SICILIA: ultimo giorno da zona gialla!!!

Mi vien da dire… “semu pessi“!!!

Da domani e fino al 2 aprile la nostra regione diverrà “arancione”!!!

Il sottoscritto più che giallo o arancione si sente “nero” (sì… incaz… nero) perché non condivide il giudizio dato alla nostra regione da quegli  “esperti” da Roma, perché non vi era attualmente alcun rischio che i contagi aumentassero ed allora la decisione di proteggere la nostra regione portandola ad un livello di restrizione più alto è soltanto una mera stravaganza!!! 

Ma non solo, durate il periodo pasquale andrà ancor peggio!!! 

Difatti nei giorni del 3, 4 e 5 aprile, il colore della Sicilia diverrà rosso e dire che proprio in questi giorni molte strutture alberghiere avevano inviato a mezzo mail le loro proposte di 2/3/4 giorni in occasione delle festività pasquali, per fortuna che non avevo prenotato…

Secondo il sottoscritto infatti, non vi erano le condizioni per adottare queste misure restrittive, d’altronde basti leggersi i dati sanitari regionali per comprendere come il nostro sistema sanitario stesse gestendo in maniera perfetta e ordinata l’attuale emergenza…

Quindi, per effetto del nuovo decreto torniamo a quelle condizioni a cui da tempo ci siamo abituati e riepilogandole, potremmo spostarci liberamente all’interno del proprio comune ma non durante le ore di “coprifuoco” e cioè dalle 22 alle 5 di mattina e ci si potrà recare fuori dal proprio comune attraverso quella cosiddetta “autocertificazione“, per comprovate esigenze lavorative o per situazioni di necessità o motivi di salute.

Si potrà inoltre spostarsi verso una sola abitazione privata e si può fare rientro nelle seconde case di proprietà o in affitto, dentro e fuori la Regione.

Purtroppo per quanto concerne i locali pubblici come ristoranti, bar, chioschi, valgono le regole della zona rossa e cioè dovranno restare chiusi, ma ciascuno di essi potrà operare grazie all’asporto e alla consegna a domicilio… 

Per gli sportivi sarà possibile svolgere quelle attività  motoria all’aperto e all’interno del proprio comune nei parchi e giardini.

Mentre le scuole elementari e medie continueranno in presenza, mentre le superiori saranno in Dad dal 50% fino a un massimo del 75%.

Come dicevo sopra, nei giorni di pasquali si chiuderà tutto e quindi niente pranzi di Pasqua, vietate le visite a parenti e amici e la maggior parte dei locali resteranno chiuse a eccezione dei soliti ipermercati, supermercati, discount, farmacie, edicole, tabaccai, librerie, e negozi specializzati… 

Quindi, se penso che secondo quanto riportato da taluni virologi internazionali, questa pandemia avrà tempi più estesi rispetto a  quelli finora previsti, quasi a giungere a fine 2024, beh… debbo confidarvi che non so proprio come riusciremo a resistere!!! 

Mi chiedevo se fosse possibile testare il vaccino "Astazeneca" ai nostri depurati…

Tutti ci dicono che i vaccini sono stati perfettamente testati vanno e che non vi è alcun pericolo per i cittadini a seguito della loro somministrazione… 
Ed allora mi chiedo, perché la Danimarca, Norvegia e Islanda, con la scusa di mettere i loro connazionali in maniera precauzionale hanno dichiarato che vi sono forti collegamenti tra il vaccino anti–Covid della società farmaceutica AstraZeneca e alcuni casi gravi in cui vi sono stati dei coaguli nel sangue. 
Ma non solo, le stesse autorità sanitarie dell’Irlanda hanno chiesto al governo di sospendere il vaccino dopo aver analizzato gli effetti negativi determinati dal farmaco anglo/norvegese…
Certo, comprenderete il danno economico, finanziario e gli accordi politici finora intrapresi (che stanno di fatto foraggiando in maniera celata tutto il sistema), che proprio notizia come quelle pubblicate in questi giorni sui decessi, stanno causando, non solo a quella società farmaceutica, ma anche a tutte le altre…

Difatti quest’ultime si sono immediatamente attivate smentendo che ancora oggi non vi è alcuna correlazione tra il vaccino e questi casi. 

Il fatto però che questi Stati abbiano deciso di sospendere in via cautelare la somministrazione del farmaco a causa di queste morti “sospette” fa pensare che forse – a differenza di quanti i nostri governanti (incompetenti) dichiarano – i problemi rilevati in quei pazienti nella circolazione del sangue (secondo alcuni a causa di un lotto difettoso), quel vaccino e non solo quello di “Astrazeneca” debba essere ulteriormente verificato!!!
Dopo quanto accaduto anche altri paesi europei come l’Austria, l’Estonia, la Lituania, il Lussemburgo e la Lettonia hanno deciso di sospendere le inoculazioni di questo farmaco, mentre Francia e Germania hanno come l’Italia deciso di non interrompere le somministrazioni. 
Ed allora mi chiedevo, visto che i nostri governanti hanno così piena fiducia in questo farmaco, perché ad esempio – in diretta televisiva – non si fanno somministrare questo farmaco??? 
Sarebbe certamente un bel esempio, a cui successivamente ciascuno di noi, potrebbe certamente dar seguito…

Ovviamente quanto sopra dovrà essere compiuto alla luce del sole e soprattutto non si dovrà cambiare il farmaco di cui sopra!!!
Ciascuno avrà così l’opportunità di valutare nei giorni successivi quanto dovesse occorrere a quei nostri “coraggiosi” politici, decidendo in maniera positiva e/o negativa l’eventuale responso…
Cosa aggiungere, il sottoscritto resta in attesa, ma chissà perché, ho come la sensazione che difficilmente vedrò un solo deputato compiere quanto ora gentilmente richiesto, già… perché loro assomigliano molto al condottiero di quel film storico, magnificamente interpretato dal grande Totò che diceva: armiamoci e partite… io vi seguo dopo!!!

Mi chiedevo se fosse possibile testare il vaccino "Astazeneca" ai nostri depurati…

Tutti ci dicono che i vaccini sono stati perfettamente testati e che non vi è alcun pericolo per i cittadini a seguito della loro somministrazione… 
Ed allora mi chiedo, perché la Danimarca, la Norvegia e l’Islanda, a salvaguardia dei loro connazionali hanno in maniera precauzionale sospeso le vaccinazioni,  dichiarando che vi sono forti collegamenti tra il vaccino anti–Covid della società farmaceutica “AstraZeneca” e alcuni casi che hanno provocato gravi coaguli nel sangue. 
Ma non solo, le stesse autorità sanitarie dell’Irlanda hanno chiesto al governo di sospendere il vaccino dopo aver analizzato gli effetti negativi determinati da quel farmaco anglo/norvegese.
Certo, comprenderete il danno finanziario e gli accordi politici finora intrapresi con tutti i governi mondiali (che stanno di fatto foraggiando in maniera celata l’intero sistema) e che proprio a causa delle notizie sui decessi pubblicate in questi giorni, stanno subendo gravi danni d’immagine e mi riferisco non solo a quella società farmaceutica, ma anche a tutte le altre…

Difatti quest’ultime si sono immediatamente attivate smentendo che non vi è alcuna correlazione tra il vaccino e quei casi. 

Il fatto però che questi Stati abbiano deciso di sospendere in via cautelare la somministrazione del farmaco a causa di quelle morti “sospette”, fa pensare non solo – a differenza di quanti i nostri governanti (incompetenti) dichiarano – che i problemi rilevati in quei pazienti nella circolazione del sangue esistono (secondo alcuni a causa di un lotto difettoso), ma soprattutto quel vaccino (ma non solo quello) di “Astrazeneca” debba essere ulteriormente verificato!!!
Dopo quanto accaduto anche altri paesi europei come l’Austria, l’Estonia, la Lituania, il Lussemburgo e la Lettonia, hanno deciso di sospendere le inoculazioni di questo farmaco, mentre Francia e Germania hanno, come il nostro Paese, deciso di non interrompere le somministrazioni. 
Ed allora mi chiedevo, visto che i nostri governanti dichiarano costantemente di avere piena fiducia in questo farmaco, perché ad esempio – in diretta televisiva – non si fanno somministrare quel farmaco??? 
Sarebbe certamente un bel esempio, a cui successivamente ciascuno di noi, potrebbe successivamente dar seguito…

Ovviamente quanto sopra dovrà essere compiuto alla luce del sole e soprattutto non si dovrà cambiare il farmaco di cui sopra!!!
Ciascuno avrà così l’opportunità di valutare nei giorni successivi quanto dovesse eventualmente occorrere a quei nostri “coraggiosi” politici, decidendo così in maniera positiva e/o negativa, l’eventuale responso e le azioni da prendere.
Cosa aggiungere, il sottoscritto resta in attesa, ma chissà perché, ho come la sensazione che difficilmente vedrò un solo deputato compiere quanto ora gentilmente richiesto, già… perché loro assomigliano molto al condottiero di quel film storico, magnificamente interpretato dal grande Totò che diceva: armiamoci e partite… io vi seguo dopo!!!

Covid: come avevo anticipato lo scorso anno: non è cambiato nulla!!!

Già… lo scorso anno avevo scritto un post: ” Vedrete… il vaccino non eliminerà la diffusione del virus!!!“- http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/12/vedrete-il-vaccino-non-eliminera-la.html ed oggi infatti… non è cambiato nulla!!!

La maggior parte delle ragioni nel nostro Paese sta nuovamente rientrando in zona rossa e per Pasqua si prevede la chiusura totale di tutte le attività, dando così il via a quel tanto odiato “Lock-down”!!!

Come non ricordare quindi un post che per l’appunto metteva in guardia sulle conseguenze che il vaccino avrebbe comportato e ne anticipava le controindicazioni, di cui nessuno voleva ancora parlare…

Eppure i morti ci sono stati, non sappiamo se fanno riferimento alle vaccinazioni effettuate o ad uno specifico vaccino prodotto da una casa farmaceutica, oppure ad un lotto difettoso che ha determinato forse qiei decessi, ma certo scoprire oggi come un  vaccino sia stato di fatto sospeso in 3 Paesi – motivazioni che ovviamente quest’ultimi si sono riservati dal comunicare – e che proprio nel nostro sembrano essere stati causa di gravi trombosi…

Certo, “Ema” ha dichiarato che quei legami non sono dimostrati, precisando che dagli accertamenti effettuati non sono stati evidenziati aspetti che possano avere avuto impatto sulla qualità, sulla sicurezza e sulla loro efficacia, ma al sottoscritto qualche dubbio lo hanno determinato e quella fiducia cieca che tutti assicurano, non credo sia così scontata…

D’altronde sono i numeri a parlare: i contagi aumentano, i decessi sono costanti e non diminuiscono, nuovi casi stanno emergendo a causa delle mutazioni del coronavirus, ed ora questi nuovi decessi, sì… subito dopo aver ricevuto il vaccino!!!

La verità è che per realizzare quel vaccino si ha avuto molta fretta e la maggior parte di quelle case farmaceutiche hanno di conseguenza dovuto accelerare quei processi di controllo, necessari per testare in maniera corretta gli effetti del vaccino.

Certo, nessuno mai ci verrà a dire che sin dall’inizio si sapeva che qualcosa non avrebbe funzionato e che, col passar del tempo, un gran numero d’individui ne avrebbe ahimè pagato le conseguenze…

D’altronde fateci caso, nessuno ad oggi ci sta comunicando i dati relativi ai miglioramenti di quei soggetti che hanno già effettuato il vaccino e quindi la percentuale effettiva di miglioramento a seguito di quella somministrazione come viceversa sarebbe interessante comprendere quanti e quali malesseri, si sono riscontrati in questi mesi dopo che soggetti hanno ricevuto quel vaccino… 

Troppi misteri, ma soprattutto troppi soldi girano dietro questo farmaco ed è questa circostanza a preoccuparmi perché – come ho potuto comprendere nel corso della mia vita – solitamente dietro al denaro si nasconde la debolezza umana e questo farmaco vedrete, con il passar del tempo, confermerà a pieno , tutte queste mie diffidenze!!! 

Covid: come avevo anticipato lo scorso anno: non è cambiato nulla!!!

Già… lo scorso anno avevo scritto un post: ” Vedrete… il vaccino non eliminerà la diffusione del virus!!!“- http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/12/vedrete-il-vaccino-non-eliminera-la.html ed oggi infatti… non è cambiato nulla!!!

La maggior parte delle ragioni nel nostro Paese sta nuovamente rientrando in zona rossa e per Pasqua si prevede la chiusura totale di tutte le attività, dando così il via a quel tanto odiato “Lock-down”!!!

Come non ricordare quindi un post che per l’appunto metteva in guardia sulle conseguenze che il vaccino avrebbe comportato e ne anticipava le controindicazioni, di cui nessuno voleva ancora parlare…

Eppure i morti ci sono stati, non sappiamo se fanno riferimento alle vaccinazioni effettuate o ad uno specifico vaccino prodotto da una casa farmaceutica, oppure ad un lotto difettoso che ha determinato forse qiei decessi, ma certo scoprire oggi come un  vaccino sia stato di fatto sospeso in 3 Paesi – motivazioni che ovviamente quest’ultimi si sono riservati dal comunicare – e che proprio nel nostro sembrano essere stati causa di gravi trombosi…

Certo, “Ema” ha dichiarato che quei legami non sono dimostrati, precisando che dagli accertamenti effettuati non sono stati evidenziati aspetti che possano avere avuto impatto sulla qualità, sulla sicurezza e sulla loro efficacia, ma al sottoscritto qualche dubbio lo hanno determinato e quella fiducia cieca che tutti assicurano, non credo sia così scontata…

D’altronde sono i numeri a parlare: i contagi aumentano, i decessi sono costanti e non diminuiscono, nuovi casi stanno emergendo a causa delle mutazioni del coronavirus, ed ora questi nuovi decessi, sì… subito dopo aver ricevuto il vaccino!!!

La verità è che per realizzare quel vaccino si ha avuto molta fretta e la maggior parte di quelle case farmaceutiche hanno di conseguenza dovuto accelerare quei processi di controllo, necessari per testare in maniera corretta gli effetti del vaccino.

Certo, nessuno mai ci verrà a dire che sin dall’inizio si sapeva che qualcosa non avrebbe funzionato e che, col passar del tempo, un gran numero d’individui ne avrebbe ahimè pagato le conseguenze…

D’altronde fateci caso, nessuno ad oggi ci sta comunicando i dati relativi ai miglioramenti di quei soggetti che hanno già effettuato il vaccino e quindi la percentuale effettiva di miglioramento a seguito di quella somministrazione come viceversa sarebbe interessante comprendere quanti e quali malesseri, si sono riscontrati in questi mesi dopo che soggetti hanno ricevuto quel vaccino… 

Troppi misteri, ma soprattutto troppi soldi girano dietro questo farmaco ed è questa circostanza a preoccuparmi perché – come ho potuto comprendere nel corso della mia vita – solitamente dietro al denaro si nasconde la debolezza umana e questo farmaco vedrete, con il passar del tempo, confermerà a pieno , tutte queste mie diffidenze!!! 

Etna: la Regione delibera lo stato di crisi per 43 Comuni.

Dichiarato lo stato di crisi e di emergenza regionale e richiesto al Consiglio dei ministri lo stato di emergenza nazionale per 13 Comuni ricadenti nelle aree sommitali dell’Etna e per altri 30 Comuni dell’areale etneo. 

Lo ha deliberato, oggi pomeriggio, il governo Musumeci sulla base della documentazione fornita dalla Protezione civile regionale sui danni e i rischi provocati da cenere e lapilli caduti durante gli undici episodi parossistici registrati dal 16 febbraio. 

Il dirigente generale del dipartimento della Protezione civile, Salvo Cocina, è stato nominato commissario delegato per la realizzazione degli interventi urgenti. 

La Regione, tramite lo stesso dipartimento, sta già provvedendo a impegnare un milione di euro dal bilancio regionale, dopo averne già stanziati 600mila per reperire mezzi e affidare servizi aggiuntivi a quelli dei Comuni per lo spazzamento e la raccolta della cenere. Il 7 marzo soltanto si stima ne siano caduti 678 mila metri cubi. Una valutazione completa dei danni è ancora in corso, ma sui costi di raccolta, rimozione e smaltimento delle ceneri è stata stimata una spesa complessiva di circa quindici milioni di euro. 

Ancora non sono quantificabili, invece, i danni alle coperture degli edifici, ai sistemi di smaltimento delle acque e alle attività agricole: si ritengono comunque superiori ai dieci milioni di euro. 

La Protezione civile regionale, inoltre, in linea con le preoccupazioni del presidente Musumeci, ha evidenziato un potenziale rischio per la salute dovuto alla polverizzazione della cenere vulcanica se non raccolta tempestivamente. 

Alle prime risorse regionali debbono far seguito quelle più consistenti da parte dello Stato, per affrontare un fenomeno di così ampie proporzioni. 

Per questo è stato richiesto pure lo stato di emergenza nazionale ai sensi dell’art. 24 del decreto legislativo n. 1/2018, che prevede anche sostegno di uomini e mezzi.

Lo stato di crisi e di emergenza regionale, ai sensi della legge 13/2020, è stato intanto proclamato per i Comuni ricadenti in un territorio di circa 30 mila ettari: 13 enti dell’area sommitale del vulcano (Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Castiglione di Sicilia, Linguaglossa, Maletto, Nicolosi, Piedimonte Etneo, Ragalna, Randazzo, Sant’Alfio, Zafferana Etnea) e altri 30 dell’areale etneo (Aci Bonaccorsi, Aci Castello, Aci Catena, Acireale, Aci Sant’Antonio, Calatabiano, Camporotondo Etneo, Catania, Fiumefreddo di Sicilia, Giarre, Gravina di Catania, Maniace, Mascali, Mascalucia, Milo, Misterbianco, Motta Sant’Anastasia, Paternò, Pedara, Riposto, San Giovanni La Punta, San Gregorio, San Pietro Clarenza, Santa Maria di Licodia, Santa Venerina, Sant’Agata Li Battiati, Trecastagni, Tremestieri Etneo, Valverde, Viagrande).

Etna: la Regione delibera lo stato di crisi per 43 Comuni.

Dichiarato lo stato di crisi e di emergenza regionale e richiesto al Consiglio dei ministri lo stato di emergenza nazionale per 13 Comuni ricadenti nelle aree sommitali dell’Etna e per altri 30 Comuni dell’areale etneo. 

Lo ha deliberato, oggi pomeriggio, il governo Musumeci sulla base della documentazione fornita dalla Protezione civile regionale sui danni e i rischi provocati da cenere e lapilli caduti durante gli undici episodi parossistici registrati dal 16 febbraio. 

Il dirigente generale del dipartimento della Protezione civile, Salvo Cocina, è stato nominato commissario delegato per la realizzazione degli interventi urgenti. 

La Regione, tramite lo stesso dipartimento, sta già provvedendo a impegnare un milione di euro dal bilancio regionale, dopo averne già stanziati 600mila per reperire mezzi e affidare servizi aggiuntivi a quelli dei Comuni per lo spazzamento e la raccolta della cenere. Il 7 marzo soltanto si stima ne siano caduti 678 mila metri cubi. Una valutazione completa dei danni è ancora in corso, ma sui costi di raccolta, rimozione e smaltimento delle ceneri è stata stimata una spesa complessiva di circa quindici milioni di euro. 

Ancora non sono quantificabili, invece, i danni alle coperture degli edifici, ai sistemi di smaltimento delle acque e alle attività agricole: si ritengono comunque superiori ai dieci milioni di euro. 

La Protezione civile regionale, inoltre, in linea con le preoccupazioni del presidente Musumeci, ha evidenziato un potenziale rischio per la salute dovuto alla polverizzazione della cenere vulcanica se non raccolta tempestivamente. 

Alle prime risorse regionali debbono far seguito quelle più consistenti da parte dello Stato, per affrontare un fenomeno di così ampie proporzioni. 

Per questo è stato richiesto pure lo stato di emergenza nazionale ai sensi dell’art. 24 del decreto legislativo n. 1/2018, che prevede anche sostegno di uomini e mezzi.

Lo stato di crisi e di emergenza regionale, ai sensi della legge 13/2020, è stato intanto proclamato per i Comuni ricadenti in un territorio di circa 30 mila ettari: 13 enti dell’area sommitale del vulcano (Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Castiglione di Sicilia, Linguaglossa, Maletto, Nicolosi, Piedimonte Etneo, Ragalna, Randazzo, Sant’Alfio, Zafferana Etnea) e altri 30 dell’areale etneo (Aci Bonaccorsi, Aci Castello, Aci Catena, Acireale, Aci Sant’Antonio, Calatabiano, Camporotondo Etneo, Catania, Fiumefreddo di Sicilia, Giarre, Gravina di Catania, Maniace, Mascali, Mascalucia, Milo, Misterbianco, Motta Sant’Anastasia, Paternò, Pedara, Riposto, San Giovanni La Punta, San Gregorio, San Pietro Clarenza, Santa Maria di Licodia, Santa Venerina, Sant’Agata Li Battiati, Trecastagni, Tremestieri Etneo, Valverde, Viagrande).

Bisogna rendere libere le licenze dei vaccini, d’altronde Non vi è per esse alcun brevetto!!! Si può forse brevettare il sole?

“E” una questione di rispetto dei diritti umani e anche di lungimiranza”!!!

L’appello è del fondatore di Emergency Gino Strada che ha dichiarato in una intervista sull’espresso: “Le farmaceutiche liberino la licenza e consentano ad altri di produrre il vaccino anti-Covid”!!!

“Perché il vaccino sia disponibile per il maggior numero di persone è indispensabile aumentare la produzione e abbassare i prezzi: un risultato che potrebbe essere raggiunto se le regole che tutelano la proprietà intellettuale venissero – almeno temporaneamente – sospese, o se le farmaceutiche concedessero licenze ad aziende terze”.

E’ tempo di spezzare la logica del profitto e produrre il siero anti-covid su licenza a costi bassi affinchè tutti possano ricevere quelle necessarie somministrazioni, perché non si abbia quella disparità tra paesi ricchi e poveri nella sopravvivenza al virus: infatti se nei primi una sostanziale immunizzazione verrà raggiunta nel 2021, negli altri non se ne parlerà prima del 2023.

Ditemi, nel 2021 è ancora accettabile questa discriminazione nell’accesso ai vaccini durante una pandemia che ha già causato oltre 2 milioni e 300 mila morti? 

È chiaro che l’obiettivo delle grandi aziende farmaceutiche non sia il miglioramento della salute pubblica, ma il profitto dei propri azionisti. 

Per cui un’equa distribuzione di vaccini, però, è una questione di rispetto dei diritti umani e anche di lungimiranza. 

Se le vaccinazioni non procederanno speditamente e diffusamente ovunque, rischieremo che da qualche parte nel mondo si sviluppino altre mutazioni del virus che potrebbero rendere inefficaci i vaccini disponibili.

Cosa dire, siamo ahimè distanti da quando Jonas Salk regalò a tutto il mondo il vaccino per la cura  dalla poliomielite, una malattia virale e molto contagiosa, che colpiva soprattutto i bambini sotto i cinque anni e che è stato completamente eradicato in quasi tutto il mondo nel 1999!!!

C’è un’altra circostanza che rese famoso nella storia lo scienziato oltre ad essersi rifiutato di brevettare il suo vaccino: il 12 aprile 1955, nel giorno in cui uscì il comunicato stampa, Salk venne intervistato da Edward R. Murrow durante una trasmissione della CBS, e alla domanda del conduttore su chi avesse il brevetto del vaccino, Salk rispose “Le persone, direi. Non c’è un brevetto. Puoi forse brevettare il sole?”.

Incredibile, è passato poco più di mezzo secolo e la natura umana invece di evolversi… è di fatto regredita!!!

Bisogna rendere libere le licenze dei vaccini, d'altronde non vi è per esse alcun brevetto!!! Si può forse brevettare il sole?

“E” una questione di rispetto dei diritti umani e anche di lungimiranza”!!!

L’appello è del fondatore di Emergency Gino Strada che ha dichiarato in una intervista sull’espresso: “Le farmaceutiche liberino la licenza e consentano ad altri di produrre il vaccino anti-Covid”!!!

“Perché il vaccino sia disponibile per il maggior numero di persone è indispensabile aumentare la produzione e abbassare i prezzi: un risultato che potrebbe essere raggiunto se le regole che tutelano la proprietà intellettuale venissero – almeno temporaneamente – sospese, o se le farmaceutiche concedessero licenze ad aziende terze”.

E’ tempo di spezzare la logica del profitto e produrre il siero anti-covid su licenza a costi bassi affinchè tutti possano ricevere quelle necessarie somministrazioni, perché non si abbia quella disparità tra paesi ricchi e poveri nella sopravvivenza al virus: infatti se nei primi una sostanziale immunizzazione verrà raggiunta nel 2021, negli altri non se ne parlerà prima del 2023.

Ditemi, nel 2021 è ancora accettabile questa discriminazione nell’accesso ai vaccini durante una pandemia che ha già causato oltre 2 milioni e 300 mila morti? 

È chiaro che l’obiettivo delle grandi aziende farmaceutiche non sia il miglioramento della salute pubblica, ma il profitto dei propri azionisti. 

Per cui un’equa distribuzione di vaccini, però, è una questione di rispetto dei diritti umani e anche di lungimiranza. 

Se le vaccinazioni non procederanno speditamente e diffusamente ovunque, rischieremo che da qualche parte nel mondo si sviluppino altre mutazioni del virus che potrebbero rendere inefficaci i vaccini disponibili.

Cosa dire, siamo ahimè distanti da quando Jonas Salk regalò a tutto il mondo il vaccino per la cura dalla poliomielite, una malattia virale e molto contagiosa, che colpiva soprattutto i bambini sotto i cinque anni e che è stato completamente eradicato in quasi tutto il mondo nel 1999!!!

C’è un’altra circostanza che rese famoso nella storia lo scienziato oltre ad essersi rifiutato di brevettare il suo vaccino: il 12 aprile 1955, nel giorno in cui uscì il comunicato stampa, Salk venne intervistato da Edward R. Murrow durante una trasmissione della CBS, e alla domanda del conduttore su chi avesse il brevetto del vaccino, Salk rispose “Le persone, direi. Non c’è un brevetto. Puoi forse brevettare il sole?”.

Incredibile, è passato poco più di mezzo secolo e la natura umana invece di evolversi… è di fatto regredita!!!

Draghi minacciato telefonicamente per aver pensato di togliere il reddito di cittadinanza!!!

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, sembra sia stato minacciato di morte a causa del reddito di cittadinanza.

Sembriamo in uno di quei romanzi noir scritto dal grande Carlo Lucarelli, dove il protagonista si ritrova senza volerlo al centro di un storia che senza averla prevista, ma soprattutto colorata da personaggi di cui il personaggio principale ne sconosce i tratti e soprattutto le vere motivazioni che spingono degli estranei a compiere quegli omicidi.

Tutto sembra essere partito da una telefonata anonima al Presidente – certo verrebbe da chiedersi come sia possibile che un numero così protetto e certamente sconosciuto alla maggior parte dei cittadini – possa essere stato divulgato o ancor peggio dato in possesso a un qualsivoglia mitomane!!!

Una circostanza alquanto ambigua, che mette ancora una volta in luce, le falle del nostro sistema di controllo, che dovrebbe essere a protezione dei nostri uomini istituzionali ma che dimostra essere a mio parere non solo fragile, ma alquanto inadatto, vedasi per ultimo quanto accaduto in Congo…

In particolare, ciò che stupisce sono le minacce usate nel corso di quella telefonata e cioè il messaggio di far fare al Presidente Draghi la fine del Magistrato Falcone ,nel caso in cui decidesse di sopprimere il Reddito di cittadinanza.

Certo, il Presidente ha reso nota immediatamente la telefonata anonima ricevuta e taluni esponenti del governo si sono immediatamente recati al commissariato di Roma per sporgere formale denuncia, con tanto di deposito audio e trascrizione della minaccia ricevuta.

Ma ciò che colpisce di più, non è tanto il contenuto della telefonata certamente inquietante ma che trova come si dice “il tempo che trova“, se dovessimo preoccuparci di tutte le minacce che solitamente si ricevono io sarei già morto cento volte… per cui lasciamo le cazzate al loro posto e pensiamo viceversa a comprendere i motivi scatenanti quella telefonata e la forte preoccupazione che quella eventuale abolizione comporterebbe per tutta una serie  soggetti, tra cui molti di essi (come si evince dalla telefonata) delinquenti!!! 

Ecco perché quel reddito come ho più volte scritto in questi mesi deve essere trasformato e soprattutto tolto a quanti possono lavorare, perché altrimenti con quel sussidio si sta foraggiando il lavoro nero!!!

Lo Stato deve trasformare quel sostegno dandolo a chi realmente ha necessità, mentre per tutti gli altri, che sono la maggioranza, deve essere trasformato in contributi fiscali da dare alle imprese che assumono i lavoratori per almeno tre anni, affinché lo Stato intervenga per l’aspetto fiscale e facendo in modo che il denaro uscito rientri all’INPS sotto forma di contributi pagati, viceversa l’impresa viene agevolata da quell’assunzione pagando al dipendente soltanto la parte netta della contribuzione.

Viceversa se quelle somme fossero date alle imprese, quest’ultime.. motiverebbero molti di quei loro “prenditori” ad approfittarne, pagando i loro dipendenti con parte di quel denaro ricevuto dallo Stato e tenendo essi senza alcun contratto regolare e quindi a nero!!!     

Chissà se il premier -visto anche quanto accaduto – ascolterà questo consiglio – dando finalmente una trasformazione radicale a quel reddito di cittadinanza!!!  

Draghi minacciato telefonicamente per aver pensato di togliere il reddito di cittadinanza!!!

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, sembra sia stato minacciato di morte a causa del reddito di cittadinanza.

Sembriamo in uno di quei romanzi noir scritto dal grande Carlo Lucarelli, dove il protagonista si ritrova al centro di un storia senza averla prevista, ma soprattutto colorata da individui in cui il personaggio principale ne sconosce i tratti e le reali motivazioni, le stesse che spingono quegli estranei a compiere senza alcun evidente motivazione, quegli efferati delitti. 

Tutto sembra essere partito da una telefonata anonima al Presidente – certo verrebbe da chiedersi come sia possibile che un numero così protetto e certamente sconosciuto alla maggior parte dei cittadini – possa essere stato divulgato o ancor peggio dato in mano a un qualsivoglia mitomane!!!

Una circostanza alquanto ambigua che mette ancora una volta in luce le falle dei nostri controlli che dovrebbero essere a protezione dei nostri uomini istituzionali, ma che dimostrano a mio parere la fragilità dello stesso e aggiungerei la propria inadeguatezza, vedasi tra l’altro per ultimo quanto accaduto in Congo!!! 

In particolare, ciò che stupisce sono le minacce usate nel corso di quella telefonata e cioè il messaggio di far fare al Presidente Draghi la fine del Magistrato Falcone, nel caso in cui egli decidesse col suo governo, di sopprimere quel Reddito di cittadinanza.

Certo, il Presidente ha reso nota immediatamente la telefonata anonima ricevuta e taluni esponenti del governo si sono immediatamente recati al commissariato di Roma per sporgere formale denuncia, con tanto di deposito audio e trascrizione della minaccia.

Ma ciò che colpisce di più, non è tanto il contenuto della telefonata certamente inquietante, ma che trova come si dice “il tempo che trova“, d’altronde se dovessimo preoccuparci di tutte le minacce che solitamente si ricevono, il sottoscritto ad esempio sarebbe morto già cento volte… per cui lasciamo quelle cazzate al loro posto e pensiamo viceversa a comprendere i motivi scatenanti di quella telefonata e la forte preoccupazione che l’eventuale abolizione comporterebbe per tutta una serie di soggetti, tra cui molti di essi (come si evince dalla telefonata) delinquenti!!! 

Ecco perché quel reddito come ho più volte scritto in questi mesi deve essere trasformato e soprattutto tolto a quanti possono di fattolavorare, perché altrimenti con quel sussidio si sta esclusivamente foraggiando il lavoro nero!!!

Lo Stato deve trasformare quel sostegno dandolo a chi realmente ha necessità, mentre per tutti gli altri, che sono la maggioranza, deve trasformare quel sussidio in contributi pensionistici da dare alle imprese che assumono i lavoratori per almeno tre anni, affinché lo Stato da un lato intervenga per l’aspetto fiscale e dall’altro il denaro uscito rientri all’INPS sotto forma di contributi pagati, di contro, l’impresa viene agevolata da quell’assunzione pagando al dipendente soltanto la parte netta della contribuzione.

Viceversa se quelle somme fossero date alle imprese, quest’ultime.. in none e conto di alcuni loro “prenditori”, approfitterebbero di quel denaro dello Stato, per pagare quei loro stessi dipendenti e mantenendo ciascuno di essi senza alcun contratto regolare e quindi – come riportato sopra – a nero!!!     

Chissà se il premier – visto quanto finora accaduto – ascolterà questo personale consiglio, dando finalmente una trasformazione radicale a quell’inutile (per certi versi) reddito di cittadinanza!!!  

Salute: presentata a Catania la Rete siciliana per l’endometriosi

Una Rete regionale per la cura dell’endometriosi, un progetto di sensibilizzazione rivolto alle ragazze delle scuole e l’istituzione dell’Osservatorio e del registro collegato alla patologia per monitorarne l’andamento. 

Diventa realtà la legge siciliana 28/2019 e stamane – in occasione della Festa della donna e anticipando di un giorno (9 marzo) la Giornata siciliana per l’endometriosi, istituita proprio dalla norma varata dall’Ars – è stata presentata l’organizzazione che da subito seguirà le pazienti che necessitano di cure e assistenza.

Nella sala conferenze del Palaregione di Catania, infatti, gli assessori alla Salute Ruggero Razza e all’Istruzione Roberto Lagalla hanno illustrato i tanti aspetti della normativa che spaziano dalle competenze di natura sanitaria alle azioni di educazione alla salute. In particolare, la Rete prevede da subito due centri hub individuati presso gli ospedali Garibaldi di Catania e Civico di Palermo, a cui saranno poi collegati ambulatori ed altri centri di tutto il territorio siciliano.

«La Rete dell’endometriosi prende forma – ha spiegato l’assessore Razza – perché mettiamo già tante donne nelle condizioni di avere delle strutture di riferimento. Ci sono, infatti, professionalità, competenze e know-how che vengono espresse dalle nostre due aziende di rilievo nazionale (Garibaldi e Civico) e una rete che va, via via, definendosi su tutto il territorio. L’auspicio è che tutto questo diventi un sistema di lavoro multidisciplinare posto al servizio delle donne siciliane».

Un ruolo fondamentale viene esercitato dal mondo della scuola coinvolto da subito attraverso il progetto “Ripart-Endo da me”, un cortometraggio rivolto direttamente alle ragazze delle superiori.

«Oltre alla rete sanitaria, nella legge – dice l’assessore Lagalla – c’è un’azione di educazione alla salute fondamentale che oltre a informare e comunicare, contribuisce a valorizzare l’esercizio di un dovere di cittadinanza responsabile e maturo. Le scuole sono pienamente coinvolte in questa misura. Il filmato, infatti, educa e istruisce su una malattia subdola la cui terapia è ancora incerta e la cui diagnosi è difficile. Ecco perché per evitare danni in età più adulta è bene informare fin da giovani».

Il cortometraggio – che verrà proiettato a partire da domani nelle scuole in provincia di Trapani, Catania, Enna e Caltanissetta – racconta la storia di Aurora, una giovane alle prese con i primi sintomi della malattia che deve lottare per essere creduta e trovare finalmente un nome a ciò che le sta accadendo: grazie alla sua storia le ragazze capiranno cos’è l’endometriosi, quali sono i sintomi, ma anche il risvolto psicologico che c’è dietro a questa patologia. Il video è curato dall’Associazione Ape che sostiene le donne affette da endometriosi con attività portate avanti sul territorio nazionale dalle volontarie.

Stamane in conferenza stampa sono intervenuti i deputati Nicola D’Agostino e Luisa Lantieri, entrambi firmatari della legge 28/2019, e i coordinatori dei Centri regionali Giuseppe Ettore (Garibaldi) e Antonio Maiorana (Civico). Significativa la testimonianza di Chiara Catalano, rappresentante dell’Associazione Ape (Progetto endometriosi) per conto della presidente nazionale Annalisa Frassineti: «Per noi è una giornata epocale perché si è passati dalle parole ai fatti. Grazie a quanti non hanno fatto venire meno quel supporto a chi è affetto da una malattia ancora poco conosciuta». 

Che cosa è l’endometriosi

L’endometriosi è una patologia infiammatoria cronica, che può colpire le donne in età fertile a partire dall’adolescenza (età media della diagnosi 25-29 anni). E’ determinata dall’accumulo anomalo di cellule endometriali fuori dall’utero. Queste cellule dovrebbero trovarsi all’interno di esso e l’anomalia determina nel corpo infiammazione cronica dannosa per l’apparato femminile, che si manifesta tramite forti dolori e sofferenze intestinali. Nel caso in cui l’endometriosi coinvolga le ovaie, si possono formare anche cisti, chiamate cisti endometriosiche o endometriomi. In rari casi, questa patologia può provocare anche problemi di fertilità, ma fortunatamente vi sono trattamenti e cure specifiche finalizzate ad evitare questi disagi.

Salute: presentata a Catania la Rete siciliana per l'endometriosi

Una Rete regionale per la cura dell’endometriosi, un progetto di sensibilizzazione rivolto alle ragazze delle scuole e l’istituzione dell’Osservatorio e del registro collegato alla patologia per monitorarne l’andamento. 

Diventa realtà la legge siciliana 28/2019 e stamane – in occasione della Festa della donna e anticipando di un giorno (9 marzo) la Giornata siciliana per l’endometriosi, istituita proprio dalla norma varata dall’Ars – è stata presentata l’organizzazione che da subito seguirà le pazienti che necessitano di cure e assistenza.

Nella sala conferenze del Palaregione di Catania, infatti, gli assessori alla Salute Ruggero Razza e all’Istruzione Roberto Lagalla hanno illustrato i tanti aspetti della normativa che spaziano dalle competenze di natura sanitaria alle azioni di educazione alla salute. In particolare, la Rete prevede da subito due centri hub individuati presso gli ospedali Garibaldi di Catania e Civico di Palermo, a cui saranno poi collegati ambulatori ed altri centri di tutto il territorio siciliano.

«La Rete dell’endometriosi prende forma – ha spiegato l’assessore Razza – perché mettiamo già tante donne nelle condizioni di avere delle strutture di riferimento. Ci sono, infatti, professionalità, competenze e know-how che vengono espresse dalle nostre due aziende di rilievo nazionale (Garibaldi e Civico) e una rete che va, via via, definendosi su tutto il territorio. L’auspicio è che tutto questo diventi un sistema di lavoro multidisciplinare posto al servizio delle donne siciliane».

Un ruolo fondamentale viene esercitato dal mondo della scuola coinvolto da subito attraverso il progetto “Ripart-Endo da me”, un cortometraggio rivolto direttamente alle ragazze delle superiori.

«Oltre alla rete sanitaria, nella legge – dice l’assessore Lagalla – c’è un’azione di educazione alla salute fondamentale che oltre a informare e comunicare, contribuisce a valorizzare l’esercizio di un dovere di cittadinanza responsabile e maturo. Le scuole sono pienamente coinvolte in questa misura. Il filmato, infatti, educa e istruisce su una malattia subdola la cui terapia è ancora incerta e la cui diagnosi è difficile. Ecco perché per evitare danni in età più adulta è bene informare fin da giovani».

Il cortometraggio – che verrà proiettato a partire da domani nelle scuole in provincia di Trapani, Catania, Enna e Caltanissetta – racconta la storia di Aurora, una giovane alle prese con i primi sintomi della malattia che deve lottare per essere creduta e trovare finalmente un nome a ciò che le sta accadendo: grazie alla sua storia le ragazze capiranno cos’è l’endometriosi, quali sono i sintomi, ma anche il risvolto psicologico che c’è dietro a questa patologia. Il video è curato dall’Associazione Ape che sostiene le donne affette da endometriosi con attività portate avanti sul territorio nazionale dalle volontarie.

Stamane in conferenza stampa sono intervenuti i deputati Nicola D’Agostino e Luisa Lantieri, entrambi firmatari della legge 28/2019, e i coordinatori dei Centri regionali Giuseppe Ettore (Garibaldi) e Antonio Maiorana (Civico). Significativa la testimonianza di Chiara Catalano, rappresentante dell’Associazione Ape (Progetto endometriosi) per conto della presidente nazionale Annalisa Frassineti: «Per noi è una giornata epocale perché si è passati dalle parole ai fatti. Grazie a quanti non hanno fatto venire meno quel supporto a chi è affetto da una malattia ancora poco conosciuta». 

Che cosa è l’endometriosi

L’endometriosi è una patologia infiammatoria cronica, che può colpire le donne in età fertile a partire dall’adolescenza (età media della diagnosi 25-29 anni). E’ determinata dall’accumulo anomalo di cellule endometriali fuori dall’utero. Queste cellule dovrebbero trovarsi all’interno di esso e l’anomalia determina nel corpo infiammazione cronica dannosa per l’apparato femminile, che si manifesta tramite forti dolori e sofferenze intestinali. Nel caso in cui l’endometriosi coinvolga le ovaie, si possono formare anche cisti, chiamate cisti endometriosiche o endometriomi. In rari casi, questa patologia può provocare anche problemi di fertilità, ma fortunatamente vi sono trattamenti e cure specifiche finalizzate ad evitare questi disagi.

Festival di Sanremo: per fortuna che tra "influenzer" e raccomandati di turno, si è concluso definitivamente!!!

Il Festival è finito, a vincere “correttamente” ( visti d’altro canto quei loro diretti avversari – se così potremmo definirli…) – sono stati i Maneskin!!! 

Guardavo moderatamente il festival della canzone italiana mentre ero a letto e tra un’azione di calcio sul tablet e uno sguardo alla Tv, ascoltavo quelle canzoni in gara, rimanendo il più delle volte, profondamente basito…

Tralasciando quindi la gara dei giovani ed il suo vincitore Gaudiano che ha meritato quel premio avendo presentato una canzone dal testo impegnativo e molto coinvolgente, ritengo altresì un l’altro concorrente meritevole, Davide Shorty che, con la sua canzone “Regina”, ha interpretato in maniera perfetta quel ruolo, evidenziando una padronanza sul palco dovuta sicuramente  ad anni di gavetta; ma se pur questa fosse una bella canzone, per certi versi – da musicista per passione – quelle note mi ricordavano i Dirotta su Cuba o Sergio Caputo, comunque va detto… entrambi bravi!!!

Ritornando ai cosiddetti “Big”, certo… ci vuole parecchio “fegato” a definirli tali, un titolo questo inappropriato, ma si sa,  siamo in Italia e la meritocrazia non esiste, qualcuno di loro non meritava di partecipare… 

Tuttavia, sin da subito ho pensato che la migliore canzone fosse quella di Erman Meta ( tanto che ha vinto come migliore composizione musicale…), ma ho detto a mio moglie che sarebbe giunto secondo, perché a vincere sarebbero stati i Maneskin e difatti così è stato!!!

Ovviamente, mai e poi mai mi sarei aspettato di trovare al secondo posto Fedez-Michielin, ma ho saputo dalle mie figlie che una mano ai due cantanti è stata data loro dal voto dei social, in particolare dalla moglie del cantante Fedez (che se pur poco apprezzo come “cantante”, ne ho riconosciuto competenza e professionalità in qualità di giudice durante il programma “X-Factor”), definita sul web “influencer”, la quale ha postato un appello su Istagram a tutti i suoi “follower” per sostenere la canzone del marito e quest’ultimi hanno ricambiato mostrando di possedere poca autostima di sé, evidenziando quanto ancora bisogno hanno di qualcuno che gli suggerisca cosa fare, anche per chi votare in una trasmissione banale qual è quella di Sanremo!!! 

Poverini, mi fanno una pena, già… più osservo sul web circostanze come queste, più mi rendo conto che debbo aprire un sito web che non si occupi principalmente di denunciare malaffare, corruzione, illegalità e mafia, ma fare in modo che questi poveri “soggetti… in cerca d’autore“, possano ritrovare grazie al sottoscritto, la necessaria “autostima” mai avuta, eliminando definitivamente l’ausilio di un qualsivoglia pseudo “influencer” che d’altro canto non fa altro che tenere ciascuno di quegli individui (deboli) sottomessi, alla loro volontà, senza portarli mai a crescere in maniera autonoma!!!

Eccoli quindi… una serie di automi che plagiati si piegano alle stupide richieste o per meglio dire agli ordini ricevuti dal quei loro “influencer”, sì… mi sembrano vere e proprie pecore genuflesse che s’incanalano verso precisi suggerimenti per non chiamarli col loro nome: ordini!!!

Sì… sono come tanti cogl…, ma si sa, basti osservare la maggior parte dei miei connazionali, sono eguali a quei follower che vengono costantemente “influenzati” ma loro, non da web, già… essi non hanno bisogno di “influencer”, sono già disponibili ad assecondare quei loro referenti, siamo essi politici, istituzionali, sportivi, ma anche semplici superiori di quel loro posto di lavoro, difatti, sono lì pronti ad accettare compromessi o a svendersi al migliore offerente, sapendo come a il più delle volte, coloro che concedono quei pseudo vantaggi, finanziari o personali, sono individui legati a note associazioni criminali!!!

Ed è il motivo per cui non mi sono meravigliato nel leggere quella definitiva (falsa) classifica oppure di ascoltare tra i “big” personaggi inadatti e totalmente stonati che, neppure il nostro mercato cittadino di Piazza Carlo Alberto, già… la nota “fera ‘o luni” di Catania così tanto famosa nel mondo, vorrebbe averli tra i suoi “urlatori”!!!

Per concludere, un plauso a Fiorello ed Amadeus che insieme agli ospiti, in particolare Ibrahimovic, ma anche alle conduttrici, Matilde De Angelis, Elodie,  Vittoria Ceretti, Serena Rossi, Barbara Palombelli e Beatrice Venezi, hanno fatto sì che il festival potesse avere il consenso ricevuto, soprattutto in un momento difficile come quello che stiamo vivendo… 

Ed infine giusto il Premio “Mia Martini” a Willie Peyote, “Lucio Dalla” a Colapesce e Dimartino e quale “Miglior testo” quello dato a Madame!!!

Per il resto, speriamo che l’hanno prossimo si scelgano i cantanti per i meriti dimostrati sul campo e non perché – come accade finora – vengono appoggiati dai produttori di quelle loro case discografiche!!!

Festival di Sanremo: per fortuna che tra "influenzer" e raccomandati di turno, si è concluso definitivamente!!!

Il Festival è finito, a vincere “correttamente” ( visti d’altro canto quei loro diretti avversari – se così potremmo definirli…) – sono stati i Maneskin!!! 

Guardavo moderatamente il festival della canzone italiana mentre ero a letto e tra un’azione di calcio sul tablet e uno sguardo alla Tv, ascoltavo quelle canzoni in gara, rimanendo il più delle volte, profondamente basito…

Tralasciando quindi la gara dei giovani ed il suo vincitore Gaudiano che ha meritato quel premio avendo presentato una canzone dal testo impegnativo e molto coinvolgente, ritengo altresì un l’altro concorrente meritevole, Davide Shorty che, con la sua canzone “Regina”, ha interpretato in maniera perfetta quel ruolo, evidenziando una padronanza sul palco dovuta sicuramente  ad anni di gavetta; ma se pur questa fosse una bella canzone, per certi versi – da musicista per passione – quelle note mi ricordavano i Dirotta su Cuba o Sergio Caputo, comunque va detto… entrambi bravi!!!

Ritornando ai cosiddetti “Big”, certo… ci vuole parecchio “fegato” a definirli tali, un titolo questo inappropriato, ma si sa,  siamo in Italia e la meritocrazia non esiste, qualcuno di loro non meritava di partecipare… 

Tuttavia, sin da subito ho pensato che la migliore canzone fosse quella di Erman Meta ( tanto che ha vinto come migliore composizione musicale…), ma ho detto a mio moglie che sarebbe giunto secondo, perché a vincere sarebbero stati i Maneskin e difatti così è stato!!!

Ovviamente, mai e poi mai mi sarei aspettato di trovare al secondo posto Fedez-Michielin, ma ho saputo dalle mie figlie che una mano ai due cantanti è stata data loro dal voto dei social, in particolare dalla moglie del cantante Fedez (che se pur poco apprezzo come “cantante”, ne ho riconosciuto competenza e professionalità in qualità di giudice durante il programma “X-Factor”), definita sul web “influencer”, la quale ha postato un appello su Istagram a tutti i suoi “follower” per sostenere la canzone del marito e quest’ultimi hanno ricambiato mostrando di possedere poca autostima di sé, evidenziando quanto ancora bisogno hanno di qualcuno che gli suggerisca cosa fare, anche per chi votare in una trasmissione banale qual è quella di Sanremo!!! 

Poverini, mi fanno una pena, già… più osservo sul web circostanze come queste, più mi rendo conto che debbo aprire un sito web che non si occupi principalmente di denunciare malaffare, corruzione, illegalità e mafia, ma fare in modo che questi poveri “soggetti… in cerca d’autore“, possano ritrovare grazie al sottoscritto, la necessaria “autostima” mai avuta, eliminando definitivamente l’ausilio di un qualsivoglia pseudo “influencer” che d’altro canto non fa altro che tenere ciascuno di quegli individui (deboli) sottomessi, alla loro volontà, senza portarli mai a crescere in maniera autonoma!!!

Eccoli quindi… una serie di automi che plagiati si piegano alle stupide richieste o per meglio dire agli ordini ricevuti dal quei loro “influencer”, sì… mi sembrano vere e proprie pecore genuflesse che s’incanalano verso precisi suggerimenti per non chiamarli col loro nome: ordini!!!

Sì… sono come tanti cogl…, ma si sa, basti osservare la maggior parte dei miei connazionali, sono eguali a quei follower che vengono costantemente “influenzati” ma loro, non da web, già… essi non hanno bisogno di “influencer”, sono già disponibili ad assecondare quei loro referenti, siamo essi politici, istituzionali, sportivi, ma anche semplici superiori di quel loro posto di lavoro, difatti, sono lì pronti ad accettare compromessi o a svendersi al migliore offerente, sapendo come a il più delle volte, coloro che concedono quei pseudo vantaggi, finanziari o personali, sono individui legati a note associazioni criminali!!!

Ed è il motivo per cui non mi sono meravigliato nel leggere quella definitiva (falsa) classifica oppure di ascoltare tra i “big” personaggi inadatti e totalmente stonati che, neppure il nostro mercato cittadino di Piazza Carlo Alberto, già… la nota “fera ‘o luni” di Catania così tanto famosa nel mondo, vorrebbe averli tra i suoi “urlatori”!!!

Per concludere, un plauso a Fiorello ed Amadeus che insieme agli ospiti, in particolare Ibrahimovic, ma anche alle conduttrici, Matilde De Angelis, Elodie,  Vittoria Ceretti, Serena Rossi, Barbara Palombelli e Beatrice Venezi, hanno fatto sì che il festival potesse avere il consenso ricevuto, soprattutto in un momento difficile come quello che stiamo vivendo… 

Ed infine giusto il Premio “Mia Martini” a Willie Peyote, “Lucio Dalla” a Colapesce e Dimartino e quale “Miglior testo” quello dato a Madame!!!

Per il resto, speriamo che l’hanno prossimo si scelgano i cantanti per i meriti dimostrati sul campo e non perché – come accade finora – vengono appoggiati dai produttori di quelle loro case discografiche!!!

Sequestrato il depuratore di Giardini Naxos!!!

 

Dopo anni di segnalazioni e denunce, ecco che finalmente siamo giunti dove credo si sarebbe potuti pervenire già parecchi anni fa…
Ma si sa, il nostro Paese non è mica la Svezia o il Giappone, da noi i tempi della giustizia si dilatano in maniera talmente indefinita che il più delle volte siamo portati a credere che non si possa giungere mai ad una conclusione!!!
Eppure non è così, perché la giustizia arriva sempre, certo come dicevo sopra dopo un po’ di tempo, anche perché vi è sempre qualcuno che senza volerlo, forse per negligenza (o per incapacità) prolunga a dismisura quei tempi…

Poi ovviamente c’è chi mette i bastoni tra le ruote, mentre per qualcun altro si tratta di non compiere il proprio dovere, senza aggiungere tutti coloro che essendo corrotti provano attraverso quel sistema colluso a non far emergere la verità!!!
Ecco quindi che come sempre avviene uno paghi per tutti ed anche in questo caso specifico a pagare è il solo responsabile tecnico del consorzio, l’unico a venir chiamato in causa.
Già… è stato denunciato per il reato di inquinamento ambientale, come se una sola persona possa aver commesso da solo quanto ora emerso, mentre gli altri, già tutti gli altri, anche coloro che non sono passati necessariamente da quel consorzio, sono e restano ahimè a piede libero…
Infatti… se dovessimo fare tutti i nomi che hanno contribuito a quello sfacelo, dai politici alle istituzioni, dai funzionari agli addetti di quel consorzio, beh… sono sicuro che se fossero trasferiti tutti in un qualche penitenziario, non ci sarebbe più posto!!!

Sequestrato il depuratore di Giardini Naxos!!!

 

Dopo anni di segnalazioni e denunce, ecco che finalmente siamo giunti dove credo si sarebbe potuti pervenire già parecchi anni fa…
Ma si sa, il nostro Paese non è mica la Svezia o il Giappone, da noi i tempi della giustizia si dilatano in maniera talmente indefinita che il più delle volte siamo portati a credere che non si possa giungere mai ad una conclusione!!!
Eppure non è così, perché la giustizia arriva sempre, certo come dicevo sopra dopo un po’ di tempo, anche perché vi è sempre qualcuno che senza volerlo, forse per negligenza (o per incapacità) prolunga a dismisura quei tempi…

Poi ovviamente c’è chi mette i bastoni tra le ruote, mentre per qualcun altro si tratta di non compiere il proprio dovere, senza aggiungere tutti coloro che essendo corrotti provano attraverso quel sistema colluso a non far emergere la verità!!!
Ecco quindi che come sempre avviene uno paghi per tutti ed anche in questo caso specifico a pagare è il solo responsabile tecnico del consorzio, l’unico a venir chiamato in causa.
Già… è stato denunciato per il reato di inquinamento ambientale, come se una sola persona possa aver commesso da solo quanto ora emerso, mentre gli altri, già tutti gli altri, anche coloro che non sono passati necessariamente da quel consorzio, sono e restano ahimè a piede libero…
Infatti… se dovessimo fare tutti i nomi che hanno contribuito a quello sfacelo, dai politici alle istituzioni, dai funzionari agli addetti di quel consorzio, beh… sono sicuro che se fossero trasferiti tutti in un qualche penitenziario, non ci sarebbe più posto!!!

Congo: sembra che quanto avevo anticipato, inizi a prendere forma!!!

Credo di essere stato l’unico ad aver parlato di assassinio premeditato!!!

Difatti, basta andarsi a rileggere i miei precedenti post  http://nicola-costanzo.blogspot.com/2021/02/lambasciatore-luca-attanasio-e-il.html
http://nicola-costanzo.blogspot.com/2021/02/quel-viaggio-richiesto-e-mai-autorizzato.html per comprendere come il sottoscritto – sin dal primo istante in cui era stata data la notizia dai media nazionale della morte del nostro ambasciatore e del carabiniere posta a sua scorta – non abbia creduto minimamente all’incidente o al sequestro andato male, ed ora sembra che quelle mie affermazioni inizino a trovare conferma!!!
Infatti, il magistrato militare inviato in Congo per indagare sull’agguato in cui erano deceduti l’ambasciatore Attanasio e la scorta Iacovacci, è stato ucciso!!!

L’agguato sembra che sia avvenuto sulla stessa strada percorsa Rutshuru-Goma e il magistrato, William Assani, stava rientrando da una riunione nell’ambito dell’inchiesta su quanto accaduto ai nostri connazionali, ed ecco che improvvisamente anch’egli subisce la stessa sorte!!!

Nessuno vuole che ci si addentri sulle reali motivazioni che hanno condotto l’ambasciatore ad essere ucciso e più si proverà a scavare per far emergere la verità e maggiori saranno le possibilità che altri possano subire la stessa sorte…
Come avevo scritto, verrà il giorno in cui forse scopriremo la verità, ma non ora… 

Congo: sembra che quanto avevo anticipato, inizi a prendere forma!!!

Credo di essere stato l’unico ad aver parlato di assassinio premeditato!!!

Difatti, basta andarsi a rileggere i miei precedenti post  http://nicola-costanzo.blogspot.com/2021/02/lambasciatore-luca-attanasio-e-il.html
http://nicola-costanzo.blogspot.com/2021/02/quel-viaggio-richiesto-e-mai-autorizzato.html per comprendere come il sottoscritto – sin dal primo istante in cui era stata data la notizia dai media nazionale della morte del nostro ambasciatore e del carabiniere posta a sua scorta – non abbia creduto minimamente all’incidente o al sequestro andato male, ed ora sembra che quelle mie affermazioni inizino a trovare conferma!!!
Infatti, il magistrato militare inviato in Congo per indagare sull’agguato in cui erano deceduti l’ambasciatore Attanasio e la scorta Iacovacci, è stato ucciso!!!

L’agguato sembra che sia avvenuto sulla stessa strada percorsa Rutshuru-Goma e il magistrato, William Assani, stava rientrando da una riunione nell’ambito dell’inchiesta su quanto accaduto ai nostri connazionali, ed ecco che improvvisamente anch’egli subisce la stessa sorte!!!

Nessuno vuole che ci si addentri sulle reali motivazioni che hanno condotto l’ambasciatore ad essere ucciso e più si proverà a scavare per far emergere la verità e maggiori saranno le possibilità che altri possano subire la stessa sorte…
Come avevo scritto, verrà il giorno in cui forse scopriremo la verità, ma non ora… 

Covid: da lunedì scuole chiuse in 14 Comuni siciliani, Riesi “zona rossa”

La Sicilia resta in “zona gialla”, ma in attuazione del nuovo Dpcm scuole chiuse in 14 Comuni siciliani da lunedì 8 a sabato 13 marzo. 

Lo ha deciso il presidente della Regione Nello Musumeci, con una propria ordinanza appena firmata. In base al report dell’assessorato alla Salute, infatti, sono stati superati i 250 casi positivi al Covid su 100mila abitanti.

Lo stop alle lezioni riguarderà: Caccamo, San Cipirello e San Giuseppe Jato, in provincia di Palermo; Castell’Umberto, Cesarò, Fondachelli Fantina e San Teodoro, nel Messinese; Lampedusa e Linosa e Porto Empedocle, in provincia di Agrigento; Licodia Eubea e Santa Maria di Licodia, nel Catanese; Montedoro, Riesi e Villalba, in provincia di Caltanissetta.

La valutazione sulla chiusura o riapertura degli istituti scolastici verrà fatta settimanalmente in base ai dati del servizio di Sorveglianza ed epidemiologia dell’assessorato.

Con la stessa ordinanza, visto il crescente numero di casi positivi, è stata disposta l’istituzione della “zona rossa” a Riesi, nel Nisseno, da sabato 6 a lunedì 22 marzo. 

Attualmente sono già “off limits” San Cipirello e San Giuseppe Jato, nel Palermitano.

Covid: da lunedì scuole chiuse in 14 Comuni siciliani, Riesi “zona rossa”

La Sicilia resta in “zona gialla”, ma in attuazione del nuovo Dpcm scuole chiuse in 14 Comuni siciliani da lunedì 8 a sabato 13 marzo. 

Lo ha deciso il presidente della Regione Nello Musumeci, con una propria ordinanza appena firmata. In base al report dell’assessorato alla Salute, infatti, sono stati superati i 250 casi positivi al Covid su 100mila abitanti.

Lo stop alle lezioni riguarderà: Caccamo, San Cipirello e San Giuseppe Jato, in provincia di Palermo; Castell’Umberto, Cesarò, Fondachelli Fantina e San Teodoro, nel Messinese; Lampedusa e Linosa e Porto Empedocle, in provincia di Agrigento; Licodia Eubea e Santa Maria di Licodia, nel Catanese; Montedoro, Riesi e Villalba, in provincia di Caltanissetta.

La valutazione sulla chiusura o riapertura degli istituti scolastici verrà fatta settimanalmente in base ai dati del servizio di Sorveglianza ed epidemiologia dell’assessorato.

Con la stessa ordinanza, visto il crescente numero di casi positivi, è stata disposta l’istituzione della “zona rossa” a Riesi, nel Nisseno, da sabato 6 a lunedì 22 marzo. 

Attualmente sono già “off limits” San Cipirello e San Giuseppe Jato, nel Palermitano.

Sanità, diciotto cantieri della Regione aperti negli ospedali in Sicilia. L’Isola prima nella riqualificazione della rete ospedaliera!!!

Settantanove progetti, 18 dei quali già in cantiere fra cui tre già conclusi e prossimi all’inaugurazione, altri 12 in opera entro fine marzo. 

Obiettivo, dare alla Sicilia 520 nuovi posti di terapia intensiva e riconfigurare 27 pronto soccorso dotandoli di percorsi separati per i pazienti sospetti Covid.

Va avanti spedito il Piano di potenziamento delle strutture sanitarie siciliane, gestito dalla struttura snella che fa capo al presidente della Regione Nello Musumeci, nelle vesti di commissario delegato, guidata dall’ingegnere Tuccio D’Urso e composta da quattro funzionari regionali.  

Tanto da fare della Sicilia la prima regione d’Italia nell’avanzamento del programma di riqualificazione della rete ospedaliera.

Il Piano riguarda 16 delle 19 Aziende ospedaliere della Regione: il punto d’arrivo è portare a 700 i posti di terapia intensiva complessivamente disponibili nell’Isola e adeguare le strutture dei pronto soccorso. 

E’ prevista una spesa di 240 milioni di euro, provenienti dal Piano nazionale varato dalla struttura commissariale guidata fino a ieri da Domenico Arcuri e da un co-finanziamento della Sanità regionale.

I lavori e le forniture di attrezzature sono affidati a imprese già selezionate con gli “accordi quadro” nazionali della gestione Arcuri, velocizzando così le procedure amministrative.

L’avvio delle attività della struttura di gestione risale al 15 ottobre 2020. «In diciotto cantieri siamo già al lavoro – afferma l’ingegnere D’Urso – entro fine marzo ne apriremo altri 12, entro giugno le opere più semplici saranno concluse e tutti gli interventi previsti saranno avviati. 

Eccetto due, più complessi, che riguardano l’ospedale Cervello-Villa Sofia di Palermo e che partiranno comunque entro fine anno. Intanto ci sono già i primi interventi in dirittura d’arrivo: le terapie intensive all’ospedale Garibaldi centro a Catania e quelle dell’ospedale Fratelli Parlapiano di Ribera, in provincia di Agrigento.

Sanità, diciotto cantieri della Regione aperti negli ospedali in Sicilia. L'Isola prima nella riqualificazione della rete ospedaliera!!!

Settantanove progetti, 18 dei quali già in cantiere fra cui tre già conclusi e prossimi all’inaugurazione, altri 12 in opera entro fine marzo. 

Obiettivo, dare alla Sicilia 520 nuovi posti di terapia intensiva e riconfigurare 27 pronto soccorso dotandoli di percorsi separati per i pazienti sospetti Covid.

Va avanti spedito il Piano di potenziamento delle strutture sanitarie siciliane, gestito dalla struttura snella che fa capo al presidente della Regione Nello Musumeci, nelle vesti di commissario delegato, guidata dall’ingegnere Tuccio D’Urso e composta da quattro funzionari regionali.  

Tanto da fare della Sicilia la prima regione d’Italia nell’avanzamento del programma di riqualificazione della rete ospedaliera.

Il Piano riguarda 16 delle 19 Aziende ospedaliere della Regione: il punto d’arrivo è portare a 700 i posti di terapia intensiva complessivamente disponibili nell’Isola e adeguare le strutture dei pronto soccorso. 

E’ prevista una spesa di 240 milioni di euro, provenienti dal Piano nazionale varato dalla struttura commissariale guidata fino a ieri da Domenico Arcuri e da un co-finanziamento della Sanità regionale.

I lavori e le forniture di attrezzature sono affidati a imprese già selezionate con gli “accordi quadro” nazionali della gestione Arcuri, velocizzando così le procedure amministrative.

L’avvio delle attività della struttura di gestione risale al 15 ottobre 2020. «In diciotto cantieri siamo già al lavoro – afferma l’ingegnere D’Urso – entro fine marzo ne apriremo altri 12, entro giugno le opere più semplici saranno concluse e tutti gli interventi previsti saranno avviati. 

Eccetto due, più complessi, che riguardano l’ospedale Cervello-Villa Sofia di Palermo e che partiranno comunque entro fine anno. Intanto ci sono già i primi interventi in dirittura d’arrivo: le terapie intensive all’ospedale Garibaldi centro a Catania e quelle dell’ospedale Fratelli Parlapiano di Ribera, in provincia di Agrigento.

Per non dimenticare: Emanuele Petri.

Era il 2 marzo del 2003 quando, a Castiglion Fiorentino, su un treno regionale, il poliziotto della Ferroviaria Emanuele Petri perdeva la vita, per mano di un terrorista delle Nuove Brigate Rosse, durante un controllo dei documenti. 

La sua morte riportò alla mente il dolore e le vittime degli anni di piombo. 
Grazie al materiale informatico rinvenuto fu possibile catturare tutti gli appartenenti all’organizzazione, responsabili anche degli omicidi di Massimo D’Antona e Marco Biagi, avvenuti nel 1999 e nel 2002. 
Già… il 2 marzo 2003 il sovrintendente Petri, con i colleghi Bruno Fortunato e Giovanni Di Fronzo, svolgeva servizio di scorta viaggiatori su un treno regionale sulla tratta ferroviaria Roma-Firenze. Poco dopo la fermata alla stazione di Camucia-Cortona, Petri e gli altri colleghi, durante controlli di routine, decidono di verificare le generalità di un uomo e una donna che viaggiavano a bordo del vagone. Questi, dopo aver esibito documenti falsi ai poliziotti che si accorgevano delle incongruenze, reagiscono nei loro confronti.

L’uomo estraeva una pistola puntandola al collo del sovrintendente Petri e intimando agli altri poliziotti di gettare le armi. Uno dei due poliziotti obbedisce gettando la propria pistola sotto i sedili del convoglio, ma l’uomo reagisce ugualmente sparando alla gola di Petri, uccidendolo sul colpo, e sparando anche contro l’ultimo poliziotto armato che, nonostante le gravi ferite, riesce a rispondere al fuoco dell’assalitore ferendolo mortalmente. La donna preme il grilletto della propria pistola contro l’ultimo poliziotto, ma l’arma non funziona, perché ancora con la sicura innestata. Ne segue una colluttazione al termine della quale la terrorista è bloccata. Secondo le dichiarazioni dell’agente Fortunato:

«Verso la terza-quarta vettura io (Fortunato, ndr) e Di Fronzo ci fermammo per identificare una persona, mentre Petri era andato avanti ed era entrato in uno scompartimento” racconterà poi al processo il sovraintentende Bruno Fortunato “Ho alzato lo sguardo, e ho visto Petri uscire dallo scompartimento con dei documenti in mano e cominciare a telefonare col cellulare collegato alla sala operativa della questura di Firenze. Poi ho visto un uomo (Galesi, ndr) che si avvicinava e gli puntava una pistola all’altezza della gola. Io e Di Fronzo ci siamo avvicinati di qualche passo e io gli ho fatto “ma che fai, butta quella pistola”. Lui invece ci ha gridato qualcosa come “datemi le armi, consegnatele a lei” (la Lioce, ndr). Io avevo sfilato la mia pistola dalla fondina e la nascondevo dietro lo spigolo di una poltrona. Lei mi è passata accanto senza guardarmi, poi ho capito che puntava alla pistola che Di Fronzo intanto aveva gettato per terra sotto alcuni sedili. Quando lei era appena dietro di me, ho sentito un pizzico all’addome (il colpo sparato da Galesi, ndr). Poi ho sentito qualche altro colpo, ma non so quanti. Emanuele (Petri, ndr) era a terra, io ho alzato la pistola e ho sparato. Galesi è caduto a terra, disteso nel corridoio. 

A quel punto sento Di Fronzo che mi fa “Bruno, dammi una mano”. Mi sono girato ma non me la sono sentita di fare un’altra cosa (di sparare, ndr). Ho rimesso la pistola nella fondina ho visto l’imputata distesa su una poltrona con una pistola fra le gambe che scarrellava e premeva il grilletto, alcune volte, senza che partisse il colpo. Di Fronzo era dietro di lei, piegato sullo schienale di una poltrona e cercava di bloccarla ma inutilmente perché non arrivava alla pistola. Ho visto la donna che cercava di riarmare l’arma più volte e di sparare verso di me. Dopo ho capito che era l’arma che Di Fronzo aveva gettato sotto i sedili. Gli ho strappato la pistola dalle mani, l’ho data a Di Fronzo e l’ho ammanettata. Poi sono andato a vedere più avanti. Galesi rantolava per terra, Emanuele purtroppo era disteso senza vita.»

La lotta al terrorismo ha spesso preteso un prezzo altissimo. Il sacrificio del sovrintendente cambiò il destino del nostro Paese, scongiurando l’escalation di una nuova lunga stagione di dolore. 
Emanuele Petri fu insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile

Per non dimenticare: Emanuele Petri.

Era il 2 marzo del 2003 quando, a Castiglion Fiorentino, su un treno regionale, il poliziotto della Ferroviaria Emanuele Petri perdeva la vita, per mano di un terrorista delle Nuove Brigate Rosse, durante un controllo dei documenti. 

La sua morte riportò alla mente il dolore e le vittime degli anni di piombo. 
Grazie al materiale informatico rinvenuto fu possibile catturare tutti gli appartenenti all’organizzazione, responsabili anche degli omicidi di Massimo D’Antona e Marco Biagi, avvenuti nel 1999 e nel 2002. 
Già… il 2 marzo 2003 il sovrintendente Petri, con i colleghi Bruno Fortunato e Giovanni Di Fronzo, svolgeva servizio di scorta viaggiatori su un treno regionale sulla tratta ferroviaria Roma-Firenze. Poco dopo la fermata alla stazione di Camucia-Cortona, Petri e gli altri colleghi, durante controlli di routine, decidono di verificare le generalità di un uomo e una donna che viaggiavano a bordo del vagone. Questi, dopo aver esibito documenti falsi ai poliziotti che si accorgevano delle incongruenze, reagiscono nei loro confronti.

L’uomo estraeva una pistola puntandola al collo del sovrintendente Petri e intimando agli altri poliziotti di gettare le armi. Uno dei due poliziotti obbedisce gettando la propria pistola sotto i sedili del convoglio, ma l’uomo reagisce ugualmente sparando alla gola di Petri, uccidendolo sul colpo, e sparando anche contro l’ultimo poliziotto armato che, nonostante le gravi ferite, riesce a rispondere al fuoco dell’assalitore ferendolo mortalmente. La donna preme il grilletto della propria pistola contro l’ultimo poliziotto, ma l’arma non funziona, perché ancora con la sicura innestata. Ne segue una colluttazione al termine della quale la terrorista è bloccata. Secondo le dichiarazioni dell’agente Fortunato:

«Verso la terza-quarta vettura io (Fortunato, ndr) e Di Fronzo ci fermammo per identificare una persona, mentre Petri era andato avanti ed era entrato in uno scompartimento” racconterà poi al processo il sovraintentende Bruno Fortunato “Ho alzato lo sguardo, e ho visto Petri uscire dallo scompartimento con dei documenti in mano e cominciare a telefonare col cellulare collegato alla sala operativa della questura di Firenze. Poi ho visto un uomo (Galesi, ndr) che si avvicinava e gli puntava una pistola all’altezza della gola. Io e Di Fronzo ci siamo avvicinati di qualche passo e io gli ho fatto “ma che fai, butta quella pistola”. Lui invece ci ha gridato qualcosa come “datemi le armi, consegnatele a lei” (la Lioce, ndr). Io avevo sfilato la mia pistola dalla fondina e la nascondevo dietro lo spigolo di una poltrona. Lei mi è passata accanto senza guardarmi, poi ho capito che puntava alla pistola che Di Fronzo intanto aveva gettato per terra sotto alcuni sedili. Quando lei era appena dietro di me, ho sentito un pizzico all’addome (il colpo sparato da Galesi, ndr). Poi ho sentito qualche altro colpo, ma non so quanti. Emanuele (Petri, ndr) era a terra, io ho alzato la pistola e ho sparato. Galesi è caduto a terra, disteso nel corridoio. 

A quel punto sento Di Fronzo che mi fa “Bruno, dammi una mano”. Mi sono girato ma non me la sono sentita di fare un’altra cosa (di sparare, ndr). Ho rimesso la pistola nella fondina ho visto l’imputata distesa su una poltrona con una pistola fra le gambe che scarrellava e premeva il grilletto, alcune volte, senza che partisse il colpo. Di Fronzo era dietro di lei, piegato sullo schienale di una poltrona e cercava di bloccarla ma inutilmente perché non arrivava alla pistola. Ho visto la donna che cercava di riarmare l’arma più volte e di sparare verso di me. Dopo ho capito che era l’arma che Di Fronzo aveva gettato sotto i sedili. Gli ho strappato la pistola dalle mani, l’ho data a Di Fronzo e l’ho ammanettata. Poi sono andato a vedere più avanti. Galesi rantolava per terra, Emanuele purtroppo era disteso senza vita.»

La lotta al terrorismo ha spesso preteso un prezzo altissimo. Il sacrificio del sovrintendente cambiò il destino del nostro Paese, scongiurando l’escalation di una nuova lunga stagione di dolore. 
Emanuele Petri fu insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile