Cento passi verso verso il 21 marzo.

Oggi per iniziativa dell’Associazione “Libera” si ricordano 3 vittime innocenti uccise per mano della mafia a Catania.
L’Ispettore di Polizia Giovanni Lizzio, l’agente Penitenziario Luigi Potenza e l’Avvocato penalista Serafino Famà la cui morte peraltro ricorre proprio domani 9 novembre.
Già… sono passati quasi trent’anni da quei terribili agguati e a ricordo di quanto successo allora, ci si incontra oggi per mantenere il loro ricordo ed anche per comprendere il terribile contesto in cui ebbero luogo quegli omicidi.
Ecco quindi che è stato organizzato nel pomeriggio un incontro – ore 17:30 nell’aula 21 del dipartimento di Scienze politiche in via Vittorio Emanuele 49, dal titolo: Famà, Bodenza, Lizzio, analisi di un disegno criminale”.
E’ giusto ricordare quanto accaduto in quegli anni nella città etnea, per non dimenticare… ma soprattutto per non ripetere quei momenti di terrore, oppressione e corruzione. 
Un periodo fatto d’imposizioni e vessazioni (alcune delle quali sono ancora oggi purtroppo visibili, anche se va detto, in maniera minore…) Sono stati molti i soprusi compiuti, ma ahimè anche le parole non dette – a causa di quella onnipresente omertà – a cui vanno certamente sommate le mancate denunce e segnalazioni dei miei concittadini, che hanno condotto a quelle morti annunciate… 
Una storia che ha visto come protagonista la “mafia“, si quell’associazione criminale meglio conosciuta nella nostra terra con il nome di “cosa nostra“, che ha saputo imporre grazie a meccanismi perversi clientelari, politico e imprenditoriali alla popolazione la propria coercizione e dove non vi è riuscita, ha ucciso deliberatamente coloro che si opponevano … 
Ecco tra questi nomi abbiamo proprio coloro che oggi ricordiamo, i quali attraverso un lavoro estenuante, senza tregua e senza piegarsi a quelle volontà, hanno saputo portare in evidenza quanto stava “celatamente” accadendo, portando altresì in evidenza tutte i nomi di quegli affiliati delle famiglie mafiose e per questi motivi sono stati colpiti a morte… 
La Mafia è qualcosa di mostruoso non solo per quanto compie in maniera crudele alle proprie vittime, ma perché è capace attraverso quel proprio “apparato esterno“, d’allontanare i sospetti su di essa e quindi quei reati da essa commessa di stampo mafioso, facendoli passare per futili motivi, pettegolezzi privati, circostanze non attinenti con “cosa nostra“!!!
Ed in questo quell’associazione a delinquere ha trovato terreno fertile, grazie ad una popolazione reticente che invece di scendere per le strade e far sentire tutta la propria avversione, ha preferito stare in silenzio, obbedire e ancor peggio… accettare quelle ipotesi “infondate” come fossero vere!!!  
E’ tempo quindi di riscattare quelle bugie, quegli inganni, quelle manipolazioni contraffate per non voler far emergere la verità e cioè che dietro tutti quegli omicidi, vi era una sola mano… quella della nostra mafia catanese!!!
Ricordo a quanti oggi volessero partecipare, che è prevista la partecipazione del Dott. Sebastiano Ardita membro del CSM, cui seguiranno le testimonianze di Flavia Famà, Pietro Potenza e Antonio Guglielmino, familiari delle vittime.
A introdurre il convegno sarà Dario Montana di “Libera Catania”, moderatrice la prof.ssa Francesca Longo dell’università di Catania e il rettore Prof. Francesco Priolo porterà i saluti dell’Ateneo.
Rivolgendomi quindi ai miei concittadini dico: ci vediamo alle 17,30… 

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