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Sono ben 66… i milioni di risarcimento richiesti all’arma dei carabinieri!!! Mi chiedo… ma dove li trovano???

La vicenda è quella di Giuseppe Gulotta, un muratore di Certaldo, rimasto vittima di uno degli errori giudiziari più gravi della nostra storia repubblicana…

Fu arrestato nel gennaio del 1976 per l’omicidio di due giovani carabinieri della caserma di Alcamo Marina (Trapani), Carmine Apuzzo e Salvatore Falcetta, trucidati il 26 gennaio 1976 ad Alcamo Marina, in provincia di Trapani…
Aveva appena 18 anni e fu condannato all’ergastolo!!!
Venne definitivamente assolto dalla Corte d’appello di Reggio Calabria nel 2016, e gli venne riconosciuto un risarcimento di sei milioni e mezzo di euro, con una provvisionale, cioè un anticipo, di 500 mila euro…

Uno scherzo del destino se si pensa che l’uomo, oggi 60’enne, aveva fatto domanda per entrare nelle forze dell’ordine, precisamente nella Guardia di Finanza… ed invece quel fatidico 13 febbraio venne prelevato dai carabinieri e portato in caserma…

Il tutto nacque a seguito di un blocco stradale, dove l’autista dell’auto venne trovato in possesso di un’arma, le cui caratteristiche erano assimilabili alla pistola che aveva ucciso i poliziotti…
Condotto in caserma – ascoltavo stamani in radio – fu interrogato con metodi “nazisti” e cioè, dopo averlo denudato, fu picchiato brutalmente e siccome non confessava, gli venne inserito un imbuto per affogarlo con olio e quant’altro finché esausto si dichiarò colpevole ed accuso altri 3 soggetti, tra cui il Gullotta…
Dopo un poco ritratto tutto ma non fu creduto anzi, qualche tempo dopo morì in circostanze misteriose… mentre anche per gli altri presunti complici si è chiuso il processo di revisione con l’assoluzione di Gaetano Santangelo e Vincenzo Ferrantelli, i quali a differenza del Gullotta erano fuggiti in Brasile prima della sentenza definitiva e sono rimasti lì per 22 anni, ed infine è stato celebrato il processo di revisione anche nei confronti del defunto Giovanni Mandalà (l’autista), morto in carcere nel 1998…

Il Gullotta invece durante l’interrogatorio, fu legato mani e piedi ad una sedia, picchiato, minacciato di morte con una pistola che gli graffiava le guance e poi… botte, insulti per dieci ore consecutive finché sporco di sangue, lacrime, e quant’altro… si rassegnò a confessare quello che gli urlavano i carabinieri di dire, pur di porre fine a quell’incubo!!!
Finalmente dopo 22 d’inferno, giunge l’assoluzione… e il diritto al risarcimento nel 2016!!!
“Certo i soldi sono importanti ma è molto più importante “essere stato riconosciuto innocente – precisa Giuseppe, che ora vive in Toscana – perché io ho sempre creduto che la verità alla fine sarebbe saltata fuori”!!!

Ovviamente “nessuna cifra può risarcire gli anni che mi hanno rubato, la vita che mi hanno tolto”, precisa l’ex ergastolano. Anche se “quei soldi sono tanti per me e non posso far finta di nulla”. A chi mi chiede cosa significhino rivolgo però la domanda che ora rivolgo a lei: “Avrebbe fatto 22 anni di carcere in cambio di quei soldi? Avrebbe tollerato di essere accusato ingiustamente di un crimine orrendo?”.
I legali nel frattempo hanno preparato una nuova richiesta di risarcimento pari a 66.247.839,20 euro, in cui vengono conteggiati tutti i danni non patrimoniali, morale ed esistenziale!!!
Nell’atto, viene citata l’Arma dei carabinieri per responsabilità penale, oltre alla presidenza del Consiglio: “È la prima volta in duecento anni di storia che l’Arma dei carabinieri viene citata per responsabilità penale. Ci sono due aspetti che sono contenuti nell’atto depositato: il primo riguarda la responsabilità dello Stato per non aver codificato negli anni il reato di tortura. Il secondo profilo è quello che attiene agli atti di tortura posti in essere in una sede istituzionale (la caserma dei carabinieri) da personale appartenente all’Arma che ha generato un gravissimo errore giudiziario”. Il legale ha ricordato che “è stata la stessa Cassazione a dire di rivolgerci all’Arma per il risarcimento del danno subìto per le torture, perché il giudice è stato indotto nell’errore dalla falsa confessione estorta”!!!

Sembra incredibile quanto accaduto allora… ma  pensandoci, questa storia assomiglia di molto a quella accorsa alcuni anni fa, precisamente nel 2009, al  geometra Stefano Cucchi… la cui inchiesta bis come sappiamo si è conclusa con la richiesta da parte della procura di Roma del rinvio a giudizio di cinque carabinieri coinvolti, tre dei quali devono ora rispondere di omicidio preterintenzionale pluriaggravato dai futili motivi e dalla minorata difesa della vittima, abuso di autorità contro arrestati, falso ideologico in atto pubblico e calunnia…
Non proprio una bella pagina per l’Arma che proprio a causa di questi suoi uomini è stata posta in profondo imbarazzo dinnanzi all’opinione pubblica, anche se la maggior parte di noi, conosce benissimo l’alta professionalità e l’esemplare disponibilità della maggior parte dei suoi subalterni militari, che come sappiamo, sono la maggioranza …

Sento "un estremo disagio"…

Ho ascoltato il video dell’intervista del Procuratore della Repubblica Nazionale di Catania, Dott. Carmelo Zuccaro su Live Sicilia Catania: https://catania.livesicilia.it/2018/09/25/confisca-milionaria-mario-ciancio-parla-la-procura-diretta_474201/ a cui erano presenti il Ros, il Colonnello R. Covetti del Comando Provinciale dell’Arma di Catania e i sostituti procuratori Dott.ssa Agata Santancito e Dott. Antonino Fanara. 
Come ben sapete, è stato eseguito in questi giorni il decreto emesso dal Tribunale di Catania (Sezione Misure di Prevenzione su richiesta della Dda di Catania), che riguarda il patrimonio societario dell’editore Mario Ciancio Sanfilippo, che secondo le stime degli investigatori vale intorno ai 150 milioni di euro. 
Il video pubblicato, dura all’incirca 55 minuti e forse non è del tutto completo, in quanto molto probabilmente, l’incontro con i giornalisti è proseguito oltre… 
Ciò che vorrei evidenziare è in questo mio post, sono alcune sensazioni che da quella intervista e da quanto riscontrato in questi giorni, mi lasciano perplesso…
Innanzitutto, mi ha colpito la “sensibilità” mostrata durante la conferenza, di molti di quei “pseudo” giornalisti, basti vedere la maggior parte delle domande, che risultavano poco attinenti con il provvedimento appena emesso… 
Molti di loro, hanno formulato domande che dire “inutili” sarebbe come fargli un complimento ed altri, che hanno voluto ricordato avvenimenti passati, di cui tutti siamo ben a conoscenza, scritti e riportati centinaia di volte, anche in molte fiction televisive, certamente disgiunte dal contesto in questione o quantomeno elusive, dalle domande che avrebbero dovuto richiedere…
Ma forse è proprio questo l’aspetto importante che qualche giornalista voleva puntualizzare e cioè, far passare quelle circostanze ovvie e già affrontate, come qualcosa di superato rispetto alle recenti indagini emerse!!!
Ciascuno di quei signori avrebbe potuto rivolgere al Procuratore domande ben più pertinenti… invece di girare attorno su vicende sconnesse o certamente marginali rispetto alla vicenda in questione…
Nessuno ha affrontato il tema dell’associazione industriali a cui l’imprenditore era legato, nessuno ha formulato domande relative a personaggi influenti in quanto istituzionali con cui il Ciancio s’incontrava, ad esempio ricordo le ultime visite del Sindaco Bianco e dell’ex ministro Angelino Alfano!!!
Nessuno ha chiesto dei rapporti con personaggi dell’imprenditoria, le cui vicende personali sono state legate a “cosa-nostra” e dei molti politici con i quali è stato legato… e che molto probabilmente lo hanno favorito in quelle attività imprenditoriali…
Nessuno di loro ha legato quel suo nome ad altri altrettanto influenti, che da sempre controllano la provincia di Catania, attraverso holding finanziarie/immobiliari tra le più rilevanti e i cui nomi iniziano tutti con le prime lettere del cognome di quel noto imprenditore…
Dovrei anche aggiungere qualche personaggio influente della televisione, che è stato di grande supporto alla nascita e alla espansione di quelle sue Tv locali… 
Ci sarebbero tante cose da dire… come non ricordare  ad esempio l’inchiesta che Pippo Fava realizzò nel lontano 1983 quando, da suo giornale “I Siciliani”, parlo di  attività illecite dei “quattro cavalieri dell’apocalisse mafiosa”: Carmelo Costanzo, Francesco Finocchiaro, Gaetano Graci e Mario Rendo, tutti imprenditori catanesi che tenevano rapporti con Nitto Santapaola!!!
Sappiamo come finì… Fava venne barbaramente assassinato!!!
E cosa dire dell’intervista che realizzo lo stesso Fava, con il grande giornalista Enzo Biagi, raccontando per la prima volta, del “terzo livello” del potere mafioso e cioè quel potere politico che legava politica, mafia e Stato. 
Certo, abbiamo dovuto attendere il 2018 per scoprire della trattativa tra “Stato e mafia” e dei depistaggi compiuti durante le indagini… 
Ho letto tra i commenti di live sicilia un post che dice: “Mi auguro che anche tanti cittadini onesti e silenti abbiano il coraggio di rivendicare il diritto alla legalità, denunciando i tanti corrotti che ancora gironzolano e che spesso vengono assecondati nella loro logica perversa del malaffare”…
Mi permetto di rispondere a quel lettore con una frase letta parecchi anni fa su un quotidiano: “In Italia non si fa niente se non c’è l’assenso del politico e se il politico non è pagato!!! 
Ecco noi viviamo in questo tipo di società, la protezione è indispensabile se qualcuno non vuole condurre la vita da lupo solitario (come ad esempio il sottoscritto…), che può risultare anche affascinante, in quanto esente da aderenze o da protezioni di alcuna parte, restando orgogliosamente soli fino all’ultimo; sì… quanto sopra potrà essere una scelta affascinante, peccato però che i restanti sessanta milioni di italiani, non l’approveranno o forse perché, questa particolare vocazione alla solitudine… non l’ha possiedono!!!
Analoga “solitudine” che purtroppo ancora oggi non riseco a vedere… 
Ditemi, come può essere che non vi è una sola associazione di categoria che si sia espressa sulla vicenda giudiziaria, già… nessun imprenditore, nessun politico, nessuna associazione di legalità in questi giorni ha preso le distanze su quanto emerso e nei vari siti web o nelle testate dei quotidiani, le uniche dichiarazioni pubbliche sono quelle relative ai legali dell’editore???
La verità è che c’è ancora molta paura ha toccare uno degli uomini più influenti di questa terra… e tutti “stanu cu du peri n’ta na scappa”, anche purtroppo molti di quegli appartenenti alla categoria dei giornalisti !!!
Il sottoscritto – in quanto da sempre moralmente libero – è legato ad un altro concetto etico di giornalismo, eguale a quello che dichiarava il mio conterraneo Pippo Fava: “Ritengo che in una società democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale della società. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza della criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene continuamente allerta le forze dell’ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo”!!!
Ecco forse è tempo che i giornalisti tornino a fare seriamente quel proprio lavoro, senza vincoli e soprattutto senza condizionamenti; ne andrà, non solo della loro professione, ma soprattutto del dovere morale!!!
Altrimenti il sottoscritto, analogamente come il Procuratore di Catania, continuerà a sentire purtroppo… questo “estremo disagio”!!!