggiate in tripla fila, nessun vigile che regolamenta il traffico, disservizi, strade sporche, bancarelle improvvisate di vu cumprà, rom e mendicati che ci perseguitano senza sosta in richieste caritatevoli, senza dover aggiungere quelle bande improvvisate di delinquenti, che tentano in ogni occasione di scippare qualche portafoglio e/o cellulare…
Qualcuno parla di prevenzione… ma questa è soltanto una bella parola, da proporre nelle solite manifestazioni organizzate, che hanno come unico obbiettivo, quello di voler promuovere qualcuno al suo interno o di realizzare la solita propaganda…  
Una città morta…- provate a guardarla per un istante con occhi critici… non da catanesi doc – vedrete che la città che tanto amiamo non offre nulla…
Mai un concerto interessante, le aree archeologiche d’estate chiuse, i musei ed i palazzi storici barricati, chiuse la sera anche le porte delle chiese, i negozi – anche di sabato sera – giunti alle 21.00 chiudono i battenti quasi ci fosse il coprifuoco ( certamente non li si può biasimare, con questa crisi sono rimasti in pochi quelli che fanno shopping…).   
Ovviamente avrei preferito non toccare il tasto dolente della politica o di quegli uomini scelti in questi anni, in qualità di primi cittadini… uno scempio… non so neanche da chi voler cominciare… ognuno di loro ha lasciato segni così negativi ed indelebili, che ho difficoltà a trovare nella loro gestione un solo pregio e considerato l’elenco numeroso di difetti che potrei qui numerare, comprendo come anni di tali amministrazioni ( di centrodestra e/o centrosinistra ) hanno saputo distruggere – sia socialmente che economicamente – questa nostra città…
Non vedo oggi, come ci si possa salvare dal baratro, perché ad esclusione delle solite belle parole, promesse dei soliti politicanti che tentano di salvaguardare la loro posizione… vi è il nulla…
La cosa assurda che c’è chi ancora crede ed insiste in quel modello di uomini, ecco questi oltre che meritare – per se e per i propri figli – questa attuale situazione, dimostrano tutta la loro complicità riprovevole ed è anche per loro che oggi, grazie alla loro collusione, la città che ne viene fuori è proprio la città che meritano!!! 

Sono stati così portati a leccare quell’unico spiraglio d’elemosina offerto loro dall’onorevole o senatore di turno, che da soli, hanno provveduto ad imbavagliarsi per non gridare ad alta voce ciò che non va…. attendendo sempre qualcun’altro, che faccia al posto loro il lavoro… rappresentazione da sempre del loro agire!!! 

Siamo ancora in attesa di veder trasformare la nostra Playa ( Bonita soltanto in tv… ) in qualcosa tipo Iesolo, Riccione, Viareggio… ( mi voglio allargare… ) Nizza, Cannes o Llorett de Mar…, quei lungomare realizzati in modo indescrivibile che permettono un turismo non soltanto estivo, ma annuale, con alberghi, ristoranti, discoteche, ecc…, su tutto il litorale, che offrono non soltanto servizi ed ospitalità, ma soprattutto che permettono di dare a tutti, quella necessaria possibilità di un lavoro… 
Sì… Catania…, come una bella donna, l’ami ma ti rendi conto che però non è quella giusta per te. La lasci, poi quando sei lontano ti rendi conto che le tue giornate sono tristi senza di lei. Pian piano allora dimentichi i guai ed i tormenti e rincominci a pensarla, a pregare di voler ritornar da lei. Si dice che l’amore fa male, ma è altrettanto vero, che la mancanza di quel particolare amore distrugge ancora di più…
Peccato che io oggi di quell’amore per questa città ne veda soltanto i resti…, già un città cadavere… in completa putrefazione!!!

ESEC: Ente Scuola Edile di Catania

E’ insolito trovare nel mio Blog qualcosa di cui io scriva favorevolmente ed è ancor più inusuale che utilizzi un mio post per segnalare qualcosa che correttamente nella nostra città funzioni…
Ciò è dovuto principalmente a due fattori: innanzitutto, perché è veramente difficile poter individuare quelle eccellenze che si contraddistinguono nel ns. territorio e secondo perché onestamente scrivendone, non si vuole apparire agli occhi dei propri amici lettori… come si dice da noi… un po’ paraculo!!!
L’atteggiamento di cui sopra però, contrasta completamente con il vero motivo che porta il volermi esporre a valutazioni, obbiettive e positive, poiché non nascondono al suo interno – come potrebbe sembrare a parer di qualcuno abituato, a celate adulazioni, che comunque non mi appartengono – e che, per essere manifestate, hanno bisogno di un particolare “modus operandi”, che prende il nome di opportunismo e cioè di colui che possa agire per un proprio tornaconto…
Ma qui, viene a mancare il cosiddetto movente individuato esattamente nella misura in cui, un’individuo potrebbe ottenere un possibile beneficio, profitto o vantaggio, ma che nel caso specifico… è proprio ciò che manca, mentre di fatto, restano immutati – per come riportavo sopra – i reali motivi per i quali desideravo parlarne.
Fatte quindi le dovute precisazioni, desideravo porre l’attenzione su un comparto, quello delle costruzioni, che rappresenta lo stesso nel quale opero dal lontano 1990 e che da 1996 ho anche rappresentato in qualità di R.S.P.P. ( Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione ).
Ed è proprio su questo elemento di criticità, in tema di salute e sicurezza, che si riflette la problematica della garanzia di quei livelli minimi di prevenzione e protezione a tutela dei lavoratori, malgrado la considerevole legislazione e il livello di innovazione tecnologica. che però si è visto, da solo non basta a contribuire alla riduzione del fenomeno infortunistico, che riveste un ruolo fondamentale di centralità, rappresentando lo strumento essenziale di tutela per imprenditori e lavoratori. 
In particolare, proprio le recenti novità normative in tema di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, hanno affidato ai Comitati Paritetici un ruolo strategico attorno al quale si è incentrata la propria missione e cioè quella di poter mettere in atto le politiche per svolgere al meglio i compiti affidati dal legislatore in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, tra cui: l’Informazione, la Formazione, l’Addestramento, la Consulenza, l’Assistenza ed il Sostegno alle imprese. 
Permettere quindi ai propri dipendenti – sia che essi sono lavoratori o dirigenti – di frequentare i corsi di formazione offerti dall’ESEC ( vorrei precisare “Gratuiti” a tutte le Imprese – ovviamente in regola con i pagamenti della Cassa Edile ), permette ai propri collaboratori, addetti nel settore delle costruzioni, una crescita individuale, al fine di acquisire e perfezionare oltre che le proprie capacità professionali, anche migliorare il proprio rendimento produttivo con l’individuazione durante il loro compito, di eventuali rischi, passaggio fondamentale nel processo di crescita e tutela, della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Obbligo questo che non deve essere visto soltanto come qualcosa da cui sfuggire o da demandare in capo al solo “sventurato” Datore di lavoro, ma che deve divenire, obbiettivo prioritario nel sistema della prevenzione, dove le collaborazioni di tutti devono essere privilegiate rispetto alle azioni individuali e dove la bilateralità rappresenta la cerniera fondamentale nelle problematiche della gestione della sicurezza nei cantieri.  . 
Le Imprese hanno l’obbligo – non solo legislativo – di utilizzare questo Ente di Formazione, ma principalmente “morale” di mettere in pratica il livello di preparazione e conoscenza nel campo della sicurezza dei propri dipendenti, con particolare attenzione a quanti assegnati – al Controllo ( vedasi Dirigenti e/o Preposti ) – alle Emergenze ( Primo Soccorso, Antincendio, Evacuazione ) – alla Sicurezza ( R.S.P.P. – R.L.S. ) – per proseguire verso quelle abilitazioni necessarie sia per il montaggio di apprestamenti ( ponteggi, trabattelli, ecc… ) che per l’utilizzo di mezzi d’opera ( escavatori, gru, ecc.. ), ottenendo così quella necessaria conoscenza, sul reale livello dei propri collaboratori..  
L’ESEC nello svolgere le proprie lezioni con docenti preparati ( ne evidenzio solo alcuni, Ing.ri: Vinci, Maci, Manoli e mi scuso per quanti non sono in elenco… ), oltre che disporre dei propri laboratori, si avvale di un’ampio campo scuola, dove ogni lavoratore può mettere in pratica le indicazioni ricevute dai docenti e verificare così il livello di apprendimento raggiunto, dai propri iscritti, con l’obbiettivo costante di una continua crescita professionale ed un progressivo perfezionamento delle risorse umane nel settore delle costruzioni.
Le proposte e le iniziative proposte dal Direttore ( Giacomo Giuliano ) con l’ausilio dei collaboratori di segreteria e tecnici ( D’Antona – Di Stefano – Giangreco ) tengono conto sia delle continue modifiche e/o aggiornamenti legislativi o quando si presentino modifiche al processo produttivo significative ai fini della sicurezza e salute dei lavoratori – in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione, perché il principale obiettivo non è rappresentato nell’aver espletato quelle documentazioni cartacee necessarie ( evitando così possibili sanzioni amministrative), ma divenire strumento di promozione della “Cultura della Sicurezza” sia in tema di Prevenzione Infortuni, che di Igiene e Ambienti di lavoro.
Inoltre, l’attività dell’Ente Scuola di Catania, non è solo rappresentata dalle iniziative di informazione sulla sicurezza rivolte ai Datori di Lavoro, Lavoratori, Preposti, Dirigenti e Figure della sicurezza, ma anche nelle attività di assistenza in cantiere mediante sopralluoghi tecnici, effettuati su iniziativa propria, richiesti dalle imprese o programmati e coordinati con altri Enti, Istituti e Organismi operanti nel territorio.
In particolare, perseguendo il miglioramento della gestione dei cantieri, essa promuove l’informazione e la formazione dei lavoratori, raccoglie, interpreta e divulga informazioni utili al settore, partecipa ad iniziative di ricerca, informazione e formazione in collaborazione con gli organismi di assistenza e di vigilanza, è parte attiva nei confronti di tutte le iniziative concernenti la sicurezza sui luoghi di lavoro a livello provinciale, regionale, nazionale ed europeo ed infine partecipa al Tavolo Provinciale di Coordinamento, collaborando attivamente con Enti, Istituti e Organismi previsti dalle norme in materia di salute e sicurezza.
Come riportava Nelson Mandela: l’istruzione e la formazione sono le armi più potenti che si possono utilizzare per cambiare il mondo! 

Catania: terra di nessuno, nelle mani di nessuno, dove non parla nessuno!!!

Mia figlia l’altra sera mi ha fatto notare un video musicale di un rapper che parla di Catania…
Guardalo… cosa ne pensi… non è troppo bello??? Lui si chiama Don Cash…
Mai sentito prima, si qualche hanno fa conoscevo Don Johnson, quello di Miami Vice,  la famosa serie televisiva interpretata insieme a Philip Michael Thomas… ed ancor prima, c’era il famoso Don Camillo… ma questo no… comunque vediamo di che si tratta…
E’ fatto bene…., si è veramente simpatico, aggiungerei esclusivo… , anche perché ciò che mi ha colpito sono le parole, usate a mo’ di scherno, un singolo racconto che tra un sorriso e un’altro, descrive perfettamente la nostra città… 
In questo suo modo di canzonare l’amore per Catania, sorprende con quanta semplicità si fanno emergere i problemi  quotidiani, quelli che ormai tutte le città possiedono, ma che da noi, vengono svolti in maniera celata, quasi furbesca… a catanisi…

Si passa da un punto ad un altro, muovendosi tra uno spazio che attraversa storia e cultura, quei riflessi del mare che contrastano le problematiche del lavoro, i colori forti di una cucina, contrapposti all’indigenza, i ragazzi sorridenti pieni di vita e lo spaccio di droga, il fuoco dell’Etna maestosa e la movida di piazza Teatro, la fiera dei vucumprà e la vita nella pescheria.

Da quei volti che esprimono disagio economico, alla famosa granita di mandorla, da una gioventù che non procede verso il futuro… ma che torna indietro sui suoi passi, da una santa padrona ovunque presente, a quei quartieri degradati e da tempo abbandonati, dai sorrisi spensierati ad una squadra di calcio che se pur in B….è nel cuore di tutti….

Per una C che ti sorride… c’è ne un’altra…si chiama Crisi e non sparisce, Villa Bellini e come noi… sempre più al verde oramai…, per una economia sempre più giù, iphone5 e macchinine sempre di più…

Questa è Catania ed è così bella, così cercata così vissuta…
Questa è Catania a volte amata a volte svenduta… 
Una Catania terra di nessuno, nelle mani di nessuno, dove non parla nessuno, ma tutto quanto è di Qualcuno!!!
Già la nostra Catania che è come la lava, quando sembra che muore è soltanto addormentata e prima che tu possa accorgertene si è già risvegliata!!! 

Catania: Chjiù scuru i’ menzannotti nun po’ fare…

Come si dice a Catania: più buio della mezza notte non può venire… e cioè che, se la notte è buia e la mezzanotte rappresenta per eccellenza il buio pesto… che si può far di più??? 
Questo detto viene quasi sempre enunciato quando, insicuri dell’esito di un’azione…, si mette in conto quale risultato finale – proprio con la speranza di voler evitare, eventuali spiacevoli sorprese – che si possa purtroppo concretizzare sin da subito, una situazione sfavorevole e negativa…
Chissà se proprio il neo-regista catanese Sebastiano Riso, in questo suo esordio non abbia voluto riproporre nella storia appena presentata a Cannes, il motivo più intrinseco del concetto: più buio di mezzanotte!!!
La storia rappresenta il passaggio, del disagio interiore di un ragazzo di 14 anni, che pian piano si allontana dalla propria famiglia per legarsi ad una nuova esterna, realizzata quest’ultima, attraverso nuove amicizie e conoscenza di coetanei anch’essi omosessuali, in una Catania dei primi anni 80′.
Le divergenze a casa, in particolare con il padre che non sa accettare questo aspetto femmineo del figlio crea forti contrasti ed incomprensioni…
La stessa madre, succube del marito soccombe, reprimendo quell’amore immenso per il proprio figlio, restando immobile per non essere sottoposta ai dissidi familiari, in particolare la furia cieca del marito…
Un passaggio obbligato quello dell’adolescenza, che attraverso la scoperta dell’omosessualità, evidenzia i sintomi di un problema emotivo irrisolto, classica relazione costituita solitamente da un un padre distante, distaccato e critico e da un ragazzo costituzionalmente sensibile, introspettivo e dai modi raffinati, che viene esposto ai rischi di carenza, sulla propria identità sessuale.
Nel film, escono fuori così tutte quelle controversie intime, rappresentate da una arretratezza culturale, che in quel particolare periodo erano ovunque presenti…
Una terra questa che è ostile a ciò che è diverso, chiusura mentale per ciò che non si conosce, immobilismo che tende sempre verso la conservazione, un’odio sociale per ciò che non si conosce e che si preferisce evitare…
Decade il dialogo, le giornate si riempiono di silenzi, la stessa madre che – nella vita vera è diventata ipovedente – diventa una metafora dell’incapacità di vedere cosa accadeva al proprio figlio…
La storia è ispirata alla vita di Davide Cordova in arte Fuxia; era uno degli animatori del club romano Muccassassina, che nel film si ritaglia una parte nelle vesti di drag queen e che proprio del regista ne era coinquilino…
Sono altrettanto vere, le cure ormonali ai quali il padre ha sottoposto per anni il figlio, convinto che la sua fosse una malattia, come è vera la fuga da casa in cerca di rifugio nella comunità di emarginati che pernottava alla Villa Bellini… 
E’ tutto buio intorno a lui, tutti gli avvenimenti vengono vissuti superficialmente e la tragedia nella quale si colloca diventa ininfluente ad occhi estranei, anzi ognuno di essi tenta di evitare qualsivoglia contatto e/o contagio, per evitare di restare coinvolti…
Un dramma, a cui il sistema non è preparato, in particolare come dicevo sopra, in meridione dove non è possibile accettare un figlio maschio come fosse una femmina!!!
Una città Catania, dove gli uomini “si’ sentunu masculi…” ma che poi – e lo si vede dall’alta concentrazione di prostituzione, che ogni sera è presente nelle ns. strade – di nascosto preferiscono pagare per andare a puttane…
Un bisogno primario che serve loro principalmente per nascondere quella reale ed inadeguata capacità di soddisfare anche la propria compagnia… ( che poi difatti, trova certamente, colui che la soddisfa…) ed anche perché tra questi, convinti “amatori” c’è ne sono tanti che sono “ambigui” e cioè che osteggiano comportamenti tali da nascondere la loro reale collocazione, quella cioè, di preferire i rapporti omosessuali…
Oggi se pur la città, in particolare il centro storico di notte, sembra essere tornato ad una nuova vita, grazie in particolare alla famosa Movida, che mette in risalto la libertà sfrenata di tanti giovani, ecco che però di contrasto, molto bisogna ancora fare, visti i continui maltrattamenti e ancor più grave i suicidi, cui molti ragazzi omosessuali a causa di forti depressioni purtroppo giungono….
E’ stato emozionante vedere a Cannes, accompagnare il film dal vero Davide, che oggi a 46 anni ed è tornato nella sua Sicilia e che ha tenuto a dire: Sono fiducioso che vedendo questo film altri genitori riescano a comprendere che a prescindere da ogni diversità un figlio va amato e coccolato. L’amore è quello che ci dà la forza di andare avanti…

Quella valanga d’indagini…

Ogni giorno aprendo i nostri quotidiani o guardando i notiziari nazionali, assistiamo ad una valanga di denunce, indagini, arresti, come se quanto appreso fosse normale, una consuetudine a cui nessuno può sfuggire…
Che si tratti di un delinquente o di un politico, alla fine ciò che emerge è che sono tutti collusi è questo purtroppo è un sistema talmente generalizzato che non si riesce ad estirpare, non cambia e la cosa peggiore è che non si trovi un solo individuo disposto o interessato a modificarlo…  
Abbiamo potuto vedere come la politica in questi ultimi anni abbia saputo mostrato il suo lato migliore e cioè si è potuto assistere come Presidenti, Amministratori, Assessori, Consiglieri, siano stati, giorno per giorno, arrestati, indagati, condannati, in quanto appartenenti ad associazioni criminali, lo stesso dicasi per quei molti Comuni sciolti per mafia. 
Ora dire che di scandali siamo saturi è il minimo…, soprattutto perché il più delle volte con questa ns. Giustizia “a marcia ridotta“, prima che si giunga a veder condannare definitivamente qualcuno, quello è già morto di vecchiaia…
E’ poi, eliminato dalla scena politica uno, c’è ne sempre un’altro che ne prende il posto, di solito il figlio o qualche parente… per cui come si dice… ” cambiano i personaggi, ma la storia resta sempre la stessa…“.
Ormai e direi frequentemente, assistiamo a rassicurazioni da parte dei ns. organi inquirenti, dove attraverso presentazioni e conferenze stampe, si narra di azioni repressive e di lotte ferree che hanno quale unico obbiettivo, quello di rassicurante noi e le ns. coscienze…
Ma se analizziamo poi in concreto, quanto realmente è avvenuto nel territorio o nel sociale, ci accorgiamo che ciò, ha modificato in maniera insignificante questo ns. tessuto sociale…, anzi, potremmo aggiungere che non lo ha scalfito neanche… 
Basterebbe vedere in quale modi l’evasione continua ad esistere, perché le regole non sono chiare e perché permettono a chiunque di bypassarle…, in modo tale che una grossa fetta di “brave persone” continuino tranquillamente ad operare.
E’ non parlo soltanto dei cosiddetti “soldi sporchi” realizzati da quegli esponenti mafiosi o di criminali legati ai vari clan, ma parlo di tutti quei colletti bianchi, professionisti, che pur di avere ville, macchine lussuose e qualche amante ” a pagamento”, realizzano ogni giorno nei propri studi, migliaia e migliaia di “nero“…, parola che ovviamente nulla centra con il razzismo!!!
Come si dice… personaggi della ” Catania bene ” che di bene poi per la propria città… non ne hanno mai fatto, se non per fini strettamente personali, ma che nelle loro false manifestazioni e nella pochezza delle loro quotidiane azioni, manifestano tutto il loro disamore per questa terra.    
E’ non si tratta di dover denunciare o di contrastare attraverso associazioni varie, quell’omertà intrinseca nelle coscienze dei siciliani, ma di vedere definitivamente, che qualcosa di concreto si realizzi e che la prospettiva di un futuro migliore per le prossime generazioni, sia una garanzia e non una incertezza…
La devastazione è ovunque…, si fa finta di non volerla vedere, guai a parlarne, e tutto ciò grazie a scelte precise da parte dei nostri uomini politici!!!
Piani regolatori modificati e ridisegnati, speculazione edilizie, gestione dei rifiuti, inquinamento del territorio e delle falde acquifere, appalti aggiudicati ad imprese amiche, sono serviti soltanto a riciclare i soldi dei traffici sporchi, una economia parallela, costituita da personaggi cosiddetti “limpidi” che trasformano attraverso una apparente economia legale, quanto si nasconde invece in maniera illegale.
Un continuo riciclaggio e appoggi, che s’intersecano attraverso società e personaggi ambigui, che fanno da mediatori tra la criminalità, le amministrazioni e l’imprenditoria. 
Alla luce dei fatti finora emersi, delle risultanze degli investigatori, dalle condanne effettuate, ecco è da queste certezze che bisogna ripartire, arrivando ad azzerare ed eliminare, quegli intrecci politico-mafiosi che attanagliano questo nostro sistema.
Soltanto tagliando i flussi economici e sottraendo il potere alle amministrazioni pubbliche ed ai suoi interlocutori, che si può iniziare quel processo di rinnovamento controllato, che permetta di eliminare quelle collusioni e quelle tangenti che sono finora servite ad alimentare ognuno di loro, di quei singoli tentacoli che hanno permesso di sopravvivere… e purtroppo mi duole dirlo, questa è una lotta che appartiene in competenza allo Stato ed ai suoi predisposti uomini e che non può oggi essere imputata e/o demandata a semplici associazioni di legalità o ancor peggio a noi cittadini!!!!
  

Catanese dove sei???

E’ con questa frase che si sono incatenati i manifestanti “Liberi Cittadini” ( è così…senza alcuna sigla che vogliono essere definiti ) dinnanzi agli uffici della SERIT S.P.A. di Catania…
Ormai stiamo assistendo ovunque, quanto da tempo andavo annunciando e cioè, che sarebbe bastata una piccola scintilla… per far iniziare una protesta a livello Nazionale.  
La gente comune è stanca di vedere quotidianamente prevaricazioni, continue truffe e raggiri, fatti proprio da coloro che dovrebbero invece essere garanti di quei principi e valori di legalità…
Ed invece, scopriamo che proprio questi finti paladini di giustizia, noti per il loro impegno antimafia ed iscritti ad associazioni con finalità di sostegno e d’impegno sociale, sono poi responsabili di condotte personali, di truffe aggravata e peculato con l’aggravante anche di condotta mafiosa…
Proprio ieri abbiamo potuto assistere nei Tg. nazionali, le ordinanze di custodia cautelare emesse in Calabria, nei confronti di ex Sindaci, assessori ed amministratori comunali…
Era ovvio quindi aspettarsi che la protesta dilagasse e che i momenti di tensione previsti, sarebbero quindi definitivamente sfociati nella ribellione di questi giorni…
Le manifestazioni di un piccolo gruppo sono ora divenute ariete per quanti attendevano in silenzio…
Ed allora, ecco associarsi, studenti, agricoltori, precari, universitari, disoccupati, pensionati e quanti purtroppo, che da infiltrati, utilizzano questi momenti di discordia per innalzare la tensione sociale…
Dietro questi ci sono certamente gruppi eversivi, politici, terroristici ed altri, che fomentano queste ribellioni, per alzare la violenza e creare nuovi scontri e disordini.
Proprio qualche giorno fa, tre commercianti si sono incatenati davanti l’ingresso di Riscossione in Corso Sicilia a Catania, gridando ad alta voce il loro disagio ed una ribellione a tutte le tasse ed i modi con cui, queste agenzie richiedono il pagamento…
I suicidi aumentano giornalmente ed un paese civile come il nostro non può più permettersi questa situazione…
L’allerta nelle città è al massimo livello e le prefetture tentano di contrastare i disordini…
Pattuglie di tutte le categorie, stanno intensificando i controlli sul territorio ed il monitoraggio è costante e puntuale…
Qualcosa sta però finalmente cambiando, anche la politica ha iniziato a dare i suoi primi segni di rinnovamento…

Il Pd con il cambio del segretario rinnovatore Renzi, inoltre, proprio di qualche ora fa, il piano Destinazione Italia, che prevede nuovi incentivi alle società estere ed al credito d’imposta; misure per la ricerca e la digitalizzazione delle imprese, lo sviluppo di energia rinnovabili, ed infine forse la notizia sull’abolizione ai partiti del contributo elettorale, cavallo di troia del M5Stelle…
Bisogna fare presto e subito, il nostro paese deve secondo Standard & Poor’s, darsi una svolta, implementando politiche di sviluppo per la crescita, prevista intorno al 0,4%, prima che si decida nuovamente un nuovo declassamento che porterà così definitivamente l’Italia fuori dal mondo che conta. 

Il Distretto Produttivo della Pietra Lavica dell’Etna


Venerdì 6 dicembre alle ore 18.00, presso l’Orto Botanico di Catania, sono stato invitato ( dagli amici Dott. Alfio Grassi e Giuseppe Buccheri ) a presentare il sito che, insieme all’amica Valentina avevamo realizzato per l’occasione.

Noto purtroppo che (consuetudine ormai diffusa), agli incontri cui vado saltuariamente partecipando, il tempo dedicato a relazionare sul programma annunciato, non permetta, causa il limitato tempo a disposizione, di poter approfondire e dibattere l’argomento principale, a causa dei ” soliti ” cambiamenti”, che hanno quale unico fine, quello di far convergere sugli organizzatori dell’evento le proprie attenzioni…   

Comunque (tralasciando questa personale critica), l’incontro per il tempo messo a disposizione è stato molto interessante, grazie e soprattutto alle personalità che sono state invitate a parteciparvi.
Sono intervenuti, il Direttore del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università degli Studi di Catania Dott. Pietro Pavone, l’Assessore all’Energia ed ai servizi di Pubblica Utilità della Regione Siciliana Dott. Nicolò Marino e l’Assessore del Comune di Catania ( Ordinario di Diritto romano e di Epigrafia e Papirologia giuridica nelle Università  La Sapienza di Roma e Magna Grecia di Catanzaro) Prof. Orazio Licandro.

Sono inoltre seguiti gli interventi del Presidente del Distretto Produttivo della Pietra Lavica dell’Etna nella persona del Dott. Ing. Alfio Papale e del docente di Vulcanologia Prof. Carmelo Ferlito, che ha relazionato sui criteri per la certificazione e la valorizzazione della Pietra Lavica.
Un particolare ringraziamento al Dott. Ing. Marcello Messina, progettista della revisione del Piano Cave Regionale per il bacino Lavico Etneo.

Egli, nel suo intervento ha reso noto al pubblico presente ed in particolare all’Assessore N. Marino, dell’iniziativa progettuale intrapresa dal Distretto Produttivo della Pietra Lavica dell’Etna, in merito alla revisione del Piano Cave Regionale approvato nel 2010, con il quale si sta elaborando una pianificazione particolareggiata dei bacini lavici estrattivi presenti nel comprensorio Etneo, sottoposti a tutela ambientale, ma certamente di gran interesse per il futuro della pietra lavica dell’Etna.

Un plauso infine deve essere fatto al Distretto Produttivo della Pietra Lavica dell’Etna, che, senza alcun contributo finanziario di natura pubblica, sta attuando un modello di sviluppo della Filiera, merito particolare dell’impegno volontario degli associati e soprattutto da una politica oculata di autogestione economica, che ha permesso al Distretto: il riconoscimento da parte dell’Assessorato all’Energia, quale soggetto proponente in merito alla revisione del Piano Cave Regionale nel bacino etneo, la realizzazione di un sito web ( presentato dal sottoscritto… nella sopraddetta conferenza ), nonché, l’implementazione di un piano commerciale a gestione consortile che permetta a breve il rilancio e la valorizzazione del prodotto lavico in tutte le sue forme, oggi duramente colpito dalla grave crisi internazionale, che ha comportato, per le aziende della filiera un drastico ridimensionamento del fatturato annuale, pregiudicando la stessa sopravvivenza del comparto, nell’ambito della competitività internazionale aggravata dalla concorrenza cinese che in questi anni, ha introdotto nel mercato mondiale, prodotti in pietra lavica di scarsa qualità, ma con prezzi di gran lunga inferiori a quelli applicati dalla filiera Etnea.

L’evento si è poi concluso con la presentazione di prodotti d’arte e artigianato, realizzati tutti con la ns. meravigliosa Pietra Lavica.

Vista l’incessante crescita del tasso di disoccupazione, questo enorme bacino, con il suo settore in espansione grazie alla propria filiera, potrebbe, qualora le istituzioni decidessero definitivamente di implementarlo, diventare per i giovani siciliani e per quanti, laureati e tecnici alla ricerca di una nuova tipologia di lavoro, diventare una particolare e interessante prospettiva, idea vincente d’investimento per i prossimi anni a venire.
Consiglio quindi a quanti interessati di tenersi aggiornati, visionando quotidianamente i seguenti indirizzi link:
http://www.distrettopietralavicadelletna.com
http://www.facebook.com/pages/Distretto-Produttivo-Pietra-Lavica-dellEtna