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L’insaziabile desiderio di denaro: perché nulla è mai abbastanza?

Buongiorno,

il tema che vorrei stamani affrontare riguarda il denaro.

Sì… in particolare la ricerca spasmodica di volere sempre di più, come se quanto si ha non basti mai!!!

D’altronde, basti osservare quanto accade nelle cronache o anche sui social; sembra che tutti siano alla ricerca di soldi, sebbene le loro professioni soddisfino quelle esigenze primarie solitamente richieste dal vivere quotidiano…

Eppure, pur ricevendo guadagni non indifferenti – peraltro integrati il più delle volte da un secondo introito, ad esempio quello del partner – sembra comunque che il denaro accumulato non basti mai!

E allora mi chiedo: perché ci si assilla nel volere ancor di più? A cosa si deve questa “malattia” per il denaro?

È ovvio che questa condizione predispone, ahimè, molti individui a rendersi più disponibili a compiere azioni illegali o quantomeno a farsi corrompere. E naturalmente, chi compie la funzione di corruttore, comprenderete, trova agevole la propria influenza, avendo di fronte a sé un soggetto già favorevole – in cambio di denaro – a prestare la propria disponibilità o, ancor peggio, a chiudere, durante le sue funzioni, tutti e due gli occhi.

So bene che quanto sto sollevando non è un argomento che piace alla maggior parte dei miei lettori, perché ahimè molti di loro fanno parte di questa categoria di individui (peraltro, ogni volta che scrivo argomenti del genere, di lettori ahimè… ne perdo tanti, ma come ripeto a me stesso, se solo riesco a redimerne qualcuno, avrò fatto qualcosa d’importante). 

E quindi, nell’affrontare la questione, proverò ad analizzare tutta una serie di motivazioni che vanno dall’aspetto sociale a quello economico, passando per la psicologia e finendo con l’etica.

Ecco perché la ricerca spasmodica di denaro – anche quando si ha abbastanza per vivere dignitosamente – rappresenta un fenomeno complesso che può essere analizzato da diverse prospettive.

Provo tuttavia ad analizzare il fenomeno di cui sopra…

Inizio dalla natura insaziabile del desiderio umano, quel desiderio di “volere sempre di più” che da sempre rappresenta una caratteristica profondamente radicata nella natura umana. Gli esseri umani, per loro natura, tendono a cercare miglioramenti, crescita e sicurezza. Tuttavia, questa spinta può trasformarsi in una vera e propria ossessione quando il denaro diventa non più un mezzo per soddisfare bisogni, ma un fine in sé.

Il filosofo Arthur Schopenhauer sosteneva che il desiderio umano è come “una sete che non può essere placata: appena si soddisfa un bisogno, ne emerge un altro”. Questo meccanismo psicologico può spiegare perché, anche quando si raggiunge un certo livello di benessere economico, si continua a cercare di più. Il denaro, in questo contesto, diventa un simbolo di successo, potere o sicurezza, ma raramente porta alla vera felicità.

Quindi va affrontato il tema della società in cui stiamo vivendo, sì… quel vivere in maniera “consumistica“, soffocati dal mito del “mai abbastanza”.

Già… una società consumistica che ci bombarda continuamente con messaggi che ci spingono a desiderare di più. Basta osservare la pubblicità, i social media e la cultura del successo: tutti messaggi che insegnano che il valore di una persona è misurato in base a ciò che possiede. Questo crea un circolo vizioso in cui le persone si sentono costantemente inadeguate se non raggiungono determinati standard materiali.

Inoltre, il denaro è spesso associato alla libertà e alla possibilità di vivere una vita “migliore“, sì… più agiata. Tuttavia, questa libertà è illusoria, perché più si ha, più si teme di perdere ciò che si è accumulato. Questo genera ansia e insicurezza, spingendo le persone a cercare ancora più denaro come forma di protezione.

E ancora, osservando quanto accade in politica e nell’imprenditoria, il denaro non è solo uno strumento per acquistare beni o servizi, ma è un mezzo per acquisire potere e influenza!!!

Difatti, nell’attuale società, chi possiede più denaro ha accesso a privilegi, opportunità e relazioni che altri non possono permettersi. E questo crea una competizione costante, in cui le persone cercano di accumulare risorse non solo per soddisfare i propri bisogni, ma per affermare il proprio status sociale.

Ma abbiamo potuto constatare (sebbene nel nostro Paese certi comportamenti vengano solitamente insabbiati, in particolare quando si tratta di persone influenti…) come questa dinamica possa portare a comportamenti distorti, come corruzione o malaffare. Chi è disposto a tutto pur di ottenere denaro può facilmente cadere nella tentazione di accettare tangenti o chiudere un occhio di fronte a situazioni illegali. D’altra parte, chi corrompe sa bene che il denaro è un’arma potente per influenzare gli altri, soprattutto quando trova persone già predisposte a mettere da parte i principi etici in cambio di vantaggi economici.

E infine, la condizione più grave tra tutte: la mancanza di valori alternativi!!!

In una società che celebra il successo materiale, spesso mancano modelli alternativi di realizzazione personale. Molte persone non hanno mai riflettuto su cosa significhi davvero vivere una vita significativa al di là del denaro. Senza una bussola morale o spirituale, è facile cadere nella trappola di credere che più soldi equivalgano a più felicità.

Tuttavia, studi psicologici dimostrano che, oltre una certa soglia di reddito (necessario per soddisfare i bisogni di base), il denaro ha un impatto marginale sulla felicità. Ciò che conta davvero sono le relazioni significative, il senso di scopo e la possibilità di contribuire al benessere degli altri.

E quindi, per affrontare questa “malattia” del denaro, è necessario un cambiamento radicale, una nuova prospettiva sulla propria vita: chiedersi cosa sia davvero importante nella vita e quali valori si vogliono perseguire; imparare ad apprezzare ciò che si ha, invece di concentrarsi su ciò che manca; comprendere che il denaro non è la soluzione a tutti i problemi e che la vera ricchezza spesso risiede nelle cose semplici; e soprattutto, educare se stessi e gli altri a riconoscere quando “abbastanza è abbastanza“.

Infine, permettetemi di aggiungere come la ricerca spasmodica di denaro sia un gravissimo sintomo di questa nostra società che ha perso di vista ciò che conta davvero.

Non dico che il denaro non sia importante, anzi, in taluni casi è necessario per garantirci una vita dignitosa, ma certamente non deve diventare un’ossessione che ci allontana dalla nostra umanità.

Ecco perché affronto solitamente questo tema con grande vigore, perché ritengo che questo problema richieda una riflessione profonda sui reali valori a cui dovremmo aspirare e soprattutto sulle scelte che facciamo ogni giorno e che possono, in un qualche modo, segnarci per sempre!!!

Se le "Concessioni" non sono valide, le spiaggie sono di fatto "libere"!!!

Il 31 dicembre 2023 sono scadute la maggior parte delle concessioni italiane e le proroghe delle stesse, secondo le norme europee non sono più valide!!!

Quindi fanno bene i bagnanti a far valere i propri diritti, siano essi turisti che miei connazionali, ed è il motivo per cui ormai quotidianamente leggiamo di proteste che vanno in programma sulle nostre coste italiane… 

Certo da quelle strutture provano ad allontanarli, ma quei bagnanti, dopo esser giunti in spiaggia e aver piantano i loro ombrelloni, ribattono che “tutte le concessioni sono scadute” e che dunque le spiagge sono a tutti gli effetti libere!!!

Sta diventando un vero e proprio movimento quello di questi attivisti che si sono organizzati sotto il nome di ’Mare Libero’!!!

Una protesta che ha visto colpita anche la Versilia, già…. dinnanzi alla spiaggia del locale “Twiga”, sembra esser del concessionario ed anche ministro del turismo, Daniela Santanchè…

Una cosa è certa, la battigia deve rimanere libera entro i cinque metri dal mare e questa regola prescinde la questione delle concessioni balneari, aggiungerei pure che si dovrebbe lasciare uno spazio libero tra i vari concessionari affinche si permettesse a chiunque di attraversare quel tratto per poter giungere in spiaggia, cosa che come ben sappiamo viene preclusa ovunque o per meglio dire nel 90% dei casi…

Ma d’altronde in Italia si sa, ciascuno fa come meglio ritiene e quindi, essendo le gare non ancora espletate, i balneari rimangono concessionari fino all’ingresso del nuovo concessionario, anche se nessuna legge dica questo!!! 

Ed è così quindi che i concessionari hanno trasformato quel proprio ruolo di semplici “affittuari” a prezzi certamente irrisori, in veri e propri “proprietari”, sì… trasformando quelle strutture di centri ricreativi, in strutture di benessere, discoteca, ristorazione e quant’altro, sia di giorno che di notte… tralasciando così qualsivoglia obbligo e dovere, sia a livello civile che penale, nei confronti di un bene che ripeto – non è loro – ma dello Stato!!!

Ma d’altronde con uno Stato che sappiamo conta “quanto il due di coppe quando la giocata è a oro” e quindi… nulla, vedrete resterà tutto così com’è… e chi è stato concessionario in questi anni, continuerà ad esserlo, già… perchè in questo Paese nessuno rispetta le regole e quindi perché meravigliarsi se ci si sommano anche loro??? 

Quel farisaico modo di protestare in Sicilia…

In questi giorni, osservando i nostri Tg regionali, ho avuto come la sensazione che quanto avviene nella nostra terra, rappresenta perfettamente quel mal costume prettamente siciliano e cioè di proteggere sempre i propri interessi, di salvaguardare il proprio orticello e di protestare soltanto quando, questi vengono messi in discussione o a rischio…
Già, tutto il contrario di quanto ad esempio è avvenuto negli stessi giorni in Francia, dove tutti i cittadini, di qualunque ordine e grado, hanno deciso di scendere in piazza per far valere le proprie ragioni, tanto d’aver costretto il Presidente Macron ad ammettere le proprie colpe…
Sì… la cosa che mi ha colpito di quella manifestazione, è che tra gli intervistati vi fossero parecchi dipendenti pubblici e soprattutto molti lavoratori d’importanti compagnie private, tanti pensionati ed anche molti studenti, che hanno deciso di appoggiare personalmente quella contestazione, per venire incontro ad un paese che soffre e loro – se pur blindati da un reddito sicuro e inattaccabile –  con quei “gilet gialli”, hanno fatto valere la loro voce a difesa dei giovani senza un lavoro o di quei cosiddetti precari…
Viceversa, riprendendo quanto osservavo da noi in tv negli stessi giorni, vedevo pensionati che sono andati a protestare contro la Giunta di Porto Empedocle, gridando a squarciagola: “Non siamo pecoroni”…
Negli stessi giorni i precari dell’Asp sono scesi in piazza,creando non pochi disagi agli utenti, proseguendo nella mia città etnea gli impiegati comunali, da mesi senza stipendi, si sono fatti sentire… 
Peraltro, mentre a Catania vi era un grosso fermento, a Palermo in corteo organizzato dai sindacati si è diritto verso la sede della prefettura… a manifestare molti amministrativi che rivendicano una stabilizzazione attesa da oltre 25 anni!!!
Nel frattempo gli studenti, avendo appreso dei tagli per più del 50% alle scuole, hanno deciso di andare sotto l’ufficio del presidente Musumeci…
Se pensavate che nel messinese la situazione fosse più calma vi sbagliate, a Milazzo sono scesi in piazza i lavoratori precari del Comune, dichiarando che a rischio c’è il futuro di 162 famiglie!!!
Analoga situazione avviene a Mussomeli e come non ricordare i magistrati cd. onorari, che hanno chiesto una definitiva soluzione a quella loro sostanziale precarietà, ritenendo il loro apporto fondamentale per l’efficienza del sistema giudiziario…
La cosa assurda è che potrei continuare con un altrettanto numero di esempi, sempre compiuti durante la medesima settimana, ma preferisco non annoiarvi con un altro elenco…
Ciò che volevo portare in evidenza, è la differenza messa in atto in quelle contestazioni, tra chi scende in piazza per valori nobili quali l’uguaglianza, la legalità e soprattutto la solidarietà e chi di contro, scende esclusivamente per far valere le proprie ragioni, quasi sempre di natura economica e finanziaria e certamente poco sociali…
Perché solo per questi motivi si protesta in quest’isola, ma forse questo comportamento farisaico potremmo estenderlo anche a tutto il Paese… ma nella nostra regione è più presente e nessuno vuole rinunciarvi, perché in gioco non vi è la dignità dell’essere umano, il benessere collettivo… no, qui in gioco c’è soltanto la tasca ed è ciò che importa!!!
Puntare come sempre al proprio orticello, del resto, di quanto avviene intorno, non frega niente a nessuno, sì… l’importante è protestare, per ottenere per se, sempre più privilegi!!!
Altro che “gilet gialli” da indossare… i miei conterranei (quei pochi che li hanno ricevuti) non li hanno neppure scartati, già… se li sono venduti ancora confezionati!!! 

Un grazie di cuore allo Stato e alla ARS: boom di benessere in Sicilia!!!

Vi è una totale incapacità a comprendere i reali problemi di questa terra e si cerca sempre di addossare questa propria inadeguatezza, attribuendoli ad aspetti terribili, alla crisi in corso e ad altre ben futili motivazioni…

Ecco quindi le colpe date ai… mercati finanziari, alla moneta unica, alle guerre in corso, all’immigrazione, ai vincoli imposti dalla CE, alle regole speculatrici delle banche, al terrorismo, alla lotta alla criminalità organizzata e via discorrendo…
Ci si illude sempre che grazie a questi pretesti ed in virtù di non so quale miracolo, all’improvviso si ci ritrovi fuori dalla crisi… 

Gli italiani da sempre sperano che ci sia qualcuno che li tira fuori dai guai… un tempo vi era chi credeva in Mussolini, poi in Andreotti, Craxi, il Cavaliere, quindi Prodi… Monti… ecc…ecc… 

E’ una particolarità del tutta italiana, quella che porta sempre a voler sperare… vittime di quella forma di dipendenza nella quale siamo da sempre ingabbiati e che fa in modo che nulla possa cambiare…
Qualcuno ci ha provato a cambiarlo questo stato di cose… l’Ing. Mattei, il Presidente Aldo Moro, i Giudici Falcone e Borsellino ed abbiamo visto come tragicamente si sia conclusa quella loro esperienza…

Lasciate ogni speranza, o voi che entrate“, difatti… sperare di entrare in questo sistema per modificarlo è soltanto una pura follia!!!  

Riprendendo i numeri (e non le propagande o frottole per come dir si vuole, che ogni ogni giorno ci vengono raccontate…) dei primi tre mesi dell’anno, si scopre come in Sicilia, siano scomparse dal tessuto produttivo circa 20.000 aziende (per l’esattezza sono 23.294…) contro nuove aperture per circa 3.800… 
Ovviamente l’analisi non tiene conto di tutte quelle che oggi sono in stato fallimentare/liquidazione o che sono sottoposte a sequestro/confisca e che –vista l’ormai acclarata incapacità operativa fin qui dimostrata– rappresentano quel ulteriore numero di società, che a breve andranno ad accrescere il numero di quelle ormai estinte!!!
Lo studio è stato realizzato da Confimprese, ed elabora le aperture e le cessazioni nel primo trimestre di quest’anno, ho letto inoltre che i dati sono stati presentati in un convegno (nel nostro capoluogo) dal titolo: sviluppo e azione – Strategie per il progresso della Sicilia…

Una premessa bellissima… che rapportata ai dati presentati… e come dire al “Palermo Calcio” che si è appena salvato dalla retrocessione (da catanese sono veramente felice per i miei amici palermitani e per tutti i Siciliani che amano lo sport…) che l’anno prossimo la squadra vincerà lo scudetto!!!

Comprendere innanzitutto quali motivi hanno causato la chiusura in questi anni di migliaia e migliaia di società, dovrebbe essere il primo obbiettivo; tentare quindi di mutare quelle produzioni superate in nuove o più ricercate (per destinazioni di mercato) potrebbe rappresentare il secondo punto determinante…
Riutilizzare le aree industriali, artigianali, commerciali in qualcosa di rinnovato, puntando verso nuovi prodotti d’avanguardia o appartenenti al marchio “made in Sicily”, ancora tanto ricercati nel mondo…
Puntare verso una maggiore riqualificazione dei nostri prodotti agroalimentari tipici siciliani, rappresentanti della migliore qualità e tradizione della nostra terra…
Bisogna ridare credito agli imprenditori onesti o ai tanti aspiranti che vogliono iniziare una nuova attività…
Lo Stato deve farsi promotore e garante presso le banche, affinché eroghino in maniera celere quanto necessario a quei soggetti che intendono iniziare in maniera seria una alternativa professionale, senza dover però rischiare di ritrovarsi un cappio al collo per tutta la loro vita, a causa di quelle tante firme poste nei moduli per le varie richieste di finanziamenti…
Dopotutto se gira poco denaro non si pagano nemmeno le scadenze… difatti in Sicilia nel 2015 i protesti ammontano a 67 milioni di euro e tra titoli, assegni, cambiali, ecc… si corre sempre di più il rischio di aver alimentato in questi anni, quel mondo parallelo dell’usura…
Certo, se poi assistiamo a come i maggiori referenti di quelle importanti realtà produttive (Camera di commercio, Confindustria, Ance, ecc…) siano stati da parte delle procure posti a procedimenti giudiziari, capiamo perfettamente quanto sia difficile uscire da questa situazione…

Le soluzioni per risolvere questa crisi ci sono… ma per applicarle servono persone capaci… e questo purtroppo rappresenta ancora oggi… il nostro più grande problema… se si vuole procedere con la  volontà di cambiare pagina…
Eliminare radicalmente quel modo subdolo di procedere, fatto di collusioni, protezioni, favoritismi, clientelismi, scambi di favori, richieste personali… di cui noi tutti siamo ben a conoscenza, anche se il più delle volte, facciamo finta di non saperle queste cose… o meglio ne prendiamo atto come se queste capitano soltanto agli altri… dimenticando quelle che giornalmente andiamo compiendo!!!   

Se per un istante (chi oggi ha il potere di farlo…) si sedesse seriamente a lavorare insieme ai propri colleghi… (invece di pensare esclusivamente a salvaguardare la poltrona nella quale si è seduti…) ecco che (forse) pian piano, qualche proposta inizierebbe a concretizzarsi…
In ogni caso… ci si potrebbe altresì affidare a consulenti professionali esterni (mi riferisco a consulenti “capaci” e non a quei consueti “rapaci” e abituali “amici degli amici” che hanno come fine quello di perseguire propri vantaggi personali e finanziari…), che possono modificare l’indirizzo fin qui negativo !!!
Il premier Renzi ha parlato di 12 miliardi di euro per la Sicilia…
Speriamo che almeno questa volta, non sia soltanto la mafia a ringraziare!!!

Ricchi sempre più ricchi… e poveri… sempre più poveri!

Diceva Coco Chanel: alcune persone pensano che il lusso sia l’opposto della povertà. Non lo è. È l’opposto della volgarità!
Nel nostro paese, una cosa è certa… sono tutti ad inseguire la ricchezza!!!
I nuovi idoli cui ispirarsi sono i beni di consumo, dalle auto all’abbigliamento, dai gioielli a quella ricercata tecnologia, che rende ormai l’uomo avido, alienato in quel suo voler apparire…
Ovviamente quanto più ricchi sono i suoi idoli, tanto più l’uomo si va impoverendo… 
La ricchezza diventa gioia… unico vero piacere che da loro eccitamento… 
Un possesso con cui si crede di poter giungere al potere ed invece di cercare d’essere, si persegue l’avere e lo sfruttamento, scegliendo non ciò che è vivo… ma ciò che è finto!!!
L’aumento di ricchezza, produce di contro, un divario sempre più grande, tra chi sta bene e chi è povero…  ed è questo il punto su cui si focalizza il rapporto Istat sull’equo benessere…
La disuguaglianza reddituale tra Nord e Sud sta aumentando sempre più, con un potere d’acquisto messo sotto pressione dalle spese sostenute per i vari consumi…
Il disagio economico se pur leggermente sta aumentando… ma fintanto che la ripresa economica è rappresentata da pochi incrementi percentuali, valori che si aggirano intorno allo 0,1-0,3% diventa impossibile sperare in una ripresa celere…
I primi a soffrire di questa attuale condizione sono i giovani, che – se pur favoriti dagli interventi prodotti dalla Job Act – non trovano ancora collocazione nel mercato del lavoro.

A questi vanno aggiunti gli ultra cinquantacinquenni, che a causa della crisi hanno perso il lavoro… e non trovano possibilità d’essere nuovamente reinseriti.

La propaganda del nostro Presidente del Consiglio, attraverso i mass media, va riportando numeri strabilianti, segnali di crescita, ottimismo, una situazione che incoraggia a guardare in positivo il futuro di questo nostro paese…
Ma quando si entra concretamente  in quei numeri… ecco saltare fuori la verità e come le differenze territoriali emergono in tutta la loro gravità…
Non si tratta di essere pessimisti ma di leggere in maniera coerente quanto accade intorno a noi… e di osservare come questi andamenti positivi, non si traducono ancora oggi in quella soddisfazione complessiva per il proprio benessere che si mantiene stabile  e vicino ai valori di povertà…
L’incertezza generale dovuta alla crisi economica e finanziaria, mantiene purtroppo ancora presenti, quelle disuguaglianze sociali…
Sono in molti a giustificarsi che la mancata celere ripresa dipenda essenzialmente dalla situazione di grave crisi internazionale, dalle guerre in corso, dai movimenti migratori dei profughi, dal terrorismo, dalla mancata presenza di turismo per paura degli spostamenti, dagli investimenti tutt’ora bloccati a causa dell’incertezza politica tra i vari stati, tutte cause che determinano certamente una sfiducia nei rapporti e nello scambio di beni e consumi…
Purtroppo però la storia insegna che quando vi sono eventi storici come quello in corso, avviene sempre che, chi è nelle condizioni di far valere la propria forza economica si arricchisce, sempre a scapito di chi invece, per ovvie ragioni, non avendo quelle capacità, finirà nel soccombere, continuando così sempre più a impoverirsi!!!  
    

Renzi: dalla Cina con furore…

Con tante belle parole e soltanto con quelle… il ns. Presidente del Consiglio è ritornato dalla Cina, augurandosi di aver contribuito alla conquista della fiducia dei finanziatori cinesi e con la speranza che quest’ultimi possano investire nel ns. Paese…
Nei giorni di trasferta, ha chiesto a tutti gli imprenditori italiani ed alla comunità d’affari italo-cinese di avere più coraggio e di impegnarsi al massimo delle loro forze, ricordato i numeri dell’import/export con questa grande nazione, la Cina, 10 miliardi di prodotti esportati da noi verso l’oriente e 23 miliardi acquistati in prodotti cinesi…
Noi, ripete…, faremo la nostra parte, stiamo rivoluzionando in maniera definitiva il sistema e l’Expo ( tangenti permettendo ) sarà una grande opportunità per tutti i paese che parteciperanno ed in particolare proprio per il ns. Paese, che potrà godere così di questa promozione mondiale, per presentarsi e confrontarsi nei grandi scenari internazionali…
Il presidente del Consiglio ha anche discusso sulla critica mossa a molte società che delocalizzano gran parte della loro produzione in altri paesi, ecco che allora, questo abbandono dal ns. territorio, viene dichiarato dal ns. Presidente, non come un voler fuggire, ma altresì, come la ricerca di nuovi mercati d’investimento…
Sappiamo comunque che la realtà e ben diversa… e che le società internazionali e nazionali scappano dal ns. paese per quel malessere generale, che inizia con le esose tasse da pagare, dai servizi scadenti, dai costi di gestione esorbitanti, da un personale dipendente troppo condizionato dai sindacati e da una concorrenza diversamente organizzata e più agguerrita di altre nazioni…
L’Italia, non attrae perché manca di una vera classe imprenditoriale o di quei soggetti che un tempo possedevano capacità ed idee innovative, manca perché non riesce – causa della mancanza di meritocrazia – a trattenere i propri “cervelli” e soprattutto perché fa di tutto per farli scappare…, un paese infine, incapace di dare un futuro ed una speranza alle nostre giovani generazioni…
Ed ancora, le imprese scappano perché maltrattate da questa burocrazia lenta, da un fisco che tiene soltanto a colpire chi non provvede ad oliare con qualche bustarella…
Lo capisco che sentire ripetere sempre questa amara verità fa male… ma è lo stesso motivo per il quale noi tutti, non possiamo credere che i ns. imprenditori ( quelli che decidono di andare all’estero ) siano da considerarsi traditori, in quanto questo rappresenta per loro, l’unico modo per continuare a sopravvivere…

Quando continuiamo ad assistere a questi sprechi, quando coloro che sono demandati al controllo (in particolare i loro vertici… generali che si macchiano e disonorano l’appartenere a quella categoria rispettabile delle Fiamme Gialle ) quando la gestione è demandata ancora a dei ladri, quando non si riesce più a percepire il limite di divisione tra la legalità e l’illegalità, ecco che allora, anche ciò che definivamo come barriera, il cosiddetto “confine” scompare e non esiste più, tutto quindi può essere valicato… Si inizia trasferendo al di là dei nostri confini le proprie società e successivamente se stessi ed i propri familiari…

E’ vero… ci vuole tempo per fare le riforme… e Renzi non possiede la bacchetta magica… mentre il ns. Paese ha necessità di cambiamenti celeri, di una burocrazia che deve snellire le proprie procedure attraverso l’uso di tecnologie informatizzate, che permettano una definizione immediata e sicura, dei problemi che i cittadini hanno, con la pubblica amministrazione… 
Tutte le riforme che debbono essere ancora realizzate dovranno tenere conto degli errori realizzati in tutti questi anni, cercando di non ripeterli più, ma anzi, iniziando ad operare perché, il tanto desiderato sviluppo economico possa finalmente concretizzarsi con i fatti e non con quelle odiose e continue promesse, di cui noi tutti siamo già stanchi…
L’Italia ha bisogno di crescere ed è vero che in questo ha necessità del sostegno di paesi economicamente più forti… ma ciò non deve rappresentarsi in una forma sterile di solidarietà tra nazioni, quasi fosse una concessione al ns. Paese a nodo elemosina, ma deve rappresentare uno scambio culturale, imprenditoriale ed economico, che garantisce ad entrambi quei corretti valori di crescita, prosperità e benessere!!!