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La mia libertà finisce dove incomincia la vostra...

Quel sistema collaudato delle toghe sporche!!! Seconda parte: la Sicilia…

Ho raccontato ieri in maniera non certo dettagliata quanto accaduto in taluni tribunali della nostra penisola; d’altronde l’interesse era quello di far emergere le vicende giudiziarie di questi ultimi anni e non entrare nello specifico dei nomi di cui ancora oggi poco si conosce…  
Viceversa, per quanto riguarda la nostra regione le circostanze emerse sono per il sottoscritto più chiare, quantomeno più lineari, anche se all’interno di quel contesto sono purtroppo ancora presenti celate articolazioni poco visibili, ma c’è di buono che quanto portato alla luce da parte delle procure ha fatto in modo da far emergere una estesa fetta di quelle collusioni che hanno evidenziato gravi accordi corruttivi, fatte da segrete intese e bustarelle  consegnate.
Come per la prima parte non elencherò i nomi di quanti hanno partecipato a quelle corruzioni, per quelli basterà ricercare nel web alla voce “cronaca”; diversamente, al sottoscritto interessa sottolineare quanto accaduto in quegli edifici “sacri“, da sempre sono considerati luoghi in cui viene amministrata la giustizia e dove la legge dovrebbe essere “uguale per tutti“!!! 
Ma come vedremo alla fine di questi due post… nulla sarà così!!!
Cominciamo quindi… 
Tutto ebbe inizio nel 2012, quando un candidato del centrodestra in Sicilia perse le elezioni per 90 preferenze e contestò il risultato, motivando la sparizione di alcune schede elettorali: in primo grado il Tar boccia tutti i ricorsi… 
Quindi il politico siciliano – secondo l’accusa – versa trenta mila euro a un mediatore, un ex giudice, che li consegna al presidente del Consiglio di giustizia amministrativa della Sicilia, il quale – siamo nel gennaio 2014 – annulla l’elezione ed ordina di ripetere il voto in nove sezioni dei comuni di Pachino e Rosolini: quelle per l’appunto dove il candidato è più forte!!! 
E difatti, nell’ottobre 2014 conquista il suo seggio, anche se ha precedenti per lesioni, furto con destrezza ed è indiziato di beneficiare di voti comprati
Ovviamente il politico respinge ogni accusa, ma quest’ultima risulta successivamente confermata dalle confessioni di due potenti avvocati siciliani, arrestati nel febbraio 2018 come grandi corruttori di magistrati!!!
L’esistenza di una rete strutturata per comprare giudici era emersa già con le prime perquisizioni e sono oltre trenta gli indagati (con accuse ancora da verificare), tra cui spicca un altro presidente di sezione, candidato a diventare il numero due del Consiglio di Stato.
A fare da tramite tra imprenditori, avvocati e toghe sporche, secondo l’accusa, c’è anche un altro ex magistrato amministrativo!!!
Fino al 2012 era un uomo importante della Corte dei conti, poi è statoescluso: secondo l’ordinanza d’arresto, consegnava pacchi di soldi alle toghe sporche ancora attive. Un lavoro ben retribuito: tra il 2011 e il 2017 l’ex giudice ha versato in banca 239 mila euro in contanti e altri 258 mila in assegni!!!
Uno dei due avvocati di cui parlavo sopra, è anche artefice della corruzione di un Pm di Siracusa, che in cambio di almeno 88 mila euro e vacanze di lusso a Dubai, aprì una “fanta-inchiesta” giudiziaria, ipotizzando un inesistente complotto contro l’amministratore delegato dell’Eni, un depistaggio organizzato per fermare le indagini della procura di Milano sulle maxi-corruzioni dell’Eni in Nigeria ed in Congo. 
Dopo l’arresto, il Pm di Siracusa ha patteggiato una condanna a cinque anni, ma incredibilmente, la sua falsa inchiesta ha raggiunto il risultato di spingere alle dimissioni gli unici consiglieri dell’Eni (Luigi Zingales e Karina Litwak), che avevano denunciavano le corruzioni italiane in Africa!!!
Nella trama entra anche il potere politico, proprio per i legami strettissimi tra Consiglio di Stato e governi in carica. 
Un docente universitario nominato giudice del Consiglio siciliano dalla giunta dell’ex governatore Lombardo nel 2016 vuole ascendere al Consiglio di Stato e a trovargli quell’appoggio politico sono gli stessi avvocati di cui sopra, che verseranno ben 300 mila euro ad un Senatore di Roma… ma come sempre… anch’egli nega tutto!!! 
Ma c’è un ex ministro che parla… e conferma che il Senatore gli chiese di inserire il docente tra le nomine decise dall’ex governo Renzi; alla fine il giudice raccomandato perde la poltrona, ma solo perché risulta sotto processo disciplinare per i troppi ritardi nelle sue sentenze siciliane…
Ed infine… tra i legali ora indagati c’è anche un altro illustre avvocato, accusato di aver favorito un suo cliente (imprenditore) con una tangente mascherata da incarico legale: un “arbitrato libero” affidato guarda caso al padre dell’ex Presidente di sezione del Consiglio di Stato, nonché giudice tributario!!! 
Già… ancora lui, quell’ex giudice che sta cercando di usare lo squadrone delle toghe sporche (molte di queste sono tutt’ora ignote), per fermare quei magistrati integerrimi e anti-corruzione!!!
Già… perché va detto: per fortuna sono ancora oggi la maggioranza!!!

Quel sistema collaudato delle toghe sporche!!! Seconda parte: la Sicilia…

Ho raccontato ieri (in maniera appositamentenon  dettagliata) quanto accaduto in taluni tribunali della nostra penisola; d’altronde l’interesse era quello di far emergere le vicende giudiziarie di questi ultimi anni e non entrare nello specifico dei nominativi di cui ancora oggi poco si conosce…  
Viceversa, per quanto riguarda la nostra regione le circostanze emerse sono per il sottoscritto abbastanza chiare, quantomeno più lineari, anche se all’interno di quel contesto sono ancora presenti celate articolazioni poco visibili, ma c’è di buono che quanto portato alla luce da parte delle procure, ha fatto in modo di far emergere un’estesa fascia di quelle collusioni che hanno evidenziato gravi accordi corruttivi, segreti intese e bustarelle  consegnate.
Come per la prima parte non elencherò i nomi di quanti hanno partecipato a quelle corruzioni, per quelli basterà ricercare nel web alla voce “cronaca”; diversamente, al sottoscritto interessa sottolineare quanto accaduto in quegli edifici “sacri“, da sempre considerati luoghi in cui viene amministrata la giustizia e dove la legge dovrebbe essere “uguale per tutti“!!! 
Ma come vedremo alla fine di questi due post… nulla sarà così!!!
Cominciamo… 
Tutto ebbe inizio nel 2012, quando un candidato del centrodestra in Sicilia perse le elezioni per 90 preferenze e contestò il risultato, motivando la sparizione di alcune schede elettorali: in primo grado il Tar bocciò tutti i ricorsi… 
Quindi il politico siciliano – secondo l’accusa – versa trenta mila euro a un mediatore, un ex giudice, che li consegna al presidente del Consiglio di giustizia amministrativa della Sicilia, il quale – siamo nel gennaio 2014 – annulla l’elezione ed ordina di ripetere il voto in nove sezioni dei comuni di Pachino e Rosolini: quelle per l’appunto dove il candidato è più forte!!! 
E difatti, nell’ottobre 2014 conquista il suo seggio, anche se ha precedenti per lesioni, furto con destrezza ed è indiziato di beneficiare di voti comprati
Ovviamente il politico respinge ogni accusa, ma quest’ultima risulta successivamente confermata dalle confessioni di due potenti avvocati siciliani, arrestati nel febbraio 2018 come “corruttori” di magistrati!!!
L’esistenza di una rete strutturata per comprare giudici era emersa già con le prime perquisizioni e sono oltre trenta gli indagati (con accuse ancora da verificare), tra cui spicca un altro presidente di sezione, candidato a diventare il numero due del Consiglio di Stato.
A fare da tramite tra imprenditori, avvocati e toghe sporche, secondo l’accusa, c’è anche un altro ex magistrato amministrativo!!!
Fino al 2012 era un uomo importante della Corte dei conti, poi è stato escluso: secondo l’ordinanza d’arresto, consegnava pacchi di soldi alle toghe sporche ancora attive. 
Un lavoro talmente ben retribuito che tra il 2011 e il 2017 l’ex giudice ha versato in banca 239 mila euro in contanti e altri 258 mila in assegni!!!
Uno dei due avvocati di cui parlavo sopra, è anche artefice della corruzione di un Pm di Siracusa, che in cambio di 80 mila euro e vacanze di lusso a Dubai, aprì una “fanta-inchiesta” giudiziaria, ipotizzando un inesistente complotto contro l’amministratore delegato dell’Eni, già… un depistaggio organizzato per fermare le indagini della procura di Milano sulle maxi-corruzioni dell’Eni in Nigeria e in Congo. 
Dopo l’arresto, il Pm di Siracusa ha patteggiato una condanna a cinque anni, ma incredibilmente, la sua falsa inchiesta ha raggiunto il risultato di spingere alle dimissioni gli unici consiglieri dell’Eni (Luigi Zingales e Karina Litwak), che avevano denunciavano le corruzioni italiane in Africa!!!
Nella trama entra anche il potere politico, proprio per i legami strettissimi tra Consiglio di Stato e governi in carica. 
Un docente universitario nominato giudice del Consiglio siciliano dalla giunta dell’ex governatore Lombardo nel 2016 vuole ascendere al Consiglio di Stato e a trovargli quell’appoggio politico sono gli stessi avvocati di cui sopra, che verseranno ben 300 mila euro ad un Senatore di Roma… ma come sempre accade in questi casi, egli nega tutto!!! 
Ma c’è un ex ministro che parla… e conferma come il Senatore gli chiese d’inserire il docente tra le nomine decise dall’ex governo Renzi; alla fine il giudice raccomandato perse la poltrona, ma solo perché sotto processo disciplinare per i troppi ritardi nelle sue sentenze siciliane…
Ed infine, tra i legali ora indagati, c’è anche un altro illustre avvocato, accusato di aver favorito un suo cliente (imprenditore) con una tangente mascherata da incarico legale: un “arbitrato libero” affidato guarda caso al padre dell’ex Presidente di sezione del Consiglio di Stato, nonché giudice tributario!!! 
Già… ancora lui, quell’ex giudice che sta cercando di usare lo squadrone delle toghe sporche (molte di queste tutt’ora ancora ignote), per fermare quei magistrati integerrimi e anti-corruzione!!!
Già… perché va detto: per fortuna quest’ultimi rappresentano ancora oggi la maggioranza!!!

Quel sistema collaudato delle toghe sporche!!! Prima parte: da nord a sud.

Cosa dire, una giustizia corrotta ed una rete occulta che corrode il potere giudiziario dall’interno, con inchieste delicate che continuano da oltre un anno a provocare arresti tra i vari magistrati di alto rango!!!
Perché non si tratta di casi isolati, ma di un sistema di toghe sporche che si è venduto in molte sentenza… 
In questo momento alcune procure nazionali stanno indagando su un sistema di contro-potere giudiziario, un vera e propria associazione per delinquere organizzata da anni per condizionare e corrompere un numero indeterminato di magistrati di qualsiasi grado…
Leggiamo quindi di sentenza vendute, di elezioni annullate, sono infatti numerosi i depistaggi al centro dello scandalo e tra quei nomi troviamo i massimi organismi della giustizia amministrativa, il consiglio di Stato e la sua struttura…
Giudici corrotti di secondo e anche ultimo grado, sono loro ad aver deciso le cause dei privati contro la pubblica amministrazione con verdetti definitivi, mentre la cassazione è intervenuta solo in casi straordinari…
La circostanza assurda è che molti di loro non sono neppure magistrati, sono stati scelti dal potere politico ed arbitrano cause di enorme valore economico, come ad esempio gli appalti pubblici, interferendo altresì sempre più spesso nelle nomine dei vertici di tutta la magistratura che come sappiamo la costituzione affida al CSM…
La procura di Roma ha già provocato decine di arresti, evidenziando situazioni nelle quali i giudici amministrativi hanno ricevuto denaro in contanti che poi hanno trasferito in conti esteri… 
Ma non solo, sono stati smascherati anche magistrati del penali che si sono asserviti stabilmente di quei corruttori, per ricevere in cambio prestazioni sessuali il più delle volti minorili…
Poi c’è chi ha venduto le sentenze a modello “offerta“, già… si acquistavano pacchetti da 10  e infine c’è chi ha pagato le tangenti per annullare i voti delle elezioni popolari, e quindi attraverso la corruzione si è attaccata la democrazia!!!
L’esistenza di una rete per comprare i giudici era già emersa alcuni anni fa, quando nel luglio del 2016, a un funzionario della presidenza del consiglio vennero sequestrati €. 250.000 in contanti e soprattutto venne trovata a casa sua la copia di una sentenza della cassazione a favore del cavaliere Berlusconi, proprio su un caso della  “Mediolanum”…
Ulteriori indagini hanno portato a scoprire un elenco di processi pendenti davanti a diverse autorità giudiziarie, con accanto una serie di nomi di magistrati e una colonna con importi in euro, tra questi vi era il presidente del consiglio di Stato nonché giudice tributario che – quando venne arrestato – si scopri possedere tutta una serie d’incartamenti di processi amministrativi con il nome dell’imprenditore che pagava le mazzette…
Lo stesso magistrato verrà sospeso dalla magistratura dopo una condanna in primo grado per prostituzione minorile, ma non solo, in un secondo arresto dichiarerà di essersi fatto corrompere da alcuni avvocati ed imprenditori e nei successivi interrogatori confermerà d’aver interferito in molti processi di altri giudici, grazie anche ad alcuni appoggi di uomini delle forze dell’ordine; ma in seguito, messo sotto pressione dagli inquirenti, l’ex giudice si rifiuterà di fare i nomi dei colleghi corrotti; egli, attraverso questa riservatezza protegge la rete di sistema corrotto, di quei magistrati e di quelli ufficiali che oggi – grazie a quei suoi silenzi – si trovano di fatto in debito con lui, ovviamente per quei favori ricevuti!!!
Ma non solo nella penisola sono emerse queste gravi situazioni, anche nella nostra regione siciliana, un noto giudice amministrativo è stato sottoposto agli arresti per accuse di corruzione è sospettato di aver venduto delle sentenze!!! 
La Guardia di Finanza ha difatti scoperto come la famiglia di un giudice avesse accumulato in soli 10 anni, 7 milioni di euro, più del triplo dei propri redditi ufficiali; scoppiato quindi lo scandalo di sperequazione finanziaria, si è immediatamente dimesso…
Ma egli a differenza dei suoi colleghi “corrotti” ha collaborato con gli inquirenti facendo altresì i nomi di coloro che avevano’ partecipato e che ora pian piano stanno confermando le raccomandazioni ricevute a favore di quelle aziende private e di quelle famiglie amiche del giudice…
Se dovessimo chiamare quei provvedimenti con i loro vero nome, potremmo definirli i processi dai “verdetti d’oro“, in quanto quei giudici corrotti sono stati capaci d’alterare le aggiudicazioni di molte gare d’appalto, che sono state così riassegnate a imprese amiche ed il denaro ottenuto per quei favori,  sono stati da quei giudici trasferiti e ripuliti su conti esteri, attraverso anche società maltesi…
Fine prima parte.

Quel sistema collaudato delle toghe sporche!!! Prima parte: da nord a sud.

Cosa dire, una giustizia corrotta ed una rete occulta che corrode il potere giudiziario dall’interno, con inchieste delicate che continuano da oltre un anno a provocare arresti tra i vari magistrati di alto rango!!!
Perché non si tratta di casi isolati, ma di un sistema di toghe sporche che si è venduto in molte sentenza… 
In questo momento alcune procure nazionali stanno indagando su un sistema di contro-potere giudiziario, un vera e propria associazione per delinquere organizzata da anni per condizionare e corrompere un numero indeterminato di magistrati di qualsiasi grado…
Leggiamo quindi di sentenza vendute, di elezioni annullate, sono infatti numerosi i depistaggi al centro dello scandalo e tra quei nomi troviamo i massimi organismi della giustizia amministrativa, il consiglio di Stato e la sua struttura…
Giudici corrotti di secondo e anche ultimo grado, sono loro ad aver deciso le cause dei privati contro la pubblica amministrazione con verdetti definitivi, mentre la cassazione è intervenuta solo in casi straordinari…
La circostanza assurda è che molti di loro non sono neppure magistrati, sono stati scelti dal potere politico ed arbitrano cause di enorme valore economico, come ad esempio gli appalti pubblici, interferendo altresì sempre più spesso nelle nomine dei vertici di tutta la magistratura che come sappiamo la costituzione affida al CSM…
La procura di Roma ha già provocato decine di arresti, evidenziando situazioni nelle quali i giudici amministrativi hanno ricevuto denaro in contanti che poi hanno trasferito in conti esteri… 
Ma non solo, sono stati smascherati anche magistrati del penali che si sono asserviti stabilmente di quei corruttori, per ricevere in cambio prestazioni sessuali il più delle volti minorili…
Poi c’è chi ha venduto le sentenze a modello “offerta“, già… si acquistavano pacchetti da 10  e infine c’è chi ha pagato le tangenti per annullare i voti delle elezioni popolari, e quindi attraverso la corruzione si è attaccata la democrazia!!!
L’esistenza di una rete per comprare i giudici era già emersa alcuni anni fa, quando nel luglio del 2016, a un funzionario della presidenza del consiglio vennero sequestrati €. 250.000 in contanti e soprattutto venne trovata a casa sua la copia di una sentenza della cassazione a favore del cavaliere Berlusconi, proprio su un caso della  “Mediolanum”…
Ulteriori indagini hanno portato a scoprire un elenco di processi pendenti davanti a diverse autorità giudiziarie, con accanto una serie di nomi di magistrati e una colonna con importi in euro, tra questi vi era il presidente del consiglio di Stato nonché giudice tributario che – quando venne arrestato – si scopri possedere tutta una serie d’incartamenti di processi amministrativi con il nome dell’imprenditore che pagava le mazzette…
Lo stesso magistrato verrà sospeso dalla magistratura dopo una condanna in primo grado per prostituzione minorile, ma non solo, in un secondo arresto dichiarerà di essersi fatto corrompere da alcuni avvocati ed imprenditori e nei successivi interrogatori confermerà d’aver interferito in molti processi di altri giudici, grazie anche ad alcuni appoggi di uomini delle forze dell’ordine; ma in seguito, messo sotto pressione dagli inquirenti, l’ex giudice si rifiuterà di fare i nomi dei colleghi corrotti; egli, attraverso questa riservatezza protegge la rete di sistema corrotto, di quei magistrati e di quelli ufficiali che oggi – grazie a quei suoi silenzi – si trovano di fatto in debito con lui, ovviamente per quei favori ricevuti!!!
Ma non solo nella penisola sono emerse queste gravi situazioni, anche nella nostra regione siciliana, un noto giudice amministrativo è stato sottoposto agli arresti per accuse di corruzione è sospettato di aver venduto delle sentenze!!! 
La Guardia di Finanza ha difatti scoperto come la famiglia di un giudice avesse accumulato in soli 10 anni, 7 milioni di euro, più del triplo dei propri redditi ufficiali; scoppiato quindi lo scandalo di sperequazione finanziaria, si è immediatamente dimesso…
Ma egli a differenza dei suoi colleghi “corrotti” ha collaborato con gli inquirenti facendo altresì i nomi di coloro che avevano’ partecipato e che ora pian piano stanno confermando le raccomandazioni ricevute a favore di quelle aziende private e di quelle famiglie amiche del giudice…
Se dovessimo chiamare quei provvedimenti con i loro vero nome, potremmo definirli i processi dai “verdetti d’oro“, in quanto quei giudici corrotti sono stati capaci d’alterare le aggiudicazioni di molte gare d’appalto, che sono state così riassegnate a imprese amiche ed il denaro ottenuto per quei favori,  sono stati da quei giudici trasferiti e ripuliti su conti esteri, attraverso anche società maltesi…
Fine prima parte.

Cento passi verso verso il 21 marzo.

Oggi per iniziativa dell’Associazione “Libera” si ricordano 3 vittime innocenti uccise per mano della mafia a Catania.
L’Ispettore di Polizia Giovanni Lizzio, l’agente Penitenziario Luigi Potenza e l’Avvocato penalista Serafino Famà la cui morte peraltro ricorre proprio domani 9 novembre.
Già… sono passati quasi trent’anni da quei terribili agguati e a ricordo di quanto successo allora, ci si incontra oggi per mantenere il loro ricordo ed anche per comprendere il terribile contesto in cui ebbero luogo quegli omicidi.
Ecco quindi che è stato organizzato nel pomeriggio un incontro – ore 17:30 nell’aula 21 del dipartimento di Scienze politiche in via Vittorio Emanuele 49, dal titolo: Famà, Bodenza, Lizzio, analisi di un disegno criminale”.
E’ giusto ricordare quanto accaduto in quegli anni nella città etnea, per non dimenticare… ma soprattutto per non ripetere quei momenti di terrore, oppressione e corruzione. 
Un periodo fatto d’imposizioni e vessazioni (alcune delle quali sono ancora oggi purtroppo visibili, anche se va detto, in maniera minore…) Sono stati molti i soprusi compiuti, ma ahimè anche le parole non dette – a causa di quella onnipresente omertà – a cui vanno certamente sommate le mancate denunce e segnalazioni dei miei concittadini, che hanno condotto a quelle morti annunciate… 
Una storia che ha visto come protagonista la “mafia“, si quell’associazione criminale meglio conosciuta nella nostra terra con il nome di “cosa nostra“, che ha saputo imporre grazie a meccanismi perversi clientelari, politico e imprenditoriali alla popolazione la propria coercizione e dove non vi è riuscita, ha ucciso deliberatamente coloro che si opponevano … 
Ecco tra questi nomi abbiamo proprio coloro che oggi ricordiamo, i quali attraverso un lavoro estenuante, senza tregua e senza piegarsi a quelle volontà, hanno saputo portare in evidenza quanto stava “celatamente” accadendo, portando altresì in evidenza tutte i nomi di quegli affiliati delle famiglie mafiose e per questi motivi sono stati colpiti a morte… 
La Mafia è qualcosa di mostruoso non solo per quanto compie in maniera crudele alle proprie vittime, ma perché è capace attraverso quel proprio “apparato esterno“, d’allontanare i sospetti su di essa e quindi quei reati da essa commessa di stampo mafioso, facendoli passare per futili motivi, pettegolezzi privati, circostanze non attinenti con “cosa nostra“!!!
Ed in questo quell’associazione a delinquere ha trovato terreno fertile, grazie ad una popolazione reticente che invece di scendere per le strade e far sentire tutta la propria avversione, ha preferito stare in silenzio, obbedire e ancor peggio… accettare quelle ipotesi “infondate” come fossero vere!!!  
E’ tempo quindi di riscattare quelle bugie, quegli inganni, quelle manipolazioni contraffate per non voler far emergere la verità e cioè che dietro tutti quegli omicidi, vi era una sola mano… quella della nostra mafia catanese!!!
Ricordo a quanti oggi volessero partecipare, che è prevista la partecipazione del Dott. Sebastiano Ardita membro del CSM, cui seguiranno le testimonianze di Flavia Famà, Pietro Potenza e Antonio Guglielmino, familiari delle vittime.
A introdurre il convegno sarà Dario Montana di “Libera Catania”, moderatrice la prof.ssa Francesca Longo dell’università di Catania e il rettore Prof. Francesco Priolo porterà i saluti dell’Ateneo.
Rivolgendomi quindi ai miei concittadini dico: ci vediamo alle 17,30… 

Cento passi verso verso il 21 marzo.

Oggi per iniziativa dell’Associazione “Libera” si ricordano 3 vittime innocenti uccise per mano della mafia a Catania.
L’Ispettore di Polizia Giovanni Lizzio, l’agente Penitenziario Luigi Potenza e l’Avvocato penalista Serafino Famà la cui morte peraltro ricorre proprio domani 9 novembre.
Già… sono passati quasi trent’anni da quei terribili agguati e a ricordo di quanto successo allora, ci si incontra oggi per mantenere il loro ricordo ed anche per comprendere il terribile contesto in cui ebbero luogo quegli omicidi.
Ecco quindi che è stato organizzato nel pomeriggio un incontro – ore 17:30 nell’aula 21 del dipartimento di Scienze politiche in via Vittorio Emanuele 49, dal titolo: Famà, Bodenza, Lizzio, analisi di un disegno criminale”.
E’ giusto ricordare quanto accaduto in quegli anni nella città etnea, per non dimenticare… ma soprattutto per non ripetere quei momenti di terrore, oppressione e corruzione. 
Un periodo fatto d’imposizioni e vessazioni (alcune delle quali sono ancora oggi purtroppo visibili, anche se va detto, in maniera minore…) Sono stati molti i soprusi compiuti, ma ahimè anche le parole non dette – a causa di quella onnipresente omertà – a cui vanno certamente sommate le mancate denunce e segnalazioni dei miei concittadini, che hanno condotto a quelle morti annunciate… 
Una storia che ha visto come protagonista la “mafia“, si quell’associazione criminale meglio conosciuta nella nostra terra con il nome di “cosa nostra“, che ha saputo imporre grazie a meccanismi perversi clientelari, politico e imprenditoriali alla popolazione la propria coercizione e dove non vi è riuscita, ha ucciso deliberatamente coloro che si opponevano … 
Ecco tra questi nomi abbiamo proprio coloro che oggi ricordiamo, i quali attraverso un lavoro estenuante, senza tregua e senza piegarsi a quelle volontà, hanno saputo portare in evidenza quanto stava “celatamente” accadendo, portando altresì in evidenza tutte i nomi di quegli affiliati delle famiglie mafiose e per questi motivi sono stati colpiti a morte… 
La Mafia è qualcosa di mostruoso non solo per quanto compie in maniera crudele alle proprie vittime, ma perché è capace attraverso quel proprio “apparato esterno“, d’allontanare i sospetti su di essa e quindi quei reati da essa commessa di stampo mafioso, facendoli passare per futili motivi, pettegolezzi privati, circostanze non attinenti con “cosa nostra“!!!
Ed in questo quell’associazione a delinquere ha trovato terreno fertile, grazie ad una popolazione reticente che invece di scendere per le strade e far sentire tutta la propria avversione, ha preferito stare in silenzio, obbedire e ancor peggio… accettare quelle ipotesi “infondate” come fossero vere!!!  
E’ tempo quindi di riscattare quelle bugie, quegli inganni, quelle manipolazioni contraffate per non voler far emergere la verità e cioè che dietro tutti quegli omicidi, vi era una sola mano… quella della nostra mafia catanese!!!
Ricordo a quanti oggi volessero partecipare, che è prevista la partecipazione del Dott. Sebastiano Ardita membro del CSM, cui seguiranno le testimonianze di Flavia Famà, Pietro Potenza e Antonio Guglielmino, familiari delle vittime.
A introdurre il convegno sarà Dario Montana di “Libera Catania”, moderatrice la prof.ssa Francesca Longo dell’università di Catania e il rettore Prof. Francesco Priolo porterà i saluti dell’Ateneo.
Rivolgendomi quindi ai miei concittadini dico: ci vediamo alle 17,30… 

Mentre da noi ci si trastulla nei social, in Siria si sta compiendo una "pulizia etnica"!!!

I notiziari non ne parlano o quantomeno se lo fanno non affrontano in maniera seria quanto realmente sta accadendo in Siria!!! 

Difatti, il sottoscritto rivede oggi, quello stesso contesto vissuto venticinque anni fa, quando durante il conflitto armato nell’ex Jugoslavia non si faceva alcun accenno di pulizia etnica!!!
Già sembra incredibile dover ricordare come in un paese confinante con il nostro, ci sia stata una guerra così feroce d’aver perpetrato un genocidio che mai nessuno avrebbe pensato di vedere nuovamente in Europa dopo la fine della seconda guerra mondiale.
Ma come dicevo, sono passati soltanto alcuni anni e ci si è dimenticati di quelle violenze fisiche commesse su quelle povere popolazioni indifese, torture, sevizie, distruzione di villaggi e ancora donne stuprate e violentate, espulsioni oltre confine con centinaia di migliaia di deportati nei campi di concentramento e soprattutto massacri!!!
Già… come dimenticare quelle minoranze croate o musulmane di Srebrenica, dove in migliaia furono uccisi da parte delle truppe serbo-bosniache guidate dal generale Ratko Mladic e dal presidente Milosovic, che come sappiamo furono successivamente arrestati per crimini contro l’umanità!!!
Ed oggi in Siria sta accadendo la stessa cosa e l’Europa e il mondo intero cosa fa, nulla… osserva e cerca di non esporsi, sì… per non restar coinvolti in quel conflitto e così si preferisce restare a guardare dalla finestra!!!
Quando un giorno scopriremo quanto realmente sta accadendo in quei territori, ecco quel giorno sarà troppo tardi… e saranno migliaia i cristiani, armeni e curdi, che avranno pagato per l’indifferenza del mondo intero…
Perché la verità è che nessuno vuol dire quanto sta avvenendo è cioè che i militari turchi insieme ai siriani del regime di Bashar al Assad e alle milizie filo-jihadiste stanno compiendo una vera e propria pulizia etnica e solo qualcuno tra gli attivisti delle Ong ha iniziato a raccontare di gravi violazioni e crimini di guerra!!!
Perché tutti sappiamo che quando c’è una guerra, a pagarne le conseguenze sono le fasce più deboli, i cosiddetti civili, tra cui donne e bambini, quest’ultimi in particolare proprio a causa di quegli scontri restano solitamente feriti in maniera grave oppure vengono ahimè uccisi!!!
Se poi ai militari si sommano le bande dei guerriglieri armati, veri e propri mercenari a disposizione di chi paga meglio, soggetti che dimostrano non avere alcun rispetto per i diritti umani…
Ed ecco quindi che a dispetto delle promesse di tregua, di pronunciamenti su eventuali accordi, le violazioni continuano, già si continua a combattere e gli scontri si fanno sempre più duri e violenti…
In Siria è in corso una epurazione… ma non importa a nessuno, in particolare ai nostri giovani o a quelli europei, già… così pronti a trastullarsi sui social o a scendere in piazza per un po’ di ambiente più sano, ma mai, si mai… per difendere chi realmente sta soffrendo e morendo!!!
Sì… perché solo intralciando questa attuale modalità “indifferente” si potrà cambiare questo stato di cose…
Già, basterebbe semplicemente far sentire per alcuni giorni le loro migliaia grida… d’imbarazzo e disagio, per obbligare tutti i governi a prendere posizioni risolute – economica e finanziaria – contro quegli Stati che alimentano violenza e brutalità… perché soltanto così (forse) quella guerra, potrà definitivamente concludersi!!!

Mentre da noi ci si trastulla nei social, in Siria si sta compiendo una "pulizia etnica"!!!

I notiziari non ne parlano o quantomeno se lo fanno non affrontano in maniera seria quanto realmente sta accadendo in Siria!!! 

Difatti, il sottoscritto rivede oggi, quello stesso contesto vissuto venticinque anni fa, quando durante il conflitto armato nell’ex Jugoslavia non si faceva alcun accenno di pulizia etnica!!!
Già sembra incredibile dover ricordare come in un paese confinante con il nostro, ci sia stata una guerra così feroce d’aver perpetrato un genocidio che mai nessuno avrebbe pensato di vedere nuovamente in Europa dopo la fine della seconda guerra mondiale.
Ma come dicevo, sono passati soltanto alcuni anni e ci si è dimenticati di quelle violenze fisiche commesse sulle povere popolazioni indifese, cui hanno seguito torture, sevizie, distruzione di villaggi e ancora donne stuprate, espulsioni oltre confine con centinaia di migliaia di deportati nei campi di concentramento e soprattutto massacri!!!
Già… come dimenticare quelle minoranze croate o musulmane di Srebrenica, dove in migliaia furono uccisi da parte delle truppe serbo-bosniache guidate dal generale Ratko Mladic e dal presidente Milosovic, che solo dopo anni furono arrestati per crimini contro l’umanità!!!
Ed oggi in Siria sta accadendo la stessa cosa e l’Europa e il mondo intero cosa fa, nulla… osserva e cerca di non esporsi, sì… ricattati e per non restare coinvolti in quel conflitto si preferisce restare a guardare dalla finestra!!!
Quando un giorno scopriremo quanto realmente sta accadendo in quei territori, ecco quel giorno sarà troppo tardi… e vedrete, saranno migliaia i cristiani, armeni e curdi, che avranno pagato l’indifferenza del mondo intero…
Perché la verità è che nessuno vuol dire quanto sta avvenendo è cioè che i militari turchi insieme ai siriani del regime di Bashar al Assad e alle milizie filo-jihadiste stanno compiendo una vera e propria pulizia etnica e solo qualcuno ora, tra gli attivisti delle Ong, sta iniziando a raccontare delle gravi violazioni e dei crimini di guerra commessi!!!
Perché tutti sappiamo che quando c’è una guerra a pagarne le conseguenze sono le fasce più deboli, i cosiddetti civili, tra cui donne e bambini, quest’ultimi in particolare proprio a causa di quegli scontri restano solitamente feriti in maniera grave oppure vengono ahimè uccisi!!!
Se poi ai militari si sommano quelle bande di guerriglieri armati, veri e propri mercenari a disposizione di chi paga, ecco… con soggetti che dimostrano non avere alcun rispetto per i diritti umani cosa ci si può aspettare di buono…
Ecco quindi che a dispetto delle promesse di tregua, dei pronunciamenti di accordi di pace, le violazioni continuano e si continua a combattere e gli scontri soprattutto, si fanno sempre più cruenti…
In Siria è in corso una epurazione… ma non importa a nessuno, in particolare ai nostri giovani o a tutti quelli europei, già… così pronti a trastullarsi sui social o a scendere in piazza per un ambiente più sano, ma mai, si mai… per difendere chi realmente sta soffrendo e morendo!!!
Sì… perché solo intralciando questa attuale modalità “indifferente” si potrà cambiare questo stato di cose…
Già, basterebbe semplicemente far sentire per alcuni giorni le loro migliaia di grida, d’imbarazzo e di disagio, per obbligare i governi a prendere posizioni risolute – economiche e soprattutto  finanziarie – contro quegli Stati e tutti coloro che li sostengono, che stanno alimentano violenza e brutalità, perché soltanto così (forse) quella guerra, potrà definitivamente concludersi!!!

Aramco in Borsa??? Sì… ma solo in quella saudita!!!

Avevano annunciato la decisione alcuni mesi fa… ed ora la più grossa società petrolifera del mondo, ha deciso di andarsi a quotare in borsa… 

Dovrebbe quindi arrivare a giorni un prospetto, cioè sapremo a quanto vendono,quale prezzo base e sappiamo già dove, cioè solo su “Tadawul”, sulla borsa saudita senza piazzarle quindi in nessuna borsa straniera internazionale… 
Dalle informazioni giunte, sembra che privatizzerebbero più o meno il 2%… anche se qualcuno diceva che si potesse giungere al 5%…
Ora… per quanto le cifre siano grandi, tutto sommato si sta parlando di un investimento che assomiglia più a una commissione che ad una vera e propria emissione, i sauditi infatti hanno un fondo d’investimento che gestisce quasi 400.000.000 di dollari, sono altresì coinvolti in tutta una serie di operazioni in tutto il mondo, e quindi, nel tirar su anche soltanto rispetto alla borsa nazionale un controvalore del 2%… state certi che non ci metteranno molto – cioè il sistema bancario è così fortemente legato a loro, insieme a molti altri sistemi industriali – che vedrete come una quota di quella commissione gliela sottoscriveranno certamente…   
Certo quanto sta accadendo è molto strano, dal momento che attualmente il costo del barile è il più basso dal 2004, ma d’altronde all’Arabia Saudita interessa poco, dal momento che tutte le spese di costi di gestione e ammortamento della “Saudi Aramco”, sono state già da alcuni decenni portate a zero e quindi oggi, considerato che i loro costi al barile sono all’incirca sui 2 euro, comprenderete come il resto di quella differenza positiva (la vendita attualmente è intorno ai 56 euro al barile) è tutto utile…
Ovviamente per la compagnia (nazionalizzata dal 1982), sarebbe un totale cambiamento di strategia –  ha detto il principe ereditario Mohammed bin Salman (leader della società) ma va detto come la monarchia saudita a causa del forte calo del prezzo del petrolio, cerchi ora di affidarsi a nuovi investitori…
Anche se come ho riportato sopra, la Saudi Aramco riserva alla borsa sauditi l’apertura minima di quella sua ricchezza petrolifera… ma comunque è un passo avanti nei confronti degli investitori stranieri…
Va detto infatti che quanto sopra aiuterebbe non solo le autorità di Riyadh a continuare a finanziare la loro spesa militare in forte aumento a causa della guerra in Yemen, ma soprattutto i ricavi provenienti dalla vendita in borsa sono fondamentali per finanziare le riforme economiche di “Vision 2030”, che renderà l’Arabia Saudita sempre meno dipendente dal greggio, attraverso investimenti su fonti alternative  e cominciare anche politicamente a mettere a segno qualche successo dopo i sospetti e soprattutto le gravi accuse legate all’omicidio Khashoggi!!! 

Aramco in Borsa??? Sì… ma solo in quella saudita!!!

Avevano annunciato la decisione alcuni mesi fa… ed ora la più importante società petrolifera del mondo, ha deciso di andarsi a quotare in borsa… 

Dovrebbe arrivare a giorni un prospetto, per sapere cioè a quanto vendono, a quale prezzo base e soprattutto dove… ma quest’ultimo punto è già conosciuto, solo sulla borsa saudita di “Tadawul”, senza piazzare le quote quindi in alcuna borsa straniera internazionale… 
Dalle informazioni giunte, sembra che privatizzeranno più o meno il 2%… anche se qualcuno diceva che si potesse giungere al 5%.
Ora per quanto le cifre siano grandi… tutto sommato si sta parlando di un investimento che assomiglia più ad una commissione che ad una vera e propria emissione, i sauditi infatti hanno un fondo d’investimento che gestisce quasi 400.000.000 di dollari e sono altresì coinvolti in tutta una serie di operazioni nel mondo…
Quindi, nel tirar su anche soltanto – rispetto alla borsa nazionale  – un controvalore del 2%… statene certi che non ci metteranno molto (il sistema bancario è così fortemente legato a loro, insieme a molti altri sistemi industriali) a vedere le quote di quella commissione sottoscritta da tanti…   
Certo quanto sta accadendo è molto strano, dal momento che attualmente il costo del barile è il più basso dal 2004, ma d’altronde alla “saudi Aramco” interessa poco, dal momento che tutte le spese sostenute per i costi di gestione e d’ammortamento sono stati già da alcuni decenni estinti  e quindi oggi – considerato che i loro costi al barile sono all’incirca sui 2 euro – quanto resto di quella differenza positiva (la vendita attualmente è intorno ai 56 euro al barile) è tutto utile!!!…
Ovviamente per la compagnia (nazionalizzata dal 1982), sarebbe un radicale cambiamento di strategia –  ha confermato il principe ereditario Mohammed bin Salman (leader della società) – ma va detto come la stessa monarchia saudita, a causa del forte calo del prezzo del petrolio, stia cercando ora di affidarsi a nuovi investitori…
Anche se per come riportato sopra, la “Saudi Aramco” riserva soltanto alla borsa saudita l’apertura minima di quella sua ricchezza petrolifera… ma comunque è già un passo avanti nei confronti degli investitori stranieri…
Va detto infatti che quanto sopra aiuterebbe non solo le autorità di Riyadh a continuare a finanziare la loro spesa militare in forte aumento a causa della guerra in Yemen, ma soprattutto i ricavi provenienti dalla vendita in borsa sono fondamentali per finanziare le riforme economiche di “Vision 2030”, che renderà l’Arabia Saudita sempre meno dipendente dal greggio, attraverso investimenti su fonti alternative e cominciare così anche politicamente, a mettere a segno qualche successo, dopo i sospetti e soprattutto le gravi accuse legate all’omicidio Khashoggi!!! 

San "Matteo" da Castelvetrano…

Non “pizzini” ma lettere scritte sulla carta della Camera dei deputati!!!

Sembra incredibile quanto avviene in questo nostro paese, ma la verità è che non c’è nulla di cui meravigliarsi: da noi accade tutto ciò che solitamente vediamo realizzarsi in quei paesi dell’america latina o del terzo mondo, Stati dove livelli alti di corruzione – grazie alla complicità di uomini delle istituzioni –  permettono ad affaristi, politici e mafiosi, di compiere tutte quelle attività illegali e criminali!!! 
D’altronde come non ricordare la nostra nazione che si attesta ogni anno fra i fanalini di coda in Europa ed è piazzata nel mondo alla 53° posizione, dietro nazioni come la Namibia, Botswana e Rwanda!!!
Ma d’altronde se nessuno verifica una lettera spedita in carcere su carta intestata della Camera (per questo non sottoposta ad alcun controllo… viene da chiedersi se non vi sia molta superficialità da parte di chi dovrebbe attuare quelle azioni di contrasto, ma come ripeto spesso: “s’inni futtuni”…), su cui si cela un un vero e proprio “pizzino” scritto dal boss. 

Se ci pensiamo un attimo, non possiamo che ammirare questo sig. Antonino Nicosia, già un genio… quantomeno fino a ieri, essendo riuscito a sottrarre in maniera agevole un foglio di carta intestato della nostra Camera, per poter comunicare con i propri associati mafiosi attualmente detenuti!!!

No… perdonate la battuta, ma la verità è che non è lui ad essere stato un genio, ma molti altri ad essersi comportati come “CRETINI”, individui che certamente andrebbero licenziati in tronco!!! 
D’altronde se si pensa che il destinatario era Santo Sacco – un esponente della famiglia mafiosa di Castelvetrano e uomo di fiducia di Matteo Messina Denaro – il quale, visto quanto riusciva a compiere, si faceva anche vanto con i propri compagni di cella… così come lo stesso Nicosia racconta in un colloquio con l’onorevole Giuseppina Occhionero, divenuta la sua chiave d’accesso nei penitenziari italiani...

Peraltro le intercettazioni tra l’onorevole e il Nicosia parlano chiaro: “La carta intestata della Camera, cioè io sono Santo Sacco, pure qua dentro, capito?“; 

Occhionero: “Gli è piaciuta?“;
Nicosia: Ma certo, la carta intestata della Camera, gli potevo mandare una cosa così? Mi sono fatto dare un blocchetto di carta intestata…”.
Occhionero: “Bravo!”.
Nicosia: “Con la firma sotto perché ho firmato tutte e due, gli ho messo Onorevole … e lui questa cosa la porterà in giro come fidanzata …”.
Occhionero: “Amoooreee”… 
Nicosia: “Come una fidanzata… Io sono Santo Sacco anche in galera!!! E il Primo ministro è sempre a Castelvetrano, non si scherza… (e ride…)”!!!
Se si pensa che il “primo ministro” sarebbe il super-latitante Matteo Messina Denaro, viene da piangere… tanto da dire al’onorevole: non parlare a matula (a vanvera, ndr)… Santo Sacco non sbaglia, il braccio destro del primo ministro, non sbaglia. Non sbagliare a parlare tu, invece… per proseguire con una sorta di invocazione… “Noi preghiamo San Matteo… tutti i Matteo… quelli buoni e quelli cattivi… San Matteo proteggici… Onorevole Occhionero… mai, mai si deve dire che siamo stati contro San Matteo, non si può sapere mai… Per ora c’è San Matteo che comanda e noi siamo, preghiamo San Matteo… grazie San Matteo per quello che ci dai tutti i giorni… grazie…!!!
Se si pensa che i messaggi che Nicosia avrebbe portato dentro e fuori dal carcere riguardano – secondo gli inquirenti – possibili collaborazioni coi magistrati da scongiurare, progetti di estorsioni e attentati/omicidi, ed anche sostegni politici nei confronti di alcuni partiti garantisti…
Cosa dire, altro che 53esima nell’indice di Transparency International… continuando con questo intangibile contrasto, diverremo presto – se non lo siamo già – duecentesimi nel mondo nella classifica della legalità!!! 
Ma d’altronde si sa, il nostro è il paese delle contraddizioni: quanti di voi ad esempio sanno che San Matteo è il protettore della Guardia di Finanza???

San "Matteo" da Castelvetrano…

Non “pizzini” ma lettere scritte sulla carta della Camera dei deputati!!!

Sembra incredibile quanto avviene in questo nostro paese, ma la verità è che non c’è nulla di cui meravigliarsi: da noi accade tutto ciò che solitamente vediamo realizzarsi in quei paesi dell’america latina o del terzo mondo, Stati dove livelli alti di corruzione – grazie alla complicità di uomini delle istituzioni –  permettono ad affaristi, politici e mafiosi, di compiere tutte quelle attività illegali e criminali!!! 
D’altronde come non ricordare la nostra nazione che si attesta ogni anno fra i fanalini di coda in Europa ed è piazzata nel mondo alla 53° posizione, dietro nazioni come la Namibia, Botswana e Rwanda!!!
Ma d’altronde se nessuno verifica una lettera spedita in carcere su carta intestata della Camera (per questo non sottoposta ad alcun controllo… viene da chiedersi se non vi sia molta superficialità da parte di chi dovrebbe attuare quelle azioni di contrasto, ma come ripeto spesso: “s’inni futtuni”…), su cui si cela un un vero e proprio “pizzino” scritto dal boss. 

Se ci pensiamo un attimo, non possiamo che ammirare questo sig. Antonino Nicosia, già un genio… quantomeno fino a ieri, essendo riuscito a sottrarre in maniera agevole una risma di carta intestata della nostra Camera dei deputati, per poter comunicare con i propri associati mafiosi, attualmente detenuti!!!

No… perdonate la battuta, ma la verità è che non è lui ad essere stato un genio, ma molti altri ad essersi comportati come “CRETINI”, individui che certamente andrebbero licenziati in tronco!!! 
D’altronde se si pensa che il destinatario era Santo Sacco – un esponente della famiglia mafiosa di Castelvetrano e uomo di fiducia di Matteo Messina Denaro – il quale, visto quanto riusciva a compiere, si faceva anche vanto con i propri compagni di cella… così come lo stesso Nicosia racconta in un colloquio con l’onorevole Giuseppina Occhionero, divenuta la sua chiave d’accesso nei penitenziari italiani...

Peraltro le intercettazioni tra l’onorevole e il Nicosia parlano chiaro: “La carta intestata della Camera, cioè io sono Santo Sacco, pure qua dentro, capito?“; 

Occhionero: “Gli è piaciuta?“;
Nicosia: Ma certo, la carta intestata della Camera, gli potevo mandare una cosa così? Mi sono fatto dare un blocchetto di carta intestata…”.
Occhionero: “Bravo!”.
Nicosia: “Con la firma sotto perché ho firmato tutte e due, gli ho messo Onorevole … e lui questa cosa la porterà in giro come fidanzata …”.
Occhionero: “Amoooreee”… 
Nicosia: “Come una fidanzata… Io sono Santo Sacco anche in galera!!! E il Primo ministro è sempre a Castelvetrano, non si scherza… (e ride…)”!!!
Se si pensa che il “primo ministro” sarebbe il super-latitante Matteo Messina Denaro, viene da piangere… tanto da dire al’onorevole: non parlare a matula (a vanvera, ndr)… Santo Sacco non sbaglia, il braccio destro del primo ministro, non sbaglia. Non sbagliare a parlare tu, invece… per proseguire con una sorta di invocazione… “Noi preghiamo San Matteo… tutti i Matteo… quelli buoni e quelli cattivi… San Matteo proteggici… Onorevole Occhionero… mai, mai si deve dire che siamo stati contro San Matteo, non si può sapere mai… Per ora c’è San Matteo che comanda e noi siamo, preghiamo San Matteo… grazie San Matteo per quello che ci dai tutti i giorni… grazie…!!!
Se si pensa che i messaggi che Nicosia avrebbe portato dentro e fuori dal carcere riguardano – secondo gli inquirenti – possibili collaborazioni coi magistrati da scongiurare, progetti di estorsioni e attentati/omicidi, ed anche sostegni politici nei confronti di alcuni partiti garantisti…
Cosa dire, altro che 53esima nell’indice di Transparency International… continuando con questo intangibile contrasto, diverremo presto – se non lo siamo già – duecentesimi nel mondo nella classifica della legalità!!! 
Ma d’altronde si sa, il nostro è il paese delle contraddizioni: quanti di voi ad esempio sanno che San Matteo è il protettore della Guardia di Finanza???

San "Matteo" da Castelvetrano…

Non “pizzini” ma lettere scritte sulla carta della Camera dei deputati!!!

Sembra incredibile quanto avviene in questo nostro paese, ma la verità è che non c’è nulla di cui meravigliarsi: da noi accade tutto ciò che solitamente vediamo realizzarsi in quei paesi dell’america latina o del terzo mondo, Stati dove livelli alti di corruzione – grazie alla complicità di uomini delle istituzioni –  permettono ad affaristi, politici e mafiosi, di compiere tutte quelle attività illegali e criminali!!! 
D’altronde come non ricordare la nostra nazione che si attesta ogni anno fra i fanalini di coda in Europa ed è piazzata nel mondo alla 53° posizione, dietro nazioni come la Namibia, Botswana e Rwanda!!!
Ma d’altronde se nessuno verifica una lettera spedita in carcere su carta intestata della Camera (per questo non sottoposta ad alcun controllo… viene da chiedersi se non vi sia molta superficialità da parte di chi dovrebbe attuare quelle azioni di contrasto, ma come ripeto spesso: “s’inni futtuni”…), su cui si cela un un vero e proprio “pizzino” scritto dal boss. 

Se ci pensiamo un attimo, non possiamo che ammirare questo sig. Antonino Nicosia, già un genio… quantomeno fino a ieri, essendo riuscito a sottrarre in maniera agevole una risma di carta intestata della nostra Camera dei deputati, per poter comunicare con i propri associati mafiosi, attualmente detenuti!!!

No… perdonate la battuta, ma la verità è che non è lui ad essere stato un genio, ma molti altri ad essersi comportati come “CRETINI”, individui che certamente andrebbero licenziati in tronco!!! 
D’altronde se si pensa che il destinatario era Santo Sacco – un esponente della famiglia mafiosa di Castelvetrano e uomo di fiducia di Matteo Messina Denaro – il quale, visto quanto riusciva a compiere, si faceva anche vanto con i propri compagni di cella… così come lo stesso Nicosia racconta in un colloquio con l’onorevole Giuseppina Occhionero, divenuta la sua chiave d’accesso nei penitenziari italiani...

Peraltro le intercettazioni tra l’onorevole e il Nicosia parlano chiaro: “La carta intestata della Camera, cioè io sono Santo Sacco, pure qua dentro, capito?“; 

Occhionero: “Gli è piaciuta?“;
Nicosia: Ma certo, la carta intestata della Camera, gli potevo mandare una cosa così? Mi sono fatto dare un blocchetto di carta intestata…”.
Occhionero: “Bravo!”.
Nicosia: “Con la firma sotto perché ho firmato tutte e due, gli ho messo Onorevole … e lui questa cosa la porterà in giro come fidanzata …”.
Occhionero: “Amoooreee”… 
Nicosia: “Come una fidanzata… Io sono Santo Sacco anche in galera!!! E il Primo ministro è sempre a Castelvetrano, non si scherza… (e ride…)”!!!
Se si pensa che il “primo ministro” sarebbe il super-latitante Matteo Messina Denaro, viene da piangere… tanto da dire al’onorevole: non parlare a matula (a vanvera, ndr)… Santo Sacco non sbaglia, il braccio destro del primo ministro, non sbaglia. Non sbagliare a parlare tu, invece… per proseguire con una sorta di invocazione… “Noi preghiamo San Matteo… tutti i Matteo… quelli buoni e quelli cattivi… San Matteo proteggici… Onorevole Occhionero… mai, mai si deve dire che siamo stati contro San Matteo, non si può sapere mai… Per ora c’è San Matteo che comanda e noi siamo, preghiamo San Matteo… grazie San Matteo per quello che ci dai tutti i giorni… grazie…!!!
Se si pensa che i messaggi che Nicosia avrebbe portato dentro e fuori dal carcere riguardano – secondo gli inquirenti – possibili collaborazioni coi magistrati da scongiurare, progetti di estorsioni e attentati/omicidi, ed anche sostegni politici nei confronti di alcuni partiti garantisti…
Cosa dire, altro che 53esima nell’indice di Transparency International… continuando con questo intangibile contrasto, diverremo presto – se non lo siamo già – duecentesimi nel mondo nella classifica della legalità!!! 
Ma d’altronde si sa, il nostro è il paese delle contraddizioni: quanti di voi ad esempio sanno che San Matteo è il protettore della Guardia di Finanza???

Mafia capitale??? Ma quando mai… ma quale mafia…

Mafia Capitale non era una mafia“!!!
Così ha stabilito la sesta sezione penale della Corte di Cassazione!!!
Sì… come solitamente avviene nei nostri processi le sentenze vengono ribaltate, già è come se nei vari gradi di giudizio coloro che debbono giudicare vengano di volta in volta sostituiti, no… non mi riferisco ai magistrati (quella è una cosa risaputa…), no… mi riferisco all’impressione che se ne riceve è cioè che sembra che una volta ci siano dei filosofi, altre volte dei carnefici e per ultimi a decidere ci siano dei beati…
Sì… perché non può essere che assistiamo continuamente a questi ribaltamenti di sentenze… mai una continuità di giudizio dall’inizio alla fine, ma come si dice… chi ci capisce è bravo!!!
Ricordiamo cos’è avvenuto…
Tutto ebbe inizio circa cinque anni fa quando l’indagine della Procura aveva prodotto decine di arresti con centinaia di indagati, tra cui alcuni politici…

Dalle intercettazioni si scopriva un’organizzazione criminale che controllava tutto e attraverso una serie di condotte illegali riusciva a realizzare enormi profitti, grazie soprattutto ai servizi sociali e all’emergenza dei profughi, ai quali – attraverso società a modello onlus – offrivano i propri servizi in affidamento diretto…
Lo chiamavano il “Mondo di mezzo”, già con questa frase spiegava uno dei capi quella attività illecita: “Ci sono i vivi sopra e i morti sotto… un mondo in cui tutti si incontrano”!!!
Questa struttura basata sulla intermediazione tra affari illegali, corruzione, soprusi è secondo i magistrati della Cassazione – di cui si attendono ancora oggi le motivazioni – non un modello mafioso, ma solo un’associazione a delinquere!!!
Secondo quest’ultimi, quanto compiuto da quella associazione non rientra nei parametri stabiliti dal 416 bis, che definisce il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso, a differenza di come la sentenza d’appello ne avesse viceversa riconosciuto l’articolo 416 bis…
Ed allora mi sono chiesto, come può essere che professionisti preparati quali sono i magistrati, possano avere diverse interpretazioni su uno stesso articolo legislativo…
Quindi ho cercato di comprendere, ed ecco che mi sono andato a ricercare questo benedetto “Articolo 416 bis” del Codice penale (R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398) ed allora mi sono permesso di evidenziare in grassetto alcuni passaggi fondamentali per comprendere meglio quali differenze sostanziali possono aver indotto quei magistrati a sentenze diverse: Chiunque fa parte di un’associazione di tipo mafioso formata da tre o più persone (2), è punito con la reclusione da dieci a quindici anni.
Coloro che promuovono, dirigono o organizzano l’associazione sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da dodici a diciotto anni [112 n. 2].
L’associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione (3) del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri, ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali (4) (5).

Se l’associazione è armata si applica la pena della reclusione da dodici a venti anni nei casi previsti dal primo comma e da quindici a ventisei anni nei casi previsti dal secondo comma.
L’associazione si considera armata quando i partecipanti hanno la disponibilità, per il conseguimento della finalità dell’associazione, di armi o materie esplodenti, anche se occultate o tenute in luogo di deposito.
Se le attività economiche di cui gli associati intendono assumere o mantenere il controllo sono finanziate in tutto o in parte con il prezzo, il prodotto, o il profitto di delitti, le pene stabilite nei commi precedenti sono aumentate da un terzo alla metà.
Nei confronti del condannato è sempre obbligatoria la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne sono il prezzo, il prodotto, il profitto o che ne costituiscono l’impiego [240] (6).
Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alla camorra, alla ‘ndrangheta (7) e alle altre associazioni, comunque localmente denominate anche straniere, che valendosi della forza intimidatrice del vincolo associativo perseguono scopi corrispondenti a quelli delle associazioni di tipo mafioso [32quater].
Scusate ma leggendo quanto sopra mi chiedevo: quale parte dell’articolo non è stato chiaro???

Mafia capitale??? Ma quando mai… ma quale mafia…

Mafia Capitale” non era mafia!!!
Così ha stabilito la sesta sezione penale della Corte di Cassazione!!!
Sì… come ormai solitamente avviene nei nostri processi, le sentenze vengono ribaltate, già è come se nei vari gradi di giudizio coloro che debbono giudicare siano di volta in volta sostituiti, no… non mi riferisco ai magistrati (quella è una cosa risaputa…), no… mi riferisco all’impressione che se ne riceve da quelle sentenze, è come se ci si affidi a soggetti che nulla centrino con la giustizia: una volta sembrano dei filosofi, altre volte dei carnefici e per ultimi a decidere pare che ci siano dei santi protettori…
Sì… perché non può essere che assistiamo costantemente a questi ribaltamenti di sentenze, mai che ci sia una continuità di giudizio, dall’inizio alla fine, ma… come si dice, chi ci capisce è bravo!!!
Ricordiamo cos’è avvenuto…
Tutto ebbe inizio circa cinque anni fa quando l’indagine della Procura di Roma aveva prodotto decine di arresti con centinaia d’indagati, tra cui alcuni politici…

Dalle intercettazioni si scopriva la presenza di un’organizzazione criminale che controllava tutto e come attraverso una serie di condotte truffaldine riusciva a realizzare enormi profitti, grazie soprattutto ai servizi sociali legati all’emergenza dei profughi, compiute attraverso società illegali  che offrivano i propri servizi in affidamento diretto…
Lo chiamavano il “Mondo di mezzo”, già con questa frase spiegava uno dei capi quella attività illecita: “Ci sono i vivi sopra e i morti sotto… un mondo in cui tutti si incontrano”!!!
Questa struttura basata sulla intermediazione tra affari illegali, corruzione, soprusi è secondo i magistrati della Cassazione – di cui si attendono ancora oggi le motivazioni – non un modello mafioso, ma solo un’associazione a delinquere!!!
Secondo quest’ultimi, quanto compiuto da quella associazione non rientra nei parametri stabiliti dal 416 bis, che definisce il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso, a differenza di come la sentenza d’appello ne avesse viceversa riconosciuto l’articolo 416 bis…
Ed allora mi sono chiesto, come può essere che professionisti preparati quali sono i magistrati, possano avere diverse interpretazioni su uno stesso articolo legislativo…
Quindi ho cercato di comprendere, ed ecco che mi sono andato a ricercare questo benedetto “Articolo 416 bis” del Codice penale (R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398) ed ecco quindi che mi sono permesso di evidenziare in grassetto alcuni passaggi fondamentali per meglio comprendere quali differenze sostanziali possono aver indotto quei magistrati a giungere a sentenze così diverse: Chiunque fa parte di un’associazione di tipo mafioso formata da tre o più persone (2), è punito con la reclusione da dieci a quindici anni.
Coloro che promuovono, dirigono o organizzano l’associazione sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da dodici a diciotto anni [112 n. 2].
L’associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione (3) del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri, ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali (4) (5).

Se l’associazione è armata si applica la pena della reclusione da dodici a venti anni nei casi previsti dal primo comma e da quindici a ventisei anni nei casi previsti dal secondo comma.
L’associazione si considera armata quando i partecipanti hanno la disponibilità, per il conseguimento della finalità dell’associazione, di armi o materie esplodenti, anche se occultate o tenute in luogo di deposito.
Se le attività economiche di cui gli associati intendono assumere o mantenere il controllo sono finanziate in tutto o in parte con il prezzo, il prodotto, o il profitto di delitti, le pene stabilite nei commi precedenti sono aumentate da un terzo alla metà.
Nei confronti del condannato è sempre obbligatoria la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne sono il prezzo, il prodotto, il profitto o che ne costituiscono l’impiego [240] (6).
Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alla camorra, alla ‘ndrangheta (7) e alle altre associazioni, comunque localmente denominate anche straniere, che valendosi della forza intimidatrice del vincolo associativo perseguono scopi corrispondenti a quelli delle associazioni di tipo mafioso [32quater].
Scusate ma leggendo quanto sopra mi chiedevo: quale parte dell’articolo non è stato loro chiaro???

ILLIMITY BANK: la prima banca digitale "online" che proverà a demolire le superate banche tradizionali!!!

Come avevo previsto… ecco la presentazione di una nuova banca completamente “online e digitale”!!!
Si chiama illimity, ed appartiene al “Gruppo Illimity”. 
Se è vero che la tecnologia permette di essere diversi, allora bisogna andare fino in fondo” – ha detto Corrado Passera, CEO del Gruppo Illimity – durante la presentazione alla stampa della banca…
Facile da usare…basta un  app, non avete così bisogno di andare in alcun luogo fisico.
Niente più code… ed è possibile compiere tutte le operazioni finora svolte presso la vostra banca!!!
E’ possibile l’aggregazione dei conti correnti e delle carte di altri istituti bancari per monitorare il tutto tramite l’app di illimity; inoltre sono previsti grafici e informazioni sulle spese suddivise per negozio o categoria merceologica; risparmio automatico con l’arrotondamento all’euro successivo e promemoria sulle spese fisse, come ad esempio l’affitto.
Certo sono gli stessi servizi bancari che la vostra banca offre già… ma illimity permette di mettere insieme tutto, di usufruire dei servizi senza muoversi di casa, già… e per tutti coloro che vogliono una banca snella!!! 
Ma sono soprattutto le offerte bancarie a fare la differenza…  
Carta di credito a canone zero per gli utenti Plus
illimity, offrirà anche prestiti e mutui, anche se attraverso partner esterni. 
Indipendentemente, fornirà carte (debito, credito e prepagate), conti correnti e conti deposito con due tipologie di conto corrente: Plus e Smart. 
Il primo include molteplici vantaggi, come carta di credito senza canone e prelievo gratuiti illimitati. 
Anche i costi dei bonifici istantanei sono azzerati per i correntisti Plus.
Inoltre chi apre un conto illimity fino al 15 Novembre avrà accesso al conto Plus per un anno a zero spese e dopo i primi 12 mesi, per mantenere tale gratuità, basterà semplicemente soddisfare almeno due condizioni, come ad esempio l’accredito di uno stipendio o di una pensione di almeno 750 euro oppure l’addebito di una bolletta o di un abbonamento (anche Spotify o Netflix) o un pagamento di almeno 300 euro al mese con le carte. 
In caso contrario, l’utente Plus sarà “retrocesso” al conto Smart, che prevede diversi costi: 20 euro l’anno di canone per la carta di credito e 2 euro per ogni bonifico istantaneo, per esempio.
Sui conti deposito a 5 anni sono garantiti tassi del 3,25%, che scendono all’1,50% per conti deposito vincolati per 12 mesi.
Dice il CEO Passera: “Nessuno in giro per l’Europa ha tutte queste caratteristiche”…
È una banca a tutti gli effetti… non un singolo prodotto. Una banca completa, che ha tutto ciò che serve.

L’assistenza alla clientela sarà gestite da persone umane, che lavorano nella sede milanese dell’azienda.
Nessun call center straniero, insomma… “La differenza la fa la ricetta” ha fatto eco Carlo Panella, Chief Digital Operation Officer di illimity.

La banca illimity fa affidamento su tre data center: uno a Biella, un altro ad Amsterdam e un terzo a Dublino. 
Tra i diversi partner coinvolti ci sono Nexi per le carte, Fabrick per la piattaforma di open banking e Microsoft per il cloud. 
Le carte illimity sono inoltre compatibili con Apple Pay e Google Pay.
La banca illimity è il terzo atto del gruppo, attivo già dal 2018. Con la sua prima iniziativa, Spacx, il Gruppo Illimity – fondato da Passera – ha raccolto 600 milioni di euro in tutto il mondo. 
La banca illimity nasce dalla consapevolezza che ci sono circa 15 milioni di potenziali clienti “bramosi” di servizi bancari digitali, anche se gli obiettivi di illimity sono molto più umili: 200mila clienti entro il 2023!!!

Il debutto di illimity in Italia arriva a pochi giorni di distanza dall’obbligo di adesione alla direttiva europea PSD2 sui pagamenti digitali. 

Cosa dire… potrebbe essere una partenza per demolire definitivamente tutte quelle banche tradizionali  per come le abbiamo conosciute finora… 
D’altronde le tecnologie digitali, le nuove regolamentazioni e soprattutto le prossime politiche monetarie, in particolare l’arrivo della cripto valuta, saranno fattori determinanti che combinati insieme, porteranno via una serie di attività svolte finora dalle banche tradizionali e difatti prevedo sin d’ora come la stragrande maggioranza di esse… non sopravviverà!!!

ILLIMITY BANK: la prima banca digitale "online" che proverà a demolire le superate banche tradizionali!!!

Come avevo previsto… ecco la presentazione di una nuova banca completamente “online e digitale”!!!
Si chiama illimity, ed appartiene al “Gruppo Illimity”. 
Se è vero che la tecnologia permette di essere diversi, allora bisogna andare fino in fondo” – ha detto Corrado Passera, CEO del Gruppo Illimity – durante la presentazione alla stampa della banca…
Facile da usare…basta un  app, non avete così bisogno di andare in alcun luogo fisico.
Niente più code… ed è possibile compiere tutte le operazioni finora svolte presso la vostra banca!!!
E’ possibile l’aggregazione dei conti correnti e delle carte di altri istituti bancari per monitorare il tutto tramite l’app di illimity; inoltre sono previsti grafici e informazioni sulle spese suddivise per negozio o categoria merceologica; risparmio automatico con l’arrotondamento all’euro successivo e promemoria sulle spese fisse, come ad esempio l’affitto.
Certo sono gli stessi servizi bancari che la vostra banca offre già… ma illimity permette di mettere insieme tutto, di usufruire dei servizi senza muoversi di casa, già… e per tutti coloro che vogliono una banca snella!!! 
Ma sono soprattutto le offerte bancarie a fare la differenza…  
Carta di credito a canone zero per gli utenti Plus
illimity, offrirà anche prestiti e mutui, anche se attraverso partner esterni. 
Indipendentemente, fornirà carte (debito, credito e prepagate), conti correnti e conti deposito con due tipologie di conto corrente: Plus e Smart. 
Il primo include molteplici vantaggi, come carta di credito senza canone e prelievo gratuiti illimitati. 
Anche i costi dei bonifici istantanei sono azzerati per i correntisti Plus.
Inoltre chi apre un conto illimity fino al 15 Novembre avrà accesso al conto Plus per un anno a zero spese e dopo i primi 12 mesi, per mantenere tale gratuità, basterà semplicemente soddisfare almeno due condizioni, come ad esempio l’accredito di uno stipendio o di una pensione di almeno 750 euro oppure l’addebito di una bolletta o di un abbonamento (anche Spotify o Netflix) o un pagamento di almeno 300 euro al mese con le carte. 
In caso contrario, l’utente Plus sarà “retrocesso” al conto Smart, che prevede diversi costi: 20 euro l’anno di canone per la carta di credito e 2 euro per ogni bonifico istantaneo, per esempio.
Sui conti deposito a 5 anni sono garantiti tassi del 3,25%, che scendono all’1,50% per conti deposito vincolati per 12 mesi.
Dice il CEO Passera: “Nessuno in giro per l’Europa ha tutte queste caratteristiche”…
È una banca a tutti gli effetti… non un singolo prodotto. Una banca completa, che ha tutto ciò che serve.

L’assistenza alla clientela sarà gestite da persone umane, che lavorano nella sede milanese dell’azienda.
Nessun call center straniero, insomma… “La differenza la fa la ricetta” ha fatto eco Carlo Panella, Chief Digital Operation Officer di illimity.

La banca illimity fa affidamento su tre data center: uno a Biella, un altro ad Amsterdam e un terzo a Dublino. 
Tra i diversi partner coinvolti ci sono Nexi per le carte, Fabrick per la piattaforma di open banking e Microsoft per il cloud. 
Le carte illimity sono inoltre compatibili con Apple Pay e Google Pay.
La banca illimity è il terzo atto del gruppo, attivo già dal 2018. Con la sua prima iniziativa, Spacx, il Gruppo Illimity – fondato da Passera – ha raccolto 600 milioni di euro in tutto il mondo. 
La banca illimity nasce dalla consapevolezza che ci sono circa 15 milioni di potenziali clienti “bramosi” di servizi bancari digitali, anche se gli obiettivi di illimity sono molto più umili: 200mila clienti entro il 2023!!!

Il debutto di illimity in Italia arriva a pochi giorni di distanza dall’obbligo di adesione alla direttiva europea PSD2 sui pagamenti digitali. 

Cosa dire… potrebbe essere una partenza per demolire definitivamente tutte quelle banche tradizionali  per come le abbiamo conosciute finora… 
D’altronde le tecnologie digitali, le nuove regolamentazioni e soprattutto le prossime politiche monetarie, in particolare l’arrivo della cripto valuta, saranno fattori determinanti che combinati insieme, porteranno via una serie di attività svolte finora dalle banche tradizionali e difatti prevedo sin d’ora come la stragrande maggioranza di esse… non sopravviverà!!!

In Sicilia… 1000 operai costruiscono una ferrovia in 4 ore e mezza??? Ah… no… scusate l’erronea informazione: l’opera è stata realizzata in Cina!!!

 

Se non mi credete c’è un video che dimostra come in Cina è stata costruita una linea ferroviaria di ben 88 km in sole 4 ore e mezzo!!!
Siamo in Cina, nella provincia del Fujian, dove sono state unite le città di Fuzhou e Pingtan grazie al lavoro certosino di oltre mille operai… Un cantiere aperto alle 23:30 per essere terminato alle 4 del giorno dopo!!!
Già… sono bastate solo 4 ore e mezza per realizzare quanto da noi viene compiuto in anni…
Ed allora mi rivolgo al Governatore della regione siciliana: caro Presidente Musumeci, visto quanto accade, non sarebbe meglio affidare i lavori da completarsi e quelli ancora da realizzare alle imprese cinesi, visto peraltro quanto accade – a seguito sei provvedimenti giudiziari- alle nostre…???
Infatti, tra società sottoposte a sequestri/confische, episodi di corruzione che hanno visto in questi anni molti dei nostri dirigenti indagati… ai quali vanno sommati altrettanti funzionari e dipendenti facenti parte di quel sistema personale basato sulle contropartite!!!
Sì… un mondo quello degli appalti basato principalmente sul malaffare, secondo una ben conosciuta procedura illegale, incentrata principalmente grazie ad una penetrazione capillare nel tessuto sociale, economico, imprenditoriale, politico e istituzionale!!!
Ma come ben sappiamo, non è solo il denaro a rappresentare il principale strumento dell’accordo illecito, ma vi è anche quel cosiddetto “clientelismo” che porta all’assunzione di coniugi, congiunti e/o soggetti comunque legati al corrotto, a cui seguono solitamente l’assegnazione di prestazioni professionali sotto forma di consulenze conferite ad amici, tutti personaggi o realtà giuridiche riconducibili al corrotto e in ogni caso compiacenti, per concludersi infine con quelle abituali regalie ovunque presenti…
Ovviamente a risentire di tutto ciò alla fine sono i cittadini, già…  che si ritrovano non solo a vedere realizzate quelle opere – quando finalmente concluse – dopo lunghi anni, ma scoprire come la maggior parte di esse, dopo solo poco tempo, dimostrano tutta quella loro “corruttibilità”, in quanto manifestano immediatamente quella loro fragilità e insicurezza, in quanto realizzate in maniera difforme da quanto previsto nei capitolati speciali d’appalto!!!
Ed allora, tralasciando progetti “fantasiosi” come quelli del Ponte sullo Stretto, viene da chiedersi, quando termineranno i cantieri sulla Palermo-Agrigento e quelli della Agrigento-Caltanissetta???
E cosa dire della completamento della Siracusa-Gela o dell’autostrada Catania-Ragusa??? 
Ed ancora, quanto altro tempo ci vorrà per vedere conclusi i lavori sulla Catania-Messina e sulla Messina-Palermo???
Non tocchiamo poi l’argomento ferrovie o di quella cosiddetta “alta velocità” Catania-Palermo su cui forse i miei nipoti un giorno viaggeranno… 
Si… lasciamo perdere, perché tanto lo sanno tutti, in particolare i miei conterranei, che con un sistema siciliano qual’è il nostro, politico/mafioso/imprenditoriale e clientelare, i lavori dureranno sempre un eternità!!!
Già… perché grazie a quel denaro si potranno pagare tutti, si… ahimè anche i voti dei cittadini!!! 
Ecco perché forse è giunto il tempo di chiamare per i nostri appalti… le imprese cinesi!!!

In Sicilia… 1000 operai costruiscono una ferrovia in 4 ore e mezza??? Ah… no… scusate l'erronea informazione: l'opera è stata realizzata in Cina!!!

 

Se non mi credete c’è un video che dimostra come in Cina è stata costruita una linea ferroviaria di ben 88 km in sole 4 ore e mezzo!!!
Siamo in Cina, nella provincia del Fujian, dove sono state unite le città di Fuzhou e Pingtan grazie al lavoro certosino di oltre mille operai… Un cantiere aperto alle 23:30 per essere terminato alle 4 del giorno dopo!!!
Già… sono bastate solo 4 ore e mezza per realizzare quanto da noi viene compiuto in anni…
Ed allora mi rivolgo al Governatore della regione siciliana: caro Presidente Musumeci, non sarebbe meglio affidare i lavori da completarsi ed anche quelli ancora da realizzare direttamente alle imprese cinesi, visto peraltro quanto accade ahimè alle nostre a seguito dei costanti provvedimenti giudiziari…???
Difatti, tra società sottoposte a sequestri/confische, episodi di corruzione che hanno visto in questi anni molti dirigenti indagati ai quali vanno sommati tutti quei funzionari e dipendenti facenti parte di quel cosiddetti sistema corruttivo basato sulle note contropartite…
Sì, un mondo come quello degli appalti, basato principalmente sul malaffare, secondo ben conosciute procedure illegali, favorito da una penetrazione capillare nel tessuto sociale, economico, imprenditoriale, politico e istituzionale!!!
Ma come ben sappiamo, non è solo il denaro a rappresentare il principale strumento di quell’accordo illecito, vi è anche il cosiddetto “clientelismo” che porta all’assunzione di coniugi, congiunti e/o soggetti comunque legati a quel soggetto corrotto, a cui seguono solitamente l’assegnazione di prestazioni professionali sotto forma di consulenze conferite ad amici, tutti personaggi o realtà giuridiche riconducibili e in ogni caso compiacenti, per concludere infine quel giro vizioso con le abituali regalie sempre presenti…
Ovviamente a risentire di tutto ciò alla fine sono i cittadini, già…  che si ritrovano a vedere realizzate quelle opere – quando finalmente concluse – dopo lunghi anni, ma scoprire come la maggior parte di esse, solo dopo poco tempo, si dimostrano fragili a causa di quella loro “corruttibilità”, in quanto manifestano immediatamente tutta la loro inadeguatezza e insicurezza, poiché realizzate in maniera difforme da quanto previsto nel “Capitolato speciale d’appalto“!!!
Ed allora, tralasciando progetti “fantasiosi” come quelli del Ponte sullo Stretto, viene da chiedersi quando termineranno i cantieri sulla Palermo-Agrigento e quelli sulla Agrigento-Caltanissetta???
E cosa dire della completamento della Siracusa-Gela o dell’autostrada Catania-Ragusa??? 
Ed ancora, quanto altro tempo ci vorrà per vedere conclusi i lavori sulla Catania-Messina e sulla Messina-Palermo???
Non tocchiamo poi l’argomento ferrovie, già… di quella cosiddetta “alta velocità” Catania-Palermo su cui forse i miei nipoti un giorno potranno viaggiare… 
Si… lasciamo perdere, perché tanto lo sanno tutti, in particolare i miei conterranei, che con un sistema siciliano qual’è il nostro, politico/mafioso/imprenditoriale e clientelare, i lavori dureranno sempre un eternità!!!
Già… perché grazie a quel denaro si potranno pagare tutti, si… ahimè anche i voti dei cittadini!!! 
Ecco perché forse è giunto il tempo di chiamare per i nostri appalti… le imprese cinesi!!!

1° Novembre: come non ricordare l’omicidio di Meredith Kercher…

Era la sera del 1° Novembre del 2007 quando la studentessa (22enne) Meredith Kercher, è stata trovata uccisa in un appartamento di Perugia..
La vicenda dell’omicidio come sappiamo si è chiusa con un unico punto fermo, quello cioè che ad ucciderla è stato Rudy Guede, l’unico tra i tre imputati a dover scontare una pena di sedici anni, mentre gli altri due imputati, Raffaele Sollecito e Amanda Knox sono stati assolti dalla Corte di Cassazione dall’accusa di aver ucciso la studentessa inglese…
Sappiamo bene come erano in molti a pensare ad una sentenza definitiva di condanna, mentre c’era chi credeva ad un processo d’appello-ter con annullamento del verdetto della Corte d’assise di secondo grado di Firenze che aveva dichiarato anche i due giovani colpevoli dell’omicidio… 
Ma alla fine come sappiamo la Suprema Corte ha scelto una nuova via, sicuramente la più difficile, ma che ha deciso per l’assoluzione degli imputati “per non aver commesso il fatto“!!!
O meglio – come spiega l’indicazione, nel dispositivo, del secondo comma dell’articolo 530 del codice di procedura penale – i due imputati sono stati scagionati per insufficienza di prova!!!
Anche se esiste un’ulteriore condanna diventata definitiva per l’americana Amanda: tre anni per aver calunniato un estraneo, Patrik Lumumba, accusandolo dell’omicidio nella prima fase delle indagini!!!
Va ricordato come l’ivoriano Rudy Guede avesse sin da subito ammesso la sua presenza nella villetta del delitto, affermando però di essere stato in bagno mentre la Kercher veniva uccisa da altre due persone…
Lo stesso ha poi dichiarato (più o meno espressamente) che in casa c’erano pure il Sollecito e la Knox!!!
I due viceversa hanno sempre negato di essere stati nella villetta la sera dell’omicidio, evidenziando come fossero entrambi a casa del Sollecito, dove avrebbero dormito…
Una versione alla quale sin da subito non ha creduto la polizia che ha condotto una complessa indagine… tanto da aver portato gli inquirenti a trovare tracce di Dna del Sollecito sul gancetto del reggiseno della studentessa inglese ed anche impronte di piedi nudi insanguinati oltre ad alcune testimonianze raccolte che collocavano i due giovani nell’abitazione mentre la Kercher veniva uccisa!!!
L’omicidio è stato sin da subito ipotizzato a sfondo sessuale, ma la ricostruzione della polizia non ha convinto la Cassazione, la quale ha posto la parola fine alla vicenda giudiziaria sia di Amanda Knox che di Raffaele Sollecito, assolvendoli definitivamente dall’accusa di omicidio…
Cosa aggiungere, forse ha detto bene la madre di Meredith…
Già come dargli torto, d’altronde alla fine di quell’omicidio cosa resta… tanti dubbi ed un solo assassino già a piede libero avendo ottenuto dai giudici del Tribunale di Roma accolta in parte l’istanza della propria difesa che gli permesso di avere la semilibertà, per alcune ore al giorno, se pur deve rientrare in penitenziario ogni sera…
La signora Airline Kercher comunque non ritiene che sia stata fatta giustizia sulla morte di sua figlia: “Volevamo sapere chi l’avesse uccisa e vedere punito il colpevole o i colpevoli. Invece, dopo otto anni, siamo tornati alla casella di partenza, già… nessuno sembra in grado di arrivare alla verità: “Cosa è successo quella sera? 
Chi c’era con lui (Rudy Guede) quella notte??? Ma soprattutto non risparmia la sua delusione nei confronti dell’Italia, per come è stata gestita la vicenda. “La nostra famiglia ha sempre espresso fiducia nella giustizia del vostro paese. Adesso siamo delusi. Perché non c’è una soluzione del delitto. Finisce tutto così, con un punto interrogativo. E allora questo verdetto è una sconfitta del sistema giudiziario italiano”!!!
Infatti, una ragazza è morta e purtroppo la verità (forse) verrà scontata in vita soltanto da chi ha commesso quell’omicidio e non è detto che forse – per come riportato nella Bibbia – non ci saranno anche altre conseguenze: “l’empio non rimarrà impunito, la sua malvagità ed il suo peccato riceverà la giusta retribuzione!!!

1° Novembre: come non ricordare l'omicidio di Meredith Kercher…

Era la sera del 1° Novembre del 2007 quando la studentessa (22enne) Meredith Kercher, è stata trovata uccisa in un appartamento di Perugia..
La vicenda dell’omicidio come sappiamo si è chiusa con un unico punto fermo, quello cioè che ad ucciderla è stato Rudy Guede, l’unico tra i tre imputati a dover scontare una pena di sedici anni, mentre gli altri due imputati, Raffaele Sollecito e Amanda Knox sono stati assolti dalla Corte di Cassazione dall’accusa di aver ucciso la studentessa inglese…
Sappiamo bene come erano in molti a pensare ad una sentenza definitiva di condanna, mentre c’era chi credeva ad un processo d’appello-ter con annullamento del verdetto della Corte d’assise di secondo grado di Firenze che aveva dichiarato anche i due giovani colpevoli dell’omicidio… 
Ma alla fine come sappiamo la Suprema Corte ha scelto una nuova via, sicuramente la più difficile, ma che ha deciso per l’assoluzione degli imputati “per non aver commesso il fatto“!!!
O meglio – come spiega l’indicazione, nel dispositivo, del secondo comma dell’articolo 530 del codice di procedura penale – i due imputati sono stati scagionati per insufficienza di prova!!!
Anche se esiste un’ulteriore condanna diventata definitiva per l’americana Amanda: tre anni per aver calunniato un estraneo, Patrik Lumumba, accusandolo dell’omicidio nella prima fase delle indagini!!!
Va ricordato come l’ivoriano Rudy Guede avesse sin da subito ammesso la sua presenza nella villetta del delitto, affermando però di essere stato in bagno mentre la Kercher veniva uccisa da altre due persone…
Lo stesso ha poi dichiarato (più o meno espressamente) che in casa c’erano pure il Sollecito e la Knox!!!
I due viceversa hanno sempre negato di essere stati nella villetta la sera dell’omicidio, evidenziando come fossero entrambi a casa del Sollecito, dove avrebbero dormito…
Una versione alla quale sin da subito non ha creduto la polizia che ha condotto una complessa indagine… tanto da aver portato gli inquirenti a trovare tracce di Dna del Sollecito sul gancetto del reggiseno della studentessa inglese ed anche impronte di piedi nudi insanguinati oltre ad alcune testimonianze raccolte che collocavano i due giovani nell’abitazione mentre la Kercher veniva uccisa!!!
L’omicidio è stato sin da subito ipotizzato a sfondo sessuale, ma la ricostruzione della polizia non ha convinto la Cassazione, la quale ha posto la parola fine alla vicenda giudiziaria sia di Amanda Knox che di Raffaele Sollecito, assolvendoli definitivamente dall’accusa di omicidio…
Cosa aggiungere, forse ha detto bene la madre di Meredith…
Già come dargli torto, d’altronde alla fine di quell’omicidio cosa resta… tanti dubbi ed un solo assassino già a piede libero avendo ottenuto dai giudici del Tribunale di Roma accolta in parte l’istanza della propria difesa che gli permesso di avere la semilibertà, per alcune ore al giorno, se pur deve rientrare in penitenziario ogni sera…
La signora Airline Kercher comunque non ritiene che sia stata fatta giustizia sulla morte di sua figlia: “Volevamo sapere chi l’avesse uccisa e vedere punito il colpevole o i colpevoli. Invece, dopo otto anni, siamo tornati alla casella di partenza, già… nessuno sembra in grado di arrivare alla verità: “Cosa è successo quella sera? 
Chi c’era con lui (Rudy Guede) quella notte??? Ma soprattutto non risparmia la sua delusione nei confronti dell’Italia, per come è stata gestita la vicenda. “La nostra famiglia ha sempre espresso fiducia nella giustizia del vostro paese. Adesso siamo delusi. Perché non c’è una soluzione del delitto. Finisce tutto così, con un punto interrogativo. E allora questo verdetto è una sconfitta del sistema giudiziario italiano”!!!
Infatti, una ragazza è morta e purtroppo la verità (forse) verrà scontata in vita soltanto da chi ha commesso quell’omicidio e non è detto che forse – per come riportato nella Bibbia – non ci saranno anche altre conseguenze: “l’empio non rimarrà impunito, la sua malvagità ed il suo peccato riceverà la giusta retribuzione!!!