Quel sistema collaudato delle toghe sporche!!! Seconda parte: la Sicilia…

Ho raccontato ieri in maniera non certo dettagliata quanto accaduto in taluni tribunali della nostra penisola; d’altronde l’interesse era quello di far emergere le vicende giudiziarie di questi ultimi anni e non entrare nello specifico dei nomi di cui ancora oggi poco si conosce…  
Viceversa, per quanto riguarda la nostra regione le circostanze emerse sono per il sottoscritto più chiare, quantomeno più lineari, anche se all’interno di quel contesto sono purtroppo ancora presenti celate articolazioni poco visibili, ma c’è di buono che quanto portato alla luce da parte delle procure ha fatto in modo da far emergere una estesa fetta di quelle collusioni che hanno evidenziato gravi accordi corruttivi, fatte da segrete intese e bustarelle  consegnate.
Come per la prima parte non elencherò i nomi di quanti hanno partecipato a quelle corruzioni, per quelli basterà ricercare nel web alla voce “cronaca”; diversamente, al sottoscritto interessa sottolineare quanto accaduto in quegli edifici “sacri“, da sempre sono considerati luoghi in cui viene amministrata la giustizia e dove la legge dovrebbe essere “uguale per tutti“!!! 
Ma come vedremo alla fine di questi due post… nulla sarà così!!!
Cominciamo quindi… 
Tutto ebbe inizio nel 2012, quando un candidato del centrodestra in Sicilia perse le elezioni per 90 preferenze e contestò il risultato, motivando la sparizione di alcune schede elettorali: in primo grado il Tar boccia tutti i ricorsi… 
Quindi il politico siciliano – secondo l’accusa – versa trenta mila euro a un mediatore, un ex giudice, che li consegna al presidente del Consiglio di giustizia amministrativa della Sicilia, il quale – siamo nel gennaio 2014 – annulla l’elezione ed ordina di ripetere il voto in nove sezioni dei comuni di Pachino e Rosolini: quelle per l’appunto dove il candidato è più forte!!! 
E difatti, nell’ottobre 2014 conquista il suo seggio, anche se ha precedenti per lesioni, furto con destrezza ed è indiziato di beneficiare di voti comprati
Ovviamente il politico respinge ogni accusa, ma quest’ultima risulta successivamente confermata dalle confessioni di due potenti avvocati siciliani, arrestati nel febbraio 2018 come grandi corruttori di magistrati!!!
L’esistenza di una rete strutturata per comprare giudici era emersa già con le prime perquisizioni e sono oltre trenta gli indagati (con accuse ancora da verificare), tra cui spicca un altro presidente di sezione, candidato a diventare il numero due del Consiglio di Stato.
A fare da tramite tra imprenditori, avvocati e toghe sporche, secondo l’accusa, c’è anche un altro ex magistrato amministrativo!!!
Fino al 2012 era un uomo importante della Corte dei conti, poi è statoescluso: secondo l’ordinanza d’arresto, consegnava pacchi di soldi alle toghe sporche ancora attive. Un lavoro ben retribuito: tra il 2011 e il 2017 l’ex giudice ha versato in banca 239 mila euro in contanti e altri 258 mila in assegni!!!
Uno dei due avvocati di cui parlavo sopra, è anche artefice della corruzione di un Pm di Siracusa, che in cambio di almeno 88 mila euro e vacanze di lusso a Dubai, aprì una “fanta-inchiesta” giudiziaria, ipotizzando un inesistente complotto contro l’amministratore delegato dell’Eni, un depistaggio organizzato per fermare le indagini della procura di Milano sulle maxi-corruzioni dell’Eni in Nigeria ed in Congo. 
Dopo l’arresto, il Pm di Siracusa ha patteggiato una condanna a cinque anni, ma incredibilmente, la sua falsa inchiesta ha raggiunto il risultato di spingere alle dimissioni gli unici consiglieri dell’Eni (Luigi Zingales e Karina Litwak), che avevano denunciavano le corruzioni italiane in Africa!!!
Nella trama entra anche il potere politico, proprio per i legami strettissimi tra Consiglio di Stato e governi in carica. 
Un docente universitario nominato giudice del Consiglio siciliano dalla giunta dell’ex governatore Lombardo nel 2016 vuole ascendere al Consiglio di Stato e a trovargli quell’appoggio politico sono gli stessi avvocati di cui sopra, che verseranno ben 300 mila euro ad un Senatore di Roma… ma come sempre… anch’egli nega tutto!!! 
Ma c’è un ex ministro che parla… e conferma che il Senatore gli chiese di inserire il docente tra le nomine decise dall’ex governo Renzi; alla fine il giudice raccomandato perde la poltrona, ma solo perché risulta sotto processo disciplinare per i troppi ritardi nelle sue sentenze siciliane…
Ed infine… tra i legali ora indagati c’è anche un altro illustre avvocato, accusato di aver favorito un suo cliente (imprenditore) con una tangente mascherata da incarico legale: un “arbitrato libero” affidato guarda caso al padre dell’ex Presidente di sezione del Consiglio di Stato, nonché giudice tributario!!! 
Già… ancora lui, quell’ex giudice che sta cercando di usare lo squadrone delle toghe sporche (molte di queste sono tutt’ora ignote), per fermare quei magistrati integerrimi e anti-corruzione!!!
Già… perché va detto: per fortuna sono ancora oggi la maggioranza!!!

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