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Catania: perché si sta tentando di screditare i pentiti???

“Infame”… con questo termine viene definito il mafioso che tradisce la propria associazione a delinquere…
Quanto però avviene a seguito di quelle dichiarazioni, risulta per molti di difficile comprensione…
Difatti, sembrerà strano, ma quando questi soggetti decidono di riferire su fatti e circostanze accaduti in un preciso momento di quella loro affiliazione, quando questi riportano, nomi e cognomi di coloro con cui hanno collaborato nel adempiere quelle azioni violente, quando cioè descrivono in maniera dettagliata gli omicidi compiuti che, fino ad allora, erano rimasti irrisolti o ancora, quando ripercorrono i pestaggi compiuti a seguito delle richieste di racket fatte ad alcuni imprenditori, comunicando i nomi di coloro che si erano sottomessi e di quanti, a quel sistema malavitoso, non avevano ceduto, subendo di conseguenza le ben note intimidazioni personali (e familiari…) in aggiunta alle azioni dolose, ecco, stranamente a quelle dichiarazioni, si da la giusta importanza, in quanto concretizzano le lacune di cui non si aveva certezza…
Al contrario, quando questi stessi pentiti, iniziano a fare nomi e cognomi di personaggi noti ed influenti legati al mondo della  politica, delle istituzioni, di enti pubblici, dell’imprenditoria o anche di semplici professionisti, ecco, appena si concretizzano quelle dichiarazioni, si scatena una vera e propria, caccia alle streghe…,   
Mi chiedo quindi, come sia possibile che un pentito possa dire delle cose vere in talune circostanze ed in altre, quando cioè si tratta di colpire i cosiddetti pesci “grossi”, ecco che all’improvviso, di quelle spontanee dichiarazioni, sono in molti a dubitare…
Dopotutto quale vantaggio avrebbe un pentito di prendersi delle colpe gravi, come per esempio gli omicidi e poi, quando si tratta di riportare riunioni o accordi presi, a cui direttamente si è assistiti, ecco che stranamente, emergono dubbi sulla propria veridicità…
Quest’ultima considerazione evidentemente, rappresenta una strategia preparata a tavolino, anche da alcuni mass-media… che cavalcano l’onda di quelle notizie, in particolare se richieste da una parte politica-imprenditoriale collusa con cosa nostra, la quale cerca di gettare fango su tutti quei “pentiti”, in particolare se testimoni diretti di quegli stessi procedimenti, nei quali sono direttamente coinvolti quei soggetti… ora indagati.
Si tenta in tutti i modi di trovare un caso… per utilizzarlo come “capro espiatorio” affinché lo si possa elevare da caso particolare… a principio generale!!!
Un sistema raffinato elaborato da alcuni difensori, per distruggere le testimonianze di quei pentiti e soprattutto per argomentare tesi improbabili!!! 
Ecco come attraverso quei giudizi artefatti, un pentito poco credibile… finisce per rendere poco credibili tutti i pentiti, tanto da mettere in discussione le stesse sentenza già pronunciate e discreditando di diritto… tutta la magistratura!!!
Certo nessuno mette in discussione che ci sia una parte di quei cosiddetti “pentiti” che utilizzino la procedura di “collaboratore di giustizia”, per godere dei benefici di legge…
Ma non bisogna dimenticare, l’importante impulso alla lotta alla criminalità, che propri questi pentiti hanno dato alle indagini, essendo essi stessi, in possesso di quelle informazioni, in quanto, il più delle volte, direttamente responsabili di quei crimini…
Difatti i giudici Falcone e Scopelliti, intuirono sin da subito l’importanza del fenomeno dei collaboratori di giustizia, ed è a loro che si devono i numerosi provvedimenti volti ad incoraggiare l’utilizzo dei cosiddetti “pentiti” per la risoluzione delle indagini, nonché per la formazione della cosiddetta “prova orale” nel dibattimento processuale. 
Se oggi quindi una riflessione si può e si deve fare e quella sul pericolo che un uso distorto dei pentiti può comportare per la corretta amministrazione della giustizia e per la vita democratica del nostro Paese… 
Chissà perché, ho l’impressione che a Catania, dopo quel generale “magna-magna” che vi è stato, sono in molti a sperare che alcuni di questi pentiti che oggi li accusano, possano ritrattare le proprie dichiarazioni, già come fece per esempio “Dante” (vi ricordate il film Jonny Stecchino…) con quelle sue parole: lo sanno già tutti che mi sono pentito??? Ed allora… io non mi pento più e domani lo voglio scritto sulla prima pagina di tutti i giornali!!! Deve essere scritto grosso: “Dante non si pente più“!!!
Ma il tempo di quei film è finito da un bel pezzo e nessuno di noi, sente il bisogno di un revival…

Nuova requisitoria per l’ex Presidente della Regione Siciliana

Eravamo giunti all’ultima udienza (dinnanzi alla terza sezione penale della Corte d’appello di Catania) con la requisitoria del processo all’ex leader del Mpa Raffaele Lombardo (ed ex presidente della Regione Siciliana), condannato, il 19 febbraio 2014, in primo grado a sei anni e otto mesi per concorso esterno in associazione mafiosa. 
In aula, per l’accusa erano intervenuti il sostituto Procuratore generale Sabrina Gambino e il sostituto procuratore Agata Santonocito…
Come sempre, l’ex presidente Lombardo, assistito dai propri legali, si era proclamato innocente!!!
La requisitoria del processo fu aggiornata a questo mese d’Ottobre… ma per l’appunto, alcuni giorni fa, abbiamo scoperto che ci vorrà un’altra udienza, la quarta, per conoscere la richiesta dell’accusa…
I tempi del processo… già finora abbastanza estesi (va ricordato infatti che il processo si sta svolgendo con il rito abbreviato) hanno ricevuto quindi, una richiesta da parte dei sostituti procuratori, per un’ulteriore requisitoria… ribadendo di essere in possesso di quelle prove necessarie, che inchioderebbero Lombardo a precise responsabilità!
Il tutto – secondo i magistrati – è basato su dichiarazioni, incontri, testimonianze ed episodi, che confermerebbero le loro accuse e proverebbero il sostegno “politico” dato, direttamente (o indirettamente) all’ex presidente, da una parte di quegli ambienti mafiosi…
Per cui, l’udienza per adesso è stata rinviata e verrà ripresa intorno ai primi giorni di Novembre… con la formulazione delle richieste dell’accusa, alle quali ovviamente, seguiranno le arringhe degli avvocati difensori…
E’ un momento di grande “fibrillazione” giurisprudenziale questo… in quanto ciò che vi è in gioco, è il “reato di concorso esterno” e cioè dove il soggetto incriminato, non è parte integrante o direttamente affiliato a quel mondo criminale, ma si mette “a seconda delle circostanze” a disposizione –grazie alla posizione privilegiata acquisita– della medesima…
A mio modesto parere, ciò che sta avvenendo – in particolare all’interno delle nostre aule di Giustizia di Catania – è di determinare o ancor meglio “limitare”, quelle regole di partecipazione criminosa…
In particolare ciò che si vuole far evidenziare è la demarcazione “morale”, che punisce per l’appunto colui che, pur non partecipando materialmente al reato… (attraverso proprie azioni specifiche) le avalla di fatto, incentivandole (o suggerendole) a chi di dovere, attraverso messaggi subliminali, mezze parole, cenni d’intesa, strette di mano e omissioni; tutte azioni capaci di rafforzare la volontà di colui (o di coloro) che compiono successivamente quegli atti materiali…
Non bisogna però trascurare, quanto espresso dalla Corte Europea (ma anche da un giudice di Catania per un’altro noto procedimento in corso…), che ha posto in luce un argomento fondamentale e cioè l’assenza di una disposizione normativa sul concorso esterno!!!
Quanto sopra rappresenta un tema fondamentale per la nostra legislazione, che vive esattamente sul dogma del principio di legalità in virtù del quale, nessuno, può essere punito per un fatto che, al momento della sua commissione, non è previsto dalla legge come reato e sono in molti difatti – tra gli studiosi di diritto – a dichiarare che la legge, non contempla il concorso esterno!!!
Non si tratta quindi di doversi schierarsi per l’una o per l’altra interpretazione legislativa, ma far in modo che venga sempre rispettata la legge in maniera corretta!!!
A breve, vedremo cosa accadrà…

Ma perché correre rischi… quando si può stare piegati a 90°!!!

Ma che sarà, che cosa t’offrirà 
quest’altra storia, quest’altra novità 
l’unico rischio è che sia tutto finto 
e che sia tutta pubblicità!… 

Ma che ne sai, se non ci provi mai 
che rischi corri, se non vuoi volare… 
coi piedi a terra, legato alla ragione 
ti passa presto, la voglia di sognare! 

Ma è quello che,  vogliono da te 
già appena nati, ci hanno abituati 
a non pensare, ma a darcene l’illusione 
e sempre con la scusa della ragione!… 

E anche se fosse,  solo finzione 
solo il pretesto per fare una canzone…
vale la pena almeno di tentare 
se è un’occasione per poter volare 
allora non la sprecare, prova a volare!!!

Attenzione-attenzione! 
Comunicato ufficiale! 
Parla l’organo del partito, non lasciatevi suggestionare! 
Quella voce che vi invita a volare 
è di un maniaco sabotatore!… 
Spegnete la radio adesso 
giradischi e registratori, presto!… presto!… 

Ma la radio va e non si fermerà 
ti prenderà per mano ti insegnerà a volare 
visti dall’alto i draghi del potere 
ti accorgi che son draghi di cartone!… 

E anche se fosse solo finzione… 

Attenzione-attenzione! A tutte le persone serie! 
consapevoli, equilibrate, non lasciatevi suggestionare! 
abbiamo ben altri progetti per voi 
uomini del 2000, saggi e civili 
perciò prestate attenzione 
solo alla voce della ragione!… 

Ma la radio va e non si fermerà ti prenderà per mano, 
ti insegnerà a volare, 
visti dall’alto i draghi del potere ti accorgi che son draghi di cartone!… 

Ma non lo vedi, sono di cartone 
se resti a terra che vuoi capire 
con la scusa di schiarirtele 
ti confonderanno sempre più le idee 
ti manderanno allo sbaraglio in questa 
farsa, nel ruolo di comparsa!… 

Ma basta che voli in alto 
ma basta che ti alzi un poco 
e forse scopri che quello che ti faceva 
paura era soltanto un gioco! 
e adesso, hai l’occasione per poter 
volare, allora, non la sprecare, prova a volare!…

Prova ma che ne sai 
se non ci provi mai non puoi 
sapere se vale o no la pena 
di tentare, è un’occasione 
per volare, per volare!… 

Adesso basta! Fatelo stare zitto! 
Abbiamo troppo sopportato! 
Abbiamo troppo tollerato! 
E’ un provocatore! Fatelo tacere! 
….Fatelo tacere!….

Chi di "Beni confiscati" ferisce… di "beni confiscati" perisce!!!

Saranno in molti a tremare tra quegli Amministratori giudiziari, Custodi e ahimè anche Magistrati…
Sono soltanto alcuni soggetti, che si sono macchiati a Palermo di quei “reati” ora loro contestati dalla Procura di Caltanissetta, attraverso le procedure gestionali dei beni sequestrati e confiscati alla mafia!!!
Il sistema evidenziato dalla Procura di Caltanissetta (il Procuratore aggiunto, Lia Savia… “Santa” subito), ha dimostrato come esisteva un connubio diretto tra chi, nominava quegli amministratori giudiziari e chi, con quegli incarichi ricevuti, amministrava per concretizzare i propri interessi e quelli del “circolo”…
Il motto era: io faccio un favore a te… tu ne fai uno a me!!!
Ecco perché venivano (e ancora purtroppo… vengono) affidate più nomine ad uno stesso amministratore…

Ecco perché, all’interno di quegli studi di nominati amministratori giudiziari, troviamo alcuni collaboratori (e/o dipendenti, familiari) di quei giudici.

Ecco perché attraverso quella gestione amministrata, venivano concessi lucrosi incarichi a consulenti esterni, ma appartenenti tutti alla cerchia, come Studi legali, tecnici, del lavoro, amministrativi, peritali, ecc… i quali, ovviamente al momento opportuno ricambiavano il favore…
Dopotutto, grazie ad accordi “celati” con la parte interdetta, si poteva procedere con eventuali assunzioni di personale (non strettamente necessario…), ma che permetteva di favorire la richiesta ricevuta…
Entrambi così… realizzavano un comune vantaggio: l’Amministratore ha la possibilità d’inserire all’interno di quella società propri dipendenti (suggeriti o certamente “raccomandati”) ed al socio/i interdetto/i, concedere quella disponibilità, permetteva di non farsi escludere dalla gestione societaria… e difatti, in quasi tutte queste società amministrate dallo Stato, troviamo questi (sig.ri), che camminano insieme a braccetto… 
Finalmente… la Procura di Caltanissetta ha disposto in via d’urgenza per l’ex Presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo Silvana Saguto, il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, anche per equivalente, di ingenti somme di denaro, beni immobili e quote societarie costituenti prezzo, profitto e prodotto di delitti di corruzione, concussione, peculato, truffa aggravata e riciclaggio, indagata nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei beni sequestrati e attualmente sospesa dalle funzioni e dallo stipendio.
Il sequestro preventivo, in corso di esecuzione da parte del personale del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo, ha riguardato anche l’Avvocato Gaetano Cappellano Seminara, al quale la Saguto aveva affidato la gestione di numerosi beni sequestrati, e Maria Ingrao, Roberto Nicola Santangelo, Walter Virga e Luca Nivarra. 
Il sequestro è stato disposto in via d’urgenza per il pericolo concreto ed attuale di dispersione dei patrimoni illecitamente accumulati.
Una vera e propria sfilza di amministratori giudiziari… ma sono certo che la lista si allungherà a breve… di un bel po di nomi!!! 
Non so più chi sia peggiore, tra quei mafiosi o imprenditori (in affari con i boss) colpiti dai provvedimenti a sua firma quando era Presidente della sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo o quegli stessi amministratori… da Ella nominati!!!
Un vero e proprio scandalo quello della “gestione dei beni confiscati alla mafia” che coinvolge soltanto in Sicilia, migliaia di società… da spremere… lasciando a casa con quella mala-gestione… centinaia di dipendenti i quali, proprio sotto quella gestione, devono ancora ricevere le proprie retribuzioni… 
Come per esempio il sottoscritto che, dalla Società IN.CO.TER S.P.A., deve percepire ancora oggi…  quasi un anno di stipendi… è dire che un commentatore meschino di nome “Giovanni” (su Live Sicilia Catania) mi ha apostrofato “mercenario”!!! 
Che schifo di terra è la nostra… sì diceva bene il mio ex collega Sollima: “una terra infetta”!!! 
Riporto quanto ho letto: un sistema denominato a “MARGHERITA”… dove al centro del fiore c’era il magistrato e intorno i vari petali che svolgevano incarichi diversi; a prima vista scollegati ( ma facenti parte tutti dello stesso fiore ) tra loro vi erano: amministratori giudiziari, professionisti, colleghi, cancellieri, ufficiali di polizia giudiziaria, rappresentanti del mondo universitario ed anche giornalisti, dai quali la stessa traeva vantaggi e utilità di varia natura….
Altro che vincoli associativi, questa è una vera e propria “affiliazione” ad un sistema corruttivo, ben peggiore di quello stesso a stampo mafioso!!!
Dopotutto non basa anch’essa come la mafia la propria esistenza su quegli stessi interessi corruttivi, familiari, clientelari, finanziari e associativi…
E cos’è la mafia se non quanto sopra… cos’è che manca a quell’elenco… forse le armi???
Ma perché le armi coercitive usate da questi “affiliati”, non sono peggiori o certamente più aggressive di quelle… più rumorose???
Il fine non è lo stesso…??? Non si tratta di arricchimento illecito… grazie a vincoli familiari e clientelari???
Per favore… finiamola con questi sequestri e queste confische… sono soltanto “bufale”, che non fanno più ridere nessuno… anzi, ho l’impressione che qualcuno si potrebbe fare male!!!
Fintanto che in questo paese… chi sbaglia non paga, non ci sarà mai alcuna legalità e soprattutto futuro, in particolare per questa nostra regione, dove “tutti” tendono a fare azioni illecite e dove, quei provvedimenti giudiziari, hanno a seconda degli imputati… tempi e modalità, completamente diversi!!!
Sì… è giusto continuare a sperare nella giustizia, ma quando accadono situazioni come quelle di sopra o altre peggiori, che a distanza di anni… devono ancora emergere, chiedo a Voi… ma come si fa a credere ancora nella giustizia???

Fondamentale iniziativa a Catania, dall’Associazione Alfredo Agosta.

Ogni venerdì è attivo presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Catania (Via Battello) lo sportello sul sovra-indebitamento gestito dagli esperti avvocati messi a disposizione dall’Associazione Nazionale Antimafia, Alfredo Agosta, di cui mi onoro far parte.
Si tratta di  applicare la legge 3 del 2012, una procedura che a Catania è poco conosciuta (è stata difatti utilizzata una sola volta…) sia dagli utenti, che dagli stessi operatori… 
La norma rivolta ai privati e alle piccole imprese, permette la cancellazione dei debiti pregressi del debitore,  ivi compresi quelli verso il fisco (Equitalia).
La Legge infatti ha introdotto nel nostro ordinamento, una procedura concorsuale anche nei confronti del debitore persona fisica, attivabile però solo dal debitore stesso e non dai creditori.
Per poter beneficiare delle procedure di composizione della crisi è necessario avere due requisiti:
– il primo prevede che non si deve essere assoggettati (né assoggettabili) alle vigenti procedure concorsuali disciplinate dal R.D. 267 del 1942.
Pertanto, alla procedura in commento possono ricorrere tutti i soggetti, persone fisiche, società, enti, che:
*  non svolgono attività d’impresa;
* sono professionisti, artisti o altri lavoratori autonomi;
* sono imprenditori commerciali sotto la soglia di cui all’art. 1 l. fall.;
* sono enti privati non commerciali (associazioni ecc.);
* sono imprenditori agricoli;
* sono “start up innovative” indipendentemente dalle loro dimensioni.
– il secondo requisito prevede che vi deve essere lo stato di “sovra-indebitamento” definito come “la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà ad adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente” (Art. 6 co. 2, lett. a), L. 3/2012).
Il concetto di ”sovra-indebitamento” è diverso da quello di insolvenza della legge fallimentare in quanto prevede non solo l’incapacità definitiva e non transitoria di adempiere regolarmente ai propri debiti, ma fa anche riferimento ad una sproporzione tra il complesso dei debiti e il proprio patrimonio prontamente liquidabile, seppur sia specificato il rapporto di tale squilibrio.
Il consumatore, invece, è definito come “il debitore persona fisica che ha assunto obbligazioni esclusivamente per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta” (Art.6, co.2, lett b), L.3/2012)”.
Questa specifica individuazione è da ricondursi alla volontà del legislatore di distinguere nettamente la procedura relativa al consumatore, rispetto a quella prevista per tutti i restanti soggetti non fallibili.
  • Non possono accedere al queste procedure coloro che sono in queste condizioni: essere soggetto a procedure concorsuali diverse da quelle previste dalla L.3/2012;
  • aver fatto ricorso, nei precedenti cinque anni, ai procedimenti di composizione della crisi da sovra-indebitamento;
  • aver subito, per cause imputabili al debitore, uno dei provvedimenti di cui agli art.14 e 14-bis (ovvero l’impugnazione e la risoluzione dell’accordo e la revoca e la cessazione degli effetti dell’omologazione del piano del consumatore);
  • aver presentato una documentazione che non consente di ricostruire compiutamente la sua situazione economica e patrimoniale.

Lo sportello sarà aperto dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e per chi fosse impossibilitato a recarsi il venerdì mattina potrà chiedere un appuntamento concordando orari e giorni diversi inviando una mail all’indirizzo: info@associazionealfredoagosta.it
Si precisa altresì che lo sportello svolgerà funzione di antiusura e antiracket, e sarà impegnato in iniziative di informazione, sensibilizzazione e promozione, per offrire ai cittadini che sono a rischio usura o che siano già vittime di questi fenomeni, un supporto gratuito che tenga conto di tutti gli aspetti del problema, economici, legali, psicologici.
Il direttore dell’Ispettorato del lavoro, Domenico Amich, ha già annunciato che nell’immediato futuro moltiplicherà i giorni di ricevimento dello sportello e le sue funzioni, anche perché – ha affermato Amich- “A molti, compreso le banche, fa comodo che la procedura sul sovraindebitamento sia poco conosciuta l’Associazione Alfredo Agosta, che si è resa disponibile gratuitamente a prestare questo servizio e ben volentieri abbiamo deciso di istituire questo sportello le cui funzioni saranno presto ampliate, mettendo a disposizione nostro personale, per creare anche uno sportello informativo sul lavoro.»
In un momento di crisi profonda del nostro paese, sia finanziaria (che morale…) dove, intere famiglie ed imprese, vengono ridotte sul lastrico, vi è uno strumento (ahimè… scarsamente noto). per poter ripartire nuovamente da zero, cancellando (o quanto meno riducendo) drasticamente i debiti e ridando dignità a tutti quei soggetti che da troppo tempo, erano rimasti vessati ed imprigionati in quelle maglie cupe della disperazione, a causa di “strozzini” (ufficiali e ufficiosi…) che ormai li avevano resi incapaci anche di poter vivere…
Una nuova speranza si è accesa… per dare coraggio e conforto alla sofferenza.

Altro che macchina di guerra… qui a Catania ci sarebbe bisogno di ben altro!!!

Sono felice d’ascoltare le parole del Procuratore aggiunto, Dott. Francesco Puleio, da pochi giorni, insediatosi nella Procura di Catania.
In particolare, ho apprezzato la frase a suo tempo riportata dal padre e cioè: “il direttore d’orchestra non è quello che ha la bacchetta in mano, ma quello che ha in testa la musica” e continuando… il Procuratore Capo, Carmelo Zuccaro, “ha in testa la musica dalla prima all’ultima nota”!!! 

Questo riflessione sulla musica e le note è bellissima, perché lascia intravedere nuove composizioni musicali, del tipo…

Ma mi, ma mi, ma mi,

quaranta dì, quaranta nott,
A San Vittur a ciapaa i bott,
dormì de can, pien de malann!…
Ma mi, ma mi, ma mi,
quaranta dì, quaranta nott,
sbattuu de su, sbattuu de giò:
mi sont de quei che parlen no!
Io comunque resto dell’idea… che “per cambiare la musica a Catania, occorre innanzitutto cambiare i suonatori!!!”.
Certamente la prima affermazione è quantomeno grave, ma lo è ancor di più… l’omissione della seconda!!!
D’altronde, se non si sostituiscono i musicisti, la musica non cambia ed allora tutto resta com’è…
Sono quei “musicisti” infatti ad aver portato al degrado questa nostra città… gli stessi a cui ci si era affidati, demandando ad essi, quel rinnovamento mai compiuto…
La verità e che essi sono ormai da troppo tempo “contaminati”… già, potremmo inquadrarli in quei personaggi della serie televisiva “The Walking Dead”!!!

Perché in fin dei conti, sono dei veri e propri morti viventi, che girano in questa nostra città (da troppo tempo “vittima”), all’interno di quei salotti “buoni”, dove personaggi della politica e dell’imprenditoria, insieme ad altri cosiddetti uomini di cultura… fanno sì che, con quella loro congregazione, condizionano di fatto, questo nostro sistema…

Quanto sopra rappresenta la conferma che se non si cambiano i musicisti, la musica non migliora, anzi la si può definire “la sinfonia della presa per il…”!!!
Rappresenta nei fatti… la condizione che stiamo vivendo, dove a causa di pochi e soprattutto per colpa di questo sistema mafioso/clientelare, veniamo quotidianamente soffocati e accerchiati da una continua mancanza di etica… 
Noi “catanesi” sappiamo bene come in questi ultimi anni, la Procura di Catania sia stata una “macchina da guerra”…, ma purtroppo, in alcune occasioni, a causa di un sistema legislativo “inadeguato” e poco efficace, si è determinato di fatto un rallentamento, determinando in alcune circostanze, un vero e proprio ribaltamento!!! 
E’ apprezzabile quindi la storia raccontata del “Pellegrino e dei tre spaccapietre”… e del perché non bisogna mai fermarsi alle apparenze, ma provare sempre a guardare in maniera libera (e da angolazioni diverse), ciò che ci può sembrare a prima vista banale!!!
Ed è per questo motivo che vorrei ricordare il Prof. Keating nel film “Attimo fuggente“… quando in quella sua lezione salì sulla cattedra dicendo “Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse e il mondo appare diverso da quassù… non vi ho convinto? Venite a vedere voi stessi, coraggio, è proprio quando credete di sapere qualcosa, che dovete guardarla da un’altra prospettiva, anche se ci può sembrare sciocco o assurdo, ci dovete provare…. Osate cambiare, cercate nuove strade!”… 

Ed ancora, come dimenticarne il finale… quando cioè, dopo essere stato licenziato… entrò nella sua ex classe per raccogliere i propri effetti personali… ed uno dei suoi brillanti alunni, Todd, mostrando d’aver compreso l’incoraggiamento di quel professore (“guardare sempre le cose da angolazioni diverse“), salì sul suo banco e richiamandone l’attenzione, pronuncio la famosa frase “O capitano! Mio capitano!”

Certo, la reazione del preside fu rabbiosa, ma quelle minacce non ebbero alcun effetto… perché subito dopo, anche gli altri ragazzi compieranno lo stesso gesto… mentre il professore s’allontanava dopo aver detto “Grazie!” con lo sguardo rivolto in basso…
Quindi ben venga la macchina da combattimento e speriamo che, dopo aver assistito ad alcune battaglie perse, si possa finalmente mirare a vincere definitivamente questa guerra fatta di malaffare, criminalità e corruzione…
Una città che partecipa in tutti i modi (o meglio grazie ad una parte di quei suoi collusi concittadini…), ad alimentare direttamente quel cancro, con cui convive e sa di prosperare finanziariamente… agli altri (quelli esterni o non affiliati) non resta che raccogliere le briciole o morir di fame…
Come diceva Sciascia… “Ad un certo punto della vita non è la speranza l’ultima a morire, ma il morire è l’ultima speranza”…

L’ennesima Corruzione a Catania

Sono sicuro che nei prossimi 72 giorni, da quì alla fine dell’anno, la nostra Procura di Catania, avrà già in serbo, altrettante inchieste che nei giorni a venire, verranno portate a nostra conoscenza…
Parlando di quella di stamani e cioè dell’operazione “bloody money” siamo all’interno di un meccanismo corruttivo, nel quale viene coinvolta la nostra sanità…
Il 23 Luglio dello scorso anno, avevo pubblicato un post intitolato la “Fiera delle sanità”, nel quale evidenziavo  la corruzione presente all’interno di quel mondo… 
Oggi, ma era solo una questione di tempo, è emersa la notizia dell’inchiesta della Guardia di Finanza!!!
Come dicevo prima… siamo a Catania (casualmente…) e gli indagati, (posti adesso agli arresti domiciliari), dovranno rispondere di associazione a delinquere finalizzata a una serie di episodi corruttivi per atti contrari ai doveri di ufficio, tra il 2014 e il 2015.
Tra i nomi vi è uno che incuriosisce… in quanto omonimo del più ricercato latitante di cosa nostra, il “Capo dei Capi”… Messina Denaro. 
Dalle indagini sembra che l’arrestato sia un diretto parente del boss (ma quella è un’altra storia…) e che insieme ad esso, siano stati posti in arresto altri quattro soggetti…
Si tratta come sempre di imprenditori e dirigenti (ma…  in questo caso, di medici).
Per le società private coinvolte nell’inchiesta una di Assago la “Diaverum Italia S.r.l.” e l’altra con sede a Catania “Le Ciminiere S.r.l.” verrà nominato un commissario giudiziale…
Dalle indagini della Gdf, risulta che che questi medici, in ragione della propria professione e soprattutto avendo contatti diretti con i pazienti affetti da particolari patologie nefrologiche e bisognosi quindi, di continue terapie dialitiche, consigliavano o meglio orientavano, verso strutture private (quelle di sopra) quelle necessarie terapie… 
Tralasciando il conflitto d’interesse, che da noi è totalmente sconosciuto, ognuno di essi, con altrettanti dipendenti -certamente corrotti o quanto meno compiacenti tra medici e/o infermieri- hanno fatto sì che, dalla struttura pubblica ospedaliera, quei pazienti si recassero in quelle società private…
Quei meschini collaboratori dipendenti, venduti per chissà forse un posto di lavoro ad un proprio familiare e/o qualche bustarella o ancor peggio, esclusivamente per far piacere al proprio diretto superiore, ecco, questi, si sono collusi a quelle metodologie vergognose…  
Certo, considerato che attraverso quei pazienti dialitici, si intascavano circa 40.000 l’anno attraverso i contributi pubblici, si capisce l’interesse a procacciare e trasferire, sempre più pazienti, verso quelle strutture!!!
Sono in molti ad aver “convertito” se stessi, da famoso giuramento d’Ippocrate, ad un nuovo giuramento, già, di affiliazione a tutte queste “derivate”… associazioni “criminali”!!!
Se avessero adempiuto ad alcuni di quei giuramenti riportati quali ad esempio:
Consapevole dell’importanza e della solennità dell’atto che compio e dell’impegno che assumo, giuro: 
  • di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento; 
  • di attenermi nella mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze; 
  • di prestare la mia opera con diligenza, perizia e prudenza secondo scienza e coscienza e osservando le norme deontologiche che regolano l’esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione; 
  • di affidare la mia reputazione esclusivamente alla mia capacità professionale e alle mie doti morali; 
  • di evitare, anche al di fuori dell’esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della categoria; 
  • di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica; 

Forse oggi, sarebbero certamente più poveri , ma certamente liberi e pieni di dignità…

Come diceva Nonno Kuzja (dal libro Educazione Siberiana): “la fame viene e scompare, ma la dignità una volta persa non torna mai più” e questi signori, che nemmeno nomino… l’hanno persa da un bel po…
Per correttezza, riporto che nessuna responsabilità penale è emersa in capo alle strutture ospedaliere catanesi dove prestavano servizio questi corrotti “Dirigenti medici e infermieri”…
Purtroppo… a causa di pochi delinquenti, ci vanno di mezzo le persone perbene; è corretto ricordare a tutti che, questi tipi di soggetti, rappresentano in quelle strutture Ospedaliere (per fortuna), la parte minoritaria!!!

Concorso esterno in associazione mafiosa??? No… semplicemente "Leit motiv"!!!

Il tema è sempre quello!!! 
Rappresenta l’argomento dominante e ricorrente, di quest’ultimo periodo ed in particolare di quanto sta avvenendo nei procedimenti delle aule dei tribunali penali…
Da alcuni mesi infatti, si ha la sensazione, di come si voglia – da parte di taluni soggetti – riportare il complesso dibattito, dottrinale e giurisprudenziale, del concorso esterno nei reati associativi, ad un livello di clamore mediatico.
Esistono infatti – tra chi difende e chi accusa – posizioni diametralmente opposte, nelle quali alcuni operatori del diritto, sono arrivati anche a negare la possibilità di ammettere il concorso eventuale nei reati associativi…
Altri, contrari, assimilano la condotte dei concorrenti esterni, a quelle dei veri e propri “affiliati” interni all’associazione mafiosa, ovvero ad ammetterli entro confini piuttosto ampi, pur mantenendo delle distinzioni, tra gli uni e gli altri.
Si cerca quindi ( in particolare da quanti hanno in cuore la difesa dei propri assistiti e che a causa di ciò, purtroppo… non dormono più nemmeno la notte…), di stabilire quel corretto inquadramento della problematica, sottesa all’individuazione delle ipotesi di concorso esterno nei reati associativi…
Bisogna fornire cioè quei giusti “parametri” per identificare colui che ha partecipazione diretta (se pur esterna), determinare in maniera chiara, quella differenziazione netta, tra il cosiddetto affiliato e l’eventuale concorrente esterno…
Sappiamo che la norma di riferimento in tema di reati associativi è rappresentata dagli art.li 110 e 416 bis c.p., che delineano una tipologia delittuosa pluri-soggettiva, richiedendosi (ai fini dell’integrazione della fattispecie), la presenza di un vincolo associativo tra tre o più soggetti finalizzato alla commissione di più delitti. 
E’ chiamato pactum sceleris è coinvolge tutti quei soggetti che, riunitisi in un sodalizio criminoso, agiscono nella piena coscienza e volontà di farvi parte in maniera permanente (dolo generico) con l’intenzione di contribuire, attraverso la realizzazione di una serie anche indeterminata di delitti, all’attuazione del programma criminoso (dolo specifico)!!!
Il tratto distintivo di quella condotta è rappresentato da due elementi qualificanti: il primo, oggettivo, individuabile nel requisito della permanenza nella “illicita societas“, ossia nello stabile inquadramento del soggetto operante nell’organizzazione criminale (circostanza questa facilmente accertabile dalle indagini e con le intercettazioni…), il secondo meno agevole a verificarsi, è ravvisabile nell’elemento psichico che sorregge la condotta del soggetto partecipe dell’associazione, dato dalla commistione di due elementi soggettivi essenziali, e cioè, il “dolo generico” ad aderire al programma tracciato dall’associazione e il “dolo specifico” di contribuire, fattivamente, a realizzarlo…
Basta quindi la sussistenza di questi due requisiti, oggettivi e soggettivi, per verificare e circoscrivere la figura del partecipe, ed isolarla da quella del semplice concorrente esterno…
Difatti, nella pronuncia a Sezioni Unite n. 16 del 28.12.1994 (sentenza Demitri) la Corte di Cassazione ha sottolineato la diversità di ruoli tra “partecipazione all’associazione” e “concorso eventuale materiale“, attribuendo ai soggetti “intranei” alla societas sceleris, una posizione determinante nella “fisiologia” dell’associazione – fornendo gli stessi un apporto quotidiano o comunque assiduo, insostituibile o quantomeno agevolante, alla realizzazione dei fini associativi – e ai soggetti “extranei” un ruolo sostitutivo, non sorretto dalla volontà di far parte dell’associazione, ma asservito a quest’ultima nei momenti di “fibrillazione” o vuoti temporanei che fanno entrare la “societas” in una fase patologica.
Un chiarimento è giunto dalla pronuncia a sezioni unite n. 22327 del 21.5.2003 (sentenza Carnevale), che, prendendo le distanze dai precedenti indirizzi che ritenevano sufficiente (ai fini della sussistenza dell’integrazione dell’elemento psichico) la mera consapevolezza dell’altrui finalità criminosa, richiede come indice necessario anche la coscienza e la volontà dell’efficienza causale del proprio contributo rispetto al conseguimento degli scopi dell’associazione.
Si esige che il concorrente esterno, pur sprovvisto dell’affectio societatis (e cioè della volontà di far parte dell’associazione), si renda compiutamente conto dell’efficacia causale del suo contributo, diretto alla realizzazione, anche parziale, del programma criminoso del sodalizio.
E’ chiara la differenza sotto il profilo oggettivo, tra partecipe necessario e concorrente eventuale: “si definisce partecipe colui che, risultando inserito stabilmente e organicamente nella struttura organizzativa dell’associazione mafiosa, non solo “è” ma “fa parte” della (meglio ancora: “prende parte” alla) stessa”…
Sul piano probatorio, poi, rilevano, ai fini della partecipazione, “tutti gli indicatori fattuali dai quali, sulla base di attendibili regole di esperienza attinenti propriamente al fenomeno della criminalità di stampo mafioso, possa logicamente inferirsi il nucleo essenziale della condotta partecipativa e cioè la stabile compenetrazione del soggetto nel tessuto organizzativo del sodalizio. 
E’ logico dedurre che, affinché ci sia un comportamento concorsuale, deve esserci un requisito essenziale dove, il dolo del concorrente esterno, investa nei momenti della rappresentazione e della volizione, sia gli elementi essenziali della figura criminosa tipica, sia il contributo causale recato dal proprio comportamento alla realizzazione del fatto concreto, con la consapevolezza e la volontà di interagire “sinergicamente” con le condotte altrui nella produzione dell’evento lesivo del “medesimo reato”.
Questo è un dibattito che dura da oltre vent’anni… e negli atti del maxi processo contro la mafia, (istruito dai giudici Falcone e Borsellino), emergeva chiaramente la posizione dei due magistrati secondo i quali, la figura del concorso esterno è la figura più idonea per colpire l’area “grigia” della cosiddetta contiguità mafiosa…
I casi per i quali, in quest’ultimo periodo – una particolare categoria si sta affannando a trovare una possibile soluzione – sono (casualmente) quelli relativi al politico, al libero professionista (medico, avvocato, bancario, ecc. ), ai funzionari delle PA ed agli imprenditori che, pur non essendo formalmente affiliati a quella organizzazione criminosa o comunque non sono direttamente organici, intrattengono dei rapporti con l’associazione mafiosa, per fini che sono vantaggiosi, sia per l’associazione stessa, che soprattutto… per il soggetto esterno a questa!!!
Basti vedere in quali modi opera l’associazione mafiosa, per comprendere come questa presenti una particolare attitudine ad intrecciare rapporti di cooperazione (attivi e passivi), con tutti quei soggetti “esterni”, dalla cui collaborazione, riesce a condizionare a loro favore, tutti i settori della vita civile: dalla politica all’economia, dalla finanza alle istituzioni, dalla gestione occupazionale agli incarichi ai professionisti, fino al controllo del voto dei cittadini!!!
Ma chissà forse mi sto sbagliando ed hanno ragione loro: già, come può esistere il concorso esterno in associazione mafiosa, quando manca di fatto, l’elemento essenziale…. chiamato mafia???
  

Tutti insieme appassionatamente, così troppi… da far rimpiangere Don Raffaè!!!

Si dice che la cooperazione si basa sulla profonda convinzione che nessuno riesca ad arrivare alla meta se non ci arrivano tutti!!!

Ed è il motivo per cui ho compreso da tempo… che questa nostra politica sia finita e come tutto ormai, si sia ridotto, ad una semplice conta di voti… 
Ed allora, pur di restare aggrappati a quelle poltrone, non sanno più cosa inventarsi…
Il detto dice che “l’unione fa la forza” ma qui con la scusa di voler spodestare il Presidente della regione Crocetta, si sta facendo la raccolta *******…
Ed allora si pensa cosa fare e chi mettere dentro quel “contenitore” politico…
Dalla destra al centro, passando per una parte della sinistra e finendo con la speranza di coinvolgere coloro che finora preferiscono astenersi… 
Ci sono tutti… su quel palco, non sto nemmeno ad elencarli,i sembrano delle anime in pena… soggetti che non hanno più cosa offrire e nessuna proposta da poter  enunciare, per convincere quei pochi elettori rimasti ancora ad ascoltarli…

Ci si preoccupa esclusivamente di limitare l’ascesa dei “pentastellari”, urlando a gran voce che “non hanno capito che non stati eletti per governare e non per controllare”, è strano, perché i voti, delle ultime elezioni, hanno detto il contrario!!!

Stanno sperimentando prove di trasmissione… per individuare l’eventuale candidato presidente del centrodestra siciliano…
Condivido Nello Musumeci quando dice “Chi sta con noi, non può stare con Crocetta. Punto. Non è un bordello”, chissà perché, a molti di noi, è proprio questa la sensazione che viene trasmessa!!!
Difatti, tra quest’ultimi vedrete… ci sarà chi al referendum non andrà; come ci sarà d’altronde chi vorrà seguire il premier Renzi ed infine ci saranno quelli (e dai sondaggi sono la maggioranza,…) che preferiranno dire NO!!!

Ho l’impressioni comunque che vedendo questo “mix” sono in molti ad augurarsi in Sicilia, di rivedere nuovamente sul campo, l’ex presidente della regione, Raffaele Lombardo…  

Sì, osservando quanto sta accadendo, anche a me viene in mente una vecchia canzone di De Andrè che diceva:
“Per fortuna che al braccio speciale c’e’ un uomo geniale che parla co’mme…
Tutto il giorno con quattro infamoni, briganti, papponi, cornuti e lacche’…
tutte ll’ore co’ sta fetenzia che sputa minaccia e s’`a piglia co` mme…
ma alla fine m’assetto papale, mi sbottono e mi leggo `o ggiurnale
mi consiglio con don Raffae’… mi spiega che penso e bevimm’`o ccafe’…”.
Quando si parla di masse, non bisognerebbe mai dimenticare che tutta la loro ottusa forza e influenza sociale, deriva dall’unione di migliaia d’individui che, presi singolarmente, sarebbero soltanto dei semplici imbecilli!!!
Giovanni Soriano, Malomondo (2013).

Voilà… il fascicolo ora c’è… il fascicolo ora non c’è!!!

Ne avevo parlato in precedenza su molti miei “post”, discutendo sulla leggerezza delle procedure adottate e  su quella mancanza di segretezza degli atti, lasciati in balia di dipendenti, il più delle volte sbadati…

Ecco quindi che all’improvviso, fascicoli presenti spariscono e poi misteriosamente riappaiono, ed altri di contro, non compaiono più perché inspiegabilmente dispersi…
Dopotutto basti entrare in quel palazzo e vedere da se come, molti di quelle stanze, sono lasciate molte volte abbandonate, con le porte aperte… completamente deserte e con quei documenti, posti lì, in modo incustodito…
I controlli alle cancellerie chiaramente lasciano il tempo che trovano… 
Non è raro difatti assistere a certi programmi tv ( vedasi… le Iene, Striscia la notizia, ecc…), dove nei reportage viene dimostrata la capacità d’intrusione da parte dei propri giornalisti, i quali, con estrema facilità, si permettono d’aprire faldoni, s’informano sugli atti contenuti e dimostrano sempre “furtivamente”, come sia semplice fare sparire dei documento o eventualmente spostarli in altri scaffali adiacenti…
Analoga circostanza è accaduta proprio alcuni giorni fa, precisamente lo scorso 29 settembre, durante un dibattimento nell’aula I del Palazzo di Giustizia di Catania: durante l’udienza, il giudice ha dovuto rendere noto, di essere costretto a rinviare il processo penale (che avrebbe dovuto celebrarsi, per l’ipotesi di reato di truffa e infedele patrocinio a danno di un appuntato dei Carabinieri) a causa della sparizione del fascicolo di pertinenza, rimandando quindi nuovamente l’udienza… a data da destinarsi!!!
Cosa dire, un soggetto aspetta anni per vedere celebrato il proprio processo, per ottenere finalmente, non solo quella giustizia richiesta, ma bensì vedere riconosciuti quei propri diritti violati… ed ecco che in maniera incomprensibile, ciò non può essere ottenuto… perché qualcuno, all’interno di un Tribunale… ha fatto sparire quei documenti necessari… e fatto gravissimo, ad oggi, non si sa chi è!!!

Un impiegato infedele, ben celato che, a seconda delle circostanze, interviene quale “prestigiatore” per far svanire, modificare o prolungare l’assenza di documenti prioritari ai processi… ed il fatto gravissimo è che questo soggetto, è ancora lì… tra quegli uffici!!!

Non entro nei meriti della specifica vicenda, nei tempi già trascorsi (sono circa quattro anni) a causa delle continue richieste (d’archiviazione e di opposizione all’archiviazione), ciò che da più fastidio è vedere come il corso della giustizia non possa compiere il proprio dovere, perché basta l’assenza di un atto, fatto sparire per “comodità”, affinché si creino quelle condizioni necessarie per allungare i tempi processuali o arrivare anche a rovesciare l’esito di una causa …
E’ sotto gli occhi di tutti e non c’è da stupirsi, perché questi ritardi si sa… sono necessari per far traslare una sentenza definitiva (sia di condanna che d’assoluzione) e soprattutto quei metodi disonesti applicati, risultano necessari se non indispensabili, affinché si possa giungere ad una probabile prescrizione!!!
Ed allora ditemi: chi tra tutti quei soggetti coinvolti, può avere sicuramente vantaggi???

Incredibile a Catania: finalmente fioccano le multe per divieto di sosta!!!

Se non l’avessi visto con i miei occhi… non ci avrei mai creduto!!!
Passeggiavo su Via S. Euplio e mi sono accorto che su alcune macchine posteggiate in doppia fila, erano state poste nei tergicristalli, copia dei verbali d’infrazione…
Dopo aver svolto alcune commissioni, mi sono ritrovato in Corso Sicilia ed anche lì… tra doppie e triple file, le contravvenzioni fioccavano ovunque!!!
Ho pensato… ma cosa sta succedendo a Catania…???
A cosa è dovuta quest’improvviso contrasto alla maleducazione, cos’è… forse il Comune ha necessità d’incassare denaro ed allora ha messo (finalmente) in moto tutto il corpo dei vigili urbani???
D’altronde… non so come spiegare altrimenti, questa nuova iniziativa di contrasto…
Comunque, proseguendo per Via Carlo Felice Gambino e attraversando Via Santa Maria di Betlem… (una strada quest’ultima… dove ogni giorno vi è una seconda fila posteggiata per 12 ore al giorno, senza che mai nessun vigile, faccia qualcosa per evitare quell’abuso…), noto come in tutte le auto posteggiate in doppia fila, vi è presente un verbale di contestazione…       
Sono tutte multe per divieto di sosta, anche perché questo rappresenta –visti gli aumenti dei pedaggi nelle strisce blu– il fenomeno quotidiano preferito dai miei concittadini, che sono sempre più alla ricerca di spazi vuoti, lasciati liberi dal Comune, che consentono per l’appunto di parcheggiare la propria auto senza alcuna preoccupazioni e soprattutto senza dove scucire un euro…
Tra i tanti problemi che assillano ognuno di noi… in particolare se questi sono automobilisti, occorre sommare quella mancata serenità nel dover ricercare una preziosa sosta libera… in questa nostra città.
Se a quanto sopra inoltre s’accorpa la presenza dei cantieri stradali che limitano la possibilità di sosta a quei veicoli… ecco che la disperazione degli automobilisti, raggiunge il massimo d’espressione!!!
Si parla sempre di realizzare parcheggi multi-piani, di trasformare alcune piazze, di riconvertire spazi inutilizzati… ma quando si tratta di compiere quelle opere, non si conclude mai nulla o meglio, si fanno passare progetti privati -presentati in maniera celati per realizzare attività commerciali – e successivamente fatti passare per parcheggi pubblici, dopo aver “imbruttito” la bellezza di quelle nostre piazze!!!
Comunque, finalmente sono giunto alla mia auto… ed anche lì accanto, su un auto posta in doppia fila… c’è esposta una contravvenzione!!!
Proseguo… ma all’improvviso lo sguardo cade su quella contravvenzione, m’incuriosisce per come è scritta… la prendo, la leggo e mi accorgo che è il fac-simile di un “Verbale di contestazione”…
C’è scritto: violazione del codice del divertimento; se questa fosse stata una vera contravvenzione avresti dovuto pagarla… con la stessa cifra  invece, potrai cederti un paio d’ore di spensieratezza ogni mese con il “Teatro dei Saitta”…
Ecco spiegata quella misteriosa ripresa di legalità nella nostra città e chissà se forse in quel Teatro di Via Sassari, tra risate a crepapelle… non si discuta concretamente per risolvere la questione dei parcheggi, di quelle inesistenti contravvenzioni, della possibilità di adibire a parcheggio quegli inutili piazzali della città e chissà se forse… tra un momento d’ilarità ed un sonoro e prolungato gemito… sia possibile concretizzare qualche idea concreta, che realizzi qualcosa di positivo per dare nuovo impulso alla risoluzione dei problema di questa città…
Sperare nelle capacità di chi dovrebbe compiere quel miracolo è quantomeno difficile, se non impossibile: dopotutto, se non vi è stata mai la volontà di riuscirci in tutti questi anni, non si comprende perché, dovrebbero raggiungere quei risultati proprio adesso!!!

Il mondo di mezzo: tra mafie e antimafie…

Ieri, 30 settembre alle 19,30, al Salone Loyola (Parrocchia SS. Crocifisso dei Miracoli di Via Enrico Pantano 42 a Catania) si è tenuta una conferenza sul tema di cui in oggetto, tenuta dal Prof. Antonio La Spina.

Bisogna dare un plauso a Padre Gianni Notari, che, attraverso questi incontri, cerca di dare un importante contributo morale al rinnovamento delle coscienze civili… 
Difatti, la questione morale rappresenta oggi, uno dei tratti più significativi sul terreno della lotta alla mafia, che vede ancora la presenza di forti riserve culturali e di esitazioni politiche, difficoltà nel rinnovamento di quelle vecchie classi dirigenti e da quel ricercato sostegno clientelare, da cui siamo totalmente sommersi…
Ma soprattutto manca un’alternativa incapace di riuscire a restituire quel diritto democratico proprio dei suoi concittadini, un sistema quest’ultimo, che preferisce andare a braccetto con quel mondo del malaffare, collusivo e corruttivo, che permette a quel ceto di comando, di prendere le redini della cosa pubblica!!!
Il raffronto del Prof. La Spina è perfetto: esistono tre mondi suddivisi in sotto-mondo, sovra-mondo e mondo di mezzo… 
Ognuno di quei mondi si muove in sintonia con i propri affiliati, quasi fossero di fatto una vera e propria organizzazione professionale; ognuna di esse è sorretta da dei veri e propri codici, quasi fossero deontologici, con specialità, abilità e conoscenza…
Esiste tra esse un confine di separazione… ma vi è la possibilità in taluni casi, che esse, entrino in contatto tra loro, per mettere in comune quanto necessario, affinché si concretizzino le necessità di ognuno di quei mondi…
C’è un mondo di mezzo che partecipa a seconda delle circostanze con i due mondi, quello di sopra e quello di sotto… 
Nel suo libro riporta tutto l’universo delle mafie è dei fenomeni che la contraddistinguono… si passa da Cosa-nostra alla Camorre, dalla ‘Ndrangheta agli Stiddari fino a quelli della Sacra Corona Unita… per giungere a entità completamente nuove come “Mafia capitale”….
Ma la lotta alla mafia passa anche attraverso “l’antimafia”, quella vera e sana, quella realizzata dalle associazioni che direttamente sul campo, fanno sì, di dare un grande contributo a quella lotta…
Perché si sa che esiste un’antimafia istituzionale e soprattutto un’antimafia autentica sociale, ma sappiamo bene che da qualche tempo, vi è la presenza di un’antimafìa “apparente”, che camuffata da personaggi “paladini della legalità”, operano falsamente, affinché s’innescano ingannevoli condizioni che permettono di creare, confusioni ed instabilità, nell’operato delle forze istituzionali…
Sono personaggi che operano in quel mondo di mezzo… colletti bianchi che, pur mantenendo sottobanco un rapporto organico con i sodalizi mafiosi, aderiscono ufficialmente o costituiscono di fatto una nuova associazione antimafia… dedicata all’opera di una vittima di mafia… 
Conoscere dal di dentro le dinamiche organizzative della mafia, permetterà a tutti noi di combatterla ed eliminarla definitivamente…
Come diceva il giudice Falcone: “La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine…”.
Noi tutti però, non siamo più nelle condizioni di potere attendere che quel fenomeno giunga da solo alla propria fine!!!
Dobbiamo unire tutte le forze e l’energie, affinché si giunga a quella unione necessaria, per dare un colpo decisivo a quei mondi, criminali, clientelari e associativi…
Faccio quindi un appello a tutte quelle persone perbene presenti (ed anche assenti al convegno…), ma soprattutto rivolgo questo mio appello alle associazioni tutte di legalità… ai loro rappresentanti, che con passione e dedizione, fanno sì che questa nostra terra possa essere migliore – non un giorno – ma sin d’ora…
Ringrazio quindi, quanti ho avuto il piacere di conoscere, in particolare l’Associazione Anti-racket “A.S.I.A.” attraverso il suo Presidente, Dott. Salvatore Campo; l’Associazione antiestorsione di Catania “Libero Grassi” che vede il presidente Linda Russo Zangara e tutti i suoi volontari nella quotidiana battaglia contro il pizzo; dell’Associazione “Giustizia e Pace” dedicata ai due magistrati uccisi dalla mafia, Antonino Saetta(assassinato insieme al figlio nel 1988) e Rosario Livatino (freddato nel 1990), rappresentata da Ugo Tomaselli.
Colgo l’occasione infine per salutare coloro che, quotidianamente, con il proprio impegno, si sacrificano con dedizione affinché, legalità e giustizia, abbiano a radicarsi nella società attuale… mi riferisco a Nicola Grassi, Romj Crocitti Bellanti, Mirko Viola, Antonello Costanzo, ed anche gli amici Alfio Grassi e Maria Anselmi (la quale, mi ha gentilmente concesso di pubblicare in copertina la sua foto…).
Sono in molti ad aver sacrificato se stessi perché animati dal desiderio di rivalsa contro qualunque forma di criminalità organizzata: perché si sa… il bene trionferà e la legalità vincerà la sua battaglia!!!

Amministratori e funzionari corrotti??? Non può essere, ci sarà qualche imprecisione…

Siamo a Mascali, un comune tra Giarre e Fiumefreddo, tornato alla ribalta per la vicenda “Town Hall 2″…

La Procura di Catania (che negli ultimi anni opera nella nostra provincia a tempo pieno…) aveva contestato a 32 imputati, vari reati, tra cui l’abuso d’ufficio e la truffa aggravata…
Gli indagati erano tutti funzionari e amministratori pubblici; tra questi infatti vi erano, ex sindaco, presidente del Consiglio comunale, funzionari dell’Ufficio Urbanistica ed Edilizia, dirigente dell’area Lavori Pubblici e per finire… il ragioniere capo dell’ente stesso…
Dalle intercettazioni sono emerse richieste personali per beni immobiliari e denaro per gli interventi presso la commissione edilizia regionale per ottenere quelle necessarie autorizzazioni…
Inoltre sembra esserci una truffa aggravata ai danni dell’INPS, vari sussidi mensili (tutti inferiori ai mille euro… per eludere la normativa sulla tracciabilità dei flussi finanziari…) e la trasformazione di un terreno agricolo in edificabile, avendo inserito quell’area nella proposta di settore per “l’ampliamento e la ridistribuzione delle aree per edilizia popolare e residenziale pubblica”… ed ovviamente, solo pochi mesi dopo, il consiglio comunale lo ha approvato…

Ho letto sul web un commento interessante a riguardo degli amministratori e/o funzionari corrotti: “appena prendono un po di potere, dal prosciutto… alla caciotta del paese di 150 abitanti, ai miliardi delle grandi opere, gli amministratori pubblici legati alle nomine politiche… rubano tutti; allora dico, –viva la CINA– che li fucila con costo proiettile a carico dei familiari. Non c’è alternativa,vai ad amministrare cose pubbliche, sei lautamente pagato, godi di grandi privilegi, allora devi esser avvertito: se vieni beccato a rubare, ti ammazzo, mica tanti una cinquantina… cosi si educano anche gli altri. o magari all’americana ove vengono sepolti vivi in supercarceri sotterranee, tipo Attica, per 150 anni”…
Quanto riportato sopra, rappresenta ovviamente una provocazione, ma come diceva il Macchiavelli: “il fine… giustifica i mezzi”!!!
D’altronde, bisogna fare in modo che si comprenda definitivamente, come sia giunto il tempo di cambiarle quelle metodologie finora applicate… affinché si determini in maniera chiara come i principi di legalità, hanno sempre e ovunque il sopravvento, su qualsivoglia azione…      

Ci sono sempre due scelte nella vita: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilità di cambiarle!!!

E proprio cosi… nella vita bisogna decidere da che parte stare….

Se affrontare i problemi che ci circondano oppure restare immobili, evitando così d’esporsi e lasciando far fare agli altri, il cosiddetto “lavoro sporco”…
In molti ormai hanno deciso di rimanere nell’anonimato… non alzano la voce, non chiedono con forza i propri diritti e quando discutono sulle problematiche della loro città o del quartiere nel quale risiedono… non vanno oltre le classiche lamentele!!!
La colpa, la danno a tutti, in particolare a quei loro interlocutori, a quel sistema che si è dimostrato ovunque, collusivo e corruttivo e che da troppo tempo, a loro modo… li soffoca!!!
Per gran parte devo ammettere che hanno molta ragione, perché alla fine si è preso coscienza che pur cambiando i suonatori, la musica resta sempre la stessa…
D’altronde, andando nel pratico… il quartiere dove si vive è da anni sempre lo stesso, anzi… il degrado ne ha aumentato i problemi…
Di contro le istituzioni negli anni, si sono sempre più allontanate, abbandonando di fatto interi quartieri alla disponibilità della criminalità organizzata o a quei pochi coraggiosi residenti “intraprendenti” che tentano con la loro opera, di rendere vivibile quel quartiere…
Sono persone semplici che non hanno secondi fini… in particolare propositi personali, ma esprimono quel loro disagio, attraverso l’amore per il proprio rione… cercando di migliorarne le condizione presenti e tentando di rendere più vivibile quell’ambiente, offrendo in particolare ai giovani nuove opportunità relazionali e investendo nell’ambito morale, culturale e formativo…
Come dice il titolo, c’è sempre una scelta nella vita da fare; si tratta di prendere la decisione giusta, di puntare su nuove idee piene di speranza e che si facciano carico (con i fatti e non come sempre avviene qui da noi soltanto a… parole) della voce dei propri concittadini, speranze d’idee che attendono da sempre… risposte.
Perché ormai… di quei politici che promettono e non mantengono non abbiamo cosa farne, anzi bisogna allontanarli definitivamente, puntando su persone oneste e nuove, che dimostrano di aver capacità e sono lontane da quel modo perverso di ragionare, raccogliendo voti, attraverso noti meccanismi clientelari o ancor peggio, direttamente della mafia…
Ognuno di noi, deve fare di tutto per cambiarla questa terra, affinché si possa insieme beneficiare da quanto in comune si possiede, puntando verso una legalità concreta che passa dalla lotta alla corruzione e proseguendo con il contrasto deciso alla criminalità; bisogna puntare su nuovi progetti alternativi e tecnologici, propositi che tendono a sviluppare nuove energie rinnovabili, diminuendo di conseguenza, quelle soglie d’inquinamento presenti e rendendo così l’ambiente sempre più pulito…

Bisogna cominciare a riqualificare quelle zone degradate e recuperare tutte le aree dismesse…

Occorre ridare slancio alla nostra economia, puntando principalmente sul turismo e rilanciando nel mondo la bellezza del nostro territorio, della nostra fascia costiera e di quei territori adiacenti, sviluppando quelle strutture ricettive, che fanno sì… che la clientela, venga dirottata da noi e non altrove.
Certo, bisogna lavorare, lavorare e ancora lavorare… al fine di poter ricucire quel “gap” realizzato da tutti quegli incompetenti e collusi imprenditori che in questi  40 anni… non hanno pensato al bene di questa terra, ma esclusivamente ai propri…  
E’ giunto il tempo di cambiare… ed allora anche tu (mio caro conterraneo…), hai l’occasione di poter essere artefice di questo cambiamento, iniziando a decidere radicalmente… libero da coercizioni, sin dalla prossima tornata elettorale!!!
Non si può scegliere il modo di morire… e nemmeno il giorno. Si può soltanto decidere come vivere. Ora!!!

Catania: "Pronto Soccorso" in procinto di chiudere!!!

In questi mesi, più volte purtroppo, mi sono dovuto recare per problemi familiari, nei “pronto soccorso di alcuni nostri presidi ospedalieri nel centro di Catania: mi riferisco al “Garibaldi” di Piazza S. Maria di Gesù e al “Vittorio Emanuele” di Via Plebiscito…

Attendere in quei posti, in particolare in momenti concitati… è veramente problematico, soprattutto per quanti sono lì in qualità di addetti alle emergenze…
Non li invidio… dai dottori, agli infermieri, da quegli ausiliari alla vigilanza, per finire con gli operatori dedicati alle pulizie…
Sono tutti li… a disposizione degli altri, tra continue emergenze che soltanto chi le vive… può comprenderle.

Anche perché bisogna aggiungere che da noi, già in questa nostra città, l’inciviltà ha il sopravvento sulla buone norme di comportamento ed educazione… e quindi è consueto trovare – il cretino di turno – che cerca di far sopravanzare il familiare e/o amico, rispetto all’ordine di arrivo o al codice colorato assegnato a seconda della gravità…

Inoltre, c’è chi, non rispetta i divieti posti dinnanzi agli ingressi e approfittando… entra da qualche uscita secondaria, insieme ad altri 25 suoi parenti… per porsi all’interno di quel pronto soccorso… per dimostrare a quanti lo accompagnano, che egli… come si dice a catanisi… “è spacchiusu”!!!
Nella lista dei cafoni ovviamente… non possono mancare i peggiori…
Già, tutti coloro che spacciandosi per “mafiosi” (la mafia ovviamente per questi soggetti… ne disconosce la paternità), atteggiandosi a “malandrini” con quei loro modi di fare… si rendono a loro modo “minacciosi” e sperano così facendo, d’ottenere quanto da loro richiesto!!!
Su nuddu miscati cu nenti” e difatti quei loro propositi, non producono alcun effetto… anzi no… qualcosa la realizzano… quella di “rompere i coglioni” ai presenti, sia a quanti stanno lavorando, che a quelli in attesa, di poter essere visitati!!!
Ogni tanto in televisione, mi capita d’osservare per alcuni minuti una serie chiamata “grey’s anatomy”…
Ora, se paragonate quel presidio ospedaliero di Seattle il “Grace Hospital” (una delle città più popolose dello Stato di Washington negli USA, con un’area metropolitana di ben 3.500.000 di persone…) a questi nostri presidi di Catania… verrebbe da sorridere, ma se poi riflettiamo sui disagi a cui il nostro personale è costretto ad operare, ecco che allora, quanto svolto in america, fa soltanto ridere!!!
Perché i nostri paramedici… compiono ogni giorno non un lavoro… perché nulla di quanto svolgono può essere rappresentato nella parola “professione”…
Qui da noi… si tratta di mettere tutta la propria passione e abnegazione, in un qualcosa a cui da sempre avevano creduto…
Ovviamente quanto sopra non tiene conto di chi è ormai salito su quelle cattedre ed ha dimenticato quel giuramento d’Ippocrate… e da tempo, si dedica principalmente a sfruttare quella propria posizione, per concretizzare e promuovere la propria immagine pubblica e di contro, nel privato, per realizzare interessi economici, quasi sempre realizzati a nero (alla faccia dell’evasione…)!!!

Ma si sa che prima o poi… tutti hanno bisogno dei medici, ed allora – come si dice – meglio farseli amici che nemici…

Ovviamente non si può fare di “tutta un’erba un fascio”, ci sono tra loro, anche persone perbene… come per esempio, quanti operano all’interno dei pronto soccorsi…
Ho sentito comunque che c’è in corso una riforma ospedaliera, e che questa, preveda la smobilitazione di questi centri d’emergenza e la chiusura definitiva di queste strutture…
Inoltre, a quanto sopra lo letto che ascoltato che sono a rischio anche altre divisioni d’eccellenza, per trasformarle tutte in servizi… 
Parliamo di Oncologia, Pediatria e Rianimazione vanno chiusi… mentre gli sprechi o gli stipendi d’oro restano eguali anzi a differenza di quanto ci raccontano… aumentano sempre!!!

Tanto ai “catanesi” va bene così… cosa importa loro se la Sanità non funziona… o se quegli impiegati verranno trasferiti o licenziati per esubero di personale…
Loro – i catanesi – sono così… fintanto che il problema non li tocca personalmente, nessuno che si lamenta, nessuno che partecipa alla protesta, nessuno che scende in piazza a sostegno di quei cortei… dopotutto a loro cosa interessa, non operano in quel settore e come si dice: “sono esclusivamente problemi loro”!!!
Riprendendo sui tagli al Policlinico “Vittorio Emanuele”, ho letto un commento dell’ex senatore G. Firrarello: “Per il Policlinico sono riuscito a scoprire di meno – prosegue – perché tutte le carte sono stranamente tenute segrete. Vi dico però che perderà 240 posti letto e 18 primari. Fortuna peggiore avranno gli ospedali della provincia di Catania; a Bronte rimarranno 8 posti di Medicina e 10 di Chirurgia, cioè nulla. Perderà anche il Punto nascita e di conseguenza la Pediatria. Temo anche per il Pronto soccorso. Anche Acireale perderà l’Urologia. Vedrete in provincia sarà inutile provare a curarsi, bisognerà andare a Catania dove non si troverà posto perché l’ospedale Vittorio Emanuele è stato chiuso, il San Marco non apre ancora e l’ospedale di Biancavilla non ha ancora messo in funzione i nuovi reparti. Insomma, uno sconquasso. Le uniche aree che si salvano sono Ragusa, Trapani e Gela e io vorrei capire perché…“.

Certo, leggere che le carte sono segretate… fa intuire come dietro quei tagli e quelle politiche strutturali, si celano purtroppo le classiche metodologie clientelari, che conducono a scegliere, una struttura… rispetto ad un’altra, il tutto a scapito dei siciliani e del loro diritto di potersi curare dove preferiscono, in particolare vicino a casa propria…
Ma tanto, cosa conta il parere dei cittadini…
Loro, non devono decidere nulla, ma esclusivamente sottomettersi a questo sistema predeterminato… che fa in modo che le cose non cambino mai e quando ciò non è possibile, è perché si tenta d’avere… maggiori vantaggi personali!!!

Catania: alla "fiera" inizia finalmente la raccolta differenziata.

Non sembra vero… ma oggi, per la prima volta, è iniziata per gli ambulanti “a fera o luni“, la distribuzione dei sacchi per la raccolta dei rifiuti da essi prodotti…
Non so a quanti di voi era capitato di attraversare dopo le 14.00 quelle strade centrali, nelle quali per l’appunto durante le mattinate, si svolge il caratteristico mercato… 
Una vera e propria indecenza!!!
Una zona storica e turistica importante, in quanto interseca Via Umberto con Via Pacini, per proseguire verso Corso Sicilia, Piazza Stesicoro e Via Martiri della Libertà.
A quell’ora ( siamo intorno le 13,30 fino alle 15.30), un esercito di operatori ecologici, s’imbatteva in un discarica a cielo aperto… senza eguali.
La cosa assurda e che fino a pochi minuti prima della chiusura… l’area è sufficientemente pulita, ma appena gli ambulanti portano via i loro prodotti, ciò che resta a terra, è un vero e proprio immondezzaio…
Di tutto… carte e cartoni, generi alimentari, lattine e bottiglie, ecc., lasciati volontariamente lì per terra, per chissà quale motivo…
Sorprende infatti di come, in pochi minuti, l’area si trasformi…
Sembra quasi un “miracolo”, sì, la moltiplicazione dei rifiuti!!! 
Non so dirvi il motivo… forse per far lavorare maggiormente quegli addetti alle pulizie, che armati di scope e ramazze, aspiratori elettrici e mezzi meccanici… recuperano, quanto lasciato a terra dagli ambulanti, ripulendo totalmente l’area anche attraverso lavaggi idraulici… 
Uno spreco non solo d’energie, ma anche di tempo e soprattutto di costi, con evidenti disagi creati a tutti quei residenti; la maggior parte infatti di quei concittadini ha preferito negli anni trasferirsi e vendere o affittare agli extracomunitari i propri appartamenti, in particolare a quelli della comunità cinese… 
Inoltre, quanto sopra ha creato situazioni scomode anche per quei turisti, che volevano apprezzare e ammirare, una delle parti più storiche e belle della città…
Non per nulla… Piazza Carlo Alberto di Savoia, con la sua Basilica del Santuario del Carmine … è stata oggetto di una famosa pubblicità…
Le riprese… com’era ovvio immaginarsi, sono stare realizzate di notte e difatti… la piazza, illuminata da quei lampioni stradali (dal colore arancione) è irriconoscibile, anche per noi stessi catanesi… un vero e proprio spettacolo!!!
Speriamo quindi che quanto compiuto oggi, non sia l’ennesimo tentativo propagandistico, utilizzato per promuovere la solita classe dirigente di questa città…
Anche perché è difficile credere oggi, che possano bastare quattro sacchi della spazzatura… per ripulirla totalmente dal fango in cui è ancora… sommersa!!! 
Ma come dice un detto: “chi ben comincia è già a metà dell’opera” e nel caso specifico “è importante iniziare bene qualcosa, per far fare meno fatica… a chi verrà dopo”.
Ed io voglio crederci che questa mia città ha deciso finalmente di ripulirsi: per ora… iniziamo con i “rifiuti” e poi chissà, piano piano – grazie al lavoro straordinario e sinergico tra le forze dell’Ordine, coordinate dalla Procura – potremmo sperare di veder ripulita, anche da quell’altra “spazzatura”, da troppo tempo presente nel nostro territorio… ridando finalmente dignità, speranza e coraggio, alle nostre future generazioni!!!

La paura di denunciare il "pizzo"… non è donna!!!

Attualmente vive sotto un programma di protezione testimoni lontano dalla sua città, distante dalla
famiglia, lontano da quei sapori, dai colori e dagli odori che da sempre hanno caratterizzato la sua vita, la
sua essenza, le sue radici. In esclusiva per Sicilia Journal, una importante testimonianza, quella di una donna che dal 2010 subisce minacce di morte.
In seguito a richieste di pizzo respinte per l’attività commerciale del marito, racconta la sua esperienza di coraggio e dignità con la quale si è sottratta al racket dell’estorsione scegliendo così un percorso lontano dall’omertà, riponendo fiducia alle istituzioni,
realizzando l’unica cosa giusta da fare: parlare, denunciare e testimoniare!!!
Una testimonianza resa possibile grazie al lavoro dell’Associazione “Libera Impresa” di Belpasso, rappresentata e condotta da Rosario Cunsolo.
Ti insultano, ti minacciano, ti tolgono la dignità. 

Vai avanti morendo giorno dopo giorno…

Sentivo che se ne sarebbero andati solo come fanno i parassiti con la morte dell’ospitante. 
Ti seguono, persino quando vai a prendere i bambini a scuola, solo per farti capire che sei braccata, non hai scampo. 
Devi subire, e basta”, racconta la donna con tono umiliato, ma deciso, forte, coraggioso, il tono di una donna alla quale la mafia ha reso nemica persino casa propria. 
Li ritrovava lì, dinanzi alla porta, sentono l’odore della paura e credono che una donna non sia in grado di comprenderla e superarla, ma loro sottovalutano che “dentro una donna c’è un universo. 
La natura ci ha dato un corpo per sopportare dolori che gli uomini neanche immaginano. 
I mafiosi non si aspettavano le mie testimonianze, mi hanno sottovalutato ma mai sottovalutare una donna a cui vengono minacciati di morte i propri figli”, coraggiosa e dignitosamente madre nell’affermare quanta crudeltà si cela dietro certe minacce che non guardano in faccia niente e nessuno, vanno avanti senza timore, senza pudore, spogliati di vergogna – loro – convinti che il mondo sia ai loro piedi, sicuri che nessuna donna possa urlare il proprio no! 
E invece c’è chi non ha paura, o meglio, chi della propria paura ne trae il coraggio per garantire un futuro migliore ai propri figli, in una Sicilia libera dall’omertà, dal terrore e dal buio nel quale la mafia cerca di far vivere le proprie vittime. 
Manca solo la consapevolezza della forza che ognuno di noi ha dentro di sé. 
Bisognerebbe prendere coscienza dei nostri punti di forza, nel mio caso i miei figli e la speranza, lo dichiara con tenacia e convinzione, quasi un’eco da far sentire al mondo, a quella realtà che non crede a un possibile cambiamento, “ho lottato, lotto e lotterò contro coloro che pensano di poter sopraffare un altro essere umano, facendo leva sulla paura, perché sono loro piccoli e deboli”!!!
“Noi donne non siamo deboli. Reagite, parlate e denunciate”, è l’urlo di Marilena (nome di fantasia)
contro il silenzio omertoso ben costruito dalla mafia, è la storia di una donna che nonostante tutto
continua una vita normale e presto raggiungerà dei traguardi importanti e invita a indossare la propria
paura come strumento di difesa contro chi uccide la dignità, la libertà, l’animo umano. 
Trovando il coraggio di abitare la propria vita senza alcun compresso, guardando in faccia la paura consapevoli di aver intrapreso il cammino più importante, quello della legalità.

Berlusconi: 41 milioni di lire al mese da consegnare alla mafia di Toto Riina!!!

L’intercettazione va ovviamente presa con il beneficio d’inventario, dopotutto  non c’è modo di verificarne la fondatezza su quanto racconta l’ex “capo dei capi“…

Dopotutto, è difficile credere solo in parte a ciò che una persona dice… non avendo di contro un eventuale riscontro… 
Certo, se le forze dell’ordine intervenute nell’arresto a casa Riina, avessero preso quei documenti posseduti all’interno della cassaforte a casa del Boss, forse oggi avremmo avuto un maggiore riscontro  oppure se quanto riportato non è altro che frutto di una fantastica esagerazione…
Certo, Riina discutendo con il compagno d’aria (il pugliese A. Lorusso) dimostra di conoscere tante notizie… ed è strano, perché molte di quelle circostanze sono avvenute dopo il suo arresto e non si comprende in quali modi – con regime carcerario duro come quello del 41bis – sia stato in condizioni d’apprendere notizie così aggiornate… 
E difatti parlando del cavaliere… racconta dei suoi festini, di Ruby e poi ancora ricorda come, negli anni 80, consegnava alla sua associazione criminale 250 milioni di lire ogni sei mesi, erano circa 40 milioni al mese!!!
L’intermediario era ovviamente il senatore Dell’Utri (oggi detenuto) che temeva a suo tempo per la sua persona (credeva infatti di poter essere sequestrato) o che potessero colpire i suoi ripetitori in Sicilia…. 
Dichiara Riina: “È venuto, ha mandato là sotto ad uno, si è messo d’accordo, ha mandato i soldi a colpo, a colpo, ci siamo accordati con i soldi e a colpo li ho incassati”; quello… è venuto il palermitano… mandò a lui, è sceso il palermitano ha parlato con uno… si è messo d’accordo… dice vi mando i soldi con un altro palermitano. Ha preso un altro palermitano, c’era quello a Milano. Là c’era questo e gli dava i soldi ogni sei mesi a questo palermitano. Era amico di quello… il senatore”…
Il “palermitano” è Tanino Cinà, lo stesso che negli anni Settanta suggerì a Dell’Utri di mandare Vittorio Mangano come stalliere ad Arcore quando Berlusconi cercava “protezione”…
L’ex boss definisce Dell’Utri, “una persona seria”; dopotutto, se pagava (per come riportato) nei modi precisi e puntuali, è logico pensare che non si può… che parlarne bene!!!    
Contrariamente andò a Catania… dove il “Cavaliere” non voleva pagare la cifra richiesta… ed allora… gli bruciarono la Standa”: sì, gli hanno dato fuoco alla Standa… minchia aveva tutte le Stande della Sicilia… – ma non vuole pagare – e allora gli ho detto: bruciagli la Standa”.
A differenza di Dell’Utri, i giudizi sul cavaliere sono pieni di sdegno, è considerato difatti dall’ex boss, un “buffone disgraziato” e poi continua con la figlia Barbara e su come abbia messo “ko” il giocatore Pato ed infine, parla di quel “disgraziato” d’Angelino Alfano…
Certo non sapremo mai, quanto di quelle dichiarazioni siano veritiere e chissà se forse, un giorno, qualcuno, farà emergere quei documenti riservati che comproveranno non solo le sue dichiarazioni, ma che in quel preciso periodo, la trattativa “Stato-mafia” (tanto successivamente dibattuta), non era frutto di una fantasia, ma purtroppo qualcosa di concreto e reale!!!
Un giorno la storia della nostra Sicilia verrà riscritta e forse quel giorno, s’inizierà a dare le giuste risposte a tutte quelle domande mai espresse (o volontariamente taciute…), per fare sì che non si possa mai giungere alla verità!!!
D’altronde è quanto hanno deciso per noi siciliani: se alzi la mano e fai una domanda, sarai sciocco per cinque minuti…. ma se non alzi la mano e non chiedi mai, resterai sciocco tutta la vita!!!

Amministrazioni giudiziarie & Associazioni antimafia…

La festa è quella dell’Unità a Catania e la Presidente della Commissione Nazionale Antimafia, Rosy Bindi, ha dichiarato: “Combatteremo l’antimafia deviata” e quindi ha attaccato gli ordini professionali… ribadendo “Abbiamo sentito gli ordini professionali, tutti tutelano i propri affiliati anche quando sbagliano”!!! 
Durante il convegno si è parlato di mafia, di collusioni, di corruzione, ma soprattutto di quella “antimafia” di facciata che dimostra avere non soltanto paura di quel sistema… ma bensì proprio per evitare possibili ripercussioni… ci va a braccetto!!! 
Ed inoltre, si discute di provvedimenti di sequestro e di confisca, casi di deviazione degli amministratori giudiziari con provvedimenti dai tempi lunghissimi, probabilmente realizzati forse, per aumentare il proprio compenso economico…
Finalmente le mie parole, scritte su questo blog… cominciano ad avere quei giusti effetti… 
Già, dopo anni e anni in cui scrivo su quei meccanismi perversi, qualcuno forse (o finalmente…) ha iniziato a prendere coscienza che quei fatti raccontati, non erano inventati, ma costituivano vere e proprie fedeli ricostruzioni… ed è interessante scoprire che, quando si parla di “antimafia di facciata”, la nostra Sicilia rappresenta perfettamente quel modello…
Come ci si può dimenticare di personaggi pubblici, Presidenti di Associazioni nazionali (veri e propri finti paladini della legalità) che hanno permesso di realizzare ovunque tangenti ed alla mafia di poter accrescere e sviluppare il proprio potere…
Si chiama “antimafia deviata” quella che non combatte la mafia o le collusioni di quei colletti grigi, ma cerca bensì di beneficiare di quel paravento, per ottenere sempre più potere e finanziamenti dati dallo Stato… centinaia di migliaia di euro, che finiscono per essere utilizzati per fini propri e quasi sempre personali…
Analoga situazione va rivista per gli ordini professionali, che non sono fatti per tutelare gli interessi di chi è iscritto a quell’ordine, bensì sono stati creati, per tutelare i cittadini dal corretto esercizio della professione”…
Ma dove il Presidente Bindy ha dato il meglio di se, è quando ricorda di come a Palermo la mafia è stata combattuta e dove i suoi boss sono stati pian piano consegnati alla giustizia, a differenza di Catania, dove sono ancora tutti fuori…  perché la maggior parte di essi sono “prenditori”… pardon imprenditori!!!.
Importante anche quanto pronunciato dal procuratore Franco Roberti che durante il suo intervento, ha parlato della necessità di fare le riforme in tema di giustizia: “Chiedo per i corrotti e i corruttori gli stessi strumenti di indagine che sono previsti per le mafie, con agenti sotto copertura, sconti di pena per chi collabora con la giustizia, durata delle  indagini e delle intercettazioni di pari misura rispetto quelli previsti per i reati di mafia e possibilità di fare intercettazioni preventive. Inoltre, sarebbe necessario inserire  nel 416bis un aggravante specifica, se l’associazione mafiosa si avvale della corruzione per  conseguire appalti pubblici e commesse pubbliche; una semplice modifica che segnerebbe un passo avanti perché sappiamo tutti che la corruzione è lo strumento privilegiato delle organizzazioni mafiose”.
Ma quando il procuratore Franco Roberti parla delle amministrazioni giudiziarie, ecco che finalmente, sento svelare qualcosa di significativo… 
Sono anni che il sottoscritto attendeva una rivelazione come quella appena esposta: ”Vi siete chiesti perché nelle amministrazioni giudiziarie i procedimenti di prevenzione durano cosi a lungo? e sempre nella complessità dei beni da gestire o forse più va a  lungo l’amministrazione giudiziaria e  più l’amministratore giudiziario ne profitta economicamente magari in combutta con qualche giudice come abbiamo dovuto in qualche caso penosamente constatare?
Sono certo che quando dichiarato, non sarà di facile comprensione per molti… ma state certi che chi doveva intuire, ha compreso bene quel messaggio “subliminale”… 
Tra questi c’è il sottoscritto ed anche qualche ex collega!!! 

C’è "giovanni"… e Giovanni…

Il bello del web è che permette di essere costantemente collegati con il mondo intero…
In pochi minuti le informazioni viaggiano sulla rete e la diffusione del messaggio avviene in un secondo e soprattutto, il contenuto pubblicato, dà il via, ad una ampia partecipazione di pubblico collegato…
A tutti è data la possibilità di scrivere e non vi sono imposti limiti culturali…
Chiunque può scrivere e dire ciò che pensa, senza preoccuparsi di ciò che scrive, anche perché il commento pubblicato può essere realizzato in forma anonima…
Certamente, quest’ultima diffusione, non può considerarsi come qualcosa di eticamente corretto e soprattutto dietro un messaggio celato sotto falso nome (o protetto da una email non corrispondente), c’è la rappresentazione precisa di qualcosa di deplorevole…
Ma ormai… è così che va, e in molti, incoraggiati dall’anonimato, decidono di partecipare mediante “nickname” fasulli –in fin dei conti, quanto da loro fatto, rappresenta di fatto la loro personalità…- per poter criticare o offendere coloro che non avendo nulla da nascondere… riescono a manifestarsi con il proprio, nome e cognome…

Ma purtroppo, ancora oggi, sono in molti on line che tentano (a loro modo…) di dare il proprio contributo, ma quando poi si tratta di esporsi con le proprie generalità, ecco che, in maniera del tutto vigliacca, disconoscono e rifiutano di rivendicare quanto pubblicato…
Tirano la pietra e nascondono la mano… fanno sempre così, manifestano espressamente quella loro mediocrità, sperando che siano gli altri ad esporsi, per poi loro successivamente, goderne i benefici…
Ed allora, ecco il perché in molti si mettono a commentare le notizie pubblicate… e poi successivamente negano, di averle dette!!!
Sono persone “miserabili”, capaci di vivere sotto pseudo nomi fantastici, che non appartengono a questa realtà… perché si trovano a vivere una vita senza alcuna dignità… senza alcuna capacità morale anche di firmare un commento, con il loro appellativo…

Qualcuno, per voler giustificare il proprio anonimato, risponde che c’è il rischio di essere querelati per “diffamazione”; ovviamente sono tutte cazzate, fintanto che si resta nei limiti di non cadere in frasi volgari o in commenti che ravvisano il reato di cui sopra, oggi possiamo stare tranquilli, che quel rischio non esiste…
Da quanto sopra quindi, si comprende come il reale motivo, per il quale si continua ad utilizzare un nickname, è perché si vuole esprimere giudizi offensivi o diffamatori, che per l’appunto, metterebbero l’autore a rischio di una querela (vorrei comunque ricordare a quei “mediocri” autori anonimi, che è sempre possibile -a seguito di una denuncia alla polizia postale- risalire al nome dell’autore della diffamazione, per cui, il rischio di una querela è sempre possibile… io per esempio sto valutando se farla ad un commentatore anonimo “giovanni”di Live Sicilia Catania…).
Come dice il mio titolo, <C’è “giovanni” e “Giovanni”>, domani farò in modo di non perdere il mio tempo a scrivere su personaggi “anonimi”, ma mi dedicherò a ricordare qualcuno -con quel nome- di veramente importate…
Si dice che… il mestiere di scrivere senza firma frutta magari denaro, ma non onore. Poiché negli attacchi il signor “Anonimo” è senz’altro il signor “Mascalzone”, e si può scommettere cento contro uno, che chi non vuol dire il suo nome… ha di solito intenzione di truffare il pubblico.

La cultura del silenzio…

Rispondo al commento di “Logaritmo”, pubblicato su LIVE SICILIA CATANIA di Venerdì 29 Luglio.
La ringrazio per il sostegno e le belle parole che ha voluto rivolgere alla mia persona.
Vede, quanto Lei purtroppo fa emergere sulla mancata solidarietà o sui cosiddetti “silenzi”… costituisce principalmente il motivo  per il quale da sempre mi batto in tutte le sedi, tra cui anche attraverso il mio blog: “liberipensieri” (http://nicola-costanzo.blogspot.it o http://nicolacostanzo.com).
Perché vede, in questa nostra bellissima terra… sono in molti coloro che puntano l’indice e si sentono indignati quando leggono sulle varie inchieste che quotidianamente emergono da parte delle procure siciliane o quando vengono evidenziati, fatti e collusioni, a cui solitamente seguono arresti e/o condanne eccellenti…
Ma quando si tratta di fare il proprio dovere e cioè di denunciare fatti o circostanze di cui si è venuti a conoscenza, ecco che allora in tutti quei casi, ci si cela dietro quell’unico comportamento conosciuto e “omertoso” che fa sì, che quel sistema clientelare e corruttivo, continui a fare proseliti…
Vede, chi non ha avuto modo di conoscermi personalmente, potrebbe pensare che il sottoscritto, “all’improvviso” o senza alcun preciso motivo, abbia deciso di manifestarsi o di denunciare quanto sopra riportato…
Vorrei innanzitutto precisare come, lo stesso, sia stato gentilmente invitato a partecipare ad una intervista per – comprendere in maniera diretta – come viene vissuta l’esperienza di un dipendente che si trova ad attraversare tutte le fasi gestionali di una società che passa, da quella ordinaria al periodo d’interdizione antimafia, con il relativo sequestro delle quote, per poi quindi proseguire con quello della confisca e concludersi dopo molti anni, con la restituzione delle quote societarie.
D’altronde, ciò che molti non sanno, è che la lotta alla illegalità, nasce da un sentimento profondo, che da sempre si dimostra “intraprendente ed operoso” e che mi vede per l’appunto membro di alcune note associazioni di legalità, quali “Libera” e “Francesco Agosta”; inoltre, in questi anni, ho cercato di dare, quando richiesto, il mio piccolo contributo all’Associazione “AddioPizzo Catania” ed in particolare, da pochi mesi, sto partecipando attivamente con l’Associazione “Emanuele Piazza” di Palermo, con la quale si stanno definendo, tutta una serie d’iniziative per la promozione di una “cultura di legalità” nella Provincia di Catania.
Posso dimostrare  (attraverso copie dei documenti protocollati o inviati a mezzo raccomandata, Pec e/o email) come in questi anni, mi sia impegnato, inviando note direttamente a quanti – per competenza – avevano incarichi istituzionali…
Per esempio… al Presidente Umberto Postiglione dell’ANBSC, al Presidente della Commissione Nazionale Antimafia, Rosy Bindi e/o al Vicepresidente Claudio Fava; al Presidente ANAC, Raffaele Cantone; analogamente ho provveduto a segnalare alle Procure di Catania ed di Siracusa, fatti e circostanze, che ritenevo di notevole importanza (e che nulla avevano in legame con la mia ex impresa), affinché si potesse giungere a sensibilizzare le istituzioni preposte e di conseguenza anche l’opinione pubblica…
Tra ieri e oggi, ho ricevuto telefonicamente (e via sms, email, whatsapp, social) molti attestati di stima, complimentandomi per aver fatto emergere un grave problema, quello delle migliaia d’imprese della nostra regione sottoposte a provvedimenti d’interdizione, che non comprende esclusivamente la salvaguardia dei posti di lavoro, ma evidenzia il rispetto e l’applicazione di tutte quelle procedure previste – durante la gestione dei beni sequestrati e/o confiscati – ed espresse perfettamente nella legge Rognoni-La Torre… perché solo così facendo, si potrà ricostruire la fiducia dei cittadini verso le Istituzioni…

Quanto fatto quindi non ha nulla di speciale o di meritevole, perché come ripeto sempre alle mie figlie, “occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l’essenza della dignità umana”.

Non dire "gatto"… se non ce l’hai nel sacco!!!

Ho ricevuto una email in cui mi viene chiesto, di far emergere un problema attuale, che va a ricollegarsi su quanto sta accadendo sulle nostre strade a causa della raccolta dei rifiuti:

Salve Assessore,
Le scrivo questa email dopo aver letto l’articolo che parla della riqualificazione delle periferie di Catania.
La Vostra proposta è  ottima ma vorrei porLe una domanda;
Perché riqualificare le periferie quando il centro storico è totalmente abbandonato al degrado?
Le spiego, io sono residente  in via Costantino e da sabato 23 provo a chiamare la “Nettezza urbana” perché c’è un gatto morto a due passi dal mio portone, capisce benissimo che con questo caldo la carcassa è andata in decomposizione in maniera assai veloce, ed essendo il sottoscritto, residente al primo piano, con il balcone che da proprio sul lato della carcassa, sono costretto a restare con le finestre chiuse avendo tre bambine piccolissime.
Come Le ho già scritto dopo svariate chiamate alle nettezza urbana e due chiamate anche ai vigili urbani (che hanno esclusivamente inviato un fax di segnalazione) tutt’oggi il gatto morto è ancora la. 
In più, Le aggiungo che dopo svariate segnalazioni, la via non viene mai ne spazzata ne pulita, ritrovandoci tutti con l’erba alta più di 50 centimetri dinnanzi ai portoni e con le carte e la spazzatura, che con il vento, ci giungono da tutte le parti.
Le allego le foto della strada e (sperando di non ledere la Sua sensibilità) anche quella del gatto morto.
Sperando in un suo celere riscontro, nonché in un immediata pulizia della strada, Le invio distinti saluti…
G.S.
Quando ho letto l’email… mi sono ricordato di una famosa barzelletta, su un’asino “morto”:
Una mattina, il parroco di un paesino di campagna, nell’uscire dalla canonica, trova un asino morto nel piazzale antistante il sagrato della sua chiesa. Non sapendo cosa fare, si reca in Comune e, caso strano per essere così di buonora, incontra il sindaco in persona. – Buongiorno, signor sindaco! – Buongiorno reverendo! A che debbo la sua visita così mattiniera? – Niente di grave, stia tranquillo, signor sindaco. 
Noi parroci abbiamo la brutta abitudine di saltar giù dal letto abbastanza presto. Ma vede, questa mattina, aprendo la chiesa, ho trovato un asino morto davanti al sagrato. Avrei pensato… – C’è poco da pensare, reverendo; lei sa molto bene che i funerali sono di competenza del parroco. Lei conosce molto bene i suoi doveri, immagino. – Per l’appunto, signor sindaco. Ho pensato, infatti, che sarebbe stato mio preciso dovere avvisare anzitutto i parenti più stretti del defunto.


Sono passati due giorni… ed ecco i risultati:
strada ripulita, niente erbacce, gatto… nel sacco e disinfestazione completata!!!
Come si dice… basta poco…


Il segreto per stare bene…??? "Lido America"!!!

Si dice che “il piacere è un modo di sentirsi, mentre la gioia è un modo di vivere…”.
Beh… se si vuole usufruire d’entrambi bisogna fare la scelta giusta, per esempio… andare d’estate al Lido America!!!
Come ben sapete non è mia consuetudine fare propaganda (o pubblicità…) ma occasionalmente, quanto cioè in prima persona mi ritrovo coinvolto in qualcosa che trovo interessante, gradevole o professionale… non lesino mai il mio tempo, per portala in evidenza…
Credo di aver avuto circa 24 anni, quando sono stato invitato presso un lido della playa da mio cugino Daniele e dall’allora sua fidanzata Loredana – oggi felicemente sposati da vent’anni, con tre bellissimi figli: Alessandro, Fabrizio e l’ultima arrivata… la piccola Alice) e quella fu la mia unica (e ultima volta) poi… sempre in giro!!!

Quindi, pochi giorni fa, dopo quasi 25 anni, mi sono recato nuovamente in un Lido della nostra Playa… per l’appunto il “Lido America” (è uno di quelli posti alla fine della strada…) e sono rimasto lì, fino a sera…

Gli stabilimenti della “Playa” mi ricordano un po… quei modelli tanto in voga a Riccione, Iesolo, Viareggio, con quelle spiagge dorate e certamente con quel loro modo diverso di fare trascorrere il periodo estivo…

Sì… passeggiare per esempio sul bagnasciuga, buttarsi in acqua… sapendo che questa non è immediatamente profonda… fintanto che non ci si allontana, oppure stare sdraiati sulla sabbia sotto il sole cocente per abbronzarsi o rimanere (come me) sotto l’ombrellone, disteso in quei lettini, lasciandosi accarezzare dalla brezza marina nel più totale relax, al limite, leggendo un libro…

La cosa che maggiormente mi ha sorpreso di questo “lido” è la cordialità dei propri collaboratori e di quanti operano all’interno dello stabilimento…
Questa espressa manifestazione di gentilezza, ho scoperto poco dopo… essere proprio l’essenza stessa dei suoi titolari, che ho avuto personalmente il piacere di conoscere, in modo del tutto fortuito…
L’organizzazione e la sicurezza è perfetta: si può chiedere a chiunque di loro… che in pochi minuti, risolvono ogni nostra richiesta…
Ed ancora, il lido è suddiviso in varie zone: c’è chi si dedica alle lezioni di zumba e chi preferisce farsi accompagnare dai maestri dei balli di gruppo o quelli di latino-americano…
Poi c’è chi è amante dello sport e chi si dedica al proprio corpo… facendo “fitnes” con gli attrezzi di palestra o chi fa sport in spiaggia con lezioni di soft gym o aquagym…
C’è poi chi preferisce l’agonismo e si dedica ai tornei sportivi tra partite a tamburelli o beach volley… biliardino o ping pong, mentre quelli un po’ meno agonisti, ma non meno caparbi, sono lì in quella pista a “scontrare” quelle loro bocce…
Quindi tra arredi giardino, statue, giardini fioriti e bellissime palme, ecco che in quella splendida atmosfera c’è chi si dedica anche a giocare a carte…
Niente è lasciato al caso, in particolare quelli del “miniclub”: tutti i bambini sono seguiti da bravissime animatrici di “Angels of Smile” che ogni giorno si dedicano al divertimento dei piccoli ospiti… con un ricchissimo calendario delle attività che spaziano da lavoretti con materiale riciclato, a workshop con il fimo, pitture, caccia al tesoro, balli in maschera, trucca-bimbo, tatuaggi lavabili e teatro in cui vengono coinvolte anche le mamme.
L’attenzione comunque per i piccoli ospiti passa anche attraverso la presenza di appositi servizi (nursery con fasciatoio, cucinotto con scalda-pappe, frigorifero e microonde) ed anche un ampio parco giochi…

Poi c’è anche chi come me, con… “leggere tendenze alla vita comoda“, preferisce dialogare seduto con qualche amico (ritrovato dopo tanti anni…) con in mano un calice di vino bianco “freddo” e qualche specialità di pesce fresco, preparato dall’ottimo chef di “Menza”.

La bellezza del tramonto… mi ricorda che la mia giornata sta terminando ma non quella del “Lido America”; la struttura infatti si sta pian piano trasformando in un ultimo palcoscenico sotto le stelle, con feste a tema, balli, musica e spettacoli…
Io comunque… prima d’andar via, concludo quella mia bellissima giornata, sorseggiando un ottima “Piña Colada”… preparata dal loro bravissimo barman!!!
Un tempo… quando la vita era davvero dura, si soffriva perché si viveva male; di contro oggi, ci si può permettere di vivere bene, divertendosi e usufruendo di tutte le comodità possibili… si tratta esclusivamente di scegliere: LIDO AMERICA!!!

Quando si dice… "il potere dell’informazione"!!!

Non so dirvi quando centri il post realizzato da me ieri, ma… una cosa è certa… qualcosa oggi è successo!!!
Anche Vincenzo Bellini da quel suo trono, tanta la meraviglia… che si è girato a vedere cosa stesse accadendo…
Cosa dire… ogni tanto mi chiedo perché avvengono certe situazioni… e vedere successivamente gli avvenimenti che ne conseguono, mi lasciano basito…
Che ci fosse qualcosa di strano… era certo ed oggi ( basti vedere le foto appena realizzate) mi danno conforto che forse quanto presupponevo non fosse lontano dalla realtà…

certo senza quella pubblicità il palazzo ne ha guadagnato in bellezza e se presto completeranno quei lavori, chissà forse potremmo ammirarlo in tutto il suo splendore…

A volte qualcuno mi chiede perché scrivo… a cosa serve fare le lotte quando poi le cose vanno sempre nello stesso modo…
Ecco questa è la risposta…
Ognuno di noi semina una piccola speranza… non ha importanza se da quei rami, uscirà un fiore bellissimo, un’orchidea oppure una semplice pianta grassa…
L’importante è che ogni giorno quel po di acqua venga versata… la bellezza è nella luce delle proprie azioni, tutte quelle fatte con il cuore, perché saranno questi umili gesti alla fine… a salvare questa nostra terra!!!
Certo sono in molti a dirmi che la “bellezza” è solo qualcosa di superficiale…
Può darsi… ma perlomeno non è superficiale quanto il pensiero!!!

Palazzo Toscano: infinita ristrutturazione.


Secondo quanto mi hanno riportato i negozianti al piano terra, sono ben otto… gli anni, da quando si è dato il via ai lavori di ristrutturazione…
D’altronde, se provate a leggere il cartello esposto su Piazza Stesicoro vedrete come non siano stati completati (o forse con il passar del tempo chissà… quanto allora scritto si sia andato scolorendo…) quelle righe nelle quali andrebbe riportati i vari nominativi tra cui il direttore dei lavori, progettisti, coordinatori della sicurezza, nomi dell’impresa esecutrice dei lavori e di eventuali subappaltatori, i responsabili della stessa e soprattutto la data prevista per l’ultimazione dei lavori…
Solitamente, quando si esegue un lavoro del genere, si cerca sempre di eseguirlo in tempi celeri, in virtù soprattutto di tutti quegli oneri previsti, ad iniziarsi da quella tassa chiamata Cosap/Tosap che rappresenta per l’appunto la tassa per l’occupazione del suolo pubblico…
Considerata la superficie occupata ed il tempo finora impiegato… quella tassa deve aver rappresentato una cosiddetta “fucilata” senza tenere conto che i lavori sono ancora oggi a vederli da Via Etnea, nello stato in cui erano molti anni fa… 
Ed allora mi chiedo… (perdonatemi ma sarà questa mia insita capacità di vedere ciò che agli altri sfugge…) se forse dietro quella ristrutturazione, non si nasconda la volontà di ricavarne… un quale business, ma quale???
La Pubblicità… per esempio!!!
In entrambi i lati prospicienti la Piazza più importante di Catania, Piazza Stesicoro e quella strada principale, Via Etnea, ecco, messi lì in bella evidenza, appesi su quel ponteggio due super-poster, incredibilmente immensi…
Si tenga conto che per restare posizionati lì su quelle strutture reticolari, era obbligo del progettista eseguire i relativi calcoli…
Ed allora quel dubbio… e cioè che si sapesse sin dall’inizio della loro possibile collocazione, aumenta ancor più quei miei sospetti, che forse l’alto valore economico riscosso per quella esposta pubblicità, fosse di per se… l’elemento principale di tutta l’operazione!!!
Se si pensa al semplice costo mensile di una pubblicità posta in un cartello qualunque all’interno della nostra città… immaginatevi quelli relativi ad un poster e sono pochissimi, che figurano per importanza di quelli posizionati nel centro storico (ognuno di essi, certamente di dimensioni ridotte…) sicuramente differenti da quelli posti sul Palazzo Toscano, che rappresenta insieme a pochi altri (vedasi per esempio quello posto al’incrocio precedente con Via di San Giuliano) tra i più rappresentativi e notevoli per dimensioni e certamente tra i più apprezzati visivamente…
Se si fanno quindi due conti, si vedrà come forse sia più interessante lasciare tutto per come è… pur di incassare i diritti di quella pubblicità esposta…

Tanto come si dice, da noi… nessuno obbietta  niente, ne l’amministrazione e neppure la sovraintendenza che a vedere quell’obbrobrio non si scandalizza… anni e anni in cui è stata coperta una delle facciate ottocentesche più belle di Catania e nessuno che s’indigna…
Ogni tanto, mi hanno raccontato alcuni negozianti, hanno provato loro sì a lamentarsi… ed hanno ricevuto rassicurazioni e promesse che a breve quelle strutture provvisorie, sarebbero state tolte… ma come sempre… passate quelle lagnanze, tutto è rimasto invariato!!!
Si tenga conto che il disagio aumenta nei giorni delle festività della Santa patrona della città, S. Agata… in quanto tutta la struttura a livello stradale viene chiusa con pannellature in legno, non permettono o meglio limitando la possibilità di passaggio… una vera e propria frustrazione per quei commercianti, che si vedono in quei giorni interdetti nella propria attività commerciale….
Bisogna inoltre tenere conto della sicurezza a causa dei possibili cedimenti strutturali… e chissà se l’intervento non si limiterà a porre quei soliti rinforzi realizzati con reti verdi o teli bianchi (vedasi il palazzo frontale da pochi giorni completato…) che deturpano ancor di più quei cornicioni o le balconate di questi meravigliosi palazzi…

Prendendo ulteriori informazioni, ho scoperto che il Comune ha concesso per la ristrutturazione del Palazzo Toscano circa 1.800.000 euro… sui 2.300.000 previsti come spesa per gli interventi di prevenzione sismica  e dove soprattutto era stata fissata la scadenza dei lavori, che casualmente era fissata per gli inizi di questo mese…

Cosa aggiungere, ho chiesto ad un conoscente che opera per conto di una società d’affissione di farmi conoscere alcuni costi medi mensili per semplici poster, di quelli usuali che si vedono girando la nostra città, con misure 2×3 oppure 3×6,  ovviamente, nulla a che vedere con quelli di cui sopra… 
Egli stesso infatti in maniera modesta mi ha dichiarato: Nicola…”noi siamo ad un livello mediocre, molto più basso… siamo paragonabili ad una utilitaria… lì si parla di tutt’altro, siamo su un’altro tipo di vettura… diciamo una Rolls Royce“…

Ho fatto allora due conti, come si dice da noi…  “a fimminina“…

Ho preso quale riferimento un prezzo medio mensile per difetto, l’ho moltiplicato per 12 mesi ed il risultato moltiplicato ancora per otto…
Il risultato??? Mi dispiace non posso dirlo… ma se ci provate, riuscirete da Voi a trovarlo quell’importo (ovviamente il tutto va preso… come si dice “con il beneficio dell’inventario”, i dati dopotutto sono quelli che mi sono stati riportati da alcuni negozianti… quanto siano veri non posso certamente saperlo io e comunque… con meno anni, ovviamente, cambiano anche gli importi)!!!
Comunque in definitiva, quanto sopra rappresenta l’ulteriore dimostrazione di come, si è abituati a procedere in questa terra e nel caso specifico… in questa nostra bellissima città!!!

Mare "Nostrum"??? No, mare… "Monstrum"…

Legambiente lo ha definito così nel suo dossier…

Si chiama “Mare Monstrum” ed è stato pubblicato con riferimento alla nostra regione, in particolare l’attenzione è stata data proprio alla Provincia di Catania… su quelle aree limitrofe i centri abitati nei quali, le acque reflue, non vengono smaltite attraverso impianti di depurazione, ma bensì vanno a finire direttamente a mare…
Da qualche parte… l’avevo letto solo alcuni mesi fa, era stato pubblicato che solo il 50% degli scarichi fognari viene di fatto depurato… mentre la parte restante, comprendere da voi, dove vada a finire…
Il bello è che la stagione estiva balneare è cominciata… e come dei funghi, compaiono i soliti cartelli di divieto di balneazione per motivi d’inquinamento…
Sono anni che la Regione Siciliana è brava ad indicarci i tratti di costa vietati… ma quanto poi si sia fatto, per ridurre quell’inquinamento, ecco che quella è tutt’altra cosa…
D’altronde è evidente a tutti che, dove vi sono poche urbanizzazioni l’acqua risulta più limpida, mentre dove le costruzioni sono maggiori, il rischio d’inquinamento aumenta in modo ragguardevole…
Ricordate l’epidemia dello scorso anno in cui molti bambini ed anche tanti adulti sono stati ricoverati a seguito d’infezioni, vedrete come anche quest’anno la situazione si ripeterà…
La verità è (come ripeto sempre…) che mancano i controlli o meglio manca quell’attenzione minuziosa da parte di chi dovrebbe compire quei controlli (per esempio i responsabili dell’Asp) che dovrebbero impiegare la maggior parte del loro tempo, a verificare all’esterno tutti quei luoghi esposti a possibili violazioni…, ma che ovviamente, preferiscono (con questo caldo afoso…) rimanere nel loro rinfrescato ufficio (quasi refrigerato…) comunicando noi… che comunque “va tutto bene”.
Non so più quanti anni sono che sento parlare della rete fognaria catanese… delle denunce per omissione d’atti d’ufficio nei confronti del sindaco di Catania, Enzo Bianco, di tutte quelle inchieste delle varie procure siciliane, come per esempio quella sul depuratore di Mascali, nel quale si era scoperto che venivano trattati consistenti tonnellate di acque nere, molte di più di quanto l’impianto fosse in grado di depurare… con la conseguenza logica che gran parte di quei liquami (non-trattati) venissero smaltiti direttamente nel  torrente adiacente… e quindi di conseguenza a mare… 
La stessa situazione si è ripetuta nelle acque del fiume Alcantara… con quel vergognoso depuratore realizzato in pieno inverno… posto adiacente ad una struttura turistico alberghiera, che ne ha totalmente distrutto o ancor meglio “contaminato”, quei pochi giorni di vacanza estivi dei suoi residenti… il tutto ovviamente “farcito” da politiche che non hanno tenuto conto dei disagi dei cittadini ma che forse un giorno (quando qualcuno avrà voglia di denunciare quanto accaduto…) dimostrerà in quella realizzazione la presenza di collusioni politico/imprenditoriali/mafiose… 
Sarei inoltre curioso di conoscere in quali luoghi vengono smaltiti i fanghi residui di quelle lavorazioni… e dove questi vengono depositati…  
Non dimentichiamoci infatti che i fanghi derivanti dal trattamento delle acque reflue civili ed industriali, sono rifiuti speciali (D.Lgs.152/06 Art. 127), e pertanto debbono essere sottoposti alla disciplina dei rifiuti!!!
Chi controlla che quanto si sta realizzando sia a norma???
Siamo sicuri che nonostante la semplificazione legislativa, lo smaltimento in discarica sia conforme o risulta ancora problematico per la maggior parte degli impianti, soprattutto per quelli di piccola o media entità, in quanto quest’ultimi non sono dotati di una linea fanghi strutturata in grado di ottenere i tenori di secco richiesti???
I risultati dei monitoraggi eseguiti negli ultimi anni, hanno evidenziato la presenza di impianti spesso mal funzionanti o non conformi alle normative vigenti sugli scarichi, specialmente durante i mesi estivi, quando appunto la presenza turistica lungo la fascia costiera, aumenta in modo esponenziale con il numero degli abitanti equivalenti e quindi con la conseguenza con loro, anche il carico che arriva ai depuratori…
Ormai le violazioni amministrative relative a superamenti dei limiti tabellari di scarichi o alla mancanza di autorizzazione allo scarico (trasmissione dei MUD dei fanghi e irregolarità nei registri carico e scarico di fanghi) non si contano più…
Per quanto sopra vanno aggiunte anche le ipotesi di smaltimento abusivo con dilavamento in mare, con la conseguenza anche di disastro ambientale…
E’ fondamentale quindi fare chiarezza e devono essere adottati tutti i provvedimenti necessari al fine di scongiurare quanto accaduto lo scorso anno… ne va, non solo della salvaguardia dell’ambiente, ma soprattutto della salute dei cittadini!!!
E’ importante inoltre che anche gli operatori turistici partecipino a questa battaglia ambientale per il territorio, perché continuare ancora con quei silenzi o per come si è fatto… senza denunciare quei disastri ambientali, non potrà che vederli danneggiati ulteriormente negli anni a venire…  
Ed infine (non per volermi ripetere…) non bisogna tralasciare un’aspetto fondamentale della vicenda… che è propriamente quello delle collusioni, che trova infatti attraverso un mare “avvelenato”, l’occasione per fare arricchire quei piccoli e grandi truffatori, amministratori e controllori corrotti con l’ormai abituale presenza della criminalità organizzata…
Io… una soluzione l’avrei…
Basterebbe prendere tutti questi inaffidabili e disonesti personaggi… gettarli in mare, ed ecco come sin da subito quei mari… comincerebbero a ripulirsi!!!

Imprenditori??? No solo "ladri di futuro"…!!!

Un’altra Operazione condotta dalle forze dell’ordine, Carabinieri, G.I.G.O. (GdF) in collaborazione con la Procura di Catania (nella persona del nuovo Procuratore Distrettuale, Dott. Carmelo Zuccaro).

Imprenditori??? No soltanto “ladri di futuro“… con queste parole… sono stati definiti alcuni nostri imprenditori dal Colonnello Manno!!!
Li ha chiamati non solo “ladri di Futuro” ma ha anche aggiunto… più che imprenditori, andrebbero definiti “Prenditori”…
Ricordate… l’ex Procuratore di Catania, Giovanni Salvi, li aveva definiti “rapaci” e come dargli torto…
Molti nostri conterranei appartenenti a quella categoria dei cosiddetti “imprenditori” dimostrano infatti di possedere esclusivamente quell’unica capacità, concentrata nell’interesse di racimolare denaro… anche perché in loro non vi è alcuna presenza di competenza, preparazione e professionalità!!!
Sono come i personaggi di quel film… già forse pochi sanno che “ladri di futuro” è stato anche una pellicola cinematografica, nella quale si raccontava l’esperienza di tutti i giorni di alcune persone comuni…
Gente che tentava di sopravvivere… appunto “ladri di futuro“, perché rubavano al domani quello che non avevano subito…
Erano tutti personaggi che coltivavano la speranza di diventare celermente qualcuno, ma dove alla fine, ognuno di essi, trascorreva in modo banale la vita di tutti i giorni… quell’abitazione dove passare le proprie  giornate, che il più delle volte, scivolavano troppo in fretta ed altre volte… non passano mai!!!
Un desiderato futuro… che ahimè resterà per troppe volte immaginario, quasi fosse un luogo lontano ed irraggiungibile…
E allora a quei personaggi, non resterà altro… che rubarlo quel futuro!!!
Ecco quindi come ognuno di loro si adegua e si perfeziona in un qualcosa che possa concretizzare quei loro sogni, costi quel che costi… anche se per fare ciò… si dovrà commettere qualcosa d’illecito!!!

Debbo aggiungere di aver provato in quella frase del Colonnello, quasi lo stesso rammarico per quanto sta accadendo…

E’ stato difatti da parte sua… molto “nobile” voler esprimere con quelle sue parole, il disagio percepito… 
In quelle parole vi è difatti insito quel sentimento onesto di chi vorrebbe questa terra radiosa e con un futuro pieno di speranza…
Lontano quindi da quella dura realtà che  lo porta purtroppo quotidianamente a scontrarsi con quelle mentalità imprenditoriali che nulla possiedono e anzi mettono in campo, abituali comportamenti vessatori a dispetto di quanto prevede la legge!!!
Anche Papa Francesco si era rivolto agli imprenditori con queste parole:“Siete chiamati a tutelare la professionalità, e al tempo stesso a prestare attenzione alle condizioni in cui il lavoro si attua, perché non abbiano a verificarsi incidenti e situazioni di disagio. La vostra via maestra sia sempre la giustizia, che rifiuta le scorciatoie delle raccomandazioni e dei favoritismi, e le deviazioni pericolose della disonestà e dei facili compromessi. La legge suprema sia in tutto l’attenzione alla dignità dell’altro, valore assoluto e indisponibile. Sia questo orizzonte di altruismo a contraddistinguere il vostro impegno: esso vi porterà a rifiutare categoricamente che la dignità della persona venga calpestata in nome di esigenze produttive, che mascherano miopie individualistiche, tristi egoismi e sete di guadagno”…

Sì… belle parole… ma i fatti dimostrano purtroppo tutt’altro e cioè che questi tipi di comportamenti sleale, hanno permesso di realizzare “vantaggi” sulle altre concorrenti, permettendo così d’aumentare i propri guadagni e di contro causato evidenti perdite a chi, quel rispetto degli adempimenti l’aveva realizzato…

Il bello è che a questi imprenditori “parassiti” è stata data anche la possibilità (tramite i condoni) di “ripulirsi”, permettendo ad essi ufficialmente, di rientrare dalla porta principale…
Non contano quindi i reati commessi, quelle bancarotte fraudolenti patrimoniali e documentali  oppure l’aver distratto e/o occultato beni e denaro dalle casse della società… o anche aver commesso disastri ambientali, inquinamenti, traffico e abbandono di rifiuti pericolosi, omesse bonifica o anche l’eventuale impedimento dei controlli… sono tutti sotterfugi, che hanno avuto quale finalità, quella di creare esclusivamente fondi neri…
Ciò che resta da quanto sopra è una vera tristezza!!! 
Che non venga quindi in testa a qualcuno di parlare di morale o dignità, quella è stata calpestata tanto tempo fa, ormai non esiste più, si è persa strada facendo… per colpa della mala-politica, della corrotta burocrazia, di quella collusa amministrazione e di tutti quegli imprenditori dediti a cosa nostra… 
Ma soprattutto la maggiore responsabilità ricade proprio sui cittadini i quali, con la loro ignoranza (legata ad impauriti silenzi) ha acconsentito che quanto sopra, potesse compiersi tranquillamente…
L’ignoranza d’altronde è proprio ciò che i potenti cercano di inculcare nei cittadini deboli per poterli meglio controllare ed è soltanto attraverso il confronto, la divulgazione e l’informazione, che si potrà definitivamente contrastare quel pensiero omertoso, affinché quest’ignoranza tanto presente, possa finalmente essere… sconfitta!!!
Sono in molti a vedere l’impresa privata come una tigre feroce, da uccidere subito, mentre altri la vedono come una mucca da mungere e sono ancor di meno coloro che la vedono per come è nella realtà e cioè “un robusto cavallo che, in silenzio, traina un pesante carro”…

Una "Catania bene"…

Ho acquistato un libro scritto da Sebastiano Ardita, magistrato e componente della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania ed oggi, Procuratore Aggiunto presso il Tribunale di Messina…
Nel suo libro descrive in maniera meticolosa i collegamenti tra la mafia catanese e quella della provincia di Messina e l’evoluzione che queste associazioni criminali, hanno avuto dagli anni 80′ ad oggi…
In particolare, viene descritto il passaggio di come queste, si siano con il tempo evolute, passando da quella impostazione rigida e violenta (in particolare contro le istituzioni), ad un nuovo modello, moderno e manageriale, che ha permesso loro, d’integrarsi tra le PA e nella società civile…
Già, in quel percorso si è totalmente rinnovata, passando da una immagine “cattiva e violenta” ad una “buona e produttiva”, riuscendo inoltre a convincere i cittadini (con un’attenta opera di persuasione), di come, attraverso il proprio contributo, si sia migliorato il benessere sociale, colmando le lacune dello Stato, come per esempio… sicurezza e lavoro.
Il tutto è avvenuto grazie a nuove alleanze, nello specifico, con i settori dominanti dell’imprenditoria, della politica, della finanza, delle istituzioni, della stampa e di tutte quelle associazioni che con il loro discreto silenzio, hanno fanno sì, che le collusioni ed il malaffare, abbiano potuto estendere quei  propri tentacoli…
Una mafia “rigenerata”, che ha saputo investire i propri profitti illeciti, in nuove e remunerative, attività imprenditoriali e commerciale, le quali, hanno nel corso di questi anni dimostrato, quella propria capacità di realizzare profitti e impegnandosi inoltre, a creare nuove opportunità lavorative…
Un sistema mafioso vincente (diverso e lontano da quello a suo tempo proposto dai “corleonesi”), che è diventato modello da esportare, anche per le altre associazioni malavitose, del resto d’Italia…
Si è trattato di trovare nuove alleanze tra quegli uomini che contavano nei posti chiave… come per esempio quelli “istituzionali” e quando non si è riusciti nell’intento, si è fatto di tutto per allontanare quelli e sostituirli con propri uomini, certamente più disposti ad alleanze e profitti…
Dopotutto non è il denaro che manca… anzi tutt’altro e con quello si può puntare a conquistare uomini e potere… 
Potremmo quindi concentrare in una parola quanto accaduto: trattativa ( che poi è la stessa parola usata in alcune inchieste note, tra Stato e mafia…). 
Certo la sola parola è di per se imbarazzante e ovviamente, all’interno di quegli uffici istituzionali, non la si vuole prendere nemmeno in considerazione…
Ma quando poi, si assiste a certe indagini delle procure, le quali quotidianamente, fanno emergere reati ed infedeltà da parte di quegli uomini pubblici, ecco che allora si comprende come forse, qualcosa di lesionato in quel sistema c’è!!!
Non per nulla… se il nuovo Procuratore Capo di Catania, Carmelo Zuccaro, nel giorno del suo insediamento in Procura ha dichiarato: “Catania soffocata dalla mafia… abbiamo bisogno che le cose cambino”!!! si comprende come ancora purtroppo, di lavoro da fare… c’è ne. 
Certo dinnanzi ad un sistema criminale così perfettamente integrato nella società attuale, diventa difficile slegare quanti sono legati tra essi… sia per rapporti familiari, di amicizia, universitari, politici e anche professionali senza escludere anche personali… mi riferisco ai legami sentimentali… 
Da quanto sopra è evidente che le famiglie mafiose negli anni si sono evolute… i figli si sono laureati e hanno occupato quelle posizioni dirigenziali lasciate nel corso degli anni libere…
Sono in tutti i settori… nessuno escluso!
Ed è il motivo per cui oggi, ancora più di ieri, diventa chiaro comprendere, il perché la mafia, non sia stata di fatto sconfitta!!! 
Perché i suoi uomini (quelli con i colletti inamidati…) partecipano a fare cadere i reati in prescrizione, perché il sistema carcerario è sottodimensionato rispetto al numero di criminali che delinquono, determinando così, quei presupposti continui d’indulti e amnistie, perché il sistema giudiziario fa più paura ai cittadini onesti che agli stessi criminali, perché non si perde mai occasione per criticare le istituzioni, le forze dell’ordine, i magistrati, facendo in modo che si disinteressino e si scoraggino, nell’intraprendere tutte quelle necessarie azioni di contrasto…
Per quanto sopra è ovvio che gli uomini (e donne…) di questo sistema, si vanno regolando di conseguenza… 
Faranno ovviamente il minimo indispensabile, per non aver problemi, personale e/o professionali…
Continueranno in silenzio ad avanzare di carriera con quel minimo sforzo, per giungere finalmente a quella auspicata “pensione” e sperando nel contempo, di poter tramandare quella propria occupazione ad un proprio familiare…
Dopotutto è di questo si tratta… 
Saper convivere all’interno di quelle regole prestabilite e mai scritte della nostra città: sì di quella soprannominata… “Catania bene”!!!

Catania: s’insedia il nuovo Procuratore Capo.

Dopo quasi nove mesi di reggenza, finalmente la Procura di Catania ha il suo nuovo Procuratore Capo..
Il Consiglio superiore della magistratura, ha scelto Carmelo Zuccaro, che rappresenta sicuramente per la città etnea, la migliore soluzione di continuità all’ex Procuratore Giovanni Salvi, visto che lo stesso Zuccaro, ne è stato uno dei suoi più fidati collaboratori…
E’ un giorno importante, in virtù soprattutto, dei riconoscimenti acquisite nel corso della propria esperienza professionale… 
Certo, non si può continuare a pensare che, la lotta alla mafia, possa passare esclusivamente da un pool di magistrati, che tentano di ripulire questa città dai persistenti tentacoli che l’attanagliano… 
Ormai, assistiamo impotenti ai duri colpi inferti costantemente alla criminalità e a quel mondo corrotto all’interno delle PA e/o delle istituzioni e serve a ben poco, continuare a lottare, se come primo obbiettivo, non si cerca di modificare il sistema, le coscienze, mettendo in pratica soprattutto quella certezza… delle pene!!!
Il problema della città non sono i suoi uomini mafiosi… quelli si conoscono tutti, nomi, cognomi, appartenenza e domicilio…
Qui il problema da risolvere, è rappresentato da quei colletti “grigi” che, sotto forma di persone “rispettabili”, violano in maniera celata, la fiducia formalmente o implicitamente attribuita… al fine di assicurarsi vantaggi personali…
Questi, godendo del prestigio raggiunto, utilizzano la propria “rispettabilità” e soprattutto, quella acquisita condizione di benessere, per condizionare anche i propri collaboratori (o subalterni), affinché diventino anch’essi collusi con quel sistema… 
Attraverso le propria abilità e scaltrezze, fanno sì che non si giungano mai a scoprire gli autori di quei reati e nei casi in cui dovessero essere individuati, faranno sempre in modo d’assicurarsi quelle necessarie protezioni (grazie agli amici con i quali si è collaborato negli anni…) affinché si resti totalmente impuntiti, attraverso processi di auto-legittimazione, che giustifichino quella propria condotta deviante…
Ecco è questo il sentiero su cui bisogna puntare ed oggi grazie a questo Procuratore Capo, spero si potrà intervenire incisivamente nelle coscienze di una città, quella di Catania, che più di altre ha bisogno di rinnovarsi!!!
Oggi infatti, c’è bisogno di un rinascita morale e culturale, perché non bastano più le operazioni di contrasto, i sequestri della Dia, gli interventi delle forze dell’ordine tutte… ora è giunto il momento di tracciare un nuovo e diverso percorso, dividendo ciò che è stato da sempre, da ciò che potrà essere per il prossimo futuro…
Non basta quindi procedere per come si è fatto… arrestando di volta in volta, nuovi soggetti, che poi di fatto, avevano sostituito quanti li avevano preceduti e già nuovi ne hanno preso il loro posto, bisogna fare in modo che si punti su una città dove il rispetto delle regole, i principi di giustizia e legalità, siano valori fondanti non solo della vita del singolo, ma dell’intera collettività…
Non ci resta che sperare…