Facemmo all’amore nel modo violento e feroce che avevo quasi dimenticato a forza di navigare nel veliero delle acque quiete della seta azzurra. In quel disordine di cuscini e di lenzuola, stretti nella viva nudità del desiderio, avvinghiandoci sino a smarrirci, mi risentii di vent’anni, contento di avere tra le braccia quella femmina selvaggia e bruna, che non si scioglieva tra le mani quando la montavano, una puledra forte da cavalcare senza tante storie, senza che le mani sembrassero diventare troppo pesanti, la voce troppo dura, i piedi troppo grandi, la barba troppo ispida, e che mi scaricava una sfilza di parolacce all’orecchio e non mi faceva sentire il bisogno di essere cullato con tenerezze né ingannato da adulazioni. Poi, assopito e felice, riposai un momento accanto a lei, ammirando la curva solida del suo fianco…

Isabel Allende, La casa degli spiriti, 1982 – cap. IV “Il tempo degli spiriti”
(via somehow—here)

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